lunedì 7 novembre 2016

LA PORTA DELL'INFERNO




E’ in edicola da qualche giorno “La porta dell’inferno”, lo Speciale Dampyr n° 12, da me sceneggiato per i disegni di Fabrizio Longo. Sono le mie prime 160 pagine scritte per Harlan Draka e anche per Fabrizio si è trattato di un esordio, sia in casa Bonelli che in casa Boselli. Il sito della Casa editrice ha pubblicato una mia intervista al disegnatore,  intitolata “Benvenuti all’Inferno”, preceduta da questa introduzione a mia firma.


Nonostante i miei venticinque anni di esperienza alle spalle, quando Mauro Boselli mi ha chiesto di scrivere una storia di Dampyr mi sono sentito tremare le vene ai polsi. Le storie di Harlan Draka non sono mai, come sanno bene i lettori (e benissimo gli sceneggiatori), un compitino da sbrigare con la mano sinistra. Al contrario, richiedono originalità d’invenzione e ricchezza di documentazione, oltre che rispetto di una linea editoriale e di uno standard qualitativo stabiliti da oltre quindici anni di storie che hanno costruito un universo e una continuity da cui non si può prescindere. Vista la competenza con cui Boselli maneggia materie complicatissime come i miti celtici, le leggende scandinave e i cicli arturiani, ho pensato che avrei potuto cavarmela soltanto trattando temi in cui anche io sono un minimo ferrato, come la letteratura italiana, la filologia dantesca e la storia fiorentina.


Appunto da toscano qual sono, ho pensato di ambientare proprio a Firenze la vicenda che ero chiamato a scrivere. Poi, riflettendo sulle tematiche horror tipiche della saga dampyriana, sono partito dal presupposto che il racconto più orrorifico mai concepito da mente umana sia la discesa negli inferi di Dante Alighieri: ho immaginato dunque una storia in cui Harlan compisse quello stesso viaggio. Per inciso, una annotazione: “tremar le vene e i polsi” (la frase da cui sono partito), è appunto una espressione dantesca usata nel primo canto dell’“Inferno”: “Vedi la bestia per cu’ io mi volsi /?aiutami da lei, famoso saggio / ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi". Tutto torna.

Quanto alla documentazione, oltre a leggere un bel po’ di saggi e far ricorso agli appunti universitari, ho consultato un vecchio amico, Alessandro Monti (noto anche in ambito fumettistico per aver collaborato con me in vari saggi critici e alla rivista “Dime Press”): Alessandro è oggi un insegnante e uno storico di professione e lavora abitualmente in ricerche di archivio su vecchi testi e carteggi medievali e rinascimentali. Dai miei consulti con lui derivano molti dei particolari riguardanti le tecniche di studio dei codici antichi che vengono spiegati ne “La porta dell’inferno”, appunto la storia di Dampyr che sono poi andato a scrivere. Non a caso uno dei personaggi del racconto si chiama Montanari e ha appunto lo stesso aspetto del mio “consulente”. A illustrare le 160 tavole dello Speciale – in edicola dal 22 ottobre – è stato chiamato un esordiente (solo in campo bonelliano, in realtà disegnatore con già alcune esperienze alle spalle): Fabrizio Longo. La sfida che si è trovato davanti era davvero pazzesca: visualizzare gli scenari danteschi confrontandosi con le illustrazioni di incisori del calibro di Gustave Dorè e pittori di ogni epoca. L’impresa è stata portata a compimento con i risultati che finalmente sono gli occhi di tutti. 

Per leggere il seguito vi rimando appunto all’intervista che ho fatto a Longo, leggibile cliccando qui

Moreno Burattini e Fabrizio Longo
Rinnovo a Fabrizio i miei complimenti per come è riuscito a confrontarsi con gli scenari danteschi, impresa davvero non facile, nel rispetto delle descrizioni del Sommo Poeta che, davvero, ha scritto uno de testi più orrorifici della letteratura mondiale. Fra tanti mostri e tante visioni apocalittiche, il vero dramma (quello che più sconvolge) è il dato di fatto di non poter morire: il dolore si rinnova senza fine, come sperimentano Dampyr e i suoi compagni finiti nell’Inferno di Dante, là dove, quando si entra, si lascia ogni speranza, anche quella della morte.

Una curiosità riguarda il cameo (una vera e propria piccola parte, a dire il vero) di Desdemona Metus, ovvero quella Desdy che con il soprannome de “L’Insonne” (dal titolo del programma radiofonico che conduce) è stata protagonista di più incarnazioni editoriali: creata nel 1994 da Giuseppe di Bernardo e da Andrea J. Polidori adesso sembra pronta per una serie TV (o una pellicola cinemotografica?) tutta sua. Essendo Desdemona fiorentina, portando Harlan a Firenze mi è sembrato giusto creare un team up non ufficiale (non si fa mai il nome della ragazza per esteso) d’accordo con Boselli e Di Bernardo. Guarda caso, fra le sue esperienze precedenti a Dampyr, Longo annovera anche un episodio dell’Insonne.

Nei giorni seguenti l’uscita dello Speciale si sono succedute numerose recensioni. Finora, i giudizi che ho letto sono più che positivi, talvolta entusiasmanti. Ne segnalo qui alcuni. estratti. Ringrazio in ogni caso tutti, anche chi avesse espresso pareri meno lusinghieri, per l'attenzione.  In calce troverete l'invito a una presentazione culinaria de "La porta dell'Inferno" prevista per il 18 novembre 2016 a Firenze, al ristorante "Il Latini" (un vero paradiso gastronomico). Ci saremo io e Longo e anche tanti altri autori.


Bad Comics



La narrazione e l’arte di queste tavole pensate ovviamente per un prodotto di intrattenimento, sono capaci di un trasporto insolito: riescono a catturare e a trasmettere al lettore alcune delle emozioni centrali del capolavoro originale: il tormento e il totale abbandono a cui sono condannate le anime dei peccatori in quei luoghi di pena e di indicibile dolore, che non viene risparmiato neppure ai nostri eroi.
Pensavamo finora che l’Inferno di Dante avrebbe smesso di angosciarci dimenticate le interrogazioni e finite le scuole. Ci sbagliavamo: Malebolge e dintorni possono ancora rappresentare un incubo, come pure l’occasione per godersi un’incredibile esperienza horror.


Gli Audaci



Emerge con chiarezza il ricco apparato di documentazione al quale si sono rivolti gli autori: lo stesso Burattini in un recente articolo/intervista ha dichiarato di essersi avvalso della consulenza dello storico Alessandro Monti (citato anche nella storia nella figura del Professor Montanari), mentre visivamente è evidente anche a uno sguardo superficiale che Longo ha studiato ed assimilato le incisioni di Gustave Dorè per dar vita a delle tavole al contempo personali ma colme di citazioni. Tutti i passaggi dell'albo ambientati all'Inferno sono caratterizzati da una perizia e una minuziosità nella rappresentazione grafica che rendono la lettura particolarmente piacevole, con il verosimile risultato di spingere il lettore con minor memoria degli studi classici a rileggersi una delle opere fondamentali della letteratura italiana.


Nerdgate


Un albo molto interessante, godibilissimo sia da chi segue ogni mese le avventure del Dampyr, sia da chi invece ne è completamente digiuno. La storia è infatti auto conclusiva e non eccessivamente legata a fatti accaduti in pubblicazioni precedenti.
Un ottimo lavoro, che consiglio caldamente a tutti!

A6Fanzine


Un gran bel volume da collezione che ci catapulta lì all'inferno, dove l'incubo prende realtà e le anime entrano in un loop senza fine. Bellissime i disegni e le ambientazioni di Fabrizio Longo, il quale riesce a far prendere vita quei mostruosi personaggi che abitano l'inferno e che speriamo di non incontrare mai.

Zagor e Altro



Questa prima storia dampyriana di Moreno Burattini mi ha davvero appassionato. L’idea di un’antica magia che, per un accidente, riesce a conferire concretezza all’Inferno immaginato da Dante Alighieri nella Divina Commedia, l’ho trovata davvero originale. Lo sceneggiatore non si è limitato “escogitare” un modo per poter far interagire i protagonisti della serie con i personaggi e l’ambientazione di un’opera letteraria, ma – da razionalista (a volte fin troppo) qual è – ha trovato una spiegazione oggettivamente plausibile perché ciò potesse accadere.
Da studente di liceo classico avevo passato ore e ore a studiare le cantiche dantesche ed è stato per me molto bello poter ammirare in un fumetto “drammatico” le raffigurazioni di personaggi e situazioni in precedenza solo immaginate. C’è davvero tutto l’essenziale dell’Inferno.

3 commenti:

Alessandro Oresti ha detto...

jeroslav mestek è un personaggio inventato, giusto?

Cesare Milella ha detto...

Da poco letto e mi è piaciuto tantissimo. Leggo occasionalmente Dampyr ma un numero scritto da te, ambientato a Firenze e con la rappresentazione dell'Inferno di Dante non potevo certo perderlo.
Belli i disegni di Fabrizio Longo con le vedute di Firenze e i vari mostri infernali, da Minosse a Cerbero, dalle Erinni a Gerione, mai così spaventosi.
Mi ha fatto venire voglia di rileggere l'Inferno del sommo Poeta.
Grazie per le dediche a Lucca Comics.
Cesare

Moreno Burattini ha detto...

Per Alessandro Oresti: fra tante cose vere, Mestek è uno studioso di fantasia, sì.