lunedì 5 novembre 2012

LE DONNE GUERRIERE



E’ in edicola “Le donne guerriere”, il 568° albo gigante di Zagor (Zenith 619), datato novembre 2012. I testi sono miei, i disegni di Mauro Laurenti: si è dunque ricreata la coppia di autori che, nel 2004, realizzò la storia in quattro puntate “La palude dei forzati”, considerata da molti la mia migliore. Anche l’avventura attualmente in corso, che fa parte del ciclo della trasferta sudamericana, occuperà un poker di uscite, anche se non saranno tutti albi completi. Le 94 pagine di cui ci occuperemo adesso sono la seconda parte del racconto, dopo un prologo narrato nella seconda metà del volumetto precedente. Seguiranno altre 94 pagine previste per dicembre (titolo: “Piranhas!”), e quindi la conclusione nella prima metà del numero datato gennaio 2013, che sarà intitolato “Sangue su Bahia”. 

Già dalla copertina risulta evidente un motivo di interesse, destinato (almeno nelle mie intenzioni) a suscitare attesa curiosità nei lettori: la ragazza accanto a Zagor è infatti Marie Laveau. Che ci fa in Amazzonia la mambo di “Vendetta Vudu” (un classico boselliano risalente al 1996), che poi abbiamo ritrovato nella trasferta africana (“La regina della città morta", ottobre 2000)? Per saperlo dovrete leggere tutta la storia, fin quasi all’ultima pagina, dove vi aspetta un colpo di scena. Confesso di essere stato molto in apprensione nel cucire una storia addosso alla sacerdotessa dei Vlandingue creata da Mauro Boselli (e sempre, finora, disegnata da Laurenti), nel timore di maltrattare una figura così ben riuscita e tanto amata dai lettori. Così, ho atteso con il batticuore che Mauro leggesse l’albo prima della stampa, e sono stato contento di vederlo soddisfatto al termine della lettura. 

Prima ancora dell’uscita ufficiale in edicola, a Lucca Comics già c’era chi si è presentato con “Le donne guerriere” in mano per farsi autografare la copia, e tutti  parevano entusiasti. Poi, subito dopo, sono arrivati i primi commenti su Facebook. Alberto Nicolella mi scrive: “Stupendo, leggendario, mitico! Era dai tempi di Zagor contro il Signore Nero che non si leggeva un racconto così!”. Fabio Milan aggiunge: “Sono contento di essere tornato in edicola per comprare Zagor e leggere una bella storia!”. Su Twitter si sono rincorsi un po’ di pareri analoghi. 

Tuttavia, già sapevo che ci sarebbero stati i soli membri della fazione luddista tra gli zagoriani pronti a indignarsi per la presenza di alcuni elementi fantascientifici in una pur piccola parte della storia. Ovviamente, li attendevo al varco. C’è infatti un gruppo di lettori che, non so sulla base di quali presupposti, considera Zagor un personaggio western, ritiene che non dobbano trovare posto nelle sue storie elementi magici e che non bisogni contaminare le storie con la fantascienza o il fantasy. Questi amici hanno travasi di bile se vedono da lontano una vecchia curandera, non sopportano la parola “Atlantide”, e via di questo passo. Ora, io non so quante e quali storie di Zagor abbiano letto costoro, ma posso assicurare, certo di aver ragione come sono sicuro di poche altre cose al mondo, che lo Spirito con la Scure è il fumetto della contaminazione per eccellenza, e che il presupposto stesso della sua creazione fu quello di collocarlo sulle frontiere della fantasia, della citazione multimediale, della trasversalità fra i generi. 

Un fumetto western già c’era, quando Guido Nolitta creò Zagor, e si chiamava Tex. Sergio Bonelli tutto voleva fuorché farsi concorrenza da solo, e men che mai far concorrenza a suo padre. Perciò, cercò di diversificare il più possibile il suo personaggio da Aquila della Notte. Chiunque abbia un minino di lucidità è in grado di valutare da solo: se Tex era ambientato nel Sud-Ovest, Zagor è ambientato nel Nord-Est; se Tex vive le sue avventure dopo la Guerra di Secessione, Zagor prima; se Tex è rivolto a un pubblico adulto, Zagor ad acquirenti più giovani; se Tex è un western puro (o quasi), Zagor è avventura contaminata; se Bonelli padre cita i registi dell’epopea del West, Bonelli figlio attinge dal calderone dei B-Movies orrorifici. Ancora oggi, se uno vuole storie western fa bene a leggere Tex, se vuole storie fantastico-avventurose fa bene a leggere Zagor (personalmente, leggo tutti e due). 

E’ stato Nolitta a inventare la formula “cowboys & aliens” molto tempo prima del film con Daniel Craig ed Harrison Ford, Nolitta a far mordere sul collo da un vampiro una ragazza pellerossa, cortocircuitando i generi letterari. Se io, come autore, vengo chiamato a scrivere Zagor, ho il dovere di rispettare queste caratteristiche basilari del personaggio. Per cui alternerò tutti i generi, talvolta contaminandoli fra loro. Citerò film e romanzi non western, come faceva Nolitta. Questo E’ quello che si deve fare. Qualunque polemica su QUESTO non ha ragione di essere. Capisco che uno possa dire: “io preferisco le storie con gli indiani a quelle con i mostri”. Perfetto, basterà aspettare l’avventura successiva. Ma non capisco uno che dice: “Zagor non deve raccontare storie di magia”. Perché chi lo dice è evidente che non conosce l'eroe di Darkwood e la sua cinquantennale tradizione, che peraltro è andata sedimentando non soltanto grazie a Nolitta, autore attivo per venti anni,  ma anche grazie a tanti altri sceneggiatori (tra cui Castelli, Sclavi, Boselli), attivi per trenta. 



Tuttavia, il dato di fatto è che la fazione luddista non sopporta i macchinari fantascientifici (neppure quelli alla Jules Verne), che vorrebbe bandire dalla serie, al pari delle magie, stregonerie e alchimie, in favore, dicono loro, di una “umanizzazione” del personaggio. Dunque lo Zagor di Nolitta che lotta contro l’Uomo Tigre, frutto della magia di Dharma la Strega, non è “umanizzato”? L’umanità di un eroe (o sofferenza attraverso la quale si superano le prove rovesciando tutti i pronostici) non ha nessun rapporto con il livello di fantasy contenuto in un racconto. L’astronauta Ripley di “Alien” è umanissima anche se lotta un una astronave contro un mostro alieno. Dunque, che ci azzecca l’umanizzazione? Per quanto mi riguarda, il mio Zagor che quasi muore e viene salvato dalle Amazzoni (occhio allo spoiler d’ora in poi) è umanizzato al massimo grado. 


Anzi, vien quasi da sorridere pensando che in alcuni classici nolittiani (come “L’inferno dei vivi”, “Guerra” e “Magia senza tempo”) Zagor viene ferito quasi mortalmente e sopravvive grazie alle cure (più o meno magiche) di tre stregoni diversi. Questo è accettato. Se la tecnologia atlantidea, e dunque un macchinario, cura Zagor, questo non va bene. Perché? Se poi si spiega che anche la guarigione di Zagor operata da Shyer (contestata) non è frutto di magia ma di antiche conoscenze risalenti a civiltà precedenti la nostra, ugualmente la si ritiene magica: ma non ho appena spiegato il contrario? Comunque sia, ero pronto a tutto nel leggere qualche commento della setta luddista. Mai avrei pensato, però, di potermi divertire così tanto nel leggere il primo. Un lettore, scandalizzato, scrive su un forum: "Armi laser e telecomandi???? Ma stiamo scherzando?". Il fatto davvero esilarante è stato che mi è capitato d leggere questo commento proprio mentre stavo lavorando agli articoli di corredo alla storia, in via di pubblicazione su Zagor Collezione Storica di Repubblica, "Minaccia dallo Spazio", di Guido Nolitta, piena di missili telecomandati! 

Caro amico scandalizzato dai laser e dai telecomandi (diavolerie che nella storia mia e di Laurenti si fa fatica a rintracciare, tanto è poco invasiva la loro presenza), ti sei mai accorto che in quel racconto nolittiano Zagor uccide i soldati agli ordini di Hellingen premendo dei tasti che scaricano automaticamente dei raggi mortali dalle cinture che hanno in vita? Sì? No? Mi piacerebbe saperlo. 

E delle apparecchiature atlantidee, che dire? Ne “Le donne guerriere” si vede soltanto una base in rovina, tanto in rovina che persino una specie di monorotaia su cui lo Spirito con la Scure prova a viaggiare deraglia a causa di una frana che ingombra il percorso. Nolitta, invece, mostra missili teleguidati che bombardano Washington, televisori da cui Zagor parla con il Presidente, microfoni, luci elettriche, computer. In precedenza avevamo visto raggi paralizzanti, robot giganti, sommergibili. Davvero i macchinari di Hellingen sarebbero realistici e quelli (assai più sobri) atlantidei sarebbero eccessivi, improponibili, troppo sopra le righe? Mah.

28 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Moreno,
sono un vecchio e affezionato lettore dei fumetti Bonelli, e Zagor è uno dei miei preferiti. Credo che tu abbia chiarito molto bene quello che è (ed è sempre stato) lo spirito di Zagor. Personalmente amo molto la contaminazione dei generi e sono convinto che finora in Zagor sia stata,portata avanti in maniera brillante ed equilibrata.
Ognuno ha diritto alle sue opinioni, ma credo che alcune critiche formulate sui vari forum (le ho lette anch'io) riguardo a questa mescolanza di generi nelle storie di Zagor mi sembrano un po' eccessive, soprattutto perché, come giustamente hai spiegato tu, questa è stata fin dall'inizio una caratteristica intrinseca del personaggio dello Spirito con la scure.
Senza voler dare lezioni a nessuno e ricordando che stiamo pur sempre parlando di racconti di fantasia, forse bisognerebbe prima di tutto giudicare le storie (e i disegni) senza troppi schemi precostituiti.
Personalmente sto leggendo con grande divertimento questo ciclo di storie sudamericane. Il ritorno di Marie Laveau, superbamente disegnata da Laurenti, è stato poi un bellissimo regalo!!!
Comtinuate così. Un abbraccio e scusa la lunghezza eccessiva! :-)
Giancarlo

Davide Medici ha detto...

Caro Moreno (mi permetto di darti del tu),
essendo stato chiamato in causa direttamente non posso esimermi dall'intervenire, precisando meglio le mie parole sul Forum che tu citi espressamente (Laser e telecomandi...ecc, ecc). Mi chiamo Davide, scrivo dalla provincia di Venezia e leggo Zagor da quando avevo facoltà di lettura dovendo, prima, accontentarmi solo di vedere le copertine degli albi di mio fratello: or sono una quarantina di anni fa. Premesso quindi che sono cresciuto a cinema, libri e Bonelli, preciso che il mio disappunto non nasce specificatamente da questa storia ma da una contaminazione fantascientifico-magica che si è accentuata moltissimo negli ultimi anni. So benissimo anche io che Zagor è una commistione di generi (sta lì la sua forza e la sua bellezza) e che esite il precedente di Titan e di "Ora zero" così come le capacità guaritrici degli sciamani al limite del magico fin dai primi numeri della serie; tuttavia si trattava di situazioni eccezionali legate ad uno specifico inventore di straordinarie capacità oppure, nel caso degli sciamani, di capacità e conoscenze legate al mondo dei nativi in cui Zagor si inserisce perfettamente essendo quello di cui si è fatto promotore e paladino. Ora, ho notato, che questo non è più l'eccezionalità: Atlantide è diventata una presenza costante, Zagor, sempre più distaccato dalle vicende di Darkwood, è un eroe "planetario", emanazione di un mondo magico, Cico raramente è quello che conoscevamo. Naturalmente, questo non sminuisce il mio amore per il personaggio, nè significa che tutte le storie , diciamo così, "alla Martin Mystere", debbano essere brutte storie; allo stesso modo, rispetto l'opinione di chi queste contaminazioni le vorrebbe ancora più spinte; semplicemente, come tu dici, se una storia non mi dice nulla (per sceneggiatura o disegni), passo oltre e attendo la successiva. In fin dei conti, come facevo notare anche sul forum, questo mese Bonelli ha prodotto cose egregie su cui mi posso dirottare: lo splendido "Le Storie", l'altrettanto valido "Storie di Altrove" oltre naturalmente alla CSAC. Essendo il forum uno spazio libero di idee e opinioni, mi sono sentito libero a mia volta di esprimere il mio parere, magari enfatizzato, ma che nulla di più vuole e deve essere.
Per concludere questo mio intervento, vorrei cogliere l'occasione per esprimerti di persona tutta la mia stima e il mio apprezzamento per l'amore,la dedizione e la bravura che da anni profondi nel personaggio. E' grazie a te e a agli autori che ti affiancano che i "talebani zagoriani" come io mi definisco (o luddisti come dici tu) possono continuare a leggere l'eroe con cui sono cresciuti.
Con l'augurio che tu e Zagor possiate continuare per altri 50 anni, ti saluto cordialmente .

Davide Medici

P.S. Devi, assolutamente devi, mettere Joevito alle prese con una storia vampirica. Il mio sogno segreto è rivedere Rakosi con disegni di Joevito Nuccio e sceneggiatura di Moreno Burattini :))))

Dime Web ha detto...

Beh, Moreno, hai letto la missiva di Serra sull'ultimo Nathan? lui è stato messo in croce (sembra di capire tra le righe) per ragioni opposte, ovvero per aver messo nella serie gingilli troppo poco aggiornati! Questa della tecnologia sta diventando la vera paranoia di questo nostro futuro (abbiamo già superato il 1984 di Orwell, il 2001 di Clarke & Kubrick e fra poco il 2015 di Zemeckis)... Continua con le tue belle storie: se per primo piacciono a te, puoi star certo - conoscendo i tuoi gusti - che piaceranno almeno al 95% dei lettori!

Francesco

Anonimo ha detto...

Siccome sto seguendo la discussione anche "di là", riporto qui la mia opinione: secondo me esistono tre categorie di lamentatori XD

1) Coloro che rifiutano la presenza di qualsiasi elemento fantascientifico senza tener conto che Zagor è una commistione di generi. Sbagliano perché la fantascienza ha tutto il diritto di esserci nelle sue avventure.

2) Coloro che accettano il fantascientifico ma rifiutano Atlantide perché, pur essendo argomento di fantasia a cui tutti possono attingere liberamente, l’antica civiltà che è stata inserita nella continuty zagoriana è proprio quella con cui ha a che fare Martin Mystere da trent’anni. Pertanto la delusione sta nell’avere un senso di déjà vu laddove non dico che ci aspettasse qualcosa di nuovo ma almeno non di già ampiamente sfruttato su altre serie bonelliane.

3) Coloro che accettano il fantascientifico e anche Atlantide ma da una location come il Sudamerica, nientemeno che la casa di un personaggio come Mister No, si aspettavano avventura pura. Storica, geografica, romantica, epica, classica, divertente, drammatica, quello che si vuole ma soltanto avventura pura. Rimandando quindi la doverosa commistione di generi ad altre storie, altre trasferte.

Mi trovo a metà tra il secondo e il terzo gruppo anche se sono abbastanza soddisfatto di quanto letto finora :)

Simone “Kiki Manito”

CREPASCOLO ha detto...

Misery appartiene al lettore, come direbbe il signor King. Sia ben chiaro che non auguro ai cartoonists SBEllici di finire legati al letto e minacciati da una infermiera letale, ma capisco tutti i punti di vista espressi. Io ci ho messo dieci anni per accettare che il Tex degli esordi con il faccino classico di Gary Cooper evolvesse in quello con gli occhi ravvicinati e persi dietro i fatti suoi della versione dagherrotipica del Galep della maturità. Era inevitabile, d'altra parte, che si inquartasse per poter lanciare in aria ceffi corpulenti: lo chassis alla Lupin III degli esordi metteva a dura prova la sospensione della credulità.

Mi chiedo come reagiranno i lettori quando troveranno in edicola i prossimi due Zagoroni disegnati da Tanino Liberatore e Joe Bennett: iperrealista e ipertrofico il primo, dinoccolato e plastico il secondo. Sia ben chiaro che io non vedo l'ora ( ricordo Liberatore in /bn per poche pagine di Batman anni fa ) e, incredibile dictu, attendo con maggior impazienza il fumetto di Bennett. Mi piaceva già quando era ancora immaturo, scaleno e vagamente parodia di John Buscema ( Supreme, Spider-Man ed il Captain America prestato alla Wildstorm di Jim Lee a metà degli anni novanta ), ma mi rendo conto che il suo tratto di oggi sia l'ideale per il signore di Darkwood ( io ci vedrei bene anche Sergio Cariello, Deodato jr ed Andy Kubert ). Ai fans ( le fans ? ndr ) di Chiarolla si potrebbe proporre il veterano Cam Kennedy.
Zag, secondo la mia sindacabilissima opinione, è pulp e può nutrirsi e stimolare sensibilità pulp. Tim Truman per esempio. Adoro il fantafumetto.

Alessandro Oresti ha detto...

ciao a tutti!
intervengo solo per dire che sono rimasto un po' deluso dalla lettura dell'albo "le donne guerriere", perchè partendo da questo titolo, mi aspettavo di ritrovare, all'interno, un autentico gineceo grafico, nel quale laurenti (che nella raffigurazione delle donne ha dato già prova delle sue capacità in passato, ad esempio disegnando gambit e virgina) avrebbe potuto sfogarsi alla grande, invece mi è sembrato sottotono, ben poco è il fascino che emana dalle poche donne che compaiono nell'albo.
poi ho notato che la suspence è poca, l'apparizione di marie dovrebbe essere una vera sopresa, invece non è così che io l'ho percepita, addirittura zagor, invece di essere contento di aver ritrovato un'amica (credo la si possa definire così, al di là del suo ruolo nelle storie passate) si preoccupa di farsi spiegare come mai è vestita come un'amazzone.

ho solo voluto eprimere le mie sensazioni dopo la lettura, buon proseguimento.

Anonimo ha detto...

Caro Moreno, arrivo qui seguendo le tracce dell'amico Davide, amico per la frequentazione nel medesimo forum per dirti che in buona parte condivido la sua posizione. Sai, sono tuo coetaneo, quindi più o meno anche suo, e forse da ragazzini accettavamo con atteggiamento più ingenuo certe soluzioni usate da Nolitta, comprese le cinture folgoranti dei militari in Ora zero... Forse è vero che, diventando adulti, le stesse scelte facciamo più fatica a digerirle. Però, alla fine, consentimelo, quello che conta è l'impressione e se l'impressione suscita qualche perplessità, non è che possiamo cambiarla giudicando valide le tue spiegazioni. Sono valide, questo è Zagor, ma è uno Zagor che non mi (forse anche "ci") piace. Intendiamoci: non mi piace lo Zagor che diventa un predestinato, semidio e con pesante presenza atlantidea, cioè il "non mi piace" resta strettamente circoscritto a questi aspetti. Il resto è tutto ok.
Spero di vedere nei prossimi albi, avventura e storia, l'opportunità di Zagor in Sudamerica è troppo ghiotta per non farlo interagire con la storia e a società di quelle terre in quegli anni.
Grazie per tutto quello che stai facendo per...noi
Angelo

Anonimo ha detto...

Sono in parte d,accordo con Davide e apprezzo molto la contaminazione di Zagor che e` il suo punto di forza, ma allo stesso tempo penso che forse la sotto trama Alantidea e` stata eccessivamente utilizzata e si trascina da troppo tempo su Zagor. Spero che in questa trasferta la trama Atlantidea possa concludersi definitivamente. COmplimenti anche da parte mia per l`ottimo lavoro che stai facendo su Zagor. Nun70

Innocenzo ha detto...

In Zagor c'è la contaminazione dei generi. Affermazione vera. Però secondo me non tutti i generi si accordano con la stessa eleganza. Ad esempio trovo che le storie con i vampiri siano state fra le migliori della serie. Le storie fantascientifiche qualche rischio lo comportano, almeno la sensazione di qualcosa che stride, forse perché Zagor ovviamente non può avere le conoscenze scientifiche di un Martin Mystere, quindi anche lo sviluppo di una storia con queste caratteristiche risente della difficoltà di dover cercare poi una spiegazione da dare ai fenomeni fisici e scientifici che Zagor si trova ad affrontare, da impreparato non per colpa sua (è nato troppo presto) e soprattutto che possa interagire in maniera plausibile con questi macchinari fantascientifici. Le storie di Zagor con Titan o i missili di annozero sono state scritte anche per un lettore più ingenuo (io le ho lette a 10 anni e mi sono piaciute tantissimo), che non necessitava di tante spiegazioni per lo svolgimento del racconto e ad abbassare il livello di incredulità. Detto questo confesso che le storie in oggetto mi sono anche piaciute, compresa quella in edicola adesso e che aspetto di vedere come và a finire.
Diciamo che ci sono storie un pò più delicate e dove l'asticella del rischio è più alta, un errore in una classica storia western può passare più inosservato e risultare meno ridicola.

Anche io faccio gli auguri per le bellissime storie che Te, Boselli e gli altri autori ci avete regalato e soprattutto per quelle che ci regalerete in futuro.

Innocenzo Bagnolesi

Moreno Burattini ha detto...

Caro Davide, grazie del tuo intervento.
Non sono stato io a inserire Atlantide nella serie. Per quanto mi riguarda, l'attuale storia in corso di pubblicazione non è una storia su Atlantide ma sulle Amazzoni. E se chiedi in giro quale potrebbe essere il personaggio bonelliano più adatto a trattare il tema delle Amazzoni, sono convinto che Zagor sarebbe il più gettonato. La sottotrama atlantidea è solo un pretesto, come potresti convenire se provassi a rifletterci senza preconcetti. Tutto qua. Circa la proposta vampirica, è un buon suggerimento!

Vittorio ha detto...

A me la fantascienza su Zagor non dispiace, anzi...
Non ho ancora letto l'albo in questione ma che Zagor sia da sempre una commistione di generi lo sanno pure i muri e io, pur amando prevalentemente il western puro, non mi sento di criticare certe scelte.
Quel che ti contesto Moreno, è semmai il modo di raccontarle.
Personalmente reputo inutile ripiccarsi ogni volta che qualcuno parla male di una tua storia... e soprattutto, oltreché inutile, reputo fuori luogo prendere ad esempio (e lo fai spesso) l'amato Nolitta.
Moreno, da persona colta e intelligente quale sei, dovresti capire una volta per tutte che a Nolitta si perdonava tutto perché le sue storie garantivano sempre, avventura, divertimento e drammaticità... e perché lo "spiegazionismo" era un concetto a lui sconosciuto!
;-)
Ti saluto e auguro buon lavoro con una domanda: a parte l'utilizzo di Cico sempre più scarno negli ultimi anni, quindi l'esatto opposto di quel che ne faceva Nolitta (visto che lo citi sempre), come mai è da tempo immemore che non si vedono finali particolarmente tragici? (tipo Libertà o Morte e Addio Fratello Rosso, tanto per intenderci).
Grazie, Vittorio

Davide Medici ha detto...

Caro Moreno,
grazie a te della risposta!
Guarda che ti prendo in parola per la storia vampirica :-) :-) :-)

Buon lavoro!

Davide

P.S. Anche Ylenia va bene uguale, eh?

Alessandro ha detto...

Quelli che vorrebbero uno Zagor solo western non hanno capito nulla. Dovrebbero leggere Tex e buonanotte.

Cominciai a comprare Zagor (in un lontano giorno di dicembre '88) per curiosità; era una storia che più western di così non si poteva. Tuttavia la ragione per cui continuai a comprarlo fu proprio perchè, recuperando le vecchie storie nei mercatini, trovavo questo uomo dei boschi alle prese con alieni, mostri e scienziati pazzi ed era proprio questo che lo rendeva un fumetto affascinante.

Continua così Moreno, siamo con te

Moreno Burattini ha detto...

Per Vittorio: non mi sembra di aver mai usato toni apocalittici nelle mie risposte alle critiche. Mai, di sicuro, sono stato più apocalittico dei miei detrattori, anzi. Non capisco però perché, se si fa una critica e io provo a dire qual è il mio punto di vista (che può essere accettato o no), debba sembrare che mi inalbero (cosa che non è). Se uno critica, io a volte (solo a volte) rispondo, di solito quando mi pare che ci sia stato un evidente fraintendimento. Rispondere per chiarire o puntualizzare non significa non accettare le critiche. Se poi le critiche sono evidentemente campate in aria, rispondere può sembrare fare opera di demolizione delle tesi altrui solo perché con pochi argomenti si dimostrano il torto e la ragione (là dove torti e ragioni ci siano), ciò non significa mancare di rispetto al lettore, solo porre degli argomenti di fronte agli argomenti altrui. Circa lo spiegazionismo, si tratta di una leggenda urbana: se volessi, potrei portare mille esempi di spiegazionismo ridondante nolittiano (che faceva parte del contesto spiegazionista del fumetto del passato, sia ben chiaro) e potrei citare pagine e pagine di chiacchiere didascaliche su questo o quell'altro argomento (molto più diffuse di quanto faccio io). Circa il Cico più scemo oggi di quello di ieri, resto perplesso: Nolitta era un amante dello "slapstick", da cui citato in molte interviste, ovvero della comicità delle cadute nelle buche, degli scivoloni sulle bucce di banana, delle porte in faccia, delle gag da cartone animato. Nel numero uno, subito dopo l'incontro con Zagor, Cico cade in una buca e fa SPLAT battendo una boccata sul fondo. Dove sia più idiota ai giorni nostri, sinceramente non saprei dire (forse solo nello sguardo prevenuto dei nostalgici per partito preso). Ti assicuro che faccio ogni sforzo per costruire gag divertenti e intelligenti e, avendone il tempo, potrei commentare con te una per una tutte quelle che ho inserito nelle mie storie (sono l'autore che ha scritto più gag di Cico in assoluto, molte ma molte di più di Nolitta, al punto che potrei sostenere che Cico è diventato anche u po' mio). Lo stesso discorso riguarda i finali tragici. Faccio un solo esempio: non è tragico il finale di "La lunga marcia"? Solo chi non l'ha letto può sostenere che non se ne fanno più. E' un po' come quando si sente dire che Zagor non avrebbe più il "sesto senso" che lo avverte del pericolo. Mah. Sia io che Rauch a volte ci diciamo che lo mettiamo in ogni storia e forse esageriamo, poi arriva il lettore nostalgico di turno che non se ne è accorro e sbotta: ma perché Zagor non ha più il sesto senso? Insomma, è una lotta impari contro la nostalgia. Se Zagor avesse chiuso nel 1980, con l'abbandono di Nolitta, oggi tutti se ne sarebbero dimenticati. Scusateci, amici nostalgici, se ancora ci sforziamo di farvelo ricordare.

Anonimo ha detto...

Sono arrivato qui portato dalla marea internettiana, ma essendo un lettore di zagor da 40 anni convengo che riguardo alla eccessiva contaminazione trattasi di baggianata colossale; come hai detto tu, questo è anzi proprio il punto di forza di zagor da sempre.
Detto questo, visto che ci sono e magari un po' OT rispetto alla discussione, devo dire anche che tutta la seconda/terza odissea americana non mi sta piacendo per nulla. Trattasi naturalmente di opinione personale e per uno cui non piace ce ne saranno 10 cui piace. Non mi piacciono le sceneggiature, troppo slegate fra loro, non mi piacciono per nulla i disegni (per i quali invece vedo parecchio entusiasmo), non mi piace l'ambientazione (mi sembra di rileggere +/- le stesse storie di mister no). Come dice MB per le storie che non piacciono, aspetterò....saluti.

Moreno Burattini ha detto...

Per l'Anonimo soprastante: intanto, grazie per il tuo intervento. Se sei arrivato adesso a leggere Zagor, è chiaro che la trasferta sudamericana non è rappresentativa della saga, mancando Darkwood. La vicinanza con Mister No dipende solo, credo, dal fatto che in questo momento siamo in Amazzonia (però, è vero che Zagor è un personaggio nolittiano, dunque Mister e No e lo Spirito con la Scure sono per forza più simili fra loro che Dylan Dog e il Comandante Mark). Sui disegni, non so che dire: mi parrebbe assurdo dover difendere Prisco o Laurenti, immagino sia questione di gusti, forse bisogna cominciare a farci l'abitudine, come con il sushi, che raramente piace al primo assaggio. Infine, le sceneggiature: sono scollegate? Proprio adesso che c'è la continuity? E allora, di Tex o di Dylan Dog, che ne pensi? Lì davvero ogni storia è un caso a parte. Se è la trasferta sudamericana in sé che non ti convince, restano gli Zagoroni (mi piacerebbe sapere cosa ne pensi del secondo), i Maxi, gli Speciali e, naturalmente, gli arretrati. Se riesci a resistere, nel 2014 torniamo a casa e ci aspettano storie epocali con grandi ritorni. Stay with us! :-)

Vittorio ha detto...

Moreno, se permetti replico alle tue risposte:
ARGOMENTO SPIEGAZIONISMO
No, non è una leggenda urbana!
Il fatto che tu non lo riconosca mi fa pensare che sei in buona fede, evidentemente lo applichi senza accorgertene... Nolitta non lo usava mai! Spiegazionismo è il racconto di uno dei protagonisti (Zagor o chicchessia) ad un altro quando questi conosce la storia già la storia (spesso perché l'ha vissuta pure lui)... Es. 1) albo Lo Scrigno di Manito, da te scritto: nella scena della cascata Zagor racconta a Tonka come lo ha salvato; ora, a che serve raccontarglielo se Tonka lo sa benissimo? E' un episodio appena accaduto, non stanno mica ricordando una storia del passato! Es. 2) albo Uomini Senza Legge, di Rauch: Zagor, lo sceriffo e altri componenti, si raccontano da soli il loro inseguimento ad una banda di rapinatori che ha appena svaligiato una banca; ma a che serve raccontarselo se loro sanno benissimo il motivo per cui li stanno inseguendo?
Nolitta, nei due casi citati avrebbe usato due espedienti diversi: per la storia scritta da te avrebbe raccontato la scena in diretta utilizzando probabilmente le didascalie come supporto per spiegare quel che sta accadendo; per la storia di Rauch avrebbe iniziato la storia con Cico alle prese con una delle sue solite divertenti disavventure nella cittadina in cui, di lì a poco, una banda di pericolosi criminali rapinerà una banca, da cui scaturirà poi il loro inseguimento da parte di Zagor e dello sceriffo!
Scusa ma per me c'è una bella differenza...
ARGOMENTO CICO
Forse hai letto male!
Io non ho detto che il Cico di oggi è più scemo, ma che se ne fa un utilizzo più scarno!
E per scarno intendo che lo si vede col contagocce mentre con Nolitta potevamo tranquillamente assistere anche a gags che duravano mezzo albo! Quel che più mi spiace, è che tu sei particolarmente abile con Cico (e i tuoi speciali sul messicano ne sono la conferma)... Il guaio è che qualcuno sopra di te non ti consente di mettere in mostra l'innato talento umoristico...
ARGOMENTO FINALI TRAGICI
Moreno, se mi citi come unico esempio il finale di un Maxi, non vale!
Sei l'autore che ha scritto più storie di Zagor in assoluto, ma io di finali tragici all'interno della collezione Zenith non ne ricordo... Il fatto è che non è facile spiegare quel che non va nello Zagor attuale... è tutta una serie di situazioni che stonano col personaggio che i nostalgici tanto amavano (ma che amano ancora)... un senso di estraneità difficile da esporre.
Grazie.
Vittorio

Guitar Jim ha detto...

Io appartengo alla fazione 2, cioè mi sono piaciute Atlantide e Mu solo su Martin Mystère. (le caramelle Mou invece mi piacciono sempre)
Questo non mi ha impedito però di essermi goduto la bella avventura La Mummia delle Ande.
Riguardo le Donne Guerriere ancora non l'ho letta per questo non mi pronuncio.
Più propriamente, io preferisco le trasferte zagoriane senza un filo conduttore, ma capisco che magari non potrebbero avere lo stesso appeal di quarant'anni fa.
Quello che intendo è che seguendo ad esempio la peregrinazione di Zagor ora in ristampa sulla collezione storica a colori, ogni storia aveva scenari, avversari, situazioni, emozioni diverse, completamente libere e imprevedibili.
Mi davano un senso di libertà irripetibile. :-)

Davide Medici ha detto...

Ciao Moreno, so che non c'entra nulla, ma approfitto del tuo intervento qui sopra dove solleciti una opinione sullo zagorone per darti anche il mio, di parere, già espresso anche su altro forum. Ebbene:
grandissima storia
grandissimo Burattini
immenso Verni

Quest'ultimo, insieme a Joevito, in assoluto quello che preferisco, ovviamente per il tratto molto "ferriano" anni '70. Mangiantini e Della Monica seguono a ruota...
Ciao e buon lavoro.

Anonimo ha detto...

Sono sempre l'anonimo di cui sopra (ma lo sono perchè non riesco a flaggare nient'altro, boh). Parto dai disegni; ovvio che è questione di gusti, e infatti ho rimarcato il generale entusiasmo con cui invece sono stati accolti. Su questo sono molto (troppo?) tradizionalista, senza peraltro voler negare la bravura generale di Prisco o Laurenti. Sulla continuity; ma c'è davvero una continuity? Il filo conduttore dovrebbe essere l'inseguimento a Dexter Green, ma è un filo talmente sottile che praticamente non si vede in quasi nessun episodio, se non per un richiamo generico. Dexter Green avrà occupato 50 tavole in 15 albi (i numeri sono volutamente sparati a caso ed enfatizzati). Anche barranco non mi sembra integratissimo (finora) nella storia, forse bastava un cattivone qualsiasi alla volta. Adesso si andrà nel Sertao, poi magari in Cile Argentina Uruguay Paraguay (o quel che c'era allora) ma ripeto, sembrano storie assolutamente a sè stanti in un ambiente già visto e rivisto (ovvio, da me) e che quindi non mi entusiasma, manca solo il piper!!!! Ammetto di aver sempre odiato Tex in quanto "parente figo di zagor" e quindi non so. Certo che sto with you, lo sono dal 1975!!!! Poi tornerà Mortimer con qualche bell'intrigo, poi magari spero in qualche vampiro, mostri infernali, avventure cittadine, vecchi nemici ecc.ecc.
saluti.

ps l'occasione è stata utile per sapere che esistono forum dedicati a zagor!! corro subito a iscrivermi così parlo immediatamente male di te ----))))

Moreno Burattini ha detto...

Per Vittorio:
a tutte le tue obiezioni ho risposto così tante volte con dovizia di particolari in tante occasioni sui vari forum che adesso mi cadono le braccia pensando di doverlo rifare di nuovo. Io forse sarò zuccone, ma anche i lettori non scherzano ;-) Prendo l'esempio di Tonka e Zagor del numero 400. La scelta fatta, secondo me giusta, è stata quella di non mostrare subito come si è salvato Tonka, ma farlo credere morto (per sottolineare come lo possano ritenere morto i nemici) e solo dopo far vedere che cosa realmente è successo. Secondo me, questo ha favorito un minimo di suspance. Tu invece sei, evidentemente, nemico della suspance e preferisci vedere tutto subito, senza sorprese in un secondo momento. Va bene: fa piacere vedere come ogni lettore vorrebbe una storia costruita su misura. Fatto sta che TU credi che nella vita normale non ci si dica, fra persone che già sanno quel che è successo, il riassunto dell'accaduto. Io, nella mia esperienza, penso l'esatto contrario. Se c'è stato uno scampato pericolo, per esempio in macchina ho evitato per miracolo un incidente mortale, a me verrebbe spontaneo scaricare la tensione rivolgendomi a chi è con me, dicendo: "Ci è andata bene! Ho visto l'ostacolo all'ultimo momento". E l'altro potrebbe dire: "Sì, hai fatto una manovra azzardata ma ce la siamo cavata". Tutte le persone FANNO così. Così almeno a me pare. A te non pare? Dunque dovrei scrivere ciò che non pare a me e pare a te? Ma ogni caso, ci sono comunque consuetudini fumettistiche e cinematografiche che fungono da "codici", e quel che io ho fatto dire a Zagor e Tonka è perfettamente codificato da mille esempi. Non l'ho inventato io, è un modo per far sapere al lettore com'è andata qualcosa che non ha visto. Ma se anche l'avessi inventato io, quello sarebbe il mio stile. Ogni scrittore ha il suo stile. I lettori o glielo perdonano (leggendolo) o non glielo perdonano (non leggendolo). Nel mio caso personale, spero che i pregi compensino i difetti. Salto subito a "La lunga marcia". Volevi dei finali tragici. Io te ne ho detto uno. Mi chiedo se tu voglia invece che TUTTI i finali siano tragici. Nel qual caso, non sarebbe nella tradizione nolittiana, dove solo ALCUNI finali erano tragici, e meno male. Quant'è la percentuale dei finali tragici sulla produzione di Guido Nolitta? Non mi sembra molto alta. In ogni caso,vuoi altri finali tragici fra le storie che ho scritto io? "La palude dei forzati", "Catene!", "Uomini in guerra", "Il seme della violenza", "Il popolo del lago", "L'uomo che sconfisse la morte", "L'uomo con il fucile"...

Moreno Burattini ha detto...

Per l'Anonimo: non importa che tu ti iscriva ai forum per parlare male di me, ce ne sono già abbastanza. Riguardo alla continuity, trovo strani quello che dici perché la tradizione zagoriana è di NON avere continuity (come non ce l'ha Tex, e non ce l'ha Dylan Dog), dunque quella che unisce le storie della trasferta sudamericana è già qualcosa di molto serrato rispetto al solito. Stringere ancora di più sarebbe stato stravolgere del tutto la tradizione e i lettori più tradizionalisti già mal digeriscono quella che c'è (vorrebbero eliminare per esempio tutti i riferimenti ad Atlantide e Dexter Green e lasciare le avventure unite solo dal viaggio che continua).

Marco Grasso ha detto...

Dal mio punto di vista non si può disconoscere il fatto che ci sia una certa continuity di fondo. Chi più sopra diceva che le storie sono slegate... non ho ben compreso cosa intendesse. Penso che tutta la redazione abbia fatto un lavorone per coordinare ad esempio le sceneggiature degli autori che fin'ora si sono succeduti: Burattini, Perniola, Paolucci, Boselli, Mignacco e Rauch. Mica robetta. Poi, i contenuti della trasferta possono piacere come anche no, ma almeno diamo a Cesare quel che è di Cesare. Sebbene i contenuti delle storie abbiano un filo conduttore, non è che si veda Atlantide sempre e in ogni albo in maniera così ossessiva, a mio modo di vedere. C'è stato spazio in questa trasferta per un bel pò di situazioni diverse, anche del filone realistico. Ricordiamo ad esempio gli intrighi diplomatici in Alligator Bayou e le tematiche della schiavitù in Pacifico.
Non si esce da certe questioni... gli occhi coi quali leggevamo le storie 20 o 30 anni fa sono diversi da quelli di ora e abbiamo sviluppato un senso critico maggiore. Le storie di Zagor nei decenni hanno subito un inevitabile (anche se non radicale) cambiamento. Non esiste uno Zagor, ma tanti quanti sono i lettori. Io ad esempio non gradisco le troppe (a mio parere) occasioni in cui Zagor si trova in mezzo a dei guai insormontabili davanti a pistole e fucili puntati contro e ne esce sempre indenne con un guizzo. Comprendo che sia stato sempre così ma mi piacerebbe lo stesso che queste occasioni si centellinassero a favore di altre situazioni meno viste. Eppure il 90% di ciò che leggo mi piace e mi fa sentire ben spesi i soldi che porto in edicola ogni mese.
E poi Marie Laveau è proprio bbbona :-)

Vittorio ha detto...

Un'ultima considerazione Moreno, poi la smetto se vuoi, anche perché giustamente tu rimani delle tue idee e io delle mie...
Hai ragione, nella vita normale è così ma in un fumetto trovo (dal punto di vista narrativo) un espediente ridicolo il raccontarsi un avvenimento appena accaduto. Questo per lo meno, è l'effetto che fa a me, poi per carità, se quello è il tuo stile io non posso certo importi il modo di scrivere.
Sappi però che quello è lo "spiegazionismo"...
Grazie, Vittorio.

Moreno Burattini ha detto...

Per Vittorio: ovviamente farò ogni sforzo per tenere conto del parere e dei consigli di tutti. Chiedo solo di tener conto delle cose positive oltre che di quelle negative, di rispettare lo stile e il gusto degli autori che non potranno mai scrivere su commissione per ogni singolo lettore, e un po' di complicità dato che siamo tutti coinvolti nella medesima grande avventura: continuare a far vivere il sogno di Zagor. Se ci mettiamo a contestare ogni vignetta, a rimpiangere Nolitta dopo trent'anni dalla sua ultima storia, a non accettare i nuovi disegnatori perché non assomigliano a Ferri, a non tollerare i racconti di magia perché si vogliono western, o viceversa, non ci godremo mai il bello che ancora oggi lo Spirito con la Scure riesce a dare.

Alberto Camerra ha detto...

Caro Moreno,
è perfettamente inutile che qualcuno si scagli sugli elementi variegati che compongono la saga dello spirito con la scure.
La sua natura, il suo fascino, la sua longevità, dipendono proprio dal mix, sapientemente agitato, di questi stessi elementi.
Fatene un fumetto di sola fantascienza e chiuderà. Ma accadrà lo stesso se diverrà un fumetto di sola fantasy o western o horror.
Nolitta/Bonelli lo sapeva bene.
Così come gli stessi lettori che si lamentano.
E, ne sono certo, anche voi.
Lunga vita a Zagor.
Un caro saluto.

Roberto ha detto...

Non ha senso il ragionamento continuamente ripetuto da Burattini (Nolitta ha più volte fatto una cosa X, ma se poi la faccio io, mi viene contestato, ecc).
Bisogna inquadrare questo nel percorso storico di un personaggio che ha 50 anni.
Se leggo certi dialoghi di nolitta oggi sarebbero improponibili, così come certe soluzioni narrative. Però sono perfete inquadrate in un certo periodo storico della vita editoriale del personaggio e quindi le storie restato perfette. Ma se lo si fa oggi diventa ridicolo!
Secondo me nn dovresti più utlizzare l'argomentazione "perchè nolitta poteva farlo tranqillamente mentre io no?".

Moreno Burattini ha detto...

Per Roberto: il mio argomento in realtà è: dato che Nolitta lo faceva, io che ne rispetto la lezione continuo a farlo. Con buona pace di chi crede che Zagor sia un fumetto western.