sabato 24 ottobre 2020

HARBOUR RANCH

 

 


Nell’ultima tavola di Zagor Darkwood Novel n° 5, intitolato “Harbour ranch”, viene mostrato il Personaggio Misterioso (che narra episodi inediti della vita dello Spirito con la Scure), Personaggio che fino a quel momento era sempre stato tenuto in ombra: ne si rivela l’aspetto senza che, però, se ne riveli il nome. I più scaltri tra i lettori hanno immediatamente identificato di chi si tratta, pur non essendo evidente al primo colpo d’occhio. In ogni caso, tutte le spiegazioni saranno fornite nel n° 6 (compreso un prezioso indizio sulla sorte del Re di Darkwood – che, come si sa, in questa miniserie ambientata vent’anni dopo le storie che vi si narrano, è dato per disperso). Rimandiamo senz’altro tutti i commenti in proposito al prossimo mese. Lasciatemi qui ringraziare, però, il disegnatore Franco Saudelli: un maestro del fumetto di fama internazionale, che si è volentieri prestato a illustrare da par suo un’avventura dello Spirito con la Scure con un entusiasmo tale che quasi quasi, a sentir lui, sarebbe anche rimasto.
 
Due parole, invece, su alcuni commenti letti dopo che per la prima volta sono state sfiorate, in una storia del nostro eroe, tematiche relative all’omofobia. Ad accorgersi subito della novità è stato un giornalista di QN (il Quotidiano Nazionale che si incarna in importati giornali locali quali il Giorno, la Nazione, il Resto del Carlino), Francesco Ghidetti, che già altre volte si è occupato di Zagor (suo un altro importate articolo successivi proprio al primo albo della miniserie, “Gli occhi del destino”, in cui segnalava l’importanza che le figure femminili avevano cominciato a rivestire nelle avventure dello Spirito con la Scure). L’articolo di Ghidetti, correttissimo, è stato un po’ travisato dal titolista, che lo ha intitolato “La svolta di Zagor: il macho paladino dei gay”. 
 
 


In realtà, com’è evidente a chiunque abbia letto la storia di cui stiamo parlando, non c’è stata nessuna svolta. Il nostro eroe si comporta come si è sempre comportato. Non si tratta di uno scivolamento verso le pastoie del politicamente corretto, ma di un semplice ribadire quel che dovrebbe essere ovvio: Zagor aiuta chi ha bisogno di lui, i più deboli in difficoltà, come un cowboy pestato a sangue da cui ha cercato di ucciderlo o una donna e i suoi figli vittime della violenza di un padre padrone. Niente di diverso da ciò che ha sempre fatto: mai lo abbiamo visto chiedere, prima di soccorrere qualcuno, quali fossero i suoi orientamenti sessuali. Peraltro, mai nella storia si pronuncia la parola “omosessualità”, mai si vede una scena che mostri effusioni o tenerezze fra due uomini, mai si parla dell’argomento.  In parecchi si sono complimentati con noi, anzi, per la delicatezza con la quale si è fatto capire ciò che, in realtà, non si mostra neppure. Semplicemente, dopo sessant’anni di storie, anche Zagor sfiora un tema che Berardi e Milazzo avevano trattato, molto più esplicitamente, già nel 1981, su n° 36 di Ken Parker, “Diritto e rovescio”. Se ci fossero rimostranze da farci, sarebbero dunque per il nostro ritardo di ben trentanove anni. Ma anche il film “I segreti di Brokeback Mounain”, che a qualcuno possono aver ricordato i nostri Cliff e Jake, è del 2005: quindici anni fa. 
 
 
 

Tuttavia, non sono mancate le polemiche. Un lettore ha addirittura commentato dicendo qualcosa del tipo “chissà cosa avrebbe detto mio padre, che mi comprava Zagor quando ero piccolo". Un altro ha tirato fuori il problema riguardante il fatto che non si dovrebbe parlare di politica. Mi è stato riferito di qualcuno che si sarebbe lamentato con l’edicolante riproponendosi di scrivere una lettera di protesta all’editore. Editore che, ovviamente, era stato informato della cosa e l’ha approvata, ma non importa: mi chiedo in che cosa consista il problema. Che c’entra la politica? Davvero (con tutta la buona volontà) non capisco. Se Zagor trova un giovane pestato a sangue e gettato a morire in un burrone, non lo deve salvare perché costui (come peraltro si scopre solo alla fine) è stato ridotto in quello stato perché gay? E il padre padrone che ha ordinato il pestaggio, e ha rinchiuso suo figlio in un sotterraneo, maltrattando la moglie e la figlia, dovrebbe essere considerato un buono, dalla parte della ragione? Tipi così, lo Spirito con la Scure li ha sempre castigati fin dal primo numero, in “Harbour ranch” ha semplicemente continuato a farlo. Di fronte a una situazione come quella che il nostro eroe si è trovato davanti, l’unico modo per lui possibile di comportarsi è stato fare quello che ha fatto: aiutare chi è in difficoltà.



lunedì 12 ottobre 2020

QUATTROCENTO DOMANDE

 

 

Da più di due anno, avendo accettato la proposta fattami da Marco Corbetta (nella foto qui sopra, mentre mangia una pizza alle fragole, prezzo che ho preyeso per dire di sì), dò risposta pubblica alle domande dei lettori in una apposita rubrica sul blog "Zagor e altro". La rubrica si intitola "A domanda, Moreno risponde" e ha la caratteristica di raccogliere venti interrogativi per ogni puntata. Proprio in questi giorni il blog ha ospitato la ventesima, quindi festeggiamo le quattrocento domande.

A dire il vero la rubrica è già arrivata alla puntata n° 21 e io ho risposto già ai quesiti della ventiduesima, che apparirà presto (dipende dal curatore del blog). Quindi siamo a quattrocentoquaranta risposte, che non è un piccolo numero, a dispetto di chi ritiene che io non presti ascolto ai lettori (esistono anche tipi così, basterà vedere qui:
 


Le risate!


Se siete curiosi di leggere altre risposte che vi sono sfuggite, o volete andare a rinfrescarvi la memoria se già le avevate lette a suo tempo, qui di seguito troverete i link a tutte le puntate dalla 1 alla 20. Per ogni puntata ho selezionato una domanda interessante. Grazie ai lettori che hanno partecipato e grazie a Marco, infaticabile curatore del blog e artefice di memorabili reportage fotografici.



VENTESIMA PUNTATA


https://zagorealtro.blogspot.com/2020/09/a-domanda-moreno-risponde-20.html
 

Ci sono possibilità di rivedere non tanto il logorroico Charles Darwin, rimasto ampiamente inviso ai lettori, quanto piuttosto Frate Tomas che no, non è finito bene ma che potrebbe essersela in qualche modo cavata?

Sono sempre perplesso quando qualcuno sostiene che una certa cosa non è piaciuta ai lettori, magari addirittura “ampiamente” non piaciuta. Mi chiedo come si faccia ad appurare. Dai commenti sui forum di qualche decina di più o meno anonimi commentatori? Si potrebbe al massimo dire, allora, che “a qualcuno non è piaciuta”. Ma “a qualcuno” non piace mai nulla. I lettori del resto sono quattro per ogni copia venduta (una volta venne stabilito questo rapporto) quindi centoventimila. Più quelli all’estero. L’incontro con Darwin, come la storia successiva a mia firma, quella in Terra del Fuoco, sono, per quanto mi riguarda, fra le cose migliori che ho scritto. Le implicazioni scientifiche e filosofiche, oltre che alla documentazione, che ci sono dietro, sono più che notevoli. Se poi “qualcuno” giudica non degne di interesse  la scienza e la filosofia (declinate comunque in termini avventurosi), allora capisco.  Peraltro, non è che non ci fossero documentazione e verbosità, dove servivano, nelle storie di Nolitta (si vedano, per esempio, le spiegazioni sui riti magici haitiani o sugli usi e costumi dei samurai). 
Ho approfondito l’argomento Darwin sul mio blog, in questi articoli: 
Non pretendo che si leggano, ma se qualcuno volesse farlo, sono lì. Nel secondo di essi, riporto anche giudizi positivi – che magari potranno sembrare incredibili ai detrattori, ma ci sono stati. 
Nel mio libro “Io e Zagor”, di cui parlo qui 
si approfondisce ulteriormente l’argomento, anche quello di quanto realmente contano i pareri sui forum. Mi permetto soltanto di segnalare che sull’incontro fra Zagor e Darwin ci sono stati lavori fatti nelle scuole, lezioni universitarie e una conferenza del CICAP. La cosa ha ottenuto molta più attenzione di una qualsiasi altra storia con personaggi non verbosi. Spero che mi si vorranno comunque accreditare anche storie non verbose: anche se si hanno in uggia i personaggi storici, basterebbe essere contenti per quelle e sopportare quegli altri le poche volte che ci sono. Aggiungo che Charles Darwin, fra i personaggi storici, è uno fra i più simpatici e positivi di cui mi sia interessato. Ciò detto, spero che Frate Tomas bruci nel profondo dell’inferno per l’eternità.


DICIANNOVESIMA PUNTATA

https://zagorealtro.blogspot.com/2020/09/a-domanda-moreno-risponde-19.html


Gentile Signor Moreno, Le scrivo perché, avendo letto l’ultimo Color col Barone La Plume e la storia di Kandrax, sono rimasto estremamente insoddisfatto. Posto che tutte le storie possano apparire più o meno belle, la quantità di recensioni di utenti che hanno dato pareri negativi sono state numerose. Le voglio dire che mi trovo d’accordo con loro e che, immaginando che siano stati due incidenti di percorso ravvicinati tra loro, dalle prossime storie la serie possa riuscire a tornare ad ingranare. Le chiedo una sua opinione, da curatore, ma soprattutto come lettore, della testata al riguardo di questa doppia debacle, con entrambe che rimandano ad un futuro prossimo con dei possibili e probabili sequels, e se non abbia contato la possibile insurrezione internettiana a proposito delle suddette una volta uscite in edicola?

Sul Color con il Barone La Plume ho ricevuto, giuro, solo pareri favorevoli. Se qualcuno ha criticato (quanti? E quanti non riconducibili a troll?), io non ho letto: purtroppo o per fortuna ho pochissimo tempo da dedicare alle dispute e alle polemiche della Rete in cui altri (magari anche Lei) trovano ragione di divertimento (e ognuno si diverte come vuole), o magari di vita. Il mio parere sul Color è stato espresso, come al solito,  in un articolo sul mio blog che può trovare qui: 
Non mi pare il caso di ripeterlo. 
Le recensioni su Internet sono lecite ma assolutamente non significative, non lo dico io ma è un dato acclarato, e per una di segno negativo posso agevolmente trovarne un’altra di segno positivo. Gli haters cercano sempre di seminare zizzania, non bisogna dargli corda: meglio impiegare le energie cercando di fare sempre del nostro meglio – cosa che cerco di fare a capo di una squadra. E’ un lavoro molto faticoso, che però chiunque può divertirsi a denigrare, magari per sfogare qualche frustrazione, postando un commento. Auguro a chi lo fa di non veder denigrare il suo, di lavoro. La debacle è tutta nella Sua opinione (sfortunatamente non argomentata, peccato), su cui non ho niente da sindacare. Se non Le è piaciuta quella storia, Le piacerà la prossima (che purtroppo sarà scritta da me, forse Le conviene saltare). Per quanto Lei possa ritenerlo impossibile, c’è anche chi ha apprezzato molto “Il rapimento di Icaro La Plume”. Proprio oggi (23 settembre 2020) mi ha telefonato Marco Ciardi, professore universitario bolognese, che sta scrivendo un libro su Atlantide, per ricevere da me informazioni in modo da poter citare l’albo nel suo prossimo saggio (vedremo se lo farà: in un saggio precedente ha già esaminato l’incontro di Zagor con Darwin, chissà se Lei quello lo ha apprezzato). 
Non mi spaventa nessuna insurrezione internettiana, perché mai dovrebbe essercene una? Le storie a fumetti sono storie a fumetti, uno legge, se quel che legge gli piace bene, se quel che legge non gli piace, peccato, andrà meglio la prossima volta. Insurrezioni per un Color che a qualcuno non è piaciuto? Suvvia. Mah. (Ma davvero uno può scrivere di “insurrezioni internettiane” e poi pretendere che si considerino i suoi giudizi ragionevoli e ponderati?).

Questa mia risposta precedeva una successiva domanda, con conseguente replica, che riporto anch’essa perché poi c’è stata una coda, come vedrete.

Signor Burattini, Le scrivo senza voler passare per polemico. Innanzitutto vorrei ringraziarLa per aver saputo mandare avanti Zagor nonostante le vendite non sempre eccellenti di fronte alle altre collane di Casa Bonelli. Ma la mia domanda è questa: spingendosi troppo oltre, andando a parare con argomenti che mal ci azzeccano con l’Universo Zagoriano, quindi esagerando e facendo rimanere scontenti anche i lettori più affezionati, non si rischia di diminuire il numero di questi ultimi riducendo così il nome di Zagor ad un semplice fenomeno di nicchia?

Sarebbe bello sapere quali sono gli argomenti che mal ci azzeccano con l’universo zagoriano. Per quanto mi riguarda, le storie che facciamo ci azzeccano tutte, o non le faremmo. Magari, se volesse essere così gentile da elencare gli argomenti da evitare e provare a dare una spiegazione del perché sarebbero tabù, potremmo intavolare un dibattito. In tal caso, però, La pregherei di non ritenersi il portavoce di tutti i lettori più affezionati: Le assicuro che, per quanto possa sembrare strano, ci sono pareri diversi. Riguardo la riduzione del numero di lettori, guardi, Lei è liberissimo di non crederci, ma il fenomeno di erosione riguarda in assoluto tutte le testate a fumetti del mondo (e, in generale, tutta la carta stampata). Se poi Lei crede di voler dare la colpa a me del fatto che la gente, sul pianeta Terra, non vada più in edicola, e ritiene che avendo trovato un capro espiatorio possa dormire sonni più sereni, faccia pure.

Dopo queste due ultime risposte, nei commenti, un lettore ha scritto:

Io ho conosciuto poco Moreno, L'ho visto in un paio di occasioni e ci ho scambiato poche parole. La sensazione è di una persona simpatica e molto affabile. Tuttavia quando qualcuno critica il suo lavoro, le sue risposte sono sempre un po' troppo piccate, e mi dispiace. Capisco che non sia facile accettare che qualcuno denigri il tuo lavoro, ma quando sei "famosetto" e fai un lavoro che ti espone se non altro al pubblico degli zagoriani, le critiche vanno messe in conto, anche se , come nel caso delle ultime due domande, sono un po' vaghe. Diciamo che rispondere dando al primo (domanda 19) dell'hater, e al secondo (domanda 20) di volerlo utilizzare come capro espiatorio per la crisi dell'editoria mondiale, facendo sarcasmo, non mi pare il massimo. Forse sarebbe meglio cercare di rispondere nel merito, per quanto possibile.

Marco Corbetta ha puntualizzato: 

Per quanto mi compete, per correttezza devo osservare che alla risposta 19 Moreno parla in generale degli haters che ci sono in rete, non definendo tale il lettore che ha posto la domanda...

E io, sentendomi tirato in causa soprattutto dalla (a mio avviso ingiusta) accusa di non “rispondere nel merito”, ho aggiunto quanto segue.
 

Nella prima risposta ho citato gli haters (che esistono, purtroppo) in relazione a una ipotesi di “insurrezione” (che non ho avanzato io) e non ho neppure attribuito il termine allo scrivente, l’ho usato in generale. Di solito, rispondo in modo che a qualcuno potrebbe sembrare piccato a domande che sono acide ancor di più. Mi pare, anzi, di essere stato meno pungente del mio anonimo interlocutore. Se qualcuno scrive qualcosa, si aspetterà pure che quaLche volta gli si risponda - o si deve soltanto buscarne? Domande cortesi ricevono risposte cortesi, attacchi preconcetti ricevono risposte sempre cortesi ma magari un po’ più fredde. Se tu subissi gli attacchi che subisco io (ritenuto perfino il “distruttore” di Zagor, a dispetto del mio amore pee il personaggio) forse ti meraviglieresti, come tanti mi dicono, della mia calma serafica. Nella risposta alla domanda n.20 non vedo niente di antipatico. Solo che, anzichè vedere riconosciuto quel che faccio, con fatica, per tenere Zagor sulla cresta dell’onda, mi si prospetta la responsabilità di ridurlo a prodotto di nicchia. Il fumetto è già di nicchia, e anzi Zagor è fra i fumetti che lo sono di meno. Per concludere, mi piacerebbe sapere dov’è che, nelle venti domande di questa puntata (domande a cui mi sottopongo senza tirarmi indietro mai) e in tutte le innumerevoli puntate precedenti, io non ho risposto nel merito. Si converrà che nelle due domande non si argomentava nulla.


DICIOTTESIMA PUNTATA

https://zagorealtro.blogspot.com/2020/08/a-domanda-moreno-risponde-18.html
 

Caro Moreno, l'ingegnere Robson "canonicamente" ha i capelli grigi e i baffi marroni. Nella storia "Il ritorno di Supermike" i suoi capelli e la barba lunga sembrano completamente grigi, e nelle scene di flashback come se fossero completamente neri. È chiaro che il duro lavoro nella miniera ha cambiato Robson, ma sembrava completamente diverso anche prima di essere catturato. Perché in quella storia l’aspetto del suo personaggio differisce cosi tanto da quello che aveva in tutte le altre storie in cui l’abbiamo visto? Grazie!

Potrei inventare una risposta basata sulla polvere posata sui baffi e sui capelli, o sui giochi di luce delle torce della miniera rispetto al colore all’aperto sotto il sole, ma preferisco pensare a semplici sviste di Ferri sfuggite anche al controllo redazionale. Purtroppo (o per fortuna) il nostro è un fumetto seriale, con una produzione continua e inarrestabile. In passato, i disegnatori producevano anche trenta o quaranta tavole al mese (oggi la media è dieci), i lettori accettavano anche qualche svarione e non c’era il controllo al microscopio che c’è oggi, sia da parte del pubblico che della redazione. Esempi di stessi personaggi con l’aspetto diverso sia in storie differenti che nel medesimo racconto potrei farne a bizzeffe, non solo su Zagor ma anche su Tex e su tutti i fumetti (italiani e stranieri) con uscite concatenate.


DICIASSETTESIMA PUNTATA

https://zagorealtro.blogspot.com/2020/07/a-domanda-moreno-risponde-17.html
 

Caro Moreno, io sono molto legato alla collana Speciale. Sarà perché la prima "fuori serie" non si scorda mai. Il primo Speciale fu davvero il preludio di quella riscossa che poi si sarebbe pienamente manifestata con il Rinascimento grazie a te e a Boselli. Devo essere sincero: negli ultimi anni alcuni Speciali mi hanno deluso. Ho poi l'impressione che la collana si sia trasformata in un "ballo dei debuttanti" per gli autori. Tu, dopo l'ottimo Il maleficio di Anulka, hai scritto solo due Speciali in quasi 15 anni (di cui uno, solo come soggettista); Rauch, un'altra colonna attuale, ha firmato un solo Speciale in carriera. È solo un caso o una scelta precisa (e rischiosa)? Inoltre, non sarebbe il caso di dare una più chiara caratterizzazione, univoca, alla collana (come avviene per i Color), in modo da rilanciarla? Francamente, così come è oggi, non sembra avere un senso.


Quando scrissi il mio primo Speciale, “Il segreto di Cristoforo Colombo” (il quinto della serie), ero convinto che questa collana extra dovesse contenere storie davvero “speciali”, e quindi celebrare anniversari piuttosto che trattare argomenti insoliti. Infatti, scelsi di parlare della scoperta dell’America proprio nel 1992, anno del cinquecentenario dell’impresa delle tre caravelle. Nel 1995 scrissi lo Speciale “La leggenda di ‘Wandering’ Fitzy” in cui si rivelano sia il passato di Nathaniel sia il nome di battesimo di Zagor. Nel 1998 affrontai il tema del Graal e dei templari, cosa che mi costò uno sforzo enorme di documentazione. Nel 2001 fu la volta di “Darkwood anno zero”, albo celebrativo del quarantennale. Nel frattempo erano nati i Maxi, e ne venni assorbito (credo di averne scritti più di tutti). Ma in Casa editrice, intanto, avevano cominciato a dirmi che, in realtà, gli Speciali (che essendo più costosi vendono di meno della serie regolare) dovevano essere pensati per offrire storie autoconclusive a lettori non necessariamente interessati a collezionare l’intera serie o a seguire le avventure a puntate della collana Zenith, ma desiderosi di leggere un episodio e via, magari in treno. Quindi, avrebbero dovuto essere storie senza “eccezionalità”, addirittura tradizionali, tese a far inquadrare le caratteristiche tipiche del personaggio al fruitore occasionale. In ogni caso, le storie celebrative e con temi forti si dovevamo riservare alla collana Zenith, l’ammiraglia della nostra flotta. Si trattò di un rovesciamento di prospettiva a cui cercai di adeguarmi. Questo indirizzo è rimasto fino a oggi. Non si deve pensare che tutti i lettori dello Spirito con la Scure siano collezionisti super appassionati che seguono tutte le testate zagoriane e ne conoscono perfettamente le caratteristiche: ci sono anche i fruitori episodici e distratti, coloro che cercano le avventure complete e soltanto quelle, e via dicendo. Diciamo che lo Speciale si rivolge (anche) a quelli a cui non passa neppure per l’anticamera del cervello di seguire fedelmente una serie ma vanno a spizzichi e bocconi. D’altra parte, invece, gli adepti della collana Zenith pretendono le storie migliori la cui ortodossia sia anche garantita da uno staff di nomi noti e rassicuranti. Perciò, se c’è uno sceneggiatore alla sua prima prova, meglio farlo esordire sullo Speciale e promuoverlo sulla serie regolare a ragion veduta. Contesto l’affermazione secondo la quale le storie degli Speciali sarebbero di seconda scelta: può capitare l’albo meno riuscito, ma se scorriamo l’elenco dei titoli e degli autori troviamo un sacco di episodi interessanti scritti e disegnati da gente in gamba, alternati magari con storie meno felici – ma questo capita, in una produzione seriale. Mi piacerebbe avere il tempo e lo spazio per esaminare insieme i trentadue albi usciti finora e valutare quanti siamo davvero scadenti e quanti invece siano apprezzabili o più che apprezzabili: credo che i pro superino di gran lunga i contro. Sono d’accordo sul fatto che bisognerebbe trovare una “caratterizzazione” della serie, sempre con la prudenza che contraddistingue gli esperimenti zagoriani (non certo immaginando universi alternativi dove l’eroe di Darkwood veste di nero o ha la barba). Tuttavia, ci sono lettori che protestano inviperiti anche per le miniserie, dicendosi disturbati dalle variazioni su tema o da ogni deragliamento fuori dai binari abituali, dunque volendo dedicare gli Speciali alle storie della gioventù dello Spirito con la Scure con “Wandering” Fitzy o a quelle del periodo prima dell’arrivo di Cico, sorgerebbero contestazioni.

SEDICESIMA PUNTATA

https://zagorealtro.blogspot.com/2020/05/a-domanda-moreno-risponde-16.html
 

Caro Moreno, sarà possibile vedere sulle collane zagoriane Chloe, agente/donna di Altrove nella serie "Storie da Altrove"?

Dunque: ho pensato a Chloe proprio pensando che avrebbe potuto tornare in altre storie dello Spirito con la Scure un cui serva una sorta di “Agente Dana Scully” come su X-Files. Da questo punto di vista mi sembra di aver dato vita a un personaggio ricco di potenzialità. Se poi mi chiedi se possa essere sfruttato da Castelli & Recagno per le loro “Storie da Altrove”, ecco: io non avrei niente in contrario, anzi! Mi propongo di incoraggiarli in tal senso.


QUINDICESIMA PUNTATA

https://zagorealtro.blogspot.com/2020/03/a-domanda-moreno-risponde-15.html
 

Dopo la storia del n. 600, è ipotizzabile un terzo scontro con gli Akkroniani, magari trasportando Zagor sul loro pianeta?

Personalmente preferirei considerare chiuso il discorso degli Akkroniani, anche per non contraddire l’elegante soluzione trovata da Jacopo Rauch sul n° 600. Peraltro, gli Akkroniani sono una sorta di monumento a Guido Nolitta: meno si toccano, meglio è. Ci sono le loro basi con i macchinari che hanno lasciato, bastano quelle. Poi, ci sono tante altre razze aliene nell’universo, e alcune sono già state incontrate


QUATTORDICESIMA PUNTATA

https://zagorealtro.blogspot.com/2020/01/a-domanda-moreno-risponde-14.html
 

Tutti noi, qualsiasi lavoro facciamo, ai nostri tempi siamo valutati per i risultati che portiamo, specialmente se abbiamo un certo livello di responsabilità, per cui mi viene da pensare che il curatore di una rivista o di un fumetto sia giudicato sull’unico parametro oggettivo, ossia le vendite. Come è possibile dunque che ogni volta che si affronta il discorso con Moreno, ma non solo, la risposta sia evasiva, le informazioni sui numeri sempre datate e vaghe... C’è forse un obbligo di riservatezza? Non credo possibile che il curatore della serie non sia informato e valutato puntualmente sui numeri... Tutte le altre considerazioni mi paiono chiacchiere che si fondano su valutazioni soggettive. Chi mai può decidere se una storia sia bella o brutta?

Anche il dato delle vendite, di per sé, non è indicativo. Non penso esistano riviste a fumetti o collane di libri che, valutando in numeri assoluti il venduto di dieci o venti anni fa rispetto a quello di oggi, abbiano guadagnato lettori (se uscivano allora ed escono ancora). Se il mercato cala del 10% su base annua, in generale, e una certa testata perde solo il 5%, è un risultato positivo o un risultato negativo, per un curatore? Non credo si possa far niente per recuperare le posizioni perdute, se in Italia chiudono (come chiudono) cinque edicole al giorno. Si può solo cercare di contenere le perdite, di fronte al mondo che sembra aver smesso di leggere. Non si pensi che i lettori che non comprano più libri e fumetti leggano eBook. Gli eBook sono stati un fallimento, i dati parlano di una incidenza minima sul fatturato. I lettori che non comprano più libri e fumetti, hanno smesso di leggere. Così come i clienti di una edicola che chiude: non vanno all’altra edicola più vicina. No, smettono di andare in edicola. Non lo dico io, lo dicono le statistiche. Quindi, prima di accusare un certo editor o un certo autore di aver fatto calare le vendite di una testata, bisogna considerare quanto sono calate le vendite complessive di tutto il settore e farci un ragionamento sopra. Se proprio si vuol valutare sui meri numeri del venduto il mio operato di curatore dal 2007 a oggi, chiediamoci quante testate sono chiuse nel frattempo, e quanto vendono le dirette concorrenti. Ciò premesso, per mia indole non chiedo di controllare i dati di vendita. Se insistessi per vederli, certamente lo otterrei; ma perché dovrei voler venire condizionato da un trend generale assolutamente negativo? Meglio agire secondo ciò che mi dice il cuore, assecondando l’intuito. Più o meno una volta l’anno facciamo una riunione in Bonelli per fare il punto della situazione, e mi viene mostrato com’è il trend. Di solito si tratta di dati confortanti, almeno rispetto all’andamento del settore. Uscendo dalla riunione, ho dieci progetti nuovi che mi sono stati affidati, alcuni proposti da me, altri suggeriti dalla direzione: mi dimentico i dati di vendita e comincio a lavorare. Dello scorso anno ricordo solo che ci sono stati dei picchi notevoli con l’albetto di Jovanotti e l’omaggio del numero zero di Tex Willer, poi riassorbiti. Rispetto ai quei picchi, abbiamo perso. Però, l’arrivo di nuove collane come Zagor Classic e Le Origini ha portato a un aumento del fatturato. Nel 2021 i festeggiamenti del Sessantennale ci faranno risalire. Infine, resta l’obbligo per ogni collaboratore di una società, di non divulgare dati aziendali: c’è scritto anche nel nostro codice etico. Perciò, un minimo di vaghezza è deontologica.


TREDICESIMA PUNTATA

https://zagorealtro.blogspot.com/2019/12/a-domanda-moreno-risponde-13.html
 

Caro Moreno, com’è possibile che Zagor non abbia mai subito danni al cervello per la miriade di colpi alla testa che ha ricevuto durante tutte le sue avventure?

E’ possibile nella logica della serialità di una serie a fumetti, cioè una saga potenzialmente infinita in cui il protagonista deve, per forza di cose, rimanere il più possibile integro. Una logica che non vale, ovviamente, soltanto per Zagor ma anche per Tex e tutti gli eroi di questo tipo, esclusi quelli con superpoteri o quelli comici – per i quali valgono regole diverse. Ma anche character come James Bond o Tarzan, nelle loro varie incarnazioni cinematografiche o letterarie, oltre che fumettistiche, non possono risentire più di tanto, o venire invalidati, dai colpi ricevuti. Fa parte del gioco, bisogna credere che la tempra di questi personaggi sia in grado di far loro resistere a prove eccezionali, che ridurrebbero in carrozzella chiunque altro. Se non ci si crede, allora si perde la magia del racconto. Del resto, i lettori di Zagor credono anche che lo Spirito con la Scure voli di ramo in ramo o che lanci la scure in modo infallibile decidendo se uccidere o stordire gli avversari. Va detto che nel corso della trasferta sudamericana il Re di Darkwood è stato sottoposto dalle Amazzoni a una immersione in una vasca rigenerativa della tecnologia atlantidea che ha guarito tutte le sue ferite, dunque si può dire che da quel punto in poi è tornato come nuovo.



DODICESIMA PUNTATA

https://zagorealtro.blogspot.com/2019/09/a-domanda-moreno-risponde-12.html

Caro Moreno, nelle storie di Zagor il presidente degli Stati Uniti è Andrew Jackson. La storia pubblicata nel 2001, Zagor Maxi n. 2: "La Lunga Marcia", si svolge durante il secondo mandato di Jackson e dopo il trasferimento forzato dei Cherokee ci rendiamo conto che probabilmente si tratta dell'anno 1836. Nella storia pubblicata del 2017, Zagor Maxi n. 28: "Gli Uccisori di Indiani", Craig Turner dice che era stato accoltellato a Washington due anni prima, e ciò è accaduto nel Maxi n. 2 (1836), il che lascia dedurre che la storia del Maxi n. 28 probabilmente si verifica nel 1838. Andrew Jackson è stato presidente dal 1829-1837, seguito dal 4 marzo 1837 dal presidente Martin Van Buren. Così, nel Maxi n. 28, Martin Van Buren dovrebbe essere presidente degli Stati Uniti, e se la serie regolare segue la stessa continuity della serie Maxi, Zagor attualmente dovrebbe vivere sotto la presidenza di Van Buren. Puoi spiegare questo enigma? Saluti!

Nessun enigma. Il tempo, nell’universo zagoriano, è come “cristallizzato”, o comunque scorre in modo indipendente da quello della realtà. Non si può pretendere il rispetto esatto delle date da parte di un eroe che porta al fianco una pistola a ripetizione che non poteva esistere prima degli anni Cinquanta dell’Ottocento, mentre vive avventure negli anni Trenta. Dato un range cronologico (quello appunto degli anni Trenta), e premesso che si tratta soltanto di una indicazione di massima utile a stabilire un contesto, sul resto bisogna lasciar correre. Zagor del resto incontra Charles Darwin in Cile in un giorno (quello del terremoto di Conception) che sembra essere del febbraio 1835. Ma a quel punto sono già accaduti i fatti de “La lunga marcia” (1836) oppure no? Zagor incontra Tocqueville nel corso del suo viaggio in America del 1831-1832: i fatti di “Agenti segreti” sono collegati con quelli de “L’uomo nel mirino”, dove Jackson è già stato malmenato dallo Spirito con la Scure alla Casa Bianca (dato che il Presidente lo ricorda espressamente), quindi la visita di Zagor a Washington quando è avvenuta? Il punto è che nell’universo di Zagor esistono evidentemente alcuni personaggi storici vissuti, anche nella nostra realtà, con gli stessi nomi, volti e caratteristiche (Jackson, Darwin, Tocqueville), che lì però risultano sfalsati, modificati in qualcosa, deformati dal trasferimento nel mondo parallelo dove si trova Darkwood.


UNDICECESIMA PUNTATA

http://zagorealtro.blogspot.com/2019/07/a-domanda-moreno-risponde-11.html
 

Caro Moreno, in un periodo come il nostro caratterizzato dal “politicamente corretto” anche nell’ambito delle pubblicazioni a fumetti, quanto ti senti limitato da ciò nella tua creatività (ammesso che sia così)?

La mia opinione sul “politicamente corretto” è politicamente scorretta. Questo non vuol dire che mi piaccia la scorrettezza, ma che non sopporto le censure e ritengo intollerabile che qualunque cosa si dica ci sia qualcuno che si senta offeso, per cui bisogna stare attenti a non urtare la sensibilità di nessuno. Ma se si scrive per un vasto pubblico e se si collabora con una Casa Editrice tradizionalmente attenta al rispetto delle idee di tutti, è giusto attenersi a certe regole. Perciò, mi rendo conto da solo della necessità di restare nei limiti imposti dal buon senso. Essere “politicamente corretto” scrivendo Zagor non mi pesa, essendo lo Spirito con la Scure corretto di suo. In generale, però, sicuramente gli autori di fumetti (ma anche i registi, i cantanti, gli scrittori) erano più liberi in passato. Oggi, persino sul “Vernacoliere” bisogna stare attenti a quel che si dice o si disegna.


DECIMA PUNTATA

https://zagorealtro.blogspot.com/2019/05/a-domanda-moreno-risponde-10_9.html

Ha mai pensato Moreno di scrivere una propria serie o miniserie Bonelliana? C’è qualche progetto in futuro?

Ci ho pensato, ma alla fine ho sempre concluso che Zagor è una “mia” serie e non ho bisogno di sentirmi più realizzato con un altro personaggio creato da me. Da bambino e via via crescendo sognavo di scrivere storie dello Spirito con la Scure, e lo sto facendo. Che altro posso desiderare, professionalmente, di più? Peraltro, oltre a sentire profondamente mio il Re di Darkwood, la serie offre la possibilità di spaziare fra tutti i generi (avventura, western, fantascienza, horror, umorismo, giallo), per cui ho la massima libertà di espressione. Non mi sento in gabbia, non scrivo Zagor perché “mi tocca” o perché sono un professionista e faccio il lavoro che mi è stato commissionato. Ho creato dei personaggi che sono entrati a far parte della saga a pieno titolo. Mi sono sbizzarrito anche con altri eroi bonelliani, come Dampyr, Tex e il Comandante Mark. Tuttavia, è ovvio che ogni scrittore abbia dei progetti nel cassetto, perché le idee ci tendono agguati e ci saltano addosso di continuo. Se mi chiedessero una miniserie originale qualche proposta potrei farla.


NONA PUNTATA

http://zagorealtro.blogspot.com/2019/03/a-domanda-moreno-risponde-9.html
 

A molti piacerebbe il ripristino della cover dell’albo successivo, in quarta di copertina e a colori, come accadeva parecchio tempo fa. Cosa ne pensi di questo, Moreno, sarebbe fattibile?
 

Tutto è fattibile, ma la grafica della copertina (interni ed esterni) non dipende da me. Cristina Pajalunga fa lunghe riunioni con Michele Masiero per decidere cosa mettere in evidenza, cosa pubblicizzare, con quali immagini e quali colori. Io poi, informato delle decisioni prese, scrivo le frasi che presentano gli albi. Mi pare di capire che pubblicizzare l’albo successivo in quarta di copertina sarebbe controproducente perché si toglie spazio alle notizie riguardo ad altre iniziative (volumi, ristampe, speciali, Maxi) che hanno bisogno di maggior visibilità. La cover del numero dopo, in fondo, si può guardare anche in seconda di copertina: si dà per scontato che il lettore abituale la vada a cercare incuriosito là dov’è e acquisti l’albo per fedeltà. Ma se ci sono novità di altro tipo è meglio metterle in evidenza.



OTTAVA PUNTATA

http://zagorealtro.blogspot.com/2019/01/a-domanda-moreno-risponde-8.html
 

La collana sta vivendo un lungo periodo di ritorni, tra vecchi personaggi secondari e nemici del passato. Secondo me Zagor ha ancora molto potenziale, e mi chiedo se prossimamente è in progetto una nuova fase della saga, un po’ come è avvenuto per la famosa seconda Odissea Americana. Sarebbe bello leggere nuove storie con personaggi, nemici inediti, non legati necessariamente al passato. Insomma, non solo io, ma a molti lettori piacerebbe una nuova Odissea Americana, come quella iniziata con l'episodio de "L’esploratore scomparso".
 

Nemici nuovi e vecchi si alterneranno come abbiamo sempre fatto. Non c’è nessun piano preciso per favorire le vecchie glorie a discapito delle nuove. Dal mio punto di vista contano le storie: se c’è una buona proposta per una bella storia, la facciamo indipendentemente dal fatto che riguardi un vecchio nemico piuttosto che uno di nuova ideazione. Va tenuto conto però che i villains del passato sono tanti e quelli nuovi sono difficili da creare. In realtà in ogni storia ci sono nuovi personaggi, e nelle intenzioni degli sceneggiatori ogni cattivo dovrebbe essere memorabile. Poi, nei fatti, sono pochi quelli che lasciano il segno. Accadeva anche ai tempi di Nolitta o di Toninelli (in anni in cui c’erano comunque tanti ritorni).



SETTIMA PUNTATA

http://zagorealtro.blogspot.com/2018/11/a-domanda-moreno-risponde-7.html
 

Gli Zagoriani appassionati come me apprezzano molto i ritorni di buoni e cattivi della saga del nostro, molti sono tornati e molti, a quanto leggo, fortunatamente torneranno. Uno, però, è morto per sempre: Mortimer. Eppure, se non ricordo male, rispondendo a domanda in non so quale fiera fumettistica (ne ho visto il video sul web), Moreno si presentava possibilista sul ritorno poiché diceva (sempre se non ricordo male e nel caso me ne scuso) qualcosa tipo "abbiamo visto solo il corpo", mi permetto allora di chiedere: ma davvero Moreno pensi che Mortimer, morto e sepolto, possa tornare? Da parte mia, per quello che può valere il mio parere, preferirei di no, un conto è il ritorno di arcinemici "superumani" come Hellingen, Rakosi, Kandrax, un conto resuscitare un uomo morto. A questo punto meglio nuovi antagonisti per il nostro immarcescibile Zagor.


Qualunque cosa si proponga, ci saranno i favorevoli e i contrari con reazioni di uguale forza ma di segno opposto, come per i corpi immersi nei liquidi del principio di Archimede. Impossibile mettere d’accordo tutti. Zagor, poi, si presta a questo tipo di dibattito, perché essendo sfaccettato ognuno se lo immagina fatto su misura per lui e contesta la sfaccettatura che invece piace al proprio compagno di banco. “Zagor è un western e deve proporre avventure con i trappers e gli indiani”, “No! Zagor deve affrontare i mostri!”, e via dicendo. Riguardo a Mortimer, ci saranno stati quelli contenti della sua (presunta) morte, e quelli desiderosi invece di un suo (possibile) ritorno. Il mio proposito è di far trascorrere un po’ di tempo per pensarci, tanto abbiamo (per fortuna) tante altre cose da raccontare. Niente è stato deciso. Però, se l’obiezione è: “non può tornare perché è morto”, mi permetto di sorridere. Persino Zagor, nel secondo Zagorone, muore a pagina trenta. Il suo corpo viene cremato e le sue ceneri disperse al vento. Questo almeno è quello che si vede (lo vedono anche Cico e Tonka, che piangono la scomparsa dell’amico). Poi la realtà risulta diversa dall’apparenza. I giochi di prestigio si basano su ciò che si crede di vedere. Una donna viene segata a metà ma resta in vita, il mago Copperfield vola. Siamo tutti convinti di aver visto Mortimer morire, Zagor ne recupera il corpo e lo seppellisce. Anche il Conte di Montecristo, però, viene creduto morto e gettato in mare in un sacco. Per inciso, anche Sandokan, in un passaggio delle sue mille avventure. Ma quello che si è visto è davvero quello che è accaduto? Quindi: lasciamo allo sceneggiatore i suoi trucchi. Resta il fatto che per il momento Mortimer rimane sepolto.



SESTA PUNTATA

http://zagorealtro.blogspot.com/2018/10/a-domanda-moreno-risponde-6_25.html
 

Ritengo la saga atlantidea di Zagor molto bella e avvincente. Sarà possibile leggere in futuro altre avventure con tematiche riguardanti Atlantide e Mu?

Nel mio libro “Discorsi sulle nuvole”, da poco uscito grazie a Cut Up, è contenuto un capitolo appena un po’ polemico contro chi ha protestato con marce e manifestazioni al grido di “Basta Atlantide!”. Mi sono chiesto come mai Atlantide sia un argomento che hanno trattato e trattano tutti (c’è persino su Tex, in una storia di Nolitta) ma allo stesso tempo sia incredibilmente risultato indigesto a una parte dei lettori, nonostante Zagor sia una testata che, per le sue caratteristiche avventurose e fantastiche, si presta straordinariamente alla trattazione del tema. Non a caso Davide Morosinotto l’ha utilizzato nel suo romanzo “Zagor” senza che io gli abbia detto niente (da esperto scrittore ha colto da solo l’opportunità). Tuttavia, esaurito il ciclo con il viaggio in Antartide, per non far venire travasi di bile agli atlantidofobi mi sono riproposto di non entrare più nell’argomento.


QUINTA PUNTATA

http://zagorealtro.blogspot.com/2018/08/a-domanda-moreno-risponde-5.html

Negli ultimi tempi si è visto il ritorno di molti personaggi del passato e altri sono in programma come il mio amato Supermike. Vorrei sapere se ci sarà in futuro la nascita di qualche personaggio nuovo: è dai tempi di Mortimer che non c’è un supernemico all’altezza di Zagor!
 

I supernemici non so creano a tavolino. Nascono da soli. Uno sceneggiatore scrive una storia e poi ci si accorge che contiene un cattivo davvero tosto che potrebbe anche tornare. Con Mortimer è andata così: non pensavo a un ritorno, Zagor avrebbe dovuto far arrestare il criminale al termine della prima avventura. Fu Boselli a dire: fallo tornare immediatamente! In ogni racconto gli sceneggiatori cercano di far affrontare a Zagor avversari che lo mettano in difficoltà. Un giorno uno di questi si rivelerà essere assolutamente micidiale e diventerà il nuovo Mortimer.



QUARTA PUNTATA

http://zagorealtro.blogspot.com/2018/05/a-domanda-moreno-risponde-4.html
 

Uno degli elementi della collana che mi è sempre piaciuto è legato all’immagine misteriosa e semidivina che il creatore della serie, ispirandosi come è noto, all’universo dell’Uomo Mascherato, ha voluto conferire al nostro; da un po’ di tempo tuttavia, non compaiono nella serie regolare le spettacolari entrate in scena, le mirabolanti magie volte a corroborare l’ascendente mistico dell’eroe sulle popolazioni native di Darkwood. Le vedremo ancora?
 

In una intervista del 1989 pubblicata sullo “Speciale Zagor” di “Collezionare”, Sergio Bonelli rilasciò questa dichiarazione: “Zagor originariamente era un sensitivo, anche se non proprio come Mandrake. Intuiva il pericolo, percepiva particolari vibrazioni nell’aria. Gli sceneggiatori di oggi non si ricordano quasi mai di questa caratteristica”. Avendo personalmente raccolto queste parole essendo stato uno degli intervistatori in quell’occasione, mi sono proposto, in qualità di nuovo sceneggiatore, di ricordarmene. Così, a ogni piè sospinto, da quasi trent’anni a questa parte, faccio dire allo Spirito con la Scure frasi di questo tipo: “Ho la strana sensazione di un pericolo incombente, e in questi casi raramente mi sbaglio”. Noto che Jacopo Rauch usa formule del genere ancora più spesso di me. Insomma, Zagor percepisce le minacce come se avesse il “senso di ragno” che pizzica a Peter Parker. Ciò nonostante, avendo letto l’intervista di Nolitta, ci sono ancora dei lettori che a ogni piè sospinto chiedono: “Perché voi sceneggiatori di oggi non vi ricordate quasi mai della caratteristica di Zagor di essere un sensitivo?”. Io e Rauch ci guardiamo sgomenti perché ci sembra di ricordarcene anche troppo. Lo stesso pare capitare anche per le “apparizioni” del Re di Darkwood agli indiani. I lettori più affezionati alla tradizione percepiscono uno scollamento dalle consuetudini e temono che certe tradizioni si vadano perdendo anche se non è così. Basti pensare che c’è stata una “apparizione” dello Spirito con la Scure anche nell’albo con Jovanotti di pochi mesi fa, ma a guardar bene se ne possono rintracciare alcune anche in tempi recenti. Ne “L’uomo che sconfisse la morte” (il secondo Zagorone) di “apparizioni” ce ne sono addirittura due. Ce n’è una nello Speciale, di non troppo tempo fa, “La danza degli spiriti”. Una che mi è piaciuta particolarmente immaginare è in “Magia indiana”. Tuttavia è vero che questo tipo di “show”  non è troppo frequente, però neppure Nolitta lo metteva in scena in ogni numero. Del resto, se ci fosse di continuo non sarebbe più d’effetto (anzi, sarebbe ripetitivo, prevedibile). Va aggiunto un particolare. La sensibilità dei nostri giorni potrebbe percepire come offensivo per i nativi americani il fatto che li facciamo passare per dei creduloni, gente disposta a farsi abbindolare da trucchi da avanspettacolo. Perciò, bisogna stare attenti a non esagerare.


TERZA PUNTATA

http://zagorealtro.blogspot.com/2018/04/a-domanda-moreno-risponde-3.html

 

Nella trasferta (vedrei bene in Asia) ci sarà una capatina in uno spazio-tempo fuori dal tempo-spazio (con creature fantasiose stile mondo perduto o palude degli orrori)?
 

Le trasferte tendono a essere collocate nel tempo e nello spazio. Cioè, andando in Sud America lo Spirito con la Scure ha visitato regioni realmente esistenti così com’erano nel suo periodo storico (almeno quello che per convenzione gli si attribuisce). Ciò non esclude aspetti fantastici (tant’è vero che Boselli ha ricreato in Mato Grosso il “mondo perduto” di Arthur Conan Doyle), però le creature fantasiose devono essere collegate alla realtà antropologica e folkloristica dei luoghi visitati. Andando in Transilvania Zagor avrà a che fare con i vampiri e altri elementi leggendari caratteristici di quella terra. Uscire dallo spazio-tempo o dal tempo-spazio lo si può fare anche a Darkwood (che di per sé è già, direi, abbastanza “fuori”). La capatina in Asia ci sarà ma sarà brevissima e senza mostri fantastici.


SECONDA PUNTATA

http://zagorealtro.blogspot.com/2018/03/a-domanda-moreno-risponde-2.html
 

Che fine ha fatto l’alieno buono che abbiamo conosciuto nell’avventura "Gli assassini venuti dallo spazio"? Sappiamo che si è insediato a Darkwood, ma ritornerà, a breve, in una nuova avventura? Sono proprio curioso di sapere come Burattini intende utilizzarlo.
 

Ah, dunque c’è chi ha apprezzato “Gli assassini venuti dallo spazio”! Scherzo, ho ricevuto tanti complimenti quante critiche, entrambi in misura inaspettata. Quel personaggio, Change, secondo me è riuscito molto bene e ha grandi potenzialità. Se non temessi di suscitare le ire dei detrattori sarebbe già tornato. Prima o poi lo farà.


PRIMA PUNTATA

http://zagorealtro.blogspot.com/2018/03/a-domanda-moreno-risponde-1.html
 

E' vera la voce che nel prossimo maxi storie-brevi ci sarà una storia disegnata da Piccinelli? Io mi auguro di vederlo all' opera in uno speciale, ma anche così andrebbe bene!
 

Se dipendesse da me non chiederei di meglio -  ma anche se dipendesse da lui credo che Alessandro disegnerebbe più che volentieri una storia di Zagor, breve o meno breve. Il problema è che di Piccinelli lo staff di Tex ha estremo bisogno e Boselli per il momento non è disposto a prestarcelo (ci sono storie importanti a cui il nostro copertinista deve lavorare e già le copertine lo rallentano).




venerdì 2 ottobre 2020

BERSAGLIO UMANO




Il quarto episodio della miniserie “Zagor Darkwood Novels”, intitolata “Bersaglio umano”, dell’agosto 2020, riporta sulla scena la grintosissima fuorilegge Blondie, apparsa per la prima volta in un albo intitolato “Pericolo biondo” (Zagor n° 140, 1977). Guido Nolitta, con la complicità di Franco Donatelli, ce la mostra persino nuda (anche se di spalle e immersa nell’acqua di un fiume fino alla vita). 

La fanciulla, nonostante l’aspetto incantevole, è pericolosa come un serpente a sonagli. Se arrestarla si rivela un’impresa non facile, arrivare ad affidarla alle autorità perché venga processata per i suoi crimini risulta un atto davvero eroico. “Devo soltanto preoccuparmi di consegnare allo sceriffo un pericoloso assassino”, dice lo Spirito con la Scure, “ed è proprio quello che farò, anche se quell’assassino è la creatura più seducente che abbia mai incontrato”. E proprio l’arma della seduzione è l’estrema risorsa a cui ricorre la banditessa, convinta di poter far leva sull’attrazione che un fisico come il suo è in grado di esercitare sugli uomini, Patrick Wilding compreso. “Ti garantisco che non sono atto di pietra”, ammette il Re di Darkwood, preparandosi a resistere alle lusinghe della bionda.  

Dunque, anche nel periodo nolittiano si sono avute ripetute prove di come Zagor non sia insensibile al fascino femminile. Basterà ricordare le love story con Frida Lang e Virginia Humbold. Successivamente, Mauro Boselli ha creato altre figure femminili con cui l’eroe ha vissuto storie d’amore: Marie Laveau e Gambit. Tuttavia, nell’alzare un po’ di più l’asticella in funzione della visione postmoderna di questa miniserie, mi sono permesso di inserire un inside joke: la scena iniziale del primo episodio,  “Gli occhi del destino” (dove una ragazza, Kendra, fa il bagno nuda e Zagor applaude giungendo a godersi lo spettacolo), è appunto una citazione da Guido Nolitta e da “Pericolo biondo”.  Qualcuno si è mostrato scandalizzato perché l’eroe poi si lascia irretire e assistiamo a una, seppur castigatissima, scena di sesso. “Non mi piace l’attuale liberalizzazione sessuale del personaggio”, ci ha scritto un lettore. Ho risposto facendo notare come le poche vignette di effusioni fra Zagor e Kendra sono state inserite in un albo fuori-serie rispetto alla collana regolare. Anche Mauro Boselli, nella collana Tex Willer”, che racconta del futuro Aquila della Notte da giovane, ha inserito qualche scena più audace del solito mentre nella testata “Tex”, quella della tradizione, l’eroe più maturo non si concede nessuna libertà del genere. 


In “Bersaglio umano” non ci sono scene di sesso, ma qualche cosa succede lo stesso, fra lo Spirito con la Scure e e la banditessa, con buona pace dei bacchettoni. Del resto, un suo ritorno ne “Il passato di Isabel” (Zagor n° 633) aveva svelato il vero nome della ragazza e il motivo della sua decisione di darsi al crimine, il che l’ha resa in qualche modo meno “nemica” di prima. Però, nella storia mia e di Massimo Pesce, che si fregia di una copertina di Michele Rubini, Blondie accetta l’incarico, affidatole da un boss della malavita, di uccidere per lui proprio il Re di Darkwood. Del resto, il lavoro è lavoro. Pesce, maestro nella raffigurazione dei personaggi femminili, identifica Isabel con il volto (e il fisico) di Brigitte Bardot. Come non essergliene grati?



mercoledì 16 settembre 2020

IL QUARANTESIMO MAXI






Nella foto, ho in mano il Maxi Zagor n° 40. Oltre all'ottimo lavoro di Gianni Sedioli a supporto dei testi di Antonio Zamberletti, mi colpisce il numero quaranta. Ricordo quando Sergio Bonelli scrisse la presentazione del primo Maxi Zagor nel luglio 2000 (sono passati vent'anni), rivelando di essersi deciso a inaugurare quella nuova collana dedicata allo Spirito con la Scure in seguito alle insistenti richieste dei lettori. Lettere, cartoline, telefonate e messaggi così numerosi da perdere il conto, con cui a lungo in tanti gli avevano chiesto un “volumone” come quello che alla fine aveva mandato in edicola. “Se ce ne saranno altri – aggiungeva Bonelli – non lo so. Dipenderà dalla vostra accoglienza”. Non soltanto l’estate successiva vide un secondo Maxi dato alle stampe, ma in seguito la collana sarebbe diventata prima semestrale, poi quadrimestrale. 

Nel 2000 ancora non lavoravo in Redazione, ma dal n° 2 in poi, datato 2001, ho cominciato a seguire la preparazione dei volumoni. Questo è dunque il trentanovesimo Maxi che curo. Ventuno Maxi li ho scritti io (e di alcuni vado particolarmente orgoglioso): sono i numeri 1, 2, 3, 4, 6, 8, 9, 11, 14, 15, 17, 20, 22, 24, 28, 29, 31, 35, 36, 37 e 39. Dovessi indicare un podio, direi "La lunga marcia", "Agenti segreti" e "Il varco tra i millenni". Però giocherei dei jolly anche per "Uomini in guerra", "La banda aerea" e "Le strade di New York". Mandare in edicola tre volte l'anno tomi da quasi trecento pagine è un bell'impegno, e ogni Maxi finisce per essere un pezz' e core. Tenete conto che restano comunque da curare anche i didici numeri della serie regolare, due Color, uno Speciale e le eventuali miniserie.

Lasciatemi ricordare anche Lorenzo Bartoli, prematuramente scomparso nel 2014 e in qualche modo collegato con "Sezione Omega", in quanto sceneggiatore di "Christopher non deve morire" (su soggetto mio), lo Speciale di cui questo Maxi è il seguito (senza che ci sia bisogno di conoscere gli antefatti). Ciao, Lollo.




giovedì 3 settembre 2020

IO CAMMINERO'



Mercoledì 17 giugno 2020 ho sposato la donna che amo, una fanciulla straordinaria che si chiama Valentina, la quale  mi ha preso come marito nonostante tutti i libri e i fumetti che mi porto dietro - o forse proprio per quello, essendo lettrice compulsiva. A me, del resto, cominciando ad avere una certa età, presto servirà la badante: facendo due conti, mi conviene di più sposarla che assumerla. In più, sposando una dalle mie stalker scoraggio tutte le altre - e anche questo è un problema risolto. Per non parlare dei quindici giorni di congedo matrimoniale che spettano per legge - e che in effetti mi conveniva prendere prima di andare in pensione. 

Dico questo per far capire le mie ragioni a chi mi rinfaccia il matrimonio dopo aver scritto, in "Utili sputi di riflessione" e in "Sarò bre", decine di aforismi sulla necessità di non sposarsi e, men che mai, di non risposarsi. Rifletto spesso sull'emozione dello sposo che attende la sposa all'altare o al tavolo del sindaco, e alla magia di quanto lei arriva davvero, nonostante tutto, dimostrando di non averci ripensato. Ecco, a me è successo due volte, quasi non ci credo. 

Ma, facezie a parte (che mi posso permettere avendo una moglie più faceta di me, e questo è uno dei motivi per cui l'ho sposata - oltre il gran bel sedere, voglio dire), mi fa piacere condividere con voi qualche fotografia e qualche testimonianza. Innanzitutto potete vedere in alto l'illustrazione di Luca Bertelè (quello dei Bonelli Kids), usata per le partecipazioni, le bomboniere e delle magliette.







Poi, ci sono stati altri amici fumettisti che hanno dedicato a me e a Valentina dei disegni.


Questa, per esempio, è una illustrazione di Stefano Di Vitto.



Questo, invece, l'omaggio di Nando e Denisio Esposito, ovvero gli Esposito Bros.


Uno dei più noti vignettisti brasiliani, Bira Dantas,  ci ha fatto giungere queste sue caricature


Ed ecco la trovata grafica del talentoso Paolo Sanna, ben noto agli zagoriani in Rete



Marcello Mangiantini ha portato di persona un vero e proprio quadro già in cornice.




Questa invece è il disegno di Giovanni Talami, che si è raffigurato nell'atto di sostenere il nostro comune amico Rossano Pagliai, svenuto alla notizia di essere stato invitato al pranzo nuziale in rappresentanza di tutti i lettori zagoriani. Qui sotto, il biglietto di auguri dello stesso Rossano.



Rossano mi ha fatto anche un regalo commissionato a un artigiano. Questo ciondolo in argento, pezzo unico non in commercio.




A proposito di lettori, ci tengo a ringraziare di cuore i lettori del un forum Zagor Te Nay che hanno fatto giungere alla sposa un omaggio floreale, il giorno prima della cerimonia. 








Del matrimonio mio e di Valentina hanno parlato, con nostra grande sorpresa, molti giornali, su carta e on line. C'è stata pure una citazione in programma televisivo (Timeline Focus, RAI 3), come potete vedere in questo video.




Questo è il primo articolo., apparso sul "Tirreno". Lo potete leggere cliccando qui sotto.








Sempre "Il Tirreno" ha inviato un cronista mondano a fare il resoconto dell'evento. Eccolo:

https://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2020/06/18/news/nozze-nel-segno-di-zagor-e-della-pioggia-moreno-e-valentina-sposi-bagnati-1.38981538

La notizia è stata poi ripresa dal sito di Repubblica:

https://www.repubblica.it/cronaca/2020/06/03/news/papa_adottivo_zagor_si_sposa-258317704/

Quindi, ci sono stati altri giornali:

https://www.lanazione.it/pistoia/cronaca/matrimonio-sceneggiatore-zagor-1.5226526

La Nazione




https://www.ilpiacenza.it/attualita/litigano-su-twitter-poi-s-incontrano-a-piacenza-e-ora-convolano-a-nozze.html

Il Piacenza

https://www.parmatoday.it/attualita/maestra-parmigiana-litiga-su-twitter-con-un-fumettista-poi-si-incontrano-e-lo-sposa.html

Parma Today

https://www.today.it/rassegna/storia-d-amore-nata-dopo-litigio-twitter.html

Today

La località prescelta è stata quella del Ponte di Castruccio, nel comune di San Marcello (Pistoia), dove io sono nato. Si tratta di un attraversamento in pietra del torrente Lima risalente al Duecento, posto fra le dogane degli antichi territori lucchesi e fiorentini. La speranza era di poter fare una cerimonia all'aperto, in realtà un po' di pioggia (pur limitata alla mattina) ci ha fatti riparare in una sala, senza che l'inconveniente ci abbia infastidito più di tanto. Ecco qualche foto del Ponte.














A causa dell'epidemia di Covid, gli invitati sono stati soltanto una trentina: un po' di parenti stretti, qualche amico, un paio di autori di fumetti (Marcello Mangiantini e Jacopo Rauch), un rappresentante dei lettori (Rossano Pagliai), uno dei forumisti (Marco Corbetta), uno di Twitter (Sergio Palazzi).  Marco Corbetta, che gestisce il blog "Zagor e altro", ha pubblicato una fotocronaca molto dettagliata dell'evento, che potete vedere qui:



Con Marco Corbetta


Marco Corbetta con Marcello Mangiantini


Marco Corbetta con Jacopo Rauch


A sposarci è stata l'assessore alla cultura del comune di San Marcello, Alice Sobrero. Come testimoni, i quattro figli degli sposi. A fare da colonna sonora alla cerimonia, la chitarra di Graziano Romani. Graziano, conoscendo la mia passione per Umberto Tozzi, che condivido con Valentina, ci ha fatto il grande regalo di una sua  versione di "Io camminerò" (Bigazzi-Tozzi, 1976). La potete ascoltare qui.




Graziano Romani


Graziano Romani canta "Io camminerò


Qui di seguito troverete qualche foto della cerimonia e del pranzo. 
Non vi sfuggano i particolari fumettistici e zagoriani.















In attesa della sposa
































Con Rossano Pagliai e Jacopo Rauch




Con Sergio Palazzi














Tutti gli invitati erano obbligati a prendere un libro a scelta in regalo o non li lasciavamo andare via.
















La torta a forma di libri















Marcello Mangiantini











Sergio Palazzi, amico di Twitter, oltre che un professore di chimica nella stessa scuola frequentata a suo tempo da Alessandro Piccinelli, è un appassionato fotografo su pellicola, soprattutto in bianco e nero. Proprio con questa tecnica ha scattato scattato numerose foto. Ve ne mostro alcune. Grazie a lui e alla fotografa Mara Speranza (sopra, in un ritratto di Sergio) che ha realizzato il servizio a colori. Grazie a tutti quanti ci hanno fatto giungere messaggi, auguri, doni.














































Jacopo Rauch




Marcello Mangiantini