mercoledì 26 dicembre 2012

MY NAME IS ZAGOR




E’ uscito pochi giorni prima di Natale, in edicola e in fumetteria, il blister targato Panini "My name is Zagor", contenente la riedizione di “Zagor King of Darkwood”, vale a dire il disco che il rocker emiliano Graziano Romani ha dedicato, nel 2009 (in occasione degli ottanta anni di Gallieno Ferri), allo Spirito con la Scure e al suo mondo. 

Di Graziano Romani, di cui sono diventato amico fraterno, ho già parlato così tante volte che, continuando a farlo, temo sempre di ripetermi. Tuttavia, per coloro che si fossero messi in ascolto soltanto in questo momento, basterà ricordarlo come autore di una ventina di album che hanno lasciato il segno nella scena del rock italiano (prima con il gruppo Rocking Chairs, poi da solista), cantati sia in inglese che in italiano. Non essendo un cantante di quelli che vanno a Sanremo, e sempre geloso della sua autonomia artistica al punto da avere una propria etichetta, è noto al grande pubblico soprattutto per la sua collaborazione con Elio e Le Storie Tese nel brano “Christmas with the yours” (che canta in gran parte da solo, come “cantante misterioso” ma con la voce di Bruce Springsteen) e per l’inno “C’è solo l’Inter”, suonato a San Siro ogni volta che i neroazzurri giocano in casa. 


Da sempre appassionato di fumetti, al punto da esserne un vero e proprio esperto, Graziano ha firmato con me tre saggi pubblicati da Coniglio Editore, dedicati a Gallieno Ferri (2009), Giovanni Ticci (2010) e Guido Nolitta (2011). Poi, ormai in grado di camminare con le sue gambe anche in campo fumettistico, eccolo pubblicare da solo il volume “L’arte di Galep”, edito da Panini e presentato a Lucca Comics edizione 2012. 



Per ReNoir è stato il traduttore e curatore del volume “Sky Masters of the Space Force”, di Jack Kirby e Wally Wood,  mentre attualmente sta lavorando all’edizione italiana di Prince Valiant. Ma torniamo a “Zagor King of Darkwood”: il disco esce sia in versione su CD che in quella su doppio vinile pubblicato dalla Coniglio. Dopo una prima distribuzione in edicola e in fumetteria, e molti concerti di presentazione (fra cui, memorabile, quello del luglio 2011 per il cinquantennale zagoriano, a cui assistette anche Sergio Bonelli nella sua  ultima uscita pubblica prima della scomparsa), il disco era però diventato introvabile a causa anche delle difficoltà economiche della Casa editrice, destinata infatti a chiudere i battenti. 
Nel 2011, Graziano Romani pubblica un secondo album dedicato ai fumetti di casa Bonelli, “My name is Tex”, dedicato ad Aquila della Notte. Questa volta a pubblicarlo è la Panini.  




Francesco Coniglio
Ed è sempre la Panini a proporre una riedizione del disco su Zagor, con una nuova distribuzione del CD. Dovendo allegare al disco una propria pubblicazione in grado di accompagnarlo in edicola e in fumetteria, si è pensato di fare le cose in grande. Se il blister della Coniglio conteneva uno smilzo spillato (memorabile l’editoriale di Francesco Coniglio intitolato “Zagor è rock”) con articoli e illustrazioni inedite, la Panini ha pensato a un vero e proprio libretto brossurato intitolato “My name is Zagor”, contenente testi tutti nuovi, ma soprattutto tre storie a fumetti. La prima, in ordine di importanza, è un estratto dallo speciale, datato 1995, “La leggenda di Wandering Fitzy”, la storia da me sceneggiata (su soggetto di Maurizio Colombo, e disegnata da Ferri) in cui si narra del tragico passato del poeta vagabondo che fu il mentore del giovane Wilding prima che questi diventasse Zagor, e anzi si svela per la prima volta il suo nome, Patrick. Le quattro pagine riproposte, a colori, mostrano Wandering Fitzy cantare in pubblico la canzone “Darkwood”, di cui dice di essere l’autore, accennandone due strofe. Esattamente quelle da cui è partito Graziano Romani per musicare il brano più importante del suo disco, basato appunto su un accenno di testo preesistente, citato nella serie. 



A seguire, una storia vera e propria, mia e di Gallieno Ferri, “Una canzone per Kimberly”, trentadue tavole con protagonista “Guitar” Jim, apparse in un albetto allegato allo speciale Zagor del 1996. Il motivo della scelta è ovvio: “Guitar” Jim, personaggio indimenticabile, è un chitarrista e un cantante come Graziano Romani, che gli ha dedicato peraltro uno dei brani del suo album. Personalmente credo che “Una canzone per Kimberly” sia una buona storia: se non l’avete mai letta, ecco un’ottima occasione per recuperarla. 


Per finire, la chicca: “La strada per Darkwood”, vale a dire una storia inedita e a colori disegnata da Gallieno Ferri su testi dello stesso Romani. Se avete preso “My name is Tex”, il disco dedicato ad Aquila della Notte, avrete senza dubbio notato le due tavole appositamente realizzate da Giovanni Ticci in cui il ranger incontra, durante un bivacco notturno, proprio “Guitar” Jim (invecchiato ma sempre in forma). I testi erano, anche in quel caso, di Graziano. Ecco, in “My name is Zagor” Romani ripetere l’esperimento e cerca di spiegare, in sei bellissime strisce, il senso di quella che è la copertina del disco, e cioè la marcia di Zagor, Wandering Fitzy, Tonka, Cico e “Guitar” Jim sullo sfondo della foresta di Darkwood. Come possono, quei cinque personaggi, trovarsi tutti insieme in quel luogo? E dove stanno andando? La risposta la saprete solo procurandovi il blister della Panini. Inutile dire che anche la copertina (la vedete in alto) è inedita ed è firmata da Ferri.

La cover del disco "Zagor King of Darkwood", illustrazione di Gallieno Ferri
Il prezzo è estremamente popolare (poco più di 10 euro), e vale da solo il costo del libro, anche nel caso aveste già il CD. Il mio contributo alla parte “giornalistica” del brossurato consta di tre articoli: uno che presenta la storia con “Guitar" Jim, uno che spiega il senso dell’estratto dallo speciale “La leggenda di Wandering Fitzy”, e uno, più lungo e introduttivo, in cui ricapitolo i rapporti fra Zagor e la musica e sottolineo come nella saga dello Spirito con la Scure ci siano tutti gli elementi in grado di ispirare un musicista, a partire dai traditionals inseriti da Romani nel suo lavoro, dopo essersi consultato con Sergio Bonelli che era un vero esperto in materia. Poiché la tiratura di “My name is Zagor” non supera le diecimila copie, non tutte le edicole lo riceveranno in distribuzione. Gli edicolanti hanno però la possibilità, se glielo chiedete, di ordinarlo. Lo stesso i gestori delle fumetterie. Resta poi sempre la chance, addirittura con il dieci per cento di sconto, di fare acquisti on line sul sito della Panini. In attesa di un nuovo lavoro da parte di Graziano Romani, vi linko i video di alcuni suoi brani tratti dal disco “Zagor king of Darkwood”.





1 commento:

Franco Lana ha detto...

Apprezzo il lavoro di Graziano Romani, sin dai tempi dei Rocking Chairs! Molto belli anche i lavori solisti, in particolar modo, il primo album del 93' (In italiano). L'aver scoperto che è anche un grande appassionato di fumetti e adesso saggista, non può che far piacere. Un grande salutone!