giovedì 23 giugno 2016

DALL'ALTRA PARTE




Moreno Burattini
Dall'altra parte
Edizioni Cut Up
260 pagine, 15 euro
Prefazione di Sebastiano Mondadori

E' uscito un mio nuovo libro: una antologia di racconti brevi (il più lungo arriva al massimo a venti pagine). Perciò, si possono leggere facilmente in treno, in sala di attesa, in pausa pranzo. Sono anche facili da affrontare nel senso che il mio primo buon proposito è quello di farmi capire con immediatezza e non annoiare con lungaggini inutili. Sono abbastanza convinto che ogni dieci righe facciano venir voglia di leggere le dieci successive, per vedere come vada a finire. Di solito, non va a finire come ci si aspetta. Si tratta di 26 storie “inquiete” (così recita il sottotitolo) tra cui una, “Cavalli bradi”, con protagonista lo Spirito con la Scure. Un’avventura inedita (anche se in prosa) a tutti gli effetti, illustrata da un disegno di Marco Verni. 

Illustrazione di Marco Verni
Per il resto, troverete un cacciatore di diecimila anni fa e una biologa a bordo di un’astronave in viaggio da diecimila anni nello spazio. Nel mezzo, figli che vogliono uccidere il padre e madri che cercano di sopprimere i figli. Ma anche alieni che invadono la terra e vecchi che si risvegliano nella tomba. Per non parlare di un mendicante che perseguita coloro che gli negano l’elemosina e dell’ultimo uomo rimasto sul pianeta. E poi, ci sono i morti che varcato il confine si trovano dall’Altra Parte al cospetto di Dio. C’è pure una moglie che uccide il marito a colpi di ferro da stiro. Non mancano i draghi, gli alchimisti, i fumettisti, i cuochi, i preti di montagna, i lupi, i mutanti e i viaggiatori partiti per la Patagonia. Il tutto illustrato da venticinque disegnatori di fumetti amici miei, che ringrazio tutti uno per uno (l'elenco è in calce a questo articolo).

I racconti sono stati scritti nell'arco di oltre trentacinque anni (il più vecchio è stato pubblicato su un giornaletto scolastico,  realizzato nel liceo dove studiavo, e risale al 1980), ma dieci sono datati 2016, composti proprio per l'occasione. La maggior parte sono inediti, alcuni invece hanno già avuto una o più pubblicazioni. Come già per gli "Utili Sputi di Riflessione", temo di essermi messo a nudo più di quanto si possa fare in una autobiografia: con la scusa di inventare storie si raccontano particolari veri. 

Così come Loredana Berté diceva di non essere una signora, io non sono uno scrittore (uno con tutte stelle nella vita).  Mi sento piuttosto un intrattenitore. Uno che nelle veglie serali dei tempi che furono avrebbe raccontato storie, magari improbabili, ma di cui si vuol sapere come vadano a finire, in grado di tener desto l’interesse dell’uditorio radunato attorno al fuoco del camino. Un po’ come avrebbe fatto, insomma, l’impareggiabile Regina Marcucci protagonista di quella strepitosa raccolta di racconti horror che è “Le novelle della nonna”, scritta da Emma Perodi e pubblicata nel 1893. Un’antologia destinata ai bambini ma così inquietante che vien da chiedersi come potessero i pargoli che la ascoltavano dopo cena andare a letto e riuscire a chiudere occhio dopo tante efferatezze. Le mie favole non hanno una morale, casomai un amorale: il narratore. Non aspettatevi un qualche effetto pedagogico da ciò che leggerete, sarò contento se soltanto mi sarà riuscito portarvi fino in fondo al racconto e magari sorprendervi nel finale. Il senso del titolo, “Dall’altra parte”, allude proprio a questo: provare a mostrare un qualcosa che sembra avere una sola faccia (come un triangolo, un quadrato o un cerchio tracciati su un foglio di carta) per far scoprire poi che c’è anche un’altra prospettiva da cui guardare lo stesso oggetto, il punto di vista che si vede solo ponendosi da un’altra parte. 

L’ “altra parte” è del resto anche l’Aldilà, quel che ci aspetta dopo la morte. Almeno quattro dei racconti che leggerete sono ambientati proprio dopo la sepoltura dei protagonisti. Il che la dice lunga su quel che spaventa (in prospettiva) proprio me, ciò su cui più spesso mi interrogo: il mistero della nostra sorte dopo l’esalazione dell’ultimo respiro. Scriverne scarica le tensioni ed esorcizza i timori, se non altro. E lo stesso vale per altre angosce meno giustificabili come il mio terrore verso gli alieni, l’ansia causate da furtive idee suicide, l’inquietudine nel temere ritorsioni da mendicanti non aiutati e via dicendo. Alcune delle storie che seguono mi hanno morso l’anima, e chissà se riuscirete a capire quali in mezzo ad altre che invece sono state scritte solo per divertimento (il divertimento del giocoliere che cerca di meravigliare il suo pubblico). 

Illustrazione di Fabrizio Longo
Mi preme sottolineare come l’avventura inedita dello Spirito con la Scure (la quarta da me scritta in prosa con il personaggio creato da Guido Nolitta e Gallieno Ferri, accanto a oltre cento sceneggiate finora a fumetti), “bonus track” in appendice alle venticinque precedenti, non sia uno specchietto per le allodole: lavoro alle storie del Re di Darkwood da più di un quarto di secolo e l’eroe dalla casacca rossa fa parte di me, del mio modo di essere e di narrare. Non sarò uno scrittore, ma uno sceneggiatore di fumetti sì.

La prefazione è di uno Scrittore con la "S" maiuscola, Sebastiano Mondadori. Ma troverete anche una mia introduzione intitolata "L'amorale della favola" e una postfazione in stile asimoviano (non per niente con il titolo di "Testi e note"). Ecco un estratto dal testo di Mondadori:

“Dall’altra parte”, il titolo di questa raccolta di Moreno Burattini, si fonda proprio sul presupposto destabilizzante della metamorfosi della normalità nella mostruosità, in un ribaltamento che coincide con il colpo di scena a effetto. Solo che il processo innescato dal narratore, aprendo una breccia nella superficie multiforme della realtà, si estende a un disordine più profondo, e per questo straniante, dove l’horror spadroneggia in una scena metafisica che si impossessa della nostra visione. (Sebastiano Mondadori)

"Dall'altra parte"  è già disponibile sullo store on line di Cut Up, scontato di 1,00 euro e con spedizione gratuita.


Si potrà però presto trovare anche in libreria, fumetteria, su altre piattaforme di vendita on line, alle mostre mercato. La prima presentazione domenica 26 giugno 2016 al Ricetto di Candelo (Biella).


Gli illustratori:
Stefano Babini
Emanuele Barison
Alessandro Bocci
Alessandro Chiarolla
Paolo Di Orazio
Domenico e Stefano Di Vitto
Nando Esposito
Davide Fabbri
James Hogg
Mauro Laurenti
Fabrizio Longo
Marcello Mangiantini
Davide Perconti
Massimo Pesce
Alessandro Piccinelli
Giuliano Piccininno
Roberto Piere
Giuseppe Prisco
Gianni Sedioli
Daniele Statella
Sergio Tisselli
Marco Torricelli
Walter Venturi
Marco Verni 


sabato 18 giugno 2016

BENEDETTA PRIMAVERA



Ringraziando la mia buona stella, la primavera che sta per concludersi ha portato qualche piccola scaglia d'oro che sarò felice di ritrovare  tra la cenere quando il gran falò di tutto il resto si sarà consumato. Vorrei approfittare di questo spazio per annotare e lasciare testimonianza di alcuni momenti che mi hanno visto protagonista o almeno testimone negli ultimi mesi, in modo che, se mai dovesse servire, se ne possa conservare la memoria.


Comincio con il libro che sta per uscire, in corso di stampa mentre pubblico queste righe. Si tratta di una antologia di 26 miei racconti, radunati sotto il titolo di "Dall'altra parte" (Cut Up Edizioni). Un cacciatore di diecimila anni fa e una biologa a bordo di un’astronave in viaggio da diecimila anni nello spazio. Nel mezzo, figli che vogliono uccidere il padre e madri che cercano di sopprimere i figli. Ma anche alieni che invadono il nostro pianeta e vecchi che si risvegliano nella tomba. Per non parlare di un mendicante che perseguita coloro che gli negano l’elemosina e dell’ultimo uomo rimasto sulla Terra. E poi, ci sono i morti che varcato il confine si trovano dall’Altra Parte al cospetto di Dio. C’è pure una moglie che uccide il marito a colpi di ferro da stiro. Non mancano i draghi, gli alchimisti, i fumettisti, i cuochi, i preti di montagna, i lupi, i mutanti e i viaggiatori partiti per la Patagonia. Il pezzo forte però è un racconto inedito con Zagor, lo Spirito con la Scure. Il tutto illustrato da venticinque disegnatori di fumetti con la prefazione di Sebastiano Mondadori. Il prezzo? Un affarone: 15  euro. Lo troverete dall'inizio di luglio in libreria e on line. Ne riparleremo molto presto, e a lungo. Posso solo dire che, così come negli "Utili Sputi di Riflessione" (di cui si è esaurita anche la prima ristampa), dentro queste storie c'è molto di me. 



Su "Fumo di China" 250 (un numero comunque importante e da collezione, anche solo per il paginone centrale con Valentina di Crepax nuda, opera di Corrado Roi) c'è una mia lunga intervista opera di Marco Grasso. Una delle risposte è questa: "Inizialmente il mio intento era quello di imitare Nolitta, mimetizzare le mie storie quasi che non si dovessero riconoscere rispetto alle sue. Ovviamente non avevo speranza di essere confuso, però sarei stato felice di riuscire almeno ad assomigliargli. Con il tempo, inevitabilmente, la mia personale “calligrafia” è venuta fuori e ho iniziato a diversificarmi, anche perché i tempi cambiano e bisogna adeguarsi a ciò che si legge, si vede, si sente. Il linguaggio del cinema, della TV, della narrativa, dei videogiochi, della musica influisce sui gusti del pubblico e sulle modalità espressive degli autori. Anche senza volere si capisce a orecchio che certi ritmi devono essere diversi rispetto al passato, così come sono differenti i modelli a cui ispirarsi, le tematiche, le sensibilità. Credo di aver aggiustato il tiro nel massimo rispetto della tradizione: mi sforzo di essere fedele all’esempio nolittiano ma aggiornandolo al modo con cui oggi si raccontano le storie. Chi si lamenta di quanto Zagor sia cambiato dovrebbe invece rendersi conto (ed essermene grato) di quanto sia cambiato poco. Altri eroi, per sopravvivere, hanno dovuto cambiare molto di più."


Sul n° 19 di "Cronaca di Topolinia" c'è un mio ricordo di Gallieno Ferri intitolato "Ferri nel cuore". Un estratto è questo. "Ferri nel cuore: come chiodi conficcati che fanno male. Ma anche Ferri nel cuore, come il ricordo di Gallieno, un amico, e per me un secondo padre, che mai mi lascerà. E mai lascerà, credo, centinaia di migliaia (forse milioni) di lettori, in Italia e nel mondo, cresciuti leggendo le sue storie e sognando emozionati di fronte alle sue copertine. Quanti saranno, gli zagoriani rimasti incantati davanti alla cover di “Angoscia” piuttosto che di “Odissea americana”? Impossibili contarli, perché Gallieno ha disegnato lo Spirito con la Scure per cinquantacinque anni, attraversando più generazioni, ed è stato stampato e ristampato nel nostro Paese come in decine di altri. E soprattutto, è sempre riuscito a lasciare un segno. Non era autore che passava inosservato, che si confondeva nella massa, che si poteva dimenticare".




Sul n° 98 della rivista "Fumetto" dell'ANAFI, Maggio 2016, compare una breve storia di Gallieno Ferri intitolata "Il messaggio segreto", recuperata da un albo di "Tiramolla" del 1956. La storia è presentata da una mia introduzione. Eccone l'inizio.
"Quanti e quali sono i fumetti disegnati da Gallieno Ferri prima della realizzazione della prima striscia di Zagor, uscita in edicola nel giugno del 1961? Lo stesso autore, più volte interpellato in proposito, non ha mai saputo fare chiarezza. Fra le cose certe c’è la data del suo esordio come illustratore, appena ventenne, nel 1949, dei dieci numeri de 'Il fantasma verde', scritto e pubblicato a Genova da Giovanni De Leo. Poi, si sa di molti altri personaggi (Piuma Rossa, Maskar, Thunder Jack) realizzati per i mercati italiani e francesi, insieme a tante tavole di cineromanzi e cover di libri e albi. In Francia, fu strettissima la sua collaborazione con l’atelier di Pierre Mouchott, editore di Lione. Ma ci sono state anche tante storie 'libere' o collaborazioni di breve durata che sono sfuggite a ogni tentativo di catalogazione e che magari prima o poi verranno finalmente inventariate, ma che per ora non è facile rintracciare e incasellare!"
Nello stesso numero della rivista, Gianni Brunoro dedica ben tre lunghe recensioni ad altrettanti libri che mi riguardano: "Tex secondo Letteri", "La capanna nella palude e altri racconti" e il saggio-intervista di Laura Scarpa.




Oltre alla rubrica "I dieci domandamenti", ormai appuntamento fisso da un anno e mezzo, collaboro ormai abitualmente con "Il Vernacoliere" anche come autore di vignette grazie al sodalizio con il disegnatore James Hogg (assolutamente fiorentino a dispetto del nome).




Sabato 11 giugno 2016 ho presentato a Viareggio, presso la libreria Lettera 22, un reading di poesie di Geri di Gavinana, poeta illetterato della montagna pistoiese a cui ho dedicato due libri. Era la prima volta che le opere del Geri venivano lette in pubblico fuori degli abituali circuiti pistoiesi e garfagnini. I testi sono stati letti dagli attori del gruppo "Testo a Fronte". Il pubblico, scelto ma attentissimo, è rimasto colpito e incantato.

Mercoledì 1 giugno ho tenuto la terza conferenza di un ciclo di tre in viale Monza 140 a Milano, sede dell'Associazione "Naviglio Piccolo". I tre incontri (svoltisi a partire dal primo tenutosi il 16 marzo) hanno avuto per tema la storia e il codice del fumetto, la tecnica del fumetto e il fumetto bolentino. In quest'ultimo caso sono state realizzate anche le brochure che vedete nella foto.



Domenica 29 maggio ho partecipato a "Moncalieri Comics", dove si è svolto, in un tendone colore rosso del Foro Boario, un affollato e divertente incontro con il pubblico. Insieme a me c'erano Giuseppe Prisco e il solito Franco Lana, che vedete nella foto in mezzo ai suoi fan. Prisco ha formato un suo disegno distribuito in cento copie.

Sabato 21 maggio ho tenuto un incontro-presentazione dei miei libri, dagli "Utili Sputi" a "Tex secondo Letteri", presso la fumisteria "Mondi Paralleli" di Prato.




Martedì 24 maggio ho partecipato, con Michele Rubini e Mauro Laurenti (con me nella foto) a una lezione presso l'Università di Narni, Facoltà di Criminologia. Abbiamo parlato di come gli scrittori e i fumettisti utilizzano la figura del criminale nelle loro opere.



Lunedì 23 maggio ho tenuto due lezioni presso la Scuola Internazionale di Comics di Roma, ritrovando i miei vecchi amici Roberto Dal Prà (maestro di sceneggiatura), Rodolfo Torti e Dino Caterini.






Venerdì 6 maggio ho partecipato alla conferenza di inaugurazione della mostra dedicata a Joevito Nuccio nel suo paese, Sambuca di Sicilia, da poco entrato nel novero dei più bei Borghi d'Italia. Un luogo davvero magico, per le bellezze artistiche, naturali, gastronomiche e per le persone che ho incontrato.




Domenica 8 maggio ho inaugurato a Catania la mostra "Il volo di Zagor", curata da Marco Grasso. In quell'occasione ho partecipato con Marcello Mangiantini, Joevito Nuccio e Walter Venturi, a un dibattito con il pubblico nel corso del quale i Bonelliani Siculi e il forum ZTN mi hanno consegnato  una targa, una maglietta, un diploma con una poesia zagoriana e un albetto a sorpresa con gli auguri di amici e collaboratori per i miei primi 25 anni a Darkwood. La cosa più commovente è la copertina di Gallieno Ferri, ultimo disegno realizzato dal maestro. 
Stampa e TV all'inaugurazione della mostra "Il volo di Zagor"
L'inaugurazione della mostra di Catania con il sindaco Enzo Bianco

Zagor e Cico con me a Catania



Nella collana "Cattivik l'Integrale" della Panini si stanno ristampando, fra le altre, anche le mie storie del Genio del Male. Le ho trovate divertenti alla rilettura.


Mercoledì 27 aprile intervista a tutta pagina su "La Nazione" di Pistoia, a proposito della nomina della città quale Capitale Italiana della Cultura 2017.


"Italian way of cooking" contiene la mia ricetta mostruosa "Insaccato di cuoco", in cui insegno a cucinare un cuoco, che già vi ho fatto leggere in anteprima in questo spazio. Il libro è edito da Acheron, giovane casa editrice gestita (tra gli altri) da Samuel Marolla, apprezzato sceneggiatore zagoriano qui in veste di editore. Oltre alla mia ricetta e ad altre nove del genere, collocate in appendice, la magna pars del volume é costituita da un orrorifico romanzo di Marco Cardone che racconta di un ristorante toscano in cui si cucinano mostri.



Sabato 23 aprile sono stato ospite della trasmissione "Storiella" su Radio Popolare, condotta dal giornalista Maurizio Principato: un'ora di divertenti botta e risposta riguardanti il mio lavoro e il mondo del fumetto, ma anche aneddoti di vita vissuta. La trasmissione si può riascoltare in podcast o su YouTube.




Sabato 16 aprile ho partecipato con Marcello Toninelli a un incontro presso il Museo della Carta di Pescia (PT), nell'ambito di una manifestazione fumettistica. Il direttore ci ha mostrato gli archivi e fatto assistere a una dimostrazione su come si realizza la filigrana su carta fatta a mano. Davvero una straordinaria esperienza.



Domenica 17 aprile sono stato ospite a Torino Comics, dove ho presentato i miei libri e parlato del futuro di Zagor dopo aver ricordato Gallieno Ferri.



Il primo aprile, nel corso di "Collezionando" (la Lucca primaverile inaugurata quest'anno), si è svolta una mostra dedicata al mio venticinquesimo anniversario fumettistico e ho partecipato a un incontro organizzato dal forum SCLS: questa la targa che i formulati mi hanno consegnato.



Domenica 13 marzo, conferenza zagoriana a Cartoomics, presso la Fiera di Milano. Al tavolo cin me e Paolo Bisi la sceneggiatrice Gabriella Contu che sta lavorando a una storia di Zagor. Nella foto sullo schermo, Lola Airaghi che, a sua volta, si appresta a essere la prima disegnatrice dello Spirito con la Scure.

giovedì 9 giugno 2016

IL RE DI DARKWOOD



Il titolo è ironico, ovviamente, e l'ho preso in prestito dallo spiritoso disegno realizzato dagli Esposito Bros per l'albetto "Moreno Burattini: 25 anni a Darkwood".  La pubblicazione, di cui vi ho già parlato, ha una copertina inedita realizzata appositamente da Gallieno Ferri. Si tratta, anzi, dell’ultimo disegno che il maestro ligure è riuscito a portare a compimento pochi giorni prima della sua scomparsa, come mi hanno confermato i figli. L’illustrazione mostra Zagor che, nel 1991, unisce il sottoscritto, ancora giovanissimo, con il Ferri di allora: l’inizio di una collaborazione che ci ha portato a pubblicare in coppia ben 27 storie.


Se mi dilungo nel parlarvi ancora di questo spillato è appunto perché immagino che alcuni di voi possano essere interessati all’ultima cover dell’indimenticabile Gallieno, firmata soltanto con il suo nome di battesimo, come un estremo saluto. La pubblicazione che la presenta è stata ideata e curata da Marco Grasso e conta 32 pagine a colori con i disegni e le testimonianze  di decine di autori dello staff zagoriano, da (in ordine alfabetico) Roberto Altariva a Marco Verni.  Per informazioni su come reperirla, scrivete all'indirizzo marco.darkwood@gmail.com .

Vorrei però segnalarvi anche un articolo, scritto da Saverio Ceri per il blog "Dime Web". Si tratta di una nuova puntata della rubrica "Diamo i numeri" (che a lungo è stata ospitata in questo spazio), dedicata questa volta alla produzione zagoriana del sottoscritto. Potete leggere, se volete, tutti i dati nel dettaglio cliccando su questo link:
https://dimeweb.blogspot.it/2016/05/25-anni-darkwood.html

Per comodità mi limito a riportare i dati essenziali.

Tra il maggio 1991 e il maggio 2016 ho pubblicato 21.811 pagine di Zagor, contro le 15.172 di Guido Nolitta (lo batto, ovviamente, in quantità e non in qualità). Sono, di conseguenza, lo sceneggiatore che ha scritto più avventure dello Spirito con la Scure e di Cico di tutti.
In tutto, ho sceneggiato 112 storie.
Gallieno Ferri è il disegnatore con cui ho più lavorato: 4190 le tavole realizzate insieme.
Sono l'unico sceneggiatore zagoriano ad aver scritto racconti per tutte le collane: Zenith, Cico, Speciali, Maxi, Almanacchi, Color e Albi Giganti.
Ho scritto più tavole io di Zagor che Alfredo Castelli di Martin Mystere.
E con questo, i festeggiamenti possono dirsi conclusi (dopo mostre in varie città, premi, articoli e conferenze), ne riparleremo per il cinquantennale.
Ovviamente, detrattori permettendo.



domenica 22 maggio 2016

PRIGIONIERI DEL DESERTO



E' in edicola (anzi, la mia edicola di fiducia ha già finito la sua discreta pila di copie)  “Prigionieri nel deserto”, l’albo di Zagor n° 610 (Zenith 661), datato maggio 2016. La copertina, che vedete sopra, è opera di Gallieno Ferri.  I testi sono miei e i disegni di Marco Torricelli. Si tratta della continuazione di una avventura iniziata nei due volumi precedenti, che qui giunge a conclusione. Non è un caso che un albo uscito proprio questo mese porti la mia firma: ci tenevo che in occasione dei miei primi venticinque anni di storie zagoriane (il mio esordio sulle pagine dello Spirito con la Scure avvenne nel maggio 1991) di nuovo la programmazione permettesse questo piccolo gioco di date. E sono contento che sia ancora Ferri a firmare la copertina di questo episodio (avremo sue cover fino a tutto il mese di settembre). "Prigionieri nel deserto" si riallaccia a un classico nolittiano degli anni Sessanta, quello con il folle archeologo Vincent Krebs che in un deserto del tutto simile al Sahara, ma collocata nei paraggi della foresta di Darkwood, cercava di costruire una piramide di stampo egiziano e di dar vita a una sorta di regno di cui voleva proclamarsi faraone. E' chiaro che già negli intenti di Nolitta quel racconto si collocava nell'ambito delle avventure "fantastiche" di Zagor, al pari di quelle con i cavernicoli Padroni del Fuoco o con lo scienziato pazzo Hellingen che costruiva un gigantesco robot. Con in più l'aggravante (dal punto di vista del realismo) di una sterminata estensione dune di sabbia arroventate dal sole, assolutamente improbabili nel contesto geografico del Nord-Est degli Stati Uniti. Certo, a Darkwood hanno diritto di cittadinanza tutti gli scenari, ed è questo il bello dell'intuizione nolittiana, ma appunto non si lamentino i fautori delle storie con soltanto trappers e pellerossa: Bonelli voleva proprio la contaminazione fra i generi.
Esaminando le caratteristiche del racconto degli anni Sessanta, mi ha colpito il fatto che Krebs avesse un sogno che cercava di realizzare: divenire un faraone. E qual è la figura della mitologia diciamo mediorientale deputata a realizzare i desideri più incredibili? Inevitabilmente il Genio della lampada, quello che si mette al servizio di Aladino. Al di là della favola raccontata (tra l'altro) in alcune versioni delle "Mille e una Notte", il Genio rimanda alla figura del Djinn (la D è muta) e si collega anche a quella del demone ghoul, più malvagio ma che, in certe circostanze, poteva venire soggiogato. Considerando la ricchezza di testi e credenze della magia egiziana (è egiziano il mago più famoso dell'antichità, Ermete Trismegisto) ho immaginato che le ricerche  e gli studi di Krebs (sicuramente espertissimo egittologo) lo abbiano portato a scoprire il modo di poter dominare un Djinn e di imprigionarlo nel sotterraneo della piramide in costruzione (all'interno di un "sancta sanctorum" progettato per questo scopo, dunque con formule magiche di protezione e di contenimento incise sulle pareti). 
Ho saputo che qualcuno ha criticato la scelta di ricorrere a un Genio invece che a un demone dall'aspetto più "egizio", come avrebbe potuto essere un mostro simile alle raffigurazioni del dio della morte Anubi. Ma questo sarebbe stato noioso e prevedibile! Tutte le storie che hanno a che fare con la magia dell'Antico Egitto prevedono l'apparizione di Anubi o di mummie redivive o di antichi sacerdoti che riprendono vita. Ho voluto cercare di mescolare un po' di più le carte e puntare a mettere in scena qualcosa di più insolito (che è esattamente lo sforzo che si richiede a uno sceneggiatore). Chi voleva Anubi può facilmente sbizzarrirsi a leggere decine di storie scritte da altri.
Inoltre, ribadisco, Anubi non è tipo da mettersi al servizi di chicchessia, mentre un Djinn per sua stessa natura può venire asservito. E Krebs aveva appunto un desiderio da realizzare. Ho anche fatto balenare l'ipotesi che lo stesso deserto e i materiali da costruzione della piramide fossero frutto della magia del Genio, già chiamato dall'archeologo a dar prova dei suoi poteri. Ma certamente è il regno del Faraone Bianco, in un'altra dimensione, che era destinato a realizzare i sogni del folle Vincent; forse il Djinn aveva dato vita a quella realtà avendo interpretato a modo suo le farneticazioni di Krebs, o forse l'egittologo aspettava di poter avere il pieno e perfetto controllo della situazione (con lo studio di chissà quali testi portato a termine) per trasferirsi armi e bagagli nel suo nuovo universo costruito su misura per lui, chissà. Fatto sta che era con la maglia egizia che contava di rendere vero ciò che aveva in mente.
A mio avviso, la cosa sta in piedi ed è intrigante, anzi, è addirittura foriera di ulteriori sviluppi. Marco Torricelli ha realizzato scene magistrali e non posso che ringraziarlo. Adesso l'appuntamento con il sottoscritto, sulla collana Zenith, è per una storia in due puntate disegnata da Emanuele Barison, dal titolo "Non umani", in cui farà ritorno un vecchio nemico (quasi sicuramente non potete immaginare chi) e in cui, soprattutto, verrà introdotto un altro personaggio del tutto nuovo, insolito e destinato (nelle mie intenzioni) ad avere un ruolo importante in altre storie del futuro. Chi invece preferisce storie senza elementi fantastici troverò pane per i suoi denti con il Maxi di settembre, illustrato da Giuseppe Prisco, in cui torneranno Satko e i Cherokee. 



martedì 10 maggio 2016

VENTICINQUE ANNI A DARKWOOD




Quando me l'hanno mostrato, in una sorta di "festa a sorpresa" poco dopo l'inaugurazione della mostra "Il volo di Zagor" all'aeroporto di Catania, quasi non volevo crederci. Si tratta di uno spillato di trentadue pagine a colori, più copertina, con gli omaggi di tanti amici che ho avuto al mio fianco o hanno incrociato la mia strada nel quarto di secolo che ho trascorso a Darkwood. Fra questi, un disegno inedito (contenuto all'interno ma anche collocato in copertina) realizzato da Gallieno Ferri pochi giorni prima della sua scomparsa. L'illustrazione mostra Zagor che fa incontrare me, poco più che ragazzo, con il Ferri di venticinque anni fa, nella capanna nella palude: io scrivo, lui disegna. La firma è semplicemente: Gallieno. Tutto questo realizzato a mia insaputa, appunto perché doveva essere un festeggiamento inaspettato. 

Mi hanno commosso gli auguri di tutti, ma certamente scoprire che proprio Ferri mi aveva voluto lasciare i suoi negli ultimi i giorni della sua vita, ecco... davvero è qualcosa che fa venire il groppo in gola. Non ho parole per ringraziare chi ha contribuito all'iniziativa a partire da Marco Grasso, straordinario organizzatore di eventi e realizzatore di pubblicazioni, fino a Saverio Ceri, mio sodale fin dai tempi di "Collezionare" e "Dime Press", che ha compilato classifiche e statistiche della mia produzione zagoriana tra il maggio 1991 e lo stesso mese del 2016 (un lavoro pazzesco, il suo). 

Tornerò sull'argomento della mostra di Catania, inaugurata dal sindaco Enzo Bianco, che ha utiizzato parte del materiale già selezionato nel 2015 dalla Provincia di Pistoia per l'esposizione "Da Gavinana a Darkwood" e che dunque conclude un lungo percorso di un intero anno di festeggiamenti per le nozze d'argento del sottoscritto con il fumetto e con Zagor, ma dato che l'albetto è a disposizione degli interessati (in tiratura limitata e a un prezzo destinato solo a rimborsare le spese di stampa da parte di chi - non io - le ha sostenute), riporto qui sotto il comunicato che spiega come fare per averlo.


MORENO BURATTINI
25 ANNI A DARKWOOD



L'albetto "Moreno Burattini: 25 anni a Darkwood" è stato ideato e curato da Marco Grasso del Forum ZTN per festeggiare il quarto di secolo di carriera zagoriana del suo più prolifico sceneggiatore nonché editor di testata. Raccoglie gli inediti auguri scritti e disegnati di autori e amici che a vario titolo hanno incrociato il cammino zagoriano di Burattini. Presentato (a sorpresa!) l'8 maggio 2016 presso l'aeroporto internazionale di Catania in occasione dell'inaugurazione della mostra "Il volo di Zagor" organizzata sempre dallo stesso Grasso per Etna Comics per festeggiare anche i 55 anni di permanenza in edicola di Zagor. Presenti anche i disegnatori Marcello Mangiantini, Joevito Nuccio e Walter Venturi. 




L'albetto è di 32 pagine, full color su carta patinata in alta grammatura, con copertina inedita di Gallieno Ferri e include un poster celebrativo ideato da Marco Grasso e illustrato da Giuliano Piccininno. Per informazioni su come reperirlo scrivere a Marco Grasso all'indirizzo

Elenco autori che hanno aderito: Roberto Altariva, Dante Bastianoni, Paolo Bisi, Mauro Boselli, Alfredo Castelli, Saverio Ceri, Alessandro Chiarolla, Maurizio Colombo, Raffaele Della Monica, Domenico & Stefano Di Vitto, Esposito Bros, Gallieno Ferri, Giorgio Giusfredi, Bane Kerac, Francesco Manetti, Marcello Mangiantini, Luigi Mignacco, Joevito Nuccio, Mirko Perniola, Massimo Pesce, Alessandro Piccinelli, Giuliano Piccininno, Stefano Priarone, Giuseppe Prisco, Jacopo Rauch, Graziano Romani, Fabrizio Russo, Gianni Sedioli, Marcello Toninelli, Marco Torricelli, Walter Venturi, Marco Verni.


Io con Marco Grasso, organizzatore della mostra "Il volo di Zagor"