giovedì 1 agosto 2013

IL PONTE SULL'ABISSO




E' in edicola lo Zenith n° 628 (Zagor n° 577), datato agosto 2013 e intitolato "Il ponte sull'abisso". Le prime trenta tavole sono occupate dal finale dell'avventura di Boselli & Rubini alle prese con i cavernicoli e i dinosauri del "Mondo Perduto" di Arthur Conan Doyle. A seguire, per altre 64 pagine, comincia una storia da me sceneggiata e ambientata quasi tutta in territorio cileno. Si tratta di un racconto che fa parte della trasferta sudamericana (ormai giunta nella seconda metà del suo lungo percorso) e che mi riempie di soddisfazione aver potuto firmare, visto che si tratta per molti aspetti di qualcosa di insolito e di particolare. Innanzitutto per l'ambientazione: di avventure in Amazzonia se ne son lette tante, a Machu Picchu ci sono stati tutti, i Cangaceiros si sono visti in tutte le salse, ma il Cile non è stato battuto da troppi personaggi dei fumetti. Poi, sono orgoglioso della trama tutto sommato fuori dai canoni con alcuni sequenze che, secondo me, faranno discutere. Quindi, vado fiero della documentazione e del fondamento storico che sorregge il racconto. Per finire, è del tutto inedita sulla serie regolare dello Spirito con la  Scure l'accoppiata Sedioli-Verni ai disegni: il primo autore delle matite, il secondo delle chine. Sommati insieme, i due danno un prodotto migliore di ciascuno preso singolarmente, visto che Gianni è dinamico nel tratto e Marco preciso nel ripasso. Di tutte queste cose parleremo commentando i prossimi albi (la storia sarà lunga 282 tavole), dove non mancheranno le sorprese. 

Per il momento, ho pensato di farvi leggere la sceneggiatura delle prime cinque pagine iniziali così com'è stata da me consegnata ai disegnatori. Potrete in questo modo verificare come ogni luogo che si vede corrisponde a luoghi realmente esistenti. Qui accanto, inoltre, ecco alcuni minatori di una miniera di rame cilena, non troppo dissimili da quelli che si vedono nell'albo. La miniera del testo è stata realizzata sulla base delle descrizioni di Charles Darwin contenute nel suo "Diario di un naturalista attorno al mondo". Ma anche i dialoghi a bordo del "Beagle" fra Darwin e il capitano Fitzroy (due personaggi della storia, con un ruolo nel proseguo della vicenda) sono basati su ricostruzioni attendibili del rapporto fra i due. 


IL PONTE SULL'ABISSO
Sceneggiatura di Moreno Burattini


TAVOLA 1

Vignetta 1\2\3\4

Doppia striscia.
Vignettone iniziale, con in alto lo spazio per il titolo e i credits.
Riproduci la fotografia sottostante, che mostra la pista d’accesso al valico del Passo del Portillo, che divide l’Argentina dal Cile. Se guardi la foto, vedi in alto al centro (un po’ a destra) una specie di piccolo varco fra le montagne, come una piccola porta: è quello il “portillo” che dà il nome al passo. Al posto dei cavalieri che vedi nella foto, mettiamo Zagor e Cico che camminano lungo la pista portandosi dietro una mula carica con un sacco legato con una fune. Zagor ha indosso un giaccone perché siamo a quattromila metri e fa freddo, ma non potrà essere il solito giaccone di pelle con le frange, sarà un giubbotto imbottito di montone come ha Tex nella copertina di “Yukon selvaggio”. Ugualmente Cico ha un giaccone magari di foggia un po’ diversa con una sciarpa di lana attorno al collo (vedi il suo cappotto nei “Falchi delle Nevi”). Ci sono di neve qua e là. Rendi il più spettacolare possibile quando fai le montagne circostanti (tutto un po’ più scosceso, selvaggio), mettici neve e ghiacciai sulle cime circostanti al passo, vedi le foto allegate per documentazione. Vai inoltre su Youtube e cerca un video digitando "cabagada" e "Portillo".

DIDASCALIA – ANDE MERIDIONALI. PASSO DEL PORTILLO.

CICO – Acc...! Dannaz...! Malediz...!



Vignetta 5

Inquadrati Zagor e Cico più da vicino. Cico è visibilmente contrariato, mentre tira la cavezza della mula. Per la mula vedi le illustrazioni allegate a tavola 2.

CICO – Quando ci fermiamo? ...Ho fame! ...Ho freddo! ...Sono stanco!

ZAGOR – Faremo una sosta subito dopo il valico!


Vignetta 6

Busto del solo Zagor che tende il braccio e indica l’orizzonte.

ZAGOR – Ormai manca poco! ...Vedi quel passaggio fra le montagne, là davanti a noi?


Questo qui sotto è il valico del Portillo, una vera e propria porta o passaggio fra le Ande, visto da dentro, passandoci attraverso.






Il Passo del Portillo in una foto d’epoca, vedi in mezzo alle giogaie dei monti lo stretto passaggio fatto a U al centro della foto, nota i resti di neve anche d’estate.






Nelle foto che seguono vedi lo scenario dei monti come sono attorno al Passo del Portillo, con nevai e ghiacciai anche d’estate: è in questo tipo di scenario che Zagor e Cico scavalcano il valico.











TAVOLA 2


Vignetta 1

Dettaglio del “portillo”, ovvero il varco a forma di “U” nella giogaia dei monti, valico che i nostri cercano di raggiungere. Solo il valico inquadrato, nel contesto naturale.

VOCE DI ZAGOR (dal basso fuori campo) – Stando alla descrizione che ce ne hanno fatto a Mendoza, è proprio il Passo del Portillo... che è chiamato così perché sembra una piccola porta!


Vignetta 2

Zagor si volta verso l’affaticato Cico che tira la mula. Vedi immagine allegata.

ZAGOR – La porta che ci permetterà di entrare in Cile e raggiungere Valparaiso in meno una settimana!

CICO – Spero proprio che quella città mantenga ciò che il suo nome promette!





Vignetta 3\4

Striscia.
La pista sale verso il Portillo, Cico tirala mula che sembra fare le bizze, non vuole più proseguire.

CICO – Da un posto che si chiama “Valle Paradiso” mi aspetto clima mite, brezza marina, giardini rigogliosi, gente ospitale e ottima cucina! Tutto il contrario dell’arida sassaia gelata che stiamo attraversando adesso e che... UMPF!


Vignetta 5

Cico tira la mula che non ne vuol sapere.

CICO – E adesso che ti prende, maledetta mula? ...MUOVITI, DANNATA BESTIACCIA!


Vignetta 6

Zagor, divertito, guarda Cico lottare contro la mula.

ZAGOR – Probabilmente la nostra povera Francisca soffre quanto noi la “puna”... il mal di montagna che stronca le forze ai viaggiatori in alta quota! ...Dobbiamo darle il tempo di riprendere fiato!

CICO – Sgrunt!





TAVOLA 3


Vignetta 1\2

Striscia.
Zagor guarda Cico che lasciata la cavezza guarda la mula immobile stando con i pugni appoggiati sui fianchi, indispettito, un passo indietro, ma già spostato verso il posteriore della bestia (vedremo dopo che andrà dietro il sedere dell’animale a spingerlo).

ZAGOR – Del resto, quando ce l’hanno venduta,  ci avevano messo in guardia anche su questo!

CICO – Caramba y carambita! Non avremmo mai dovuto comprare una mula con un nome di donna! ...Era chiaro che si sarebbe stancata e dimostrata testarda!


Vignetta 3

Inquadrato il sole Cico (Zagor fuori campo) che inizia a spingere la mula da dietro il sedere, ma la bestia non si muove.

CICO – Ma siccome per smettere di soffrire “la puna”... puff... e soprattutto per fermarci a mangiare... puff... dobbiamo superare quel maledetto valico... DATTI UNA MOSSA, DANNAZIONE!


Vignetta 4

Busto o mezzobusto del solo Zagor.

ZAGOR – Secondo me, vecchio mio, con le signorine bisogna avere dei modi più garbati! ...Con le cattive maniere non otterrai niente!


Vignetta 5/6

Striscia.
Sotto gli occhi stupiti di Zagor, la mula scalcia Cico all’indietro con le zampe posteriori, facendolo volare verso destra a pancia in su!  Stelle di dolore.
Sonoro mula:  SNORT. Sonoro calcio: THUD.

CICO – Ti sbagli! Invece... OUCH!

ZAGOR - !




TAVOLA 4


Vignetta 1

Cico atterra di schiena e di nuca nel pietrisco, in modo buffo, finendo il suo volo.
Sonoro: TUMP.

CICO – Uh!


Vignetta 2

Zagor aiuta Cico dolente a rialzarsi.

ZAGOR – In effetti, qualcosa hai ottenuto... un calcio nei denti!

CICO – Glub!


Vignetta 3/4

Striscia.
Mentre Cico si massaggia un fianco con aria indolenzita, Zagor mostra una zolletta di zucchero alla mula che pare interessata. Cico osserva indispettito. Il “Portillo” è sullo sfondo.

ZAGOR – Coraggio, Francisca...  so che sei una brava mula e ho una zolletta di zucchero per te!

CICO – !


Vignetta 5

Piano americano. Busto lungo di Zagor che fa mangiare la zolletta alla mula.

ZAGOR – Sono sicuro che questo ti ridarà la carica!


Vignetta 6

Cico, pugni sui fianchi indispettito, osserva la mula che segue docilmente Zagor lungo la salita, senza fare storie, addirittura senza essere presa per la cavezza. Zagor, divertito, si volta verso Cico.

ZAGOR – Che ti dicevo, pancione? ...Un po’ di gentilezza e il gioco è fatto!

CICO - Acc...! Dannaz...! Malediz...!





TAVOLA 5


Vignetta 1\2

Striscia. Riproduci la foto qui sotto: è il punto esatto dell’attraversamento del Portillo. Zagor tira la mula e Cico si guarda attorno stringendosi le braccia per il freddo. Soffia vento.
Sonoro: WOOOSSH.



ZAGOR – Ecco il “Portillo”!

CICO – Brrr! ...E meno male che siamo alla fine di gennaio, in piena estate australe! ...Chissà d’inverno qui che freddo fa!


Vignetta 3

I due amici in cammino.

CICO – A che altezza saremo?

ZAGOR – Se non ricordo male, mi hanno parlato di quattordicimila piedi!  *

DIDASCALIA (in basso) - * Circa 4500 metri.


Vignetta 4

Zagor indica a Cico un punto verso il basso fuori campo, sbucando fuori dal passo.

ZAGOR – Ecco, guarda! Da adesso in poi sarà tutta discesa!

CICO - !


Vignetta 5/6

Zagor e Cico di spalle guardano il panorama che vedi in questa foto, con un po’ meno neve però. Siamo in estate. Ricordati sempre il video su Youtube che ti ho segnalato.

ZAGOR – Questa è la Valle del Mensa!  ...DAVANTI A NOI C’E’ IL CILE!







8 commenti:

Anonimo ha detto...

grande Moreno,
è sempre bello scoprire i segreti delle storie.
Complimenti per il color zagor: storia ottima e un disegnatore infinitamente bravo

belarakosi ha detto...

Telepatia...

Lorenzo ha detto...

I disegni sono di Verni, se non mi sono rimbambito! :D
Quindi le "chine" sarebbero il disegno vero e proprio e le "matite" una specie di ripasso. Ho indovinato?

Cmq è un gran bell'inizio!

Anonimo ha detto...

Grande Morenito!
Apprezzo sempre le ricerche e le documentazioni di voi autori (anche della storia Boselli-Rubini ad es.).
Ti faccio i miei complimenti e apprezzo moltissimo il vostro lavoro per cui ho il massimo rispetto.

Baf

EDU ha detto...

C'è sempre da imparare sul tuo blog.
Un caro saluto.

Alberto Camerra ha detto...

Un bell'esempio di come si svolge uno dei lavori più affascinanti del mondo. La storia, letta qualche giorno fa, è promettente!
Oggi ho invece terminato il Color Zagor; ottimo esordio, Moreno!
Un caro saluto.

Anonimo ha detto...

ottimo inizio di storia che si preannuncia molto interessanti davvero belli i disegni del duo Sedioli , Verni .... e grande Moreno !!!

Giampiero Belardinelli ha detto...

Non vorrei anticipare troppo (nel caso ci avessi azzeccato), ma credo che nei prossimi albi la vicenda si incentrerà molto sui rapporti tra scienza, religione e la degenerazione della stessa che è il fanatismo dei falsi profeti... Vedremo. Trovo giusto, caro Moreno, seguendo tutta la tua attività pubblicistica in Rete, come nel tuo Zagor degli ultimissimi anni tu abbia inserito quei temi di cui sei particolarmente sensibile. Condivido in pieno queste scelte, che danno alle sceneggiature un quid in più.
Inoltre, mi ha sorpreso in positivo l'entrata in scena dei Deplano, sia perché sono dei bei personaggi sia perché non me l'aspettavo. Ecco, a questo proposito, trovo giusto che non forniate troppe anticipazioni: in questo modo la sorpresa di incontrare comprimari inaspettati è garantita.
Chiudo con una curiosità fuori albo ma sempre in ambito zagoriano: nel finale della storia di Boselli e Rubini i Nostri scendono dal Mato Grosso procurandosi delle ali sfruttando le correnti; nel Maxi tuo e di Sossi gli indiani alleati dei due stregoni sfruttano grosso modo lo stesso sistema, con la variante che le correnti sono frutto dei poteri magici. Due grandi idee, due contesti narrativi diversi e una sorprendente affinità elettiva... Non è che tu e Boselli avete uno stesso cervello condiviso? 😉