domenica 14 ottobre 2012

QUANTE STORIE




E’in edicola dal 13 ottobre il primo numero de “Le Storie”, una nuova collana a fumetti della Sergio Bonelli Editore. Il varo di ogni nuova testata bonelliana è un piccolo evento, ma questo, a mio avviso, è qualcosa di più. E’ un grande avvenimento. “Le Storie” rappresentano la realizzazione di un desiderio che ho anch’io da tanto tempo coltivato, tra i miei “sogni di carta”: quello di vedere una collana senza protagonista fisso, che concedesse agli autori la massima libertà di spaziare tra le epoche storiche, i generi e le ambientazioni (pur nel rispetto, che mi sembra fondamentale, dei canoni espressivi della bonellianità).

Parlando con chiunque scriva e disegni fumetti, era frequente sentir sospirare su quanto sarebbe stato bello poter uscire, ogni tanto, dai vincoli della serialità. Tutti, chi più chi meno, rimpiangevano le avventure “libere” che comparivano su rivista (una volta, in Bonelli c’era per esempio “Orient Express”) o in serie di volumi come “Un uomo, un’avventura”, e di recente in tanti hanno desiderato poter sceneggiare o illustrare una delle short stories del “Dylan Dog Color Fest”, che offre la possibilità di ospitare autori al di fuori dello staff, di realizzare racconti dal taglio meno canonico e di vedersi pubblicare a colori. Insomma, i creativi hanno sempre voglia di cercare nuove strade per esprimere la propria creatività. Io, che creativo non pretendo di essere, mi sarei accontentato di leggere, di tanto in tanto, racconti di scuola bonelliana (quella che, tutto sommato, preferisco in assoluto), svincolati dall’ortodossia imposta dalla tradizione delle lunghe saghe, come quando ci si concede una momentanea vacanza. Perciò, quando ho saputo (sentendone parlare da chi nel progetto si è trovato coinvolto) che la Casa editrice di Via Buonarroti stava per varare una testata che aveva appunto le caratteristiche da me da tanto tempo auspicate, ho avuto un tuffo al cuore e ho cominciato a spiare da lontano i preparativi, via via che procedevano. Ogni volta che ho potuto, nell'ambito della mia attività di instancabile promotore (portata avanti a tutolo personale e su base volontaria) di ogni iniziativa a fumetti targata Bonelli (e anche, più in generale, di tanto di quello di cui ottengo o scopro notizie e che reputo interessante segnalare), ho fornito qualche anticipazione sul "coso", lo spazio che curo su Facebook.


Sul n° 208 di “Fumo di China” (settembre 2012), che a “Le Storie” ha dedicato un dossier”, Mauro Marcheselli, ideatore e curatore del progetto, racconta di come Sergio Bonelli, quando era ancora in vita, avesse accettato la sua proposta: “Per anni avevo cercato di convincerlo a rifare una collana di albi su modello di Un Uomo un’avventura, ma senza riuscirci. Sergio aveva le sue ragioni. La formula degli albi cartonati, in Italia, non ha mai avuto quel riscontro di vendite necessario per andare almeno in pareggio con i conti, neppure in tempi più felici di questi, e poi i grandi Maestri che avevano dato lustro a quella collana erano ormai quasi del tutto scomparsi. Così ho abbassato un po’ il tiro e ho proposto a Sergio una serie di romanzi brevi, nel classico formato di Tex, 110 pagine a fumetti, in bianco e nero. Storie libere, di tutti i generi, realizzate dai nostri autori che magari avevano dei capolavori nel cassetto e non sapevano dove pubblicarli. Avuto il benestare di Bonelli, ho cominciato a chiedere soggetti ai miei autori preferiti”.


Tra i “preferiti” ci sono Paola Barbato e Giampiero Casertano, a cui è stato concesso l’onore e affidato l’onere di realizzare l’albo di esordio, “Il boia di Parigi”. Il racconto è bellissimo, e se il buongiorno si vede dal mattino, la nuova collana si apre sotto tutti i migliori auspici. Non mi dilungherò nel commentarlo, rimandandovi volentieri alla recensione di Roberto Recchioni (un altro degli autori selezionati da Marcheselli). Mi basterà dire che, leggendolo in anteprima (quindici giorni prima dell’uscita in edicola), mi sono emozionato e ho avuto qualche brivido che, da lettore scafato quale ormai, purtroppo, mi accorgo di essere, non mi sarei mai aspettato di poter provare. Il bello è che il numero due, il numero tre e così via, saranno tutti dei nuovi numeri uno, perché la mancanza di un protagonista ricorrente rende ogni albo come se fosse sempre il primo.


Le caratteristiche della testata rendono “Le Storie” più simili a dei graphic novel che a dei tradizionali albi bonelliani. Anche la grafica e la scelta di realizzare la copertina con uno speciale cartoncino “telato” avvicina i volumetti a dei veri e propri libri, come se si trattasse di romanzi. La telatura, poi, supporta le copertine pittoriche realizzate dal grande Aldo Di Gennaro, un maestro del fumetto e dell’illustrazione, scelto proprio per allontanare l’idea che si tratti di tradizionali albi a fumetti seriali, sottolineando invece “l’unicità” di ogni storia, così come un “quadro” è, nella percezione che ne abbiamo, una pezzo unico. Tuttavia, nonostante questa vicinanza ideale al fumetto d’autore, il prezzo (3,50 euro) resta estremamente popolare. Sono richiesti, è vero, sessanta centesimi in più rispetto a, per esempio, uno Zagor: il volumetto è però di sedici pagine più lungo e il confronto va fatto, per le caratteristiche che abbiamo detto, con il costo dei graphic novel in fumetteria: non c’è assolutamente paragone. Pare che siano già in lavorazione oltre cinquanta racconti. Prima che me lo chiediate, dirò che io no, non ci sono, come non ci sono disegnatori dello staff zagoriano. Qui di seguito, pubblico la presentazione “ufficiale” della collana e il “riassunto” dei primi tre numeri. Auguri a Marcheselli, alla Bonelli, agli autori coinvolti, ai redattori impegnati nella realizzazione della serie. E grazie, da un semplice lettore quale, in questo caso, sono (contento di esserlo).



«Una nuova collana di storie uniche, originali, avventurose, tutte a fumetti...». È così che, nel lontano 1976, Sergio Bonelli presentava il “fiore all’occhiello” della sua già vasta produzione, a quei tempi raccolta sotto il marchio delle Edizioni Cepim. La collana Un Uomo un’Avventura era proprio questo: una selezione accurata del “meglio”, cioè degli autori più apprezzati e inventivi, delle ambientazioni più esotiche, delle soluzioni narrative più fantasiose... 

Non si può negare che un sottile – ma robusto – filo rosso colleghi l’impresa di allora a quella de le Storie. Una collana mensile che, già con il proprio nome, mette le carte in tavola senza lasciare dubbi: ogni albo sarà un omaggio all’antica arte di raccontare, di suscitare emozioni, evocare “paesaggi mentali” entro cui vagare senza limiti. Il tutto, naturalmente, ancora e sempre all’insegna dell’Avventura. Una “parola-chiave”, questa, dentro cui ci immergeremo ogni mese, per esplorarne tutte le sfumature, anche le meno evidenti. Viaggeremo nello spazio e nel tempo, attraverso le “scenografie” offerte dalla Storia e lungo le vie della più sfrenata fantasia, nelle giungle e nei deserti, ma anche nei meandri insondabili della psiche, tra genio e follia, amore e sete di vendetta…

Il seme, dunque, è saldamente piantato nel terreno della tradizione bonelliana, ma i frutti che sorgeranno sui rami più alti e remoti... quelli sono imprevedibili! Dal 1976 ad oggi molte cose sono accadute, il mondo è cambiato e cambiati sono i gusti, le “tendenze”, i personaggi e i linguaggi della fiction. Accanto a vicende venate di nostalgico esotismo, troverete scorrerie fantascientifiche, di fianco al Giallo spunterà l’Horror, all’eterna epopea della Guerra si alterneranno la Gangster Story, il Fantasy e – perché no? – il Western... E così via, lungo un sentiero che si snoda libero attraverso tutti i territori – o i “generi”, se preferite – che la fantasia degli Story Teller ha saputo esprimere. 

Unica costante? L’attenzione professionale e la passione creativa con cui ognuna di queste piccole opere sarà realizzata da autori di primo piano del vasto universo fumettistico. Tutti impegnati in vista di un obiettivo senza tempo, come l’arte del narratore: coinvolgere, commuovere e divertire il proprio pubblico.



Le Storie – sinossi dei primi tre episodi

1 IL BOIA DI PARIGI (BARBATO – CASERTANO)

Nella Parigi rivoluzionaria, il Boia del Re Charles-Henri Sanson svolge il proprio compito con  implacabile precisione, ma anche con profonda umanità. Quando Robespierre giunge a conquistare il potere spodestando la monarchia, Sanson crede che la propria fine sia giunta, ma, sorprendentemente, viene arruolato quale pubblico carnefice anche dal nuovo regime. Comicia così una nuova, drammatica fase della sua carriera, che lo porterà a scontrarsi – in una sottile guerra psicologica – con chi crede di poterlo manipolare per fare di lui uno strumento politico, un simbolo del Terrore…  

2  LA REDENZIONE DEL SAMURAI (RECCHIONI – ACCARDI)

Nel Giappone del Periodo Edo, un giovane samurai viene inviato alla ricerca del suo maestro, accusato di aver tradito la fiducia del daymo (signore feudale), e dunque destinato a pagare il proprio disonore con la morte. Quando lo troverà, il ragazzo scoprirà però una verità di cui non sospettava l’esistenza… Un segreto che lo porterà imprevedibilmente a unirsi al suo ex-mentore – nonché a un anziano ma formidabile guerriero incontrato lungo la via – in un’impresa disperata, una sfida all’ultimo sangue contro una banda di crudeli predoni…

3 LA RIVOLTA DEI SEPOY (DE NARDO – BRINDISI)

Sullo sfondo dell’India coloniale di metà Ottocento, si svolge la travagliata storia d’amore tra una giovane aristocratica inglese e il figlio di un sottufficiale. Intorno a loro, il clima politico va facendosi incandescente,  il malumore dei Sepoy – le truppe scelte indigene reclutate dall’esercito britannico – cresce di giorno in giorno e la rivolta è alle porte.  La  relazione dei due ragazzi si intreccia inevitabilmente con quanto sta accadendo, ma anche e soprattutto con le trame segrete di un pericoloso “terzo incomodo” che – intenzionato a sposare la fanciulla – non esiterà a ricorrere a un subdolo complotto omicida…



10 commenti:

joe7 ha detto...

Cavolo, è stata un'idea fenomenale! Ho già letto il primo numero e l'ho trovato bellissimo! Penso proprio che seguirò con molto interesse questa collana!

Va bene che non partecipi, Moreno, ma chissà, magari un domani... ;) Nel caso, leggerò volentieri la tua storia. Ciao!

gongoro72 ha detto...

In edicola non l'ho ancora trovato, ma non vedo l'ora di leggerlo.

Unico dubbio, non è che la periodicità mensile, pur aggiungendo serialità e quindi fidelizzare il lettore, possa far percepire la collana meno speciale di quanto in realtà sia?

Roberto carletti ha detto...

Letto e avuto una piacevole sorpresa che mi fa pensare che seguirò volentieri tutta la collana

Anonimo ha detto...

Concediti "una pausa" da Zagor e scrivi "una storia" chissà che non nè venga fuori qualcosa di molto bello...

Anonimo ha detto...

Quanto è profonda la notte della Rivoluzione d'oltralpe ce lo mostrano Paola Barbato e Giampiero Casertano. Entrambi in assoluto stato di grazia, confezionano un gioiello narrativo che inaugura nel modo migliore questa Collana che nasce sotto i migliori auspici. La scrittrice ci regala un protagonista, Sanson, con forte spessore psicologico e lo descrive così bene che il lettore è sempre con lui. E' con lui quando è fra le quattro mura della sua dimora così come quando è sul palco dove opera la ghigliottina. E' con Sanson quando con pietà visita le future vittime e le prepara all'esecuzione ed è accanto al boia quando i dubbi lo assalgono, quando prova ribrezzo per il popolo che invece lo acclama, così quando si sente prigioniero di un ruolo che si trova addosso per tradizione di famiglia. La vicinanza, l'immedesimazione è totale, piena, senza incertezze. Così come nessuna incertezza vi è nell'arte di Giampiero Casertano qui davvero all'apice assoluto. Il suo è il risultato di un lavoro costante, continuo, senza soste: un disegnatore mai uguale a se stesso. Basta prendere i suoi albi di Dylan Dog per verificare come il suo segno cambi di continuo, ora più minimale, ora più dettagliato. Questo lavoro per "Le Storie", si lega alle sue ultime scelte stilistiche viste di recente: un sapiente uso di luci ed ombre, con l'uso del tratteggio volto ad arricchire, senza mai sporcare, le possibilità di rappresentare i rapporti fra luci ed ombre sulle figure. Volti, posture, scene di massa, inquadrature. Tutto realizzato in modo sapiente. Un lezione di disegno per tutti. In conclusione, un albo che ogni appassionato di fumetto deve avere in libreria, anche in duplice copia (come ha fatto il sottoscritto)e che dimostra la forza editoriale della Casa Editrice di Via Buonarroti. E da appassionato di fumetti, non posso che ringraziarla e augurarle tanti successi editoriali per gli anni a venire.

Marin

CREPASCOLO ha detto...

La rivolta del POI di De Nardo mi spinge a fare un Brindisi alla Casa delle Idee di Via Buonarroti che, sebbene molto vicina alla Casa di Riposo x Musicisti di Via Conservatorio, non ozia e sceglie di spendere energie invece di conservarle per poi. Bravi.
Spero che Le Storie funzionino e siano propedeutiche ad altre iniziative sul modello della PLOT SEASON - lo ha fatto la Top Cow di Marc Silvestri negli ultimi anni- albi one shot che presentano una serie. I più apprezzati diventano serie ( o miniserie) .
Qualche suggerimento:
1) BOIA CHI MOLLA: in uno scenario steampunk, la storia di un mutante con carattestiche di insetto antropomorfo che è Gov di una provincia dell' Impero e non lascia la cadrega nemmeno sotto il fuoco amico e nemico. Un altro anti-eroe dopo l'esperimento di Greystorm, solo con qualcosa dei formiconi dei film dei fifties . Saga sospesa tra il Deux ex Machina di Vaughn e Harris e la Fattoria degli animali
2) L'ORECCHIO DEL REDENTORE: Sam è un aspirante mangaka che si mantiene lavorando per RAI EDUCATIONAL per cui scrive dei cartoni che spiegano come funziona la fotosintesi clorofilliana o quanti angeli danzano sulla capocchia di uno spillo. Cinico, disprezza la maggior parte di quanto spiega al suo pubblico. Si lancia in un sarcastico commento mentre prepara un documentario sulle armature medioevali con cui i cuochi giappo infilavano le manine nella pentola in cui bollivano le aragoste ed è condannato da una divinità dal nome riconducibile ad un ideogramma ( come tutti i nemici di Mazinga ) a portare a spasso un carrello di legno con un sensei sordo e saccente trasformato in un crostaceo della dimensione di un Teletubby su e giù per la terra del Sol Levante in anni in cui da noi i Medici erano papi e banchieri. Un cammino catartico.
3)FUMMO DI CHINA: Bonnie e Nell sono due bad girls in hot pants e camicia negligentemente allacciata nel punto che + attira l'occhio. Sono giovani , libere e belle, ma non esistono, apparentemente , se non nella fantasia di Piero da Caserta, un amanuense in una Italia che Garibaldi sta x fare. Piero le sogna tutte le notti e non ha pace - scrive x analfabeti vestiti di stracci ed affetti dalla pellagra e sogna due delle Charlie's Angels - fino a che non le ritrova addormentate nella stalla all'alba. Le due ragazze sono l'avanguardia di una invasione aliena. Sono mutaforma e il loro vero sembiante fa sembrare sexy la lebbra, ma Piero non lo sa. Gli invasori hanno studiato i trend della Terra del 21mo secolo, ma poi le due esploratrici sono entrate nel teletrasportatore mentre passava una cometa o hanno intercettato un buco nero o forse non era il caso di premere il tasto verde. A me piace l'idea che siano rimaste appese alle fantasie porchette dello scrivano pubblico.

Nick ha detto...

Esordio straordinario (sia ai testi, sia ai disegni, sia alla copertina) di una collana che promette grandi cose. Visto che i pregi sono tanti, mi soffermo sulle uniche tre cose che mi lasciano perplesso:

- La distribuzione. Da me (Veneto) è uscito con due giorni d’anticipo e in molte copie. Leggendo vari forum di fumetti, però, sembra che in molte zone d’Italia non sia ancora arrivato. Non vorrei che molti si perdessero questa grande serie per l’impossibilità a trovare gli albi.

- Da quel che ho letto in giro, Carlo Ambrosini parteciperà solo come disegnatore: per me è un delitto perdersi l’Ambrosini sceneggiatore. Oltretutto, mi pare di aver capito che non sia coinvolto nemmeno Bacilieri.

- Mi dispiace che non ci sia tu: ti ho scoperto soltanto da un mesetto, grazie ad alcuni albi di Cico, e mi hai fatto piegare in due dal ridere, nel vero senso del termine! Ecco, mi sembra che Marcheselli abbia puntato quasi tutto su autori di Dylan Dog: mi piacerebbe che l’iniziativa sia allargata anche a firme storiche di altre testate.

Ciao.

Franco Lana ha detto...

Propongo una nuova serie umoristica, magari denominata "Tutte Storie"! La prima la disegni tu Moreno, su testi di Gallieno Ferri! E poi, per il resto si vedrà..

Francesco Bertelli ha detto...

L'ho letto: è davvero spettacolare. Ti lascia a bocca aperta. Il lavoro di Barbato e Casertano è stato eccellente. Bella anche della copertina in cartoncino telato. Dai, speriamo che tutta la serie sia all'altezza del primo numero. Non ne dubito visto il calibro di artisti nei primi numeri :)
Ciao Moreno!

Francesco Bertelli ha detto...

Comprato! Il Boia di Parigi mi ha lasciato a bocca aperta. Davvero una delle migliori storie degli ultimi anni. Barbato e Casertano hanno fatto un lavoro eccellente. Bellissima anche l'idea delle copertine in cartoncino telato. Beh, se il primo numero è stato uno sballo figuriamoci gli altri visto anche il calibro di autori dei primi numeri.:)
Ciao