mercoledì 27 maggio 2015

LA PISTA DELLA SPERANZA


E' in edicola il Maxi Zagor n° 24, datato maggio 2015, intitolato "La pista della speranza". I testi sono miei, i disegni di Oliviero Gramaccioni e la copertina di Gallieno Ferri. Anche se non mancano (anzi, abbondano) momenti molto drammatici e avventurosi, questa storia (dal finale comunque a sorpresa) rientra in quel mio filone in cui "berardeggio". Impossibile non vederci l'influsso del classico di Ken Parker "I pionieri" (che ringrazierò sempre Giancarlo Berardi di aver scritto).

Zagor giunge in soccorso di una famiglia che sta affrontando la prateria, con un carro e una mandria di bovini, mentre incombe la minaccia di un tornado. Gli improvvisati pionieri sono del tutto impreparati di fronte alle insidie del viaggio e lo Spirito con la Scure li aiuta a superare drammatiche avversità, combattendo contro razziatori bianchi e pellerossa e scoprendo così la loro storia. I Mood sono partiti dall'Irlanda in cerca di fortuna e sono stati vessati da dolorose traversie che hanno minato la fiducia della moglie e dei figli verso la figura di Miles, il padre e il marito, ritenuto responsabile di averli condotti in una avventura più dura delle loro forze e quindi verso un tragico destino. Ma c'è un segreto che gli irlandesi non sanno e il Re di Darkwood invece sì, e che conosceremo soltanto alla fine...

Il tornado è solo uno dei tanti pericoli a cui devono sfuggire il nostro eroe e la famiglia di pionieri, che Zagor sta cercando di aiutare. Consiglio di non perderlo soprattutto alle nostre lettrici (so per certo che ne abbiamo più di quante comunemente si immagini) perché tra i personaggi figura una ragazza, Sharon, che si innamora dell’uomo dalla casacca rossa giunto improvvisamente, comparendo dalla prateria spazzata dal vento, a soccorrere lei, i suoi fratelli e i loro genitori.

Il Mister No di Gramaccioni

Una tavola de "La pista della speranza"
Il disegnatore è un autore che, prima di approdare nello staff dello Spirito con la Scure, è stato attivo per dieci anni (tra il 1994 e il 2004) in quello di Mister No: Oliviero Gramaccioni. Il pilota di Manaus e l’eroe di Darkwood, come ben sapete, si possono considerare parenti stretti, condividendo lo stesso creatore (Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli) e il medesimo respiro avventuroso: il passaggio di Oliviero dalle pagine del primo a quelle del secondo è stata perciò facile e naturale. Per di più, Gramaccioni ha il pregio dell’immediatezza nel suo modo di raccontare, cosa che contraddistingue l’affabulazione zagoriana, che di solito conduce il lettore nel vortice della storia in un modo apparentemente semplice e senza depistaggi (anche se la semplicità è spesso frutto di un faticoso lavoro di lima e di cesello da parte degli autori). 

Oliviero Gramaccioni è nato a Roma nel 1953, ha studiato architettura e disegna fumetti dal 1977.  Ha al suo attivo racconti pubblicati prima dalla Casa editrice Eura, poi su testate quali “Intrepido” (Universo), “Mostri” e “Splatter” (ACME). Entrato in Bonelli illustrando  Mister No, ha al suo attivo anche un albo di Dampyr. “La pista della speranza” è la sua terza (e più impegnativa) prova zagoriana dopo lo speciale “La luna degli scheletri” (2010) e “Il vascello fantasma” (Almanacco dell’Avventura 2012). L’avventura  con cui io e lui abbiamo collaborato insieme per la prima volta non è soltanto un racconto di pionieri in viaggio nelle grandi praterie ma ricostruisce anche il dramma di molti immigrati partiti dall’Europa in cerca di un futuro in una vagheggiata terra promessa.
Oliviero Gramaccioni in una foto di Marco Corbetta





4 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Altro che berardeggiare ! Qui possiamo parlare di borderlineggiare - ammesso che termine del genere esista e non lo escluderei nella terra del randomico e del downgradare - per quanto sia possibile passeggiare sul filo del rasoio in via Buonarroti.
I fatti, per come mi sono stati riferiti dalla mia Gola Profonda SBEllica , sono i seguenti: qualche tempo fa, la rete è stata stadio e pubblico del duello tra Boss Boselli e Mike Deodato jr. Al di là dell'esito, il web ha scoperto che BB non conosceva a fondo la stella della Marvel Comics. Strano x uno sceneggiatore che persino nelle FAQ di Damphyr parla del Preacher di Ennis e Dillon, ma è anche vero che i comics nel mondo sono tanti e tanti.
Morbur ne ha ricavato la lezione che sia il caso di conoscere almeno sommariamente le vicende dei picchiatelli in costume degli States. Ha mandato il suo pard Gramaccioni in fumetteria e questi è tornato con la saga di Doc Ock nel corpo di Spidey e con gli Avengers di Bendis in cui militano a rotazione tutti i picchiatelli in costume a parte Zagor. Uno shock. Morbur non si è perso d'animo e ha deciso di leggere tutte le storie del Ragno dal 1962 ad oggi. Arrivato alla storia con Harry Osborn tossicodipendente che uscì senza il bollino della CCA decise che era il caso di proporre qualcosa del genere anche a Darkwood. L'idea era di upgradare la dipendenza del postino della foresta, facendone un addicted di una sorta di cocaina mutante creata dal solito mad doctor che sta rendendo i pellirossa di Darkwood pallidi zombies x il solito oscuro progetto predatorio benvisto da certi uffici di Washington. Quando Pat e Cico si mettono sulle tracce di Doc Cocaine, questi prima infligge al dinamico duo l'assunzione di una droga che li getterà in una illusione in cui crederanno di essere alti pochi cm ( citaz di una vecchia storia di Spidey con Mysterio che evidentemente ha colpito Morbur ) poi cercherà di fare di Drunky Duck un assassino mesmerizzato. Era dai tempi de I Vampiri di Dylan Dog che non si leggeva una cosa così. Diciamo che Dave Bonelli non era tanto per la quale. Sta aprendo ai kids con cose come i For Hoods di Rrobbe Recchioni e tutta quella polvere da naso deve aver risvegliato i ricordi delle campagne di stampa contro Tex e la sua nicotina.
Morbur ha preso bene il pollice verso ( acc malediz dannaz direbbe Cico ) e ha chiesto al Gallieno nazionale a.k.a. Fergal di disegnare una cover che richiami l'idea di un gigante che cerchi di aspirare della polvere bianca nei pressi di un paio di personaggi lillipuziani. Il titolo La Pista della Speranza è naturalmente un altro inside joke. Sagomacce !

Anonimo ha detto...

Storia godibile vecchio stile. Bella trama e bei personaggi. Ottimi i disegni. Continuate così...ciao a tutti. Giovanni21

Anonimo ha detto...

Volevo fare i complimenti a Gramaccioni, e dire perché mi è piaciuto, ma non lo farò perché le mie critiche ai disegni della storia precedente non sono stati pubblicati.

Anonimo ha detto...

Ciao Moreno, credo che sia giusto, ovviamente con spirito costruttivo e non solo per il gusto della critica, far sentire anche voci che non hanno gradito questa storia.
Se non fossi stato tu a dire che il soggetto e la sceneggiatura sono tue avrei detto che non era farina del tuo sacco.
Forse è una storia vecchia che era rimasta nel limbo e che poi è stata riesumata ma di tuo ha decisamente poco. La trovo ingenua senza coinvolgimento e, personalmente, non ho gradito molto nemmeno i disegni.
Tu sai fare molto ma molto meglio.
E' chiaro che in una collana così longeva come quella del nostro amato Zagor ci sono state e ci saranno storie poco riuscite.
Ciao - Zagor 121