mercoledì 11 settembre 2013

OPERETTE IMMORALI




Sul n° 3 di "Fumetto", la rivista dell' ANAFI (Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell'Illustrazione), datato ottobre 1992, compariva un articolo a mia firma intitolato "Operette immorali - I peccati di gioventù di Marcello Toninelli". Il breve saggio era corredato da una intervista all'autore e da una dettagliata cronologia della collana "Le Sexy Operette", edita dalla Emmevi di Milano a partire dal gennaio 1975. La disamina si inseriva in un ciclo di miei interventi storico-critici sul fumetto per adulti italiano che in quel periodo andavo facendo, pubblicandoli su varie riviste (da Exploit Comics a Fumo di China). Del resto, il mio interesse per l'argomento è dimostrato anche da alcuni post apparsi su questo blog. A distanza di oltre vent'anni, in concomitanza con la riproposizione sulla Collezione Storica a colori di Repubblica delle prime storie di Zagor firmare da Toninelli, d'accordo con l'interessato (di cui posso dirmi, bontà sua, amico), ho pensato di riproporre il mio pezzo, giudicandolo interessante. 

C'è da dire che dal 1992 a oggi la mia ammirazione per Marcello quale autore completo è cresciuta di pari passo all'aumentare della sua produzione di tavole e di strisce di cui, come ai tempi delle "Sexy Operette", realizza sia i testi che i disegni. I volumi che raccolgono le sue riduzioni a fumetti, in chiave umoristica, di classici quali "La Divina Commedia", l' "Eneide" o l' "Orlando Furioso" (per citarne soltanto alcuni), così come certe sua altre brillanti produzioni del periodo più recente, pubblicate su "Il Giornalino", strappano applausi a scena aperta. Applausi sono stati tributati a Toninelli anche in molti Paesi esteri dove a Marcello sono stati riconosciuti meriti culturali e artistici. I primi passi di questa lunga ed esaltante carriera sono stati mossi dall'autore proprio nel contesto di quella "palestra" rappresentata, nel bene e nel male, dalla scuola dei sexy comics all'italiana, all'interno della quale è possibile individuare l'estro di alcuni talentuosi disegnatori la cui mano autoriale è del tutto evidente a posteriori, ma che già si poteva riconoscere all'epoca. Un mio articolo sull'opera toninelliana comparirà sul n° 84 della Collezione Storica di Zagor in edicola fra pochi giorni. 


La copertina del primissimo numero
OPERETTE IMMORALI
I PECCATI DI GIOVENTU' 
DI MARCELLO TONINELLI

di Moreno Burattini
(da FUMETTO n°3 - Ottobre 1992)

Al di là di ogni altra considerazione, il fumetto erotico italiano ha avuto un enorme e innegabile merito: quello di fungere da palestra artistica nella quale hanno potuto farsi le ossa un gran numero di disegnatori destinati poi a raggiungere la fama con prodotti di ben altro livello. Sono decine e decine gli autori che hanno fatto la gavetta realizzando tavole per adulti. Tra questi anche Marcello Toninelli, che nel 1975 muove i primi passi nel mondo del fumetto proprio iniziando a disegnare gli albi della collana "Le Sexy Operette". In precedenza, Toninelli aveva fatto altri tentativi: sulla rivista Offside di Roma erano comparse le strisce umoristiche di "Dante", e grazie a Bonvi (conosciuto proprio tramite la redazione romana) era riuscito a introdursi presso Silverio Pisu, all'Edifumetto, ottenendo di poter collaborare con "Telerompo". Si era trattato, tuttavia, di lavori occasionali. La svolta professionale nella vita dell'autore avviene con l'apertura a Genova del Gestudio di Gianni Bono: una agenzia dalla quale Toninelli ottenne i primi incarichi destinati a far apparire continuativamente le sue tavole in edicola. Si trattava appunto delle "Sexy Operette", nate per sfruttare il successo televisivo di alcune classiche commedie musicali come "L'Acqua Cheta" e "No, no Nanette" proposte in quel periodo sugli sugli schermi nell'interpretazione di Gianrico Tedeschi ed Elisabetta Viviani. I 44 episodi realizzati da Toninelli meritano di essere segnalati soprattutto perché offrono una dimostrazione di come un periodo di tirocinio alla scuola del fumetto erotico sia servita a far maturare un autore. 

Toninelli:  "Il mio primo tentativo di inchiostrazione (di una pagina abbastanza alanfordiana) sulla base delle dritte dell'inchiostratore ufficiale, Domenico Marino"
Partito come disegnatore, Toninelli giunge a dimostrarsi capacissimo di scrivere da solo i testi delle proprie tavole, e poi rovescia la sua condizione iniziale arrivando a proporsi in seguito anche e soprattutto come sceneggiatore (per il Piccolo Ranger, Kerry il Trapper, Zagor, Nick Raider, Dylan Dog, Dark, Gordon Link e molte altre serie per testate come Fox Trot, Fumo di China, Il Giornalino, Intrepido). Tutto ciò, fermo restando che parlare di Toninelli solo come sceneggiatore rischia di essere riduttivo, dato che egli continua a dimostrarsi disegnatore dotato di uno stile piacevole e originalissimo. Dopo 25 episodi disegnati su testi altrui (Andreina Repetto, inizialmente, poi Eddy Segantini), a Toninelli viene delegata la realizzazione completa delle Sexy Operette, dall'ideazione alla china. Con un certo vantaggio per la serie, dato che il livello delle sceneggiature di Segantini era sempre stato oltremodo scadente. Bisogna aggiungere inoltre che Toninelli disegnò anche tutti i pochi albi di un personaggio chiamato "Pancozzi" e lavorò alle chine di un certo numeri di albi di altre serie.

Toninelli: "La copertina de "La fanciulla del West"...nella quale mi toglievo lo sfizio di parodiare Tex facendolo diventare Tek (perché ce l'aveva più duro del legno) Wille".
Le Sexy Operette meritano di essere ricordate anche per due altri motivi. Il primo, è che aprono la strada a una nutrita produzione di fumetti erotici realizzati dall'agenzia di Gianni Bono per editori solitamente usi a cambiare spesso denominazione aziendale e sede legale: Cappuccetto Rotto, La Donna Ragna e Le Fantastiche Quattro, la Corsara Nera, Gengis Khana, Pussycat, Maldrak, Ilona e chi più ne ha più ne metta. Il secondo motivo è che questa schiera di testate si proponeva come terza alternativa contro le due squadre delle edizioni Ediperiodici ed Edifumetto già da tempo in campo, inaugurando un nuovo formato e abolendo ogni scrupolo nella rappresentazione degli atti sessuali: se le tavole di Toninelli, già abbastanza spinte, sono comunque addolcite da un tratto costantemente umoristico e divertito e mai morboso e compiacente, quelle degli autori delle testate che seguirono giunsero a eccessi sinceramente inenarrabili, raccontati per di più con disegni assolutamente scadenti. Probabilmente anche per reggere questa concorrenza (che li sorpassava sul versante dell'hard più estremo) i responsabili della Ediperiodici e della Edifumetto rincararono la dose di sesso spinto nei loro tascabili. 
Toninelli: "Autoritratto (senza occhiali) nella parodia 'politicizzata' dell'Amleto, dove interpretavo lo zio assassino. Altre persone reali ritratte nella storia, la mia ragazza Patrizia, gli amici Maurizio, Andrea, Isania... e altri meno importanti".
INTERVISTA A MARCELLO TONINELLI

D) Il tuo lavoro per "Le Sexy Operette" era svolto tramite il Gestudio di Gianni Bono: dunque non hai mai avuto contatti diretti con gli editori?

R) Esatto: Bono era il mio punto di riferimento. Non so chi fossero gli editori, in persona. Inizialmente la casa editrice si chiamava "Emmevi" : chiunque fosse il proprietario, abbandonò il gioco dopo sei numeri, forse non ritenendolo abbastanza remunerativo. I successivi editori (Edizioni CAB prima, MEC poi, eccetera) erano in continua fuga da eventuali controlli fiscali e giudiziari. 

D) Quali erano le direttive che ricevevi da chi pubblicava gli albi?

R) Le direttive dell'editore erano una sola: in ogni albo ci dovevano essere almeno venti pagine di sesso. Per il resto, avevo carta bianca. E se esaminerai con attenzione i numeri de "Le Sexy Operette", ti accorgerai che le vignette spinte erano più o meno sempre le stesse: me ne ero fotocopiate una ventina, e ricalcavo sempre quelle, cambiando facce e capigliature a seconda dei personaggi!

D) Inizialmente le sceneggiature de "Le Sexy Operette" furono firmate da altri autori, quali Andreina Repetto ed Eddy Segantini. Tu ti occupavi solo dei disegni. Perché poi ti vennero delegati anche i testi?

R) La Repetto lavorava  in pianta stabile per Gianni Bono: le fu chiesto di impostare la serie e lei lo fece. Poi, dopo cinque episodi, passò il testimone a Segantini. Costui scrisse i testi di un' altra ventina di storie, ottenne lavoro come cronista a "L'Unità" e se ne andò. Bono trovò comodo e conveniente fidarsi di me. 

D) Trovandoti a gestire in toto la serie, come sceglievi i soggetti e come stendevi le sceneggiature? Cercavi di trovare un giusto equilibrio fra umorismo ed erotismo? 

R) Facevo tutto secondo ciò che mi veniva in mente lì per lì. In un periodo Gianni Bono mi chiese di fare la parodia di qualche opera lirica, tanto per restare in tema con la testata, e allora feci "La fanciulla del West", la "Carmen" e la "Cavalleria Rusticana" riviste e corrette. Poi ripresi a fare quello che volevo. In realtà, per queste storie non facevo grandi studi: scrivevo e disegnavo ogni numero in meno di una settimana. Andavo a ruota libera seguendo l'estro del momento. Umorismo, satira e parodia li infilavo così come venivano. In un certo periodo, purtroppo, sull'onda di sentimenti politico/femministi molto di moda e da cui ero pervaso, tendevo a concludere le mie storie con veri e propri manifesti "ideologici" di cui oggi provo una divertita vergogna! Quanto al bilanciare humor ed eros... era l'editore a darne la misura: minimo venti pagine di scopate!

D) Nonostante "Le Sexy Operette" siano innegabilmente fumetti hard, hanno connotati diversi e più soft rispetto alla produzione successiva (come Gengis Khana o la Corsara Nera).

R) Sì, e questa differenza era appunto dovuta solo a me. Specialmente quando arrivai a gestire completamente la testata facevo i cavoli miei, ed erano, nonostante tutto, cavoli "d'autore", sia pure in nuce. Ma anche prima, quando facevo solo i disegni, l'elemento comico che ci immettevo stemperava l'erotismo e lo rendeva più soft. Anche perché io ho sempre realizzato le mie storie con toscana ed equilibrata serenità, non essendo mai stato particolarmente "morboso" come persona!

D) Quali sono, secondo te, gli episodi da segnalare nei 44 che hai disegnato?

R) Tra quelli che non ho scritto io, forse "Il Dante avvelenato", "Il giardino delle delizie" e "L'uccello viennese", dove un po' di più cominciava a venir fuori il Toninelli che poi sarebbe stato. Sono le uniche che mi hanno un po' divertito (a disegnarle, non certo a leggerle) tra quelle del deprecabile Segantini. Riguardo alle mie, indubbiamente "La fanciulla del West", "Il supercomplessato", "Sandokaz e i pirlotti della Malesia".

D) Ci sono aneddoti e curiosità da raccontare?

R) Eccome. Per il secondo numero della serie fu chiesto ad Andreina Repetto di inserire nella storia dei rapporti omosessuali. Si intendevano però rapporti lesbici. Ma la Repetto, forse proprio perché donna, equivocò e riempì l'albo di sodomie maschili. All'editore si rizzarono i capelli in testa! In "Sotto a chi Tosca" appare, nella parte di un certo Chiavanchelossi un professore/politicante molto noto a Siena. Mi aveva autorizzato lui a ritrarlo nel giornaletto, ma poi dovette sudare un bel po' per evitare uno sputtanamento cittadino. In "Amleto" appare il sottoscritto, (senza occhiali per esigenze di scena). "Il circo erotico", sapendo che sarebbe stato l'ultimo numero, l'ho messo insieme rimontando spezzoni fotocopiati degli albi precedenti. Gianni Bono, con aria sussiegosa, mi fece poi sapere che questa trovata non era "professionale". Gli risposi citando un vecchio proverbio toscano (da me inventato di sana pianta): "la mosca si nota sul pane, non sulla cacca del cane"!

D) Quanto vendevano "Le Sexy Operette"? Che tipo di pubblico credi avesse la testata? E perché chiuse?

R) Credo che nel loro periodo migliore "Le Sexy Operette" vendessero dieci/undicimila copie. Il pubblico? Sicuramente i militari (me lo ha confermato un amico che fece la naja in quel periodo) e, in genere, adulti e ragazzi "soli". Non so se la serie venne chiusa perché aveva cominciato a vendere meno o per un normale rinnovamento del parco testate. E' un fatto che era partita con l'intenzione di durare un paio d'anni... e invece ne durò almeno quattro! Il merito credo sia soprattutto di un certo Toninelli.

D) Cosa pensi del fumetto erotico in generale?

R) Nel corso degli anni ha avuto un grosso scadimento a livello di testi. Agli inizi, quando non si poteva (né era necessario per eccitare il lettore) mostrare troppa "ciccia", le storie erano costruite con canoni bonelliani,  insomma "classici". Poi, aumentando la "ciccia", le storie sono diventate solo un pretesto per far vedere del sesso. Un giorno o l'altro, però, comprerò i diritti per ristampare la splendida "Jungla" di Fenzo, o il documentatissimo “Al Capone".


 Toninelli: "La copertina del numero che parodiava la storia di Superman (diventato Supermazz... o Membro Kid, come lo chiamavano a Little Italy)".
CRONOLOGIA

1° SERIE
Formato: 13 x 18
Pagine: 128 fino al n° 3, 112 i successivi
Rilegatura: brossura
Edizioni Emmevi (Milano)
Mensile a partire dal gennaio 1975 

n° 1 - La vedova allegra
n° 2 - Dall'ago al milione
n° 3 - Al cavallino bianco
n° 4 - No no Nanette
n° 5 - Giroflé Giroflà
n° 6 - Notte a Venezia

Testi: da 1 a 5 Andreina Repetto
6 Eddy Segantini
Matite: Marcello Toninelli
Chine: Domenico Marino


2° SERIE
Formato: dal n° 1 al n° 12 13 x 18
dal n° 13 al n°: 17 13 x 19,5
i successivi 15,5 x 21
Pagine: dal n° 1 al n° 11: 112 pagine
i successivi: 96 pagine
Rilegatura: brossura dal n° 1 al n° 34
spillati i successivi


n°  1 - Lo zingaro barone
n°  2 - Guendalina Telosucchio
n°  3 - Dove vai se la banana non ce l'hai?
n°  4 - Succhiami... il ciondolo
n°  5 - La bella profumiera
n°  6 - Effe come fortuna
n°  7 - Il turco maggiorato
n°  8 - Susanna la casta
n°  9 - Paradiso maomett...ano
n° 10 - Il freddo infiamma
n° 11 - L'uccello viennese
n° 12 - Il Dante avvelenato
n° 13 - Il giardino delle delizie
n° 14 - Morire scopando
n° 15 - Novecento e ...un 69
n° 16 - Sorca romana bella
n° 17 - U peccati della Casbah
n° 18 - La sorca marina
n° 19 - Otello e Testa di Mona
n° 20 - La fanciulla del West
n° 21 - Sotto a chi... Tosca
n° 22 - Suspiria... di goduria
n° 23 - Il supercomplessato
n° 24 - Suc...carmen
n° 25 - Cavalleria rustic...ana
n° 26 - Il coito ha sempre ragione
n° 27 - Amleto
n° 28 - La zia, il nipote e...
n° 29 - Sandokaz e i pirlotti della Malesia
n° 30 - Lo strano caso del dottor Fezzil e mister Augh
n° 31 - Una storia in fumetto...scope
n° 32 - Su e giù per le scale... su e giù 
n° 33 - Vacanze proibite
n° 34 - Uffa gli UFO
n° 35 - L'insegnante
n° 36 - Horrorsesso
n° 37 - I vitelloni
n° 38 - Il circo erotico

Sceneggiature: Eddy Segantini fino al n° 19
Marcello Toninelli i seguenti
Matite: Marcello Toninelli
Chine: Domenico Marino fino al n° 8
Marcello Toninelli i seguenti


TERZA SERIE
Ripropone solo alcune ristampe della seconda, proseguendone la numerazione, con una diversa grafica di copertina e la scritta "Nuova Serie".

2 commenti:

Marcello ha detto...

Ciao, Moreno. Innanzitutto ti ringrazio per aver ripescato dal sottoscala della storia del fumetto il ricordo di questi miei primi lavori. Ne approfitto per correggere un'inesattezza che, all'epoca in cui mi facesti l'intervista, mi sfuggì. Non tutte le matite delle Sexy Operette sono opera mia. Quelle del n. 2 della Nuova Serie, "Guendalina Telosucchios", sono di mio fratello Marco, sia pure sotto la mia supervisione. Tanto per dare a Cesare quel che è d Cesare.

Luca Lorenzon ha detto...

Pezzo interessantissimo.
Però 10.000/11.000 copie mi sembrano veramente pochissime, soprattutto per l'epoca.

Anche se non strettamente pertinente con l'argomento "Sexy Operette" segnalo un altro lavoro del Toninelli porno: una parodia di Fantozzi!

http://retronika.blogspot.it/2009/02/pancozzi.html