mercoledì 26 marzo 2014

RISVEGLI




E' in edicola da qualche giorno lo Speciale Zagor n° 26, intitolato "Risvegli". I testi sono miei, i disegni di Emanuele Barison. Di Emanuele vi avevo già parlato in questo spazio, presentandolo in un post dal titolo "L'ultimo arrivato", datato 3 maggio 2011. Per foto d'epoca, curiosità e retroscena del suo arruolamento in Casa Bonelli vi rimando a quell'articolo.

Adesso che, dopo tre anni di lavoro insieme, il nostro primo lavoro arriva nelle mani dei lettori, non posso che aggiungere la mia soddisfazione per aver potuto collaborare con un professionista del genere, un vero e proprio fuoriclasse del fumetto, noto in Italia e all'estero per la sua trentennale e poliedrica attività.  In seconda di copertina dell'albo, lo stesso Barison così si presenta al pubblico zagoriano: “A chi mi chiedeva quale fosse il personaggio bonelliano che mi sarebbe piaciuto disegnare, io ho sempre risposto: Zagor!  Quando ero bambino, negli anni Settanta, in casa mia giravano diversi fumetti che, anche se  erano più o meno disprezzati dai vari benpensanti, mio padre mi permetteva di leggere visto che lui era appassionato di Tex: così mi capitarono fra le mani anche gli albi dello Spirito con la Scure. Ne rimasi affascinato e divenne subito il mio personaggio preferito. Ho sempre considerato Zagor una sorta di super eroe italiano, sia per il suo look in costume (geniale il marchio con l’aquila), sia per le sue gesta al limite delle possibilità umane. Mi ha sempre affascinato il fatto che le storie del Re di Darkwood potessero spaziare in tutti i generi dal western all’horror, arrivando fino alla fantascienza, ma soprattutto amo il respiro avventuroso, onirico, epico e leggero al tempo stesso che traspira dalle sue storie (e della leggerezza del sogno di questi tempi c’è molto bisogno). Il mio appuntamento creativo con lo Spirito con la Scure è sempre stato rimandato per gli impegni, gli imprevisti e i casi della vita. Poi un giorno, in occasione del cinquantennale zagoriano, realizzai un disegno a colori per una fanzine e lo inviai anche a Sergio Bonelli, che da tempo seguiva il mio lavoro in Francia e in Italia. Nacque l’idea di realizzare una storia, quella che avete fra le mani. Mi dispiace che Sergio non abbia potuto vederla finita, ed è lui che la dedico, con tutto il cuore”.



Ricordo che quando si andò concretizzando la possibilità di realizzare un albo dello Spirito con la Scure insieme, chiesi a Emanuele che cosa gli sarebbe piaciuto disegnare. "Vorrei una storia in cui a Cico si rizzano i capelli in testa dalla paura". Detto fatto, ho sceneggiato le prime cinque tavole di un racconto in cui un uomo esce da una tomba in una notte di tempesta, e Barison le ha illustrate da par suo con l'entusiasmo di un invitato a nozze. Da quel momento la sceneggiatura è stata elaborata sulla base dei suoi ritmi, lenti perché Ema era (ed è) impegnato anche con Diabolik e la produzione per il mercato francese. Peraltro, proprio in questi giorni è uscito in Francia un volume cartonato di 150 pagine, intitolato "Orfea" (edito da Dargaud, su testi di  Francois Corteggiani) che è uno spettacolo a vedersi. Insomma, il nostro nuovo acquisto zagoriano è una star internazionale. 



I lettori più affezionati al tipo di disegno ferriano sapranno, spero, apprezzare la chiave di lettura di un ospite illustre, che peraltro viene presentato in un numero extra fuori serie, come si conviene a questo tipo di interpretazioni autoriali di un personaggio storico del fumetto italiano. Ospite, è vero, ma invitato a trattenersi. Barison si è detto felicissimo dell'esperienza bonelliana e si è offerto di proseguirla. Perciò ho cominciato a scrivergli una nuova storia, questa volta di fantascienza. Sarà un altro Speciale, che se tutto va bene potrete vedere tra un paio di anni. 



Due parole sulla trama della nostra prima fatica. Si tratta di un racconto horror, che parla di morti che ritornano in vita. Zombi, potremmo dire, ma non macilenti e putrefatti: poiché il "risveglio" giunge a poche ore dal decesso, i "ritornanti" hanno più o meno l'aspetto che avevano in vita, salvo il fatto che sono dotati di straordinaria forza e resistenza, oltre che di belluina aggressività. A me gli zombi hanno sempre fatto più paura dei vampiri, e ho chiesto di essere cremato per evitare di risvegliarmi nella bara, sperando di non risvegliarmi proprio nel forno crematorio. Ho cercato di fare il verso a Nolitta quanto a reazioni di Cico di fronte alle situazioni paurose. C'è un aspetto "giallo" riguardante la spiegazione del mistero, e per ora chi ha letto l'avventura (a cominciare dal letterista Omar Tuis, il primo a farmi  - bontà sua - i complimenti) riferisce di essere rimasto sorpreso dalla soluzione finale. Non mi illudo di riscuotere l'apprezzamento di tutti, però ho fatto ogni sforzo per mescolare le carte e differenziare questa mia prova (con la quale supero la quota di ventimila tavole zagoriane pubblicate dal 1991 a oggi) da le innumerevoli altre proposte fatte per venire incontro ai gusti di tutti.







1 commento:

Leonardo Ancilli ha detto...

Sbaglio o la cover è un chiaro riferimento al N°1 di Dylan Dog "L'alba dei Morti vicenti" ?

Anche se Zagor è girato sulla sua destra e Dylan Dog è girato sulla sua sinistra.