domenica 11 gennaio 2015

CHI MI CREDO DI ESSERE

Moreno Burattini visto da Andrea Barattin

Puoi esserti laureato con 110 e lode, aver vinto premi come miglior professionista nel tuo settore, vantare un curriculum da tanto di cappello, essere persona gentile e intelligente, godere di stima ovunque e ovunque essere richiesto e ricercato, ma per il tuo capo resterai sempre l'ultimo dei coglioni. Perciò a volte serve fermarsi a chiedersi chi ci si crede di essere e verificare chi invece si è. Personalmente lo faccio così spesso che talvolta entro un in un loop: entro in un esame di coscienza e ne esco solo per ricominciarne un altro. Il mio analista, quando ci andavo, diceva che il suo compito era quello di aiutarmi a “vedermi” da fuori, con i suoi occhi. “Dottore, quando mi può vedere?”, era una frase con un doppio senso. Andare da qualcuno perché ti guardi e ti dica ciò che vede, dato che da soli non se ne è capaci. Gli altri come specchio. In un momento di particolare difficoltà, pochi giorni fa, ho ricevuto la lettera di un lettore (un “altro da me”) che mi ha spiegato come mi vede lui. Chi si loda s'imbroda e sto per fare qualcosa che forse dovrei evitare. Però talvolta le lettere che si ricevono servono a tirar su il morale e a dare la forza per andare avanti nella fatica del lavoro quotidiano in redazione dove non mancano mai le difficoltà. La lettera di Stefano (basti il nome, dato che si dice il peccato e non il peccatore) è una di queste. L’ho pubblicata su Facebook e ha ottenuto decine e decine di apprezzamenti: davvero tanti i “mi piace” e i commenti che confermano l’impressione che chi mi ha scritto ha di me. Grazie, cari amici. 

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Caro Moreno,
che non ti manchi mai la forza e la voglia di portare fiero la bandiera di Zagor in giro per il mondo.!La casa editrice ed il nostro eroe non sono MAI stati così vicini, come con te, a noi appassionati lettori. Nel tempo, piano piano, hai consolidato e reso consuetudine, la tua presenza in mezzo ai lettori e, ne sono sicuro, questo è stato d'esempio anche per altri tuoi colleghi. Hai cambiato un modo d'essere, hai reso la Bonelli alla portata di tutti, accessibile e consultabile in maniera estremamente personale. Grazie a nome mio e di tutti. Molte volte spendiamo tante parole e tempo a lodare e tributare il personaggio di fantasia che adoriamo, trascurando un po' chi poi realmente lo impersona davvero tutti i giorni e si costringe a pensare come lui per portare avanti la saga di un mito. Ecco, questa mia mail vuol essere il degno riconoscimento a chi, tutti i santi giorni, è davvero, almeno per una sua porzione di cervello, proprio lo Zagor che ci appassiona e ci fa sognare da così tanti anni. Come graficamente il grande maestro Gallieno Ferri è Zagor da sempre, da alcuni anni a questa parte Moreno Burattini è anch'egli Zagor, uno splendido Zagor sempre giovane e fresco che imperterrito ci sorveglia e ci protegge invisibile, sempre pronto ad intervenire.
Grazie Moreno, grazie di tutto e buon anno nuovo.

Stefano


4 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Moreno, va bene l umiltà, va bene avere dubbi ma non puoi sentirti sotto esame ogni mese!!! Ascolta ( anzi leggi): sono un lettore di Zagor della 1,5 ora: ho iniziato con i samurai del principe Minamoto per continuare e riscoprire le storie antecedenti sino alle primissime. Le ho ricollezionate con la CSC e quindi completato la mia raccolta che si fermava, pensa jn po, alla terra da cui non si torna perchè le storie non mi prendevano piu. Ebbene rileggendole e leggendo le tue stai sicuro che da fan moderato del Nostro hai scritto anche tu delle storie indimenticabili come hai scritto anche tu - come anche Nolitta - storie secondo me di profilo inferiore. È il mioun parere personale. E cosi è credo x tutti i lettori. Non riuscirai mai ad accontentare tutti. Certo e che hai portato il nostro ai 600 numeri ed al 165 n. della ristampa a colori. E ti pare poco? Continua cosi. Ti abbraccio fraternamente. Giovanni21

Giuseppe Reima ha detto...

Sei il nostro capitano.

CREPASCOLO ha detto...

Caro Morbur, buon anno.
Credo che la fine dell'infanzia arrivi proprio con la consapevolezza del fatto che il vero specchio sono gli altri e non quella malinconica lastra che ti guarda al mattino mentre ti tagli sulla scucchia - porca paletta -perchè stai volando di liana in liana a Darkwood o nella isola che non c'è o sulla Paullese. Ho il sospetto che persino Crepascolino - non sa leggere ancora, ma riconosce Zagor come uno dei suoi amati picchiatelli in costume e ha intuito che è un cugino in secondo grado di Bats e Supes - avverta le microfratture tra le sua concezione del mondo veicolata dal treno di coccole di cui siamo macchinisti Crepascola ed io ed il mondo fuori che è anche ripieno di bimbi discoli e di maestre a volte perse dietro i fatti loro. Riti di crescita, come direbbe lo Swamp Thind del tuo collega signor Moore.
Nel mio piccolo sono stato terapeuta anch'io anni fa, anche se esercitavo in Brera e con un mazzo di tarocchi sopra una cassetta della frutta, e mi permetto di segnalarti la circostanza che, in via Buonarroti, diversi sceneggiatori, dopo anni di militanza a Nogales o a Manaus, si sono lanciati su strade personali, aggiungendo una nuova cartuccia al cinturone SBEllico. Non dico che li ho incontrati al Clark's Bar ( mitico locale delle testate Wildstorm prima del confluire dei personaggi nel multiverso DC ) mentre sorbivano una doppio malto, ma ho l'impressione che questo abbia contribuito ad aumentarne la considerazione da parte di chi ha la reponsabilità finale del si stampi. Probabilmente Pat e Cico sono uno scatolone abbastanza grande x infilarci quanto ti ronza nella zucca, ma è comunque la scatola progettata da altri e scommetto il mio Amico Jackson "corretto " con i pennarelli xchè abbia una aquila sul petto che il mondo è pronto x uno one shot o una miniserie - tanto x cominciare - ripiena di nuove idee espresse con la consueta passione. Ciao.

giob225 ha detto...

Non potendolo fare su facebook, lo faccio qui: MI PIACE!
;-)