domenica 24 aprile 2016

CICO PALADINO



E' in edicola il n° 18  della collana a colori bimestrale dedicata dalle Edizioni If alla riproposta degli albi di Cico in ordine cronologico (quelli originariamente usciti, in bianco e nero, sotto il marchio Bonelli tra la fine degli anni Settanta e il 2007). Si tratta di "Cico Paladino", con testi mie e disegni di Francesco Gamba. Non è la prima volta che Cico, anziché narrare le proprie disavventure, racconta quelle di qualche suo avo. In "Cico conquistador", (originariamente uscito, su1992, in non casuale contemporanea con le celebrazioni per la scoperta dell'America), per la prima volta, il protagonista dell’albo non era stato il buffo pancione, ma un suo antenato giunto in Messico al seguito di Hernan Cortés. Sempre un antenato del nostro eroe è il protagonista del successivo "Cico cavernicolo”, una sorta di parodia de "La Guerra del Fuoco" (non tanto del film di Jean-Jacques Annaud, quanto del meno conosciuto romanzo di Rosny).  Un altro antenato, di cui si narrano le gesta nello speciale del dicembre 1998, è appunto Cicobrando paladino di Francia, la cui epopea viene oggi riproposta in versione technicolor. Francesco Gamba, divertente e divertito disegnatore , è in realtà autore di 127 delle 128 tavole di cui si compone l’episodio: una pagina, infatti, è stata realizzata direttamente dal sottoscritto, benché accreditato soltanto come sceneggiatore. Si tratta delle vignette illustrate sul drappo che Cico cantastorie appende a un muro per raccontare la storia di Baiardo, il cavallo parlante di Rinaldo. Proprio l’indimenticabile Francesco ha raccontato l’aneddoto in una intervista rilasciata nel 1999 ad Angelo Palumbo e pubblicata sul volume "Zagor, un'avventura senza fine", edito da Salvatore Taormina nella collana "Cronaca di Topolinia Special". Ecco che cosa dichiara Gamba: "Moreno Burattini è un puledro rampante pieno di entusiasmo. Mi procura documentazione, mi allega suoi disegnini per mostrare ciò che vuole, si fa in quattro quando sono a corto di testi. Quando abbiamo realizzato ‘Cico Paladino’, ha schizzato di suo pugno i disegnini impressi sul lenzuolo che Cicobrando appende al muro. Io ho trovato quegli schizzi così adatti all'uopo, che li ho solo lucidati e ritoccati! Temevo di rovinarne in candore, ridisegnandoli". Quanto al resto, mi sono divertito moltissimo a infarcire la vicenda di citazioni che vanno dagli episodi dell’ “Orlando Furioso” a Mago Merlino, quest’ultimo chiamato Rambaldo (non a caso “fabbricante di mostri”) in ricordo di Carlo Rambaldi, il papà di ET. Da notare come nella prima vignetta di pagina 31, allorché Cico vuol convincere il saraceno Alì El Gradass di essere un semplice menestrello e non lo scudiero di un paladino, nella mia sceneggiatura diceva di poterlo “giurare sulla Bibbia”. Un consulto redazionale suggerì che fosse meglio, per prudenza, non tirare in ballo la religione e i libri sacri, e dunque modificai la battuta. Da questo punto di vista, dopo diciotto anni i tempi non sono cambiati.

lunedì 11 aprile 2016

IL TESORO DELLA PIRAMIDE



E' in edicola  “Il tesoro della piramide”, l’albo di Zagor n° 609 (Zenith 660), datato aprile 2016. La copertina, che vedete sopra, è opera di Gallieno Ferri.  I testi sono miei e i disegni di Marco Torricelli. Si tratta della continuazione di una avventura iniziata nel volume precedente e destinata a concludersi nel prossimo. L'albo è uscito in edicola il giorno stesso della morte di Ferri.  
Sui rapporti fra questa storia e un classico di Guido Nolitta degli anni Sessanta, quello con il folle archeologo Vincent Krebs, ho già scritto parlando de "L'ombra del faraone", lo Zenith 659 di marzo. In questa seconda parte della storia (occhio allo spoiler se non avete già letto il racconto) viene inserito un elemento fantastico: la figura di un demone, la cui natura verrà spiegata nel volume successivo. Rimando dunque tutte le discussioni in proposito a quanto torneremo sull'argomento ad avventura conclusa. Per il momento non posso che ribadire una ovvietà: già la storia di Bonelli apparteneva al filone fantastico zagoriano, perché conteneva elementi del tutto alieni alle storie "di frontiera" basate sul realismo. Il fatto che a Darkwood ci fosse un museo di antichità egiziane, un deserto simile a quello del Sahara, un numero impressionante di schiavi al lavoro per costruire una piramide, uno stuolo di guerrieri in groppa ai dromedari, un architetto in grado di far crollare un edificio enorme solo tirando una leva... beh, non è certo più credibile della presenza di un solo demone misterioso dotato di poteri magici. Peraltro, questi poteri potrebbero persino servire a spiegare tutto il resto.  Chi volesse perciò contestare il demone in quanto personaggio "fantastico", senza nello stesso tempo aver niente da ridire su quanto di fantastico c'era già nella storia degli anni Sessanta dovrebbe quanto meno arrampicarsi sugli specchi. In ogni caso, l'avventura è piena di azione, di elementi esotici, di mistero, di tradimenti e di colpi di scena (almeno nelle intenzioni dello sceneggiatore) per cui si spera possa intrigare i più. 



venerdì 8 aprile 2016

L'ULTIMO SALUTO


Mercoledì 6 aprile 2016 si sono svolte a Recco le esequie di Gallieno Ferri. Il funerale ha avuto luogo nella chiesa di Megli, sulla collina che domina l'abitato, con una bellissima vista sul Golfo Paradiso, le cui acque Gallieno ha solcato per tutta la vita in barca a vela o in windsurf. Numerosissime le persone che si sono strette attorno alla famiglia, molte con la casacca di Zagor addosso. Sul feretro è stata posata una scure. Accanto alla bara c'erano i gonfaloni del Comune di Recco e del Comune di Rocchetta Vara (La Spezia), di cui Ferri era cittadino onorario per la sua lunga frequentazione del fiume Vara a bordo della sua canoa. Dopo la disastrosa alluvione del 2011, Gallieno aveva realizzato una stampa numerata e firmata da vendere per una raccolta fondi, che ebbe un notevole successo (questo a ulteriore testimonianza della sua sensibilità verso gli altri). La cerimonia è stata commossa ma serena, come serena è trascorsa la vita del Maestro. Graziano Romani ha intonato la sua canzone "Darkwood" e un lungo applauso ha salutato il feretro mentre usciva per la sepoltura nel piccolo cimitero di Polanesi. Tra i presenti anche molti autori di fumetti, zagoriani e no. A Gallieno è piaciuto il modo in cui lo abbiamo salutato, ne sono sicuro.










Al centro, Alessandro Chiarolla
Berardi, Mantero e Calza

Il figlio Gualtiero


domenica 3 aprile 2016

CARO GALLIENO



Caro Gallieno,
lo so che cosa mi vorresti dire, in questo primo giorno senza di te.
Lo so, perché ti conosco. 
E in effetti è come se le cose che sto per scrivere tu me le dettassi da chissà dove (ma sicuramente da un luogo incantato).
Ti conosco non soltanto da 26 anni (a tanto indietro nel tempo risale il nostro primo incontro), ma da una vita. Quando sono nato, Zagor già esisteva, e sono cresciuto avendolo accanto come un fratello maggiore, che mi temeva per mano difendendomi dai prepotenti e raccontandomi storie meravigliose per farmi fare bei sogni quando andavo a dormire. 
Perciò ti conosco da quando ho cominciato a perdermi nella foresta di Darkwood, che avrò avuto quattro anni e già sfogliavo i fumetti senza saperli leggere. Poi, c’è sempre stata una tua copertina in ogni momento della mia esistenza: quando ho cambiato casa che ero alle elementari, quando ho fatto la prima comunione, l’esame di terza media o la maturità, quando ho dato il primo bacio a una ragazza, quando fatto il mio primo viaggio all’estero o sono partito militare. Il fatto che poi siamo diventati collaboratori e addirittura amici (amici di quelli che si vogliono bene per davvero) è uno dei più bei regali che mi abbia fatto la vita. 
Si dice sempre che non bisognerebbe conoscere i propri miti, perché si rischia di restarne delusi: tu invece eri ancora migliore della pur bella immagine che di te avevano i tuoi lettori. Chiunque ti abbia conosciuto lo può testimoniare. Per me eri diventato un secondo padre. Quante lezioni di umanità, di ottimismo, di generosità, di serenità, di semplicità, di dedizione agli affetti e al lavoro ho imparato da te! E quante cose mi hai insegnato su quelle che erano le tue passioni: il mare, le barche, i fiumi, la natura, la montagna, i viaggi, l’arte, la storia. Sono diventato il tuo biografo (con due libri e tanti articoli a te dedicati) soprattutto per pagare il mio debito di riconoscenza verso i sogni che mi hai regalato e l’esempio che mi hai dato.
E adesso eccomi a piangere il fatto che non tu non ci sia più, anche se tutto qua attorno mi parla di te come se ci fossi: perché non sarei io, senza di te.
Ma, ripeto, lo so che cosa mi diresti se fossi qui (e lo so che ci sei). 
Mi diresti che in realtà non mi hai lasciato da solo perché sono in mezzo a migliaia e migliaia di abitanti di Darkwood (tutti i tuoi lettori) con i quali andremo avanti facendo tesoro dei tuoi insegnamenti. E Zagor resta con noi, a farci da fratello maggiore. 
Ma mi diresti anche che non c’è motivo di piangere, perché hai avuto una vita meravigliosa: te ne sei andato sorridendo (mai una volta che ti abbia sentito lamentarti per la tua malattia), lavorando fino all’ultimo giorno alla nuova copertina che ti avevo affidato, alla bella età di ottantasette anni vissuti come tutti vorremmo vivere, guardando il mare dalle tue finestre e dalla tua terrazza, con le montagne alle spalle. 
Hai visto la guerra e poi la pace, hai svolto bene il tuo lavoro (diventando un maestro riconosciuto da tutti nella tua arte), hai avuto quattro figli magnifici e uno stuolo di nipoti, e hai lasciato un segno nell’esistenza di milioni di persone in tutto il mondo, tutte innamorate dei tuoi racconti. Hai viaggiato e navigato, hai aiutato chi si rivolgeva a te, hai lavorato nel modo che volevi, disegnando ciò che ti piaceva disegnare e immedesimandoti nei tuoi disegni, con vera passione. Non hai mai smesso di lavorare anche quando avresti potuto, perché il lavoro era parte integrante della tua vita, e sei riuscito a farlo ai massimi livelli fino a quando ci hai lasciato. E sei stato amato come pochi altri fabbricanti di sogni al mondo. Sei stato Gallieno Ferri, insomma. Perciò perché piangere? Si può solo essere felici per te, per quello che sei stato, per quello che sei.

Hai reso il mondo un posto migliore, ed è questo l’unico vero compito di ogni uomo. Quindi, non ci resta che piangere per noi, se non sapremo fare altrettanto.

lunedì 28 marzo 2016

LA DIVINA COMMEDIA DI CATTIVIK




Fra i tanti sogni nel cassetto ne ho uno che mi sembra facile da realizzare ma che, per ora, non si è mai avverato: veder pubblicata in un unico albo la parodia della "Divina Commedia" realizzata da me e da Giorgio Sommacal e pubblicata in tre parti (quante sono le cantiche dell'opera, Inferno, Purgatorio e Paradiso) su altrettanti albi di Cattivik, personaggio che ne è appunto il personaggio principale. 

Le storie, tutte du dodici tavole, sono queste:
1) Un'avventura infernale, su "Cattivik" n° 32 del maggio 1992;
2) Cattivik in Purgatorio, su "Cattivik" n° 40 del gennaio 1993;
3) Cattivik in Paradiso, su "Cattivik" n° 54 del maggio 1994.



Il giornalista romano Renato Pallavicini ha, di recente, voluto dedicare una lunga, illustratissima e attenta disamina a questa parodia. E' stata pubblicata sul sito www.arabeschi.it.
La trovate cliccando qui di seguito e naturalmente vi invito a farlo:

http://www.arabeschi.it/2-pictor-ludens-23-la-diabolika-commedia-di-cattivik/

Ne approfitto per anticiparvi che in autunno uscirà uno speciale Dampyr scritto da me e disegnato da Fabrizio Longo in cui Harlan Draka avrà appunto a che fare con l'Inferno di Dante, segno che il Sommo Poeta continua a ispirarmi. 



venerdì 25 marzo 2016

L'OMBRA DEL FARAONE



E' in edicola  “L'ombra del faraone”, l’albo di Zagor n° 608 (Zenith 659), datato marzo 2016. La copertina, che vedete sopra, è opera di Gallieno Ferri.  All'interno si possono leggere  due storie: fino a pagina 40 troviamo la conclusione dell'ultima avventura zagoriana scritta da Ade Capone, e disegnata da Paolo Bisi (che dedica all'amico la tavola finale); poi, da pagina 41 in poi comincia un nuovo racconto, con testi miei e disegni di Marco Torricelli

L'inizio è pensato  per incuriosire, sorprendere e meravigliare il lettore (almeno nelle mie intenzioni, senza che abbia la pretesa di esserci riuscito, o esserci riuscito con tutti). Zagor si risveglia, senza memoria, in una realtà che assomiglia in tutto e per tutto a quella dell'Antico Egitto. Poi, i ricordi riaffiorano e cominciamo a scoprire che cosa è successo. Il nostro eroe e il fido messicano si sono uniti alla spedizione dell'archeologo professor Oldbones, deciso a raggiungere di nuovo la valle dove in passato il folle egittologo Vincent Krebs aveva cercato di costruire una piramide e di creare un regno di cui incoronarsi faraone.  Alla base di tutto c'è infatti una storia di Nolitta e Ferri risalente agli anni 60 (terza serie a striscia, Collana Lampo n° 33-36, di cui vi mostro le affascinanti copertine).








Abbiamo sottolineato più volte come le storie dello Spirito con la Scure vengano contaminate dai generi più diversi e non possano dirsi puramente western. Infatti, Guido Nolitta e Gallieno Ferri si divertono a stupirci con scene in cui si risvegliano le mummie, e ci fanno assistere a corse sui dromedari fra le dune di un deserto e alla costruzione di una piramide. Darkwood si rivela di nuovo una inesauribile miniera di scenari pronti per ogni avventura, e naturalmente non poteva mancare il deserto. Bonelli, scrivendo le storie di Zagor, ha sempre voluto avere mano libera nel riversarvi dentro le emozioni che in lui erano state suscitata dalla lettura di certi libri o dalla visione di tanti film. Sicuramente fra questi ultimi va annoverato “I dieci comandamenti” di Cecil B. De Mille (1956), nel cui cast figura anche, guarda caso, Vincent Price, grande interprete di film horror. E’ lui che dà il volto al folle archeologo Krebs, il quale porta anch’egli il nome di Vincent.




Sicuramente la storia nolittiana si può annoverare nel filone "fantastico" della saga, vista la presenza di una quantità di fatti improbabili come la presenza nel Nord Est degli Stati Uniti di un deserto del tutto simile a quello egiziano, la gran quantità di schiavi e servitori necessari a Krebs per costruire i suoi palazzi, e via dicendo. E' persino improbabile persino lo stesso museo di Oldbones! La sospensione di incredulità però è totale e garantita dalla maestria con cui Sergio Bonelli, perfettamente assecondato da un Ferri in stato di grazia, costruisce il racconto. I lettori credono a ciò che vedono senza porsi  domande. Sul fatto che anche il lavoro mio e di Torricelli possa sortire un effetto del genere non ci giurerei, però ci aiuterà senz'altro il fatto di esserci riallacciati a un così ben riuscito precedente.
Ne parleremo tornando a occuparci dei prossimi due albi "Il tesoro della piramide" e "Prigionieri del deserto".


domenica 20 marzo 2016

VISITA GUIDATA (SECONDA PARTE)



Le prime firme sul registro della mostra "Da Gavinana a Darkwood" 

Chi segue la mia attività o frequenta questo blog sa già della mostra "Da Gavinana a Darkwood - La vita a fumetti di Moreno Burattini", dedicata ai miei primi 25 anni di attività nel mondo del fumetto. L'esposizione, distribuita su tre piani all'interno dello storico Palazzo Achilli di Gavinana (PT) è rimasta aperta dal luglio 2015 al gennaio 2016.

Gavinana, in una foto di Marco Corbetta
Una prima visita virtuale avete avuto modo di farla (con tanto do video) in un apposito post dello scorso agosto. Adesso, vi accompagnerò (se volete) in una visita guidata: ho già cominciato con una prima parte nel post precedente, adesso ecco la seconda.

Tutte le foto che vedrete sono opera di Francesca Pesci, tranne quelle di Marco Corbetta (indicate in didascalia come sue). Il mio ringraziamento va a tutti i visitatori (tantissimi) e ai bravissimi organizzatori dell'Ufficio Cultura della Provincia di Pistoia, capitanati da Marco Tempestini e Lisa Di Zanni.

Le didascalie in neretto sono quelle "ufficiali", il commento in corsivo è mio.



Gallieno Ferri, 3 strisce per Zagor “Ombre nella foresta”, con dedica a Moreno Burattini
Gallieno Ferri ha detto di preferire in modo particolare, fra le mie storie da lui realizzate, quella intitolata “Ombre nella foresta”, in cui comparivano dei freaks, che Zagor aiuta a fuggire dall’uomo che li sfrutta come fenomeni da baraccone. Eccone una tavola originale.



Mauro Laurenti, due disegni di prova per un fumetto su Francesco Ferrucci, ispirato a statua nel Museo Ferrucciano
Coltivo da anni il desiderio di raccontare a fumetti la vita di Francesco Ferrucci. In attesa che il progetto si realizzi, Mauro Laurenti ha provato a immaginare l’aspetto del capitano fiorentino basandosi su una statua conservata nel Museo Ferrucciano di Gavinana.



Locandina per “Cavalcando con Tex”
Oltre a scrivere sceneggiature di fumetti, ho sempre compilato saggistica riguardante gli eroi di carta. Questa locandina pubblicizza una vera e propria enciclopedia scritta con Francesco Manetti e Giovanni Battista Verger, dedicata a Tex Willer.


Foto di Marco Corbetta

Carlo Raffaele Marcello, disegno con Zagor e Tex per la copertina della rivista "Dime Press" fondata da Moreno Burattini
Carlo Raffaele Marcello realizza l’incontro “impossibile” fra Zagor e Tex in questa copertina per un numero di Dime Press, realizzata su mia richiesta.



Giuseppe Camuncoli, tavola originale di Tex dalla storia 'Incontro a Tularosa', testi di Moreno Burattini
E’ una tavola molto particolare perché: 1) è tratta da una delle sole due mie storie di Tex; 2) è di un autore importantissimo che lavora per la Marvel (fa l'Uomo Ragno) e che solo per questa storia si è prestato a Tex; 3) mostra Tex che muore sconfitto in duello (naturalmente c'è un trucco, ma la tavola impressiona).


Foto di Marco Corbetta

Giorgio Sommacal, tavola inedita per “Il conte di Carmagnola”
Negli anni in cui collaboravo con Giorgio Sommacal per “Cattivik” pensammo di creare un personaggio nuovo tutto nostro, “Il conte di Carmagnola”, di cui realizzammo le prime tavole di una storia di prova, che però non trovarono un editore. Questo è l’originale della prima pagina.




Giorgio Sommacal, disegno con Cattivik tra i tifosi
Era molto divertente lavorare con Giorgio Sommacal su “Cattivik”: le mie gag trovavano in lui l’interprete ideale. Qui Cattivik, deciso a rubare la coppa in palio allo stadio, sbaglia il travestimento da tifoso finendo nella curva avversaria.



Moreno Burattini, disegno con incontro fra Dylan Dog e Comandante Mark
Provando a cimentarmi come disegnatore umoristico, ho immaginato così l’incontro fra Dylan Dog e il Comandante Mark.



Massimo Bonfatti, tavola per Cattivik "Cattivik alle Olimpiadi", con testi di Moreno Burattini
Il più bravo interprete di Cattivik (e uno dei migliori autori umoristici del mondo, secondo me) è sicuramente il modenese Massimo Bonfatti: con lui ho avuto la fortuna di realizzare due storie, di cui qui vedete uno strabiliante originale.

Foto di Marco Corbetta



Giorgio Sommacal, otto tavole (storia completa) di Cattivik con Battista il Collezionista
Con Giorgio Sommacal ho portato il mio personaggio di Battista il Collezionista, nato sulle pagine della fanzine “Collezionare”, dentro la saga di Cattivik.

Foto di Marco Corbetta
Le liane di Darkwood a Gavinana (foto di Marco Corbetta)




Foto di Marco Corbetta


Moreno Burattini, libro su Alan Ford, 1998
Con Francesco Manetti ho realizzato un “Index” in cui sono analizzati tutti i primi trecento albi di Alan Ford: un lavoro impegnativo ma anche un modo per ripagare il debito di risate che entrambi avevamo verso Max Bunker.

Albi "Cattivik The best", n. 17, 1997, e n. 3, 2009
Le mie storie di Cattivik sono state più volte ristampate in albi e volumi antologici.

Due albi de Il Comandante Mark, n. 8, giugno 1997
In casa Bonelli, oltre che di Zagor, Cico, Tex e Dampyr mi sono occupato anche del Comandante Mark, scrivendo sette avventure, tutte illustrate da Lina Buffolente. Essendo stato da ragazzo un grande lettore di Mark, mi sono cimentato volentieri nell’impresa.

Albo di Lupo Alberto "Musica McKenzie!", 2003
Sono state davvero tante le formule e i formati con cui Silver ha utilizzato le oltre quaranta storie di Lupo Alberto che ho scritto per lui, ideando serie come “Le maialate di Enrico La Talpa”, “Vita da Talpa” e “McKenzie Memories”.

“Lupo Alberto. Un simpatico Lupo d'Autore”, 1999
Volentieri, nel 1999, ho dedicato un mio saggio alla Fattoria McKenzie, i cui variegati personaggi fanno da comprimari nelle storie di Lupo Alberto.

Moreno Burattini e Antonio Vianovi, "Martin Mystère. 2", 1991 
Antonio Vianovi, negli anni Novanta, organizzava una mostra dopo l’altra sui vari eroi Bonelli e spesso mi coinvolgeva per realizzare con lui i cataloghi. Questo è dedicato a Martin Mystère (il secondo dopo un precedente testo).


"Cavalcando con Tex De luxe", vol. 1 di 5, 1999
L’enciclopedia “Cavalcando con Tex”, scritta con Francesco Manetti e Giovanni Battista Verger, esamina una per una tutte le storie della serie.

Statuetta di Tex per collana distribuita in edicola, curata da Moreno Burattini (autore anche di testi dei fascicoli allegati)
Nel 2005 ho collaborato con le Edizioni Hachette per la  collana “Il mondo di Tex”, scrivendo testi per i fascicoli allegati alle statuette distribuite in blister da edicola. Una collezione divertente.

"Il mondo di Tex, 12", fascicolo su Aquila della notte
Questo è uno dei fascicoli allegati alle statuette Hachette della collezione “Il mondo di Tex”, di cui io scrivevo i testi.
Foto di Marco Corbetta

"My name is Tex", 2011 (libretto abbinato al disco su Tex di Graziano Romani)
Quando, nel 2011, il musicista Graziano Romani pubblicò il suo album rock-country “My name is Tex”, fu distribuito in edicola in un blister contenente un libretto dei cui testi mi occupai più che volentieri, vista la mia amicizia con il cantante e il valore delle sue composizioni.

"Tex un eroe per amico", 1998
In questo monumentale saggio su Tex Willer, curato da Gianni Bono e Leonardo Gori, io ho scritto il capitolo più lungo, quello che si occupa delle storie dal 1975 al 1988.

“Tex. Sulle tracce di Tex”, 2004, con capitolo di Moreno Burattini
Anche nel catalogo della mostra “Sulle tracce di Tex”, allestita a Trento nel 2004, c’è un capitolo  scritto da me: “The big one”, dedicato ai “Texoni”.

"Tex Color", n. 6, novembre 2014 
E’ stata enorme soddisfazione riuscire a pubblicare, nel 2014, la mia prima storia di Tex, peraltro illustrata da un grande disegnatore italiano, in forza alla Marvel, Giuseppe Camuncoli.

Moreno Burattini, Graziano Romani, volume della collana "Lezioni di fumetto" su Giovanni Ticci
La mia sconfinata ammirazione verso il senese Giovanni Ticci è alla base di questo saggio sulla sua vita e sulla sua opera, scritto con Graziano Romani.

Moreno Burattini e altri, "Guglielmo Letteri e Tex", 1998
Ho realizzato vari volumi di saggistica per la Glamour International Production di Antonio Vianovi. Questo, scritto con Stefano Priarone, è dedicato a Guglielmo Letteri, uno dei principali interpreti di Tex, in occasione di una mostra che fu dedicata al disegnatore dal Salone del Fumetto di Lucca nel 1998. Ebbi modo di conoscere Letteri di persona e fu una grande emozione.

Foto di Marco Corbetta



Gallieno Ferri, tavola di striscia per Mortimer scartata
Dalla prima storia in cui Zagor affronta il diabolico Mortimer, il nemico di maggior successo da me ideato, fu tagliata questa striscia, forse perché ritenuta troppo... romantica.



Gallieno Ferri, striscia tagliata



Lettera illustrata di Giacomo Michelon
Gli autori di fumetti si scambiano lettere disegnate. Eccone una di Giacomo Michelon (disegnatore di Cattivik e di Lupo Alberto).



Marco Verni e Gianni Sedioli, tavola con Zagor che prende a pugni i suoi autori, con sceneggiatura 
Che cosa farebbe Zagor se incontrasse i suoi autori? Probabilmente ci prenderebbe a pugni, visti i guai che gli facciamo passare. Io, Gianni Sedioli e Marco Verni ci siamo divertiti a immaginare la scena in una tavola autoconclusiva.

Foto di Marco Corbetts

Marco Verni, tavole per Zagor “Ombre gialle”, con sceneggiatura 
Io e Marco Verni formiamo una coppia affiatata da ormai quindici anni: queste sono tre tavole originali di una delle tante storie realizzate insieme: “Ombre gialle”.














Moreno Burattini, sceneggiatura integrale di Zagor Gigante 3 “La storia di Betty Wilding”, con correzioni di Moreno Burattini stesso
Una storia a fumetti di Zagor viene disegnata sulla base di una sceneggiatura come questa.

Albo gigante di Zagor "La storia di Betty Wilding"
“La storia di Betty Wilding” racconta il passato della mamma di Zagor: ho sentito forte la responsabilità di non tradire la tradizione e l’ortodossia zagoriana e soddisfare i lettori che attendevano questo volume.

Rubrica di Moreno Burattini con appunti e idee da sviluppare
Meglio avere sempre un’agenda a portata di mano per prendere appunti sulle idee che vengono in mente all’improvviso!

Albo di Zagor "La vendetta di Mortimer"
Tra i nemici di Zagor di nuova generazione (cioè non creati da Sergio Bonelli ma dai successori) spicca il diabolico Mortimer, di mia ideazione, che ha ottenuto un buon successo presso i lettori, al punto da essere stato protagonista di ripetuti ritorni.

Moreno Burattini, disegno con Cico allegato a sceneggiatura
Per farsi capire dal disegnatore chiamato a mettere su carta le vignette che cerco di descrivere, talvolta può essere utile realizzare degli schizzi che allego alla sceneggiatura.



Fabio Civitelli, Sex Willer, 1993
Sulla rivista “Dime Press”, di cui sono stato uno dei fondatori, venne pubblicata una serie di illustrazioni in cui vari autori provarono a immaginare gli eroi Bonelli “al femminile”. Fui io a suggerire a Fabio Civitelli di realizzare “Sex Willer”.



Gianni Sedioli, disegno a colori con Zagor, 2012, con dedica a Moreno Burattini 
Gianni Sedioli, dopo anni di fortunata collaborazione insieme, mi ha fatto felice con un gradito omaggio: un disegno che racconta una storia in una sola immagine. Questo.





Lola Airaghi, 5 disegni dal portfolio per il personaggio di Occhi di Cielo
Io e Lola Airaghi, una delle più brave disegnatrici italiane, abbiano creato un personaggio femminile, la sexy indianina “Occhi di Cielo”, una sciamana meticcia a cui Lola ha dedicato questo portfolio.


Foto di Marco Corbetta

Un torrente di Darkwood ricostruito a palazzo Achilli
Si sale al piano di sopra. Foto di Marco Corbetta.
La sala con il video

Foto di Marco Corbetta

Moreno Burattini, "Il mistero di Chateau des Vermot" 
Volevo diventare uno scrittore fin da bambino, e invece di andare a giocare a pallone con i miei coetanei mi divertivo a inventare romanzetti con la macchina da scrivere compratami da babbo e mamma.

Moreno Burattini, "Pappagnan ed i tre trombettieri"
Oltre a scrivere romanzetti d’avventura o di mistero, ispirati ai libri che leggevo (spesso comprati all’edicola di Gavinana durante le vacanze estive), esercitavo anche la vena umoristica che, evidentemente, sentivo di avere.

"Come si diventa autori di fumetti", 1983
Questo aureo libretto, opera di Silver e di Alfredo Castelli e uscito in allegato a un numero di “Eureka”, è servito a spiegarmi, nel 1983, i primi trucchi del mestiere dello sceneggiatore di fumetti. E non lo insegnò solo a me, ma a tanti miei colleghi: fu uno dei primi strumenti per imparare, in anni in cui non c’erano scuole di comics.

"Collezionare", 1985
Nel 1985 io e alcuni amici di Campi Bisenzio fondiamo la fanzine “Collezionare”, con la quale muovo i primi passi come saggista, come fumettista e anche come curatore di testata. Fanzine significa “fan magazine”, cioè rivista fatta da appassionati, e infatti i primi numeri non erano professionali e vennero realizzati con pochissimi mezzi. Ma crescemmo in fretta.

“Collezionare", numero speciale su Battista il Collezionista, 1990
Su “Collezionare” veniva pubblicato un personaggio a fumetti di mia creazione, “Battista il Collezionista”, diventato protagonista di decine di avventure e di strisce umoristiche. Alcune di queste furono raccolte in un paio di albetti.

Moreno Burattini, "L'ultimo grido del cacciatore", 1985
A un certo punto i miei tentativi di inventare storie e scriverle nel modo giusto cominciarono a portare dei risultati: un mio racconto di fantascienza, “L’ultimo grido del cacciatore”, venne pubblicato sulla rivista “Dimensione Cosmica” nel 1985 e poi tradotto in ungherese nel 1988.


Rivista "Mostri" contenente il primo fumetto pubblicato da Moreno Burattini, 1990
Nel settembre del 1990 esce in edicola la mia prima storia a fumetti realizzata da professionista, cioè su una rivista che me l’ha commissionata e pagata, “Mostri” (edizioni ACME). Ai disegnarla c’è Stefano Andreucci, destinato a divenire uno dei più grandi autori italiani. I miei venticinque anni di carriera si calcolano da qui.

Storia di Moreno Burattini pubblicata su “Intrepido”, 1993
Fra le riviste con cui ho collaborato, c’è anche una mia storia a fumetti apparsa nel 1993 sull’“Intrepido” e disegnata da Roberto Piere, oggi mio collaboratore nello staff di Zagor.

"Cattivik contro Berlusconi" e "Cattivik contro la Rai", 1992
La ACME che pubblicava “Mostri” mandava in edicola anche “Cattivik” e “Lupo Alberto”. Mi fu chiesto di scrivere storie anche per questi personaggi. Uno dei primi lavori che realizzai furono le due avventure in cui Cattivik irrompeva negli studi televisivi della RAI e di Mediaset seminando scompiglio: nel 1992 si era nel pieno della guerra delle emittenze (e Berlusconi non era ancora sceso in politica).

Albo di Cattivik, n. 29, 1992, con rubriche tenute da Moreno Burattini 
Fu davvero un periodo molto divertente, quello degli anni Novanta in cui collaboravo in modo molto attivo alla testata “Cattivik”, non soltanto scrivendo le storie del personaggio ma anche realizzando la maggior parte dei redazionali interni (la Posta, la rubrica degli scherzi, il dizionario degli insulti) con lo pseudonimo di Professor Gustavo La Fogna.

Moreno Burattini, disegni umoristici (“Costante il casellante”)
Ho lavorato per dieci anni (tra il 1982 e il 1992) come esattore per la Società Autostrade al casello di Prato Est. Anche in quel periodo e in quell’azienda ho pubblicato su un giornale sindacale molte mie vignette legate alla professione che svolgevo, divertendo i colleghi.



Moreno Burattini, "Il bunker dei fumetti", 1989
Credo di essere stato uno dei primi a intervistare in maniera esaustiva Max Bunker (Luciano Secchi) con questo dossier apparso sulla rivista “Il Fumetto” nel 1989.

"Dime Press Magazzino Bonelliano", nn. 1/2/3, 1992 
Nel 1992 il gruppo che realizzava “Collezionare” viene ingaggiato dalla Glamour di Antonio Vianovi per dar vita a una rivista di critica tutta dedicata al fumetto Bonelli: “Dime Press”. Io figuro tra i quattro fondatori con Saverio Ceri, Francesco Manetti e Alessandro Monti.

Moreno Burattini, Gianni Brunoro e Antonio Vianovi, "Martin Mystère", 1990 
Nel 1990 comincia la mia attività di saggista professionale con libri di critica fumettistica pubblicati per vere e proprie case editrici, come la fiorentina Glamour International Production di Antonio Vianovi.

“Cattivik e i kattivissimi nel fumetto italiano”, 1991 
Nel 1991 inizio a collaborare come facente parte dello staff organizzativo con la mostra del Fumetto di Prato, accanto al patron Stefano Bartolomei, e dunque mi occupo anche del catalogo.


Alessandro Chiarolla, disegno a colori con bambino che guarda Zagor
Il bambino incantato di fronte a Zagor, visto in questo disegno come un divo dello spettacolo, potrei essere io.



Francesco Gamba, disegno con Cico, con dedica a Moreno Burattini
Sono stati diciannove i miei albi di Cico realizzati con Francesco Gamba: l’indimenticato maestro mi ha regalato questo disegno volendo esprimere la sua soddisfazione per il lavoro insieme.


Franco Donatelli, tavola per Zagor “La strada di ferro”, 1972
Questa tavola è tratta dal primo albo di Zagor che ho comprato in edicola, con i miei soldini: era l’aprile del 1972, l’episodio si intitolava “La strada di ferro”. E’ stato emozionante entrare in possesso, trent’anni dopo, del disegno originale qui esposto.




Fumetto!, enciclopedia sul fumetto, collaborazione di Moreno Burattini con cinque voci tra cui quella su Gallieno Ferri
Ho collaborato con cinque voci, dedicate alle biografie di altrettanti importanti autori italiani (Mauro Boselli, Max Bunker, Ade Capone, Tito Faraci e Gallieno Ferri) a questo fondamentale tomo enciclopedico sul fumetto nel nostro Paese.

Moreno Burattini, "Quando i fumetti erano a strisce", piccolo saggio con copertina di Ferri con Zagor e Tex
Ho scritto un breve saggio rievocando i tempi in cui i fumetti venivano pubblicati nel formato “a striscia” e, in occasione di una manifestazione lombarda, ne venne realizzato un opuscolo distribuito gratuitamente, con una copertina in grado di attirare chiunque: Tex e Zagor insieme disegnati da Gallieno Ferri.

"Il mondo di Zagor. Gli indiani d'America", 1991
Uno dei miei primi incarichi presso la Sergio Bonelli Editore fu quello di scrivere questa guida alle tribù pellerossa del Nord America (una sorta di piccola enciclopedia in ordine alfabetico): per documentarmi, ebbi accesso alla grande biblioteca dedicata ai Nativi Americani custodita in casa di Sergio Bonelli in persona. L’opuscolo uscì in allegato allo Speciale Zagor del 1991.

“L'audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano”, 2011, con due capitoli di Moreno Burattini
Gli organizzatori di una grande mostra allestita a Napoli sulla storia della Casa editrice Bonelli hanno chiesto due miei contributi saggistici che sono stato lieto di aver potuto scrivere per comparire in un libro così bello e importante.


Fotografia del primo incontro tra Moreno Burattini e Sergio Bonelli, 1987

PS.24  "Speciale Zagor", di Moreno Burattini e altri, 1990 
Il primo saggio in assoluto della storia della critica fumettistica italiana dedicato interamente allo Spirito con la Scure pubblicato in volume fu lo Speciale Zagor, supplemento della fanzine “Collezionare” che io e alcuni amici avevamo fondato a Campi Bisenzio a metà degli anni Ottanta. Questo libro, datato 1990 e da me scritto con Francesco Manetti e Alessandro Monti, vendette oltre duemila copie nonostante la distribuzione per corrispondenza.



Albo di Zagor, "Pericolo mortale",  1991 
Nel 1991 esce la mia prima storia di Zagor, illustrata da Gallieno Ferri. Si realizza il sogno di una vita. 



Albo di Cico, "Cico trapper", 1991 
Nel maggio 1991 esce anche il mio primo albo di “Cico”. Nelle pagini iniziali colloco la scena in un immaginario paese del Nord America chiamato “St. Marcel”. L’omaggio a San Marcello Pistoiese è evidente.



Photobook su Gallieno Ferri, a cura di Moreno Burattini e altri
In occasione degli 85 anni del maestro Ferri, Marco e Stefano Grasso hanno realizzato questo Photo Book a cui io ho collaborato consegnando molte foto e scrivendo una prefazione.


Locandina della commedia “Il vedovo allegro” di Moreno Burattini, prima rappresentazione con Burattini regista, 1986
La versione originale della commedia “Il vedovo allegro” venne scritta in vernacolo fiorentino (poi mi occupai di un adattamento in italiano) e fui anche il regista della “prima” a Signa, nel 1986, quale capocomico di una compagnia di dilettanti straordinariamente bravi, a cui diedi il nome di “Teatro Poco Stabile”. 



Locandina per iniziativa sul poeta Geri di Gavinana, 2012
Anche nel 2015, come in questa iniziativa del 2012, si è organizzato a Gavinana un evento su Giuseppe Geri, di cui sono state ritrovate centinaia di poesie inedite, raccolte in un libro da me curato (edito dall’Associazione Achilli).

Foto di Marco Corbetta

Locandina de "Il berretto a sonagli", adattamento di Moreno Burattini e altri 
Fra i successi della mia attività di autore teatrale annovero l’occasione concessami dal produttore e regista Francesco Bellomo di lavorare con il grande Pino Caruso, in un allestimento del “Berretto a Sonagli” di Pirandello, che ho reintegrato con le parti tagliate in origine e aggiungendo un prologo iniziale non previsto (ma dato per sottinteso). Un adattamento che ha avuto molto successo.

"I campioni della bugia", libro sul Campionato della bugia, con capitolo di Moreno Burattini
Gli organizzatori del Campionato della Bugia che si svolge ogni estate a Le Piastre (PT) hanno chiesto un mio contributo per questo catalogo che racconta la storia della manifestazione, a cui in alcune occasioni ho collaborato come membro della giuria. Il mio pezzo si occupa delle bugie in ambito matrimoniale.

Recensione di Libero sulla commedia "Il vedovo allegro"
Il successo trentennale del “Vedovo allegro” non è sfuggito al recensore di “Libero”, e gliene sono grato.

Depliant della commedia "Il vedovo allegro", 2009
Da quasi trent’anni si susseguono le rappresentazioni de “Il vedovo allegro”, e io stesso non saprei dire quando e dove la commedia è andata in scena. Quando posso, mi procuro una locandina o un volantino, ma il più delle volte non ne sono neppure informato.

"E veduv alegar", copione della commedia "Il vedovo allegro" in romagnolo 
Scritta in vernacolo fiorentini, adattata in italiano, tradotta in milanese e, alla fine, rappresentata anche in dialetto romagnolo: la commedia “Il vedovo allegro” diventa “E veduv alegar”.

Locandina di iniziativa sul poeta Geri a Gavinana, 1996
Sono state numerose i “reading” delle poesie di Giuseppe Geri che, con l’Associazione Achilli di Gavinana, siamo riusciti a organizzare, coinvolgendo anche attori che hanno letto le opere, professori che hanno tenuto conferenze e gente del luogo che ha fornito fotografie d’epoca da proiettare sullo schermo.



Moreno Burattini, "Geri di Gavinana, il poeta delle piccole cose", 2012
C’è sempre stata, in casa dei miei nonni e di mio padre, una copia di “Fiori di bosco”, di Giuseppe Geri. E una volta che avevo dieci anni, ho anche visto il Poeta in piazza qui in paese. Da questa lunga frequentazione con le poesie di Geri da Gavinana nasce il mio amore per la sua opera e le tante iniziative che ho contribuito a organizzare, come questo libro che raccoglie le sue opere migliori corredate da un mio commento critico, edito dall’Associazione Achilli.



Bruno Santini, "Un nuovo amico per il signor Stravideo", libro per bambini con copertina e disegni di Moreno Burattini

"Toscani in una tavola ", libretto di ricette toscane con prefazione di Moreno Burattini
Il fumetto si presta agli abbinamenti più diversi (con la musica, il cinema, l’arte, i viaggi). Uno dei più insoliti è quello con la cucina. Eppure questo libretto unisce i disegni dei tanti fumettisti toscani (tra cui alcuni molto illustri, come Aurelio Galleppini, nato in provincia di Grosseto) alle ricette tipiche della nostra regione. Mia la prefazione, che mi fu pagata con una cena.

"El vèdov allegher", libretto della commedia "Il vedovo allegro" in milanese
Una grande soddisfazione è stata la richiesta, fattami da Pietro Calegaro (un professionista del teatro dialettale lombardo) di poter tradurre “Il vedovo allegro” in milanese, diventando “El vèdov allegher”. E’ stato un grande successo.

"I' vedovo allegro", copione della commedia  "Il vedovo allegro" in fiorentino
Questo è il copione originale de “Il vedovo allegro” in vernacolo fiorentino, “I’ vedovo allegro”.

Foto di Marco Corbetta

Targa "Nera d'inchiostro 2015" per i 25 anni di attività di Moreno Burattini

"Dal Risorgimento alla Resistenza. Storie di toscani che fecero l'Italia", 2011
L’organizzazione di Lucca Comics mi ha chiesto, in occasione del 150° anniversario dell’Unità di Italia, di progettare un libro a fumetti che raccontasse dei patrioti toscani del Risorgimento. Ideai un volume composto da dieci racconti, uno per ogni provincia della Toscana, affidati a giovani autori usciti da una scuola di comics di Firenze. Tenni però per me la storia dedicata alla provincia di Pistoia, che ambientai a Gavinana facendo illustrare a Riccardo Pieruccini la visita di Massimo d’Azeglio sul luogo della Battaglia in cerca della tomba del Ferrucci.

Tesi di laurea di Moreno Burattini sulla sceneggiatura di fumetti
Il professor Mario Martelli, nonostante fosse un illustre filologo esperto soprattutto in autori dell’umanesimo fiorentino del Quattrocento, accettò, dimostrando una grande apertura mentale, di fare da relatore alla mia tesi sulla sceneggiatura dei fumetti. Andò bene, perché anche grazie a lui ottenni il 110 e lode.



Moreno Burattini, "Utili sputi di riflessione", 2015
Quasi duemila aforismi, battute, massime e minime divisi per argomento e illustrati da trenta disegnatori italiani. Una antologia che mi racconta e mi mette a nudo meglio di qualunque autobiografia.



Alessandro Bocci, disegno per "Utili sputi di riflessione"
Alessandro Bocci ha così illustrato, in questo disegno originale, l’aforisma “Si è smarrito un bambino di nome Moreno”, tratto dall’antologia “Utili Sputi di Riflessione” (2015).

“Albissola Comics 2013”, catalogo con capitolo di Moreno Burattini su Pop art e Comic art
Spesso gli organizzatori di mostre e convegni fumettistici mi chiedono dei saggi per i loro cataloghi. In quello di Albissola Comics 2013 ne compare uno a mia firma dedicato ai rapporti tra la Pop Art e la Comic Art.

2 numeri del Vernacoliere con rubrica "I dieci domandamenti" curata da Moreno Burattini
Dal gennaio del 2015 esce ogni mese su “Il vernacoliere” una mia rubrica intitolata “I dieci domandamenti”. Poter figurare tra gli umoristi della storica rivista satirica livornese è una soddisfazione che non ha prezzo.


Disegno di Alessandro Piccinelli per "Utili sputi di riflessione" 
Mauro Boselli, amico e collega (ma anche maestro) sceneggiatore di Tex, è, secondo Alessandro Piccinelli, colui che scrive anche la sceneggiatura della mia vita (originale dell’illustrazione tratta da “Utili Sputi di Riflessione”).

Mauro Laurenti, disegno per "Utili sputi di riflessione" di Moreno Burattini
Per dare alle stampe la mia raccolta “Utili Sputi di Riflessione” (2015) ho chiesto a una trentina di disegnatori di fumetti di illustrare alcune degli aforismi. Mauro Laurenti ha scelto: “La vita è una condanna all’ergastolo: ci si risveglia sempre nella stessa cella”, mettendomi dietro le sbarre.



Premio If a Moreno Burattini per il miglior sceneggiatore, 2006 



Massimo Cavezzali, disegno con ritratto di Moreno Burattini
Mi è sempre piaciuta la caricatura che mi ha fatto Massimo Cavezzali, famoso per le sue strips sui cantanti e le band (oltre che Ivan Timbrovic, le Dolline, Kika e mille altre cose).



Foto di Marco Corbetta

Dante Bastianoni, disegno con ritratto di Moreno Burattini  
La prima caricatura fattami da un professionista, all’inizio della mia carriera, fu questa, opera di Dante Bastianoni.

Foto di Marco Corbetta

Mauro Laurenti, disegno con ritratto caricatura di Moreno Burattini
Mauro Laurenti, oltre che uno straordinario disegnatore, è anche un eccellente caricaturista.

Francesco Bastianoni, disegno con ritratto di Moreno Burattini
Quando mi sono sposato, nel 1992, ho chiesto a oltre trenta disegnatori una illustrazione con cui realizzare una sorta di “bomboniera a fumetti”, diventata poi oggetto da collezione per molti cacciatori di cimeli. Francesco Bastianoni mi mise in caricatura nel modo che vedete.

Aldo Di Gennaro, disegno con ritratto di Moreno Burattini
Vedere il grande Aldo Di Gennaro farmi un ritratto spiritoso al volo, in un minuto, è stata un’esperienza esaltante.




Graziano Origa, disegno con ritratto di Moreno Burattini
Dal genio grafico di Graziano Origa è nato questo mio ritratto giovanile, poi da lui raccolto in un volume insieme ad altri del genere.



Gallieno Ferri, disegno con ritratto di Moreno Burattini







Premio Gran Guinigi come miglior sceneggiatore, Lucca Comics & Games 2003

Il registro dei visitatori
La foresta di Darkwood ricostruita a Palazzo Achilli

La foresta di Darkwood ricostruita a Palazzo Achilli (foto do Marco Corbetta)



Foto di Marco Corbetta



Momento dell'inaugurazione. Io con i rappresentanti del Comune di San Marcello e della Provincia
(foto di Marco Corbetta)
Alice Sobrero, assessore alla Cultura del Comune di San Marcello Pistoiese (foto di Marco Corbetta)


Moreno Burattini durante l'inaugurazione della mostra (foto di Marco Corbetta)

Marcello Mangianti autografa disegni e albi all'inaugurazione (foto di Marco Corbetta)



I nomi degli organizzatori e i ringraziamenti (foto di Marco Corbetta)