giovedì 5 febbraio 2015

ADE CAPONE, SEMPRE QUATTRO PASSI AVANTI A ME


Mercoledì 4 febbraio 2015 è scomparso Ade Capone. Un collega ma, soprattutto, un amico. Aveva quattro anni più di me, ed è appunto datata quattro anni prima della  mia la sua sceneggiatura d’esordio apparsa nella serie dello Spirito con la Scure. E'  quella de “Il tempio del sacrificio” (1987) in cui compare il sacerdote del male Stephan.  Ricordo che quando, da semplice lettore, divorai quella storia, la trovai emozionante come se a scrivere Zagor fosse tornato Nolitta (nonostante mi rendessi perfettamente conto che la calligrafia era quella di un altro, e a quei tempi l’autore dei testi non era indicato). 

Ade Capone e Moreno Burattini nel 1991
Nel 1990 incontrai per la prima volta Ade nell’ufficio di Decio Canzio, dove entrambi eravamo stati convocati insieme per un brainstorming sul futuro del Re di Darkwood, nel cui staff io ero stato appena arruolato. Lui aveva 32 anni, io 28. Naturalmente, ai miei occhi, e anche nella realtà dei fatti, Capone era un affermato professionista e io un debuttante che da lui avevo soltanto da imparare. Ade mi dimostrò subito grande simpatia e da quella prima stretta di mano nacque la nostra venticinquennale amicizia. In seguito io mi sono trovato ad avere l’onere della cura di Zagor e, in qualche modo, a essere il suo editor: ho insistito a lungo perché scrivesse il ritorno di Stephan e ho supervisionato le sue ultime sceneggiature zagoriane, quelle da lui scritte negli ultimi dieci anni, trovandolo sempre proposito e collaborativo. Quando scriveva mi telefonava spesso per chiedermi se, secondo me, una certa sua idea poteva essere quella giusta per risolvere una situazione, e ci intendevamo perfettamente sul modo di procedere perché ci accomunava la stessa passione per l’eroe di Nolitta e Ferri.

Ade Capone con Gallieno Ferri (2013)
E’ stato a Salsomaggiore, la sua città, dove era stato organizzato un incontro pubblico, in una piazza, per parlare di fumetti, che ci siamo trovati a cena, un paio di anni fa, con il disegnatore Paolo Bisi, piacentino e dunque vicino di casa di Capone, che Paolo conosceva bene anche perché aveva lavorato con lui a Lazarus Ledd. Ho dunque proposto a tutti e due di fare una storia insieme, e il vulcanico Ade disse subito: “E’ da tanto che vorrei far tornare sulla scena i Lupi Neri”. “Portami un soggetto, e lo potrai fare”, ho risposto. Così, la sceneggiatura intitolata “Iron Wolves” che Bisi sta attualmente disegnando è stata la sua ultima, e uscirà postuma appena possibile. Ma non era soltanto Zagor a legarci. Nel corso degli anni Novanta, insieme a due amici, mi imbarcai nell’avventura di aprire una fumetteria nel centro storico di Prato, "Mondi Paralleli” (che esiste ancora, anche se nessuno dei tre fondatori ne è più proprietario). Capone mi aveva preceduto, essendo già prima di noi divenuto uno dei promotori di una fumetteria di Salsomaggiore, nata sotto l’egida Star Shop, che fungeva anche da agenzia di distribuzione. Io e i miei soci andammo dunque a trovare Ade che ci spiegò come funzionava le gestione di un negozio come quello che ci accingevamo a inaugurare, aiutandoci a fare dei conti e dandoci delle fondamentali dritte. 

Ade con il suo ultimo libro
Capone mi ha anche fatto incontrare alcuni dei musicisti che più amo, come Enrico Ruggeri e Max Pezzali, suoi buoni amici, e ci siamo trovati insieme ad assistere a dei concerti nel backstage. Anche se negli ultimi anni il suo nuovo lavoro di autore televisivo lo aveva un po’ allontanato dal fumetto, passava spesso in redazione e mi parlava di quello che stava facendo. Mi ha personalmente portato i suoi due libri nati dall’esperienza di “Mistero”, la trasmissione di Italia 1 di cui era una delle colonne. Insomma, il nostro rapporto andava ben oltre quello professionale. 

Leo Ortolani in ricordo di Ade Capone
Caro Ade, condividevamo tante idee sul mondo, sulla letteratura, sulla musica, sul modo di fare fumetto e sulla vita. Io ti ammiravo per la tua capacità imprenditoriale (hai creato e gestito da solo una etichetta indipendente come la “Liberty”), per la tua versatilità e la tua capacità di muoversi su più fronti, sceneggiando anche personaggi storici diversissimi fra loro tra cui addirittura il mitico Conan. La notizia della tua morte, avvenuta per un improvviso attacco di cuore, mi ha colto del tutto impreparato.  Abbiamo lavorato insieme per anni a un personaggio immortale, Zagor, ma noi siamo tutti semplici uomini accomunati dallo stesso destino. Non so dove tu sia, Ade, ma fin quando resterò vivo una parte di te sarà custodita in me. Per ricordare un po’ delle cose che hai fatto (tutte sarebbe impossibile) ho recuperato il testo scritto per presentarti su Zagor Collezione Storica a colori. Ricordo che mi telefonasti per dirmi grazie, perché ti era piaciuto. 
So long, amico.





ADE CAPONE: 
PASSIONE E MESTIERE
di Moreno Burattini

Su Zagor Collezione Storica a colori n° 102

La prima avventura di Zagor sceneggiata da Ade Capone
La storia con cui si apre questo volume, in cui Zagor si trova ad affrontare gli adepti di una setta satanica, è la prima dello Spirito con la Scure firmata da Ade Capone, uno sceneggiatore giunto sulla serie nel 1987 dopo aver esordito nel 1980, appena ventiduenne,  su un “Albo Blitz” della Universo. Nella rubrica della “Posta” dell’albo Zenith n° 364, Sergio Bonelli racconta in prima persona le divertenti circostanze del suo incontro, avvenuto agli inizi degli anni Ottanta,  con il giovane Adelino (questo il nome di battesimo per esteso dell’autore), nato a Piacenza nel 1958: “E’ da alcuni anni che Ade Capone collabora con la nostra Casa editrice. La sua prima storia, riguardante un gruppo di irriducibili soldati giapponesi, uscì nel 1986 su Mister No. Prima però egli si era già fatto le ossa, fumettisticamente parlando, cominciando a sceneggiare prestissimo per ‘Boy Music’, ‘Skorpio’ e ‘L’intrepido’. Intanto studiava da geologo e, dato che i fumetti erano lavori occasionali, si pagava gli studi in piscina. Già, forte del suo fisico e della sua abilita di nuotatore, Capone faceva il bagnino salvavita e l’istruttore di nuoto nella piscina di un albergo di Salsomaggiore. Fu proprio lì che il sottoscritto ebbe la ventura d’incontrarlo. Nonostante le mie buone capacità di fondista, a causa della limitata ampiezza della vasca nuotare era fuori questione, così impiegai il tempo a chiacchierare con il bagnino, come avrei fatto con qualunque altro appassionato di Zagor. Una cosa tira l’altra: Ade mi confidò di avere ambizioni di fumettaro, io gli diedi i soliti consigli e, un paio di anni dopo, iniziò la nostra collaborazione”. Proseguendo, Bonelli già anticipa l’uscita di una storia scritta dallo sceneggiatore per Martin Mystère, riguardante gli antichi Sumeri, destinata a venire pubblicata nel 1992. Ma non c’è dubbio che sia il Re di Darkwood il personaggio bonelliano più congeniale a Capone, tant’è vero che ancora oggi continuano a uscire, sia pure sporadicamente, sue storie zagoriane: l’ultima, un Maxi intitolato “Erie Canal” è datato 2013. 

In ogni caso, l’attività in casa Bonelli è soltanto uno degli elementi della variegata biografia professionale dell’autore piacentino, per il quale l’approdo in via Buonarroti non segna un punto di arrivo, quanto piuttosto una tappa lungo un percorso fatto di esperienze diverse e, talvolta, coraggiose. Infatti, all’inizio degli anni Novanta lo vediamo pubblicare per la Star Comics una serie a fumetti tutta sua, Lazarus Ledd, “bonellide” nel formato e nell’ispirazione, ma in grado di caratterizzarsi in modo originale e, soprattutto, di godere di un buon seguito, in Italia e all’estero, fino al momento della chiusura, nel 2009. Capone si dimostra in grado non solo di poter reggere il peso di una collana scritta quasi del tutto da solo, ma anche da quello della cura editoriale. La Star gli affida la cura anche di altre serie e miniserie, sue (quali “Morgan” e “Trigger”) o realizzate da altri (quali “Goccianera” e “Samuel Sand”), così come la traduzione e la supervisione di fumetti americani.  Lazarus Ledd è uno fra i primi fumetti italiani a verdersi dedicato un CD musicale, così come ad aver dato vita a crossover e team up, tra cui quelli con personaggi letterari quali il Lazzaro Santandrea di Andrea G. Pinketts e l’inquisitore Eymerich di Valerio Evangelisti, ma anche con Sam Fisher, protagonista del videogioco “Tom Clancy’s Splinter Cell”. 

Viva la libertà

Non pago, lo sceneggiatore (pioniere in Italia da questo punto di vista) diventa imprenditore in proprio dando vita alla “Liberty”, una etichetta indipendente distribuita soltanto in fumetteria e nelle mostre mercato. Dunque, cerca nuove forme e nuovi canali per realizzare e vendere i propri personaggi, libero da ogni vincolo: una tensione, questa verso la sperimentazione, così come verso la contaminazione fra i media, questa, che caratterizza l’intera produzione caponiana. Sotto l’egida del proprio marchio autoproduce e pubblica alcune miniserie di notevole spessore e di taglio autoriale, quali “Erinni”, “Kor One”, “Il potere e la gloria”. La prima, disegnata da Luca Panciroli, ha per protagonista una serial killer psicopatica; la seconda, frutto dei pennelli di Roberto De Angelis, racconta di un cyborg impegnato in brutali combattimenti sul ring; la terza, è una storia supereroistica illustrata da Stefano Raffaele. I tre disegnatori citati, scoperti da Capone ancora giovanissimi, testimoniano un’altra capacità, quasi rabdomantica, di Ade: quella di talent scout, che gli vale un premio ANAFI. Tra i professionisti del pennello da lui lanciati si annoverano, infatti, molti futuri pezzi da novanta della scuola fumettistica italiana: Giancarlo Olivares, Emanuele Barison, Alessandro Bocci, Michele Cropera, Fabio Bartolini, Sergio Gerasi (solo per citarne alcuni). Nel 1995 vince il premio Fumo di China come miglior sceneggiatore, e nel 1998 quello (dato dalla stessa rivista) come miglior editore indipendente.  

L'ultima avventura di Zagor scritta da Capone
Nuovi orizzonti

Sempre alla ricerca di nuovi stimoli, nel 1997 Ade realizza due storie di Conan il Barbaro per Marvel Europe, si cimenta nel rilancio e nella riscrittura sulle pagine di una rinnovata versione dell’ “Intrepido” di uno dei primi superoroi italiani, Radar. Poi  collabora con Max Pezzali realizzando un albo a fumetti che racconta gli inizi della carriera del cantautore. Quindi si cimenta come autore televisivo firmando i testi di trasmissioni di successo quali “Il Bivio”, “Quello che le donne non dicono”, “Real CSI”, “Invincibili”, “Mistero”. Da quest’ultima, nascono il libro “Contatto” (Piemme), dedicato agli incontri ravvicinati con gli alieni, pubblicato nel 2011, e “Indagine sull’Aldilà” (Priuli & Verlucca, 2013), inchiesta sui fenomeni NDE (“Near Death Expercience”, o esperienze di premorte). Benché il suo impegno in TV sia divenuto la sua attività principale, tuttavia la sua passione resta il fumetto. Capone continua perciò a dedicarsi ancora oggi, nei ritagli di tempo, alla scrittura di Zagor.


4 commenti:

Anonimo ha detto...

Credo sia un privilegio aver potuto conoscere certe persone e lo è ancor di più conservare un bellissimo ricordo dell'ultima volta che ci si è incontrati. Ho abbracciato Ade all'ultima Lucca comics ricevendo i complimenti per il mio recente lavoro su Zagor. Qualcuno mi rimprovera del fatto che fino ad ora ho sempre e solo disegnato su testi dell'amico Moreno Burattini e questo perché sono molto intollerante verso chi scrive (secondo me) in maniera inadeguata il mio eroe preferito, ma ad Ade in quell'occasione dissi che lui era l'unico sceneggiatore con cui avrei fatto VOLENTIERI una storia di Zagor insieme. Ade rimase felicemente colpito da questo attestato di stima e mi disse con tono lusingato che aveva nel cassetto una storia fatta su misura per me e anche lui sarebbe stato entusiasta di questa collaborazione e ne avrebbe parlato quanto prima a Moreno. Ne parlai anche io con quest'ultimo che rimase sorpreso nel vedere una mia apertura verso un altro sceneggiatore che non fosse lui, ma il problema era che in tempi brevi sarebbe stato impossibile perché c'era da portare a termine il ritorno di Hellingen e quindi se ne sarebbe parlato un po' più avanti...tanto di tempo ce ne sarebbe stato. Purtroppo il tempo non ci sarà, almeno in questo mondo, ma appena ti raggiungo (senza fretta )cominceremo a lavorarci su! Ciao Ade. Marco (Verni).

Daniele Mocci ha detto...

Insieme ai miei amici dell'Associazione Chine Vaganti, ho conosciuto Ade a Cagliari tanti anni fa, nel pieno del "movimento fumettistico" che agitò la Sardegna tra la fine degli anni '90 e i primi 2000. Noi, appassionati di fumetto e aspiranti autori, avevamo fame di conoscere quanti più fumettisti possibile. Imparare da loro. Sentirli parlare della materia di cui sono fatti i (nostri) sogni.
Lui era già da anni un autore bravo, affermato e coraggioso.
Ci parlò guardandoci negli occhi. Ci diede alcuni semplici consigli.
Erano, appunto, veri consigli. Di quelli che arrivano dalla competenza, dall'esperienza e dalla passione. Cose molto lontane dai consigli di certi altri (pur bravi autori) che, invece, sono soltanto un modo come un altro per sbatterti in faccia la loro bravura.
Le sue parole semplici, dirette e soprattutto oneste hanno accompagnato me e i miei compagni di avventura in tutti questi anni.
Grazie, Ade.

Michele Medda ha detto...

Quando tentai l'avventura dell'autoproduzione con "Digitus Dei", Ade fu prodigo di consigli. C'era già, passato, lui, e sapeva di cosa si parlava. Ammiravo la sua capacità di muoversi sia sul terreno dell'autoproduzione, sia su quello del fumetto più tradizionale, dimostrandosi competente non solo nella scrittura, ma in tutto l'iter che portava i fumetti dall'ideazione all'uscita in edicola. Il suo Lazarus Ledd è stato l'unico "bonellide", l'unico albo non "Bonelli doc", ad avere una lunga vita editoriale. E di Ade apprezzavo anche il lato umano. Amava profondamente il fumetto, e soprattutto il fumetto popolare. E gli piaceva quel tipo di fumetto per quello che era, senza cercare una nobilitazione "autoriale" che, lui lo sapeva bene, nulla avrebbe aggiunto al valore intrinseco del suo lavoro. In più, Ade ebbe sempre uno stretto contatto col pubblico, ma senza mai trasformarlo in esibizionismo. Lo so che è scontato dire che uno come lui ci mancherà, ma è vero e quindi lo dico: ci mancherà.

Francesco Romani ha detto...

Sentite condoglianze!
Storie come "La notte del diluvio" e "Tenebre" mi hanno emozionato molto!
Devo ancora leggere due delle più recenti come "Marines" e "Il segno del male".