sabato 16 luglio 2011

SALUTI DALLA SERBIA

Qualche giorno fa ho pubblicato le prime foto del viaggio mio e di Joevito Nuccio in Serbia, e più precisamente nella bella città di Kragujevac, nella regione centro-meridionale del Paese, a circa 150 chilometri da Belgrado. Ho promesso che avrei pubblicato altre immagini quando le avessi avute. Adesso, Nebojsa Vesovic, uno degli organizzatori della manifestazione di cui siamo stati ospiti in occasione del cinquantennale zagoriano, mi ha mandato alcuni nuovi scatti e una lettera che ritengo di potervi far leggere senza problemi.
"Salve, Moreno. Ho appena trovato un po' di tempo libero, lontano dagli impegni, per scriverti e ringraziarti per il tuo viaggio a Kragujevac. Mi piace sentire che tu sei soddisfatto per il tuo soggiorno nel mio Paese. Peccato che non conosco la lingua italiana abbastanza bene e non ho potuto fare con te tutti i discorsi nel modo che desideravo. Sono un fan di Zagor fin dalla più tenera età (ho cominciato nel 1978, quando avevo soltanto cinque anni), e nella mia collezione ho oltre 1000 albicure, nelle diverse edizione. Compro i albi serbi, croati e anche quelli italiani (350 copie dei originali), possiedo un paio dei albi greci e macedon. Dunque, posso dire che sono un grande fan dello Spirito con la scure. L'organizzazione del questo gran avvenimento mi ha impedito di "annoiarti" con le mie domande e chiederti (tramite Goran, il nostro bravo interprete) varie risposte sulle avventure di Zagor! Tutto è iniziato nel novembre dello anno scorso, quando ho parlato per la prima volta con Goran, riguardo il vostro arrivo. Dopo siamo sempre stati immersi nelle trattative, per sette mesi interi. Decine di ore dedicate alle chiamate telefoniche, numerosi messaggi mail... ma ne valeva la pena! Siamo riusciti nel nostro scopo : i nostri ospiti erano grandi autori e, cosa più importante, degli uomini straordinari :) Tu e Joevito avete giustificato, pienamente, la vostra fama di autori aperti e allegri, esattamente come noi lo avevaamo immaginato. Goran parlava spesso di te e ha speso molte belle parole nel tuo confronto, e sono felice che avevo l'opportunità di verificarlo in persona. Non potevamo sperare per i ospiti migliori. Spero che tu sarai il nostro ospite anche in futuro. La nostra società, "Svet Stripa", svilupperà la tradizione e la manifestazione si svolgerà ogni anno, nella prima settimana di Luglio. A presto, Nebjosa".

Che dire, se non grazie ai nostri amici serbi, abitanti di Darkwood come me e come tantissimi come noi? Spero anch'io di poter tornare, un giorno, anche senza invito, in un viaggio fatto da turista, visto che la Serbia ha tante bellezze naturali e artistiche. Sicuramente incoraggerò tutti i miei colleghi ad accettare gli inviti che, nei prossimi anni, farete per la vostra manifestazione.
Nebjosa è il giovane in maglia rossa, sul palco con me, nella foto qui accanto. La foto in altro accanto al titolo, invece, mostra parte della sua collezione zagoriana.











A proposito di motivi per tornare, a Kragujevac, fra tante persone che ho conosciuto (tra cui anche alcuni appassionati aspiranti autori desiderosi di collaborare a Zagor, ma anche grandi professionisti serbi, disegnatori e sceneggiatori, e poi giornalisti e amministratori cittadini, ma soprattutto simpatici e calorosi semplici lettori), ci sono stati anche due italiani. Ho visto avvicinarsi una ragazza con magnifici occhi verdi (bella come tutte le donne slave) e mi sono rivolto a lei con i due o tre saluti in serbo che avevo imparato (so dire: buongiorno, buonasera, grazie e come stai?). Al che mi sono sentito rispondere: guarda che sono italiana. Di Roma, esattamente. Scopro che si tratta di Isotta Galloni, corrispondente dalla Serbia di una importante agenzia giornalistica. Vive a Belgrado, e fa sapere in Italia tutto ciò che viene a scoprire riguardo ai fatti che capitano nei Balcani. Era lì dopo aver letto sulla stampa serba dell'evento fumettistico. Con lei, c'era Luciano, un altro italiano che sta per aprire a Kragujevac un ristorante italiano, che si chiamerà "Osteria 150". Gli ho chiesto come gli era venuto in mente di lasciare Roma per venire a lavorare proprio in Serbia, e neppure nella capitale ma in una città abbastanza sperduta. Mi ha risposto: scherzi? La Serbia del sud è bellissima. Dopo due giorni insieme, io e Joevito gli abbiamo promesso di tornare a mangiare nel suo locale, appena sarà aperto. Il bel tipo al centro della foto più in basso è invece Vladimir, detto Vlada-Te-Nay, un altro degli orgamizzatori. Sopra, invece, a sinistra, la signora Slavica Mitic del centro culturale Dante Alighieri e a destra io con il giornalista Zlatibor Stankovic.
In un prossimo post vi parlerò di Zlatibor Stankovic, ma per il momento mi dedico a Zoran Stefanovic, importante giornalista e autore di un bellissimo volume sulla storia del fumetto in Serbia. Zoran mi ha chiesto una intervista che gli ho concesso con piacere. Magari la posterò qui sul blog non appena saprò che è stata pubblicata, però almeno la risposta a una domanda ve la anticipo. Perché, dopo aver visto l'accoglienza anche da parte della stampa, delle televisioni, delle autorità in Serbia (ma anche in Turchia e in Croazia), verrebbe voglia di vedere qualcosa del genere anche da noi. Ecco perciò la domanda di Stefanovic e la mia risposta.

























D) You've got some of the most important Italian awards for your scripts. What is the status of comics scriptwriting in the Italian culture? Is it equal to literature writing or screenwriting?
R) Purtroppo, in Italia non c'è la consapevolezza della qualità e dell'importanza del lavoro di chi scrive fumetti. Nonostante Zagor venda 40.000 copie al mese, mentre un saggio o un romanzo difficilmente arrivino a quella cifra in un anno, gli autori di Zagor non sono quasi mai invitati in TV o intervistati dai giornali. E questo vale anche per gli autori, ancora più famosi, che scrivono Tex o Dylan Dog. Non dico che nessuno se ne occupi, dico che non si presta l'attenzione che alcuni grandi sceneggiatori (e non parlo di me) meriterebbero. Un autore italiano ha vinto un importante premio ad Angouleme, in Francia: ne hanno parlato i giornali francesi, ma quasi nessuno ha dato la notizia in Italia. In TV si parla di pettegolezzi, di gossip, di dive e starlette, di attricette e ballerine, ma quasi mai di fumetti, e ancor meno, le poche volte che se ne parla, con competenza. Però poi la gente i fumetti li legge, anche se meno di prima, le mostre come quella di Lucca fanno il tutto esaurito, su Internet c'è fervore. Ma la cultura ufficiale e i grandi media snobbano gli autori di fumetti. Non sempre e non dovunque, è chiaro: ci sono anche delle eccezioni (un intellettuale che ama i fumetti, per esempio, è Umberto Eco, l'autore del "Nome della Rosa"), ma certo in Francia i cartoonist della BD sono ricevuti all'Eliseo, da noi non ci riceve neppure il sindaco di una città di provincia.

1 commento:

Francesco De Simone ha detto...

Ciao, e' un problema molto italiano questo.

Fosse solo per il fumetto! Addirittura per le arti visuali come la Pittura, per molti di quelli che detengono il controllo sui mezzi culturali (anche di comunicazione), siamo ancora fermi piu' o meno all’ottocento.

Giustamente nomini Eco, al quale piacciono i fumetti e le Avanguardie artistiche, due cose che se le nomini in presenza di un ministeriale addetto alla cultura, dopo un primo momento di sbandamento, il volto gli diventa paonazzo e la "mano gli corre alla pistola".

Problemi loro (che diventano nostri visto che li gestiscono con risorse pubbliche), ma comunque l'importante e' che ci sia ancora un pubblico abbastanza numeroso per le nuvole parlanti. Non ho dati, ma forse da questo punto di vista siamo messi meglio di altri Paesi, come l'Inghilterra o la Germania, o almeno e' la mia impressione quando mi trovo all'estero per lavoro.