mercoledì 11 luglio 2012

IL RICORDO HA VENT'ANNI


Proprio oggi, rileggendo le bozze di stampa di uno dei prossimi volumi di Zagor Collezione Storica a colori, in edicola con Repubblica, mi sono imbattuto in un commento di Luca Raffaelli, che firma le prefazioni, riguardante gli “Zagor Index” pubblicati da Paolo Ferriani Editore (ne sono usciti quattro, che commentano gli albi da 1 a 400). Raffaelli elogia l’acutezza e la profondità dei commenti degli autori. Cioè, si complimenta in pratica con Giampiero Belardinelli, Angelo Palumbo e Stefano Priarone. Mi è subito venuto in mente che tutti e tre sono cresciuti alla “scuola” di Dime Press, la rivista che ho avuto la fortuna di ideare e, per un bel po’, condurre, insieme al gruppo di cui vi ho parlato in alcuni articoli, fra cui quello con il quale ho inteso celebrare i vent’anni dal primo numero di quella fortunata pubblicazione.

Oltre ai nomi appena citati, si devono alla palestra del “magazzino bonelliano” anche le ossa di Giuseppe Pollicelli e Daniele Bevilacqua (nella foto qui sopra, risalente al 1995, vedete me e Francesco Manetti, quello con gli occhiali, appunto con gli ultimi due citati, più Palumbo e, in piedi al centro, Belardinelli). Ma sono stati tanti i collaboratori anche illustri (e dunque già celebri per conto loro) di cui abbiamo pubblicato articoli, commenti e recensioni, da Luca Boschi a Leonardo Gori, da Gianni Brunoro a Paolo Guiducci. Accanto a queste firme molto importanti, appunto, si esercitavano altri che poi avrebbero scritto libri per proprio conto, o sarebbero passati a collaborare con altre riviste, quotidiani, siti web. Perciò, dato che il clima di celebrazioni per il ventennale di Dime Press continua a ispirare ripescaggi e ricordi (recentissimamente è piaciuta molto la riproposta dell’articolo “La tana”, dedicato alla casa di Alfredo Castelli, originariamente apparso sul primo numero della rivista), ho chiesto a Giampiero Belardinelli, appunto uno (all’epoca) dei ragazzi di bottega, di rievocare per noi quel periodo. Giampiero ha accettato, ed ecco il suo contributo (grazie!).


Il ricordo ha venti anni

di Giampiero Belardinelli


Per raccontare la mia collaborazione su Dime Press non posso evitare di partire da una ben precisa data: il 14 novembre 1992 mi trovavo a Firenze, alla Fortezza da Basso, dove era stata allestita l’esposizione Zagor. Un’avventura lunga trent’anni. Mi aggiravo entusiasta nei locali della Fortezza ammirando le tavole di Gallieno Ferri, di Franco Donatelli, di Franco Bignotti, di Michele Pepe, di Marco Torricelli e, tra un pannello espositivo e l’altro, incontro un giovanotto con gli occhiali; ci troviamo a commentare alcune tavole e decidiamo di restare lì il resto del pomeriggio: quel ragazzo, di diversi anni più giovane di me, risponde al nome di Angelo Palumbo. Palumbo aveva appuntamento con Moreno Burattini, a cui doveva consegnare il dattiloscritto di un articolo zagoriano per un numero della rivista Dime Press.

Quel giorno ho incontrato la persona che ritengo il mio miglior amico in assoluto (Angelo Palumbo) e conosco Moreno Burattini (allora magrissimo come un grissino) e faccio il mio primo incontro con la suddetta rivista Dime Press: allo stand acquisto i primi due numeri usciti e l’impatto è stato meravigliosamente devastante. Non dimenticherò mai le emozioni dell’articolo "Il Tex di Nolitta", scritto da Palumbo e pubblicato sul secondo numero della rivista. Dime Press mi ha segnato perché, in quello stesso giorno, ho formulato il desiderio di poter anch’io scrivere dei pezzi sui fumetti bonelliani: sono profondamente convinto che, se coltiviamo un sogno con intensità, esso spesso si realizza. Infatti, un paio di anni dopo, Moreno Burattini mi contatta per chiedermi se volevo scrivere le recensioni di Nick Raider: il resto è venuto da sé, anche se non è stato subito facile. Non mi hanno mai infastidito le correzioni fatte sui miei dattiloscritti perché avevo molto da imparare dai già rodati collaboratori della rivista. Per scrivere recensioni o articoli serve preparazione e umiltà ed io, completo autodidatta, ho assorbito come una spugna gli insegnamenti ricevuti. Collaborare con lo staff della rivista mi ha fatto crescere perché, da sempre, se frequenti persone migliori di te un giorno, a tua volta, potrai insegnare qualcosa a qualcuno con l’umiltà di accettare dei suggerimenti.

Negli anni successivi, quando Antonio Vianovi ha deciso di chiudere la Glamour International Production e dare vita all’associazione culturale Glamour Associated (2004) molte cose erano cambiate: dall’impostazione grafica ai collaboratori della rivista. Su suggerimento di Giuseppe Pollicelli ho assunto il ruolo di coordinatore ed editor di Dime Press: sotto la mia supervisione, prima che Vianovi abbandonasse l’attività editoriale, abbiamo realizzato due numeri (l’8 e il 9 della Nuova Serie). È stata un’esperienza di crescita notevole: organizzare gli argomenti per i Dossier, coordinare il lavoro della squadra di collaboratori, leggersi e rileggersi decine di pezzi (tra articoli e recensioni) mi ha insegnato molto sui meccanismi redazionali. Tirando le somme, sono particolarmente contento della mia esperienza su Dime Press (dal 1995 al 2004) e, nel periodo della mia direzione, di aver portato collaboratori esterni come Valentina Semprini (Fumo di China) e Gisello Puddu (Editoriale Mercury). L’impegno profuso da costoro insieme al mio e quello degli altri redattori ha premesso di realizzare una delle cose di cui sono più fiero a livello di critica fumettistica: il Dossier Magico Vento pubblicato in Dime Press 8 della Nuova Serie. 
Dime Press è morta, viva Dime Press!

8 commenti:

Warzak ha detto...

Sono molto contento, Moreno, della copertina di Dime Pres scelta per commentare il mio intervento. ;-)

G.B.

Anonimo ha detto...

Ciao Moreno, sono Fabio, ti volevo dire che anch'io sono stato un lettore appassionato di Daim press e possiedo tutti e quattro i volumi di “Zagor index” nonché socio del defunto Zagor club. Per quanto riguarda gli “Zagor index”, mi dispiace che gli autori hanno deciso di finire, con il quarto volume, le pubblicazioni, lasciando a metà il meraviglioso lavoro. C'è ancora la speranza, anche pubblicando con un nuovo editore, che il lavoro prosegua? Sarebbe molto bello e credo che verrebbe accolto favorevolmente da tutti noi zagoriani. Mettici una buona parola. Grazie.

Massimo ha detto...

Sono stato un lettore di DP dalla primissima ora (l'articolo sulla tana di Castelli l'ho sempre considerato una delle punte somme nella storia del fanzinariato), che non mancavo mai di procurarmi come prima cosa ad ogni mostra, dato che nella mia città non si trovava.
Un aneddoto: una di questo volte ero a Milano e lo chiesi in una grossa libreria vicino al Duomo che aveva anche fumetti. La commessa mi fa: "Sì sì, arriva nel pomeriggio". Era mattina, e per convincere la mia ragazza a stare lì fino al pomeriggio l'ho accompagnata per tutti i negozi possibili e immaginabili del centro, fino a che, dopo diverse ore... torno nella libreria e la commessa me lo porta.
Io lo guardo e... "Scusi, che è questo?"
"Die Presse, no? Non mi aveva chiesto questo?" (ndr: il quotidiano tedesco, che forse lei pensava si leggesse "dai press")
E io: "Ma no! Dime Press! E' una rivista che parla di fumettiii!!!"
Lei imbarazzatissima: "Ah. Allora no!"
Me ne sono andato imbufalito come un cinghiale, con il fumo dalle orecchie e i fulmini che mi uscivano dalla testa! Argh!!!

Questa storiella forse non è pianamente comprensibile oggi, in epoca di internet in cui trovi tutto con un clic.
Ma ai tempi, una rivista come DP era un culto assoluto, da accapparrarsi immediatamente ad ogni occasione in cui fosse possibile.
E divorarla appena a casa, ovviamente.

Da lettore fedele, vorrei ringraziare a distanza di anni tutti coloro che contribuirono a questa colonna portante della cultura fumettistica di ogni appassionato italiano.
In particolare proprio Giampiero, con cui poi ho avuto modo di scambiare qualche mail in tempi recenti, e di cui ho scoperto la simpatia a 360°, oltre alla già nota competenza del medium.
E con cui, prima o poi, riusciremo a salutarci di persona! ;-)

Warzak ha detto...

Rispondo a Fabio: il quinto Zagor Index era (nel 2007) in fase avanzata di lavorazione, ma, nel frattempo, Angelo Palumbo si è sposato a la nascita della sua bambina (oltre agli impegni come insegnante) lo hanno costretto, almeno per ora, ad accantonare la lavorazione.
Nel frattempo, chi scrive insieme a un bravo collega (all'esordio come critico, ma molto competente, Massimo Capalbo), stiamo completando il primo dei due volumi Tex Index: in questi giorni sto correggendo le bozze del primo.
Comunque, tornando allo Zagor Index, mi impegno, magari per il prossimo anno, a spingere l'amico Angelo a riprendere il lavoro.
Chiudo, ringraziando per le belle parole anche Massimo, con cui mi auguro finalmente di poter scambiare qualche parola di persona.

G. Belardinelli

Franco Lana ha detto...

Ho dei ricordi bellissimi riguardo Dime press! Infatti, non mi sembrava vero di poter leggere un' intera rivsta dedicata ai miei fumetti preferiti. I dossier, gli articoli firmati da Burattini, Manetti, Palumbo, Ceri e tutti gli altri, hanno lasciato il segno. Un abbraccio fortissimo e grazie per avermi fatto compagnia per moltissimo tempo.

Marco D (sonostorie) ha detto...

dime Press era una cosa meravigliosa.
A Roma, per trovarla, attraversavo la città e andavo nell'unica fumetteria dove arrivava.

E, confesso, che anche distanza di tempo, quando nel 2001 cercavo dati su Tex, lo speciale che voi gli avevate dedicato anni prima continuava a esere utilissimo ricco di spunti.

Anonimo ha detto...

Grazie Belardinelli. Aspetto con impazienza sia il nuovo Zagor index sia i tuoi Tex index.

Fabio

Francesco Manetti ha detto...

Sono veramente grato a Moreno per la carrellata di ricordi sul ventennio di DP. E Giampiero sa quanto stimo lui e il suo lavoro (e può darsi che quelle bozze corrette di cui parla fossero opera mia o forse di Saverio o di Alessandro, chissà). Purtroppo Dime Press è morta anche (ma non solo!) per colpa mia e di Saverio... So di dire una cosa spiacevole, ma continuo a ritenere l'ultimo vero numero di Dime Press il 23esimo, ovvero il 1° della nuova serie, uscito nel marzo 2000. E ne sono e ne ero talmente sicuro che ho evitato di acquistare i successivi, pur sapendo di perdere gli interessanti interventi dei nostri amici e collaboratori. La cosa più garbata da fare da parte dell'editore, una volta che io e Saverio ci eravamo tirati fuori per un milione di ragioni, sarebbe stata quella di cambiare il nome e l'impostazione della rivista, che erano frutto di un lavoro di gruppo fin dal 1991. Sarebbe stato il minimo. Detto questo sono orgoglioso che la nostra rivista (1992-2000) si servita da palestra per tanti di quelli che oggi sono i maggiori esperti di fumetto in circolazione. E uso il blog di Moreno per un ultimo, disperato appello. DIME PRESS NON E' MORTA! Vive ancora dentro di noi! Come già ha suggerito Giampiero su FB, riuniamoci noi della vecchia redazione e facciamola rinascere, magari all'inizio sul web. E poi - che bello!- su carta! Io e Saverio siamo sempre pronti, pur con i nostri diecimila impegni extrafumettistici. Via, dai, partiamo. I Risurrezionisti di Dime Press! Magari con un altro nome...

Francesco Manetti