
Naturalmente, ho lavorato un po' tutte le sere, portando avanti un libro per Little Nemo che uscirà, spero, in autunno e di cui avrò modo di parlare in seguito.
Altrettanto naturalmente, ho letto. Nove albi Bonelli, tre numeri di "Animals" (la rivista diretta da Laura Scarpa), un fascicolo de "Le Scienze" e un libro bellissimo ed entusiasmante, "K2, la montagna più pericolosa della Terra", di Ed Viesturs, edito da Corbaccio. Di questo libro, magari, torneremo a parlare. Adesso, vorrei dare qualche consiglio di lettura riguardo ai fumetti di cui vi ho accennato. Sono stati il n° 11 di Greystorm, il n° 10 e 11 di Jan Dix, il n° 598 di Tex, i n° 286 e 287 di Dylan Dog, il Dylan Dog Color Fest con la cover di Manara, il n° 4 di Cassidy, il n° 74 di Brendon. Tutte letture molto gradevoli e divertenti, devo dire, nessuna delusione, anzi. Però, una classifica di gradimento (del tutto personale) è stata inevitabile. La voglio sottoporre a chi fosse interessato a confrontarla con la sua.


Ma arriviamo a Brendon. Ecco, devo confessare che ho un debole per lui. Mi capita talvolta di restare un po' indietro nella lettura di qualche serie (temo di esserlo, per esempio, con Magico Vento e Nathan Never) ma Brendon lo leggo sempre subito. E non mi delude mai. Ammiro sconfinatamente Claudio Chiaverotti per la sua inventiva, la sua capacità di sorprendere, di emozionare, di divertire, di attingere alla pozza dei miti in modo invisibile, funzionale e intelligente. A differenza di altri, peraltro, non è mai moralista: una qualità che io apprezzo in sommo grado. Del resto, il mio Dylan Dog preferito in assoluto, "Goblin", l'ha scritto lui. "Gothica", disegnato benissimo da Giuseppe Viglioglia, è un albo da non perdere, come da non perdere è il recente speciale n° 8, disegnato da Corrado Roi, "Nel cuore del buio" (ne vedete qui sotto la copertina).
Ma se volete sapere qual è il miglior albo di Brendon in assoluto, è lo Speciale n° 4, del luglio 2004, "Noi siamo leggenda", illustrato da uno strepitoso Giuseppe Ricciardi. E' uno degli albi più belli del decennio appena trascorso. Mi piacerebbe se qualcuno che non l'ha ancora fatto lo leggesse e mi dicesse che cosa ne pensa.
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All'epoca dell'uscita del primo numero della serie, cioè nel 1998, intervistai Chiaverotti per la rivista "Dime Press". Giusto per presentare il personaggio a chi non lo conosce e recuperare un testo che a me sembra brillante, la ripropongo qui di seguito, a futura memoria. La foto e il disegno a corredo dell'intervista sono, rispettivamente, di Joe Zattere e di Massimo Rotundo.

Intervista a Claudio Chiaverotti
a cura di Moreno Burattini
Dime Press - Claudio, chi è Brendon?
Claudio Chiaverotti - Un eroe del dopocatastrofe.
DP - Quale catastrofe?
CC - Quella del 2029.
DP - Prego?
CC - L’evento che diede inizio alla “Grande Tenebra”.
DP - Ah. Non se ne può sapere di più?
CC - Certo, leggendo l’albo.
DP - Lo faremo. Ma nell’attesa, che cosa ci anticipi oltre al nome del tuo personaggio?
CC - Il cognome: D’Arkness. Si chiamerà Brendon D’Arkness.
DP - Non ci sfugge il sottile gioco di parole. Certo che come anticipazione è un po’ misera. Sei avaro come uno scozzese.
CC - Ecco, appunto. Brendon è uno scozzese. Nasce a Stonehaven, nella Scozia del dopocatastrofe. Quella di cui si diceva.
DP - Okay, fino a qui ci siamo. E poi? Saltiamo l’infanzia e arriviamo all’età adulta.
CC - No, arriviamo ai suoi quattordici anni. Un evento tragico sconvolge la sua giovane esistenza. Sulla sua vita cala l’ombra della Luna Nera, una setta esoterica di feroci assassini, i cui scopi rimangono ancora oscuri.
DP - Tanto per cambiare! Di chiaro non c’è proprio nulla, finora.
CC - C’è che ora Brendon vive nella Nuova Cornovaglia, in un’antica dimora fatiscente ravvivata soltanto dalla presenza di Christopher, una sorta di marionetta a energia solare, ultimo retaggio della Vecchia Era.
DP - Ah, meno male... qualcosa di solare. Siamo in una sorta di Medioevo Prossimo Venturo, dunque. E la Cornovaglia è lo sfondo ideale per le atmosfere medievali. Fa venire in mente il cavaliere del “Breùs” pascoliano. Quello che “viveva con sua madre in Cornovaglia, un dì trasecolò nella boscaglia...”.
CC - Appunto. Anche Brendon è un cavaliere. L’ultimo cavaliere. Cresciuto sotto l’ala protettrice di un maestro d’armi, diventa un mercenario di ventura, che vende i propri servigi a chiunque gliene faccia richiesta.
DP - Anche se a chiederglielo è un farabutto?
CC - Pur svolgendo un mestiere ingrato, Brendon conserva tuttavia una sua umanità, che lo obbliga a schierarsi dalla parte dei più deboli.
DP - Sarà un musone come Nathan Never e Magico Vento?
CC - Sarà crepuscolare, ma non privo di ironia. In ogni caso, uno spirito libero e selvaggio, un eroe che combatte i mostri generati dal sonno della ragione, in un mondo che cerca di risorgere sulle ceneri del precedente, ma non riesce a liberarsi dei propri fantasmi.
DP - Chi saranno i suoi nemici?
CC - Quelli della Luna Nera. Continueranno a proiettare la sa ombra minacciosa sull’esistenza di Brendon, continuamente impegnato in un eterno errare che lo condurrà di avventura in avventura in scenari diversi. Ma non ci saranno solo loro. Nel suo vagabondare, Brendon avrà modo di incontrare una galleria di personaggi bizzarri, alcuni animati dalla volontà di ricostruire una società civile, altri vittime, coscienti e non, della follia che ha sconvolto il mondo, annientando ogni certezza.

DP - Che tipo di scenari ci hai preparato? Se ce lo dici, ci prepariamo anche noi.
CC - Le storie di Brendon avranno come scenari pietrosi deserti battuti dal sole, metropoli desolate e vestigia abbandonate della nostra attuale civiltà. Mescoleranno insieme svariati elementi e generi, da quello avventuroso a quelli fantastico e orrorifico. Spesso il tono si colorerà di tinte sovrannaturali, grazie alla presenza di personaggi e situazioni scaturite da un mondo in bilico fra ragione e follia.
DP - Chi saranno i disegnatori?
CC - Corrado Roi, che sarà anche copertinista. Poi Massimo Rotundo, premio Yellow Kid 1990. Emiliano Simeoni, autore di storie per il mercato francese, pubblicato anche dalla Comic Art. Esteban Maroto, veterano del fumetto fantasy e celebre anche negli States. E poi l’esordiente Giuseppe Franzella, palermitano, cresciuto alla Scuola del Fumetto di Milano.
DP - A che tipo di pubblico pensi di rivolgerti?
CC - A tutto quello pensabile e anche all’impensabile. Perfino ai cinesi.
DP - Che non sarebbero mica male, dato che sono in miliardo. Quante storie hai già nel cassetto?
CC - Tredici. Porterà male?
DP - Porta bene. Pensa alla tredicesima e al tredici al totocalcio.