giovedì 12 ottobre 2017

SADDLE TOWN



E’ in edicola da qualche giorno lo Zagor n° 627 (Zenith 678) intitolato “Saddle Town”. I testi sono miei, i disegni di Marco Verni, la copertina di Alessandro Piccinelli. Si tratta della seconda e ultima puntata di una storia iniziata nel numero precedente. Com’era già chiaro dall’albo “Tentacoli!”, si tratta di un omaggio a un certo filone di B-Movie, fatto esattamente nella più classica falsariga nolittiana, essendo stato Sergio Bonelli il primo a attingere a piene mani da film come “La meteora infernale” o “Il mostro della Laguna Nera”. Dunque l’idea non ha nessuna pretesa di essere originale, dato che si sono visti romanzi, film e fumetti con parassiti del genere. “Il mostro di sangue”, ovvero "The Tingler”, del 1959, con Vincent Price ne è un esempio.





Però, mescolando le carte proprio come si è sempre fatto su Zagor, sono partito proprio non da questo precedente ma da un mio racconto scritto nel 1982 che è stato poi raccolto nella recente antologia “Dall’altra parte” (si intitola “Il monte di Venere”). Ne “Il monte di Venere” si racconta di creature di un’altra dimensione, luminose e globulari, che si impossessano di corpi umani, e una di loro resta intrappolata in un ragazzo che non sa di averne una dentro.  




Questa idea del parassita intrappolato nel corpo della vittima di cui, in teoria, doveva prendere il controllo, è alla base di un mio soggetto per Zagor, intitolato “Razza immortale”, risalente addirittura al 2003 ma rimasto a lungo nel cassetto. 

Di recente, ho riletto una vecchia storia di Magico Vento in cui creature tentacolari si impossessano di corpi umani: si sviluppa sui numeri 52 e 53 (“Cadaveri eccellenti” e “I figli della dodicesima notte”) e mi è venuto in mente di ripescare “Razza immortale” contaminando la mia idea iniziale con creature appunto tentacolari che fuori dal corpo dell’ospite sembrano vermi con le zampe (come appunto le creature del film con Vincent Price), poi escono dai corpi umani in cui sono entrati dalla bocca con tentacoli alla Venom. Ho affidato qui a Marco Verni una storia che è rimasta intitolata “Razza immortale” e che propone appunto uno scontro fra Zagor e dei parassiti simili a vermi/scarafaggio e degli esseri umani da loro controllati.  Ciò detto, libero ciascun lettore di apprezzare o non apprezzare il risultato (io, i disegni di Marco li ho apprezzati moltissimo). 

Abbozzo inedito di Alessandro Piccinelli per una copertina scartata.


2 commenti:

Daniele ha detto...

Preso e letto. Non sono un esperto, ma si capiva che era un omaggio al filone di B-Movie.
Ricordo ora un film visto in bianco e nero secoli fa, c'erano strane creature che attaccavano gli esseri umani e ne succhiavano le ossa. Era "S.O.S. i mostri uccidono ancora" ("Island of Terror") del 1966.

CREPASCOLO ha detto...

Mi capita spesso di leggere il blog di Morbur mentre sono nella sala d'aspetto del mio terapeuta che frequento da quando la SBE ha deciso di cambiare il termine Almanacco in Magazine e sto facendo davvero dei progressi perchè ora quando sento una suoneria di cellulare che ricorda la musichetta dell'Almanacco del Giorno Dopo non scoppio a piangere, ma mi accorgo che sto divagando come mi capita solo 24 ore al giorno.
Dicevo che ero concentrato sul post e non mi sono accordo che il dottor Sigmondo Froda era alle mie spalle con i suoi occhietti acuti fissi sui lavori del Piccinelli.
Mi ha invitato ed entrare e mi ha spiegato che tutta la pagina è un messaggio cifrato. L'abbozzo della cover racconta di un creativo circondato da idee pericolose, come lo sono tutte le idee.
Il creativo ha infatti una lampada che dovrebbe indicargli una via sicura. Non è al sicuro nemmeno nella città in cui " è sicuro ed in sella " perchè le idee nuove possono seguirlo anche lì e fargli fare un bel salto nell'ignoto.
Doc Froda non legge fumetti dai tempi dei Katzenjammer Kids
( " mirabile esempio di riproduzione delle dinamiche interne alla psiche umana " ) e non credo quindi si sia mai perso per la foresta di Darkwood, ma credo abbia visto davvero qualcosa.
La mia Gola Profonda in SBE mi ha detto che Morbur sta lavorando ad un progetto parallelo a Zagor che racconta la storia di un ometto vagamente a la Cappotto di Gogol che sogna di essere il pard messicano di un giustiziere in una giungla foresta palude nesso interdimensionale. La storia procede tra la sua realtà prima - non tanto diversa da quella di tanti di noi che piangono per gli Almanacchi Perduti - e quella in cui può affrontare vampiri, alieni e non morti. Sogni proibiti come nel prototipo con Danny Kaye e varianti fino a Roy Mann. Mm. Vedremo.