venerdì 14 dicembre 2018

ORIZZONTI PERDUTI



Ho pubblicato una volta, su questo blog, un articolo intitolato "Là, Dio c'è", dedicato all'importanza delle edicole nella vita di quelli della mia generazione. "Là, Dio c'è" è, con ogni evidenza, l'anagramma di "edicola". C'è anche una possibile sciarada: "e dico, là".

In quel mio vecchio pezzo scrivevo: "Quelli come me abituati a comprare fumetti dai giornalai, sanno benissimo quanto renda felici la visita quotidiana al proprio edicolante di fiducia. E trovare qualcosa di bello da sfogliare, da leggere e poi da tenere di conto nei propri scaffali, rimirando ogni giorno la fila di costoline che vi fanno bella mostra, dimostra senza dubbio, al pari dell'alba e del tramonto, la bontà e la misericordia del Padreterno". 

In una intervista, l'editore Renzo Barbieri (uno che aveva il fiuto della serie a fumetti di successo) raccontava: "Una delle mie tecniche è quella di parlare con i giovani in continuazione, perché loro hanno il polso di quello che succede. Però bisogna avere la pazienza di fermarsi anche un'ora davanti a un'edicola di Corso Buenos Aires, di sera, per vedere cosa compra la gente. Poi mettersi davanti all'edicola all'uscita delle scuole per vedere cosa comprano i ragazzi. Questo è un lavoro che un editore deve fare".  

Oggi, Barbieri scoprirebbe che i ragazzi in edicola non ci vanno più. Le fumetterie hanno preso il posto dei giornalai soltanto in minima parte, e con ogni evidenza non sono la stessa cosa, non hanno lo stesso pubblico, non hanno la stessa diffusione.

Per me la visita dal giornalaio è sempre stato un rito di tutti i giorni. Andavo a scuola e ogni mattina mi fermavo, lungo il tragitto, nella mia edicola. Entravo dentro e mi guardavo tutti gli scaffali. Dal primo all'ultimo. Vedevo subito se erano usciti Tex o Alan Ford. Prendevo Urania, o Eureka. Compravo Il Monello o Topolino. Non mi facevo mancare L'Uomo Ragno e I Fantastici Quattro. Se c'era una novità, mi brillavano gli occhi. La sfogliavo lì, dalla prima all'ultima pagina. Le copertine colorati, i loghi delle testate, gli speciali e i supplementi, non mi sfuggiva nulla. Per i più giovani, era impossibile non notare Zagor, con la sua casacca rossa, le mitiche copertine di Ferri, i bei titoli emozionanti.  Nessuno shop on line potrà mai, ai miei occhi, avere lo stesso fascino.

E oggi? I miei figli e i loro amici non vanno in edicola quasi mai. Non dico che la evitano, ma certo non viene loro in mente di passarci. Dunque, se anche uscisse il fumetto più bello del mondo, loro non lo saprebbero. Non se ne accorgerebbero. Il problema, dunque, non è che i fumetti non sono belli e i ragazzi non li comprano perché, avendoli letti, non li apprezzano. Il problema è che i ragazzi non sanno neppure che esistono, quei fumetti che potrebbero loro piacere.

Non è soltanto una questione di ragazzi. Anche i più grandi latitano. Con il fatto che le notizie vengono lette (gratis) in Rete, è sparita l'abitudine di fermarsi a comprare il quotidiano o le riviste di informazione, e dunque anche i fumetti cascano meno sotto gli del potenziale acquirente. Risultato: le edicole chiudono. 

Le statistiche parlano di cinque chiusure al giorno, domeniche comprese. Chiunque di noi può facilmente verificare quante rivendite siano sparite lungo il percorso che facciamo per andare al lavoro. La cosa strana è che quando chiude un'edicola, spariscono anche i suoi clienti: soltanto in minima parte costoro vengono redistribuiti fra gli altri chioschi dei dintorni rimasti aperti. Il fenomeno riguarda tutta la carta stampata, non soltanto gli albi a fumetti.  La minor remunerazione del mercato riduce anche il numero di distributori locali, e ci sono zone che non sono più neppure raggiunte dal servizio.  E' vero che talvolta a chiudere sono i giornalai meno capaci di gestire il proprio commercio, oppure svogliati o disillusi che non chiedono maggiori rifornimenti, non espongono bene la loro merce, non sanno consigliare il cliente, mettono subito in resa ciò che credono non venderanno (così non lo venderanno di sicuro). Gli edicolanti intraprendenti, informati e capaci invece tengono testa alla crisi, e si fanno intendere con i distributori per rinfoltire le copie ricevute o per far arrivare ciò che non arriva.

Ciò che mi colpisce di più di questa crisi, però, è il fatalismo con cui la vivono gli attori del dramma. Sembra quasi che editori, distributori e rivenditori siano rassegnati al vedere scomparire il loro (e il nostro) mondo, invece di mettersi d'accordo tutti insieme, in qualche modo, per vedere di raddrizzare le cose. Non dico che dandosi da fare si riporteranno le folle in edicola, ma se ci sono pubblicazioni da calibrare nella grafica e nei contenuti, modalità di distribuzione da migliorare, tecniche commerciali da mettere in atto, la rete dei punti vendita esiste ancora ed è abbastanza capillare da poter essere messa a frutto. Io non darei l'edicola per spacciata e farei di tutto per valorizzarla. Come, non lo so: non è il mio mestiere, servono (come in tutti i campi) gli esperti. Ma ci sarà pure il modo di fidelizzare i clienti e far riscoprire il giusto della visita in un negozio affascinante, gestito bene, rifornito bene. Le edicole erano magiche: secondo me il trend discendente a un certo punto troverà un suo assestamento,  ci sarà un momento in cui le chiusure finiranno, resteranno i gestori più in gamba e si creerà un nuovo meccanismo funzionante.


venerdì 30 novembre 2018

MEMORIE PERDUTE





E' in distribuzione già da qualche giorno il nuovo episodio un una serie western a fumetti, di produzione italiana e ormai sulla scena dal 2005, dedicata alle avventure di Than Dai. Il volume, brossurato e di grande formato (cm 21 x 30, 32 pagine), si intitola "Memorie perdute", e reca il marco  CdT, vale a dire "Cronaca di Topolinia". Quattordici anni di vita sono tanti, soprattutto se si considera che si tratta di albi pubblicati da una piccola casa editrice, e basterebbe questo a giustificare il fatto che ve ne parli. In realtà c'è un altro motivo per cui lo faccio, ed è che in "Memorie perdute" c'entro qualcosa anche io. Sono infatti l'autore del soggetto e della sceneggiatura: in tutto, ventiquattro pagine alla francese (quattro strisce ciascuna). I disegni sono dei bravissimi Francesco Bonanno (venti tavole nel presente narrativo) e Luciano Costarelli  (quattro tavole in flashback). La copertina è di uno strepitoso Dante Bastianoni, i colori del valido Beniamino Delvecchio.  Un cast grafico di prim'ordine, visti i curricula dei quattro (sottolineo in particolare, senza voler far torto agli altri, quello di Dante: Martin Mystère, Nathan Never e Zagor in Bonelli, Fantastici Quattro per la Marvel). Bastianoni, mio amico da tempo immemorabile, è anche l'autore di quattro stampe: una verrà data, compresa nel prezzo, con il volume; altre tre sono a richiesta. Le vedete riprodotte qui sotto. 

Se qualcuno dei miei venticinque lettori ritiene di non doversi far mancare un altro fumetto sfornato dal sottoscritto e viole aggiungere un ennesimo libro nello scaffale dedicato alle opere a mia firma, potrà cercare il volume in fumisteria (se non c'è, i librai possono ordinarlo) oppure richiederlo qui:

Il fatto che abbia scritto un fumetto western extra-bonelliano non significa, com'è ovvio, che abbia la benché minima intenzione di ridurre o interrompere la mia collaborazione con la Casa editrice di Via Buonarroti. Anzi, prima di accettare le pressanti richieste di "Cronaca di Topolinia", fattemi per anni da Salvatore Taormina che ne è il titolare, ho pregato il Tao di chiedere personalmente uno chiaro benestare ai nostri direttori. Salvatore, che in passato è riuscito a far autorizzare altre pubblicazioni da lui realizzate con personaggi e autori bonelliani, è tornato dicendomi che non c'erano problemi. Così non ho avuto più scuse per rifiutare di scrivere quello che da tempo mi chiedeva: una storia di Than Dai. Per Taormina, su "licenza" della Bonelli, avevo del resto scritto in passato anche un albetto di Zagor ("La cripta") e un altro di Cico ("Cico cacciatore di mostri") che l'Associazione Amici del Fumetto (che edita "Cronaca di Topolinia") ha regalato alcuni anni fa ai propri iscritti.

Ma veniamo a parlare di Than Dai. Nel 2009, Sergio Bonelli mi chiamò nel suo ufficio e mi chiese di scrivere un articolo su questo personaggio per l’ “Almanacco del West” (così si chiamava allora la pubblicazione che oggi viene denominata “Tex Magazine”). Dato che ormai da quattro anni Salvatore Taormina, l’artefice della rivista amatoriale “Cronaca di Topolinia”, portava avanti questa sua serie western, era ora che ne parlasse il contenitore bonelliano di recensioni e segnalazioni su tutto ciò che riguardava il Lontano Ovest (fumetti, film, libri). Il mio pezzo, intitolato “Than Dai, l’indiano bianco”, venne pubblicato sull’ “Almanacco del West” del 2010.

Ecco che cosa scrissi: “Agli appassionati capita di lamentare la penuria di storie ambientate nelle terre della nuova o della vecchia Frontiera americana. Così, Salvatore Taormina ha pensato di soddisfare la sua voglia di West ideando una saga a fumetti ambientata tra i Sioux. Ha quindi radunato uno staff di giovani autori, quasi tutti esordienti, e ha affidato loro il compito di dare vita alle avventure di Than Dai, un ragazzo bianco allevato, per l’appunto, dai Sioux, dopo che altri pellerossa avevano attaccato la carovana con cui viaggiava, uccidendogli i genitori. Divenuto un guerriero, Than Dai è protagonista di storie corali insieme agli altri membri della tribù, come Lin Sei, figlia del sakem, la bionda Belle, anch’essa una bianca che vive fra gli indiani fin da quando era bambina, il bellicoso Gor-Aka, il tenebroso meticcio Vento Nero e il giovane Thon Din. A fare da contraltare, c’è il mondo dei bianchi: gli abitanti di Rogue Town, la cittadina più prossima al villaggio dei pellerossa, i trappers e i soldati di Fort Logan, tra cui spicca il tenente Shaw, acerrimo nemico del nostro eroe (al punto da perseguitarlo anche sotto forma di demone dall’aspetto di lupo, in seguito a una magia). Le trame si snodano legate da una stretta continuità temporale e con molti cambi di scenari: Than Dai veste persino la divisa del soldato, poi abbandona la sua tribù esiliandosi volontariamente in Canada, quindi fa ritorno al villaggio trovandolo distrutto e si mette alla ricerca dei suoi amici dispersi. I testi seguono il solco della tradizione e puntano più sul coinvolgimento emotivo che sull’esatta ricostruzione di un periodo storico, e i disegnatori adattano loro sensibilità gli stilemi più classici del cinema e del fumetto western, filtrarti da ognuno di loro attraverso le proprie capacità e i propri modelli grafici. La collana è destinata al circuito delle fumetterie. Accanto agli episodi regolari in bianco e nero sono stati proposti anche alcuni speciali a colori e altri cartonati”.

A distanza di quasi un decennio da quell’Almanacco, Than Dai continua a essere protagonista di nuove avventure, anche se più diluite nel tempo quanto a uscite, e a sperimentare formati. Al di là dei miei tanti impegni che mi hanno a lungo impedito di scrivere la storia che Salvatore Taormina mi chiedeva, nicchiavo perché mi dispiaceva occupare il posto di altri sceneggiatori con meno spazi a disposizione del sottoscritto. Alla fine, ho trovato (pur a fatica) uno spiraglio fra gli impegni e ho trovato la soluzione al problema dell’ingombro del suolo altrui: avrei scritto un solo racconto (non ce ne sarò un altro mio), ma fatto in modo da poter passare la palla, aprendo un nuovo scenario avventuroso, ad altri pronti a raccogliere l’assist. “Memorie perdute”, mette infatti Than Dai di fronte al problema, che ha sempre preferito non affrontare, della ricerca delle proprie origini, del ritrovamento della sua famiglia di origine. Ho insomma creato il presupposto perché si indaghi sul passato del personaggio. Darò qualche consiglio a chi se ne occuperà, e sono curioso di vedere come se la caverà chi prenderà in consegna il mio testimone. 



domenica 18 novembre 2018

DISCORSI SULLE NUVOLE



E' da qualche giorno in distribuzione (nelle librerie e nelle fumetterie che danno spazio anche alla saggistica sul fumetto, ma anche negli shop on line) il mio nuovo libro, intitolato "Discorsi sulle nuvole", edito da Cut-Up (come già "Dall'altra parte", "Facezie" e "Il negromante e altri incubi". Si tratta di una raccolta di "saggi e assaggi sul fumetto", come recita il sottotitolo, vale a dire articoli da me scritto nel corso di parecchi anni. Testi sempre piuttosto brevi, spesso polemici, qualcuno dice brillanti, io spero non noiosi. Se di "critica fumettistica" qualcuno volesse parlare (mi auguro di no), sappia che non ho fatto riferimento ad alcuna sovrastruttura ideologica né ad alcuna scuola metodologica: ho scritto semplicemente quel che mi passava per la testa, sulla base, questo sì, di tante letture e di tanta passione. In quarta di copertina compare un breve testo che dovrebbe farvi venir voglia di comprare il volume (310 pagine, 15 euro). Eccolo:

C’era una volta il fumetto. Gli eroi di carta denunciavano, scandalizzavano, eccitavano, ma soprattutto divertivano. Erano amici, fratelli, complici e compagni di vita. Uno fra i più noti sceneggiatori italiani raccoglie in questo volume ottanta suoi articoli, editi e inediti, che raccontano il fumetto di ieri e quello che oggi ne è rimasto. Una carrellata di saggi e assaggi brillanti, divertenti, polemici e appassionati che consegnano al lettore scorci e istantanee di un panorama indimenticabile, affollato di personaggi e di autori, di editori e di testate, che hanno segnato un’epoca. E che resteranno, mentre degli Youtubers non rimarrà nulla.

I fumetti hanno fatto compagnia per tutta la vita a intere generazioni di lettori.  C’erano riviste come Intrepido e Il Monello che vendevano centinaia di migliaia di copie e praticamente non si sentiva dire di qualcuno che non leggesse o quel fumetto o piuttosto quell’altro. Le idee circolavano anche attraverso le strisce pubblicate su Linus o su Eureka, per non parlare delle storie di Alter, di Frigidaire o di Cannibale. In questo clima fiorivano le case editrici e i giovani autori trovavano sempre il modo di fare gavetta, a bottega da colleghi già affermati o negli studi professionali, pubblicando prima su piccole testate per approdare poi su quelle grandi una volta che si fossero fatte le ossa. Ai giorni nostri, gli editori in grado di portare in fumetto in tutte le edicole si contano sulle dita e in ogni caso non c’è più la ressa per comprare le testate che ci arrivano. Per chi vuol leggere fumetti, è difficile persino rintracciarli perché la distribuzione è quel che è e non tutte le edicole sono rifornite di fumetti allo stesso modo. Ci sono quelle che non lo sono affatto. E i guai sembrano destinati a peggiorare.

Prima di essere un autore di fumetti ne sono stato, fin da quando ho memoria di me, un appassionato lettore. E di fumetti ho sempre scritto, tanto e forse troppo. Ho dedicato alla nona arte persino la mia tesi di laurea, che mi è valsa (oltre al massimo dei voti e, inopinatamente, la lode) addirittura il premio  Premio Marchetti, attribuitomi a Roma nel corso di una ExpoCartoon. Non l’ho fatto per guadagnarci qualcosa: raramente sono stato pagato per la pubblicazione dei miei saggi sui comics. Ho iniziato scrivendo su una fanzine ciclostilata a manovella, Collezionare, nel 1985. Poi ho proseguito invadendo qualunque spazio: su altre riviste amatoriali, come su volumi di pregio per i quali mi era stato chiesto un contributo. Ho fondato una rivista, Dime Press, scritto libri miei e decine di introduzioni a libri altrui, firmato centinaia di articoli sul mio blog, curato gli apparati critici di collane come Alan Ford Story della Mondadori o Zagor Collezione Storica di Repubblica. Ho realizzato persino una enciclopedia in cinque volumi su Aquila della notte, “Cavalcando con Tex”.  Non ho mai fatto distinzioni fra grandi e piccoli editori, pubblicazioni fatte da appassionati o testate blasonate. 

Dopo oltre trent’anni, se dovesse fare un bilancio, direi che ho scritto semplicemente per condividere agli altri la mia passione. Scrivendo saggistica per hobby ho potuto occuparmi sempre e soltanto di temi a me cari. Tanti e diversificati sono stati gli spazi su cui ho pubblicato e miei interventi, distribuiti su un lungo arco di tempo, che sarebbe difficile per chiunque, anche per me, rintracciarli tutti nel caso qualcuno, indubbiamente pazzo, volesse farne la raccolta. Peraltro, in alcuni casi si tratta di pubblicazioni non più reperibili da anni. Ecco perciò alcuni pezzi radunato in volume.

Salvo alcuni rari casi in cui era necessario contestualizzare il testo (e dunque troverete la contestualizzazione in una nota), non ho voluto indicare però né la data della stesura originaria stessa, né gli estremi della prima pubblicazione, appunto perché si tratta comunque di testi rivisti e corretti al punto che si spero di poter spacciare per nuovi. Peraltro, alcuni dei saggi sono per l’appunto inediti, pubblicati qui per la prima volta. A voi il compito, se vi va, di scoprire quali. Non c’è un ordine di lettura consigliato, e si può perciò saltare di palo in frasca a piacimento, anche se vi immagino precipitarvi su quelli più polemici. A me piacerebbe se qualcuno di voi si incuriosisse, grazie ai miei Discorsi Sulle Nuvole, riguardo a un fumetto che non ha mai letto, lo leggesse e se ne innamorasse.

Potete acquistare il libro con un clic sullo shop on line di Cut-Up. Qui sotto il link. Di seguito, l'indice dei capitoli.


DISCORSI SULLE NUVOLE
di Moreno Burattini

Caro Gallieno
La dea lo vuole
Perché leggere fumetti?
La nona arte
Fumettone sarà lei
La seduzione degli innocenti
Fattore K
Kriminal
Satanik
Sesso di carta
C'era una volta Biancaneve
Ferri prima di Zagor
Formato Bonelli
Il metodo Nolitta
Un classico calibro 45
Il Tex di Nolitta
IndianaTex
Il Piccolo Ranger
Mark eroe ingenuo
Frank goes to Darkwood
Bella & Bronco
Le origini di Martin Mystère
Gli undici comandamenti
I cavalieri del Graal
La banda aerea
Le donne guerriere
Non assomiglia
Il signor Emilio
Il signor Ilario
Diritto e rovescio
Odio Pazienza
Berardi & Milazzo Book
Il signor Kenneth Parker
Maxmagnus
Io e Silver
Cattivik
Sturmtruppen per sempre

martedì 13 novembre 2018

STAR BREAK




I futuri biografi del sottoscritto prendano nota: sul n° 18 (Anno 1) della rivista "Enigmistica mia" di Cairo Editore,  datato 19 novembre 2019 ma in edicola dal giorno 13, a pagina 26 esordisce la strip umoristica "Stelle a strisce", realizzata da me e da James Hogg.  Si tratta di una serie di strisce alla vecchia maniera (quella di BC o delle Sturmtruppen, per intenderci), di ambientazione genericamente fantascientifica. Nonostante uno dei protagonisti si chiami Harrison (e dunque ricordi il Ford di Han Solo - anche se con il cappello di Indiana Jones), non si tratta della parodia di "Guerre Stellari". Il robot che gli fa da spalla infatti non assomiglia per niente a quelli di "Star Wars" e obbedisce alle Tre Leggi di Asimov. Più avanti compariranno il Maxivac ispirato al Multivac di asimoviana memoria e decine di spunti presi da Star Trek piuttosto che da Capitan Harlock. 

Predomineranno, comunque, le battute sceme senza l'intento di prendere in giro qualcosa di preciso. Fun for fun's sake. Non "Star Trek" ma Star Break, una pausa spaziale. Peraltro, il contenitore è quello di una rivista di enigmistica dove le vignette servono (come dice uno slogan preso in prestito altrove) "per rinfrancare lo spirito fra un enigma e l'altro". Io e James Hogg già da tempo collaboriamo con le riviste dell'editore Cairo con le nostre vignette (James realizza per loro anche rebus e altri giochi): abbiamo proposto questa serie a colori e ce la siamo vista accettare con entusiasmo. La Casa editrice vorrebbe pubblicare una tavola di quattro strisce ogni settimana, per ora siamo in grado di garantirne solo una al mese. Però la soddisfazione è tanta.



Chi sia James Hogg non devo certo spiegarlo a chi ha seguito le tante cose che abbiamo fatto insieme. Per tutti gli altri, ricorderò che il mio primo incontro con lui risale al 1999, quando ci trovammo a collaborare (io ai testi, lui alle matite e alle chine) a un fumetto, intitolato “Il primo assassino”, pubblicato sul “Giornale dei Misteri”. Mi piacquero molto i suoi disegni, in quel caso realistici e non umoristici, ma non credevo che avremmo potuto realizzare ancora qualcosa insieme perché poi lo vidi indirizzarsi verso l’umorismo grafico collaborando con Bonvi per Nick Carter e quindi lo ritrovai su “Lupo Alberto” ad affiancare Massimo Cavezzali nelle storie di Ava. Presissimo da Zagor, ormai pensavo che mai più avrei avuto tempo di scrivere testi comici che non avessero per protagonista Cico. Mi sbagliavo. Un incontro occasionale nel centro di Firenze ha fatto sì che io e James stringessimo di nuovo sodalizio: siamo finiti per diventare collaboratori (in coppia) de “Il Vernacoliere” e nel realizzare decine di vignette umoristiche per riviste di enigmistica. Quando è uscito il mio libro di aforismi “Sarà bre”, ho affidato proprio a Hogg le venti illustrazioni che lo corredano.  Caro James, avanti tutta!

James Hogg


domenica 28 ottobre 2018

IL SENSO DELLA MISURA




Un paio di giorni fa ho postato sulla mia pagina FB il link a una notizia data sul sito Bonelli. Per vedere quale cliccate quiSi tratta di informazioni riguardanti il grande Catalogo della mostra sui settanta anni di Tex, allestita a Milano nel Palazzo della Biennale, visitabile fino a gennaio, e che sta riscuotendo molto successo. Come ogni mostra che si rispetti, e come ben sanno quelli che le mostre le visitano, è stato confezionato un voluminoso catalogo. Di solito, questi cataloghi sono richiesti e apprezzati dai visitatori, che possono portarsi a casa non soltanto un ricordo, ma tutto un corredo iconografico e documentario. Un pezzo di mostra. Generalmente questi volumi sono vendutissimi nonostante non siano proprio economici. Del resto si tratta di pubblicazioni di grande formato, frutto di molto lavoro, curate nei dettagli, stampate su carta di qualità, rilegate in modo congruo.

Nel caso del catalogo di Tex, ecco i dati forniti dal sito Bonelli, per farvi un'idea del ponderoso oggetto di cui stiamo parlando.

Il volume ripercorre la storia del personaggio e della Casa editrice, ma anche dell'Italia intera, contestualizzando così il modo in cui Tex è diventato un vero e proprio fenomeno di costume, accompagnando ogni cambiamento - piccolo e grande - della società italiana, dal neorealismo alla rivoluzione digitale.  Si tratta di un volume cartonato di 320 pagine a colori, in formato 25 x 30, e ha un prezzo di copertina di 40 euro. Se siete fan di Tex Willer, non lasciatevelo scappare!

Dopo aver segnalato questo volume, un lettore ha commentato così, palesando stupore e indignazione:

40 euro....ma non e' che alla Bonelli hanno perso il senso della misura????

Commenti del genere si leggono ogni volta che Tex o Zagor aumentano di venti centesimi, o quando un albo a colori costa un po' di più di uno in bianco e nero o quando pubblicazioni a tiratura limitata non costano come quelle stampate in decine di migliaia di copie. E' un riflesso pavloviano contro cui è inutile combattere. Per di più non sono l'avvocato difensore della Bonelli, non ho avuto alcun ruolo nel catalogo della mostra di Tex (anche se ho visto tutto il lungo e faticoso lavoro dei miei colleghi in redazione), non ho stabilito io il prezzo e sarei felice se il volume mi venisse regalato invece di doverlo comprare (cosa che farò prima possibile). Tuttavia, dato che mi sento don Chisciotte e mi piace combattere contro i mulini a vento, ecco come ho risposto all'indignato di cui sopra (e non ho fatto cenno al fatto che anche quattro puntini di sospensione e quattro punti interrogativi sono oltre misura):

Bisogna confrontare il numero di pagine, la qualità della carta, il formato, con quelli di volumi simili. Temo che parecchi cataloghi di mostre costino molto ma molto di più. Poi se uno preferisce spendere 40 euro in una pizza in due, faccia pure.


Volendo approfondire, sono andato a verificare quanto costa il catalogo Marsilio sulla mostra dedicata al Tintoretto visitabile a Venezia, al Palazzo Ducale, fino a 6 gennaio 2019. Eccone la copertina. Subito sotto, la scheda tecnica per acquistarlo sul sito della Feltrinelli.













Il catalogo costa € 53,00.  Conta le stesse pagine del catalogo di Tex ma è in brossura (quello della Bonelli è un libro rilegato). I tipi della Marsilio hanno perso il senso della misura pure loro, o si può convenire che un prezzo fra i quaranta e i sessanta euro è quello normale per questo tipo di oggetto e che, anzi, il prezzo Bonelli è più basso di altri?


Ma andiamo avanti. Ieri sono andato a sentire una conferenza del brillante scrittore toscano Marco Malvaldi (quello dei gialli del Bar Lume). Parlava di chimica (essendo lui anche un divulgatore scientifico). Ho acquistato un suo libro, in vendita nel teatro dove aveva luogo l'incontro, e mi sono fatto fare una dedica. Vedete qui sotto il libro e la dedica.





Si tratta, come vedete di un comunissimo libro della Rizzoli. Essendo Malvaldi scrittore molto popolare si può pensare che la tiratura non sia stata limitata a poche preziose copie numerate. "Per ridere aggiungere acqua" è in vendita in tutte le librerie italiane.  Sono 160 pagine, di formato poco più che tascabile, benché cartonato. Ecco il prezzo:





Sono  € 18, per la metà esatta delle pagine del catalogo su Tex, ma per un formato molto, ma molto più piccolo, e senza illustrazioni. Sostengo una tesi assurda se affermo che il catalogo della Bonelli costa, in proporzione, molto meno del libro di Malvaldi? Però, per l'indignato di turno, la Bonelli ha perso il senso della misura.

Per quanto mi riguarda, 40 euro sono il prezzo di una cena in pizzeria in due persone. Due pizze (dieci euro ciascuna), due birre (cinque euro ciascuna), dolce e caffè. Sperare di mangiare bene con venti euro a testa in un ristorante è cosa improbabile, ma ammetto che in qualche osteria di campagna sia possibile. Diciamo allora che quaranta euro è il prezzo di un pranzo in due in una trattoria. Pranzo che durerà due ore e che per quanto possa lasciare un buon ricordo non è paragonabile al valore di un librone destinato a far compagnia per una vita. Però, quaranta euro per il catalogo su Tex sembrano esagerati, per la trattoria va bene. E' un po' come chi si lamenta per il costo di Zagor in edicola (e si tratta di un albo che rimane e si può dare a qualcun altro) e poi lecca un gelato per lo stesso prezzo in cinque minuti. Ognuno decida come spendere i propri tre euro (o i propri quaranta), per carità, però prima di dar aria alla bocca parlando di Case editrici che avrebbero perso il senso della misura, bisognerebbe contare almeno fino a tre.


Ma forse i fumetti (o i libri sui fumetti) sembrano cari perché i videogame costano meno? Vediamo. Ho cercato il prezzo di uno dei più giocati:




€ 58,40 per Fifa 19 per X-Box. Questi, naturalmente, non hanno perso il senso della misura. Considerando che il prossimo anno ci sarà Fifa 20, non so se si possa dire che Fifa 19 però dura di più del catalogo su Tex. 




Ma ecco il prezzo di alcune scarpe da ginnastica Hogan, oggetti comunemente acquistati senza battere ciglio.  € 280,  € 320,  € 370. Anzi, so di calzature del genere comprate per cifre anche molto maggiori. In questo caso dov'è il senso della misura?



E degli Iphone qui sopra, vogliamo parlare? No, meglio di no. Vediamo piuttosto un concerto. Quello di Ed Sheeran a Firenze, il 14 giugno del 2019.




Ho provato ad acquistare un biglietto. Ecco ciò che mi è stato proposto (ho scelto i prezzi più bassi disponibili).





Vedete? € 103,  € 113.
Attenzione: non sto dicendo che il concerto di Ed Sheeran non valga il prezzo di quei biglietti. Faccio notare quanto si deve pagare per tre ore di spettacolo. Il confronto con il catalogo di Tex fatelo voi: ognuno scelga come spendere i propri soldi, e non è che una cosa escluda l'altra. Io acquisterei biglietti e catalogo, se potessi e volessi. Però non mi sembra che il catalogo di Tex abbia un prezzo fuori mercato o fuori misura.

Potremmo andare avanti a lungo (parlando magari di colazioni, sigarette, cocktail, discoteche, aperitivi, parcheggi, cinema), ma mi fermo qui e provo a trarne una morale. La morale è sconfortante. La gente percepisce come esagerato il prezzo di ciò che è collegato al fumetto. Il resto va tutto bene. Il lavoro che facciamo noi non è degno di remunerazione. Sia che scriviamo storie, sia che le disegniamo, sia che diamo vita a saghe ed eroi, sia che pubblichiamo libri ponderosi, quel che facciamo o costa pochi spiccioli o costa troppo. Se avete morali diverse da suggerirmi, ben vengano.


venerdì 26 ottobre 2018

ZAGOR A LUCCA




In uno dei post precedenti vi ho presentato “Discorsi sulle nuvole” (Cut-Up), il primo dei tre libri a mia firma che usciranno in occasione della prossima e ormai imminente Lucca Comics. Posso adesso, dopo l’annuncio ufficiale apparso sul sito della Sergio Bonelli Editore, dire qualcosa sugli altri due, di cui naturalmente torneremo a parlare. Intanto, per vedere delle immagini e leggere tutto quanto è stato scritto come presentazione da parte della Casa editrice, potete cliccare qua:

http://www.sergiobonelli.it/news/2018/10/25/gallery/una-lucca-zagoriana-1003569/


Poi, dopo che vi avrò dato qualche altra informazione, vi anticipo che troverete il calendario degli appuntamenti di Lucca Comics 2018 che mi riguardano, ma anche di quelli che non mi riguardano ma riguardano Zagor, così da potermi rintracciare casomai foste interessati a incontrarmi. Il più importante di questi appuntamenti è quello del 1° novembre alle ore 13 presso il Salone del Vescovado, quando ci sarà la conferenza sulle novità zagoriane (e ce ne sono alcune interessanti da annunciare).

Venendo ai due libri dedicati a Zagor che troverete allo stand Bonelli, comincio subito con il precisare quanto segue: il volume “Zagor: le origini”  (la cui cover è in alto in apertura) viene presentato in anteprima, come i film al Festival di Venezia, e per due mesi non si potrà trovare più da nessuna altra parte, perché la sua uscita è prevista in libreria per il gennaio 2019. Quindi chi lo volesse fin da subito deve acquistarlo a Lucca, o farselo comprare da un amico che ci va. Costa sedici euro. Si tratta di una storia a fumetti di 60 tavole, sceneggiata da me e disegnata da Valerio Piccioni (matite) e da Maurizio Di Vincenzo (chine), colorata da Andres Mossa, presentata da una copertina di Michele Rubini e corredata da un ricco apparato critico, che costituisce il primo capitolo di una miniserie di sei albi. Questa miniserie arriverà in edicola nella seconda metà del 2019 sottoforma di albi simili a quelli di Morgan Lost ma a colori (come quelli di Cico a Spasso nel Tempo). Si tratta di un racconto articolato che ricostruisce da un altro punto di vista le vicende di “Zagor racconta…” a cinquanta anni dal capolavoro di Nolitta & Ferri. Mi sono commosso ed emozionato mentre scrivevo la sceneggiatura, e Piccioni & Di Vincenzo (due artisti con un lungo curriculum) hanno fatto meraviglie. Ma giudicherete da soli.



Il secondo volume, assai più corposo (oltre 400 pagine), si intitola “Io sono Zagor” ed è una sorta di autobiografia dello Spirito con la Scure, che scrive attraverso la mia penna) raccontando la propria vita – limitatamente però alle avventure dei primi dieci anni, quello degli albi a striscia. Forse faremo il seguito in altri volumi del genere. Ogni volta che c’è un episodio particolarmente importante la narrazione in prosa si interrompe e c’è una sequenza di venti, trenta, quaranta, cinquanta pagine a fumetti (a colori). In tutto ho scelto dieci fondamentali sequenze dei primi dieci anni per spiegare chi è Zagor e su che cosa si basa la sua leggenda, a beneficio di chi già lo sa ma anche di cui volesse conoscerlo. Nel testo scritto ci sono alcune novità, e ho cercato di immaginarmi come Patrick Wilding commenterebbe o giudicherebbe certi avvenimenti, per trarne una conclusione, una lezione di vita (non una morale). Questo volume, a differenza del precedente, si potrà trovare in libreria già a partire da 15 novembre (dieci giorni dopo Lucca), ed è già prenotabile on line.

Oltre ai volumi a Lucca ci saranno molte altre iniziative: gadget, portfolio, la pigotta di Cico, variant cover, a testimonianza della vitalità dell’eroe di Darkwood. Oltre che allo stand Bonelli, potete trovarmi anche a quello Cut-Up (però negli spazi liberi dagli impegni altrove). Ci vediamo!




LUCCA 2018


Mercoledì 31 ottobre

11.00-12.00 Sedioli & Verni
14.00-15.30 Sedioli & Verni
16.30-18.00 Maurizio Di Vincenzo


Giovedì 1 novembre

11.00-12.00 Maurizio Di Vincenzo
12.00-13.00 Sedioli & Verni

13.00-14.00 INCONTRO CON IL PUBBLICO (Salone del Vescovado)

15.00-16.00 Moreno Burattini 
15.00-16.00 Maurizio Di Vincenzo

17.00-18.00 Moreno Burattini


Venerdì 2 novembre

10.00-11.00 Moreno Burattini

14.00-15.00 Moreno Burattini
14.00-15.00 Alessandro Piccinelli

15.00-17.00 dibattito su Bonvi e le Sturmtruppen (con Luca Boschi e Pierluigi Gaspa) Auditorium Fondazione Banca del Monte


Sabato 3 novembre

12.00 – 13.00 Moreno Burattini
12.00 – 13.00 Michele Rubini

14.00-16.00 Keynote al Teatro del Giglio


Domenica 4 novembre

12.00 – 13.00 Michele Rubini



martedì 23 ottobre 2018

DARKWOOD, ITALIA

Chi è il vero autore della canzone “Darkwood”, che Graziano Romani ha inciso e inserito nel suo album “Zagor King of Darkwood”? Il cantautore emiliano, o qualcun altro? Nello Speciale “La leggenda di Wandering Fitzy”, si scopre come il brano abbia, almeno nella finzione letteraria, un compositore illustre: appunto Nathaniel Fitzgeraldson, l’indimenticabile personaggio entrato nel cuore di tutti i lettori dello Spirito con la Scure dopo la sua apparizione in una delle storie più memorabili dell’eroe nolittiano, “Zagor racconta”, datata 1969.  E’ facile immaginare Wandering Fitzy con una chitarra in mano, intento nel suonarla accanto al fuoco di un bivacco, guardando le stelle. Così, in una storia basata su un soggetto di Maurizio Colombo che intendeva indagare sul misterioso passato di Fitzy e che mi occupai di sceneggiare nel 1995, inserii una scena in cui il vagabondo cantava una canzone da lui composta, a beneficio di un improvvisato uditorio in un villaggio di frontiera. 

Sforzandomi di immaginare il testo del brano da scrivere nei balloon, mi ricordai di una storia ancora precedente, “Zagor si scatena”, del 1977, sceneggiata da Decio Canzio, in cui alcuni trapper di Darkwood cantano, insieme allo Spirito con la Scure, una canzone che inizia così: “The say there is a stream...”. Mi ero sempre chiesto, da semplice lettore, che canzone fosse, quella che l’eroe intonava con i suoi amici.  Finalmente potevo, da affermato autore, darmi da solo una risposta e proporla al pubblico: Zagor canta una canzone che, in passato, gli aveva insegnato proprio Fitzy, poeta ma anche musicista. Tutto tornava. Dato che il testo inventato da Canzio consisteva in una sola strofa, io ne aggiunsi una seconda, cercando di rispettare la metrica del modello di partenza. 

Anni dopo, proposi a Graziano Romani, che avevo appena conosciuto e con cui si era creato subito un immediato feeling, di provare a mettere in musica quelle due strofe. Non dovetti ripetere la richiesta. In brevissimo tempo, da quel grande musicista che è, Graziano compose una melodia trascinante e completò il testo arricchendolo di altre strofe e di un inciso e dunque facendo totalmente suo il pezzo, forte anche di una straordinaria interpretazione. Nacque così “Darkwood”, il brano-simbolo dell’intero album che poi, sull’onda dell’ispirazione suscitata dall’entusiasmo, il cantautore arrivò a portare in studio e quindi a mettere a disposizione di tutti i lettori di Zagor.

A distanza di tempo, solo per gioco (mai prima mi ero cimentato come paroliere), ho provato a immaginare un adattamento in italiano del testo della canzone. Questo adattamento è rimasto chiuso in un cassetto finché, di recente, grazie all’incontro con due appassionati zagoriani, Paolo e Milena, ecco arrivare un video amatoriale con l’esecuzione del brano nella nostra lingua. Il video è stato pubblicayo su YouTube con il benestare di Graziano. Se vi incuriosisce l’esperimento, non vi resta che cliccare.




DARKWOOD
Testo italiano di Moreno Burattini

Lo sai c’è un fiume che
Cristallo sembrerà
Portandoti con sé
Per arrivare a Darkwood

Lo sai c’è un posto che
Ha in cielo un drappo blu
Di seta su di te
Se sogni là a Darkwood

E io sto andandoci,
vieni via con me,
non posso arrendermi
lo so che c’è.

Lascio il mio cuore
Vagabondare
Seguo i miei passi
Per ritornare
a Darkwood

La sai la strada che
Ti porterà laggiù
Se vieni insieme a me
Andremo fino a Darkwood

Sto avvicinandomi
Niente mi fermerà
Sento il richiamo
sempre più in là

Lascio il mio cuore
Vagabondare
Seguo i miei passi
Per ritornare
a Darkwood

Lo sai c’è un fiume che
Cristallo sembrerà
Portandoti con sé
Per arrivare a Darkwood

Io sto seguendolo
E so il perché
Non sto sognandolo
Scorre dentro me

Lascio il mio cuore
Vagabondare
Seguo i miei passi
Per ritornare
a Darkwood


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Il testo originale

They say there is a stream
Where crystal waters flow
Well, that is the stream
That leads to Darkwood, Darkwood

They say there is a place
Where the light from the stars
Is softer then satin
That is the place, Darkwood

And I’m still wandering,
looking for the light
And I’m still travelling,
searchin’ day and night


I will let my spirit
Free to roam
I will let my vision
Carry me back home
To Darkwood

They say there is a road
For all dreamers to walk on
For the ones who believe in their souls
And for me, that is the road
To Darkwood

And I’m still struggling
Tryin’ with all my might
To listen to the calling
I won’t give up the fight

I will let my spirit
Free to roam
I will let my vision
Carry me back home
To Darkwood

They say there is a stream
Where crystal waters flow
Well, that is the stream
That leads to Darkwood, Darkwood


And I’m still following
A dream inside my mind
And I’m still searching
For something hard to find


I will let my spirit
Free to roam
I will let my vision
Carry me back home
To Darkwood



https://www.youtube.com/watch?v=3Wm9mDoy6yw

venerdì 19 ottobre 2018

SAGGI E ASSAGGI SUL FUMETTO





Saranno ben tre i libri a mia firma in uscita a Lucca Comics 2018. Due recheranno il marchio Bonelli, uno quello di Cut-Up. Di tutti e tre avremo modo di riparlarne, approfondendo il discorso.  Cut-Up però sta già promuovendo il titolo che la riguarda, offrendolo in prevendita a 14 euro e senza spese di spedizione, e ha già diffuso un comunica stampa, che riporto qui di seguito. Si tratta di "Discorsi sulle nuvole", una raccolta di miei saggi sul fumetto editi e inediti: 310 pagine, quindici euro. Ovviamente sarò presente, in alcuni giorni e in alcune ore allo stand di Cut-Up a Lucca. Dopo il comunicato, troverete un divertente omaggio al sottoscritto opera di Luca Laca Montigliani, inserito anche nel libro.

Moreno Burattini
DISCORSI SULLE NUVOLE
Saggi e assaggi sul fumetto

14x21, 310 pagine, brossurato con alette
Prezzo: € 15,00
EAN: 9788895246918

www.cut-up.it

www.facebook.com/cutupedizioni

Dal 12 novembre in libreria e su tutti gli store on line, ma disponibile già ora in prevendita, scontato e con la spedizione gratuita sullo store di Cut-Up Publishing: https://cut-up-publishing.ecwid.com

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Cut-Up Publishing è lieta di presentare Discorsi sulle nuvole: Saggi e assaggi sul fumetto, il nuovo libro di Moreno Burattini. C’era una volta il fumetto. Gli eroi di carta denunciavano, scandalizzavano, eccitavano, ma soprattutto divertivano. Erano amici, fratelli, complici e compagni di vita. Uno fra i più noti sceneggiatori italiani raccoglie in questo volume trentasette suoi articoli, editi e inediti, che raccontano il fumetto di ieri e quello che oggi ne è rimasto. Una carrellata di saggi e assaggi brillanti, divertenti, polemici e appassionati che consegnano al lettore scorci e istantanee di un panorama indimenticabile, affollato di personaggi e di autori, di editori e di testate, che hanno segnato un’epoca. E che resteranno, mentre degli Youtubers non rimarrà nulla.
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I lettori di fumetti di trenta, quaranta, cinquanta anni fa magari non conoscevano i nomi degli autori delle storie che divoravano, ma frequentavano edicole traboccanti di testate sorprendenti e audaci, in grado di regalare emozioni, dare i brividi. Perché poi tutta la teoria critica e filologica, tutte le ricostruzioni storiche e le contestualizzazioni riguardo ai fumetti si riduce a capire la magia di un brivido. Ci fu un tempo in cui fiorivano le case editrici e i giovani autori trovavano sempre il modo di fare gavetta, a bottega da colleghi già affermati o negli studi professionali, pubblicando prima su piccole testate per approdare poi su quelle grandi una volta che si fossero fatti le ossa. Oggi gli editori in grado di portare un fumetto in tutte le edicole si contano sulle dita e in ogni caso non c’è più la ressa per comprare le testate che vi arrivano. Per chi vuol leggere fumetti è difficile persino rintracciarli perché la distribuzione è quel che è e non tutte le edicole sono rifornite allo stesso modo. 
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Prima di essere un noto e importante autore di fumetti Moreno Burattini ne è stato un appassionato lettore. E di fumetti ha sempre scritto, al punto da aver dedicato alla nona arte persino la sua tesi di laurea. Ha iniziato pubblicando i suoi primi testi critici su una fanzine ciclostilata, nel 1985. Poi ha proseguito su altre riviste amatoriali, come su volumi di pregio. Ha scritto libri, gestito blog, curato gli apparati critici di collane come Alan Ford Story della Mondadori o Zagor Collezione Storica di Repubblica, senza mai fare distinzioni fra grandi e piccoli editori, pubblicazioni fatte da appassionati o testate blasonate. Sono stati qui raccolti trentasette saggi sui fumetti scelti dall'autore stesso fra quelli più interessanti, brevi, curiosi e talvolta polemici che portano la sua firma. Alcuni pezzi sono inediti, pubblicati qui per la prima volta. Non c'è un ordine di lettura consigliato, e si può perciò saltare di palo in frasca. Scrive Moreno Burattini nella sua prefazione: "A me piacerebbe se qualcuno di voi si incuriosisse, grazie ai miei Discorsi sulle nuvole, riguardo a un fumetto che non ha mai letto, lo leggesse e se ne innamorasse".


martedì 16 ottobre 2018

CRONACA CON SORPRESA


Sabato 13 ottobre, come già annunciato anche su questo piccolo spazio, sono stati consegnati a Varazze (Savona) i Premi Gallieno Ferri assegnati dal Comune della cittadina rivierasca agli autori di fumetti che si sono distinti per aver proseguito la lezione del Maestro ligure, a cui è stata dedicata la Sala della Biblioteca civica e una mostra permanente. Tutti gli eventi della giornata sono stati seguiti da un numeroso pubblico convenuto a tutta Italia (e perfino dall'estero). 

Abbiamo cominciato la mattina con un workshop riservato ai bambini e ai ragazzi, nel corso del quale io ho fatto una piccola lezione sulla storia del fumetto supportata da immagini (ormai ho una certa esperienza sull'intrattenimento di giovani e giovanissimi delle scuole), introdotta dalla "maestra a fumetti" Anna Teresa Fiori; poi Alessia Martusciello e Lola Airaghi hanno dato dritte sul disegno facendo lavorare i tanti studenti radunati nella Biblioteca. 

Nel pomeriggio, i figli di Gallieno Ferri hanno allestito una mostra di tavole originali che ha suscitato l'ammirazione di tutti, e si sono succeduti incontri con Claudio Chiaverotti prima, il sottoscritto poi (ho presentato le mie Facezie edite da Cut-Up) e da un parterre di relatori infine per parlare di Guido Nolitta e di Sergio Bonelli. Quindi, a seguire, la premiazione di Giovanni Talami, Lola Airaghi, la coppia Sedioli-Verni e Alessandro Piccinelli. 

La cosa singolare è che io ero il presidente di giuria e il presentatore della cerimonia, e dunque avrei dovuto tenere in pugno l'evento. Invece, con mia assoluta sorpresa, ho scoperto che i membri della giuria si erano riuniti in assenza del loro presidente e, complottando a mia insaputa, hanno stabilito di attribuire un Premio Ferri anche a me. Mi sono commosso, grazie, e soprattutto non me lo aspettavo. La bella targa in ceramica si aggiungerà alla mia sala dei trofei, ma in un posto di spicco.

La riuscita della manifestazione si deve al lavoro di Andrea Cipollone, consigliere comunale di Varazze, ma anche alla fattiva collaborazione del sindaco, degli amministratori e del personale del municipio, che già lo scorso anno avevano organizzato la cerimonia di intonazione a Gallieno Ferri della sala della biblioteca, arricchita adesso dalla mostra permanente. A rappresentare la Sergio Bonelli Editore c'erano autori e redattori ma soprattutto Davide Bonelli

L'evento ha avuto un seguito a cena, con oltre cinquanta lettori e appassionati seduti al tavolo con gli autori; e domenica 14 ottobre quando sul lungomare di Varazze, davanti alla Libreria Tra Le Righe che ci ha ospitato, un pubblico numeroso ha assistito alla lettura, fatta dall'attore Carlo Terracciano, di quattro miei racconti tratti dall'antologia "Dall'altra parte". Qui di seguito, ecco una cronaca fotografica e in conclusione le motivazioni delle premiazioni (tranne della mia, che è immotivata).

La lezione sulla storia del fumetto ai ragazzi delle scuole, la mattina di sabato 13 ottobre 2018 a Varazze.

I ragazzi al lavoro nel workshop di fumetti

Giornata bellissima, sabato 13 ottobre 2018, a Varazze.


La sala "Gallieno Ferri" della Biblioteca civica di Barazze stracolma di pubblico.

Gli occhiali e un pennello di Gallieno Ferri nella mostra permanente di Varazze-


L'incontro con Claudio Chaverotti (ci sono anche Lola Airaghi e Giovanni Talami)



La conferenza su Sergio Bonelli & Guido Nolitta (con me Mano Grasso, Stefano Bidetti e Luca Barbieri)



Rossano Pagliai, in rappresentanza dei lettori e dei giurati, mi consegna a sorpresa il Premio Ferri.

La consegna dei Premi Gallieno Ferri a Varazze

Il video della mia premiazione:


A cena con Marco Grasso, Giovanni Talami, Gianni Sedioli, Andrea Cipollone, Lola Airaghi, Alessandro Piccinelli, Marina Sanfelice, Luca Corda... e tanti appassionati. 

Lola Airaghi con la tavola di "Brezza di Luna" donata alla biblioteca di Varazze.


A cena, io e Giovanni Talami dopo aver bevuto un po' troppo

Lola Airaghi, fra Davide Bonelli e il sottoscritto, regala alla Biblioteca di Varazze una tavola della sua storia di Zagor "Brezza di Luna" (a sinistra ci sono Andrea Cipollone e due addetti della biblioteca)






Davanti alla libreria "Tra le Righe" sul lungomare di Varazze, che mi ha ospitato.

Andrea Cipollone presenta l'incontro della domenica mattina sulla passeggiata di Varazze.
La presentazione di "Dall'Altra Parte" (Cut-Up) sul lungomare di Varazze, domenica 14 ottobre 2018. Accanto a me l'attore Carlo Terracciano che ha letto quattro racconti.

Con l'attore Carlo Terracciano che ha letto i miei racconti.


Lola Airaghi ha scelto e letto alcuni miei aforismi da "Utili sputi di riflessione" (Allagalla) e poi ne ha illustrato uno sul posto, regalando il disegno a un fortunato tra i presenti.

Spazio anche alla "Facezie" (Cut-Up)!

Lola Airaghi al lavoro per illustrare uno dei miei aforismi: è nato un personaggio, Moltahontas, cioè Pocahontas con la quinta di reggiseno.

Il fortunato vincitore (tramite quiz) del disegno di Moltahontas.






C'è stato il tempo anche per una intervista al giornalista brasiliano Thiago Gardinali, di una  TV di San Paolo.


MOTIVAZIONI

Giovanni Talami
Un artista che rappresenta uno dei più recenti frutti che la fertile terra di Liguria ha offerto al mondo del fumetto (l’elenco sarebbe lungo, ma oltre a Gallieno Ferri, ricordiamo Renzo Calegari che gli è stato maestro). Dei tanti illustri disegnatori liguri, Talami ha saputo evolvere la lezione in una chiave moderna grazie al suo grandissimo talento, che speriamo di vedere presto al servizio di Zagor.

Lola Airaghi
Un’artista che ha innovato l' immaginario zagoriano con una prima, apprezzatissima prova d' autore, personale ma rispettosa delle caratteristiche del personaggio e del suo mondo, in cui ha interpretato con raffinata sensibilità un tema delicato e attualissimo come quello della violenza sulle donne. La dimostrazione di come la lezione di Gallieno Ferri possa essere fatta propria da artisti con stili diversi. Un premio che è anche un invito a cimentarsi di nuovo con lo Spirto con la Scure.

Gianni Sedioli e Marco Verni
Due autori in perfetta simbiosi, divenuti i custodi e i caposaldi della tradizione zagoriana nella loro scelta di ispirarsi allo stile di Gallieno Ferri, della cui opera sono i più fedeli (e appassionati) continuatori pur nella loro personale reinterpretazione comunque riconoscibile, al servizio di una linea grafica e narrativa in cui i lettori amano ritrovarsi.

Alessandro Piccinelli
Non era facile raccogliere l’eredità di Gallieno Ferri come copertinista, ma l’outsider Alessandro Piccinelli ci è riuscito e, a due anni dal suo esordio con la cover di “Zenith 666” è entrato nel cuore dei lettori con il suo talento di artista ma anche con le sue doti umane e caratteriali (la disponibilità, l’umiltà, il coraggio, la passione) che erano quelle del maestro di Recco.