venerdì 4 febbraio 2011

IL SOGGETTO IN QUESTIONE


Fra gli argomenti su cui ho promesso di scrivere, ce n'è uno che riguarda gli aspiranti autori di fumetti, e lo sto rimandando da più di un mese. Il fatto di dovermi scusare per questo ritardo mi permette di cogliere la palla al balzo per fare delle scuse (ancor più dispiaciute) verso gli aspiranti sceneggiatori che si sono rivolti a me sottoponendomi dei soggetti perché dessi loro un giudizio. Alcuni di loro, ahimè, attendono da tempi biblici.
Dunque, volendo parlare di giovani e meno giovani che cercano di entrare tra gli artigiani delle nuvole (per rubare una felice espressione di uno che ho aiutato io a farsi strada, Mirko Perniola) comincerò proprio da coloro che ambiscono a scrivere storie, rimandando a un prossimo futuro il proseguo del dibattito su chi le storie vorrebbe disegnarle.
La categoria degli aspiranti sceneggiatori mi sta particolarmente a cuore perché, circa un quarto di secolo fa, ne facevo parte anch'io. Fu proprio nel 1987 (dunque ventiquattro anni or sono) che presentai a Sergio Bonelli il mio primo soggetto per Zagor, e già vi ho mostrato la foto che immortale il momento esatto in cui si verificò l'evento. Nel mio caso, servirono due anni (e tre successivi invii di proposte) prima che la Casa editrice mi desse l'OK su una storia che Decio Canzio (a cui va la mia eterna gratitudine) trovò abbastanza promettente da mettermi alla prova.
Erano però altri tempi, in cui gli spazi per un giovane dotato di un minimo di talento poteva trovare, da qualche parte, un pertugio per entrare nell'ambiente. In quegli stessi anni mi capitò addirittura di trovarmi a collaborare anche con Francesco Coniglio per la rivista "Mostri" (con tanto di proposta per andare a lavorare da lui in redazione, a Roma) e con Silver per "Cattivik" e "Lupo Alberto". Poco dopo ricevetti anche una telefonata dall' "Intrepido" (che non avevo neppure contattato) con la richiesta di scrivere per loro (feci una sola storia, disegnata peraltro dallo zagoriano Roberto Piere). Insomma, c'erano tanti editori, tante testate e tanto pubblico (almeno rispetto ad adesso).
I tempi, purtroppo, sono decisamente cambiati, ovviamente in peggio. Oggi, mi trovo a ricevere io, praticamente ogni settimana, dei soggetti da esaminare da parte di gente che coltiva il mio stesso sogno di allora. E so che sarà quasi impossibile per chi mi invia le sue proposte trovare lavoro, soprattutto se le idee riguardano Zagor. Cerco di dare comunque a tutti delle indicazioni, e se ci sono degli autori in cui riconosco del talento li dirotto verso i curatori di altre testate che siano nelle loro corde. E' il caso, per esempio, dello scrittore horror Samuel Marolla, che secondo me è lo Stephen King italiano, autore di una raccolta di racconti pubblicati da Mondadori con il titolo "Malarazza", di cui ho caldeggiato la messa alla prova da parte di Boselli per Dampyr, e che è arrivato alla sua terza storia di Harlan Draka.
Vorrei però spiegare, con sofferenza, perché chi sottopone dei soggetti per Zagor è costretto ad attendere tanto prima di una risposta e perché è così difficile che i progetti presentati arrivino in edicola. Comincerò col dire che, allo stato attuale delle cose in data odierna, ho qui davanti a me una cartella colma da ventotto soggetti di aspiranti sceneggiatori, tutti da leggere (molti altri ne ho evasi negli scorsi mesi). In molti casi si tratta di testi abbastanza lunghi, di circa dieci cartelle, ma talvolta ne ho dovuti esaminare alcuni anche delle dimensioni di autentici romanzi (ne ricordo uno, qualche mese fa, che di cartelle ne contava settanta). Potete facilmente capire come cimentarsi nella lettura di un plot cercando di comprenderne bene lo svolgimento in modo da poter poi riferire all'autore un giudizio fondato, non sia esattamente rilassante. Servono, come minimo, tempo, pazienza, concentrazione e anche, last but not least, lungimiranza.
Le difficoltà nella disamina dei soggetti sono state perfettamente descritte da Sergio Bonelli in persona in una sua "Postaaa!" su Zagor, pubblicata nell'albo del dicembre 2006. Poiché spesso allego alle mie risposte una fotocopia della pagina di quella rubrica, ve la faccio leggere in modo da poterla, eventualmente, commentare insieme.
Dunque, scrive Bonelli a pagina 4 dell'albo Zenith 548: "Cari amici, dando uno sguardo alle lettere ricevute nelle ultime settimane che giacciono sulla mia scrivania, mi è capitato di constatare ancora una volta come, per uno strano caso della vita, man mano che i lettori di fumetti diminuiscono a vista d'occhio, aumentano viceversa gli aspiranti autori. Molti sono infatti quelli che scrivono proponendosi quali disegnatori o sceneggiatori per gli albi della nostra Casa editrice. Coloro che sottopongono alla mia attenzione i propri disegni sono, in genere, piuttosto bravi: alcuni, addirittura eccellenti. Del resto, viviamo nella società dell'immagine e dunque i giovani illustratori sono particolarmente stimolati a visualizzare graficamente ciò che intendono esprimere. Purtroppo, il mercato del fumetto consente sbocchi professionali soltanto per una piccolissima parte di quanti si propongono a me o ad altri editori. Tuttavia, valutare il talento di un giovane disegnatore è un compito che un professionista riesce fare con un semplice colpo d'occhio: si vede subito, al di là degli aggiustamenti che si possono suggerire, se una tavola funziona o non funziona. Diverso è invece il caso per chi propone soggetti e sceneggiature. Esaminare un testo scritto, talvolta composto da molte pagine, richiede infatti del tempo, se davvero si vuole (come noi vorremmo) dare ogni volta un giudizio ponderato e approfondito. E il tempo è proprio ciò che manca ai redattori impegnati a rispettare il rigido calendario di scadenze imposto dalle date di uscita degli albi in edicola. Per questo, chi invia i suoi testi alla nostra attenzione deve armarsi di santa pazienza: i soggetti che giungono in gran numero alla nostra attenzione vengono letti durante i rarissimi momenti liberi concessi dal lavoro redazionale, e dunque l'attesa è piuttosto lunga. Constatando quanti siano le proposte di storie che riceviamo, a volte penso che sarebbe opportuno rispondere a tutti con una specie di 'lettera circolare' in cui si avvisa, come è vero, che il nostro staff è al completo. Però, subito dopo, mi auto convinco che se imponessimo uno stop generalizzato all'esame degli aspiranti sceneggiatori non avremmo più la possibilità di scoprire autori di talento come Paola Barbato, Pasquale Ruju o, per citare due zagoriani, Diego Cajelli e Jacopo Rauch. Dunque, sia pure con fatica, proseguiamo con la lettura. Tuttavia, anche nel caso trovassimo ben costruita la trama di un racconto (e di solito è assai meno facile trovare chi scrive bene rispetto a chi bene disegna), e potessimo stabilire che non è ispirata troppo da vicino da film o romanzi, resterebbe il dubbio circa la capacità dell'autore di eseguire anche una sceneggiatura: la stesura di un buon soggetto non sottintende, purtroppo, anche una automatica abilità nello sceneggiare. La difficoltà di 'tradurre in immagini' è infatti lo scoglio su cui sono naufragati spesso anche romanzieri piuttosto famosi che hanno voluto cimentarsi nell'impresa. Sulle pagine di Zagor si stanno alternando da tempo, come avrete notato, numerosi sceneggiatori (a testimonianza della nostra volontà di dare spazio a nuovi talenti), ma appunto questo avvicendamento dimostra che anche nello staff dello Spirito con la Scure i margini per nuovi inserimenti sono praticamente inesistenti. Non mi sento dunque di incoraggiare nessuno: viviamo in un periodo pieno di incertezza in cui perfino molti 'fumettari' professionisti stentano a trovare lavoro. Vero è che chi vuol scrivere fumetti non pensa a un 'mestiere' praticato tanto per sbarcare il lunario, ma è mosso dalla passione, e dunque dal cuore. E al cuore, come si sa, non si comanda".
Mi pare che Sergio abbia detto tutto e si sia, come al solito, spiegato molto bene. Mi preme, però, aggiungere le mie "giustificazioni" di carattere personale, dato che mi sento sempre in colpa ogni volta che sono costretto a ripetere le mie scuse per i tempi di attesa a cui talvolta costringo chi si rivolge a me inviando dei soggetti, e purtroppo mi accorgo di doverlo fare spesso. Tuttavia, spero sempre che i miei interlocutori riescano a capire qual è il problema e si accorgano che non è del tutto colpa mia. Forse, in ogni redazione servirebbe qualcuno che si occupasse di seguire gli aspiranti sceneggiatori e filtrasse i più meritevoli.
Come ho già spiegato, sono solo a occuparmi di Zagor lavorando part-time e avendo l'incarico di mandare puntualmente in edicola dodici numeri mensili, due maxi semestrali (che valgono ognuno come tre regolari, quanto a mole), uno speciale (che ne vale due), uno Zagorone (che ne vale due e mezzo) e un Almanacco. In pratica, è come se Zagor fosse quindicinale, e ci sono ogni mese circa duecento tavole da seguire dalla fase del soggetto a quella delle rifiniture attorno ai balloon letterati. Già, perché alla lettura dei testi degli aspiranti devo preporre quella dei plot degli abituali collaboratori, con i quali discuto ogni passaggio e ai quali chiedo modifiche o riscritture: ai ventotto soggetti di cui sopra, ne vanno aggiunti una decina giacenti di autori dello staff.
Per non parlare poi di tutta l'attività redazionale legata alla correzione delle bozze, la scrittura dei testi di accompagnamento degli albi, la promozione sul sito Bonelli, i contatti con la stampa e con il comicdom, la preparazione di conferenze e mostre in Italia e all'estero. E' chiaro che quando manca il tempo perfino per rispettare le consegne in stampa, è difficile trovarlo per esaminare i testi degli aspiranti autori che giacciono sulla mia scrivania, tenendo conto del fatto che ogni volta che leggo una proposta poi ci tengo a essere esaustivo nella risposta, perché chi ha faticato tanto per elaborare un progetto si merita che le obiezioni siano quanto meno circostanziate. Chi riceve le mie repliche sa che sono testi talvolta più lunghi del soggetto stesso. Sarebbe facile, per me, liberarmi dei soggetti giacenti scrivendo una circolare di rifiuto. Invece, preferisco far attendere gli interlocutori, ma valutare bene il lavoro di ciascuno.
Al di là di questo, resta comunque molto difficile, per chiunque, riuscire a scrivere per Zagor. Innanzitutto, gli sceneggiatori in attività sono già numerosi. In questo momento sono all'opera il sottoscritto, Mauro Boselli, Luigi Mignacco, Jacopo Rauch, Ade Capone, Mirko Perniola e Diego Paolucci. In secondo luogo, lo Spirito con la Scure partirà presto per un viaggio in Sud America che lo terrà impegnato fino al 2014. Inutile dire che la continuity della trasferta ha già fatto coordinare fra loro i quattro sceneggiatori impegnati e i giochi sono fatti. Tutti i Maxi e gli extra serie sono già pronti o prenotati e ci sono storie bastanti a coprire altri due anni dopo il ritorno. E' difficile mettere al lavoro qualcuno su storie darkwoodiane, di cui non c'è comunque bisogno, sapendo che uscirebbero se va bene nel 2015.
Tuttavia, è logico che cercare delle buone storie è il compito principale di un editore, il quale viene premiato dai lettori solo se ne propone. Però, è anche vero che il giovane sceneggiatore dovrebbe proporre soggetti così geniali e così particolari da poter competere con le idee di quelli che già fanno parte dello staff: se la storia proposta raccontasse di una banda di trafficanti d'armi e di mercanti di whisky, credo che qualunque dei collaudati professionisti di cui disponiamo sarebbe in grado di imbastire una trama del genere. Al tempo stesso, però, se il giovane in questione eccedesse in originalità e proponesse un'avventura in cui lo Spirito con la Scure viaggia nel futuro e uccide Hitler, credo che il nostro editore avrebbe qualcosa da obiettare. Comunque la si metta, son cipolle (come avrebbe detto mio nonno). L'esempio di Hitler non è peregrino: uno dei problemi degli aspiranti sceneggiatori è la scarsa conoscenza dell'ortodossia zagoriana e persino dei classici di Nolitta & Ferri (di cui del resto non esistono edizioni disponibili, essendo da tempo esaurite tutte le ristampe). Non è passato molto tempo da quando ho letto un soggetto in cui si proponeva una storia con un archeologo folle che, con l'aiuto di pellerossa costretti a lavorare come schiavi controllati a vista da guerrieri sul dorso di dromedari, costruiva una piramide egizia in una zona desertica di Darkwood, e l'autore sembrava molto contento di aver avuto un'idea così originale.
Un altro volenteroso ha proposto tempo fa una storia ambientata in giro per l'Europa ottocentesca, in ben sette albi (un vero record anche per una serie che di solito pubblica avventure abbastanza lunghe, come Zagor) raccontata in un numero spropositato di cartelle dattiloscritte. Ora, quando si confeziona un soggetto per una Casa editrice di fumetti si deve cercare di essere essenziali e stringati, perché chi lo esamina possa capire subito qual è la proposta nelle sue linee portanti. Un soggetto con la lunghezza di un vero e proprio romanzo breve, è davvero troppo ponderoso. Inoltre, la prima proposta di un aspirante autore non potrà mai riguardare una storia di addirittura sette albi, che preveda per giunta un viaggio di Zagor in Europa e il ritorno di personaggi epocali come il barone Rakosi e Supermike. Questo perché, per quanto possa trattarsi di buone idee, l'aspirante autore deve ancora essere testato e messo alla prova nella sua professionalità. Non si potrebbe affidare la gestione di certi supernemici e le sorti della serie per un lungo periodo a qualcuno le cui capacità non siano state almeno un po' verificate. Aver avuto un'idea, anche brillante, non significa inoltre che poi la stessa persona, mai messa alla prova precedentemente, sia anche in grado di sceneggiare in modo professionale una storia. Non è mai sufficiente stendere un soggetto convincente per garantire la propria capacità di raccontare una storia in sceneggiatura e farlo in maniera zagoriana (una prova, questa, su cui anche molti nomi illustri sono caduti).
Che devono fare, dunque, i giovani autori? Verrebbe voglia di dire che sarebbe meglio se provassero a scrivere per la TV, per i videogiochi, per i cartoni animati, per il web. Ma se proprio uno ha il sacro fuoco dentro, deve avere buon senso, molta pazienza, un minimo di intraprendenza telefonando ogni tanto per sollecitare le risposte che non arrivano ma non farsi illusioni, rendersi conto che uno su mille ce la fa, e perdonare i poveri curatori di testata che fanno attendere dei mesi prima di dare una risposta.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Avendo pure io tentato a suo tempo di inviare un soggetto a Moreno (per fortuna sapevo già in anticipo che non c'erano speranze), posso testimoniare che:
1) Da buon principiante ho raccontato tutto nei dettagli, riportando perfino frasi che sarebbe dovute apparire nell'ipotetica sceneggiatura, e che almeno una o due ore a lavori ben più importanti devo avergliela scippata
2) Moreno ha una pazienza di Giobbe, risponde con una professionalità rara, spiega nei minimi termini dove il soggetto presenta punti deboli e può essere migliorato, non vende illusioni e allo stesso tempo evita di consigliare brutalmente di darsi all'ippica, anche se nel mio caso era probabilmente il consiglio più giusto!!

One Eyed Jack

Anonimo ha detto...

Moreno, a proposito dell'ultima foto: che bella, anche se si vede sottosopra, la tavola che tieni in mano. Se non sbaglio, il cavaliere raffiguratovi è Francesco Ferrucci, ma il disegnatore chi è? Rubini o Laurenti?
Domanda: quali possibilità ci sono che il tuo progetto "ferrucciano" si realizzi?
DevilMax

Fabio di Campli ha detto...

capisco benissimo.

penso che la strada da seguire per i novizi (come me) sia quella dell'autoproduzione (magari legata al digitale e alla stampa on demand per farsi "vedere" ai più).

Roberto ha detto...

Moreno devo dire che non condivido la linea di fondo della politica bonelli, che traspare dalla lettere di Sergio sulla posta di zagor. In pratica si dice agli aspriranti: vi consigliamo di non farvi venire l'idea, ma se proprio dovete spedirci un lavoro sappiate che al 99% per voi non ci sono speranze, perchè il mercato è piccoli, ci sono già molti scrittori di fumetti, ecc.
Bonelli tendenzialmente conserva la sua scuderia di autori e si tiene per 30 anni nizzi su tex (testardamente anche quando negli ultimi anni il livello era sceso a livelli paurosi) 20 anni burattini su zagor, ma ci pensa mille volte a innestare nuovi autori.
Eppure un autore che scrive per tanti anni inaridisce a forza dicose la vena creativa.
Ci vorrebbe quello che nelle aziende tecnologiche è la sezione "RICERCA E SVILUPPO". Se non si fa ricerca e sviluppo, se non si cercano nuovi autori (anche a discapito degli "anziani" voglio essere franco)la qualità si abbasserà inevitabilmente.
Prediamo ad esempio ZELIG. I curatori della trasmissione girano tutta italia con i LABORATORI ZELIG dove vanno alla ricerca di nuovi cabarettisti esordienti. I migliori passano alla sede zelig di milano e infine, chi dimostra di essere davvero bravo finisce in prima serata con Bisio.
Ecco cosa significa cambiare e far circolare nuove idee!
Zelig avrebbe già chiuso se oggi ci fossero ancora i cabarettisti di 10 anni fa.

Moreno Burattini ha detto...

Per Devilmax: il personaggio è davvero Francesco Ferrucci, ricostruito da Mauro Laurenti sulla base dei ritratti (pur ufficiosi, dato che non ce n'è uno certo, dell'epoca) visibile nel museo ferrucciano di Gavinana (Pistoia) là dove il capitano fiorentino è morto.

Moreno Burattini ha detto...

Per Fabio: le strade possono essere tante e a volte ce ne possono essere alcune insperate o poco battute che portano là dove non ci si aspetta. Tuttavia io ho esposto i problemi, dato che sarebbe inutile o peggio dannoso far finta che non esistano, e dunque è meglio partire preparati. A volte temo che le scuole di fumetto non offrano in quadro realistico delle difficoltà, e soprattutto mi pare che ci dovrebbero essere scuole anche per insegnare a diventare editori (ma la cultura dell'imprenditorialità non è proprio diffusissima nel nostro Paese). In ogni caso, ci sono comunque editori a cui proporsi, anche al di là di Bonelli, dalle Paoline alla Panini, dalla BD alla Star, dall'Eura all'Astorina e via dicendo. Poi c'è il mercato estero. Infine, ci sono quelli che si inventani appunto editori come nel caso di Andrea Bacci e di "Lady Viola", di cui ho parlato in un post di qualche mese fa.

Moreno Burattini ha detto...

Per Roberto: non vorrei che ci fossero dei fraintendimenti riguardo al testo di Bonelli che risale ad alcuni anni fa e si riferisce principalmente a Zagor. C'è da dire innanzitutto che non è vero che la Bonelli non offra spazi ai nuovi autori, dato che soltanto lo scorso anno sono stati messi all'opera dieci nuovi acquisti. Saranno pochi, ma sono pur sempre dieci. Persino su Zagor c'è stato il debutto di un nuovo disegnatore, Joevito Nuccio. Poi direi che vadano distinti i personaggi "storici", come Tex o Zagor, da quelli più recenti: alcuni sceneggiatori (e disegnatori) di lungo corso hanno dalla loro l'esperienza e la conoscenza del personaggio che rassicura e conserva il pubblico degli affezionati a cui piace che il loro eroe resti fedele alla tradizione. Credo che nessun editore metterebbe nelle mani di un esordiente un personaggio come Tex su cui si basano le sorti della casa editrice: prima di trovare un nuovo sceneggiatore si deve valutare bene se il candidato che dà maggiori garanzie di affidabilità. Ci sono poi gli autori che lavorano da vent'anni ma si sono guadagnati il "posto" appunto perché hanno fatto un buon lavoro: Medda lavora in Bonelli da più tempo di me, ma sarebbe pazzo l'editore che lo allontanasse per far posto al primo nuovo venuto, non ti pare? E lo stesso vale, immagino, per Berardi, o per Boselli o per Serra o per Castelli (ma potrei continuare citando Vigna, Chiaverotti, Manfredi eccetera eccetera, badando bene a non citare me). Inoltre, mi pare che garantire lavoro ai collaboratori che per anni e anni hanno portato avanti la casa editrice (realizzando testi e disegni) anche quando l'età crea qualche scompemso, sia un punto di merito di Bonelli e non un fattore di critica. Davvero preferiresti che qualcuno ti cacciasse dal tuo posto il giorno che, sessantenne, non fossi più in grado di garantire lo stesso standard dei vent'anni? Senza contare che, poi, ci sono lettori che apprezzano di più lo stile un po' datato di certi autori e si scandalizzerebbero di fronte a stili più innovativi e sperimentali: bisogna snche conoscere il pubblico a cui ci si rivolge. Considera infine che mai sono mancati i nuovi ingressi: Cajelli o la Barbato, per parlare degli sceneggiatori, sono pezzi da novanta entrati relativamente da poco nella scideria e dopo di loro si sono visti altri felicissimi esordi (da Celoni a Enna, tanto per fare dei nomi).

basileo ha detto...

Mi è capitato in passato di inviare proposte a case editrici e senz´altro è una grande delusione vedersi inviare una risposta circolare, dopo aver spedito il frutto delle fatiche di mesi o (il più delle volte) non ricevere risposta per niente. Devo anche dire che l´atteggiamento dell´editore Bonelli è per lo meno onesto: "nessuna chiusura ad invii, ma non possiamo garantire niente a nessuno". Avete mai provato a visitare i siti delle altre case editrici? In molti casi non accettano neanche più l´invio di manoscritti. I risultati poi li vediamo nel mercato editoriale italiano (la classifica dei libri piú venduti a volte fa cadere le braccia). Comunque teniamo presente che in Italia il numero dei lettori (di libri o fumetti che dir si voglia) è quel che è. Intanto in questi giorni, visitando il sito Bonelli, ho avuto modo di notare quanto si sia ridotto il numero di testate "fisse" in edicola (quindi miniserie a parte); questi dati io li leggo in una luce positiva. Concentrare le energie sulle testate a disposizione porterà secondo me ad una maggiore vitalità delle serie che già conosciamo e (perché no?) consentirà senz´altro di aprire a nuovi talenti. Come laboratorio di idee poi possono andare benissimo le miniserie. Detto questo, grazie Moreno per le indicazioni che hai dato, corro subito a spedirti un paio di proposte :)

ninaccio ha detto...

Ciao Moreno!
fortunatamente non sono un aspirante autore con dei plichi da sottoporti ma un felicissimo ed appagatissimo divoratore di fumetti bonelliani tra cui ovviamente Zagor!
volevo chiederti, dopo la disanima perfetta sulla mancanza di tempo in redazione dovuta ad una mole abnorme di lavoro: tu, riesci ad avere del tempo libero per te senza che la tua mente si colleghi a quell'idea particolare per una nuova sceneggiatura!?
Riesci a staccare la spina dal ruolo di inventore di storie oppure con la testa lavori anche quando sei fuori e fai dell' altro?!
non deve essere semplice il lavoro dello sceneggiatore, poiché non mi pare che questo possa concludersi con i soli orari di ufficio!
salutissimi!

Ramath ha detto...

Avevo deciso per una buona volta di chiudere la mia boccaccia pettegola e di non intervenire sull'argomento proposto da Burattini.Ma non c'è l'ho fatta..leggendo talune cose.
Cio' premesso,gli antichi e saggi proverbi ci danno sempre "perle di saggezza:
"Ognunu co so misteri" (Ognuno faccia il proprio mestiere)
Esistono tanti presunti sceneggiatori,ma pochi muratori.Tanti presunti disegnatori,ma pochi operatori ecologici.Non per disilludere nessuno,ma affrontare una sceneggiatura senza una preparazione di base e senza avere quelle minime cognizioni (ovviamente la Casa Editrice vuole sceneggiatori pronti all'uso) che possano dare una pur minima chance di successo,mi sembra un atto "donchisciottesco".
Ecco,suggerirei allora (e lo dice uno che non sarà mai uno sceneggiatore !!) che ogni "aspirante" autore,prima di partire per la tangente,sparando testi e disegni a raffica, si confronti dapprima con sè stesso e poi con altri aspiranti autori e magari,perchè no,proponendo testi e/o sceneggiature ai lettori tramite forum,blog etc..
Tanti hanno scelto questa strada..alcuni di loro sono stati incitati a continuare la lenta "Via Crucis editoriale",ad altri,con inusuale gentilezza è stato detto che "..si,sei bravo,ma ti manca qualcosa".
Era una pietosa bugia.
Meglio disilludere subito che creare false illusioni.
Infine,creerei uno spunto di dibattito un po' piu' scottante: ma siamo proprio certi che alcuni affermati disegnatori ed autori siano effettivamente all'altezza di quanto esige la testata??No,perchè talvolta leggendo e vedendo certe cose,cadono le braccia.
Ed allora ci si chiede come mai,tanti lettori che seguono la testata da quando Bonelli aveva i calzoncini corti (che paradosso !!ahahah),intuiscono al volo pregi e difetti di questo e/o di quell'altro,ed occhi superallenati come quelli che sovrintendono alla scelta degli autori,non notano o perlomeno "fingono" di non notare?
Superiori esigenze editoriali oppure "questi abbiamo e con questi lavoriamo"??
Taluni si sono stupiti per il successo degli Esposito Bros e di Nuccio che erano esordienti su Zagor,cercando di spiegarsene le ragioni "intrisenche".
Lapalissiana la risposta: sono solo BRAVI e cio' si vede !!!
Meritocrazia sia dunque lo "slogan" per i nuovi aspiranti autori.Se son bravi,lo dimostrino...se sono solo perditempo,mandateli a fare manga...:))))

Simone ha detto...

da aspirante autore mi sento preso in causa, ma più scrivo più mi rendo conto di una cosa: quando manca l'esperienza spesso si producono delle schifezze immonde! Poi con lo studio (non basta leggere 500 numeri di tex per imparare a scriverlo, bisogna studiarne le dinamiche, scomporre le sceneggiature, capire il perchè di scelte narrative e tempi, ecc.ecc.) e l'esercizio si migliora. Mi dispiace aver mandato ciofeche in giro (non a bonelli ma ho spedito un romanzo ad alcune case editrici che per fortuna non è stato pubblicato perchè rileggendolo me ne vergogno), ma come tutti gli aspiranti entusiasti si è convinti della bontà della propria opera. Vorrei provare a mandare un soggetto, ma intanto faccio pratica con piccole storie a fumetti, e poi quando sarà matura incrocerò le dita e la manderò. Comunque il fatto che Sergio Bonelli cerchi di tenere con i piedi per terra gli aspiranti autori ma che comunque non gli sbatta la porta in faccia e risponda a tutti è la riprova della sua grandezza di editore.
Io sto aspettando da due anni la risposta per il romanzo ciofeca di cui sopra, che non è mai arrivata, ma nel contempo sono stato inserito nella mailing list della casa editrice che mi sta inondando di pubblicità.

Andrea ha detto...

Ciao Moreno,
hai mai preso spunto da un soggetto inviato dai lettori?

Francesco Romani ha detto...

"ma ci pensa mille volte a innestare nuovi autori."

Questa cosa vale per Tex, ma per Zagor... credo abbia tra i più alti tassi di autori testati nel corso del tempo alla Bonelli! XD
Meloncelli, Pezzin, Pellizzari, Nicolai, Capone, Castelli, Sclavi, Pelò, Casanova, Rauch... lo stesso Boselli dopo un mezzo tentativo per il ranger e qualche rifinitura per il piccolo ranger venne lanciato definitivamente proprio sullo spiritoconlascure! E anche oggi qualche innesto c' è.