venerdì 15 giugno 2018

LA ROCCIA CHE BRUCIA



E' in edicola lo Zagor n° 635, intitolato "La roccia che brucia". Si tratta della seconda puntata della storia iniziata nel precedente albo "Furia cieca". L'avventura si concluderà sul n° 636. I testi sono miei, i disegni sono dei fratelli Nando e Deniso Esposito (Esposito Bros), la copertina è opera di Alessandro Piccinelli. La principale singolarità di questo racconto è il ritorno in team-up di due vecchi avversari dello Spirito con la Scure: Marcus, l'uomo volante con poteri da ipnotizzatore, e Alfred Bannister, alias Thunderman. Due villain di vecchio se non vecchissimo stampo, che ho cercato di riportare sulle scene giustificandoli meglio e dando loro maggiore spessore. 

Chi ha criticato il fatto che nella prima puntata è stato dato troppo spazio alla rievocazione in flashback delle loro precedenti apparizioni probabilmente non ha letto attentamente la rievocazione stessa perché il passato dei due criminali che viene raccontato a beneficio di lettori di oggi non è esattamente quello che credevamo di conoscere. Ci sono sostanziali differenze sia nel caso di Marcus che nel caso di Thunderman. Differenze imposte appunto dalla necessità di rendere più credibili agli occhi smaliziati dei lettori di oggi le origini dei due personaggi. Quindi, non di riassunto delle puntate precedenti si è trattato, ma di racconti nuovi, con significative variazioni e spiegazioni. Ovviamente variazioni e spiegazioni sono state fornite cercando di non stravolgere del tutto quanto già si sapeva: se non vi siete accorti delle differenze è perché mi è riuscito il gioco di prestigio. Però allora non criticate perché la storia è stata narrata due volte, altrimenti dimostrate di non aver capito, di non aver letto con attenzione, di non aver memoria (anche se l'esperienza insegna come i detrattori di solito dimostrino proprio questo). 

Ma se anche, per ipotesi, il riassunto corrispondesse a quanto già noto, davvero non avrebbe dovuto essere fatto? L'Uomo volante risale al 1961, Thunderman al 1981, e non sono mai riapparsi: dunque sono passati 57 anni nel primo caso e 37 nel secondo. Una rinfrescata alla memoria era indispensabile, direi, a meno che non si ritenga di doverci rivolgere, scrivendo Zagor, soltanto a lettori della vecchia guardia, minori di ogni storia e insofferenti verso quelli delle nuove generazioni (di nuovo l'esperienza insegna come di solito i detrattori siano proprio di questo tipo).

A proposito di detrattori, eccome uno che scrive un commento firmandosi come Anonimo, in calce al post riguardante "Furia cieca". Il nostro Anonimo, dopo la lettura del primo albo dei tre, pretende di trovare un errore: a pagina 42 del n°197 di Zagor viene detto che la "pietra che brucia" ha perso la sua energia, tanto che lo Spirito con la Scure la può toccare con la mano e la sente fredda. Ora, è sempre uno sbaglio voler criticare prima di aver letto  una storia per intero, però il detrattore pregiudiziale ritiene di doverlo fare prima di tutti (chi colpisce per primo colpisce due volte). Peccato che nella seconda puntata fosse prevista appunto la spiegazione, che viene infatti regolarmente fornita: la roccia aliena si è ricaricata assorbendo energia dai fulmini o dal terreno (si fanno, ovviamente, solo delle ipotesi perché non c'è uno scienziato in grado di dimostrare l'esatto meccanismo). E non c'è nessun "ambaradan" da giustificare: la spiegazione è così semplice che basta un balloon per illustrarla. Dunque nel se nel n° 197 la roccia si era "scaricata", dopo 37 anni, nel n° 635,  si è "ricaricata". Di tempo ne è passato a sufficienza, direi. Poi, ognuno può apprezzare o non apprezzare una storia, per carità. Però si dica: non mi piace perché non corrisponde ai miei gusti, perché non mi è simpatico lo sceneggiatore, perché sono polemico, perché sono nostalgico, perché vorrei scrivere io le storie e non leggere quelle di altri che mi sembrano incapaci; non si dica però che la roccia scaricata nel 1981 non può essersi ricaricata nel 2018: un commento così, dato pregiudizialmente prima di essere arrivato in fondo alla storia, secondo me non fa fare bella figura, ecco (ma tanto, vabbè, il detrattore è Anonimo). A proposito di arrivare in fondo alla storia: il secondo albo del racconto è, appunto, il secondo di tre. Ci sarà una "morale" da trarre (per chi la vuol trarre, e non ce n'è bisogno, in realtà), ma sarà chiara (se sarà chiara) solo a storia finita. Ne riparleremo il mese prossimo.

sabato 9 giugno 2018

L'ULTIMO DESIDERIO




Temo di non avere un solo "ultimo desiderio", ma tutta una serie. Anche perché così, quando riesco a vederne esaudito uno, non mi rassegno ad aspettare la morte ma comincio a inseguire la realizzazione del successivo. Via via nella vita ho sognato di scrivere Zagor, di lavorare in Bonelli, di andare in Terra del Fuoco, di pubblicare un libro di racconti, di essere un autore del "Vernacoliere", di conoscere Umberto Tozzi, di recitare in un film, di fare il cabarettista (più altri desideri meno confessabili ma comunque avveratisi) e ci sono riuscito. Adesso ho messo la bandierina anche su un ulteriore obiettivo: sceneggiare un fumetto di quelli "per adulti" che ai bei tempi che furono pubblicava Renzo Barbieri.  Se fosse stato possibile avrei scelto Biancaneve (come sapete se avete letto qui), ma alla fine mi è piaciuto anche farlo anche con Cimiteria



E' uscito infatti l'albo di cui vedete la copertina qui sopra, opera dell'eccellente Andrea Jula, intitolato per l'appunto "L'ultimo desiderio" (tutto torna). La pubblicazione, nel formato dei pocket della Edifumetto ma spillata, conta 40 pagine, di cui 18 di fumetto e il resto di contenuti extra: illustrazioni inedite,  apparato critico, cronologia degli albi del personaggio, il testo completo della mia sceneggiatura. La casa editrice è Annexia, l'editore l'entusiasta Luca Laca Montagliani, a cui di deve la cura del progetto "Vintagerotica". Progetto che prevede la realizzazione di tutta una serie di spillati del genere. Per ora sono usciti quelli di Cimiteria, Jacula, Yra, Ulula, Zora e Lucifera, ma sono previste altre uscite: Belzeba, Naga, Sukia sono già annunciate. Si tratta di episodi nuovi e inediti, affidati ad autori contemporanei di un certo prestigio, piccolo (quello del sottoscritto) o grande (quello degli altri). Oltre a me sono stati coinvolti nomi del calibro di Giovanni Talami, Marco Turini,  Alex Horley, Andrea Bulgarelli, Nestore Del Boccio per i disegni e Fabio Celoni, Stefano Fantelli e Paolo Di Orazio per i testi. Oltre a Luca Laca Montagliani stesso, che ha scritto e disegnato. Ciascuno di questi autori ha offerto la sua versione delle sexy eroine, in qualche caso proseguendone le avventure là dove si erano interrotte alla chiusura della loro serie (Fantelli e Talami fanno risorgere Zora), in altri casi raccontando avventure scollegate dalla continuity (Montagliani e Bulgarelli con Yra). Celoni e Horley si scatenano in un racconto heroic fantasy a mezzatinta meriterebbe una edizione cartonata di grande formato. 


Nestore Del Boccio al lavoro su Cimiteria

Certo, in neppure venti pagine di due vignette ciascuna non si riescono a raccontare delle storie molto articolate ma tutti i coinvolti hanno saputo trarre il massimo dal breve spazio a disposizione. Io ho cercato di dar vita a un falso albo d'epoca, come se il lettore si ritrovasse all'inizio degli anni Ottanta di fronte a un "vero" episodio di Cimiteria, ricreato con il ritmo, gli stilemi e i dialoghi di quella irripetibile stagione di "giornaletti" da edicola. Siccome i fumetti per adulti erano andati progressivamente aumentando il loro livello di pornografia e Cimiteria fa parte del periodo "hard", sono stato "hard" anch'io. Nestore Del Boccio, veterano del genere (è l'univo coinvolto nel progetto Annexia che abbia lavorato all'epoca di Barbieri e Cavedon proprio a questo tipo di pubblicazioni), ha reso barocca e grottesca la truculenta vicenda dando via libera al proprio estro. Avevo scritto in sceneggiatura "descriverò le pratiche erotiche che seguiranno senza dare indicazioni sul livello di pornografia da raggiungere: va benissimo essere hard o alternare porno e soft, basta che la cosa sia intrigante". Nestore, ecco, è stato hard. E anche intrigante. Credo che scriverò i testi anche per uno dei prossimi albi, forse "Fiabe proibite".

Nestore Del Boccio

Gli albi di questa collana non vengono venduti in edicola, e c'è una distribuzione limitata anche un fumetteria. Si tratta di una iniziativa "nostalgica" destinata ai collezionisti e ai super appassionati e si devono richiedere alla Casa editrice. In fondo a questo articolo troverete il comunicato di Annexia in cui si spiega per filo e per segno come fare.

La saga di Cimiteria, ambientata in Europa (in particolare a Londra) nei primi anni del Novecento e dipanatasi nelle edicole italiane tra il maggio del 1977 e il giugno del 1984, si sviluppa su 119 numeri più svariati supplementi e numeri speciali. Il personaggio viene creato da Renzo Barbieri e disegnato per 80 episodi da Carlo Panerai, illustratore dal tratto elegante e d’antan, adatto alla cupezza estrema della trama. In seguito, subentrano Angelo Todaro e altri disegnatori dello Studio Leonetti, artefice in quegli anni di una sterminata produzione nel settore del fumetto per adulti. Il vero nome della morta risuscitata (che viene rivelato soltanto in una fase avanzata della saga), è Mary Wolf: da viva, era stata erede al trono di Scozia e proprio degli intrughi dinastici avevano portato alla sua uccisione. Quando il becchino Quasimodo e lo scienziato John Finimore risvegliano il cadavere della ragazza, rendondola sessualente vorace e priva di inibizioni etiche e morali, lei perde però la memoria e dunque si fa andare bene il nome di Cimiteria. Le scariche elettriche che la ridestano dalla tomba rendono però la sua vagina mortale per chiunque la penetri (ma il resto del corpo è disponibile per fare del sesso sicuro). Questa sorta di superpotere è però abbastanza fastidioso per una sexy eroina, e così a un certo punto gli sceneggiatori hanno trovato il modo di eliminarlo. La storia "L'ultimo desiderio" è collocabile nel primo periodo delle avventure di Cimiteria, come dimostra anche la presenza di Quasimodo (nella seconda fase della saga il servo della resuscitata si chiama Giobbe). Le avventure macabre di Cimiteria sono soltanto in parte paragonabili a quelle di Zora o di Jacula (due celebri vampire a fumetti della produzione per adulti made in Italy), perché gli autori si sono spinti ben oltre i modelli precedenti, calcando decisamente la mano sul perverso e sul disturbante. Cimiteria, insomma, esagera. Nei nostri anni di politicamente corretto e scandalizzato perbenismo non sarebbe mai rimasta in edicola più di un paio di mesi. Il che ce la fa apprezzare più che mai: risvegliati di nuovo, Mary, e torna a turbarci!

COMUNICATO STAMPA VINTAGEROTIKA 2018
Le sexy eroine degli anni settanta sono qui…!

Zora, Ulula, Lucifera, Cimiteria, Jacula e Yra la vampira, sexy e lussuriose come non mai, sono risorte dall’Oltretomba editoriale per restare con voi, da qui all’eternità.

Ogni albo della collana VINTAGEROTIKA, Pop-Hard d’autore (BN, spillato, 13x18 cm, 40 pagine cadauno), contiene una storia inedita a fumetti di 16 pagine (tranne Cimiteria che ha una storia di 18 pagine), un saggio critico sul personaggio, la cronologia della testata, la sceneggiatura originale e lo sketchbook dell'autore dei disegni,. Tutte le pubblicazioni sono numerate con una tiratura limitata di 400 copie per titolo, di cui 100 giù spedite ai funders del crowdfunding che ha reso possibile la produzione di questa prima ondata di fumettacci.
Completano la provocante proposta, sensualissime copertine tutte da palpare, grazie alla plastificazione Soft Touch: per una piena e completa soddisfazione del feticismo di ogni appassionato dell’erotismo disegnato…!

Gli autori di questi primi albi sono ben noti al pubblico italiano: Emanuele Taglietti, Fabio Celoni (Disney, Bonelli Editore), Alex Horley (DC Comics, Blizzard, Court of the Dead), Paolo Di Orazio (Splatter, Cut-Up Edizioni), Marco Turini (Marvel, Dc Comics, Titan Comics), Moreno Burattini (Bonelli Editore, Cut-Up Edizioni), Nestore Del Boccio, Andrea Jula (Pegaso Models), Andrea Bulgarelli (EF Edizioni), Stefano Fantelli (Edizioni Inkiostro, Cut-Up Edizioni), Giovanni Talami (Bonelli Editore), Luca Laca Montagliani (Annexia).

Da oggi anche voi potrete entrare in possesso di questi frutti peccaminosi, in due differenti modalità d’acquisto:
- LOTTO INFERNO con i 6 albi a fumetti (Zora, Ulula, Lucifera, Jacula, Cimiteria e Yra)
- LOTTO ARMAGEDDON con i 6 albi a fumetti (Zora, Ulula, Lucifera, Jacula, Cimiteria e Yra) + l'albo speciale VINTAGEROTIKA PIN-UP (con pin-up in BN e a colori, e saggi critici sul genere vintage erotico Made in Italy) + il poster di Zora dipinto da Emanuele Taglietti.

Gli albi non vanno in distribuzione nel circuito librario e delle fumetterie. Dunque per averli basterà andare sul sito ufficiale di ANNEXIA e seguire le istruzioni.



venerdì 1 giugno 2018

MISSIONE FALLITA



Purtroppo "Fra le labbra" non ce l'ha fatta. Il crowdfunding non è andato al buon fine. Ci abbiamo provato, battendo una strada non ancora agevole e conosciuta da tutti. Ciò nonostante, il progetto, in cui crediamo e in che ha inteteressato comunque molte persone, va avanti. 

Se non sapete di che cosa si tratta, potete leggere qui:

In poche parole, io e il disegnatore Davide Perconti (Nathan Never, Legs) abbiamo cominciato a lavorare a un graphic novel erotico ispirato alla storia (vera) di Matteo Realdo Colombo, l'anatomista che per primo, nel Cinquecento, studiò e descrisse nella sua opera "De re anatomica" la fisiologia del clitoride. Per la pubblicazione, anziché battere le strade consuete delle case editrici tradizionali, abbiamo accettato la proposta della Ingoal Ldt. di sperimentare la formula del crowdfunding: ovvero, una raccolta di prenotazioni in Rete per cercare di raggiungere la cifra necessaria a pagare il lavoro degli autori (colorista compreso) in anticipo e la stampa, facendo tutta una serie di omaggi ai sottoscrittori (si potevano scegliere varie formule). All'estero il crowdfunding funziona bene, in Italia non c'è, per il momento, la necessaria consuetudine.

Abbiamo avuto due mesi di tempo (forse un po' pochi) per realizzare l'obiettivo, e nelle  settimane in cui la sottoscrizione è rimasta aperta sulla piattaforma inglese Kickstarter mi è capitato più volte di parlare del progetto e di promuovere il libro. L'ho fatto persino a Padova, la città dove Realdo Colombo operava, e dove ci sono stati accademici che si sono mostrati interessatissimi al libro in preparazione. Dovunque abbia spiegato di che cosa si trattava ho riscontrato sincera attenzione se non addirittura entusiasmo. Se avessimo avuto il volume già pronto, io e Perconti lo avremmo sicuramente venduto agli uditori. Peccato che poi il dover prenotare in anticipo un libro che non c'è, e doverlo fare attraverso una iscrizione a un sito in lingua straniera, abbia scoraggiato più d'uno. Ho ricevuto numerose telefonate e messaggi di lettori che mi pregavano di prenotare io per loro una, due, tre copie (in versione brossurata e/o cartonata) perché da soli non capivano cosa si dovesse fare.

Così, al termine dei due mesi, l'obiettivo non è stato raggiunto. Abbiamo raggiunto circa tremila euro, non sufficienti. Chi si è prenotato non ha perso nulla (anzi, nulla è stato loro addebitato neppure all'inizio: avrebbero pagato solo a risultato ottenuto). Grazie a chi ci ha dato fiducia. Tuttavia, sono ancora convinto che "Fra le labbra" comunque uscirà, e la Ingoal sta preparando nuove strategie per riprovarci, facendo tesoro delle difficoltà avute al primo tentativo. Perciò, ne riparleremo.

Ecco il comunicato della Ingoal Ltd. .

COMUNICATO

La campagna di crowdfunding del graphic novel storico erotico “Fra le labbra”, ideata dallo sceneggiatore Moreno Burattini e illustrata dal disegnatore Davide Perconti, non ha raggiunto l’obbiettivo prefissato sulla piattaforma di Kickstarter. La raccolta di fondi per la produzione del fumetto che narra la vera storia di Matteo Realdo Colombo, il medico anatomista che con le sue ricerche scientifiche ha rivoluzionato la percezione delle origini del piacere femminile, ha comunque raccolto una somma totale pari a 2.960 euro provenienti da oltre 100 backers sparsi in tutto il mondo. Numeri insufficienti al raggiungimento del goal e alla conseguente realizzazione dell'albo a fumetti, che rappresentano però un risultato finale molto importante. 

Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Australia, Brasile, Singapore, Messico sono infatti soltanto alcuni dei paesi che, oltre all’Italia, hanno sostenuto il progetto. Un dato, questo, che ne sottolinea le ottime potenzialità e la grande qualità generale. A fronte di questa risposta del pubblico Ingoal Ltd., in accordo con gli autori, annuncia quindi fin d’ora il rilancio dell'iniziativa con una nuova campagna che includerà interessanti novità e innovative modalità di partecipazione per il sostegno del progetto, anche per venire incontro alle tante richieste e ai suggerimenti espressi dagli appassionati del settore in questa occasione.

Tempi di lancio e ulteriori dettagli verranno comunicati a breve, nel frattempo cogliamo l’occasione per ringraziare davvero di cuore tutte le persone che hanno sostenuto questo progetto.


Moreno Burattini

Davide Perconti

Ingoal Ltd.

venerdì 18 maggio 2018

CINQUANTA ANNI DI ZAGOR IN CROAZIA




C’è una domanda che mi sono fatto ogni volta in cui sono stato invitato in Croazia a parlare di Zagor o a festeggiarne qualche anniversario (e cioè spesso): qual è la ragione per cui proprio i lettori al di là dell’Adriatico sono i più appassionati dello Spirito con la Scure, dopo gli italiani? O forse, di più degli italiani, dato che l’eroe di Darkwood può essere considerato il personaggio a fumetti più amato dai croati, come dagli altri abitati dei Paesi della ex-Yugoslavia? Che cos’è che ci accomuna? Secondo me, a noi zagoriani (di qua e di là dal mare) piace l’idea di un eroe che lotta per ciò che ritiene giusto, per risolvere i problemi, per aiutare chi subisce vessazioni o ingiustizie, ma soffre per arrivare alla vittoria. Non vince facilmente. Ci piace l’eroe che trionfa dopo aver dovuto subire la forza del nemico, dopo essere stato messo in difficoltà, dopo aver ricevuto pugni e ferite. Ci piacciono meno gli eroi gradassi che si atteggiano a primi della classe, che hanno sempre ragione loro, che non sbagliano mai. Zagor è un eroe dal volto umano, che supera gli ostacoli stringendo i denti e soffrendo. La storia degli italiani, come quella degli slavi del sud, non è la storia di un popolo di conquistatori e di dominatori, è una storia irta di difficoltà, di libertà da conquistare. Siamo gente che deve tener duro, deve versare sangue e sudore. Come Zagor, appunto.

Tra l'11 e il 13 maggio 2018 si è svolto a Zagabria, la capitale croata, la ventunesima edizione del Comic Roman Suo (CRS), ovvero il Festival del Fumetto, dedicata ai 50 anni di Zagor in Croazia. Sono stato invitato con Mauro Laurenti, Joevito Nuccio e Alessandro Piccinelli. Ciascuno dei tre disegnatori ha realizzato un poster da cui sono sono state realizzate delle stampe. Ciascuno ha anche avuto l'onore di una mostra di tavole originali esposte in una sede prestigiosa, il Palazzo degli Artisti. Tutti siamo stati protagonisti di vari incontri con il pubblico e sessioni di firme e di disegni. L'accoglienza, come al solito, è stata ottima. Personalmente, sono stato la prima volta a Zagabria nel 2004 accompagnando Gallieno Ferri, a cui vennero tributati festeggiamenti da star. Da allora sono tornato a intervalli regolari almeno altre quattro o cinque volte, insieme a molti autori dello staff, e posso dire di avere in città dei veri e propri amici, con cui ci siamo visti anche in Italia e con cui sono in costante contatto. Le foto che seguono documentano l'ultimo CRS.

Il poster di Joevito Nuccio
Il poster di Mauro Laurenti
Il viaggio verso Zagabria passando per Lubiana 
L'incontro con il pubblico di Joevito Nuccio e Mauro Laurenti (con il moderatore Daniel e la traduttrice Ana)

La stampa tratta dal poster di Alessandro Piccinelli



La mostra di tavole originali di Laurenti, Nuccio e Piccinelli.

Il sottoscritto davanti alla mia caricatura inserita da Laurenti in una sua tavola


Copertine originali di Alessandro Piccinelli
Una delle sale con i poster delle precedenti edizioni del Festival
La parola "cravatta" deriva da Croazia, e significa "fiocco alla croata"
L'originale di Alessandro Piccinelli del poster per CRS 2018

Autografo
I veri zagoriani si fanno sempre riconoscere
Un mio disegnato con la battuta in croato (traduzione sopra)
Una sfilata in costume




Daniel, moderatore degli incontri e cosplayer di Cico

Padre, figlio e... il sottoscritto
Laurenti, Piccinelli, Nuccio e Burattini
Io e Laurenti con le brave e graziose interpreti Monika, Tea e Lucrezia
L'incontro con Alessandro Piccinelli


Il cielo sopra Zagabria

venerdì 11 maggio 2018

FURIA CIECA



Qualche mese fa, cominciai a pensare alla nuova storia di Zagor che presto avrei dovuto iniziare a scrivere per gli Esposito Bros, e mi consultai con Nando. Gli chiesi: “che tipo di avventura vi piacerebbe illustrare? Con elementi fantastici, o realistica? Ambientata nella foresta, o sulla neve, o per mare?”. Nando rispose che gli sarebbe piaciuto far tornare un vecchio nemico. “Quale?”, domandai. E lui, sorprendendomi: “O l’Uomo Volante o Thunderman”. Gli promisi che ci avrei pensato. Il giorno dopo gli annunciai che sarebbero tornati tutti e due, insieme.

Thunderman in un disegno inedito di Nando Esposito.

Marcus, l’Uomo Volante, è uno dei primissimi avversari dello Spirito con la Scure: ideato fa Gallieno Ferri, compare nel secondo albo Zenith (1965) ma, con la sua prima uscita sulla Collana Lampo, a striscia, risale al 1961. Si è rivisto solo in una sequenza onirica (era una visione, non la realtà) di “Magia indiana” (Zagor n° 500). Thundernan, personaggi ideato da Tiziano Sclavi nel 1981, non era più tornato neppure in sogno. 

Probabilmente c’è un motivo se per così tanto tempo i due hanno latitato. Si tratta di avversari pittoreschi ma anche, a loro modo, un po’ ingenui, felicemente d’altri tempi, quando ancora eroi e villain poteva essere “leggeri” e gli autori se la cavavano (e bene) con spiegazioni da imbonitori. La fantasia, per la fortuna dei lettori di quegli anni, era al potere. Ci si poteva permettere di far credere di tutto, anche che un Uomo Volante avesse al suo servizio un esercito di pigmei e potesse esistere una città sugli alberi; o che una tribù di Shawnee  potesse custodire in una tenda qualche chilo di idoli e monili d’oro, per non parlare di una certa macchina della pioggia. Tuttavia la sfida era stimolante: far tornare proprio quei due supernemici e farli tornare insieme, raccontandoli in modo un tantino postmoderno, cambiando nelle loro biografie quel poco che basta e che serve per giustificare l’ingiustificabile. 

La prima puntata della storia che io ho scritto e che gli Esposito Bros hanno illustrato è giunta in edicola. Qui di seguito riporto le voci dedicate a Marcus e a Thunderman nella  rubrica “Buoni & Cattivi” che per hanno ho curato sullo Zagor di Repubblica, e un pezzullo sugli Esposito Bros scritto per una qualche occasione che li riguardava.

MARCUS

Marcus è il primo avversario di stampo decisamente fantastico nella serie di Zagor. Dunque, fa capire fin dall’inizio che dalle avventure dello Spirito con la Scure non ci si deve aspettare soltanto il fascino dei racconti della vecchia frontiera, ma anche i brividi del surreale o dell’irreale, la spettacolarità del fantasy, la visionarietà di mondi paralleli quale, a tutti gli effetti, può essere considerata la cittadella aerea dell’Uomo Volante, un ex acrobata circense in grado non solo di volare grazie alla sua particolare tuta, ma anche di ipnotizzare, rivelandosi una sorta di mago così come il Mefisto delle origini, a cui assomiglia nell’aspetto. La saga dell’eroe di Darkwood diventa così il regno della contaminazione, in grado di ospitare suggestioni di tutti i tipi, come accade per i regni di Mongo, il pianeta dove vive le sue avventure Flash Gordon, il personaggio creato dal grande Alex Raymond che così tanto ha influenzato i disegni del giovane Ferri. Non a caso la bella Norma, la fanciulla in pericolo, assomiglia all’altrettanto affascinante principessa Aura, figlia del crudele Ming.

THUNDERMAN

Alfred Bannister è il malvagio assistente del pacioso Charles Dickwick: l’inventore però, nella sua ingenuità, non si è accorto di aver coltivato una serpe in seno. Anche al Samuel Pickwick, il simpatico “eroe” dickensiano, capita del resto di venire ingannato da due abili delinquenti, mister Jingle e il suo domestico Job Trotter. Continuando a giocare con i riferimenti multimediali, non si può non notare come Alfred abbia lo stesso cognome di Marnie Bannister, alias Satanik, che si tramuta da donna in strega facendosi irradiare da un magico medaglione. Anche il cattivo della storia di apertura di questo volume assorbe una quantità spropositata di energia da una roccia radioattiva e da un fulmine che la colpisce mentre lui gli è accanto, e si trasforma in un supereroe dai poteri simili a quelli del villain marveliano Electro: è in grado infatti di scagliare scariche elettriche. E’ appunto sulla falsariga dei supercattivi dei comics americani che Sclavi e Gamba creano “Thunderman”, un nemico decisamente insolito in ambito zagoriano, proposto in modo ironico e quasi parodistico dai due autori.



COINCIDENZE SIGNIFICATIVE
Di Moreno Burattini

Io e gli Esposito Bros, abbiamo tutti e tre più o meno la stessa età: Nando Esposito è del 1961, Denisio Esposito del 1964, e io sono del 1962. Tutti e tre siamo nati in montagna: i due Esposito a Coivet, sulle Alpi della Svizzera francese, io a San Marcello, un borgo dell’Appennino pistoiese.  Abbiamo fatto le stesse letture: Nando mi ha raccontato di come, benché fuori dai confini italiani, si procurasse gli albi di Zagor insieme a tanti altri fumetti in edizione francese, e io ugualmente ho sempre aspettato con ansia l’uscita degli albi dei miei eroi preferiti, primo fra tutti lo Spirito con la Scure. Poi, sia gli Esposito che il sottoscritto siamo scesi giù dalle alture e ci siamo trasferiti in pianura, seguendo la famiglia. Io a Firenze, loro a Foggia. E giunti all’età in cui si comincia a pensare a quel che si farà da grandi, abbiamo capito che in qualche modo dovevamo dare sfogo a ciò che avevamo dentro, alla voglia di esprimerci e di raccontare. Nando e Denisio pensavano di diventare pittori, e si esercitavano seguendo i consigli di un amico di famiglia. Io sognavo di fare lo scrittore, e passavo le giornate a scrivere racconti sulla macchina da scrivere regalatami dal papà. Poi, sia gli Esposito che il sottoscritto, ci siamo accorti che il nostro talento era un altro: simile, ma diverso. Eravamo fumettisti, e conveniva lasciar perdere il resto. Così, presa la maturità (io classica, loro presso l’Istituto d’Arte), abbiamo cominciato a provarci sui giornali locali, collaborando con le associazioni e gli assessorati, dando vita a fanzine o piccole pubblicazioni che servissero a farci fare le ossa, sempre tenendo d’occhio gli autori che più ammiravamo. Per tutti noi, benché appassionati di tanti artisti (da quelli della scuola franco-belga agli umoristi italiani), alla fine il punto di riferimento era lo staff della Bonelli, dove militavano autori come Alfredo Castelli (un vulcano di creatività e di versatilità fumettistica) che fu in grado di dare le giuste dritte sia a me che a Nando e Denisio, in circostanze diverse ma più o meno nello stesso periodo. Tant’è vero che, dopo varie prove, tutti e tre (che ancora non ci conoscevamo) eccoci approdare nel medesimo anno, il 1989, in Via Buonarroti a Milano. Io venni arruolato per scrivere Zagor, gli Esposito per disegnare Martin Mystere. Quando vidi le prime tavole di Nando e Denisio mi parve incredibile che si trattasse del loro lavoro di esordio. Erano bravissimi, dovevano essere per forza dei navigati professionisti. Non potevo credere che fossero, come me, dei nuovi arrivati. Quando poi passarono a Nathan Never rimasi ancora più ammirato, e la loro storia “Fantasmi a Venezia” fu una di quelle che apprezzai di più, e la giudicai subito da conservare. Tant’è vero che poi persino la Mondadori la rilegò in un cartonato a colori. Capitò poi una mostra dedicata a Nathan Never organizzata a Lugano nel maggio 1992, dove io venni invitato, in qualità di saggista, per presentare la rivista “Dime Press”, di cui ero uno dei fondatori, che esordiva proprio in quel mese. Conobbi così due sorridenti giovanotti, che si dichiararono fedeli e appassionati lettori di Zagor. Erano proprio Nando e Denisio Esposito. Inevitabilmente, accomunati dalla zagorianità, (una malattia senza cura), nacque il desiderio di fare qualcosa insieme. Ce n’è voluto del tempo, ma alla fine, i due fratelli tanto hanno detto e tanto hanno fatto da convincere Sergio Bonelli (che di Zagor è il creatore) ad affidare loro una prima storia dello Spirito con la Scure. A sceneggiarla, ho avuto la fortuna e il privilegio di essere io. Lavorando con loro, ho subito capito di che pasta erano fatti: non disegnavano eseguendo un compito, ma volevano partecipare allo studio delle scene, suggerendo le soluzioni che più si sarebbero divertiti a disegnare. Erano recisi e puntuali nella realizzazione, ma solo dopo essere perfettamente convinti di ciò che si chiede loro di realizzare; pronti a contestare un particolare poco convincente della sceneggiatura, ma anche ad entusiasmarsi per una scena costruita per essere nelle loro corde. Soprattutto, gente per cui Zagor non è un personaggio come un altro, ma un’icona della quale mettersi al servizio. Sono rimasto soddisfattissimo della nostra collaborazione, al punto che ho insistito perchè dopo la prima storia gli Esposito Bros ne potessero iniziare un’altra. Così è stato, e dunque spero che di lavorare con loro ancora a lungo, perché Nando e Denisio hanno dentro il mio medesimo fuoco e l’identica passione per ciò che facciamo. 

giovedì 3 maggio 2018

SCENEGGIATURE IN GARA



Sabato 21 aprile 2018, a Piacenza, stono stati premiati i primi tre classificati della terza edizione del Premio Ade Capone per aspiranti sceneggiatori di fumetti, organizzato dal gruppo "Ora pro comics" nell'ambito di una bella (e in crescita) manifestazione piacentinaPer la terza volta mi è stato chiesto di essere uno dei tre giurati, e ho accettato sentendomi onorato della fiducia riposta in me dagli organizzatori e dai partecipanti. Anche quest'anno i concorrenti sono stati numerosissimi: oltre sessanta.  Mi colpisce e mi emoziona questa voglia di scrivere fumetti, senza che mi sorprenda perché  sul mio tavolo di curatore di Zagor arrivano tutti i mesi svariati plichi e svariate mail con allegati contenenti proposte di collaborazione ai testi dello Spirito con la ScureIn tanti hanno dunque gli stessi sogni e gli stessi desideri che avevo io in tempi in cui, però, forse era più facile trovare uno spazio per potersi esprimere.

I vincitori del Premio Ade Capone 2018
Anche quest'anno, nonostante abbia il mio daffare su più fronti, ho letto tutti gli elaborati e dato un voto al soggetto e uno alla sceneggiatura. In più, come è stato richiesto a ogni giudice, ho stilato un breve commento per ciascuno. C'è però una premessa valida per tutti, ed è quella che segue. Nel valutare gli elaborati si è trattato di giudicare una sceneggiatura di una storia a fumetti, non di un racconto in prosa o di uno screenplay cinematografico. Dunque si valuta la capacità di dare indicazioni chiare a un disegnatore, e di scegliere la più efficace scansione in vignette in funzione di ciò che si intende narrare o delle emozioni che si vogliono veicolare. Una tavola a fumetti è fatta di scelte: una per ogni vignetta, calcolando quali immagini fermare e come collegare ciascuna con quella successiva. L’idea alla base di ogni proposta è importante, ma lo è anche il modo in cui questa idea si racconta al disegnatore per poi giungere al lettore. Sceneggiare è faticoso e ogni vignetta va pensata. E qui il ricordo, affettuoso, va ad Ade Capone: uno che faticava e pensava.

Ho una mia buffa teoria riguardo le storie a fumetti dei giorni d'oggi: lo sceneggiatore cerca di complicare la sceneggiatura in modo che non si capisca la storia; il disegnatore cerca di non far capire quello che comunque voleva dire lo sceneggiatore; il colorista cerca di coprire di colori quanto più scuri possibile i disegni così che non si vedano; il lettore si arrangia. Perciò, viva chi riesce a raccontare una storia facendo capire (per carità, senza essere banali) ciò che si sta raccontando, a partire dalla sceneggiatura.

Insieme a me ci sono stati, naturalmente, altri giudici: Diego Cajelli, Alessandro Sisti, Pietro Gandolfi. Abbiamo avuto alcuni pareri discordati riguardo i piazzati a metà classifica, mentre c'è stata unanimità sulle prime posizioni e sulle ultime. Del resto è giusto che vinca chi riesce a mettere d'accordo tutti.


Alessandro Sisti e io con il vincitore Samuele Zaccaro.

Federico Zucca, il principale organizzazione della manifestazione e del Concorso (che sarebbe molto piaciuto ad Ade, grande talent scout) ha messo varie foto sulla pagina Facebook  del Premio:


Riguardo le precedenti edizioni, il primo anno aveva vinto Elena Astarita, secondo Luca Franceschini e terzo Marco Russo.
Il secondo anno sono stati premiati Lorenzo Bassi, primo classificato, Paolo Barbero e Marco Natoli, rispettivamente secondo e terzo.

Quest'anno:
Primo Classificato: Samuele Zaccaro
Secondo Classificato: Gabriele Traversa
Terzo Classificato: Matteo Parisi

I vincitori del Premio Ade Capone 218: a destra il primo classificato Samuele Zaccaro.


Che è successo ai premiati degli anni passati? Elena Astarita, la vincitrice del primo anno ha presentato un videogioco da lei "sceneggiato" nell'edizione 2016 di Cartoomics e collabora con C4 Comics, mentre Luca Franceschini ha poi pubblicato con Delos Digital e Cronache di Topolinia (il fumetto noir "Lucky Town"). Auguriamo altrettanta ma anche maggior fortuna ai tre primi classificati del 2018 che hanno dimostrato di avere il know how per sceneggiare professionalmente, grazie forse anche ai buoni maestri che hanno avuto (o che si sono scelti, perché i fumetti si imparano a fare anche leggendoli: mi meraviglio sempre di come pretenda di presentare proposte chi non è cresciuto divorando quintali, tonnellate di albi o di volumi).

Una delle cose belle del Premio Ade Capone è la possibilità che viene data ai vincitori di veder illustrata da un professionista la loro sceneggiatura (si tratta, per tutti, di storie di otto tavole). I racconti delle prime due edizioni sono stati pubblicati in un paio di belle antologie on-shot che si possono ordinare sulla pagina del sito della Ora Pro Comics. Consiglio a tutti di farlo: sono storie divertenti. Vedete le copertine dei due volumi finora realizzati in apertura e in chiusura di questo post,

Cliccate qui per gli ordini:

Peraltro, che bello se ci fossero ancora riviste che pubblicano soltanto racconti brevi, e se fossi io a comandare il mondo ne pubblicherei subito una. 




Ricordo infine che su questo blog ho affrontato più volte il tema degli aspiranti sceneggiatori e delle difficoltà che devono superare (nel mio piccolo, anch'io ho aiutato qualcuno). In particolare ne ho parlato qui:










lunedì 30 aprile 2018

STRISCIA L'AVVENTURA




Tra il giugno 1961 e il novembre 1970 uscirono 239 albetti di Zagor, divisi in quattro serie, nel formato a striscia tipico del periodo. La primissima avventura dello Spirito con la Scure, “La foresta degli agguati”, vide la luce proprio in quella veste. Perché non provare a solleticare la nostalgia e la curiosità dei lettori proponendo una quinta serie, nuova di zecca? Ho proposto l’idea ai piani alti della Bonelli, e ho ottenuto immediatamente un sì. In realtà, io pensavo a dei “collaterali” da edicola da abbinare a un quotidiano, come nel caso della Collezione Storica di Repubblica, ma i nostri direttori hanno preferito provarci con il marchio bonelliano. In ogni caso, il “via libera” è stato immediato.

Siamo partiti a fine gennaio e a inizio maggio eccomi a presentarvi, dopo che già la notizia è stata data dal nostro sito, la una miniserie a striscia  Zagor Collana Darkwood. Si tratta di sei episodi che raccontano un'unica avventura inedita, intitolata "Il battello dei misteri" sceneggiata dal sottoscritto e illustrata da Gianni Sedioli e Marco Verni. Nel rispetto degli stilemi dell'epoca, reinterpretati però da autori di oggi, è dunque possibile rivivere le emozioni dei ragazzi di un tempo e stringere fra le mani pubblicazioni tascabili simili a quelle che hanno fatto sognare intere generazioni.



La miniserie avrà uscite quindicinali, sarà disponibile da maggio in fumetteria e nello shop on line bonelliano (oltre che nelle principali fiere dedicate ai comics). Non la troverete, quindi in edicola, a meno di farne richiesta esplicita al vostro esercente di fiducia. Questa scelta della Bonelli ha suscitato dei malumori tra i lettori più tradizionalisti che, pur contenti di un recupero appunto di un formato tradizionalissimo, avrebbero voluto una distribuzione nei chioschi. Bisogna però considerare i seguenti argomenti. 

1) Si tratta di un esperimento, di cui non è facile prevedere l’esito. Se l’iniziativa riscuoterà un buon successo, non è escluso che si possa approdare anche in edicola. Ma prima è stato ritenuto necessario un test.

2) Un formato così piccolo come quello delle strisce nelle edicola rischia di scomparire, servirebbero dei blister per farsi vedere ma allora i costi aumenterebbero.

3) Procurarsi delle pubblicazioni on line è comunque facilissimo: basta un click sullo shop on line della Bonelli o sulle tante librerie che distribuiscono via e-commerce.

4) Le fumetterie sono dappertutto (e molte vendono anche per corrispondenza), basta individuare la più vicina e andarci; se le strisce di Zagor il titolare non le ha, le può far giungere tramite i suoi canali distributivi. In fumetteria ci si può anche "abbonare" a tutta la serie.

5) Le edicola più grandi, più attrezzate, più intraprendenti, quelle che già sono in grado di farsi arrivare i prodotti da libreria della Bonelli, possono comunque ricevere anche le strisce di Zagor.

6) “Zagor Collana Darkwood” è stata già distribuita, in ogni caso, a Napoli Comicon e si troverà allo stand Bonelli (o di distributori con cui si sono presi accordi) nelle principali kermesse fumettistiche per tutti i prossimi mesi. 

7) La si troverà anche al Bonelli Point di via Marghera a Milano.

8) Chi non è in grado di fare ordini on line può facilmente chiedere a parenti e amici abituati ad acquistare (per esempio) su Amazon: sembra proprio strano che mentre l'e-commerce imperversa, ci sia chi non conosce qualcuno che sappia come funziona.

Mi sembra anche strano che collezionisti abituati a cercare (e trovare) rari albi Zenith o pezzi introvabili della “Collana Lampo” debbano andare nel panico per sei uscite in fumetteria. Anzi, la sfida di trovarle potrebbe essere persino divertente.



Alcuni si sono lamentati del prezzo: 2,50 euro per ogni striscia.
Ora, io personalmente trovo singolare che ci si lamenti di qualcosa che cosa così poco (2 euro e mezzo sono il prezzo di un gelato, peraltro piccolo, o di mezzo litro d’acqua minerale o di un’ora di parcheggio), quando le sigarette o le ricariche dei telefonini costano molto ma molto di più. Mi rattrista anche verificare come il lavoro di sceneggiatori, disegnatori, letteristi, grafici, coloristi e tipografi venga valutato così poco per cui tutta la fatica fatta per realizzare un albo a fumetti non debba valere i pochi spiccioli del prezzo di copertina. Vabbè, ammettiamo pure che costando 3,50 (già pochissino) 94 tavole di un albo Zenith, il prezzo di 2,50 per una striscia (il corrispondente di venti tavole) sembri sproporzionato. Ma non serve una laurea in economia per capire se una pubblicazione viene venduta in edicola in trentamila copie può avere un prezzo più basso, se la distribuzione in fumetteria fa prevedere un decimo di quel venduto il prezzo dovrà essere maggiore. 

Anche Alessandro Piccinelli omaggia le nuove strisce di Zagor

Anche se, ovviamente, può essere apprezzata da chiunque, Zagor Collana Darkwood si rivolge a due tipi di lettori. Il primo è il gruppo di quelli che  gli albetti a strisce se li ricordano, per averli letti all'epoca o per averli visti in mano ai nonni, ai papà o ai fratelli più grandi. Per costoro sarà fortissimo il richiamo della nostalgia, legato al recupero di memorie mai perdute. Il secondo gruppo è quello di coloro che invece delle strisce hanno soltanto sentito parlare e vogliono provare a scoprire quale fosse il loro fascino, e che cosa provassero i ragazzi di un tempo stringendo in mano quelle piccole pubblicazioni che hanno segnato un'epoca. Paradossalmente, in questi nostri anni senza fiato in cui tutta la comunicazione deve essere veloce e la fruizione immediata, sessanta rapide strisce da gustare in pochi minuti potrebbero avere un insospettabile appeal anche al di fuori del "gioco" del recupero di un formato del passato (seppur al servizio di una storia inedita).



Il formato mi ha costretto a usare  un ritmo del tutto diverso, perché un racconto scandito in capitoli di sessanta strisce, che corrispondono a venti pagine della serie regolare, non può essere sceneggiato allo stesso modo di quando si propongono avventure lunghe due o tre volumi di 94 tavole ciascuno (come accade nella Collana Zenith). In un albetto devono accadere più cose di quante ne accadono di solito in venti tavole della serie regolare. Il racconto che ne risulta è più concentrato, gli accadimenti meno dilatati. C'è poi un recupero di vecchi stilemi utili a recuperare il sapore di un tempo: l'uso delle didascalie, per esempio, comprese quelle nei colonnini verticali con un disegnetto all'interno. Le vignette e le copertine di Gianni Sedioli e Marco Verni si prestano perfettamente all'operazione, tesa a ricreare il sapore delle storie di un tempo. Però non abbiamo voluto dar vita a un "falso" perfetto. La nostra sarà comunque la quinta serie a striscia dopo le prime quattro uscite fra il 1961 e il 1970, e dunque una cosa nuova, inedita, non una ristampa. Ci siamo adeguati al formato, ma restiamo autori di oggi.

Le strisce sono già in distribuzione: buona caccia!

La stampa di Sedioli & Verni relativa all'avventura della prima miniserie di strisce zagoriane, distribuita a Napoli Comicon 2018