mercoledì 2 settembre 2015

CICO GALEOTTO




E' in edicola da qualche settimana il n° 14  della collana a colori bimestrale dedicata dalle Edizioni If alla riproposta degli albi di Cico in ordine cronologico (quelli originariamente usciti, in bianco e nero, sotto il marchio Bonelli tra la fine degli anni Settanta e il 2007). Si tratta di "Cico Galeotto", con testi mie e disegni di Francesco Gamba. A corredo del racconto a fumetti c'è, come di consueto, un mio commento. 

Nell’editoriale pubblicato in apertura della prima edizione di “Cico galeotto”, nel dicembre 1996, Mauro Boselli scriveva: “Secondo noi Cico non è un tipo ridicolo, pasticcione, tontolone, scansafatiche e codardo, ma un eroe, un eroe sul serio! Chi altri potrebbe sopportare tante disavventure senza perdere mai il sorriso e la voglia di lottare?”. In effetti, nell’albo che avete tra le mani, il nostro messicano (dopo tutte le sciagure che gli sono capitate negli episodi precedenti) si ritrova ingiustamente accusato di tentata strage e condannato addirittura all’ergastolo. Eppure eccolo a lottare per sopravvivere nel duro ambiente del penitenziario e cercare di fuggire. Lo spunto offre la possibilità di mettere in parodia gli stereotipi dei romanzi e dei film carcerari. La prima battuta è quella del nome della prigione: Sky Queen, cioè “Regina Coeli” traducendo in inglese dal latino. 

Walter Long è "il Tigre" in "Muraglie"

Il punto di riferimento principale, come non sarà sfuggito ai più attenti cacciatori di citazioni, è il film “Muraglie” (“Pardon Us” nell'originale americano) un film del 1931 diretto da James Parrott con la formidabile coppia Stan Laurel & Oliver Hardy. Stanlio e Ollio finiscono dietro le sbarre per aver cercato di vendere la loro birra artigianale a un poliziotto durante il proibizionismo e fra le dure (ed esilaranti) prove che devono affrontare c’è anche lo scontro con un galeotto particolarmente truce, temutissimo da tutti i compagni di prigionia, soprannominato “il Tigre”. A interpretare il losco ceffo, in modo molto efficace, è Walter Huntley Long (1879-1952), che dopo questo primo film con Laurel & Hardy ne girò con loro molti altri, sempre nel ruolo del cattivone che terrorizza i due comici. 



Ma ci sono, in  Cico galeotto”, molte altre allusioni: una, per esempio, è quella suggerita dalla gag in cui il messicano compie un atto di prepotenza contro un altro detenuto (apparentemente inerme) e costui si rivela essere il direttore del carcere travestito per indagare sugli atti di bullismo tra le mura del suo istituto. Qui il riferimento è a “Brubaker”, una pellicola del 1980 diretta da Stuart Rosenberg e interpretata da Robert Redford, appunto a capo di un penitenziario in cui si fa rinchiudere, fingendosi un detenuto, per verificare come si vive nelle celle. Fairfax Abbott, il vecchietto che scava tunnel cercando di evadere è una strizzata d’occhio all’Abate Faria, uno dei personaggi de “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas (1844). Ma non sfuggano i riferimenti anche a “Fuga da Alcatraz” (“Escape from Alcatraz”), film del 1979 diretto da Don Siegel e interpretato da Clint Eastwood, che ha ispirato, per esempio, la scena in cui i detenuti di Sky Queen tentano si sfuggire ai lavori forzati con atti di autolesionismo. Infine, andate a controllare sul dizionario che cosa significano in italiano i nomi dei due politici in lizza per la carica di governatore: Swindler e Rascal. In nomen omen.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

...nel dicembre 1996, Mauro Boselli scriveva: “Secondo noi Cico non è un tipo ridicolo, pasticcione, tontolone, scansafatiche e codardo, ma un eroe, un eroe sul serio! Bisognerebbe tenerlo a mente anche oggi dove troppo spesso Cico è ridicolo, pasticcione, tontolone, scansafatiche e codardo ma MAI eroe!

Francesco Romani ha detto...

Me lo sono riletto qualche giorno fa e lo trovo uno dei più divertenti! ^^ Troppo forte il rapporto Cico-tigre così come le (dis)avventure del nostro messicano tra intrighi politici e tentate fughe. Bello e simpatico anche il finale. ^^