mercoledì 9 gennaio 2013

UOMINI UN PO’ PIU’ SOLI




Un messaggio trilla nel telefonino. “Sono al Teatro della Luna, alla camera ardente di un mio compagno di strada da una vita, che ha riempito di messaggi la lavagna del mio cuore. Non potevo non venire a dirgli grazie per essermi stato accanto per tutto questo tempo”. Le parole di Ezio, l’amico che mi ha inviato l’SMS, sono le stesse che avrei scritto anch’io, al posto suo, se avessi potuto essere lì. Invece, gli orari dei treni mi hanno impedito di arrivare in tempo a dare il mio ultimo saluto a Valerio Negrini, uno dei più grandi parolieri della musica italiana, morto a Trento nel tardo pomeriggio del 3 gennaio 2013, all’età di 67 anni (era nato a Bologna nel 1946). Non era il “quinto Pooh”, era il primo: fu lui, infatti, a fondare il gruppo, nel 1966, per poi ritirarsi nel 1971 lasciando il suo posto di batterista a Stefano D’Orazio.



Poco meno di un anno fa, mi è capitato di scrivere, su questo stesso blog, un articolo in ricordo di un altro poeta della canzone che ha segnato la mia vita, Giancarlo Bigazzi. Non ripeterò quello che già ho detto in quell’occasione, e sono tornato a dire in molte altre, riguardo al ruolo degli autori di testi da cantare quali veri rappresenti, quanto a funzione e peso nella coscienza collettiva, dei vati della poesia di un tempo. Non vorrei neppure ribadire il mio fastidio verso chi, ritenendosi depositario (non si sa a che titolo) del sommo gusto musicale, disprezza a priori (e senza conoscere) la musica che piace agli altri, distribuendo patenti di schifezza a destra e a manca. Mi limiterò a dire che erigendo barricate ci si diverte di meno, in ogni circostanza, questa compresa. Chi non ha ascoltato certe canzoni dei Pooh, e magari se ne vanta, si è perso emozioni senza fine. Chi da sempre ascolta i loro brani, invece, di sicuro non è mai rimasto nei porti a tagliarsi le vele ed apprezza tutta la musica, che è un dio bambino, come la definisce Valerio in un brano (“Musica”, 2010), un dio indulgente che non è mai stanco di vita e di guai, e che se ci perdiamo per strada, ci trova lui. Chi non è indulgente, non è bambino e non va in cerca degli altri, segue forse qualche divinità ostile e rabbiosa, ma non la musica. Sono loro, anzi, quella che la fermano: quelli che giudicano, e non si sbagliano.

Chi fermerà la musica
quelli che non si sbagliano
quelli che non si svegliano
stanno nei porti a tagliarsi le vele
tu parti nel sole con me.
(Chi fermerà la musica, 1981)



Anche il riferimento alla “lavagna del cuore”, citata in apertura, rimanda a un testo di Negrini (Vivrò, 1993, scritto per il secondo album da solista di Roby Facchinetti): 

la lavagna del mio cuore ha il tuo ultimo messaggio
sogni d'oro amore mio e fai buon viaggio,

e dunque, proprio perché tante sono state le scritte che Valerio ha tracciato dentro di me prima del suo ultimo viaggio, citerò in questo mio saluto alcune delle sue frasi più folgoranti, come se fossero aforismi, o versi di brevi poesie. Talvolta bastano due righe, in una canzone, per farla sentire nostra. Con chi vorrà seguirmi (e consiglio di farlo soprattutto a chi non conosce l’opera del paroliere), cercheremo di provare a capire il motivo per cui a tanti, come a me, è sembrato che le canzoni di Negrini fossero state scritte proprio per loro. Il paroliere dei Pooh (ma anche di molti altri cantanti) ha avuto il magico talento di raccontare la vita com’è, e non di quella finta di cui parlano quelli nei cui testi “amore” fa rima con “cuore”. Io ne ho sperimentate parecchie, di situazioni come quelle descritte dall’autore, a partire dal fatto che sono nato un po’ in collina e poi sono rotolato giù:

Quelli nati un po’ in collina
fatti in casa come me
caricano a testa bassa e in qualche modo passano

e naturalmente ho scoperto che

gli amori fanno i nodi come i fili dei microfoni.
(Quelli nati un po’ in collina, 1983).

Anch’io, a una ragazza, avrei potuto dire

Entrasti come arriva un uragano
successe come quando passa il vento.
(Tutto alle tre, 1970)

E a un’altra ho chiesto di darmi solo un minuto, un respiro di fiato, un attimo ancora, per convincerla a non gettare alle ortiche la nostra storia, e poi le ho detto

Come mai i tuoi occhi ora stanno piangendo?
dimmi che era un sogno e ci stiamo svegliando.
(Dammi solo un minuto, 1977).

Ma mi è successo pure di dover fare le valigie, cambiando amici e città, salutandola con il groppo in gola:

prendo soltanto la mia vita con me
cambiano posto i giorni miei
col resto fanne ciò che vuoi.
(Dove sto domani, 1981)

Ho avuto altre donne, quelle che sanno e non possono dir niente, quelle a cui nessuno dedica le canzoni, ma che sono dovunque perché la vita non segue le regole e rompe gli argini:

Sei l'altra donna,
la libertà,
quella che sa perché ritorno,
e quanta pace tu mi sai dare,
io dirò tutto a lei un giorno
(L’altra donna, 1990)



E infatti poi scoppia prepotente il bisogno di non nascondersi più e un vento ci gonfia le vele:

Invece adesso ho il vento dentro l'anima
perché non si torna indietro
e adesso non c'è più bisogno di nasconderci
pensando che sia sbagliato
siano lacrime, siano brividi
al mio cuore gli ho detto di sì.

(Vento nell’anima, 2010)

Ma ci sono anche gli “altri uomini”, perché ogni donna, a qualunque età, ha il diritto d’amare:

Piegato in un pacco sottile
c'è il tuo vestito di qualche anno fa;
memoria di un'amore che fu primavera
e adesso è precaria routine.
Eppure lo specchio è gentile,
non mostra quasi traccia del tempo che va,
si vedono ragazze coi libri di scuola
che sembran più vecchie di te,
ma lui si addormenta leggendo,
è già tanto se c'è.
(Diritto d’amare, 1996)

Ma mi sono anche ritrovato a essere un uomo solo, più volte, in cerca di equilibrio, in attesa di capire, pregando, sperando di essere aiutato a ritrovare il filo:

Dio delle città
e dell'immensità,
magari tu ci sei
e problemi non ne hai.
Ma quaggiù non siamo in cielo,
e se un uomo perde il filo,
è soltanto un uomo solo.
(Uomini soli, 1990)

La disperazione, la solitudine, la diversità, la discriminazione sono temi che Negrini non ha mai avuto paura di affrontare, scrivendo di soldati di leva o in missione di pace, di prostitute e di omosessuali, di femminismo e manifestazioni di piazza, di carcerati, di giornalisti, di emigranti, di donne stuprate (“se non lo fa nessuno, vi chiedo scusa io”), di ragazze madri, di padri e di figli, di popoli sotto la dittatura, di etnie perseguitate, di guerre e di speranze, di Dio e del suo intollerabile silenzio. Sempre, Negrini ha fatto appello alla speranza nel cielo blu che è comunque in attesa sopra le nuvole, un cielo senza scale su cui ci si deve arrampicare, attingendo alla forza interiore che ognuno ha dentro di sé, senza aspettarsi aiuti da nessuno, senza guardare di sotto mentre si attraversa i ponte (“fa paura se ti fermi a metà”), senza aspettare il futuro, dato che “troppo passato è già andato via”. 

Ma il cielo è blu sopra le nuvole 
e non è poi cosi lontano, 
dobbiamo arrampicarci e crescere 
senza bisogno di nessuno. 
(Il cielo è blu sopra le nuvole, 1992)




Il gioco, a questo punto, è chiaro. Di seguito, ho scelto poche parole da tante canzoni (solo una piccola parte di quelle scritte da Valerio), piccole frasi come scritte su una ideale lavagna. Ognuno scelga quella che fa per sé. Le citazioni sono tutte in ordine cronologico, tranne una, la prima, tratta da "Facciamo una canzone", in cui Negrini parla di se stesso e dell'amico di una vita, Roby Facchinetti, autore della maggior parte delle musiche dei suoi brani. I due raccontano il loro rapporto, e la canzone la cantano insieme nell'album "Fai col cuore", del solo Facchinetti.

Facciamo una canzone (1993)

Io scrivano e tu pianista, viceversa volpe e gatto 
quel che abbiamo fatto, lo sappiamo noi 
Con le macchine in divieto, scamiciati su un balcone 
qui al volo, yes, facciamo una canzone 




In Silenzio (1968)

Ma se il fuoco tra di noi
non si è spento,
io con te ritornerò.

Piccola Katy (1968)

Piccola Katy, stanotte hai capito
che carezzandoti ti hanno tradito.

Tanta voglia di lei (1970)

Mi dispiace devo andare
il mio posto e là
il mio amore si potrebbe svegliare
chi la scalderà?



Pensiero (1970)

Non restare chiuso qui pensiero,
riempiti di sole e vai nel cielo

Noi due nel mondo e nell’anima (1972)

Son quello che respira piano
per non svegliare te
che nel silenzio
fu felice di aspettare
che il tuo gioco diventasse amore

Nascerò con te (1972)

La prima volta
l'amore proprio qui, in casa mia
senza quasi conoscerti
poi domandarti chi sei
non lo so
nascerò fra un minuto  con te.

Alessandra (1972)

Lei aveva la mia età
e quel giorno che le ho chiesto
"L'hai fatto mai l'amore?"
mentendo disse di sì.

Mio padre una sera (1972)

Dopo un anno mi son visto
con mio padre;
mi aspettava ieri sera qui,
nascondendosi un po'.

Io e te per altri giorni (1973)

Questa è la cosa più importante
vieni voglio uscire fra la gente
basta star nascosti qui
non ha più senso fare così
incomincia qui la nostra vita.

Infiniti noi (1973)

Piangi per l'amore se si perde
odiami se sei messa da parte
grida se l'amore grida forte.
Perché noi qui, infiniti noi
siamo il tempo innocente



Parsifal (1973)

Nato selvaggio
puro nell'anima
non sai paura cos'è.

Credo (1975)

Da bimbo mi insegnarono
a non pensare mai
perché si vive bene.
Credo
pensieri e idee rinascono
di tutto ho voglia io
ormai il tempo è mio sono io che esisto
e credo.

Corri, corri (1975)

Muore la notte
nasce il primo figlio tuo.
Corri, vento contro il vento
la tua donna vuole averti insieme in quel momento

Un posto sulla strada (1975)

Per sognare un momento
presso un fiume o in una stanza
un posto sulla strada stiamo cercando


Linda (1976)

Linda acqua di sorgente
Linda calda ed innocente
ho una donna in mente e non sei tu



Pierre (1976)

Pierre sono grande ed ho capito sai
io ti rispetto
resta quel che sei
tu che puoi.

Tra la stazione e le stelle (1976)

Cadono i dadi ed hai perso
un mattino diverso non nasce per te.

Sara nel sole (1977)

Il ragazzo graffia la città
da una radio libera del centro
per un suo linguaggio un po' speciale
già due volte gli hanno fatto male.

Bella (1977)

Bella
la gente è triste e tu sei bella
tutta la noia è li che balla
dentro le facce allineate
alle fermate dei metrò
ma tu sei bella.



In diretta nel vento (1977)

Ed invece sei tu
ma senti che sorpresa
due giorni e due notti per dimenticarti
metto un disco per te poi vattene a dormire
no, scusa, aspetta, dimmi dove sei.



Rotolando respirando (1977)

Il sole è prossimo ormai
faccio la gara con lui
vento in faccia e la strada parla con me.

La città degli altri (1978)

Non so, se un po' più su dei tetti c'è Dio
se c'è, è tanto che non passa di qui
sta lassù, non sa che in queste strade
il cielo non si vede.



Ci penserò domani (1978)

Poi se ne andò via nel modo che io sapevo già,
passava un tassi, lo prese al volo
abbi cura di te, pensai da solo.

Cercami (1978)

Cercami negli uomini in mare che sognano
Un pesce gigante e un'amante.
Cercami nell'alba fra il cielo e le fabbriche.
Nel traffico senza parole.
Cercami nei mari che non traversammo mai.
E dopo parliamo di noi.

Quaderno di donna (1978)

Io mi ricordo la piazza di maggio:
"sei pazza!" ti dissi fra i pezzi di
carta rimossi dal vento e girata di
spalle finisti: "mi spiace, ragazzo,
il pazzo sei tu".

Classe ’58 (1978)

Tutta la gente
lì intorno alla fine del giorno ha il suo letto di casa,
mentre tu butti un anno di vita
appoggiato a un fucile di guardia a un cortile.

Il ragazzo del cielo (1978)

E la luna silenziosa
fu stupita fu curiosa:
ma tu chi sei, perché tu sai volare?
Così parlò la luna all'aviatore.



Io sono vivo (1979)

Quando al buio ci si vede,
quando la mia donna ride,
quando la mia donna gode,
io sono vivo.

Notte a sorpresa (1979)

Respirerò tutta l'aria che c'è
notte a sorpresa lontano da casa



L’ultima notte di caccia (1979)

Batte il suo tempo strano e stretto
il forte tamburo del petto
cielo pesante come roccia
l'ultima notte di caccia
luna che scivola dietro una nuvola
fiato di polvere senza capire perché.

Stagione di vento (1980)

Finalmente sta per tornarmi lei,
pagherei la cena al mondo



Canterò per te (1980)

Tu sei fra la gente che non è
e io canterò per te in faccia al mondo.

Inca (1980)

Le navi il soldato riempi, e con l'oro parti
col permesso di Dio.

Gente della sera (1981)

Gente della sera
Chi l’ha detto che fate paura?



Canzone per l’inverno (1982)

Per cambiare faccia alla nostra città
per cambiare l'acqua all'amore che vuoi  che cresca
per andare a letto contenti di noi
per comprare tutto con quello che c'è  in tasca.



Non siamo in pericolo (1982)

i può ancora ridere piantare del grano, far bambini se vogliamo
non siamo in pericolo.

Anni senza fiato (1982)

Canterò più forte che si può
sono anni senza fiato e io ne ho.

Cosa dici di me (1983)

Mentre bevi il tuo caffè
dimmi cosa pensi di me,
che m'inciampo per strada e poi
voglio il deltaplano.

Grandi speranze (1983)

Grandi speranze alle fermate al mattino
con le guance arrossate dai sogni di mezz'ora fa,
col foglio rosa in tasca per il destino
che promette dai televisori e dai muri in città.



Passaporto per le stelle (1983)

Fate nuovi amori fate nuove geografie
senza cattedrali, generali e nostalgie
senza più bandiere mai
e che questo sole sia con voi.

C’era una volta (1983)

C'era una volta
la mia adolescenza
adesso ci sono io
e la terra insegue il sole
e fermate non ne fa
teniamo due posti vicini per noi
poi si vedrà.

Din din din (1983)

Lasciami provare a calarmi nei tuoi panni,
e a spostare indietro le lancette di vent'anni,
per capire come mai non so disegnarti il mondo
che vorresti a colori,
insegui progetti d'allegria,
mi somigli un po' troppo
e sogni come oggi ho fatto io stessa musica


Due belle persone (1983)

Siamo sempre due belle persone
asciugandoti gli occhi ho risposto
ho bisogno di me.

La mia donna (1984)

La mia donna è un discorso complicato,
una canzone che mi toglie tutto il fiato,
mi assomiglia,
è una foglia al vento come me,
sempre appesa al filo di un pallone

Tempi migliori (1984)

Ti assomiglia davvero crescendo
il tuo piccolo campione del mondo
e c'è un uomo gentile, normale
che ti trova bellissima e tu
da un po' ti piaci di più.



Il giorno prima (1984)

Può accadere appena ti è venuto in mente che se chiedi scusa non ci perdi niente
Mentre dei ragazzi asciugano i capelli mentre i giocatori studiano i cavalli
Può accadere e tu lo sai.
E se fosse autunno non faremmo in tempo a mangiare i funghi nati dalla pioggia
E a finir gli amori nati sulla spiaggia
E se fosse aprile pensa che peccato che non è finito ancora il campionato
E se succedesse mentre tu sei sola non potrei lasciarti l'ultima parola

Io vicino io lontano (1984)

Che ne sai della campagna con la brina,
della nebbia in autostrada la mattina,
del giorno di Natale con la neve sugli ombrelli
tu che vivi sui coralli ai piedi dell'arcobaleno,
senza vetri alle finestre

Ragazzi del mondo (1984)

Sono ragazzi del mondo come onde veloci dell'oceano,
con gli occhi aperti per proteggersi,
con gli occhi chiusi per riceversi.

Libertà provvisoria (1985)

Siamo qui per stare al mondo
nel migliore dei mondi che c'è
io mi son svegliato bene
ed ho fatto una canzone per me

Siamo tutti di qualcuno (1985)

Le stelle ci guardano
i biscotti profumano
è tempo di nascere
e vedere com'è, com'è...

Devi farcela (1985)

E guardiamo la luna, ragazzini con la pistola
mangiatori d'anguria, indossatrici in barca a vela
siamo tutti nella stessa canzone
sullo stesso viadotto nel vento
ma forse l'aria è migliore nella prossima città

Innamoratevi come me (1985)

Innamoratevi come me
di un animale intelligente
innamoratevi di lui com'è
del suo mestiere, del suo bar
del posto dove è nato
di quella volta ch'era troppo emozionato
di quando va più piano
per far piacere a me.


Se nasco un’altra volta (1985)

Se nasco un'altra volta
rifaccio la mia strada
qualunque nome avremo noi
è sempre me che incontrerai.



Per chi merita di più (1985)

Per chi coltiva gli alberi
e per chi guida i treni
per quelli che si cercano
senza trovarsi mai
per chi sta sempre in casa
ad allevare il mondo
qualcuno attacchi un filo di felicità.
Per chi merita di più
quest'anno sia gentile.


Un posto come te (1985)
Un posto come te
è un'isola senza bandiera.


Gli anni più importanti della nostra vita (1985)

Avremo stelle ed atterraggi di fortuna
gli anni più importanti della nostra vita
abbiamo visto il mondo andare sulla luna
e dei sogni prender corpo tra le dita
e perdonami se
non ti ho mai ringraziata
di esser quello che sei

Dove vai (1985)

Dove vai
dove non c'è speranza che torni
o in un posto che dopo due giorni
c'è un telefono e c'è una stazione
quando e se mi vorrai.

Asia non Asia (1985)

In frontiera vegliano
piccoli ufficiali
per i loro occhi noi
siamo tutti uguali.



Giorni infiniti (1986)

Abbiamo nelle dita
gli anelli della vita.
Abbiamo tutti quanti un senso.
Sognando, guarendo
suonando seminando.
Volando cadendo
guidando i figli e le città.

Venti (1986)

Venti forti e leggeri.
Venti mila pensieri.
Venti giri del campo e ancora c'è tempo.

Non si può rifare il mondo in due (1986)

Non si può rifare il mondo noi da soli
ma scappare insieme da prigioni nuove
e piantare il seme ricordarsi dove
questo sì, che in due soltanto si può fare

I bambini ci guardano (1986)

E in qualunque stagione
i bambini si svegliano
con il cuore leggero
non gli manca il respiro
quando suona il telefono.


Città di donne (1987)

Cosa dite voi tra donne veramente di noi?
Siamo forti o siamo stupidi
sfondiamo sempre porte aperte.

Dall’altra parte (1987)

Dormiva il grande Oriente dietro l'alba popolare
e io ero già partito senza il tempo di arrivare,
ma visto che da un po' non perquisiscono i pensieri
sarai da questa parte, anche se tu non lo saprai.

Senza frontiere (1988)

Anche a noi con l'America in faccia
ci hanno fatti emigrare.
Anche a noi neri dentro la pioggia
ci hanno fatti spogliare.
La piccola gente non ha memoria


La città proibita (1990)

Generali è domani ormai
e il domani qui siamo noi,
che cambiamo le regole,
da adesso in poi.

Donne italiane (1990)

Sai parlare col cuore,
di politica e d'amore,
se rimani da sola,
prendi i figli e sai che poi,
ce la fai.


La luna ha vent’anni (1990)

La luna ha vent'anni,
e tu assomigli a lei,
hai un lato indecifrabile,
che so che c'è,
ma non si vede mai.



Tu vivrai (1990)

Se ti sai svegliare presto,
quando vai a letto tardi,
se rimani quasi onesto,
in un giro di miliardi,
se sai piangere di gioia,
senza vergognarti mai
tu vivrai, tu vivrai, tu vivrai.


Balliamo balliamo (1992)

E balliamo, balliamo col cuore in bocca,
impariamo a nuotare dove non si tocca,
ognuno è qualcosa o nessuno,
dipende soltanto da noi.


Ricominciamo (1992)

Ricominciamo da quel che eravamo
più pazzi e più sani, più esseri umani.
E ricominciamo dal punto più basso
che quel che è successo tra noi
non succeda mai più.


Perché non si vive per sempre (1993)

Ma perché non si vive per sempre, ma perché scappa il tempo, dove va?

Vorrei (1994)

E alla fine del viaggio
quando il tempo è scaduto.
Vorrei andare a dormire
dove io sono nato.

Dietro la collina (1994)

Dietro la collina, quella laggiù
in fondo, là confina il mondo
dove son partito, dove sto tornando,
tutto sta chiamando.




Amici per sempre (1996)

E campioni del mondo o in un mare di guai
per gli amici rimani chi sei,
sarà il branco che viene a salvarti se ti perdi.
Puoi alzare barriere, litigare con dio,
cambiare famiglia e città,
strappare anche foto e radici, ma tra amici
non c'è mai un addio.


Il silenzio della colomba (1996)

E anche ammesso che finiscano in galera,
quest'anno non verrà più primavera,
li senti addosso a respirare ancora,
ed è un respiro che non scorderai.
È la fine dell'innocenza carta straccia lacrime e formalità,
è il silenzio della colomba che sognava il mare e non ci arriverà.



I respiri del mondo (2000)

Senti i respiri del mondo, con nella testa il tam tam del cuore,
favole scritte e pensate su quel vulcano chiamato amore.

Portami via (2001)

Non è fatta per noi questa bassa marea
Voglio rompere gli argini

Figli (2002)

Piano piano te ne vai
e non so raggiungerti
io misuro il mondo
con un altro metro
tu vai solo avanti
io rimango indietro.



Ascolta (2004)

Se un improvviso arcobaleno
ti fa quasi pensare
che quella è la firma di Dio.
Ascolta il vento
asciugare l’erba,
senti cantare il sole

Vivi (2004)

Non aspettiamo che arrivi  il futuro
troppo passato è già andato via.

Stella (2004)
ma i ponti hanno sempre un'altra sponda di là
fa paura se ti fermi a metà.



Domani (2004)
Ci porterà fortuna
non perderci di vista mai
domani, domani
basta trovare il coraggio, la parte migliore del viaggio è domani.

Primi amori (2004)

Primi amori più sottili di una riga
più pesanti di una droga
Da sfidarsi come gatti a primavera
da sentirsi come dio.
Primi amori profumati
come frutti proibiti
primi amori sempre un passo avanti dalla realtà



La grande festa (2006)

Tanti auguri di un eterno batticuore
e quel che sembra amore poi lo sia
siamo tutti sponde dello stesso mare
e strumenti della stessa sinfonia

Ancora una notte insieme (2009)

Il mondo è una città e anche se non vuoi
ci ritroviamo prima o poi
ma se il tempo è prepotente e ci spreme
ci regala un orizzonte
e ancora una notte insieme



Dove comincia il sole (2010)

C'è un continente, una terra altrove
non è nelle carte ma c'è è si sa
l'han vista anche gli uomini dalla luna
ma soltanto a chi è pronto si svelerà:
il primo mattino del mondo è là.

Amica mia (2010)

Amica mia solitaria
amica mia straordinaria
vai sempre troppo in la col cuore
ma sai come si fa a guarire
amica mia misteriosa,
amica mia luminosa.


Questo sono io (2010)

Un uomo assomiglia alla sua vita,
eccitante o disperata o consacrata a un'idea
Un uomo, fra catene e mongolfiere
vola per non inciampare, per non vivere a metà
e questo sono io.





5 commenti:

Anonimo ha detto...

Peccato che spesso ci si ricordi e si tratti delle persone , solamente con l'occasione della loro morte e poco quando sono in vita ...

Ale ha detto...

Bravo More, gran bel ricordo. D'altra parte come dice Valerio appunto "tu sei, tra la gente che non è, e io canterò per te in faccia al mondo!" :-) Ale

Dime Web ha detto...

Sono veramente dei grandi: grandi testi, grande musica, grande spettacolo! Non a caso qualcuno li ha definiti "i Pink Floyd italiani"! E sono anche delle persone pulite, gente perbene, mosche bianche nel panorama dello showbiz internazionale. L'altro giorno, morto il "V Pooh" (o IV, dopo il 2009), ho visto un bello special su RAIDUE. Che musiche! Fanno venire i brividi!

Francesco Manetti

P.S. Nessuno fermerà la musica; nessuno fermerà il fumetto. Nonostante tutto!

Michela Vita ha detto...

Vorrei rispondere al commento precedente semplicemente dicendo che lo hanno sempre definito il V Pooh nascosto, lui ridendo disse (dopo l'abbandono di Stefano) che avrebbero dovuto rifare i conti, perchè era il IV ma sbagliava di grosso... perchè lui era, è e sarà sempre il PRIMO!!! Lui ha fondato i Pooh e lui era la voce che adesso manca al coro, era le loro parole. Manca!!! Manca a noi fans, manca ai Pooh (ovvio che manchi alla famiglia ma non tocca certo a me dirlo...)
Però se è vero che da qualche parte ci vedono ancora, lui adesso starà sorridendo perchè le sue poesie in musica lo hanno reso immortale, lui è ancora con noi ogni volta che ascoltiamo un loro brano.
(ok, lo so, sono di parte... spero mi scuserete :D)

Marco ha detto...

SI MICHELA HAI PERFETTAMENTE RAGIONE. VALERIO E' SEMPRE PRESENTE NEL CUORE DI CHI AMA LA GRANDE POESIA DEI POOH...