mercoledì 17 aprile 2013

CINEMA AL CINEMA - 7


Proseguono le recensioni cinematografiche di Giorgio Giusfredi, esperto cinefilo oltre che cuoco sopraffino (ma anche scrittore, sceneggiatore di fumetti, organizzatore di eventi), è la guida a cui mi affido per chiedere consiglio sui film da vedere. 


CINEMA AL CINEMA 7 
di Giorgio Giusfredi

aprile 2013


IL GRANDE E POTENTE OZ

Con James Franco, Mila Kunis, Rachel Weisz, Michelle Williams, Zach Braff. Titolo originale Oz: The Great and Powerful. Fantastico, durata 127 min. - USA 2013 - Walt Disney

Sam Raimi, maestro dell’horror in anni precedenti alla prima trilogia cinematografica di Spiderman,  dirige questa favola, prequel della storia di Boum con Dorothy e le sue scarpette rosse. Lo fa rispettando la cosa più importante, cioè instaurando quella insensata paura che ogni bambino, e ogni bambino dentro a un adulto, ha. Se ci fermiamo ad analizzare le favole, infatti, capiamo che si trattano – in gran parte – di racconti horror che esorcizzano la paura atavica che ognuno di noi ha dentro.  Il sense of wonder che si respira durante la proiezione è un piacevole mix tra avventura e mistero che l’occhio del regista ci fa deglutire dolcemente anche nelle parti più assurde. La prima parte, quella ambientata nel mondo reale, fotografata in bianco e nero, è forse la più triste e la più bella, dove il circo itinerante, nella provincia americane di inizio secolo, uccide con la sua decadenza i sogni del giovane prestigiatore. Oz è un po’ stronzo, ma tutti lo amano perché questa sua leggera misantropia è giustificata dalla sua sognante ambizione. James Franco, d’altronde, lo interpreta perfettamente: chi meglio di lui può incarnare un uomo con così alte ambizioni, lui che è attore, regista, scrittore, pittore, poeta e comico? “Perché fare bene una cosa quando puoi essere mediocre in molte?”, rispose, con genio, a una giornalista che gli chiedeva il perché delle sue molteplici attività (e il ragazzo è molto bravo in molte).  Torniamo al film, che presenta tre streghe, tutte bellissime. Quella che rappresenta la bontà pura ha la stessa faccia della ragazza del mago nella vita vera ed è interpretata da "la bionda di Dawson Creek".  Questo ritornare dei personaggi del mondo vero in quello di Oz, funziona anche con l’assistente che diventa una scimmia facchino (l’attore protagonista – nonché sceneggiatore – della serie Scrubs) e con la ragazzina paraplegica vista allegoricamente come una bambolina di porcellana animata. In alcuni tratti il film ricorda l’armata delle tenebre, sempre di Raimi.



GLI AMANTI PASSEGGERI

Un film di Pedro Almodóvar. Con Antonio de la Torre, Hugo Silva, Miguel Angel Silvestre, Laya Martí, Javier Cámara. Titolo originale Los amantes pasajeros. Commedia, durata 90 min. - Spagna 2013. - Warner Bros

Si può dire di tutto di un film così. Tipo che se l’aveva diretto Ceccherini sarebbe stato giudicato uno schifo, ma siccome lo ha diretto Almodovar… Quello che resta però è il divertimento, che in questo caso è duplice. In primo luogo ti diverti grazie agli ammiccamenti morbosi, spiazzanti e citazionisti del regista spagnolo. In secondo ti diverti perché la gran parte degli spettatori seduti accanto a te sarà venuta per assistere a una commedia trash e non a una commedia volutamente trash e in molti casi gli spettatori saranno spiazzati dal non-sense dell’autore e si volteranno a destra e a sinistra per reagire alle immagini come i propri vicini. Questa ultima considerazione vale in maniera più accentuata nei cinema provinciali, molto molto meno che ne i cineforum o nei circoli. Più che altro il regista riesce a ripetersi senza ripetersi. E non è importante se delle trovate di inquadratura ambiziose risultano così ridicole da stridere, perché arrivi ad un punto e ti chiedi se l’avrà fatto apposta e poi vieni subito ringalluzzito da sequenza geniali come quella postata nel video qui sotto. O da espedienti narrativi interessanti come la preparazione dell’Aigua de Valencia, mistico cocktail dolcino al palato grazie al succo di frutta ma pieno di droghe e vodka. Quasi tutta la storia si svolge nella carlinga di un aereo. Un film che, secondo quello che dice Marge Simpson, grazie alla sua sessualitàambigua e ammiccante, sarebbe piaciuto a Homer, suo marito.


COME UN TUONO

Un film di Derek Cianfrance. Con Ryan Gosling, Bradley Cooper, Eva Mendes, Dane DeHaan, Emory Cohen. Titolo originale The Place Beyond the Pines. Thriller, durata 140 min. - USA 2012. - Lucky Red

Il tocco dorato di Ryan Gosling non sbaglia neanche un colpo e anche stavolta insaporisce un film che ha il mitologico respiro che solo i grandi romanzi americani hanno. Si tratta di un dramma, non di un thriller poliziesco come vogliono farci credere. E anche in questo caso molti degli spettatori si spaventano – e possono anche lasciare la sala – quando capiscono con cosa hanno a che fare. Il regista è lo stesso di Blue Valentine, una struggente storia d’amore, sempre con il biondo ex giovane di Hercules, un film che è uscito da poco in Italia dopo tre anni di censura per un famoso cunnilingus proibito e passato inosservato, mal distribuito, ma bellissimo. Questo secondo film di Cianfrance, il cui titolo originale (The Place Beyond the Pines) rende molto meglio l’idea della storia che stiamo per affrontare, ha lo stesso malinconico e inesorabile meccanismo di forti sentimenti costruiti in una società ne giusta ne sbagliata, che lascia allo spettatore il giudizio. Il finto tono documentaristico serve per scuotere segretamente e ancor più profondamente gli animi di un pubblico sensibile. Non c'è da dire molto sulla trama per non svelare situazioni da cui è piacevole farsi sorprendere. Eva Mendes e figa anche quando fa una parte con dieci anni in meno dei suoi. Gosling, in questo stesso film, vanta già un imitatore di stile: quel Dane Dehaan, già visto in Cronicle e Lawless, che presto farà l’assassino in un film sulla beat generation, Kill your Darlings, accanto a giovani attori che impersoneranno gli scrittori di quell’epoca, da Ginburg a Keruac.



IL CACCIATORE DI GIGANTI

Un film di Bryan Singer. Con Nicholas Hoult, Eleanor Tomlinson, Stanley Tucci, Ian McShane, Bill Nighy. Titolo originale Jack the Giant Slayer. Azione, durata 114 min. - USA 2013. - Warner Bros Italia

Fee fye foe fumm: da dove proviene il fulmine e il suo boom? Le storielle in rima come questa, anche tradotte in italiano sono la cosa più bella del film. Viene da chiedersi dov’è il Singer morboso che per un frame di pochi secondi fece fare a dei ragazzetti la doccia per settimane per riprenderli nudi? Non vuole essere questa assolutamente un’apologia di pedofilia, ma soltanto per spiegare che, vedendo il film, si ha la sensazione che il regista non ci tenga, non abbia quell’amore pulsante per quello che sta facendo ma lo faccia solo per il cachet che non deve essere stato male per una produzione, tutto sommato, imponente. Se si va al cinema con scoramento se ne può uscire anche semicontenti. Ma la realtà dei fatti è che la storia manca veramente di qualcosa che la imprima in qualche ricordo, forse solo le filastrocche, comunque mal utilizzate. Il sogno di un bambino che vuol diventare cacciatore di giganti poteva essere meglio gestito visto l’epica aspettativa che genera in ogni fruitore. Anche gli attori più importanti come Stanley Tucci, Ewan McGregor e Ian McShane fanno il compitino. Per quel che riguarda il protagonista, cioè il famoso Jack del fagiolo magico, è interpretato dall’attore di Warm Bodies, di cui si parla la puntata scorsa, a anche qui sembra uno zombie o, quantomeno, un celebroleso. Il curioso è che anche la protagonista ha un che di ebete, nonostante la sua virginea bellezza, tant’è che è quella a cui Salvadores, in Educazione Siberiana, fa fare la parte della sempliciotta, per non dire peggio. 

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