venerdì 26 settembre 2014

AL DI LA' DEL MARE



Su questo blog mi capita di fare spesso la cronaca dei miei viaggi in giro per l'Italia e anche all'estero fatti per lavoro, cioè su invito di chi organizza manifestazioni fumettistiche e ritiene che la mia presenza possa costituire motivo di interesse per gli appassionati locali. Così mi avete seguito durante i miei ripetuti viaggi in Croazia, ma anche in Serbia, Turchia e Brasile, oltre che nelle tradizionali sedi di kermesse italiane (Lucca, Catania, Milano, eccetera). Prima d'ora non ero mai stato, però, in Montenegro, neppure per conto mio come semplice turista. Il che non depone a mio favore, perché dopo esserci andato mi ripropongo di tornarci quanto prima, tanto sono belli i luoghi che ho visitato e ospitali le persone che ho incontrato. 

La costa del Montenegro presso Herceg Novi
La città che mi ha ospitato tre il 5 e il 10 settembre 2014, è Herceg Novi, nota località turistica sulla costa, non distante dal confine con la Croazia e vicina alla croata Dubrovnik, che dista soltanto quaranta chilometri. Nei pressi di Herceg Novi sorgono anche l'antica capitale Cetinje e Budva, una sorta di Las Vegas balcanica, allegrissima metropoli piena di casinò e di locali, ma soprattutto si trova il fiordo di Kotor, una spettacolare insenatura che ricorda i canali scandinavi. 

La spiaggia di Herceg Novi, Montenegro
Il Montenegro è indipendente dalla Serbia dal 2006 (anno in cui si svolse un referendum) e usa i nostri euro (ma la merce costa la metà). Per arrivarci, sono partito da Roma con un volo di linea che è atterrato a Podgorica, la nuova sede del Governo. 

L'aereo che da Roma mi porta fino a Podgorica. Poi, dalla capitale, due ore di automobile conducono a Herceg Novi.

In aeroporto è venuto a prendermi Jovan Subotic, vicesindaco di Herceg Novi e organizzatore dello Strip Festival della sua città, giunto all'ottava edizione. Un autista del comune ci ha condotti nella località sul mare con un viaggio di un paio d'ore. Herceg Novi sorge su una baia bellissima, bagnata da un mare  cristallino. Un lungomare interminabile collega gli alberghi della zona più moderna alla Città Vecchia, che una volta fu un feudo veneziano (e si vede). 

Una piazza della Città Vecchia
Oltre a me, ospite della manifestazione è stato anche il maestro serbo Bane Kerac, che da tempo sta realizzando una storia di Zagor con la mia sceneggiatura. Ho incontrato per la prima volta Bane Kerac nella città di Kraguievac, in Serbia, nel luglio del 2011. In quella località viene allestita ogni estate una manifestazione fumettistica e in quell’anno io ero stato invitato per festeggiare anche alle falde dei Balcani il cinquantennale dello Spirito con la Scure. Bane, uno fra i più conosciuti e amati artisti serbi, attivo da decenni sia nella sua terra che all’estero, mi parlò della grande popolarità di gode il Re di Darkwood in tutti i Paesi della ex-Yugoslavia e mi spiegò che gli sarebbe piaciuto disegnare una storia di Zagor da pubblicare, in tiratura limitata, soltanto in Serbia, per i suoi ammiratori che da tempo gli chiedevano di cimentarsi con l’eroe di Nolitta & Ferri. Mi mostrò, fra le altre cose, le sue tavole di Tarzan, più alcuni suoi lavori western: ne rimasi molto colpito, al punto da desiderare di fargli fare una storia zagoriana non solo per i serbi ma proprio per la serie italiana. Promisi che ne avrei parlato con Sergio Bonelli. Però poi, come si sa, nel settembre di quell’anno Sergio partì per un lungo viaggio, lasciandoci soli. 

Bane Kerac davanti alla galleria d'arte dove sono esposte se le sue tavole di Zagor originali, nei vicoli della Città Vecchia di Herceg Novi
La seconda volta che ho visto Kerac mi trovavo, invece, in Croazia. Per la precisione, nella località balneare di Makarska, vicino a Spalato, nel maggio del 2012, sempre impegnato per una kermesse dedicata agli eroi di carta. Il rivederlo è servito a concretizzare la proposta: poiché in Italia stava prendendo forma l’idea di una nuova collana di storie autoconclusive tutte a colori, il Color Zagor, era appunto una di queste che Bane avrebbe potuto illustrare, se le sue prove fossero andate bene. Non avevo dubbi, avendo avuto modo, nel frattempo, di vedere quel che Kerac aveva disegnato nella sua carriera ed essermi convinto del suo grande talento. In più, c’era una cosa che, avevamo entrambi scoperto, ci univa, oltre alla passione zagoriana: la data di nascita. Tutti e due, io e lui, siamo nati il 7 settembre (lui esattamente dieci anni prima di me, nel 1952). Stringendoci la mano, in Dalmazia, ci siamo augurati buon lavoro: di lì a pochi mesi, gli ho spedito le prime tavole di sceneggiatura. La storia si intitola “Il passato di Guitar Jim”, e a questo punto la attendono tutti, serbi e italiani.

Il giovane "Guitar" Jim impara a suonare la chitarra in due belle strisce di Bane Kerac

A Herceg Novi è stata organizzata una grande mostra in cui sono state esposte in anteprima una quarantina di tavole originali zagoriane firmate da Bane, tra cui la prima che poi Kerac ha voluto regalarmi (grazie, "fratello oroscopo" - come mi chiama lui). 


La prima tavola della storia di Zagor di Bane Kerac, che ho avuto in regalo dall'autore

Oltre a questa esposizione, ce ne sono state altre tre dedicate al disegnatore inglese Rufus Dayglo, autore di Tank Girl, a Iztok Sitar, un maestro sloveno dal tratto poetico, e a Sonja Gasperov, illustratrice croata, di Spalato: tutti avevano al seguito dei loro volumi davvero meravigliosi. 

Una visitatrice davanti alle tavole dell'illustratore sloveno Iztok Sitar

Peraltro, ogni volta che vado all'estero cerco di documentarmi sulla storia del fumetto dei Paesi che visito e, se possibile, acquisto qualche testimonianza della produzione autoctona. Durante il viaggio in Montenegro ho potuto anche assistere a una interessante conferenza, tenuta dall'esperto critico e storico serbo Zoran Djukanovic, sull'opera di due importanti autori di origine russa che, fuggiti dalla Rivoluzione all'inizio degli anni Venti, lasciarono Mosca e si stabilirono a Belgrado dove finirono per dar vita a una scuola fumettistica serba destinata a un lungo futuro (mentre in Russia il fumetto sarebbe presto scomparso). 

Un brindisi con Bane Kerac, sotto gli occhi della moglie  e di Zoran Djukanovic (in maglia azzurra sullo sfondo)
La cosa che mi colpisce quando mi trovo davanti tavole da ammirare e studi critici sui tanti disegnatori, sceneggiatori, editori, personaggi e riviste di Paesi come appunto la Serbia, o la Turchia, o il Brasile o altri ancora, è la ricchezza di una tradizione che noi italiani conosciamo soltanto in minima parte, convinti come siamo (anche senza nostra colpa) che il fumetto sia un fenomeno soltanto americano, italiano, franco-belga, argentino, spagnolo, inglese e giapponese. Esistono invece tesori da scoprire in luoghi insospettabili, realizzati in passati lontani o in tempi recentissimi. I giovani autori sloveni, croati e serbi, per esempio, sono assolutamente da conoscere. Fra i miei acquisti in Montenegro spicca il volume datato 2012, edito dalla Ominibus di Belgrado, che vedete nella foto sottostante, dal titolo scritto in cirillico ma che si può traslitterare in "Stripovi iz Nikad Robom (1966-1968)", e che presenta appunto tre avventure a sfondo storico-bellico pubblicate sulla rivista Nikad Robom tra il '66 e il '68, realizzate da Branislav Jovanović (classe 1933), in parte in bianco e nero, in parte a colori. A corredo dei racconti, una lunga e illustrata cronistoria (purtroppo, scritta in serbo e dunque non facilmente decifrabile). Colpisce, sfogliandone le pagine, il passaggio da vicende ambientatene i Balcani durante la Prima Guerra Mondiale, ad altre di chiara ambientazione ottomana. Il tutto riferito, però, alla storia serba.

Un esempio di fumetto serbo risalente agli anni della ex-Yugoslavia

Fra i tanti eventi della manifestazione di Herceg Novi, il più importante che mi ha riguardato è stato un incontro con il pubblico che ho tenuto in una piazza della Città Vecchia, proiettando delle immagini che avevo portato con me. Fra i presenti c'era anche il vice-ambasciatore italiano in Montenegro, una gentile signora che è giunta da Podgorica apposta per l'occasione. Anche Bane Kerac ha avuto i suo momenti di gloria e poi tutti e due siamo stati festeggiati perché era appunto il 7 settembre: ci è stata portata una torta decisamente zagoriana, bella a vedersi ma anche buona a mangiarsi. 

La torta di compleanno per me e per Bane Kerac, che festeggiamo lo stesso giorno
Fra le note di colore, c'è da segnalare la straordinaria altezza dei montenegrini (statisticamente, fra i più alti d'Europa), non a caso spesso campioni di basket e di pallanuoto.

Accanto a me, il vicesindaco di Herceg Novi, Jovan Subotic, dà l'idea di quanto siano alti i montenegrini

Oltre a godere del mare del Montenegro, il 9 settembre ho preso un autobus di linea e ho varcato la frontiera con la Croazia per visitare la vicina Dubrovnik, l'antica Ragusa veneziana, affollatissima (fin troppo) di turisti. Le foto che seguono vi faranno la cronaca di tutto quanto meglio delle parole. Un grazie a tutti gli amici che ho conosciuto in Montenegro, sperando di rivederli presto.



La baia di Herceg Novi, in Montenegro

Uno scorcio della baia di Herceg Novi
Cala sa sera sulla romantica Herceg Novi



Bane Kerac accanto ad alcuni dei suoi orginali esposti in Montenegro
Io con Bane Kerac
Alcuni dei disegni originali dello Zagor di Bane Kerac esposti in mostra

Le sale dove era stata allestita la mostra dedicata allo Zagor di Bane Kerac
Applausi per Bane Kerac
Io con il disegnatore inglese Rufus Dayglo, bravissimo autore di Tank Girl
Tavole di Jack Kirby tatuate sulle braccia di Rufus Dayglo
La locandina della manifestazione montenegrina disegnata da Bane Kerac: nelle mani di Cat Claw, un personaggio di Bane, il ritratto di Zagor e, sullo sfondo, il castello di Herceg Novi
Un ragazzo vende i suoi fumetti per strada
Rufus Dayglo schizza Tang Girl sulla lavagna di un pub
La festa di compleanno mia e di Bane Kerac
L'illustratore sloveno Iztok Sitar mi dedica il suo volume
Bane Kerac disegna Zagor per un ammiratore
Uno schizzo di Bane Kerac realizzato al volo
Il mare cristallino del Montenegro
La baia di Herceg Novi
La frontiera fra Croazia e Montenegro
Il mare a Dubrovnik, Croazia

Un palazzo in stile veneziano di Dubrovnik
La torre civica di Dubrovnik, Croazia
Folla di turisti all'ingresso di Dubrovnik
Lo "stradun", la via principale di Dubrovnik
Il porto turistico di Dubrovnik
Selfie da Dubrovnik
Le mura di Dubrovnik
Il paladino Orlando nella piazza principale di Dubrovnik
Lo "stradun" taglia in due Dubrovnik
Antica fontana con cisterna, vista dall'alto dalle mura
Selfie sulle mura di Dubrovnik


La bandiera croata sui bastoni dell'antica Ragusa
Un cannone sulle mura di Dubrovnik
Le mura a picco sul mare
Il mare dalle mura di Dubrovnik
Acqua fredda... ma una volta entrati, ci si abitua subito
Autografo con disegnino per un giovane lettore montenegrino
Scuola di fumetto a Herceg Novi: disegno anche io
Una striscia di Zagor disegnata da me (testo in serbo)
La mia striscia di Zagor si capisce anche senza sapere il serbo
Io e l'illustratore sloveno Iztok Sitar facciamo scuola di fumetto
Aeroporto di Podgorica: torno in Italia abbronzato!

1 commento:

Mario Ottaviani ha detto...

Che bel viaggio, Moreno! Bei luoghi e belle persone, inoltre non mi stupirò mai di vedere (e leggere) quanta passione per Zagor c'è, sia dall'altro lato dell'Adriatico, che in te!
Continua cosi!
Un fan zagoriano,
Mario (BG)