sabato 21 luglio 2012

LE VITTIME E I CARNEFICI



Sulla cosiddetta “seduzione degli innocenti”, e cioè sulla teoria seconda la quale i fumetti o i film sarebbero responsabili dello sbandamento, della violenza o della follia dei più giovani o di adulti dalle menti labili, ho già scritto così tanto e con così tanta veemenza che, affrontando di nuovo l’argomento, rischio di ripetermi. In un articolo apparso su questo blog nel maggio 2011, e intitolato “Il signor Emilio”, addirittura difendevo me stesso dall’accusa di aver attentato all’equilibrio psichico di un bambino di sette anni. Nell’ottobre dello scorso anno, invece, ho ricostruito la storia del processo (vero e proprio, svoltosi in un Tribunale della Repubblica) ai danni della rivista a fumetti “Intrepido”, accusata, più o meno, di istigazione a delinquere: un processo non svoltosi durante gli anni della caccia alle streghe ma recentissimamente (la madre dei cretini è sempre incinta). Infine, nel marzo 2012 ho pubblicato un estratto della mia tesi di laurea dedicato proprio al pamphlet di Fredric Wertham, Seduction of the innocent, datato 1954.

Tuttavia, la strage del cinema di Denver di questo luglio 2012 rende inevitabile tornare a parlarne. E un articolo di Roberto Recchioni, dal titolo “Non siamo stati noi”, pubblicato sul suo blog, mi fa sembrare necessario farlo subito. Di Roberto, come lui sa, ho immensa stima e  penso tutto il bene possibile, tuttavia  su alcune delle sue ultime affermazioni sono in disaccordo. Soprattutto su questa: “Noi che facciamo storie, possiamo cantarcela quanto vogliamo che non è responsabilità dei fumetti, del cinema, della musica, dei videogiochi, se qualche matto decide di imbracciare un fucile e fare una strage, ma non è del tutto vero. Specie quando le storie o i personaggi sono particolarmente potenti ed evocativi”. E’ esattamente il contrario di quello che penso e che ho sostenuto nei miei articoli precedenti. 



Recchioni, a sostegno della sua tesi, si chiede: “Quanta gente ha iniziato a picchiarsi così, per gioco, dopo Fight Club?”. Secondo me, nessuno. Nessuno l’ha fatto per aver visto Fight Club. Chi si è pestato, dopo quel film, è perché lo aveva già fatto prima, perché aveva la voglia di fare a botte nel sangue, perché aveva visto picchiarsi dei ceffi per la strada. Non per essere andato al cinema. Io, dopo aver visto Fight Club ho deciso che non avrei mai fatto a cazzotti  per il resto della mia vita (e del resto, non l’avevo mai fatto neppure prima di quel momento). Chi ha nel DNA l’istinto della rissa, della sopraffazione, della violenza, trova qualunque spunto per darsele di santa ragione con qualcun altro. Chi non ce l’ha, non cerca le scazzottate neppure se ha visto un film. Del resto, non è che prima di Fight Club nel mondo non si facesse a botte. Si fa a botte dalla notte dei tempi. E casomai è la strada ad aver ispirato il film, non il film ad aver ispirato la strada. Il rapporto di causa-effetto funziona al contrario.

Roberto fa anche un altro esempio: “E' il 1991. Sono uscito dal cinema Royal, dove ho visto L'Ultimo Boyscout e sto cercando un tabaccaio, dove comprare un pacchetto di sigarette. Non fumo ma sto per cominciare. Perché Bruce Willis che fuma le sue sigarette nel film che ho appena visto, è davvero troppo figo e io, che voglio essere come lui, ho deciso di imitarlo, almeno in quel dettaglio.  L'unico che la mia vita mi concede di emulare. Adesso, seguitemi bene: non è che a diciassette anni io fossi un deficiente. Capivo benissimo il danno comportato dalle sigarette e sapevo pure che iniziare a fumare per imitare un attore cinematografico, significava cadere con tutti i piedi nella trappola che Hollywood e le grandi multinazionali del tabacco portavano avanti da tempo immemore. Eppure, comprai lo stesso quelle sigarette e cominciai a fumare e lo faccio ancora. Ed ero sano di mente allora come sono sano di mente adesso. Semplicemente, subisco il  potere e la suggestione, che un certo tipo di personaggio-mito esercita su di me”.

Dunque Recchioni dice di aver iniziato a fumare emulando un divo del cinema, Bruce Willis. Io credo che chi inizia a fumare di solito lo fa emulando i compagni. I miei figli frequentano un sacco di gente che fuma: io raccomando loro di non fare come loro, di non prendere esempio dagli amici. Mai mi sognerei di dire: “Non guardate i film con Bruce Willis”. Non è il cinema che fa cominciare a fumare! Del resto, la gente fumava anche prima che il cinema fosse inventato. E’ il cinema che raffigura la realtà: se nel mondo si fuma, la rappresentazione del mondo deve tenerne conto, pena il fallimento del proprio compito. Di nuovo: l’umanità non fuma perché gli attori fumano, ma gli attori fumano perché fuma l’umanità. Esattamente il contrario di quel che pensano, per esempio, quelli del Codacons che hanno chiesto il sequestro di un albo di Tex in cui Aquila della Notte si accende una sigaretta in copertina. Anche di questo ho scritto a lungo, sbeffeggiando l’assurdità della denuncia e la ridicolaggine dei denunciatori.

Scrive ancora Recchioni: “Quanti teppisti romani si sono messi ad andare in giro con le magliette con sopra la faccia del Libanese o di Carlito Brigante o Tony Montana?”. Non lo so: se dei romani si comportano da teppisti non è certo colpa di  quelle magliette, e soprattutto non è colpa del Libanese, di Carlito Brigante o Tony Montana. Non è che un ceffo è più ceffo con una certa T-Shirt e meno ceffo con un’altra T-Shirt. Non è la maglietta che crea il teppista, mi sembra ovvio. E di sicuro i teppisti esistevano prima del Libanese, il quale, viceversa, è stato appuntp creato perché esistevano i teppisti. Gli assassini esistono dai tempi di Caino: se un autore ne raffigura uno (come del resto ha fatto l’anonimo autore della Genesi dando il ritratto del fratello di Abele), è l’assassino che ispira il raffiguratore, e non viceversa.

Conclude Roberto: “ E questo, badate, non significa che queste opere di finzione abbiano plagiato le menti deboli di questa gente e li abbiano spinti a commettere reati di varia natura. Ma li hanno ispirati. La verità è che le storie ispirano le persone. E come ci prendiamo l'onore di quando lo fanno nel bene, dobbiamo prenderci pure il peso di quando lo fanno nel male. E no, non sto dicendo che dobbiamo smetterla di creare personaggi negativi affascinanti. Dico che dobbiamo acquisire la consapevolezza di cosa significa farlo, la capacità di farlo nella maniera migliore, e la maturità di accettarne il peso, senza stare a dire ‘non siamo stati noi!’. No, non è vero. La verità non è che le storie ispirano le persone, ma che le persone ispirano le storie. Quando io creo un cattivo da contrapporre a Zagor, e gli faccio fare cose cattive, non intendo ispirare nessuno. Raffiguro il male. Ne do una rappresentazione. Il male esiste comunque. Io, al contrario, lo esorcizzo. Chi ha creato il Joker, il nemico di Batman, ha dato un volto alla follia. Ma la follia esisteva già. L’assassino di Denver, James Holmes, così fuori di testa da affermare di essere il Joker, era pazzo comunque. Era proprio il tipo di pazzo che aveva ispirato il Joker. Prima viene lui, poi viene il Joker. Il Joker è la raffigurazione artistica dell’archetipo del folle, di cui Holmes è una delle incarnazioni reali. Tant’è vero che altre incarnazioni hanno fatto stragi senza vestirsi da cosplayer, e tant’è vero che le stragi ci sono sempre state anche prima che si inventassero i fumetti. Però, i fumetti vengono accusati di istigare la violenza e probabilmente per qualcuno andrebbero vietati per legge. E i kamikaze, allora? Vietiamo per legge anche la religione? E i terroristi rossi, o neri? Vietiamo per legge anche la politica? Perché la violenza che si vede per strada, o al telegiornale (quella reale, cioè) non dovrebbe ispirare la gente, e i fumetti o i film invece sì? Magari si potrebbe vietare per legge anche la realtà.

Infine: la gente che era andata al cinema a vedere “The Dark Knight Rises” era l’ per vedere un eroe sconfiggere il male. Era lì per vedere il bene trionfare. L’incarnazione del male che ha mietuto vittime, è andato lì per sconfiggere il bene e la rappresentazione del bene. Gli appassionati di fumetti sono state le sue vittime. Noi, lettori e autori di fumetti, siamo la parte lesa. Trovo incredibile che ci si trovi accusati come se fossimo i carnefici.

Concludo citando un passaggio di uno degli articoli già scritti. “I genitori e gli insegnanti a dover operare affinché i ragazzi abbiano gli strumenti per interpretare nel giusto modo il senso delle storie proposte su qualunque pagina o qualunque schermo. Ma alcuni insegnanti e genitori, non riuscendo con i loro scarsi mezzi a educare i giovani a loro affidati e non essendo in grado di guidarli nel periglioso guado del discernimento individuale, cercano affannosamente un capro espiatorio su cui scaricare la colpa del proprio fallimento. E' più comodo per costoro credere che se un ragazzo si getta dalla finestra è perché ha letto Superman e vuole anche lui volare più veloce della luce, piuttosto che capire la disperazione di chi cresce nella squallida sottocultura della strada (o della chat) a cui né la scuola, né la famiglia danno alternative. Stranamente, ne danno una i fumetti: chi li legge, evade dal ghetto e apre la mente su orizzonti più ampi. Ma questo, gli ottusi cacciatori di streghe non riusciranno mai a capirlo”.

16 commenti:

Patrizia Mandanici ha detto...

Del tutto d'accordo con te.
Segnalo un refuso, hai scritto "Raffiguro il mare" invece di "male".

Mario Cobuzzi ha detto...

Articolo splendido, Moreno, uno dei più belli e importanti del tuo blog!

gongoro72 ha detto...

Ottimo articolo (come sempre).

(il link "la strage al cinema di Denver" non funziona)

Lorenzo ha detto...

«Adesso, seguitemi bene: non è che a diciassette anni io fossi un deficiente.
Capivo benissimo il danno comportato dalle sigarette»

Quindi eri un deficiente. Non devi offenderti ma TUTTI quelli che iniziano a fumare sono dei deficienti, a qualsiasi età.

«Semplicemente, subisco il potere e la suggestione, che un certo tipo di personaggio-mito esercita su di me»

Ti sei mai chiesto perché moltissime persone, la maggioranza, NON subiscono il potere, la suggestione eccetera?

I teppisti romani erano dei teppisti PRIMA che certi personaggi diventassero popolari.

Morale della favola: i delinquenti, gli sbruffoni, i bulli e tutti quelli che adorano la violenza e la sopraffazione, trovano SEMPRE E COMUNQUE qualcosa che li ispiri. Sì le storie ispirano le persone, ma se per assurdo le storie dove c'è violenza non esistessero più, troverebbero qualcos'altro, anche la semplice voglia di divertirsi.

Lorenzo ha detto...

Vietiamo per legge anche la religione?
Vietiamo per legge anche la politica?

Ottime idee! :D

Mauro Padovani ha detto...

Ho postato il link del tuo articolo su facebook, concordo pienamente con quello che scrivi!

Luca Lorenzon ha detto...

Pur nell'ottica della boutade e avendone ben presente l'impraticabilità, sul vietare religioni e politica ti dò ragione (come anche sul matrimonio come hai detto qualche post fa).

Non sono d'accordo sul fatto che gli spettatori fossero andati a vedere un film con l'intento di vedere l'affermazione del bene sul male, ma forse mi è sfuggita la sfumatura che volevi dare al discorso: se lo intendi dal punto di vista narrativo (la classica storia in cui i "buoni" vincono i "cattivi") fila perfettamente, ma dal punto di vista morale non credo che al pubblico interessi poi molto.

Ciò detto, credo che una mente sufficientemente disturbata possa facilmente trovare istigazione al massacro anche leggendo i fioretti di San Francesco.
E spostare l'attenzione dai propri problemi psichiatrici all'invadenza dei media e a vaghissimi riferimenti a modelli negativi ("Sono Joker!") è solo un tentativo di evitare la sedia elettrica con la scusa dell'infermità mentale.

Moreno Burattini ha detto...

Per Patrizia: ho corretto quel refuso e molti altri. Del resto ho dovuto scrivere in fretta perché ero in viaggio, e ho cliccato "pubblica" dopo aver riletto una sola volta. Ma si sa che alcuni refusi resistono anche dopo la quinta lettura, come i batteri divenuti resistenti agli antibiotici.

Patrizia Mandanici ha detto...

@Moreno: ah, lo so bene!, assisto spesso in redazione alla scoperta dolorosa e tardiva di refusi su storie che vedo essere lette e rilette più volte da persone diverse: devono esistere sicuramente dei Gremlins che vivono allegramente nelle redazioni, non ci sono altre spiegazioni.

Luca Lorenzon ha detto...

Scusa l'off-topic: il terzo Bat-man, quello in bianco e nero, è di Zaffino?

Anonimo ha detto...

Concordo con Luca Lorenzon, una mente disturbata trova qualsiasi pretesto e si ispira a qualsiasi cosa per concretizzare le proprie pulsioni.
Certo che di questi soggetti se ne vedono sempre più spesso....chissà quali sono le cause di tali deviazioni..., forse un prodotto della moderna società?
Quasi sicuramente, poi anche il fatto di potersi procurare un'arsenale da Rambo pur essedo uno studente aiuta nell'impresa.
Non ci sono giustificazioni per questo ennesimo Killer...., che abbia la pena che si merita, spero non la morte.....questa a volte è troppo poco!!

(zenith52)

Alberto Camerra ha detto...

Si cercano, e sempre si cercheranno, dei capri espiatori ai mali della società. Se non è il fumetto sarà il cinema, se non è il cinema sarà la televisione, se non è la televisione saranno i libri. Si dimentica che, qualsiasi opera di fantasia, trae ispirazione dalla realtà che la circonda. Era (forse) plausibile un pensiero simile nel medioevo. Il fatto che lo sia ancora oggi è invece molto preoccupante.
Un caro saluto.

Michele Medda ha detto...

Ciao, Moreno. Sono intervenuto anch'io sull'argomento nel mio sito. Concordo con Roberto quando sostiene la necessità di una scrittura "responsabile", se proprio vogliamo usare questa parola. Concordo con te nel sostenere che se qualcuno uccide perché ha visto un film era sciroccato già prima dei titoli di testa. C'è una curiosa canzone di Lucio Dalla che è forse la sua prima prova come "cantautore", cioè autore di musica e testo: "Non sono matto o La capra Elisabetta". Il protagonista uccide il rivale in amore non solo e non tanto perché è rivale, ma perché il racconto è andato male, perché gli è morta la capra e perché sono vent'anni che non si fa una risata. E l'ironica premesse al racconto è: "Non sono matto"...

Michele Medda ha detto...

oops... mi accorgo solo ora di un refuso nel mio intervento, anzi, due... Non è "il racconto" che è andato male al povero assassino, ma "il raccolto".
E non è "premesse", ma ovviamente "premessa".
Sorry!

Anonimo ha detto...

Abbiamo il Batman italiano!!! Nonostante qualcuno avrebbe preferito wonder woman, adesso in Sardegna dicono tutti di dormire più tranquilli.Quando lanceremo Zagor nelle nostre strade metropolitane allora si che regnerà la giustizia :-)

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/287005

Francesco Romani ha detto...

Meno male che nel corso degli anni frotte di ragazzi e ragazze non si sono ispirati a Kriminal e a Diabolik! XD Ho letto e leggo Tex, ma da ragazzino non mi è mai passato per la mente di mettermi a fumare! Così come vedendo MG e BW in "Arma letale" e "Die hard". XD
Poi da piccoli quando emulavamo le scene di Van Damme nei suoi film non è che ci davamo botte vere, ma facevamo finta. Ingenui si, scemi no! XD E parlo un po per tutti credo! XD Cioè, se a uno viene in mente di dare senza motivo un calcione ad un amico secondo me, con tutto il rispetto, è pirla di suo e gli verrebbero in mente anche altre stupidagini senza essere ispirato da film, libri, fumetti... non è poi, come tutti immagino, che dopo aver letto "La valle della luna" di Tex e TDSP di Zagor o aver visto E.T. e "Predator" credevamo sistematicamente agli alieni! XD Come ha detto Moreno l' impriting o come si scrive deve venire dai genitori. Quando sin da piccoli i nostri ci hanno detto di Babbo Natale, ci abbiamo più o meno tutti creduto. XD Se avessi visto solo i film dedicati a lui secondo me non ci avrei creduto in toto. Basta vedere quando si tramanda odio di vario tipo da padre a figlio!
A me e le mie sorelle i nostri genitori, fumatori, hanno detto che fumare fa male. Risultato? Nessuno dei tre ha il viziaccio! XD
A proposito di questo, certo che il cervello umano è veramente curioso. Presumo che la maggior parte tutti da piccoli, almeno i più giovani, odiamo il fumo, però poi crescendo chi si professava nemico, passa la barricata! Per cosa? Omologazione nella cerchia di amici come scritto sopra? Fare il bastian contrario su ciò che gli hanno detto al riguardo? Boh!