giovedì 6 settembre 2012

SIGNORI, SI CAMBIA



L'illustrazione di Gallieno Ferri che vedete qui sopra, realizzata nel 2009 per la copertina dell'album "Zagor king of Darkwood" di Graziano Romani, è servita anche, per oltre due anni, quale testata del blog con cui siete in queste momento collegati, "Freddo cane in questa palude". Dalla metà di agosto, però, è stata sostituita dalla foto che campeggia in alto sopra queste parole. La nuova testata ha attraversato qualche settimana di rodaggio e alla fine, dopo un po' di aggiustamenti, è diventata definitiva. Dunque, fino a quando non giungerà il momento di un nuovo cambiamento, la vedrete al posto della precedente. Non so se vi piace, o se avreste preferito che restasse l'immagine precedente, in ogni caso secondo me era l'ora di cambiare e si sa che chi si ferma è perduto. Circa i motivi che mi hanno spinto a rinnovare la grafica del mio spazio, potete leggere quel che ho spiegato in un paio di post precedenti, "Due anni nella palude" e "Ansia da prestazione". 



Come sono arrivato a scegliere l'immagine della nuova testata? Innanzitutto, ho riflettuto a lungo su ciò che avrei voluto comunicare ai visitatori fin dal primo impatto, nel momento in cui un "click" li avesse portati qui da me. Mi sarebbe dispiaciuto che si continuasse a scambiare il mio blog per il "sito ufficiale" della Sergio Bonelli o del personaggio Zagor, o che ci si aspettasse di trovare sempre e soltanto articoli riguardanti lo Spirito con la Scure. In realtà, come ben sanno i più fedeli tra i miei lettori, qui si spazia su ogni aspetto dello scibile umano. In ogni caso, ci sono degli argomenti più ricorrenti di altri. E, soprattutto, il modo di affrontarli è quello che mi suggerisce l'istinto, a cui sono abituato a dare libero corso. Questo blog, insomma, mi assomiglia: non lo scrivo per conto terzi, ma rispecchia i miei interessi e dà  una efficace rappresentazione di me e del mio lavoro, due cose che è impossibile scindere.

Così, è nata l'idea di disporre su una scrivania un po' di oggetti che parlassero del sottoscritto, qualcosa che desse un colpo d'occhio sul mio mondo, sul mio modo di pensare, sul mio carattere, su ciò che mi ha formato. Dopodiché, ho coinvolto una fotografa professionista, la bella e brava Francesca Spinelli, webmaster della Bonelli (a lei si deve la cura della parte tecnica del sito della Casa editrice), perché realizzasse un servizio fotografico, provando varie soluzioni. Un'ora di lavoro è bastata a organizzare il set e scattare una trentina di immagini. Eccone alcune tra quelle scartate.





Come si vede, in alcune foto si vedeva meglio una certa cosa, nelle restanti se ne vedevano meglio altre, lì c'era un riflesso sgradevole, là non si distingueva un particolare, e così via. Alla fine, ho scelto quello che mi è sembrato lo scatto migliore. A questo punto ho coinvolto Roberto Banfi, il mago del design editoriale che da anni cura la grafica delle Collezioni Storiche di Repubblica, prima quella di Tex e ora quella Zagor. Roberto era già l'artefice dell'aspetto del blog con la vecchia testata, e dunque si è occupato anche della nuova. Mi ha proposto varie possibilità per la colorazione e il posizionamento delle scritte, e io gli ho suggerito quel che mi pareva si dovesse fare. Alla fine, siamo arrivati al miglior risultato possibile, secondo me. Grazie, Roberto!



Tutti gli oggetti che vedete davanti alle mie mani, sono stati scelti con un ponderazione e hanno un loro perché. Purtroppo, ce ne sono alcuni che alla fine non siamo riusciti a far vedere, come il 45 giri di "Gente di Mare" e il vinile di "Gloria" che avrebbero dovuto testimoniare l'importanza che ha avuto nella mia vita la musica italiana, e quel tipo di canzoni, su quel supporto in plastica nera, da consumare sotto le puntine dei giradischi. Cose di cui ho già parlato in articoli come "Parole e musica" e "Fammi ascoltare ancora Yesterday". Per fortuna, come vedete qui sopra, si riescono a scorgere il CD di "Viva" dei Pooh, e il singolo de "Il carrozzone" di Renato Zero. In "Viva" è contenuta "L'ultima notte di caccia", un brano che secondo me potrebbe benissimo fare da colonna sonora a Zagor. Ovviamente avrei potuto (e dovuto) mettere dischi di Vecchioni, Ruggeri, Bennato, Branduardi, Battiato, Cocciante, De Gregori, Gaber, De André, Baglioni e via dicendo, ma mi sono limitato a Tozzi (che poi non si vede), i Pooh e Renato Zero non tanto per far rabbia a tutti quelli che snobbano o disprezzano, per partito preso, certi nomi, ma per ribadire la mia libertà di giudizio e di ascolto di ciò che mi pare, anche di fronte alle facce disgustate dei soloni che ergono muri (mentre io i muri tendo ad abbatterli, e mi diverto di più). A proposito di Baglioni, forse qualcuno ne avrà riconosciuto il sorriso sotto i miei occhiali da vista (un altro elemento che non è lì per caso): non si tratta della copertina di un disco, e non mi interessava particolarmente far vedere il cantautore di Centocelle. Quella è la copertina di un vecchio numero de "Il monello", una lettura per me fondamentale negli anni dell'infanzia e dell'adolescenza. Peccato che, nell'immagine definitiva, il logo della testata sia rimasto nascosto. Nella foto si vedono anche le statuette Hobby & Work di Zagor e Cico, a testimonianza del mio amore per i personaggi nolittiani e anche del collezionismo delle piccole cose di pessimo gusto. 


Per restare più o meno nella stessa zona della foto, segnalo la presenza di un'altra statuetta, quella di Garfield. Rappresenta il mio amore per quel personaggio, certo (quello delle strip e non quello, tremendo e irriconoscibile, visto al cinema), ma anche verso i gatti. Subito alla vostra sinistra, un vecchio albo di Topolino, il che significa che mi piacciono i fumetti Disney, ma preferisco, sulle ali della nostalgia, gli autori della vecchia guardia e le storie dei bei tempi che furono. Poi non sfugga la gomma da cancellare (significa che sono sempre pronto a cambiare idea, se vengo convinto da argomenti ragionevoli). Sotto la mia mano c'è un numero di Urania e un romanzo che mi è molto piaciuto, quando lo lessi ai tempi del liceo: "Lo scheletro impossibile". Non sono un fan sfegatato degli autori cyberpunk, mi piace la fantascienza suggestiva e avventurosa. Si vede anche un libretto che parla di Kriminal, una sorta di guida al collezionismo: non poteva mancare un accenno a Magnus, al fumetto nero, alle mancoliste di chi va in giro a cercare i numeri più rari per completare le raccolte. Non a caso, sotto le statuette di Zagor e Cico c'è la mia tessera ANAFI, per la cui rivista, "Il fumetto", ho scritto una volta, alla fine degli anni Ottanta, un lungo articolo proprio su Magnus, stilando una delle prime cronologie delle opere.


Le braccia e le mani sono le mie, in tenuta estiva (sono nato in estate e sono meteopatico, per cui mi dispiace vedere gli alberi spogli, le giornate grige, il cielo coperto). Scrivo e prendo appunto su una agenda Moleskine e non su un Ipad. Dal bloc notes compare un segnalibro di Cat Claw, il personaggio del mio amico Bane Kerac, un disegnatore serbo che ci sono ottime speranze di vedere su Zagor. I pantaloni rossi della figura femminile che campeggia su un libretto messo proprio sotto l'agenda sono l'immagine di copertina di una pubblicazione (una mini-rivista dell'epoca) che raccoglie i testi di tutte le canzoni italiane uscite nel settembre 1962, quando sono nato. Si notano anche un numero di Mister No, scritto da Sclavi (collegamento con Dylan Dog e il popolare d'autore), e un libretto che raccoglie le storie di Cattivik disegnate da Giorgio Sommacal, un amico con cui ho lavorato a lungo proprio alle prese con il Genio del Male. Più a destra, vedete il numero speciale di Collezionare dedicato ad Alan Ford, realizzato da me e da Enrico Cecchi (uno dei primissimi saggi completi e monografici sul personaggio di Max Bunker), e una delle prime cose davvero importanti che ho firmato quando ero ancora un fanzinaro (c'è chi dice che lo sia sempre, ma a me sembra un complimento, dato che significa che non ho perso il mio entusiasmo).


A proposito delle (tante, troppe) critiche che subisco, o che mi sembra di subire, ecco un pocket dei Peanuts con Charlie Brown che, in copertina, scrive "Tutti mi odiano". Anch'io, come lui, mi sento spesso trattato ingiustamente, non tenuto nella dovuta considerazione, ignorato, non gratificato, eccetera eccetera. Ovviamente, l'aver messo i Peanuts è anche un omaggio a Schulz ma anche a tutti i grandi autori di strip umoristiche, americani e non. Viva le strisce!


Nella parte centrale della foto, si intravedono due fumetti politicamente scorretti. Uno è "Casino", di Leone Frollo e Rubino Ventura, un capolavoro erotico (oserei dire, felicemente pornografico) che è stato di recente nobilitato da una edizione da libreria. Frollo e Ventura sono anche gli autori di "Biancaneve", una serie giocosa che raffigurava il sesso in chiave ludica, come anche a me vien fatto di solito di considerarlo. E poi, mi piace l'idea delle storie ambientate in una "casa chiusa", raccontate senza demonizzare la prostituzione, come faceva De André. Ma anche il numero di Zagor che si intravede è, a suo modo, piuttosto audace. Non in chiave erotica, naturalmente, ma perché realizzato in tempi in cui gli sceneggiatori potevano ancora inventarsi dei "cattivi" che non fossero necessariamente dei wasp. Del resto, non posso nascondermi dietro a un dito: sono sempre stato un fiero oppositore della mistica della political correctness, e ho scritto molti articoli in proposito. Sia ben chiaro che non ho pensato neppure per un secondo di tirare frecciate agli sceicchi neri o ai "non wasp". Casomai, il mio "bersaglio" (per modo di dire) sono proprio gli occidentali più realisti del re, dato che il politicamente corretto è una malattia tipicamente occidentale (in altre parti del mondo non si fanno il minimo scrupolo nel dare a un cattivo le sembianze di un italiano). Noi invece insorgiamo se nel numero uno di Julia la killer è una lesbica, dato che ci sembra che Berardi abbia demonizzato la categoria degli omosessuali (è successo anche questo). La censura o l'autocensura spesso nascono perché gli editori o gli autori temono non le reazioni degli "altri", ma dei "nostri". Che bello invece quando Nolitta poteva sentirsi il cuore leggero e usare i cattivi che credeva, senza censori sopra di lui, in tempi (per molti aspetti) più sereni dei nostri.



E a proposito di erotismo, non sfugga la scritta "Senza pudore" posta su un vecchio numero di Panorama. Non mi interessa la rivista in sé (poteva andare benissimo anche l'Espresso, per quel che mi riguarda) ma la foto: raffigura Moana Pozzi nella stessa posa di un famosissimo scatto di Marylin. Si noti anche la spilletta, appoggiata sul sedere della fanciulla, recante la foto di un noto attore italiano che vi prego di non fingere di non riconoscere. 



Nella foto sopra si vede anche la tastiera del computer, e in quella sotto si nota il mio Ipod, perché va bene che sono un analfabeta tecnologico, ma faccio tutti gli sforzi necessari per tenermi aggiornato.



A proposito di Ipod, sotto il filo dell'auricolare del medesimo si vede un altro numero speciale di "Collezionare": il volume tutto dedicato a Zagor, scritto da me, Francesco Manetti e Alessandro Monti. Un saggio che ha segnato il mio passaggio dalla fase delle fanzine a quello del professionismo.


Il passaggio è rappresentato anche dal numero della rivista di critica tutta dedicata alla produzione Bonelli "Dime Press", che sostituì "Collezionare", come sapete se avete seguito il blog.




Non poteva mancare un romanzo di Emilio Salgari, in rappresentanza di se stesso ma anche di tutti i libri che anno fatto sognare me e i ragazzi come me di tutte le età, da Jules Verne a JackLondon.


E fra gli scrittori che hanno segnato la mia vita, c'è ovviamente The Good Doctor, Isaac Asimov. Non sarei quello che sono, se non ci fosse stato lui, che davvero mi assomigliava tanto.


Altro libro significativo: un romanzo di Agatha Christie. Ho scelto a rappresentare la scrittrice una edizione molto datata, a sottolineare il mio amore verso i gialli "vecchia maniera". Viva i mistero, l'intelligenza, la suspance, ma anche le spiegazioni finali e la logica che le sostiene.


Inevitabilmente, c'è anche Fantozzi, e c'è PaoloVillaggio. Davvero non potevano non esserci.


Dopo tanti romanzi scritti dagli altri, un angolino l'ho dedicato anche a un romanzo scritto da me: "Le mura di Jericho", Cartoon Club (2011). Andato a ruba, e tradotto all'estero.


Un altro libro significativo è "Il dizionario delle citazioni", che allude alla mia passione per gli aforismi, di cui mi picco di essere anch'io un minimissimo autore. Si notino però anche Martin Mystère, un personaggio che certo ama anche lui le citazioni, in senso anche più lato. Si vedono poi anche un Alan Ford, un numero di "Collezionare" con Martin Mystere in copertina e con un saggio su Asimov a cui anch'io ho collaborato, e la locandina della mia commedia "Il vedovo allegro".


A rappresentare i super-eroi, ecco l'Uomo Ragno. Scelto però in una veste volutamente retrò e con la scritta "classic" bene in vista, per far capire che il mio Spiderman del cuore è quello lì e non quello Ultimate, insomma. A proposito di classic e di retrò, una cover del mitico Franco Donatelli serve a segnalare, oltre che la mia ammirazione verso quel disegnatore, anche un certo tipo di fumetto d'epoca che mi è rimasto nel cuore  (ed ecco appunto Donatelli giustapposto accanto a Ditko). Pecos Bill serve anche a ricordare Tex Willer, dato che una immagine di Aquila della Notte presente in molti degli scatti scartati, non è finita in quello scelto.


Chi mi conosce sa il perché di questa rivista in quella posizione.


E per finire, di fianco a un Lupo Alberto con la copertina del mio vecchio sodale Giacomo Michelon, ecco un numero di "Agenda Coscioni", rivista dell'associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, a cui sono iscritto da molti anni: un minimo accenno alle mie idee in questo campo.


Per finire, uno zoom sulla scritta "Zagor" che comunque campeggia al centro della foto. E' quella del secondo Zagorone, "L'uomo che sconfisse la morte", da cui io e Marco Verni abbiamo avuto grandi soddisfazioni. Mi pare che possa bastare, salvo spiegare perché il tutto è alla rovescia. Perché è osservato dal mio punto di vista, e non dal vostro. Cercate perciò di fare un piccolo sforzo per comprendere.

13 commenti:

belarakosi ha detto...

Molto divertente il riferimento al noto attore italiano (abruzzese per dirla tutta) che io non fingo di non conoscere.
Non ho capito solo ciò che dici sulla "posizione" de La settimana enigmistica.
Francesco

Moreno Burattini ha detto...

Per Francesco: il commento sulla "posizione" della Settimana Enigmistica è meno... enigmatico di quel che sembra. Volevo soltanto dire che ci segue il blog e chi mi conosce sa della mia passione per gli anagrammi, le sciarade, i rebus e i cruciverba (riempio di giochi di parole i miei articoli, del resto) e dunque non si meraviglia del fatto che quella rivista sia così in primo piano, in evidenza, nonostante possa sembrare un oggetto minimale.

giob225 ha detto...

Ciao Moreno
Fino a ieri ero quasi dispiaciuto non vedere più la bellissima copertina di Ferri ma dopo tutte queste spiegazioni credo di avere cambiato idea.
In effetti tutto ha un perchè ed il restyling assume una dimensione del tutto diversa... Magari, anzi, sicuramente, la mia opinione è condizionata dal fatto che condivido la quasi totalità delle "passioni" di cui hai infarcito l'immagine... In ogni caso complimenti per tutto il lavoro fatto!

Mic ha detto...

Fotografia molto accattivante, ancor prima di leggere questo pezzo ho cominciato a progettare uno scatto simile: un allestimento di una mia scrivania-biografia.
Il disegno di Ferri era molto bello, ma questo scatto rispecchia di più lo spirito del blog.

Lorenzo ha detto...

Carina la nuova immagine della testata, sarà difficile cambiarla con una migliore.
Volevo chiedere a Moreno, che sicuramente è una persona con un grande senso dell'umorismo, cosa ne pensa della pagina di Nonciclopedia (la parodia di Wikipedia) su Zagor. Ci sono anche delle pagine su Tito Faraci, Diego Cajelli e Roberto Recchioni. Ma la più divertente è quella su Tex!
Ultima domanda: un commento su "Il Cavaliere Oscuro - il ritorno" nel caso tu lo abbia già visto, e se hai mai pensato ad un avversario di Zagor con le caratteristiche di Bane. Io ho sempre trovato molte analogie tra Batman e Zagor.

Guitar Jim ha detto...

Dopo aver letto questa minuziosa spiegazione, necessaria per illustrare tutti i dettagli dell'immagine, credo che avresti dovuto intitolare questo blog "il mondo di Moreno Burattini" invece che semplicemente il blog di Moreno Burattini. ;-)
Avrei alcuni punti di vista diversi:
1- A proposito delle lungamente dibattute, spesso eccessive, diatribe su critiche e spiegazionismi, avresti dovuto sostituire la vignetta di Charlie Brown, un po' forte, credo che nessuno ti odi, neanche i tuoi più accaniti detrattori, con quella più adatta di Calimero. Dopotutto ti chiami Moreno! :-)
2- L'Uomo Ragno di Brian Michael Bendis non è niente male, tolte le prime storie con la solita solfa dell'acquisizione dei poteri, la breve attività di lottatore mascherato, la morte di Zio Ben e compagnia cantante.
L'aver legato l'origine dei poteri dell'Uomo Ragno con Osborn e Octopus è stata una bella scelta. La necessità di contestualizzare agli anni 2000 tutti i personaggi era inevitabile (io Zia May la vorrei morta comunque in ogni versione dell'Uomo Ragno)
Sto comprando l'edizione de luxe con il corriere e non so come evolverà ma per il momento sono molto soddisfatto. Certo lo leggo come se fosse un altro uomo ragno rispetto a quello che ho letto e continuo a leggere. Bisgona dissociarli per poterseli far piacere.
Per quanto riguarda la necessità di rinarrazione delle origini dei supereroi devi anche considerare che hanno un handicap rispetto ai vecchi eroi Bonelli.
Ad esempio il passato di Zagor lo abbiamo conosciuto solo dopo una cinquantina di numeri quando la testata, lo sceneggiatore e il personaggio erano già ben rodati (non che Nolitta avesse bisogno di rodaggio).
Il passato di Mister No è stato narrato a varie tappe lungo la sua storia editoriale.
I supereroi degli anni 60 invece, quelli di Stan Lee per intenderci, per la maggior parte partivano direttamente con le loro origini. Per cui qualsiasi banalizzazione o stesura ingenua e frettolosa se la trascinavano nel corso degli anni.
Inoltre Zagor vive sempre tra il 1830 e il 1840, Mr No negli anni '50, Dylan Dog è sempre uguale a se stesso... per cui non hanno questa grande necessità di attualizzazione.
3- avrei qualcosa da ridire su alcuni tuoi gusti musicali, solo alcuni non sono un talebano della musica esterofila ma ascolto l'una e l'altra, ma i gusti sono gusti e non si discutono. E poi mi hai dato involontariamente e inconsapevolmente una bella lezione con un tuo post su facebook. Quando ho letto che avevi scaricato una canzone di Bob Marley, sun is shining mi sembra, mi è preso un colpo.
Non la conoscevo!
mi sono così ricordato, dopo trent'anni che io ho iniziato a collezionare i dischi di Marley da Catch a Fire, per cui mi mancano tutti i primi dischi dei Wailers!
E me n'ero completamente dimenticato! :-D
4- confessalo: le mani non sono le tue ma sono quelle di Tony Binarelli come nei vecchi film di Trinità quando "doppiava" Terence Hill nelle esilaranti partite di poker. :-D

Anonimo ha detto...

Buona idea quella della foto. Anche se non conoscevo tutte le motivazioni ho realizzato subito che tutti gli oggetti inseriti ti riguardavano da vicino.... così ho cominciato a pensare a che cosa avrei potuto inserire io. E' stato molto divertente, si sono formate nella mia mente delle immagini piuttosto complesse ed alquanto bizzarre. Sarei davvero curioso, una volta realizzate delle immagini, sapere che ne pensano i miei amici.

A proposito......
BUON COMPLEANNO!!

(zenith52)

Massimo ha detto...

Uhm... sono rimasto un po' deluso della motivazione della scelta dello Zagor.
Cioè, praticamente lo hai scelto perché è politically uncorrect?! Zagor???
No, scusa... stiamo parlando di Zagor, dell'eroe della tua infanzia di lettore, e del resto della tua vita.
Stiamo parlando di Nolitta, su cui ti sei formato e "ispirato" come scrittore di fumetti.
Stiamo parlando della testata per cui lavori e curi e ti spendi come pochi, per cui detieni il record di tavole e che ha praticamente assorbito tutta la vita lavorativa.
E anche di tante altre cose, stiamo parlando.
E un personaggio così assolutamente CENTRALE nella tua vita... tu lo scegli perché c'è un cattivo politicamente scorretto???

E poi, peggio ancora: mi vuoi dire che se domani fai uscire una storia in cui c'è uno sceicco cattivo (quindi si presume arabo e musulmano) si leverebbero delle proteste per questo? Cioè, intendo qualcosa di più significativo dei soliti signor Emilio...

Massimo ha detto...

...e tutto ciò lo scrivi il giorno che stai per fare 50 anni, in cui i bilanci della vita pesano ancora di più?
(In realtà, questa postilla era solo una scusa per farti gli AUGURI!!!)

Liberty ha detto...

Leggevo il testo della canzone che dovrebbe fare da colonna sonora per Zagor:"Lei ha detto che verrà e lingua di serpente lei non ha, sul tuo corpo d'albero la sete del suo sesso scioglierà.". In quale albo c'era una scena del genere? Uno Zagor cosí intraprendente...dicci dov'è.

Nel panorama delle canzoni italiane possibile che gli Squallor, molto politicamente scorretti, non meritino nemmeno un angolino.

Moreno Burattini ha detto...

Per Massimo: forse sei rimasto deluso perché ti aspettavi chissà che, ma sppunto eri tu che hai voluto dare più importanza a un particolare minimo di in insieme di quanto questo meritasse. La centralità di Zagor non è in discussione: nella foto ci sono un albo, uno Zagorone, due statuette, il romanzo sullo Spirito con la Scure e il saggio di Collezionare. L'albo scelto è di Nolitta & Ferri ed è del periodo d'oro: che cosa avrei potuto fare di più? Se poi fra i tanti Zagor possibili ho scelto proprio quello, non mi pare poi così importante. Non ho pensato neppure per un secondo di tirare frecciate agli arabi e men che mai ai musulmani (ho diversi amici musulmani), casomai il mio "bersaglio" (per modo di dire) sono gli italiani che, timorosi di tutto e di più, insorgono quando Berardi usa una lesbica come cattiva nel primo numero du Julia, perché sembra un attacco agli omosessuali. Il politicamente corretto è una malattia occidentale, e la censura non nasce perché si temono le reazioni degli "altri", ma dei "nostri". Ma, ripeto, è davvero una facezia o se vogliamo una lettura un po' più azzardata di qualcosa che va letta soltanto come un omaggio a Zagor, e allo Zagor d'autore, di un autore che non aveva sopra di sè nessuna censura pronta a tuonare, in tempi più sereni in cui c'erano meno tempeste.

Moreno Burattini ha detto...

Per Liberty: a Giancarlo Bigazzi, il leader degli Squallor, ho dedicato un articolone poco dopo la sua morte (vai a vederlo!). Una colonna sonora è di solito intesa come musica più che come testo, per cui a mre piace in modo particolare lo spartito e l'arrangiamento di "Ultima notte di caccia", spartito e arrangiamento che sono comunque in tono con il testo, che parla di pellerossa. Poi non è detto che chi desidera la pelle di nuvola e la bocca di fragola della squaw di cui si racconta debba essere Zagor, può essere qualcun altro, e lo Spirito con la Scure fa giustizia. Se poi vuoi contestare la mancanza di sesso (che nin manca del tutto, e potei citare numerosi esempi piccanti), dovresti contestare una tradizione che poi è la stessa di Tex Willer, per esempio. Zagor è un fumetto d'avventura con certe caratteristiche e non con altre. Ha la casacca rossa e non ha la fidanzata. Gli autori avevano le loro buone ragioni, evidentemente.

Liberty ha detto...

Sei un mito Moreno lasceró un commento appena trovo l'articolo!!!
Anche se Tex ha moglie e figlio a me non interessa...
Ma ogni tanto sciogliamo un pó le briglie al nostro Zagor, giusto per non essere poi cosí politicamente corretti, qualcuno dice che la piú grande avventura che ci possa capitare é proprio quella di stare accanto ad una donna :-)))))