venerdì 22 novembre 2013

L'AVVENTURA E I RICORDI


Non so se ci avete mai fatto caso, ma sotto la foto dell’intestazione di questo blog c’è una barra di color azzurro suddivisa in sezioni cliccabili. Una di queste reca la scritta “I miei libri”. Se andrete a vedere, troverete all’interno una ricca bibliografia illustrata composta da due elenchi separati: i libri che contengono solo dei miei contributi, oppure i libri che a tutti gli effetti possono dirsi miei, pur se scritti con un coautore. Dove collocare, dunque, l’ultimo volume uscito in libreria che pubblica in abbondanza roba mia, intitolato “L’avventura e i ricordi”, edito da Little Nemo? In copertina, si legge: “di Ticci e Verger”. All’interno, però, le biografie degli autori sono quattro: oltre i primi due, si aggiungono anche Moreno Burattini e Mario Parodi. Dunque, inserirò il titolo fra quelli di cui posso accreditarmi gli oneri e gli onori, come “roba mia”, anche se divisa in comproprietà, e anche se, alla fine, il vero artefice, quello per cui gli acquirenti mettono volentieri mano al portafoglio, è uno solo: il grande, immenso Giovanni Ticci


Del resto, aveva considerato “roba mia” anche un altro volume pubblicato da Little Nemo, di cui vi ho già parlato quando uscì, un paio di anni fa: “Il mio Tex”, dedicato a Fabio Civitelli. La formula di quel libro è infatti la stessa di questo secondo: un elegante tomo, edito sia in versione cartonata che brossurata, presenta una dopo l’altra una serie sbalorditiva di illustrazioni inedite dedicate da un maestro del fumetto a un mito del western disegnato: Aquila della Notte. Ogni illustrazioni, spettacolare al punto da lasciare a bocca aperta, viene commentata a lato da un mio breve testo. A corredo del tutto, un saggio del sottoscritto introduce l’opera e l’autore. Tutto ciò non sarebbe però mai stato realizzato senza Giovanni Battista Verger, un incredibile personaggio di cui i cultori texiani sanno già tutto. 

Io con Giovanni Battista Verger, Rossano Rossi e Fabio Civitelli in un incontro texiano a Stradella (Pavia)
Piemontese, innamorato del Ranger di Bonelli e Galleppini fin dalla più tenera età, Verger ha frequentato, nel corso della sua lunga vita, tutti o quasi gli autori di Tex, dai creatori fino agli ultimi acquisti dello staff. Appassionato collezionista di tavole originai, e gran sognatore, Nino ha cominciato, ormai quarant’anni fa e passa, a commissionare tavole a ciascuno dei disegnatori della scuderia willeriana, chiedendo loro di realizzare disegni non “a piacere” ma sulla base di sue precise indicazioni, perché soddisfacessero la sua inesauribile fantasia e gli regalassero le emozioni che più ricercava. Investendo tempo e denaro per soddisfare questo tipo di pulsione, Verger ha messo insieme una collezione composta da centinaia e centinaia di tavole, firmate da decine di mani diverse, una più bella dell’altra. A un certo punto ha pensato di mostrare a tutti i tesori del suo scrigno e ha cominciato a pubblicare dei libri che li raccogliessero. Il primo, uscito all'inizio dell'estate 1994, si intitolava "Tex: e il sogno continua..." (Lo Scarabeo), e conteneva duecento illustrazioni. Alcuni testi di Gianni Brunoro e Alberto Gedda donano spessore al volume. 



A partire del 1998, Nino ha pensato di coinvolgere me in un progetto ancora più grande: una vera e propria enciclopedia texiana in cinque volumi, intitolata “Cavalcando con Tex – Cinquant’anni di personaggi nelle avventure di Aquila della Notte”, edita da Little Nemo. Ogni volume prende in esame un gruppo di avventure, presentate in ordine cronologico, a partire dal primo corpus degli albi 1-50. Di ogni singola storia, oltre a una scheda tecnica, l’opera fornisce un’analisi dei contenuti attraverso il ritratto di uno dei protagonisti: gli eventi più memorabili dell’epopea texiana vengono fatti rivivere grazie a una emozionante cavalcata con gli amici di Tex contro tutti i temibili, infidi e spietati avversari che il Ranger si è trovato ad affrontare. Il tutto, con il corredo di centinaia di illustrazioni totalmente inedite realizzate dai disegnatori dello staff, da Aurelio Galleppini a Claudio Villa. I testi, lunghi ed elaborati, a commento di ogni singola avventura, sono miei e di Francesco Manetti (avevo cominciato da solo, ma poi, vista la mole dell’opera, mi è stato indispensabile farmi aiutare). Va detto che, anche noi due, come tutti i disegnatori, abbiamo lavorato assecondando l’estro vergeriano e la sua particolare visione dell’universo western, dando cioè una lettura emozionale, prima che critica, delle storie commentate. Per questo “Cavalcando con Tex” non è, o non è del tutto, un saggio critico paludato, di quelli con le note in calce a sostegno di uno affermazione, ma una sorta di palpitante disamina tesa a cogliere i particolari che più hanno colpito il cuore generazioni di lettori. 

L'edizione brasiliana de "Il mio Tex"
Cinque volumi sono tanta roba e ci sarebbe stato da aspettarsi che il discorso fosse esaurito. Invece, ecco Verger tornare alla carica con “Il mio Tex”, dedicato in particolare all’interpretazione di Aquila della Notte data da Fabio Civitelli. Del mio contributo a questo tomo ho già detto: resta da aggiungere una bella edizione brasiliana dell’opera, che io e Fabio siamo andati a presentare a San Paolo, lo scorso anno.

Infine, nel 20\3, ecco il volume dedicato a Giovanni Ticci: questa volta, oltre ai miei testi di commento a ciascuna delle oltre ottanta illustrazioni del maestro senese (in parte a colori), ci sono a corredo anche le poesie di Mario Parodi. Un gran lavoro editoriale da parte di Sergio Pignatone della Little Nemo, che ha saputo, con il suo tipografo, riprodurre come meglio non si poteva la bellezza degli originali. A Giovanni Ticci avevo dedicato un saggio critico-biografico nel 2010, scritto con Graziano Romani, edito da Coniglio, "Un americano per Tex": chi l’ha letto, sa della mia immensa ammirazione verso l’illustratore e pittore senese. Non c’è da aggiungere altro. 

Giovanni Ticci



1 commento:

sc ha detto...

Buongiorno, vorrei approfittare di questo post per fare una domanda. A chi appartengono le copertine originali dei vari albi, alla casa editrice o alll artista? E che fine fanno? Vengono vendute o conservate? Grazie e scusi la punteggiatura dovuta all infido tablet.