domenica 23 settembre 2012

IN CASO DI COSO



Continuo, come tradizione, a mettere insieme questi articoli con il "coso" nel titolo, che ormai sono già  undici, divisi per mesi: trovate l'elenco poco più sotto, con i rispettivi link per andare a cercarli a colpo sicuro (nel caso vi interessasse farlo).  Per chi ancora non le conoscesse, le regole del gioco sono queste: più o meno una volta al mese, raduno in un unico articolo le cose più divertenti o interessanti (testi, immagini e facezie, segnalazioni) pubblicate sul mio “coso” su Facebook.  I testi che seguono hanno il pregio di essere brevi e scollegati fra loro, e dunque si possono leggere solo quelli che hanno il titolo più divertente o l'illustrazione più accattivante.

Giugno2012:  Il primo coso bello 
Maggio 2012:  Coso dolce coso 





BURATTINI BONO
1 agosto. Ho collaborato anch'io al libro d cui parla afnews nel link sottostante. E' un tomo curato da Gianni Bono, che mi ha affidato le voci enciclopediche di Mauro Boselli, Ade Capone, Tito Faraci, Gallieno Ferri e Luciano Secchi. Non c'è una voce Moreno Burattini (temo), se no avrei chiesto di scrivermela da solo.
http://www.afnews.info/wordpress/2012/08/in-uscita-una-storia-del-fumetto-italiano/



PAGURI IN FUMO
2 agosto. E' uscito il numero estivo doppio 206/207 di "Fumo di China", con una intervista a Caluri & Pagani, i nuovi Magnus &Bunker secondo me, a proposito del loro "Nirvana", attuale possibile sostituto dell'Alan Ford dei bei tempi. In più, altra  intervista molto interessante ai fratelli Cestaro e un dossier sull'Uomo Ragno (a me non torna mica tanto la storia di Miles Morales, il tredicenne che prende il posto di Peter Parker: non perché la sua storia non possa essere bella, ma perché poteva essere raccontata lo stesso facendolo diventare un supereroe diverso da Spidey), con una terza intervista a Sara Pichelli, disegnatrice (donna e italiana) del nuovo Ultimate.



L'UOMO COPERTINA
2 agosto. Brochure del MaFest (Croazia) del 2011, con Gallieno Ferri in copertina.



COLLEZIONE PRIVATA
2 agosto. Stefano Babini. Corto Maltese (collezione Moreno Burattini).


MY... STERE
2 agosto. Il Martin Mystère di Stefano Babini.



MORENO UNO
2 agosto. Forse ricorderete i mondiali di calcio del 2002, quando l'Italia fu eliminata anche per colpa di un arbitro ecuadoregno, attualmente detenuto negli USA per traffico di stupefacenti, chiamato Byron Moreno. In quei giorni, sui giornali sportivi, qualcuno disse che l'arbitro Moreno assomigliava a Cico. Allora io e Marco Verni realizzammo questa vignetta, per nostro divertimento (testi miei, disegni suoi). E' inedita.



MORENO DUE
3 agosto. Il super-colorista Attila Juhas croato-americano mi fa avere la vignetta mia e di Verni sull'arbitro Moreno in versione technicolor. Dev'essergli piaciuta! Grazie!



E LA', MONTI AL TIMONE!
4 agosto. Vincenzo Monti. Tex.
"E là Monti", per inciso, è l'anagramma di "al timone".



LA CASA NEL CIELO
4 agosto. Non so dove sia, il luogo in cui è stata scattata questa foto... però ha ragione Stefano Grasso che, mandandomela, mi scrive: "Ciao Moreno,guarda un po' se questa casetta non sembra la Casa nel Cielo dei frati Serafino e Gelsomino?"


L'EFFETTO BENEFICO E IL SAPUTELLO
5 agosto. La dolce metà sta leggendo "Cinquanta sfumature di grigio", che le ho comprato appunto perché andasse lei in avanscoperta. Ieri sera, a letto, mentre leggevamo insieme ognuno per proprio conto, le ho chiesto come andasse l'esperienza. Lei se ne è detta entusiasta. Anzi, ha aggiunto: "Vuoi vedere che effetto mi fa?". Non posso addentrarmi a descrivere i successivi dettagli, ma assicuro che si è trattato di un effetto benefico. Stamattina, compro il "Corriere della Sera" e, in prima pagina, trovo una stroncatura del saputello Beppe Severgnini, intitolata "Cinquanta sfumature di noia", che si domanda, senza darsi una risposta, "perché tanto successo?". Caro Severgnini, io non ho ancora esaminato il libro, ma fra la recensione pratica fattami la sera prima da una lettrice, e la sua, piccata e disgustata, mi fido più della prima. Anche perché, se c'è una cosa che ho imparato, è quella di non fidarsi mai del recensore che, parlando di erotismo, cita come esempio Henry Miller e i suoi Tropici (del Cancro e del Capricorno), due dei libri più noiosi che abbia mai letto e che, dopo un po' di indecisione, ho comunque tolto dagli scaffali della letteratura erotica, mettendoli in quella della letteratura americana main stream. E invece, lei mi scrive: "C'è più erotismo in una virgola di Henry Miller che in cinquecento pagine di Mrs James". Non sarà un'affermazione un po' snob?



LA STREGA D'INVERNO
5 agosto. Consigli per gli acquisti. Non sarà una sorpresa, per chi mi segue da tempo, il fatto che io continui a parlare con entusiasmo di Brendon e a consigliarne la lettura. Però, questo n° 86, "La strega d'inverno" (agosto/settembre 2012) vale sicuramente la lettura, sia per la storia (bella, amara e coinvolgente), sia per i disegni, opera di Corrado Roi, un autore che gode di una folta schiera di ammiratori. In particolare, non si possono non ammirare le tavole in cui il tenebroso illustratore dà la sua versione della favola di Cappuccetto Rosso, richiamando alla memoria la lezione del grande Dino Battaglia.



FESTA A COLORI
5 agosto. Consigli per gli acquisti. Imperdibile come al solito, questo nono Dylan Dog Color Fest (agosto 2012). E, come al solito, ci sarà a chi piacerà di più questo o quel racconto, tra le quattro storie brevi (trentadue tavole ciascuna) di cui è  composta l'antologia. Tutte, però, garantiscono spunti intriganti e pagine su cui soffermarsi, almeno per la bella colorazione, o per la presenza di un autore ospite particolarmente interessante. Stavolta, per esempio, si comincia con un episodio ("Quell'hotel sulla spiaggia") scritto dai dampyriani Mauro Boselli e Luca Rossi (entrambi noti comunque anche per molto altro a parte Dampyr). Il mio racconto preferito è però il terzo, intenso e commovente, "Il bottone di madreperla", scritto da Barbara Baraldi (romanziera prestata al fumetto) e disegnato dal disneyano Paolo Mottura. Basterebbero i quattro nomi fin qui citati per convincere chiunque a leggere il volume. E se ci aggiungo anche altri testi di Maurizio Mantero (Ken Parker, Julia) e Giovanni Gualdoni (che di Dylan è il curatore), e dei disegni di Freghieri e Leomacs voi che fate?



UOMINI E NO
5 agosto. Ogni volta che trovo una citazione citabile, se posso, me la segno, così da citarla nel caso serva. Oggi, ho preso in libreria un volumetto BUR, intitolato "O si pensa o si crede", che raccoglie gli scritti sulla religione del mio filosofo preferito, Arthur Schopenauer (a cui ho dedicato un articolo sul blog, qualche tempo fa). C'è un passaggio che ho evidenziato in giallo già nelle prime pagine,
ed è quello in cui il pensatore di Danzica si scaglia contro il passo della Genesi (I, 28) in cui Dio ordina agli uomini di crescere, moltiplicarsi e popolare la Terra (e fin qui, nulla di male) e quindi di assoggettare il pianeta e dominare sugli animali. Schopenauer si inalbera da par suo (era un polemista nato) ed esplode indignato: "Questa è veramente un'infamia! Dio consegna all'uomo gli animali, affinché domini su di loro. Domini! Ogni venditore di cani ha più cura dei suoi animali! L'uomo deve riconoscere che gli animali sono, essenzialmente, uguali a lui, e deve trattarli di conseguenza". Come dargli torto?
Il futuro dell'uomo è indissolubilmente legato a quello del resto delle forme viventi che popolano il nostro pianeta. Biologicamente parlando, siamo un tutt'uno, tutti fabbricati a partire dalla stessa tipologia di DNA, tutti evoluti da una primordiale forma di vita. Noi e i gatti, per esempio, abbiamo un antenato in comune, un proto-lemure. Se guardo i miei gatti, io non mi sento diverso da loro nella sostanza, solo nella forma. Loro hanno talenti che io non ho, come l'udito finissimo, l'olfatto prodigioso, l'agilità incredibile: l'evoluzione li ha favoriti in quelle direzioni. Io ho un pochino di autocoscienza in più, avvantaggiata dalla possibilità di usare le mani (i prototipi delle quali servivano agli antichi lemuri per afferrarsi agli alberi). Dal mio punto di vista, la possibilità di interrogarmi sulla vita e sulla morte è una sorta di maledizione, perché ci toglie la felicità dell'inconsapevolezza, però dal punto di vista evoluzionistico il pensiero speculativo ci ha garantito la possibilità di sopravvivere (mentre altre specie del genere "homo" con cui abbiamo convissuto per milioni di anni, invece, non ce l'hanno fatta). I gatti ugualmente si sono evoluti favoriti nella sopravvivenza anche dalla loro disponibilità alla convivenza con noi "sapiens" (se fossero rimasti selvatici, chissà se sarebbero tanto numerosi). Ma, a conti fatti, partendo dagli antenati comuni (e tutti i cordati si possono far risalire, probabilmente, alla pikaia gracilens del Cambriano), siamo tanto evoluti noi, quanto i gatti. E quanto i batteri, che sono probabilmente la forma di vita dominante nel pianeta, quella che, se volesse, farebbe estinguere tutte le altre in pochi giorni. O quanto i coleotteri, per cui Dio (come disse una volta un famoso biologo) sembra avere una spiccata predilezione (molto di più che per gli esseri umani, a giudicare dalla loro fortuna). In conclusione, non mi sento "superiore" a nessun animale, e mi accontento di "dominare" le zanzare e i virus per puro spirito di sopravvivenza. Per inciso, se non ci fossero le zanzare e i virus, sarebbe un cattivo segnale: probabilmente ci estingueremmo anche noi. Tutto questo non ha niente a che vedere con l'esistenza o la non esistenza di Dio, il quale, se c'è, probabilmente ama noi quanto gli animali. Post scriptum: se è vero che la Genesi va interpretata, anche Schopenauer non va preso alla lettera ed è chiaro che voleva mettere appunto in ridicolo le interpretazioni letterali della Genesi. Nessuno, credo, potrebbe dar torto a chi ritenga implausibile la storia di Adamo, Eva, la mela e il serpente, al pari della scena in cui Dio dà all'uomo il dominio (o la superiorità) sugli animali. Proprio chi crede in Dio crede (spero) in qualcosa di concettualmente più elevato. L'antropocentrismo è un po' come la teoria seconda la quale la Terra era al centro dell'Universo e tutto ruotava attorno a lei. Non è così, nonostante la Genesi e la storia delle mura di Gerico, come è stato dimostrato.



DONNE CHE LEGGONO LE DONNE
5 agosto. Forse ricorderete l'aneddoto di ieri a proposito di "Cinquanta sfumature di grigio", con l'entusiastica "recensione pratica" di una lettrice contrapposta a quella un snob di Beppe Servegnini sulla prima pagina del Corriere della Sera, che invece stroncava il libro, accettando come esempio di erotismo soltanto Henry Miller e non potendo contemplare scritti erotici al di sotto di quel livello letterario lì. Si sa, i radical chic hanno palati fini. Per fortuna, sul Corsera di oggi c'è una replica. E per fortuna, viene proprio da una donna, Maria Luisa Agnese, giornalista storica del quotidiano di via Solferino. "Non è noia, ma 50 sfumature di gioco e libertà", si intitola la controrecensione. La Agnese scrive che non se la sente di liquidare come fa Severgnini il best seller della James e anche lei trova un po' spocchioso il paragone forzato con Miller. Mi piace il riferimento alla "libertà" delle donne: in questi tempi bigotti e moralisti, se una donna ostenta il decolletè o le gambe c'è subito chi parla di cultura maschilista che impone al gentil sesso quegli abiti e quegli atteggiamenti, e dunque si paventa lo sfruttamento del corpo femminile. Le donna ci hanno messo cinquemila anni per poter avere il diritto di spogliarsi, e le vogliono già far rivestire. Ben venga la libertà di fare (e scrivere, e leggere) quel che si vuole. E meno male che se Miller ha scritto, da uomo, "Tropico del Cancro", c'è una donna che può scrivere "Cinquanta sfumature di grigio" senza essere lapidata, se non da Severgnini.


CIAO ENRICO
5 agosto. Henry Bagnoli. Martin Mystère e Java.



L'ONESTA' DEGLI SCRITTORI
5 agosto. Ogni volta che apro "La lettura", il primo pezzo che vado subito a cercare è "La pagella", di Antonio D'Orrico. Oggi, il recensore dà otto al romanzo "Calico Joe" di John Grisham. E' un libro che non ho letto, ma quel che ho letto di Grisham ha sempre meritato più di otto (uno, "Il professionista", ambientato in Italia, merita almeno nove). Mi ha colpito, però, quello che ha scritto D'Orrico: "Gli scrittori americani sono più onesti degli scrittori europei. Nel senso che scrivono storie che vogliono essere semplicemente storie. Gli scrittori europei sono più presuntuosi e pretestuosi e, in genere, non amano scrivere storie che siano semplicemente storie, perché sono più intellettuali che scrittori". Mi viene in mente la distinzione fatta da Arturo Perez-Reverte (europeo), che ho citato qualche tempo fa, fra scrittori e romanzieri, e sul suo voler essere annoverato (evidentemente, con Grisham) tra i romanzieri. Viva le storie che sono semplicemente storie.


LA LETTURA DI LETTERI
5 agosto. Guglielmo Letteri. Tex.

UN FUMETTO PER DOTTI
5 agosto. Maurizio Dotti. Zagor.


GLI ARCHIVI BONELLI
8 agosto. Si chiamerà "Gli archivi Bonelli" una nuova collana con cui la Rizzoli Lizard comincerà a celebrare la produzione bonelliana a un anno esatto dalla scomparsa di Sergio,. Il primo volume uscirà infatti proprio il 26 settembre 2012 e sarà dedicato a Guido Nolitta riproponendo, con l'aggiunta di un corredo critico, tre storie di Tex, Zagor e Mister No: "El Muerto" (disegni di Aurelio Galleppini), "Il Re delle aquile" (disegni di Gallieno Ferri), "L'uomo della Guyana" (disegni di Roberto Diso).



RIFLESSIONI DALLE VACANZE
Riflessioni dalla vacanza - 1. Prima di partire, uno dei ragazzi di casa, già patentato, mi chiede: "Mi lasci il navigatore, che mi serve?". "Serve anche a me - rispondo - tu dove devi andare?". "A Lerici, al mare, con la fidanzata". "Lerici è a cinquanta chilometri e vai e torni in giornata, io devo andare una settimana a duecentocinquanta chilometri di distanza, perciò il navigatore è più utile a me. E poi, guarda che arrivare a Lerici è facile, non serve il navigatore. Ti lascio la cartina". E lui: "Ma io nella cartina non mi ci raccapezzo. Non ci capisco nulla". Ecco i risultati dell'iper tecnologia: i ragazzi sanno usare smartphon e Ipad a occhi chiusi, e non sono più in grado di interpretare una mappa pieghevole. Il giorno che una tempesta elettromagnetica del sole cancellerà tutte le memorie dei computer o un black out globale farà mancare la corrente, voglio proprio vederli.

Riflessioni dalla vacanza - 2. Tutte le sere, bagno turco e idromassaggio nella zona termale dell'hotel. Da qui, una riflessione sugli accappatoi. Gli accappatoi si dividono in due categorie. Quelli che fanno il loro lavoro e cioè assorbono l'acqua e asciugano il corpo dopo essere stati indossati, e quelli che, per motivi misteriosi, sono stati costruiti con materiale che sembra idrorepellente e ti lasciano sgradevolmente bagnato. Il dubbio è: perché li fanno così, i secondi?

Riflessioni dalla vacanza- 3. Più sono piccoli e sconosciuti i paesini in cui ti imbatti lungo la strada, più la gente ti accoglie con un sorriso. E' bello andarci apposta a cercare dove mangiare, dove comprare un prodotto tipico, a scattare foto di angoli incredibili, a vedere le facce dei vecchietti seduti davanti ai bar a non far niente, neppure con la tazza di caffè sul tavolino, solo a scaldare la sedia, senza che il barista pensi di scacciarli perché non consumano.

Riflessioni dalla vacanza - 4. Scopro di continuo belle librerie fuori mano. Le ultime due, a Castel del Piano (Grosseto) e Bagni Vignone (Siena). Gestori sorridenti che ti accompagnano a scoprire volumi particolari in scaffali con libri insoliti. Impossibile uscire senza la borsa piena di acquisti, sorridenti e soddisfatti. Poi, leggo il giornale e apprendo che in Inghilterra Amazon annuncia di aver superato, quanto a vendite di e-book, le vendite delle librerie sul territorio. Pare che per ogni 100 testi venduti in libreria, Amazon ne venda 140 in formato digitale. Mi si vuole convincere che questo è meglio: la gente leggerebbe di più, e anche per gli scrittori dovrebbero esserci più incassi. Mah. A me, invece, dispiacerà quando, andando in giro per paesini, troverò le librerie chiuse e non ci potrò più entrare dentro a curiosare.

Riflessioni dalle vacanze - 5. Dopo aver mangiato benissimo in un piccolo ristorante fuori mano in un paesino sperso nella campagna, viene da chiedersi perché devi pagare il doppio per mangiare meno e male in centro a Milano.



LA NOTTE DI SAN LORENZO
10 agosto. Si appresta la notte di San Lorenzo. E' la notte dei desideri, oppure la notte in cui il cielo piange stelle come lacrime sul nostro pianeta, il pascoliano "atomo opaco del male". Però, se c'è stato qualcuno, come il Pascoli, in grado di scrivere i versi di "X Agosto", secondo me c'è ancora speranza di redenzione.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del male!



RAMBALDI SE NE VA
11 agosto. Grazie, Carlo. Salutaci ET, lassù sull'astronave su cui hai lasciato in pianeta Terra.
http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/08/10/news/carlo_rambaldi-40727583/



GENTE CHE NON VALE UNA CICCA
11 agosto. Sono sempre molto tollerante con chi fuma, nel senso che non impedisco mai che un amico si accenda una sigaretta in mia presenza, non chiedo di smettere a chi lo fa standomi nei pressi, non faccio campagne ideologiche contro le multinazionali del tabacco, riesco persino ad apprezzare l'aroma della pipa, mi piace il look di chi fuma il sigaro. Tuttavia, io non fumo e mi meraviglio sempre che ci sia gente intelligente che lo fa, visto che non ormai (dato che "il fumo uccide" è scritto bello grande anche sui pacchetti di sigarette) non si possono sottovalutare i mortali rischi per la salute legati al consumo di tabacco, e visto che fumare, oltre inutile e dannoso, costa un capitale. Però, vabbè, ognuno decide per sé e siamo tutti liberi di farci del male e di buttar via i nostri soldi. Tuttavia, lasciatemi compilare un decalogo dei comportamenti dei tabagisti che infastidiscono anche me, che pure sono di buon carattere. Ecco i fumatori che non sopporto neppure io.
1) Quelli che fumano al mare e poi lasciano le cicche nella sabbia, come se la spiaggia fosse un'immensa tabacchiera.
2) Quelli che fumano ai tavoli all'aperto dei ristoranti: a tutti, non soltanto ai fumatori, d'estate fa piacere sedere in terrazza o nel cortile e quelle zone non sono riservate a chi fuma, perciò chi fuma deve sapere che disturba il pasto di chi gli è accanto, e non ci si può appellare al fatto di essere en plein air. Se si vuol fumare, ci si alza e si va comunque sul marciapiede, in strada.
3) Quelli che fumano vicino ai bambini, i loro o altrui; soprattutto le mamme e i papà che portano i figli a spasso, fumando mentre li tengono per mano o spingono le carrozzine.
4) Le donne incinte che fumano, in ogni caso.
5) I medici, i preti e i politici che fumano, in ogni caso.
6) I professori o gli insegnanti che fumano davanti agli allievi, o mostrano di avere il pacchetto di sigarette in tasca o nella borda.
7) Quelli che vuotano il portacenere della macchina per terra quando sono fermi al semaforo.
8) Quelli che fumano nei giardini pubblici, in piscina o nei parchi giochi (Disneyland, Gardaland, Mirabilandia) con tutti i bambini intorno, anche se sono all'aperto.
9) Quelli che fumano nelle toilette dei treni.
10) Quelli che fumano appena scesi dal treno, mentre tutti scendono e devono fare in gruppo il percorso dal vagone fino all'uscita: possibile che non si possa aspettare cinque minuti i fumare fuori dalla stazione?



SIGNOR GIUDICE
12 agosto. Ho già scritto della mia ammirazione verso lo scrittore Gianrico Carofiglio, finalista peraltro nell'ultima edizione del Premio Strega. I suoi romanzi con protagonista l'avvocato Guerrieri hanno il loro punto di forza nella perfetta ricostruzione delle dinamiche dibattimentali nei processi italiani, e di come funzionano, per esempio, le visite in carcere dei legali ai loro assistiti. Carofiglio conosce bene la materia perché è un ex-magistrato. Dal 2008 è anche un parlamentare, essendo stato eletto senatore nelle fila del PD. In questa sua veste, ha fatto questa dichiarazione a Radio Radicale: "Ho proposto, e non provocatoriamente, che chi entra in magistratura dovrebbe, nel periodo del tirocinio, essere ristretto per tre giorni in cella per capire cosa vuol dire essere nel potere altrui. Sono convinto che molte cose cambierebbero". Sono pienamente d'accordo. Temo che a volte i magistrati si scordino di avere nelle loro mani la vita delle persone, e finiscano per essere vittime di una sorta di "sindrome dello sceriffo", la stessa di cui parla Roberto Vecchioni in "Signor Giudice": "Signor Giudice le stelle sono chiare / per chi le può vedere magari stando al mare". Sono sempre stato sensibile alle tematiche legate alla carcerazione, e ancor di più lo sono diventato dopo essere stato due volte a San Vittore. A fare incontri letterari con i detenuti, non come carcerato.
Potete leggerne qui:
http://morenoburattini.blogspot.it/2011/03/sono-stato-sav-vittore.html



BAMBINI
12 agosto. Qualche giorno fa ho scritto a proposito della difficoltà tutta italiana nelle adozioni. Ho avuto molti messaggi in proposito, compreso quello di una coppia di amici, entrambi imprenditori, che non riescono ad adottare il figlio che vorrebbero, nonostante siano due laureati e affermati professionisti, perché non hanno, a parere della burocrazia, un "posto fisso", magari statale. "Se fossimo due poliziotti, per esempio, sarebbe più facile", mi dice lui, scoraggiato. Ieri ho letto questo articolo, scritto da Fausto Biloslavo (il giornalista visto tante volte in TV come inviato negli scenari di guerra). Leggete e vi sgomenterete come mi sono sgomentato io.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/vorrei-adottare-bimbo-burocrazia-me-vieta-828992.html



EL GELATO REVULOSIONARIO
13 agosto. Peccato che il gelato Moreno non ci sia più. E soprattutto, peccato che non ci sia più Jacovitti.



TRISTE CALCIO
13 agosto. Finito lo spettacolo e le emozioni delle Olimpiadi, che tristezza tornare a Fiorentina-Udinese.



I SAY A LITTLE PRAYER
14 agosto. Leggo i risultati di una indagine sul sentimento religioso nel mondo (su un campione di 50.000 persone in 57 paesi). La divisione principale non è fra chi crede e chi non crede, ma fra chi si ritiene una persona religiosa, una non religiosa o un ateo, indipendentemente dal fatto di appartenere formalmente a una confessione o di frequentare luoghi di culto. Questi i dati: si reputano persone religiose il 59% degli intervistati, non religiose il 23%, atei il 13 %. Il punto è che gli intervistati residenti in paesi in cui le leggi della religione sono le leggi della stato, e dove dichiararsi atei viene punito con la prigione, la tortura o la morte, si saranno fidati gli atei o in non religiosi a dichiararsi tali? In ogni caso, sulla base della tripartizione, io non avrei saputo come definirmi: sono uno che spera da sempre di venire convinto di qualche cosa (per esempio, quelle cose su cui sembra avere così facilmente certezze il 59% dell'umanità) sperando di poter finalmente smettere di pormi domande e avere dubbi, ma non ho mai trovato qualcuno che fornisse degli argomenti convincenti e resto sempre perplesso di fronte a quelli che mi vengono prospettati. Dunque, che sono? Religioso, non religioso o ateo? Mah. Un'altra cosa singolare è questa: credono in Dio il 66% delle persone della fascia più povera, contro il 49% della fascia più ricca. Strano: i primi avrebbero più motivi per dubitare dell'esistenza di una divinità buona e giusta. Inoltre, tra i paesi più religiosi spiccano quelli in cui maggiori sono i focolai di violenza: Iraq, Pakistan, Nigeria, Kenya. Non sembra perciò che la fede in Dio comporti un atteggiamento di amore verso il prossimo o di pace nei confronti del resto dell'umanità. Che vorrà dire?



17 agosto. Il caso Pussy Riot è terribile. Ma ancora più terribile è pensare che se le stesse ragazze avessero fatto la stessa cosa in altri posti del mondo avrebbero potuto persino essere lapidate. Insomma, il mondo è ancora un gran brutto posto. Qualunque cosa volessero fare le tre ragazze cantando, hanno semplicemente cantato. Non si può mettere in prigione (ripeto: mettere in prigione) qualcuno per questo. Men che mai, far loro di peggio. Se si punisce con il carcere l'uso della voce, qualunque esso sia, la sproporzione fra il delitto e la pena è tale da far crollare le basi stesse del diritto.


NIRVANA
27 agosto. Mia figlia Alice si è comprata il diario scolastico e ha scelto quello di Comix. Si è molto divertita a leggere le strip di "Nirvana", di Roberto Totaro, il cui ineffabile santone è del resto il simbolo stesso dell'agenda. Le ho detto che Roberto Totaro, oltre a essere una persona simpaticissima (con cui cui ho perfino lavorato, nella realizzazione della storia "Seconda creazione", durante una Lucca Comics), segue anche il mio "coso" su Facebook e spesso commenta pure. "Davvero?", ha detto lei sgranando gli occhioni azzurri. Credo di aver guadagnato più punti grazie a questo che con una decina di storie di Zagor messe insieme.

http://www.nirvanacomix.com/



UNA FORCA IN OMAGGIO
28 agosto. Walter Venturi. Omaggio a Magnus. Zagor e Cico come sarebbero stati se fossero comparsi ne "La Compagnia della Forca".



IL PIACERE E' TUTTO MIO
28 agosto. Una recensione che mi ha fatto molto piacere leggere.
http://www.ubcfumetti.com/zagor/?25784


IL CODINO
28 agosto. In un capitolo del formidabile romanzo di Rudolf Erich Raspe, il barone di Munchausen, in groppa al suo destriero, sta per sprofondare nelle sabbie mobili. Nessuno può salvarlo, ma ecco come riesce a cavarsela: ”Senza fallo vi sarei dovuto morire, se la forza del mio braccio, afferrandomi per il codino, non mi avesse estratto dalla melma assieme al cavallo, che stringevo forte fra le ginocchia”. In pratica, il barone si afferra per i capelli da solo e si tira fuori dal pantano. Ecco, credo che sia un buon consiglio che tutti dovremmo darci per cavarcela quando siamo in difficoltà e non sappiamo a che santo votarci.


L'INEDITO
29 agosto. Un inedito, umoristico e giovanile lavoro di Giuseppe Prisco (testi di Franco Lana).




LA BIBLIOTECA DEL RICORDO
29 agosto. Ho comprato in edicola la prima uscita di una nuova collezione settimanale chiamata "Biblioteca del Ricordo", varata dalla RBA Italia. Per 5 euro, mi hanno dato due libri cartonati: "Cuore" di De Amicis, e "Il primo libro del bambino", della Salani, entrambi in una edizione anastatica fedele a esemplari di inizio Novecento. Mi è sembrata una iniziativa fantastica e il programma dei titoli è accattivante: non solo ci sono libri rari o poco noti, ma tutti riproducenti le copertine, i formati e le illustrazioni interne delle prime edizioni. Mi aspetto di essere stupito da "La Bibbia del bambino" o da "Sogno, letture per la IV classe", e di recuperare finalmente Ciuffettino, Giannettino e Capitan Spaventa.




SANGUE E LACRIME
29 agosto. E' di oggi la notizia del furto, e del successivo ritrovamento, di una reliquia di Giovanni Paolo II: una ampolla del suo sangue. Il che mi ha fatto tornare in mente le immagini trasmesse alcuni mesi fa in occasione di non so quale anniversario che riguardava il Papa polacco, allorché fu esposta alla devozione dei fedeli la maglietta insanguinata da lui indossata il giorno dell'attentato in Piazza San Pietro. Capisco il fervore religioso, e lo rispetto. Però, sinceramente, non si può dire che una maglietta insanguinata sia un bello spettacolo o sia qualcosa che valga la pena di essere messa sotto cornice. Personalmente, la manderei in lavanderia. Voglio dire: ci saranno cose belle, buone, significative, interessanti, edificanti, e che ugualmente ricordino Karol Wojtyla, da far vedere, invece che un capo di biancheria intima che di certo lo stesso sant'uomo, in vita, mai avrebbe volontariamente mostrato in pubblico? Perché nell'immaginario cattolico (e lo dico da cattolico) ci deve essere questa perversa attrazione verso il grandguignolesco, il truculento, il sanguinolento? Perché le madonne piangono lacrime di sangue invece di, miracolosamente, sorridere? Perché i fedeli si contendono le garze con la saliva, l'espettorato o il pus di padre Pio, invece che il ricordo di una sua carezza, o la registrazione di una sua omelia, o un libro da lui scritto o almeno da lui benedetto? Le vere reliquie dei santi non sono piuttosto i loro discorsi, le loro opere, i loro sorrisi?


FOTO D'EPOCA
29 agosto. Foto d'epoca. Anni Novanta. Moreno Burattini con l'indimenticato disegnatore texiano Vincenzo Monti.



DA TRENTA A CINQUANTA
30 agosto. L'ultimo commento di un lettore apparso sul mio blog a proposito del post "Da trenta a cinquanta" , che parla della Collezione Storica a colori.
"Zagor è stato un mito della mia infanzia, i primi fumetti che ho letto sono stati proprio quelli dello Spirito con la Scure. Tuttavia da piccolo non sono mai riuscito a collezionare la saga di Zagor con regolarità. Alle soglie dei quarant'anni ho cominciato a collezionare gli albi comprando regolarmente in edicola il numero inedito. Oggi che ho 50 anni con rinnovato entusiasmo sto collezionando i volumi della collezione storica a colori che è semplicemente perfetta. Le copertine sono spettacolari: la migliore secondo me è quella del numero 20 (Zagor non perdona, che tratta l'avventura dei Seminoles). Spero che la collezione storica a colori possa proseguire fino a ricongiungersi con la serie inedita in edicola ogni mese".


LA FINE DELLA GUERRA
30 agosto. A volte ci si imbatte in frasi folgoranti, che bisogna appuntarsi. E' il caso di una citazione di Platone ed è stata messa dallo sceneggiatore Antonio Zamberletti in bocca a un personaggio in una delle ultime tavole da lui consegnate, che mi sono trovato a supervisionare. Dice: "Solo i morti hanno visto la fine delle guerra". Eh sì, perché i vivi devono continuare comunque a combattere, in questa o in quell'altra battaglia, fino alla fine dei loro giorni.



CASTA DIVA
30 agosto. Sapevo di averlo! Vantaggi dell'essere maniaci collezionisti di carta che mettono da parte tutto: dopo aver rivisto in TV Letitia Casta in giuria al Festival di Venezia, ho cercato un vecchio numero di Panorama (marzo 1999) in cui compare in versione... meno casta.


TORNARE BAMBINO
31 agosto. Durante le riprese del documentario su Zagor di Riccardo Jacopino (che si preannuncia un capolavoro), il regista ha inserito alcune scene di fiction. Una di queste riguarda il sottoscritto: poiché racconto di come, da ragazzo, sognassi leggendo Zagor sotto gli alberi, in montagna, è stata trovata una mia controfigura. Un ragazzino di dieci anni che abita proprio nel mio paese di origine, è stato chiamato a interpretarmi mentre va a leggersi "Indian Circus" nel bosco (gli ho dato l'edizione originale, del 1972) e poi gioca a indiani e cowboy con un amichetto. Le scene, che hanno occupato le riprese di un intero pomeriggio (per tre minuti di film), sono molto belle. Il me stesso da bambino si chiama Edoardo. Eccolo in una foto, accanto a me.




E QUI COMANDO IO
31 agosto. Mi capita a volte di non capire le scelte fatte da chi ha delle responsabilità di decisione. Ma credo che questo sia inevitabile. Del resto, tot capita tot sententiae: tante teste, tante opionioni.
Perciò, ci saranno altri che troveranno incomprensibili certe decisioni che prendo io. In alcuni casi si può provare a discuterne, in altri non c'è modo o non c'è tempo. Ricordo che una delle prime cose che Decio Canzio mi disse quando iniziai a lavorare in Bonelli fu quella di rassegnarmi ad accettare le scelte di chi mi era superiore perché non c'era tempo per interminabili discussioni: chi dirige, deve avere la possibilità di dire "si" o "no" e passare a occuparsi di altro, o il lavoro non andrebbe avanti. Mi rendo conto che anch'io prendo cento decisioni al giorno, cinquanta saranno giuste, trenta discutibili, venti sbagliate: ma se su ciascuna mi dovessi mettere a discutere le decisioni prese sarebbero dieci, e per mandare avanti un'azienda ne servono mille.


LO ZIO MORENO
31 agosto. Da pochi minuti sono di nuovo zio, per la terza volta. E' nato un maschietto di tre chili e ottocento grammi, figlio di mia sorella Laura. Benvenuto, Lorenzo!

2 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Viva le storie che sono semplicemente storie. A trovarle. Tanto varrebbe cercare una chimera, un unicorno o un pagamento fatto da Francone Er Batman Fiorito con soldi che non siano della comunità.
Tony D'Orrico è tanto innamorato da quella che pensa sia la Via Americana alle Storie ( pubblicità virale x la nascente collana SBEllica ? ) - va pazzo x Ellroy fino a Sei Pezzi da Mille esclusi - che non ha spagato il marchingegno: nessuna storia è semplicemente una storia. Il Tex di Letteri che si allontabna dalla frase Viva le storie che sono semplicemente storie non è solo un Ranger con il torace di Bob Redford avvitato sulle gambette di Ugo Tognazzi, ma è anche la allegoria di un divorzio tra un uomo che ha passato decenni a chiamare il suo cavallo Dinamite e la sua bestiola ormai superata dalle prime automatobili a cui Tex e Sundance ( ancora Redford ! ) alla fine hanno deciso di arrendersi. Solo il Dotto Zagor difende il "suo" Dinamite dal progresso. Ogni storia è tutte le storie. Il bianco, il nero e tutte le sfumature di grigio. E ,personalmente, non vorrei fosse altrimenti.

Anonimo ha detto...

Severgnini da un giudizio sulla scrittura del libro non sulla capacità di eccitare.

Se si confondono il valore letterario con la capacità di scatenare fantasie allora si potrebbe tranquillamente affermare che certi porno sono meglio di un Kubrick o un Kurosawa.

Si tratta quindi di due ambiti ben distinti e può ben essere che un libro scritto coi piedi possa essere eroticamente stimolante.
E affermarlo non deve necessariamente sintomo di maschilismo e bigotteria.

Martin