venerdì 8 giugno 2012

SULLE TRACCE DI DEXTER GREEN


Il giorno: ieri pomeriggio, giovedì 7 giugno 2012, verso le 16.15. Il luogo: la stazione ferroviaria di Massa Centro. Io sono in un vagone e guardo distrattamente fuori dal finestrino. C'è un signore con i capelli bianchi (circa 60 anni) che, in piedi appoggiato a un muro vicino ai binari, legge "Sulle tracce di Dexter Green", l'ultimo Zagor (mio e di Giuseppe Prisco). E' arrivato a metà e pare interessato. Non si scuote neppure per l'arrivo del treno. E' una scena troppo bella. Cerco lo smartphone per fare una foto a volo. Scopro che il telefonino è spento e non dà segni di vita. Si sono scaricare le batterie. Il treno riparte. Peccato.

Fra quelli che hanno già letto l’albo, da poco arrivato in edicola, i giudizi positivi sono l’assoluta maggioranza (anzi, per il momento non ne ho trovato neppure uno negativo, pur non avendo setacciato la Rete alla ricerca di commenti, ma essendomi limitato a coglierne qualcuno qua e là in giro per i forum).  Persino tra chi di solito non mi vuole particolarmente bene, questa volta prevale la soddisfazione. 

Un recensore molto acuto, ma che di solito non è tenero con il sottoscritto, scrive: «Mi sta piacendo il coinvolgimento di Zagor a metà tra le temporalità (i soprusi etnici) e le spiritualità. (…) Ripensando a "La progenie del male", sale a tre consecutive il numero di storie di Burattini in flashback che mi sono piaciutissimo. Il Perù in particolare mi è caro: mi piacciono la sua archeologia, i suoi scenari, le sue sonorità e la sua umanità, terra bistrattatissima dalla Storia e dalla natura. Prisco ci sta facendo un figurone. Si vede che non è un disegnatore professionista in qualche incertezza ma ha uno stile di incredibile commistione tra il vecchio e il moderno. E il suo Perù è espressivo alla grande. Mama Jacinta è simpatica! Forse anche per questo non mi sono pesate le scene più parlate: per il contorno e il "colore"(…) la narrazione è perfetta e le scene di azione ci sono e sono gestite perfettamente, con colpi di scena veri, invenzioni che a un amante di pim pum pam come il sottoscritto lo mandano in sollucchero. Una scena vecchia come quella iniziale è gestita perfettamente. Anche l'altra scena, quella del posto di blocco pure questa abbastanza già vista, è divertentissima. Diciamocelo, Zagor e Cico si stanno comportando bene! Si sorride e con gusto in più di un occasione. Nel primo albo avevo detto della mummia violentata e la curiosità sincera che suscitava, adesso continuo a cogliere un'intelligente autoironia, magari Burattini mi smentirà di questo fatto. Per esempio quando Zagor prende per il culo il ceffo riguardo alle "cadute da cavallo". Per esempio, direi chicca assoluta la gag tra i due compatrioti messicani ».

Per chi si fosse perso quel che ho scritto riguardo alla prima parte di questa storia, “La mummia delle Ande”, potrà andarsi a rileggere il post di un mese fa, dove troverà tutti gli elementi per riallacciarsi alle precedenti avventure della trasferta sudamericana e scoprire qualche curiosità, come quella relativa alla fisionomia del cattivo Barranco. Per chi già sapesse tutto, aggiungo solo qualche altra annotazione. Innanzitutto, sono contentissimo di come siano stati apprezzati i disegni di Giuseppe Prisco, di cui avevo giù tessuto l’elogio in passato. Finalmente, dopo il Maxi Zagor “Uomini in guerra” con cui ha esordito e la storia “Un capestro per Gambit” che l’ha inserito nella serie regolare, facendo sussultare qualcuno per la sua non ferrianità, ecco i primi veri e pressoché unanimi riconoscimenti al suo talento. Il commento citato poco sopra in cui ci si riferisce al fatto che si tratti di un disegnatore “non professionista” va inteso nel senso che, come primo lavoro, fino a poco tempo fa, Prisco faceva il grafico pubblicitario e realizzava fumetti nel tempo rimanente. Oggi, quella di fumettista è diventata la sua attività principale e, per lunghi periodi, pressoché unica. In questo momento, Pino sta disegnando la sua quarta storia zagoriana, ambientata nella Terra del Fuoco. Qui sopra lo vedete in una foto, qui sotto in un autoritratto.

Il secondo motivo di soddisfazione, riguardo all’albo “Sulle tracce di Dexter Green”, è che tutti sono concordi, per quel che ne so, nel notare come la documentazione riguardo all’ambientazione peruviana si veda senza che questo appesantisca la narrazione. In effetti, dai disegni e dal tipo di racconto si vede che non siamo a Darkwood, si respira l’atmosfera andina, ma non per questo la storia non è “zagoriana”.Infine, mi è piaciuto aver fatto ridere, o sorridere, quasi tutti i lettori con il compaesano che Cico trova sulla strada verso Cuzco: sono contento di indovinare qualche gag, ogni tanto, e credo che questa avrebbe divertito anche Nolitta. Confido sul fatto che Sergio avrebbe apprezzato anche il seguito, in edicola fra meno di un mese.

25 commenti:

erus1988 ha detto...

"Confido sul fatto che Sergio avrebbe apprezzato anche il seguito, in edicola fra meno di un mese."
Seguito che personalmente non vedo l'ora di leggere: sia con il gigante che con questa storia della serie regolare Zagor si pone per questo mese di giugno tra le migliori letture in assoluto (comprese quindi anche le letture in prosa): applausi per Moreno, per Marco Verni e per Giuseppe Prisco

Anonimo ha detto...

Ora o mai più. ( Mò mò ce le dicere!!!!)
Caro Burattini adesso devi parlare chiaro ai tuoi lettori e, fortuna vuole, questa è una storia scritta da te. A me sta benissimo che Zagor nell’arco di 50 anni subisca dei cambiamenti ma non degli stravolgimenti. Tutti i veri Zagoriani siamo legati alla storia del nostro eroe, che persi i suoi genitori è stato allevato dal trapper Fitzy. L’incontro con l’allegra compagnia dei Sullivan ha fatto si che diventasse agli occhi degli indiani e ai nostri lo Zagor che abbiamo imparato ad amare. Sostituire Fitzy con Shyer potrebbe starci anche bene: il primo aveva una barba un po’ troppo pungente, meglio ,di sicuro, una donna più sexy, ma da questo a far diventare il nostro personaggio qualcosa di non ben definito e sovrumano… no, non va decisamente bene. Sergio Bonelli aveva dato al nostro personaggio un’ impronta che lo rendeva quanto più umano possibile in modo da sembrare il più possibile credibile e più vicino all’affetto dei lettori. E’ su queste cose che si è formato lo “zoccolo duro” dei lettori. Ora, affinché questo zoccolo non diventi uno zoccoletto poco comodo anche per andare in spiaggia visto l’avvicinarsi della stagione estiva, ci occorrono delle valide spiegazioni.
Tornando all’ albo di cui parli nel blog: Mama Jacinta mi sembra l’oracolo di Matrix, un’ anziana e gentile signora di colore che possiede il dono della chiaroveggenza con la quale consiglia e guida gli umani che, come Neo (Zagor), affrontano l'impresa di combattere il sistema di Matrix.
Riguardo, invece, al ritorno nella storia della sacerdotessa Shyer, quest’ultima è un misto tra Sorceress e Goddes viste nelle fantastche avventure di He-Man l’uomo più forte dell’universo. Sorceress è una maga che quando abbandona il Castello di Grayskull si trasforma in un bellissimo rapace (L’uccello tuono?) e Goodes è colei che dona dei poteri straordinari a He-man, quindi non ci resta altro che assistere alla scena di Zagor che alza la sua scure al cielo e grida: “Per il potere di Darkwood, la forza è con me”. Zagor è diventato uno dei Masters of the Universe?
Caro Moreno apri un intera pagina dedicata a questo argomento e dicci la verità.

Forumista ZTN

Anonimo ha detto...

Scusa Moreno, so che non c'entra niente con Zagor ma vorrei chiederti se il declino del BVZM sia inevitabile o ci potrebbe essere una ripresa... Insomma, un albo ogni due mesi potrebbe anche essere organizzato in modo migliore... E poi vorrei sapere se le vendite vanno bene ho rischia la chiusura.... Grazie!

Pit, fan e disegnatore di fumetti.

Moreno Burattini ha detto...

Caro forumista di ZTN, può darsi che prima o poi scriverò un articolo sull'argomento da te sollevato, ma sinceramente sono stupito che la figura di Shyer e di Mama Jacinta possa aver sollevato tanti dubbi, tanti paragoni, tante paure. Mah. Shyer non ha mai voluto prendere il posto di Wandering Fitzy, essendo un personaggio del tutto diverso. Mama Jacinta non ha neppure la metà dei poteri di Dharma la Strega, tanto per citare un personaggio nolittiano (a Nolitta evidentemente era permesso inventare le streghe, se io uso un personaggio tipico della cultura andina come una curandera, mi si guarda come se avessi esagerato). Il paragone con Matrix non so da dove venga fuori. La chiaroveggenza di Mama Jacinta è un qualcosa di molto blando che fa riferimento soltanto al fatto che, come lei stessa spiega, su un piano della realtà appena superiore al nostro (e che lei può vedere, come si dice possano farlo taluni, anche tra le persone più umili, come certi santi), il tempo non esiste e tutti gli attimi sono eternamente presenti (dov'è Matrix, in tutto questo?). Zagor non ha nessun superpotere, è stato detto e ridetto che è un uomo normale, non ha antenati stregoni, non è un figlio di Atlantide, non scopriremo niente che contraddica Nolitta, come non lo contraddice Shyer (un personaggio che Nolitta ha approvato in occasione del quarantennale e ri-approvayo in occasione del cinquantennale). Non ho mai letto He-Man (non so neppure che cos'è), e Shyer non si trasforma in nessuna aquila, chi ha capito così NON ha capito bene e ne "La progenie del male" si spiega meglio, a beneficio del dubbiosi, che cosa è realmente successo nel finale di "Darkwood Anno Zero" (evidentemente quando non si è spiegazionisti, bisognerebbe esserlo o c'è chi non capisce). Dunque, non c' motivo di preoccuparsi di nulla.

Moreno Burattini ha detto...

Per Pit: non so rispondere alla tua domanda, dato che del BVZM sono solo un lettore senza aver mai voluto mettere il naso, se non affacciandomi per un saluto, alla cucina di Recagno e Castelli. I tempi durissimi per le vendite dei fumetti (in generale) fanno dubitare del fatto che ci possano essere riprese tali da risollevare le sorti di fumetti che languono, tutto sta a capire se Martin Mystére langue o se la sfanga dignitosamente, come molte altre testate. Castelli è un personaggio vulcanico che ha sempre avuto mille idee e ne le ha sempre tutte proposte, alcune gliene hanno accettate, altre no. Potrebbe sempre tirare fuori dal cilindro qualche nuova trovata e allora speriamo che passi (se fosse per me, gli darei sempre carta bianca, ma per fortuna non decido io).

Alfonso ha detto...

Caro Moreno,

Sono un lettore assiduo di Zagor da quando, all'età di appena dieci anni, comprai in edicola il n. 92 del nostro eroe: "All'ultimo sangue".
Da quel momento, oltre naturalmente a procurarmi nel giro di qualche mese, tutti gli arretrati, non ho mai mancato un solo appuntamento con il giustiziere di Darkwood.

Sto amando moltissimo la saga pubblicata in questi mesi. Frutto di un lavoro, evidentemente, molto accurato. Mi piaccono tanto gli innumerevoli riferimenti al passato, alle numerose trame lasciate sospese nel tempo.
In maniera particolare ho apprezzato molto l'idea che hai avuto nel collegare il ciclo dei "Continenti Perduti" alla storia degli Unktehi raccontata in "Darkwood anno zero".
Una storia rimasta "fumosa", poco chiara, così com'era stato fino ad oggi, almeno per me, il ruolo di Shyer, che pian piano, finalmente stai chiarendo, riempendo un vuoto rimasto così, per tanti anni.

A questo proposito volevo chiederti se l'idea di offrire una tale spiegazione a "Darkwood anno zero" era già nella tua mente a quel tempo, o se ti è balenata solo dopo.

Le sorprese, come hai più volte ribadito, non mancheranno, e sono curioso di scoprire quanti e quali altri sviluppi hai preparato per noi.

Volevo ringraziarti perché riesci, ancora oggi, a farmi "correre" in edicola ogni mese con lo stesso entusiamo di un quindicenne. E questo, credimi, con tutti i problemi che la vita ti pone davanti, non è poco...

Ti prego di continuare il tuo lavoro esattamente come lo hai svolto fino ad oggi. Per me, rappresenti la giusta evoluzione di Zagor dal periodo post-nolittiano.

Un abbraccio

Alfonso

Anonimo ha detto...

Infatti spero tanto di poter leggere una storia del mitico duo Castelli-Alessandrini come l'ultima storia "Anni 30" che mi ha lasciato abbastanza contento... Chissà quando potremo ritrovare una storia di quei due....
Pit

Lorenzo ha detto...

Forse il forumista di ZTN è rimasto impressionato da un articolo su UBCfumetti di un anno fa che ho letto anch'io:

http://www.ubcfumetti.com/zagor/?22892

Cmq Mama Jacinta è una simpatica vecchietta la cui caratteristica fondamentale è la capacità di leggere i quipu (altrimenti che ci và a fare Barranco da lei?), la chiaroveggenza secondo me è un qualcosa in più che serve a giustificare il fatto che anche la figlia abbia gli stessi "poteri".
E cosa farà con questi poteri? Lo scopriremo nelle prossime puntate! :D

MicGin ha detto...

Per stare sul tema Diabolik, vi comunico che la mostra è allestita a Cremona sino al 1 luglio e l'ingresso è gratuito! Ne vale la pena!
http://diabolik50cr.it/

Franco Lana ha detto...

Auguri di Buon Compleanno a Prisco, un disegnatore in Gambit!

Alberto Camerra ha detto...

Personalmente sto trovando questa storia molto coinvolgente, Moreno.
Credo che, oltre alla narrazione, nel caso specifico sempre di ottima fattura, particolare plauso vada, come anche osservi, al tratto di Giuseppe Prisco. A cui va il merito di offrirci uno Zagor credibile eppure staccato dal classicismo.

Moreno Burattini ha detto...

Per Alfonso: il collegamento mi è maturato in testa soltanto dopo :-)

VALESASA ha detto...

1
CARO BURATTINI
Sono io il forumista in questione, scusa se ci ho messo un pò a palesarmi ma, appena appresa la notizia del tam tam mediatico che si era scatenato, mi sono dovuto munire di una buona dose di pazienza per mettere giù dubbi, riflessioni e pensieri che offuscano il nostro Zagor e di conseguenza i lettori. Prima, però, permettetemi un piccolo chiarimento su un'altra polemica che sta montando in maniera ingiustificata, cioè sul fatto di essermi firmato come forumista ZTN. Tengo a precisare che non mi sono nascosto nell'anonimato, anche se Sergio Bonelli e Stephen King usavano dei pseudonimi, senza per questo ricevere tutte queste critiche, il mio commento sul tuo blog è stato ironico ed affettuoso senza offese per nessuno. Se avessi voluto nascondere la mia identità avrei potuto tranquillamente firmarmi Salvatore Nolitta o un anonimo Mario Rossi ecc. Penso di essere facilmente identificabile, non so poi cosa cambi, tranne il fatto che può aumentare la valenza del mio commento oppure screditarlo, ma io volevo un giudizio super partes.
Avevo deciso di scriverti sul tuo blog perché la mia domanda è rivolta a te e anche il moderatore del forum, onde evitare polemiche con altri utenti, ci ha consigliato di scriverti in maniera diretta . Pertanto ho accolto tale suggerimento! Se avessi scritto forumista ztn valesasa la polemica sarebbe scoppiata lo stesso sul forum! La decisione di scriverti sul tuo blog l'ho reputata corretta, così avrei avuto veramente una tua risposta e no quella suggerita da altri utenti. Alla luce di ciò è per queste ragioni che continuo a scrivere sul tuo blog. A me al momento interessa solo la tua opinione quindi,finché non sarà palesata, fermiamo questa inutile bagarre. Non sono abituato a questa centrifuga mediatica, posso rispondere solo a Burattini e no a tutti i lettori di Zagor. Per tutte le altre domande, fortuna vuole, esiste Moreno Burattini.

VALESASA ha detto...

2
Provo, ora, a spiegarmi meglio!
Rifacendomi a ciò che affermi nel tuo blog riguardo alle storie di Zagor, cito testualmente: "si finisce per sfruttare spunti già usati da qualcun altro (visto che sono cinquemila anni che gli uomini scrivono storie, e dieci volte di più che se le raccontano a voce), il tentativo è sempre quello di rimescolare le carte o trovare un nuovo modo per narrare cose già dette. Io mi sforzo per escogitare sempre qualche trovata che, almeno in ambito zagoriano, non sappia troppo di deja vu o non sembri una minestra riscaldata"
Questi sono stai i miei deja vu e minestroni vari che cercherò di rendere maggiormente comprensibili.
Veniamo al primo interrogativo:
1) Come è possibile che Mama Jacinta diventi l'oracolo di Matrix?
Oltre ad una vaga somiglianza (provatela ad immaginarla con il sombrero in testa) entrambe, come già detto, rappresentano un’anziana e gentile signora di colore che possiede il dono della chiaroveggenza con la quale consiglia e guida gli umani. In questo già le assonanze sono tante, ma se poi vogliamo entrare nello specifico del film Matrix e del mondo zagoriano, possiamo scoprire altre cose in comune. Dove si può scoprire come li famoso Oracolo abbia delle similitudini anche con Shyrer.

VALESASA ha detto...

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Questa è una recensione del film:
l’Oracolo e' colei che spiega a Neo la natura dell’Universo. Ella rappresenta, la Madre Natura che si esprime nell'uomo attraverso la sua natura inferiore e poi, se e' casto, attraverso la sua divina Madre Intima. L'Oracolo e' la Madre Interiore collegata ai misteri della creazione e degli universi, è la Guida. Ella è la Grande Madre Natura (quella stessa forza discende nel piano fisico e si deposita nell'uomo). Ecco perchè sa del vento, degli uccelli, degli alberi e di tutte le forme di vita, e lo induce a cercare colui che gli fabbricherà le chiavi per raggiungere la Sorgente,(anche Dexter Green cerca le chiavi della Conoscenza che aprirà la porta ai segreti della scienza di Atlantide ) . Dobbiamo compiere questo cammino e nel farlo ci serve “il fabbricante di chiavi”. L’uomo casto si libera del giogo della natura. Nessuno può vedere oltre le scelte che non gli sono ancora chiare. L’uomo casto sceglie il suo destino, accende il Fuoco Sacro e salva la sua Iside (nel tuo blog ho trovato un interessante Inno a Iside). L’Oracolo induce Neo a fare le sue scelte, per condurlo alla sua massima espressione, per poter essere realmente padrone della sua vita, e chi e' padrone della sua vita e' padrone della sua morte. Neo da sempre ha mostrato la sua tendenza a voler fare di testa sua, una sorta di indole ribelle innata, e l’Oracolo e tutto il resto intorno a lui, servono solo affinché lui compia questa sua attitudine fino alle sfere più alte, perchè al fine egli diventi un essere eccelso, elevato, in grado di prendersi la responsabilità di creare un sistema solare… ecco perchè alla fine egli diventa un sole. Il Sole e' il centro di un sistema di pianeti, dal sole di un sistema si irradia la luce che e' la vita per i pianeti di quel sistema, il Sole e' la luce della grande ribellione.
Queste invece sono le parole di Shyrer: " Non potrò mai lasciare questa montagna, fonte del mio potere... qui mi ha condotto il Grande Spirito perché capissi il mio posto nella ruota della medicina... e perché attendessi il tuo arrivo, Pat Wilding! [...] In altre epoche, in altri luoghi, ci sono stati uomini come te a cui è stata affidata una missione... quella di essere eroi!... [...] Non si tratterà solo di essere un uomo forte e giusto... ti verrà chiesto di più! Di incarnare gli ideali stessi di fortezza e di giustizia... e di lottare oltre ogni limite in difesa dei figli del Grande Spirito... e di chiunque sia vittima della violenza altrui! [...] Possedere la vista dell'aquila e l'illuminazione del sole mi obbliga a rinunciare a vivere come le altre squaw... non potrò mai amare, viaggiare, agire!... e tutto questo perché tu possa agire anche per me! Non avrai mai poteri come i miei... ma penetrerai con gli occhi del cuore in ognuna delle quattro direzioni, ricavandone i doni che da esse derivano... e lo farai senza sbilanciarti... sarai forte perché in armonia e in equilibrio con l'universo!"
Per non parlare poi di Matrice che rappresenta le macchine nell'albo la Progenie del Male, lo stesso Matrix in italiano significa Matrice.

VALESASA ha detto...

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2)Shyrer è un misto tra Goddes e Sorceress viste nella saga di He-Man?
Se cerchi una foto su internet vedrai che sembra proprio che uno dei disegnatori si sia ispirato a questa figura, Goddess il cui vero nome è Sharella. Sono contento che Zagor non diventerà un tizio biondo con il caschetto. Nella saga si narra che i saggi del consiglio di Grayskull nascosero la spada del potere nei meandri del castello omonimo consci del fatto che la spada era la chiave per evocare nuovamente il potere. Per cinque secoli, attesero la nascita di un degno successore. Durante questo periodo la guida spirituale, la creatura nota come la Dea di Eternia,(Goddess) ha istruito in segreto dei guardiani affidandogli il compito di tenere la spada. Molti di questi guardiani presero il nome di He-Man (Shyrer: “In altre epoche, in altri luoghi, ci sono stati uomini come te a cui è stata affidata una missione... quella di essere eroi”). Questa è la versione apparsa sui comics.
Nella versione animata a difesa del castello di Grayskull abbiamo Sorceress, una maga che grazie ai suoi poteri paranormali riesce a mettersi in contatto con He-Man e può lasciare il castello solo trasformandosi in un aquila dal nome Zoar.
Shyrer riguardo al rapace afferma che: " la mia magia potrà apparirti come luce,come trasformazione, come vento come suono… saranno i tuoi sensi e le immagini che hai immagazzinate nella mente a scegliere come decifrare ciò che non puoi capire., ma alla fine qualunque cosa tu vedrai, saprai se sarò riuscita nella mia impresa oppure no…" si comprende quindi che il rapace è un entità diversa da Shyrer ma che può essere utilizzata per trasmettere dei messaggi a Zagor come abbiamo visto nella precedente avventura di Rauch.
Esistono troppo similitudini tra questi personaggi fantastici e Zagor che è soltanto un uomo, nato in una capanna nella foresta da comuni genitori, non ha poteri divini e non è destinato ad averne. Tutto ciò non ha fatto altro che scoperchiare il cosiddetto vaso di Pandora e con tale espressione voglio intendere metaforicamente l'improvvisa scoperta di un problema o una serie di problemi che per molto tempo erano rimasti nascosti e che una volta manifesti non è più possibile tornare a celare.
Io penso che il compito di un buon lettore è quello di fare osservazioni costruttive e palesare anche il proprio disagio o il proprio consenso senza per questo essere additato. Ciò che è sicuro che stiamo parlando di cose che vanno oltre la percezione umana di Zagor e del lettore.
Anche un lettore isolato e con opinioni diverse dalla massa credo abbia diritto di essere preso in considerazione e non deriso o sottovalutato da un vero professionista, quale tu sei… a prescindere dai commenti sui vari forum più o meno lusinghieri e di consenso per il tuo operato!
Grazie, continuerò a seguirti con la stessa passione di prima sicuro che saprai dare a tutti le giuste risposte.

Moreno Burattini ha detto...

Cara Valesasa, trovo interessante tutto ciò che hai scritto. Cercherò di rispondere senza dilungarmi perché se no dovrei scrivere un romanzo. Innanzitutto, non è nata da me nessuna delle polemiche sul presunto anonimato, sono abituato a rispondere a tutti e spesso si tratta comunque di nick che possono, in realtà, nascondere chiunque. Riguardo al nome "Shyer" e alla sua somiglianza con "Sharella", si tratta di una coincidenza perché io, sinceramente, e lo dico a mio disdoro, non ho mai sentito rammentare Sharella prima che la citassi tu. Prova ne sia il fatto che mentre Sharella, credo, non ha nessun particolare significato, "shyer" in inglese significa "ombrosa" (lo si usa in particolare per i cavalli dal carattere un po' difficile), e io l'ho scelto proprio per quello (dato che suonava bene). Come credo che tu abbia capito, Shyer non si ttrasforma in aquila ma l'aquila è ciò che vede Zagor, dato che il suo cervello di semplice umano dà questa forma a qualcosa che egli non può capire. Le leggende, del resto, sono tutte metafore di qualcosa che va oltre e che talvolta non è descrivibile altrimenti, e quella dell'uccello del tuono che combatte contro i mostri è appunto una leggenda, una metafora, un segno. Che cosa abbia fatto realmente Shyer non lo sappiamo e non ci importa davvero: quel che importa è che, facendo ricorso a qualche risorsa oscura che scopre dentro di sé, e sacrificando la sua vita, sconfigge la creatura evocata dallo stregone, che a sua volta è una "forma" data dai nostri occhi a qualcosa di più grande di noi. Il fatto che sul fondo dell'Abisso Verde si citi una "matrice", se c'è stato un rimando a "Matrix" è stato un rimando involontario, forse solo perché certe parole "emozionano" o "fanno scena", ma "matrice" è una parola italiana di uso abbastanza comune (soprattutto là dove si stampa qualcosa) e non credo che non si possa più usare solo perché ha dati, in inglese, il titolo a un film. Film, peraltro, che io ho visto una volta sola e solo nella sua prima puntata (non ho visto i sequel), e non ricordo nessuna vecchia curandera che vi compaia. Se ci sono delle somiglianze con Mama Jacinta è solo perché sia io che gli autori di Matrix ci siamo, evidentemente, rifatti a un archetipo eterno, quello dello sciamanesimo femminile. Anche in questo caso, le curandere esistevano prima di Matrix, non è che le hanno inventate gli autori del film, e dunque non è che siccome su Matrix compare una curandera, allora su Zagor non ne può più comparire una. Ci mancherebbe altro, no? Se c'è qualcuno che deve fare una profezia o rivelare misteri arcani, viene spontaneo pensare a una vecchia strega. C'è persino una canzone che dice: "prendi questa mano, zingara / dimmi pure che destino avrò". Non dice: "prendi questa mano, camionista" o "prendi questa mano, Rocco Siffredi". Il futuro lo leggono le fattucchiere, in Matrix come su Zagor. Circa l'aspetto di Mama Jacinta, io ho digitato "curandera" su Google Immagini, sono venute fuori delle immagini, le ho proposte a Prisco e Prisco ha scelto quella. Matrix non l'abbiamo neppure preso in considerazione. E del resto, non mi pare ci sia nulla nella storia che ricordi in modo particolare la "realtà virtuale" del mondo di Neo: la storia è "terrena", concreata, reale. La fonte principale di ispirazione circa Mama Jacinta sono i libri di Hernán Huarache Mamani, che mi sono letto, in particolare "La profezia della curandera": i poteri che ha la nostra Jacinta sono quelli di cui parla lo scrittore, e anche la storia del fulmine è presa da lì (e non da Matrix).

Moreno Burattini ha detto...

(continua) Su He-Man non so che dire perché, davvero, non ho mai né letto né visto nulla. Ma anche se avessi letto e visto, non ci sarebbe niente di male: Nolitta ha ripreso pari pari il suo Vampiro, l'Uomo Lupo e il Mostro della Laguna Nera dai film che gli erano piaciuti, e ne ha dato una interpretazione zagoriana. Se io l'avessi fatto con Matrix o con He Man non avrei fatto altro che seguire l'esempio nolittiano (quello a cui vengo sempre richiamato). A proposito di esempio nolittiano, in "Magia senza tempo" sì che Zagor diventa un eroe mistico e magico, al servizio di divinità trascendenti e incarnazione di una profezia, vestendo i panni del predestinato. Io non ho osato fare niente del genere (ma evidentemente, quel che è concesso a Nolitta a me è negato). Ribadisco il concetto: Zagor non è un predestinato, ma le profezie che lo riguardano si limitano ad anticipare quel che accadrà e che sarebbe comunque accaduto, non perché scritto nel destino (che non esiste) ma solo perché letto in una dimensione dove il tempo non esiste e tutti i momenti sono contemporanei e presenti. Zagor non ha superpoteri. Shyer non ha preso il posto di Wandering Fitzy, ha solo "completato" il suo insegnamento con un po' di misticismo indiano (che Zagor deve pur aver appreso, se si presenta ai pellerossa come inviato di Manito). Faccio presente anche che sul numero 400 compare un'altra strega come Shyer, inventata da Boselli, Lyla: a Boselli però nessuno ne ha mai contestato l'uso (che io ricordi). C'è evidentemente un culto sciamanico femminile che ricorre su Zagor (l'idea è attinta dalla stessa pozza dei miti da cui attingono tutti gli autori). Per finire, Zagor non diventerà un supereoe, non si rivelerà essere un figlio di Atlantide, non cambieremo l'ortodossia nolittiana. Spero di aver tranquillizzato tutti!

Annalisa ha detto...

Finalmente un lettore con la schiena dritta, una disamina perfetta. Uno Zagor così penso che non piaccia più a nessuno. A questo punto è facile immaginare anche che fine faccia Shyrer. Bellissimo questo passaggio:” Ciò che è sicuro che stiamo parlando di cose che vanno oltre la percezione umana di Zagor e del lettore.”
Incentrare la risposta per la maggior parte su Mama Jacinta purtroppo è indice che Burattini non ci ha capito molto, l’allusione poi con un attore di un film porno… non credo che quando da ragazzo scrivevi a Sergio Bonelli questo ti rispondeva così. Se questi sono i valori che vuoi insegnare poi tenerteli per te.

Moreno Burattini ha detto...

Per Annalisa: forse non ci ho capito molto, ma evidentemente anche la mia risposta non è stata ben compresa, dato che io ho dato essenzialmente ragione (fin dalla prima frase che ho scritto) al lettore con "la schiena diritta", a cui ho risposto con affetto e simpatia (mi piacerebbe sapere dov'è che ho dimostrati il contrario). Ho soltanto chiarito che nulla nelle mie ultime storie lascia pensare a una trasformazione di Zagor in Neo o in He Man, e ho spiegato quali sono le mie fonti di ispirazione (se poi il lettore "con la schiena diritta" voleva sapere altro, e non l'ho capito, sarò lieto se mi viene rispiegato). Ho concentrato molti passaggi su Mama Jacinta perché di lei mi veniva chiesto: non era così? Se non era così, vuol dire che di Mama Jacinta non mi si chiedeva? Riformulando la domanda, risponderò più appropriatamente (per farsi ben comprendere a volte bisogna anche formulare le domande giuste per aiutare l'interrogato duro di comprendonio). Personalmente rispondo a tutti i lettori con disponibilità e, se ci riesco, con simpatia, esattamente quello che faceva Sergio Bonelli con me, come credo possano testimoniare alcune migliaia di persone. Nella "simpatia" rientra anche lo sforzo di fare delle battute sdrammatizzanti, come quella su Rocco Siffredi, che è appunto una battuta (che a me fa ridere, ma ovviamente ognuno ride a modo suo). Faccio presente che quella battuta compare in una risposta a un commento sul mio blog, e non in una lettera che giunga dalla casa editrice, e dunque si tratta di un mio spazio privato e personale dove, per fortuna, posso prendermi anche il vezzo di scherzare e affrontare gli argomenti che preferisco, essendo libero di farlo (come liberi di non leggermi sono quelli che non apprezzano questa libertà). Riguardo ai valori da insegnare (ammesso e non concesso che affrontare tutti gli argomenti, anche quelli tabù, non sia il modo giusto), Rocco Siffredi ogni volta che compare in TV, anche su RAI 1 (come a fatto di recente, senza scandalo per nessuno salvo forse per chi si chiama Annalisa), fa bella figura: non altrettanto si può dire, per esempio, di molti politici. Se preferite, anziché rammentare (pur per scherzo) un pornodivo, d'ora in poi citerò soltanto, dovendo trasmettere dei valori, nomi di politici. Inoltre, proprio sull'ultimo numero de "La Lettura", il supplemento letterario domenicale del "Corriere della Sera", c'era dibattito sulla pornografia con un elenco di intellettuali che si sono schierati a favore del genere, tra cui Salman Rushdie. Sul mio blog, peraltro, ho trattato l'argomento in vari articoli, tra cui uno di inizio anno in cui approfondisco le tesi di una studiosa americana, Nadine Strossen, autrice di un saggio dal titolo "In difesa della pornografia". Ma si badi bene che io, nella mia risposta al lettore "con la schiena diritta", non ho difeso la pornografia e ho solo citato, scherzando, il nome di un attore usato peraltro in un paragone per assurdo e non additato ad esempio per le nuove generazioni. A proposito di "schiena diritta", che vuol dire? Che tutti quelli (per fortuna, tanti) a cui piacciono certe storie hanno la schiena curva? Bel modo di considerare chi non è d'accordo con le proprie idee e di insultare gli altri: un vero modello (è un valore da insegnare, il disprezzo per le opinioni altrui?). Dunque, se a me una storia non piace ho la schiena diritta, se ad altri piace, hanno la schiena piegata? E chi fa dei complimenti lo farebbe per fare piacere a me? Mah, che idea assurda. Come assurda mi pare la tesi secondo cui "uno Zagor così non piace a nessuno". Se fosse, Zagor avrebbe chiuso i battenti da tempo: io lo scrivo da ventitré anni, sempre cercando di portare avanti la tradizione nolittiana. Che cosa ci sia di non nolittiano ne "Sulle tracce di Dexter Green", non riesco a capirlo. Sarà che, come volevasi dimostrare, sono duro di comprendonio.

Adriano SCLS ha detto...

Volevo fare i complimenti per la storia in corso , per ora è una buona storia , avventurosa , “corale” , con un buon intreccio fra personaggi ben caratterizzati . Sullo sfondo una ambientazione suggestiva ben documentata . Prisco sempre più bravo .
Per un giudizio definitivo sulla mia colonna vertebrale attendo gli sviluppi successivi . :-)

mic ha detto...

Per quanto mi riguarda Zagor è una scoperta recente. Nel giro di pochi mesi ho recuperato i lavori di tanti sceneggiatori e disegnatori diversi e di epoche differenti. Posso capire l'affetto di alcuni lettori storici verso la loro idea di personaggio però... però stiamo parlando di narrativa seriale non di esegesi della Divina Commedia. Non voglio dire che la seconda sia più importante della prima, anzi: preferisco Stephen King a Philip Roth, Spielberg a Sokurov (pur leggendo e guardando tutto ciò che c'è), non voglio passare per snob, né tantomeno dire che sia scorretto analizzare profondamente la sceneggiatura di un fumetto. Però il bello dei fumetti Bonelli è dato dall'apporto personale di ogni sceneggiatore. Il Dylan Dog di Sclavi non è quello della Barbato, lo Zagor di Burattini è diverso da quello di Boselli, per esempio. Sono tutti diversi e tutti interessanti, secondo i gusti di ciascuno. Magari sono sbagliato io ma la ricerca a tutti i costi di una coerenza biografica del personaggio mi sembra un'operazione oziosa. Uno stress inutile. Tanto più che le argomentazioni in difesa portate da Burattini sono a mio avviso molto ben strutturate e motivate. Zagor è il fumetto della commistione e della fantasia e una delle cose belle della fantasia, per quanto mi riguarda, è l'elasticità mentale. A me questo Zagor piace, piacciono tutti gli Zagor: è il gusto della lettura. Approvo chi critica un buco di sceneggiatura, un intreccio banale, un dialogo ridondante, ma proprio non capisco le critiche alla "natura del personaggio". Per esempio, "Darkwood anno zero" (appena letto!) introduce un elemento magico-metaforico nella genesi della scelta di vita del giovane Wilding, non vi piace? Non leggetelo! Noi lettori abbiamo il controllo, il coltello dalla parte del manico: nessuno ci obbliga a leggere tutto, a ricordarci tutto, a prendere ogni cosa per oro colato. Il mondo è pieno di fumetti, uno può anche decidere di non leggere. Oppure si può leggere tenendo buoni solo gli spunti che gli piacciono. Scusate lo sfogo, non voglio criticare nessuno, anzi ho trovato molto interessanti le posizioni di tutti, anche quelle che non condivido appieno. Ho voluto solo lasciare la mia testimonianza di lettore che percepisce la questione in modo differente.

Franco Lana ha detto...

Completamente d'accordo con Mic! (Che non conosco)

Lorenzo ha detto...

«Se questi sono i valori che vuoi insegnare poi tenerteli per te»

Io non credo che Burattini, come qualsiasi altro autore, voglia "insegnare" certi valori. E quali sarebbero i valori giusti e quelli sbagliati? Ogni volta che sento certi personaggi, politici e non, parlare di "difesa dei valori" i "valori occidentali" oppure i "valori non negoziabili" mi viene voglia di entrare nel televisore e prenderli a schiaffi!
Ma quella di Burattini è solo una battuta, non è affatto un'allusione. Invece di Rocco Siffredi avrebbe potuto dire Pippo Baudo o Enzo Paolo Turchi, il senso sarebbe stato lo stesso, la pornografia non c'entra un cavolo.

VALESASA ha detto...

Non voglio entrare nel merito della discussione. Voglio solo precisare che io ho esposto dei dubbi a Burattini argomentandoli ed ho ricevuto una risposta garbata, tanto è vero che sono state ritenute valide le mie tesi. A me piace sia Zagor che le storie sceneggiate da Burattini e nemmeno potete immaginare quanto, se qualcuno è di parere opposto può farlo con argomenti propri. Grazie