sabato 2 luglio 2016

TESTI E NOTE


Cominciano ad arrivare i primi feedback da parte di chi ha letto (tutti o alcuni) i racconti della mia antologia "Dall'altra Parte" (Cut Up Publishing). Fra questi, anche quello (affettuoso) di Max Bunker, che a suo tempo (più di quaranta anni fa) pubblicò una raccolta che a me piacque moltissimo, intitolata "Il virus". In generale, mi pare di poter dire che tutte le 26 storie inquiete sono ipnotiche: chi ne comincia una di solito vuol vedere che vada a finire perché finisce invischiato nel meccanismo, e non di rado (mi di dice) vien voglia di passare subito alla successiva, dato che si tratta di racconti piuttosto brevi.

Tutti rimangono colpiti, per lo più angosciati, da "L'arcobaleno alla fine del mondo" (parla di un viaggiatore che si reca in Patagonia per uno scopo misterioso su cui ci si interroga fino alla soluzione nell'ultima riga). Tra gli altri, però, i più gettonati sono "Il giudizio di Dio" e il primo, che parla dello stesso argomento, "La signora Miller e Dio". Antonio Zamberletti (scrittore più quotato di me in campo narrativo) è rimasto favorevolmente impressionato dall'avventura inedita di Zagor, illustrata da Marco Verni. Ringrazio per gli apprezzamenti ma non mi adonterò per le critiche che dovessero arrivare.  

Se vorrete, ne parlaremo ancora tra un po' visto che il libro verrà presentato in varie occasioni lungo un percorso che andrà dal qui fino a Lucca Comics (abbiamo cominciato con una anteprima al ricetto di Candelo domenica 26 giugno 2016). Intanto, qui di seguito pubblico la mia postfazione che ricostruisce la genesi dei singoli racconti. Vi ricordo che "Dall'altra parte"  è già disponibile sullo store on line di Cut Up, scontato di 1,00 euro e con spedizione gratuita.


Si può però già trovare anche in libreria, fumetteria, su altre piattaforme di vendita on line, alle mostre mercato.

La presentazione al ricetto di Candelo.



TESTI E NOTE
di Moreno Burattini

Ho sempre desiderato rubare il titolo italiano dell’antologia “Buy Jupiter and other stories” di Isaac Asimov, appunto “Testi e note” – dove le note dell’autore erano divertenti tanto quanto i suoi pur formidabili racconti. Non riuscirò mai a essere altrettanto brillante e interessante quanto il Good Doctor, tuttavia mi preme aggiungere qualche annotazione a proposito dei ventisei racconti che avete appena letto. 

Fumetti in prosa

Non è un caso che alcuni dei testi sembrino pronti per essere trasformati in storie a fumetti, perché in effetti sono la novelization (o adattamento letterario, se preferite) di mie sceneggiature. Ovviamente, la trasposizione è stata effettuata cambiando molti particolari, arricchendo dove necessario, tagliando qualcosa altrove, dando comunque forma diversa secondo il mio gusto attuale e le mie attuali capacità. 
Elencando i testi nell’ordine di apparizione, “La signora Miller e Dio” è tratto da “Il primo assassino”, pubblicata sul n° 334, datato agosto 1999, del “Giornale dei Misteri” (Corrado Tedeschi editore), illustrata da James Hogg. Il racconto attuale, nella forma in cui compare su questo volume, è stato invece inserito da Sebastiano Mondadori nell’antologia da lui curata “Morte per acqua” (Tra le Righe, 2014).
“La testa del drago” è ispirata all’omonimo racconto scritto da me e disegnato a Stefano Andreucci, apparso sul n° 10 della rivista “Mostri” (edizioni Acme) del dicembre 1990.
“La bella e la bestia”, sempre con i disegni di Andreucci, è nel sommario del successivo n° 11 (gennaio 1991), dove risulta con il titolo di “La belva”.
“Cuore di figlio” è di poco precedente: stessa rivista, stesso disegnatore, ma risale al settembre 1990 (n° 7): aveva il titolo di “Amore filiale” ed è il mio primo fumetto apparso in edicola. Ci sono perciò particolarmente affezionato.
“Il pifferaio magico”, ugualmente, appartiene allo stesso filone medievaleggiante: io e Andreucci abbiamo sempre desiderato poter raccogliere il nostro materiale in un volume antologico che non è stato, per ora, possibile realizzare. Questo racconto comparve nel novembre 1990 sul n° 9 di “Mostri”.

Gianni Sedioli, illustratore di uno dei acconti di "Dall'altra parte"
Deja vu

In altri casi, alcuni dei testi qui raccolti sono già stati pubblicati altrove, in forma diversa, e compaiono di nuovo in queste pagine rivisti e corretti se non del tutto riscritti.
“Ombra nella nebbia” è il racconto più vecchio: comparve, con il titolo di “Eterno Ulisse”, sul numero della rivista “La Cicogna” del marzo 1981. Si trattava di un giornale scolastico pubblicato nel Liceo Classico “Cicognini” di Prato che all’epoca frequentavo. Già a quei tempi, come si vede, avevo ambizioni letterarie. Lo firmai con lo pseudonimo  di Umberto Isacchi (non è casuale il riferimento, nel falso cognome, a Isaac Asimov), perché su quella rivista c’erano già altri testi miei e non volevo si credesse che peccavo di protagonismo (realizzavo anche delle vignette come “Buracchio” e una rubrica umoristica come “Il vipera”).
Anche “Controstoria del latino” fu un mio esercizio da liceale, che però pensai di inviare alla rivista “Eureka” (Editoriale Corno) avendo la buona sorte di vederlo pubblicato su un numero del 1981.
“Partenogenesi” è apparso sul n° 0, datato novembre 1999, della rivista “Fresco”, diretta da Diego Cajelli (Edizioni Terra Bruciata).
“L’ultimo grido del cacciatore” è apparso per la prima volta nel 1985, in una forma molto diversa, sulla rivista “Dimensione Cosmica” (Marino Solfanelli Editore). Comparve poi in una traduzione in lingua ungherese su una antologia magiara. Più di recente è servito da spunto per una storia di Zagor, “Il varco tra i millenni” (Sergio Bonelli Editore, 2014), in una versione del tutto modificata.
“Insaccato di cuoco” è invece un testo molto più recente: è apparso in appendice al romanzo horror “The italian way of cooking” di Marco Cardone, edito da Acheron nel 2016. Dopo una storia in cui un cuoco serve nel suo ristorante mostri cucinati ai propri clienti, è stato aggiunto un divertente ricettario (dieci ricette in tutto, di altrettanti diversi autori) in cui si suggeriscono piatti mostruosi.


Per la prima volta sullo schermo

Ed eccoci invece ai racconti inediti, vale a dire i restanti sedici presenti nella raccolta. Alcuni di questi giacevano da tempo nei miei cassetti, insieme ad altri sogni. E’ il caso di “Cibo per cani”, “L’alchimista”, “La macchina del tempo”, e “Mutazioni”, divertissement giovanili che trovano finalmente il modo di mostrarsi in pubblico dopo tanti anni di pudica reclusione e avendo subito un minimo di restyling. 
“Il monte di Venere” è ambientato nel 1982 e comincia nella biblioteca della Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze proprio perché fu scritto lì, a mano su un bloc notes, in funzione di rilassamento fra una lezione e l’altra (o forse, più probabilmente, per perdere tempo invece di studiare). Tutta la descrizione degli ambienti, dei percorsi in città e fuori città, dei mezzi pubblici come della mia Fiat Uno dell’epoca è reale e ispirata a luoghi esistenti così com’erano a quei tempi.
“La sparizione della Madonna”, titolo che sono orgoglioso di aver ideato giocando sul fatto che la Madonna di solito appare e non sparisce, è stato scritto nel 2008 a quattro mano (con equa ripartizione dei compiti) con Susanna Daniele, giallista pistoiese, allo scopo di partecipare insieme a un concorso per racconti polizieschi. Ci provammo, non venimmo premiati, ma fummo contenti di aver partecipato e lavorato insieme. Nel complesso mi pare di poter dire che è mio il meccanismo giallo della trama e sua la capacità di rendere le atmosfere e i personaggi della montagna sopra Pistoia degli anni che furono.
I restanti dieci titoli sono stati scritti appositamente per questa antologia. Vorrei soffermarmi soltanto su uno, “L’arcobaleno alla fine del mondo”, che nasce da un viaggio in solitaria in Terra del Fuoco e in Patagonia che ho realmente compiuto nel gennaio 2014. Quasi tutto quello che si racconta è vero, tranne (ovviamente) il finale. E’ lo scritto più autobiografico dell’antologia, e mi è costato un po’ di dolore tirarlo fuori. Grazie per avermi consolato leggendolo.

giovedì 23 giugno 2016

DALL'ALTRA PARTE




Moreno Burattini
Dall'altra parte
Edizioni Cut Up
260 pagine, 15 euro
Prefazione di Sebastiano Mondadori

E' uscito un mio nuovo libro: una antologia di racconti brevi (il più lungo arriva al massimo a venti pagine). Perciò, si possono leggere facilmente in treno, in sala di attesa, in pausa pranzo. Sono anche facili da affrontare nel senso che il mio primo buon proposito è quello di farmi capire con immediatezza e non annoiare con lungaggini inutili. Sono abbastanza convinto che ogni dieci righe facciano venir voglia di leggere le dieci successive, per vedere come vada a finire. Di solito, non va a finire come ci si aspetta. Si tratta di 26 storie “inquiete” (così recita il sottotitolo) tra cui una, “Cavalli bradi”, con protagonista lo Spirito con la Scure. Un’avventura inedita (anche se in prosa) a tutti gli effetti, illustrata da un disegno di Marco Verni. 

Illustrazione di Marco Verni
Per il resto, troverete un cacciatore di diecimila anni fa e una biologa a bordo di un’astronave in viaggio da diecimila anni nello spazio. Nel mezzo, figli che vogliono uccidere il padre e madri che cercano di sopprimere i figli. Ma anche alieni che invadono la terra e vecchi che si risvegliano nella tomba. Per non parlare di un mendicante che perseguita coloro che gli negano l’elemosina e dell’ultimo uomo rimasto sul pianeta. E poi, ci sono i morti che varcato il confine si trovano dall’Altra Parte al cospetto di Dio. C’è pure una moglie che uccide il marito a colpi di ferro da stiro. Non mancano i draghi, gli alchimisti, i fumettisti, i cuochi, i preti di montagna, i lupi, i mutanti e i viaggiatori partiti per la Patagonia. Il tutto illustrato da venticinque disegnatori di fumetti amici miei, che ringrazio tutti uno per uno (l'elenco è in calce a questo articolo).

I racconti sono stati scritti nell'arco di oltre trentacinque anni (il più vecchio è stato pubblicato su un giornaletto scolastico,  realizzato nel liceo dove studiavo, e risale al 1980), ma dieci sono datati 2016, composti proprio per l'occasione. La maggior parte sono inediti, alcuni invece hanno già avuto una o più pubblicazioni. Come già per gli "Utili Sputi di Riflessione", temo di essermi messo a nudo più di quanto si possa fare in una autobiografia: con la scusa di inventare storie si raccontano particolari veri. 

Così come Loredana Berté diceva di non essere una signora, io non sono uno scrittore (uno con tutte stelle nella vita).  Mi sento piuttosto un intrattenitore. Uno che nelle veglie serali dei tempi che furono avrebbe raccontato storie, magari improbabili, ma di cui si vuol sapere come vadano a finire, in grado di tener desto l’interesse dell’uditorio radunato attorno al fuoco del camino. Un po’ come avrebbe fatto, insomma, l’impareggiabile Regina Marcucci protagonista di quella strepitosa raccolta di racconti horror che è “Le novelle della nonna”, scritta da Emma Perodi e pubblicata nel 1893. Un’antologia destinata ai bambini ma così inquietante che vien da chiedersi come potessero i pargoli che la ascoltavano dopo cena andare a letto e riuscire a chiudere occhio dopo tante efferatezze. Le mie favole non hanno una morale, casomai un amorale: il narratore. Non aspettatevi un qualche effetto pedagogico da ciò che leggerete, sarò contento se soltanto mi sarà riuscito portarvi fino in fondo al racconto e magari sorprendervi nel finale. Il senso del titolo, “Dall’altra parte”, allude proprio a questo: provare a mostrare un qualcosa che sembra avere una sola faccia (come un triangolo, un quadrato o un cerchio tracciati su un foglio di carta) per far scoprire poi che c’è anche un’altra prospettiva da cui guardare lo stesso oggetto, il punto di vista che si vede solo ponendosi da un’altra parte. 

L’ “altra parte” è del resto anche l’Aldilà, quel che ci aspetta dopo la morte. Almeno quattro dei racconti che leggerete sono ambientati proprio dopo la sepoltura dei protagonisti. Il che la dice lunga su quel che spaventa (in prospettiva) proprio me, ciò su cui più spesso mi interrogo: il mistero della nostra sorte dopo l’esalazione dell’ultimo respiro. Scriverne scarica le tensioni ed esorcizza i timori, se non altro. E lo stesso vale per altre angosce meno giustificabili come il mio terrore verso gli alieni, l’ansia causate da furtive idee suicide, l’inquietudine nel temere ritorsioni da mendicanti non aiutati e via dicendo. Alcune delle storie che seguono mi hanno morso l’anima, e chissà se riuscirete a capire quali in mezzo ad altre che invece sono state scritte solo per divertimento (il divertimento del giocoliere che cerca di meravigliare il suo pubblico). 

Illustrazione di Fabrizio Longo
Mi preme sottolineare come l’avventura inedita dello Spirito con la Scure (la quarta da me scritta in prosa con il personaggio creato da Guido Nolitta e Gallieno Ferri, accanto a oltre cento sceneggiate finora a fumetti), “bonus track” in appendice alle venticinque precedenti, non sia uno specchietto per le allodole: lavoro alle storie del Re di Darkwood da più di un quarto di secolo e l’eroe dalla casacca rossa fa parte di me, del mio modo di essere e di narrare. Non sarò uno scrittore, ma uno sceneggiatore di fumetti sì.

La prefazione è di uno Scrittore con la "S" maiuscola, Sebastiano Mondadori. Ma troverete anche una mia introduzione intitolata "L'amorale della favola" e una postfazione in stile asimoviano (non per niente con il titolo di "Testi e note"). Ecco un estratto dal testo di Mondadori:

“Dall’altra parte”, il titolo di questa raccolta di Moreno Burattini, si fonda proprio sul presupposto destabilizzante della metamorfosi della normalità nella mostruosità, in un ribaltamento che coincide con il colpo di scena a effetto. Solo che il processo innescato dal narratore, aprendo una breccia nella superficie multiforme della realtà, si estende a un disordine più profondo, e per questo straniante, dove l’horror spadroneggia in una scena metafisica che si impossessa della nostra visione. (Sebastiano Mondadori)

"Dall'altra parte"  è già disponibile sullo store on line di Cut Up, scontato di 1,00 euro e con spedizione gratuita.


Si potrà però presto trovare anche in libreria, fumetteria, su altre piattaforme di vendita on line, alle mostre mercato. La prima presentazione domenica 26 giugno 2016 al Ricetto di Candelo (Biella).


Gli illustratori:
Stefano Babini
Emanuele Barison
Alessandro Bocci
Alessandro Chiarolla
Paolo Di Orazio
Domenico e Stefano Di Vitto
Nando Esposito
Davide Fabbri
James Hogg
Mauro Laurenti
Fabrizio Longo
Marcello Mangiantini
Davide Perconti
Massimo Pesce
Alessandro Piccinelli
Giuliano Piccininno
Roberto Piere
Giuseppe Prisco
Gianni Sedioli
Daniele Statella
Sergio Tisselli
Marco Torricelli
Walter Venturi
Marco Verni 


sabato 18 giugno 2016

BENEDETTA PRIMAVERA



Ringraziando la mia buona stella, la primavera che sta per concludersi ha portato qualche piccola scaglia d'oro che sarò felice di ritrovare  tra la cenere quando il gran falò di tutto il resto si sarà consumato. Vorrei approfittare di questo spazio per annotare e lasciare testimonianza di alcuni momenti che mi hanno visto protagonista o almeno testimone negli ultimi mesi, in modo che, se mai dovesse servire, se ne possa conservare la memoria.


Comincio con il libro che sta per uscire, in corso di stampa mentre pubblico queste righe. Si tratta di una antologia di 26 miei racconti, radunati sotto il titolo di "Dall'altra parte" (Cut Up Edizioni). Un cacciatore di diecimila anni fa e una biologa a bordo di un’astronave in viaggio da diecimila anni nello spazio. Nel mezzo, figli che vogliono uccidere il padre e madri che cercano di sopprimere i figli. Ma anche alieni che invadono il nostro pianeta e vecchi che si risvegliano nella tomba. Per non parlare di un mendicante che perseguita coloro che gli negano l’elemosina e dell’ultimo uomo rimasto sulla Terra. E poi, ci sono i morti che varcato il confine si trovano dall’Altra Parte al cospetto di Dio. C’è pure una moglie che uccide il marito a colpi di ferro da stiro. Non mancano i draghi, gli alchimisti, i fumettisti, i cuochi, i preti di montagna, i lupi, i mutanti e i viaggiatori partiti per la Patagonia. Il pezzo forte però è un racconto inedito con Zagor, lo Spirito con la Scure. Il tutto illustrato da venticinque disegnatori di fumetti con la prefazione di Sebastiano Mondadori. Il prezzo? Un affarone: 15  euro. Lo troverete dall'inizio di luglio in libreria e on line. Ne riparleremo molto presto, e a lungo. Posso solo dire che, così come negli "Utili Sputi di Riflessione" (di cui si è esaurita anche la prima ristampa), dentro queste storie c'è molto di me. 



Su "Fumo di China" 250 (un numero comunque importante e da collezione, anche solo per il paginone centrale con Valentina di Crepax nuda, opera di Corrado Roi) c'è una mia lunga intervista opera di Marco Grasso. Una delle risposte è questa: "Inizialmente il mio intento era quello di imitare Nolitta, mimetizzare le mie storie quasi che non si dovessero riconoscere rispetto alle sue. Ovviamente non avevo speranza di essere confuso, però sarei stato felice di riuscire almeno ad assomigliargli. Con il tempo, inevitabilmente, la mia personale “calligrafia” è venuta fuori e ho iniziato a diversificarmi, anche perché i tempi cambiano e bisogna adeguarsi a ciò che si legge, si vede, si sente. Il linguaggio del cinema, della TV, della narrativa, dei videogiochi, della musica influisce sui gusti del pubblico e sulle modalità espressive degli autori. Anche senza volere si capisce a orecchio che certi ritmi devono essere diversi rispetto al passato, così come sono differenti i modelli a cui ispirarsi, le tematiche, le sensibilità. Credo di aver aggiustato il tiro nel massimo rispetto della tradizione: mi sforzo di essere fedele all’esempio nolittiano ma aggiornandolo al modo con cui oggi si raccontano le storie. Chi si lamenta di quanto Zagor sia cambiato dovrebbe invece rendersi conto (ed essermene grato) di quanto sia cambiato poco. Altri eroi, per sopravvivere, hanno dovuto cambiare molto di più."


Sul n° 19 di "Cronaca di Topolinia" c'è un mio ricordo di Gallieno Ferri intitolato "Ferri nel cuore". Un estratto è questo. "Ferri nel cuore: come chiodi conficcati che fanno male. Ma anche Ferri nel cuore, come il ricordo di Gallieno, un amico, e per me un secondo padre, che mai mi lascerà. E mai lascerà, credo, centinaia di migliaia (forse milioni) di lettori, in Italia e nel mondo, cresciuti leggendo le sue storie e sognando emozionati di fronte alle sue copertine. Quanti saranno, gli zagoriani rimasti incantati davanti alla cover di “Angoscia” piuttosto che di “Odissea americana”? Impossibili contarli, perché Gallieno ha disegnato lo Spirito con la Scure per cinquantacinque anni, attraversando più generazioni, ed è stato stampato e ristampato nel nostro Paese come in decine di altri. E soprattutto, è sempre riuscito a lasciare un segno. Non era autore che passava inosservato, che si confondeva nella massa, che si poteva dimenticare".




Sul n° 98 della rivista "Fumetto" dell'ANAFI, Maggio 2016, compare una breve storia di Gallieno Ferri intitolata "Il messaggio segreto", recuperata da un albo di "Tiramolla" del 1956. La storia è presentata da una mia introduzione. Eccone l'inizio.
"Quanti e quali sono i fumetti disegnati da Gallieno Ferri prima della realizzazione della prima striscia di Zagor, uscita in edicola nel giugno del 1961? Lo stesso autore, più volte interpellato in proposito, non ha mai saputo fare chiarezza. Fra le cose certe c’è la data del suo esordio come illustratore, appena ventenne, nel 1949, dei dieci numeri de 'Il fantasma verde', scritto e pubblicato a Genova da Giovanni De Leo. Poi, si sa di molti altri personaggi (Piuma Rossa, Maskar, Thunder Jack) realizzati per i mercati italiani e francesi, insieme a tante tavole di cineromanzi e cover di libri e albi. In Francia, fu strettissima la sua collaborazione con l’atelier di Pierre Mouchott, editore di Lione. Ma ci sono state anche tante storie 'libere' o collaborazioni di breve durata che sono sfuggite a ogni tentativo di catalogazione e che magari prima o poi verranno finalmente inventariate, ma che per ora non è facile rintracciare e incasellare!"
Nello stesso numero della rivista, Gianni Brunoro dedica ben tre lunghe recensioni ad altrettanti libri che mi riguardano: "Tex secondo Letteri", "La capanna nella palude e altri racconti" e il saggio-intervista di Laura Scarpa.




Oltre alla rubrica "I dieci domandamenti", ormai appuntamento fisso da un anno e mezzo, collaboro ormai abitualmente con "Il Vernacoliere" anche come autore di vignette grazie al sodalizio con il disegnatore James Hogg (assolutamente fiorentino a dispetto del nome).




Sabato 11 giugno 2016 ho presentato a Viareggio, presso la libreria Lettera 22, un reading di poesie di Geri di Gavinana, poeta illetterato della montagna pistoiese a cui ho dedicato due libri. Era la prima volta che le opere del Geri venivano lette in pubblico fuori degli abituali circuiti pistoiesi e garfagnini. I testi sono stati letti dagli attori del gruppo "Testo a Fronte". Il pubblico, scelto ma attentissimo, è rimasto colpito e incantato.

Mercoledì 1 giugno ho tenuto la terza conferenza di un ciclo di tre in viale Monza 140 a Milano, sede dell'Associazione "Naviglio Piccolo". I tre incontri (svoltisi a partire dal primo tenutosi il 16 marzo) hanno avuto per tema la storia e il codice del fumetto, la tecnica del fumetto e il fumetto bolentino. In quest'ultimo caso sono state realizzate anche le brochure che vedete nella foto.



Domenica 29 maggio ho partecipato a "Moncalieri Comics", dove si è svolto, in un tendone colore rosso del Foro Boario, un affollato e divertente incontro con il pubblico. Insieme a me c'erano Giuseppe Prisco e il solito Franco Lana, che vedete nella foto in mezzo ai suoi fan. Prisco ha formato un suo disegno distribuito in cento copie.

Sabato 21 maggio ho tenuto un incontro-presentazione dei miei libri, dagli "Utili Sputi" a "Tex secondo Letteri", presso la fumisteria "Mondi Paralleli" di Prato.




Martedì 24 maggio ho partecipato, con Michele Rubini e Mauro Laurenti (con me nella foto) a una lezione presso l'Università di Narni, Facoltà di Criminologia. Abbiamo parlato di come gli scrittori e i fumettisti utilizzano la figura del criminale nelle loro opere.



Lunedì 23 maggio ho tenuto due lezioni presso la Scuola Internazionale di Comics di Roma, ritrovando i miei vecchi amici Roberto Dal Prà (maestro di sceneggiatura), Rodolfo Torti e Dino Caterini.






Venerdì 6 maggio ho partecipato alla conferenza di inaugurazione della mostra dedicata a Joevito Nuccio nel suo paese, Sambuca di Sicilia, da poco entrato nel novero dei più bei Borghi d'Italia. Un luogo davvero magico, per le bellezze artistiche, naturali, gastronomiche e per le persone che ho incontrato.




Domenica 8 maggio ho inaugurato a Catania la mostra "Il volo di Zagor", curata da Marco Grasso. In quell'occasione ho partecipato con Marcello Mangiantini, Joevito Nuccio e Walter Venturi, a un dibattito con il pubblico nel corso del quale i Bonelliani Siculi e il forum ZTN mi hanno consegnato  una targa, una maglietta, un diploma con una poesia zagoriana e un albetto a sorpresa con gli auguri di amici e collaboratori per i miei primi 25 anni a Darkwood. La cosa più commovente è la copertina di Gallieno Ferri, ultimo disegno realizzato dal maestro. 
Stampa e TV all'inaugurazione della mostra "Il volo di Zagor"
L'inaugurazione della mostra di Catania con il sindaco Enzo Bianco

Zagor e Cico con me a Catania



Nella collana "Cattivik l'Integrale" della Panini si stanno ristampando, fra le altre, anche le mie storie del Genio del Male. Le ho trovate divertenti alla rilettura.


Mercoledì 27 aprile intervista a tutta pagina su "La Nazione" di Pistoia, a proposito della nomina della città quale Capitale Italiana della Cultura 2017.


"Italian way of cooking" contiene la mia ricetta mostruosa "Insaccato di cuoco", in cui insegno a cucinare un cuoco, che già vi ho fatto leggere in anteprima in questo spazio. Il libro è edito da Acheron, giovane casa editrice gestita (tra gli altri) da Samuel Marolla, apprezzato sceneggiatore zagoriano qui in veste di editore. Oltre alla mia ricetta e ad altre nove del genere, collocate in appendice, la magna pars del volume é costituita da un orrorifico romanzo di Marco Cardone che racconta di un ristorante toscano in cui si cucinano mostri.



Sabato 23 aprile sono stato ospite della trasmissione "Storiella" su Radio Popolare, condotta dal giornalista Maurizio Principato: un'ora di divertenti botta e risposta riguardanti il mio lavoro e il mondo del fumetto, ma anche aneddoti di vita vissuta. La trasmissione si può riascoltare in podcast o su YouTube.




Sabato 16 aprile ho partecipato con Marcello Toninelli a un incontro presso il Museo della Carta di Pescia (PT), nell'ambito di una manifestazione fumettistica. Il direttore ci ha mostrato gli archivi e fatto assistere a una dimostrazione su come si realizza la filigrana su carta fatta a mano. Davvero una straordinaria esperienza.



Domenica 17 aprile sono stato ospite a Torino Comics, dove ho presentato i miei libri e parlato del futuro di Zagor dopo aver ricordato Gallieno Ferri.



Il primo aprile, nel corso di "Collezionando" (la Lucca primaverile inaugurata quest'anno), si è svolta una mostra dedicata al mio venticinquesimo anniversario fumettistico e ho partecipato a un incontro organizzato dal forum SCLS: questa la targa che i formulati mi hanno consegnato.



Domenica 13 marzo, conferenza zagoriana a Cartoomics, presso la Fiera di Milano. Al tavolo cin me e Paolo Bisi la sceneggiatrice Gabriella Contu che sta lavorando a una storia di Zagor. Nella foto sullo schermo, Lola Airaghi che, a sua volta, si appresta a essere la prima disegnatrice dello Spirito con la Scure.

giovedì 9 giugno 2016

IL RE DI DARKWOOD



Il titolo è ironico, ovviamente, e l'ho preso in prestito dallo spiritoso disegno realizzato dagli Esposito Bros per l'albetto "Moreno Burattini: 25 anni a Darkwood".  La pubblicazione, di cui vi ho già parlato, ha una copertina inedita realizzata appositamente da Gallieno Ferri. Si tratta, anzi, dell’ultimo disegno che il maestro ligure è riuscito a portare a compimento pochi giorni prima della sua scomparsa, come mi hanno confermato i figli. L’illustrazione mostra Zagor che, nel 1991, unisce il sottoscritto, ancora giovanissimo, con il Ferri di allora: l’inizio di una collaborazione che ci ha portato a pubblicare in coppia ben 27 storie.


Se mi dilungo nel parlarvi ancora di questo spillato è appunto perché immagino che alcuni di voi possano essere interessati all’ultima cover dell’indimenticabile Gallieno, firmata soltanto con il suo nome di battesimo, come un estremo saluto. La pubblicazione che la presenta è stata ideata e curata da Marco Grasso e conta 32 pagine a colori con i disegni e le testimonianze  di decine di autori dello staff zagoriano, da (in ordine alfabetico) Roberto Altariva a Marco Verni.  Per informazioni su come reperirla, scrivete all'indirizzo marco.darkwood@gmail.com .

Vorrei però segnalarvi anche un articolo, scritto da Saverio Ceri per il blog "Dime Web". Si tratta di una nuova puntata della rubrica "Diamo i numeri" (che a lungo è stata ospitata in questo spazio), dedicata questa volta alla produzione zagoriana del sottoscritto. Potete leggere, se volete, tutti i dati nel dettaglio cliccando su questo link:
https://dimeweb.blogspot.it/2016/05/25-anni-darkwood.html

Per comodità mi limito a riportare i dati essenziali.

Tra il maggio 1991 e il maggio 2016 ho pubblicato 21.811 pagine di Zagor, contro le 15.172 di Guido Nolitta (lo batto, ovviamente, in quantità e non in qualità). Sono, di conseguenza, lo sceneggiatore che ha scritto più avventure dello Spirito con la Scure e di Cico di tutti.
In tutto, ho sceneggiato 112 storie.
Gallieno Ferri è il disegnatore con cui ho più lavorato: 4190 le tavole realizzate insieme.
Sono l'unico sceneggiatore zagoriano ad aver scritto racconti per tutte le collane: Zenith, Cico, Speciali, Maxi, Almanacchi, Color e Albi Giganti.
Ho scritto più tavole io di Zagor che Alfredo Castelli di Martin Mystere.
E con questo, i festeggiamenti possono dirsi conclusi (dopo mostre in varie città, premi, articoli e conferenze), ne riparleremo per il cinquantennale.
Ovviamente, detrattori permettendo.