venerdì 9 novembre 2012

CINEMA AL CINEMA 2


Proseguono le recensioni cinematografiche di Giorgio Giusfredi, giunte alla seconda puntata. La nuova rubrica ha preso il posto di "Diamo i numeri" di Saverio Ceri, traslocata sul blod Dime Web (caldamente consigliato). Giorgio, esperto cinefilo oltre che cuoco sopraffino (ma anche scrittore, sceneggiatore di fumetti, organizzatore di eventi e sosia di Che Guevara), è la guida a cui mi affido per chiedere consiglio sui film da vedere. Siccome non sbaglia mai, mentre le recensioni dei critici sui giornali più importanti talvolta rifilano solenni bidonate (basti pensare a "La Talpa", raccomandato "da chi se ne intende" ma soporifero più del Tavor), ho pensato di condividere con voi le sue opinioni, almeno una volta al mese.

CINEMA AL CINEMA
di Giorgio Giusfredi

novembre 2012




FRANKENWEENIE
di Tim Burton.

Con Winona Ryder, Martin Landau, Martin Short, Catherine O'Hara, Atticus Shaffer, Robert Capron, Conchata Ferrell, Tom Kenny, James Hiroyuki Liao.
Titolo originale: Frankenweenie. Animazione - USA 2012

Una film? Un cartone animato? Un horror? Una fiaba? Una storia d’amore che ti fa ridere e piangere? Questo, e anche qualcosa di più: tutto quello che ci si aspetta dal regista. Scontato? Affatto! È la palese dimostrazione come il soggetto diventa trascurabile quando lo spessore dei personaggi e dell’arte visiva e narrativa dell’autore ti emoziona. Visto in anteprima a Lucca Comics & Games, in una sala superaffollata presa d’assalto da ogni tipo di target, dai nerd alle famiglie, il film è un concentrato di maestria horror grottesca, con quel tono da favola gotica e magica che solo Burton sa dare. Alcune sequenze, se non fossero state sdrammatizzate da altre comiche o altre ricche di ‘cuore’, avrebbero potuto tener svegli grandi e piccini con incubi vividi.  Martin Landau – che oltre che la voce dona anche le sembianze all’insegnante eccentrico – è geniale; ovviamente tacciato di stregoneria per la sua apertura mentale, quest’ultimo personaggio, tira fuori un monologo sull’apertura mentale (dei piccoli gretti abitanti del paesello) – una delle note caratteristiche della poetica di Burton – che inquadra e racchiude problemi come l’ignoranza e la diversità  e che dovrebbe essere ascoltato e capito sia dai bambini che dai genitori.






LE BELVE
di Oliver Stone. 

Con Blake Lively, John Travolta, Aaron Johnson, Salma Hayek, Emile Hirsch, Benicio Del Toro, Taylor Kitsch, Joel David Moore, Mia Maestro, Demiàn Bichir.
Titolo originale: Savages. Thriller. Ratings: Kids+16, durata 131 min.- USA 2012.

Un film di una noia mortale. Il classico esempio da fare in una scuola di scrittura e di sceneggiatura di come  cose che funzionano ed entusiasmano in un romanzo risultino terribilmente soporifere in un film. Come la voce fuori campo della protagonista che spiega per filo e per segno le cose che accadono. Le scene di azione presentano degli punti di risveglio assecondati dalla prestazione di Benicio del Toro – sempre un cattivo con i fiocchi – e da i suoi messicani giardinieri/killer; e anche da un ruolo di secondo piano ma brillante di un simpatico John Travolta. Tutto il resto te lo scordi prima che si riaccendano le luci.






MAGIC MIKE
di Steven Soderbergh. 

Con Channing Tatum, Alex Pettyfer, Matthew McConaughey, Cody Horn, Joe Manganiello,
Olivia Munn, Matthew Bomer, Riley Keough, Kevin Nash, Adam Rodriguez, Gabriel Iglesias, James Martin Kelly, Camryn Grimes, Denise Vasi, Kate Easton, Reid Carolin, Avery Camp, George A. Sack, Micaela Johnson, Asher Wallis.
Titolo originale Magic Mike. Commedia, durata 110 min.- USA 2012.

Un film su degli spogliarellisti con un attore che si chiama Joe Manganiello può essere un film di formazione? Questo lo è. Channing Tatum ha iniziato la sua carriera spogliandosi ed è proprio dalla sua vicenda personale che ha voluto attingere quando parlando con Steven Soderbergh ha partorito il soggetto di questo film. C’è Mike, spogliarellista magico, ai piedi del quale tutte le donne capitombolano. C’è il Kid giovane sbandatello preso sotto la sua ala da più esperto Mike. E c’è la sorella del Kid, infermiera… L’ambientazione quasi filosoficamente rurale di una città della Florida incornicia una saudage di mezzi successi e di sogni infranti, come quello di Mike di disegnare mobili come opere d’arte: solo pezzi unici. Un Matthew McConaughey mai così in forma nella parte di un cinico capo ci dimostra di saper ballare nel dramma.






TED
di Seth MacFarlane. 

Con Mark Wahlberg, Mila Kunis, Seth MacFarlane, Joel McHale, Giovanni Ribisi, Patrick Warburton, Matt Walsh, Jessica Barth, Aedin Mincks, Bill Smitrovich, Patrick Stewart, Norah Jones, Sam Jones, Tom Skerritt, Brett Manley, Ralph Garman, Alex Borstein, John Viener, Laura Vandervoort, Robert Wu, Ginger Gonzaga, Jessica Stroup, Melissa Ordway, Max Harris, Zane Cowans, T.J. Hourigan, Owen Clark
Titolo originale Ted. Commedia, durata 106 min.- USA 2012.

Dall’autore dei Griffin non ti aspetteresti questa commedia romantica. Ok, c’è Mila Kunis che ormai è il sogno erotico di chiunque guardi un film – si legga commedia americana di una coppia che dve mettersi insieme ma non ci riesce ma poi ci riesce – sul divano con la propria ragazza. Ma la stessa Kunis è anche la voce dell’irriverente, bistrattate e, perché no, brutta, Meg Griffin.  Chi si aspettava quindi un film caustico pieno di acido rimane deluso, chi è andato ha trovato la solita commedia anche se molto più divertente. Seth MacFarlane emerge dal film quando – e ci piace –, come tutti gli autori che hanno vissuto da ragazzi gli anni ottanta, cita i miti della sua generazione, rimanendo bambino e appassionato restituendoci le sue sensazione da fan grazie alla sua opera sul grande schermo. Memorabile la festa, con ubriachezza molesta, organizzata dall’orsacchiotto – simbolo dell’immaturita del protagonista e, dopo esser stato pregio, problema nella coppia – alla quale partecipa un reincarnato Flash Gordon con sottofondo musicale dei Queen.






PROMETHEUS
di Ridley Scott 

Con Noomi Rapace, Michael Fassbender, Guy Pearce, Idris Elba, Logan Marshall-Green,
Charlize Theron, Kate Dickie, Sean Harris, Rafe Spall, Benedict Wong, Ben Foster.
Titolo originale: Prometheus. Fantascienza, durata 124 min.- USA, Gran Bretagna 2012

Purtroppo un film dove si parla di alieni e  che ha Ridley Scott come regista crea delle aspettative insostenibili. Diciamo che trascuriamo il fatto che la tensione horrorifica di Alien in questo film non compare, forse anche perché le scene culto, come un parto alieno e l’attacco di mostri immondi, ce le aspettavamo e ci sono state servite. Alien aveva un’atmosfera difficilmente replicabile. Quello, poi, che vogliamo veramente vedere ce lo mostrano a poco prima della fine. Visivamente comunque – al cinema poi – è uno spettacolo che non pretende rimborsi.





C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA
di Sergio Leone. 

Con Elizabeth McGovern, James Woods, Robert De Niro, Treat Williams, Joe Pesci,
Burt Young, Tuesday Weld, William Forsythe, Robert Harper, Richard Bright, Danny Aiello, Mario Brega, Olga Karlatos, James Russo, Paul Herman, Jennifer Connelly, Darlanne Fluegel, Brian Bloom, James Hayden, Baxter Harris, Estelle Harris, Richard Foronjy, Marcia Jean Kurtz, Larry Rapp, Dutch Miller, Gerard Murphy, Rusty Jacobs, Amy Rider, Ray Dittrich, Frank Gio, Karen Shallo, Angelo Florio, Scott Tiler, Adrian Curran, Mike Monetti, Noah Moazezi, Frankie Caserta, Joey Martella, Clem Caserta, Frank Sisto, Jerry Strivelli, Julie Cohen, Marvin Scotto, Mike Gendel, Ann Neville, Linda Ipanema, Joe Faye, Tandy Cronin, Richard Zobel, Arnon Milchan, Bruno Lannone, Marty Licata, Gerritt Debeer, Margherita Pace, Alexander Godfrey, Cliff Cudney, Paul Farentino, Bruce Bahrenburg, Mort Freeman, Sandra Solberg, Jay Zeely, Massimo Livi
Titolo originale Once upon a Time in America. 
Drammatico, durata 227 min. - USA 1984.

Fa sempre piacere andare al cinema e trovare la sala piena. Certo, se è vuota, nessuno mastica rumorosamente, apre lattine, commenta il film, si alza venti volte per andare in bagno. Ma la sala piena ti fa sentire parte di un’emozione collettiva che solo il grande schermo può dare. Il pretesto di un aggiunta di scene tagliate e solo l’incipit necessario per muoversi e andare a vedere Sergio Leone. Sì, perché – adesso posso dirlo – vedere un film del regista italiano al cinema e vederlo in televisione sono due cose diverse. Entrambe belle. Ma il cinema… Quando si parla di crisi dei biglietti staccati bisognerebbe riflettere sul fatto che, in una multisala di Livorno a un orario difficile di una domenica sera all’ultima proiezione, tutti gli avventori hanno riempito solo una sala lasciando le altre deserte. La sala dove hanno proiettato un film che da venti anni vediamo ogni anno su Rai Tre. Le scene che sono state tagliate, nella versione che tutti conosciamo, sono state tolte giustamente. Si tratta di scene oltre che inutili, non entusiasmanti, prolisse e fautrici di inutili spiegazioni non richieste, che non giovano al ritmo del capolavoro leoniano. In un certo qual senso però, dimostrano ancora una volta – in lingua originale con i sottotitoli – l’enorme, immensa bravura di De Niro e di Woods. La colonna sonora di suddette scene pare posticcia e la qualità visiva – di cui si scusano all’inizio del film – è scadente. Come sempre il film entusiasma. La parte che segue le gesta dei ragazzini nella vecchia New York è piena di ricordi indelebili e ferite aperte nel percorso di qualsiasi amante di storie raccontate. Come ‘Patsy’ che sceglie di mangiare la pasta con la panna invece di perdere la verginità. O la corsa del giovanissimo Dominic poi falciato dal piombo di Bugsy. Tutti gli spettatori  sono usciti soddisfatti dopo essere stati seduti quasi cinque ore tra trailer e proiezione, facendo vivere al cinema in crisi una vera ‘notte da Leone’.


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