martedì 8 febbraio 2011

GLI UNDICI COMANDAMENTI




















Una delle scene (secondo me) più esilaranti del film di Mel Brooks "La pazza storia del mondo" è quella in cui Mosè riceve da Dio le tavole della Legge, incise su tre lastre di pietra. Con fatica, il patriarca le porta giù dal Sinai e si presenta al popolo dicendo: "Udite, prestate orecchio! L'Eterno, il Signore Jeova, mi comanda di recarvi questi quindici..." e qui una delle tavole gli sfugge di mano e, crash, si rompe per terra in mille pezzi "...dieci, dieci comandamenti!".

Il collegamento di idee mi è venuto in mente dopo che a me, in un ambito assai più circoscritto e senza effetti speciali alla Cecil B. Demille, è toccato in sorte di presentarmi di fronte al comicdom italiano non con quindici, non con dieci, ma con undici diktat: gli Essential Eleven del fumetto bonelliano. Spiego subito di che cosa si tratta, rifacendomi ab ovo.


"Ho ricevuto una richiesta per un articolo piuttosto singolare e per certi versi impegnativo da parte de Lo spazio bianco, una delle principali webzine di informazione e critica fumettistica in Italia. Ve ne parlerò, se la collaborazione andrà in porto (cosa di cui non dubito), nei prossimi giorni".

Così scrivevo in un post di mercoledì 8 dicembre 2010. Di giorni ne sono passati più del previsto, ma alla fine eccomi a segnalarvi il testo a mia firma scritto a metà dicembre e da poco pubblicato in rete. Si tratta della seconda puntata di Essential Eleven, una sorta di rubrica in cui, un po' alla volta, alcuni esperti (o presunti tali, come nel mio caso) verranno chiamati a indicare gli imperdibili undici titoli a fumetti in un certo contesto o di un certo genere. La prima puntata, dedicata ai must 11 della produzione mondiale nel suo complesso da centoventi anni a questa parte, è stata firmata da Daniele Barbieri (tanto di cappello alla sua indiscussa cultura e al suo coraggio nel fare delle scelte di fronte a un oceano così sconfinato).

A me è stato proposto uno specchio d'acqua sicuramente meno vasto, ma pur sempre un mare: i fumetti Bonelli dai tempi dell'Audace ai giorni nostri. Non ho ben capito perché la top ten dovesse essere una top eleven: forse perché siamo nel 2011? Oppure perché il riferimento è ai giocatori di una squadra in campo durante una partita di calcio? Fatto sta che la richiesta giuntami da Lo Spazio Bianco era quella di individuare una formazione di undici racconti che io considero delle pietre miliari rappresentative della storia della Casa editrice di Via Buonarroti (comprensiva degli anni in cui l'indirizzo era un altro).


Così spiegano la faccenda i redattori de Lo Spazio Bianco, nel presentare il mio intervento: "Un gioco: senza altro criterio che quello soggettivo, indicare gli 11 fumetti più rappresentativi pubblicati dalla Sergio Bonelli Editore (in qualsiasi sua precedente incarnazione editoriale). I motivi che spingono alla scelta di un titolo o di una storia piuttosto che un altro possono essere i più disparati: affettivi, editoriali, storici, emotivi, artistici, narrativi eccetera.Il tutto fino a scoprire che il gioco non è altro che un pretesto per parlare di molti, tanti fumetti, spesso dimenticati, spesso mai notati, da ritrovare e (ri)leggere.Nostro gradito ospite, per questo giro di giostra, Moreno Burattini, sceneggiatore di fumetti, saggista, commediografo, attuale responsabile della testata Zagor".


Com'è facilmente comprensibile, non è stato facile arrivare alla squadra da far scendere sul terreno di gioco. Non si trattava di scegliere soltanto le undici storie più belle in assoluto, sulla base dei miei gusti personali (cosa che sarebbe stata comunque difficile). Non potevo metterci dentro le undici più belle storie di Nolitta & Ferri, perché per me quello è il top dettato dal cuore; e neppure limitarmi a bilanciare fifty-fifty Zagor con Ken Parker, o fare al trentatré per cento con Tex o con Dylan Dog.

Serviva un ragionamento più lucido che tenesse conto, con la maggiore obiettività possibile, delle tante sfaccettature della settantennale produzione bonelliana e delle diverse incarnazioni della bonellianità.

Perché, nonostante ciò che a volte si sente dire (da gente che va perdonata perché evidentemente non sa quello che dice), Sergio Bonelli è stato l'artefice di mille esperimenti e innovazioni, nei formati e nei contenuti, presentando fumetti popolari ma anche riviste, cartonati d'autore, miniserie, contaminazioni fra i generi, guest star messe al servizio di eroi della tradizione, cross over e team up, prove d'artista, engagement e divertissement. Come dare ragione di tutto quanto nel breve spazio a disposizione, garantendo una legittima rappresentanza agli autori che più di altri hanno fatto scuola ma non dimenticando di citare i prodotti più recenti che testimoniano l'incredibile vitalità della scuderia bonelliana? E come rispondere alla ragion pura rispettando anche la ragion pratica e i miei sacrosanti gusti personali?

Alla fine, dopo mille ripensamenti, dopo aver tolto e rimesso, ho stilato una classifica in ordine cronologico. Per valutare le argomentazioni che sostengono ogni scelta, potete andare a vedere il sito dello Spazio Bianco.

Per comodità, ecco qui il mio elenco.


Sangue Navajo (Bonelli/Galleppini),
Tex Gigante 51/52/53/ gen/mar 1965

Odissea Americana (Nolitta/Ferri)
Zagor n° 87/88/89 sett/nov 1972

L'ultimo Cangaçeiro (Nolitta/Bignotti)
Mister No n°3/4 Ago/Sett 1975

L'uomo dello Zululand (D'Antonio)
Un uomo un'avventura n° 2 dic 1976

Diritto e rovescio (Berardi/Milazzo)
Ken Parker n° 36 gennaio/febbraio 1981

Operazione Dorian Gray (Castelli/Freghieri)
Martin Mystère n°63/64 giu/lug 1987

L'abisso delle memorie (Medda/Mari)
Nathan Never n°18/19 Nov/Dic 1992

Johnny Freak (Marcheselli/Sclavi/Venturi)
Dylan Dog n° 88 giugno 1993

La valle del terrore (Nizzi/Magnus)
Texone n°9 giugno 1996

Quando muoiono le balene (Bacilieri)
Napolene n° 22, marzo 2001

Noi siamo leggenda (Chiaverotti/Ricciardi)
Speciale Brendon n° 4, 2006

Già che ci siete, potete visitare altre pagine de Lo Spazio Bianco. Una che mi riguarda è la mia autorecensione del libro su Giovanni Ticci che ho scritto con Graziano Romani. Mettete pure, se già non ce l'avete, il sito fra i preferiti perché (lo so per certo) a intervalli regolari usciranno altri "Essential Eleven" dedicati a fumetti americani, italiani e di altre scuole del mondo ma anche su temi più specifici come, per esempio, gli essential texiani, zagoriani e del fumetto erotico.


7 commenti:

Roberto ha detto...

Ciao Moreno,
sarebbe curioso sapere cosa hai dovuto accantonare nella tua personale classifica... :)
Mi sono divertito a farne una anch'io! :-D

- Odissea Americana (Zagor), Nolitta/Ferri: il compendio di tutto ciò che dovrebbe essere Zagor, la serie avventurosa per eccellenza della SBE.
- Sulle piste del nord (Tex), Bonelli/Ticci: epica storia in cui si respira un senso di Avventura incredibile.
- La valle del terrore (Tex), Nizzi/Magnus: l’ultima storia del grande Magnus al servizio di una solidissima sceneggiatura di Nizzi.
- Ananga (Mister No), Sclavi/Civitelli: dopo questa storia il fumetto bonelliano non è più stato lo stesso.
- La mafia non perdona (Mister No), Nolitta/Diso: una delle storie più amare e coinvolgenti della Casa Editrice, non era più tempo di eroi ma solo di antieroi
- Giorno di gloria (Storia del West), D’Antonio: moderno, ironico, innovatore, appassionante. In una parola, Gino D’Antonio.
- Memorie dall’invisibile (Dylan Dog), Sclavi/Casertano: sceneggiatura perfetta di Sclavi, Casertano ai massimi livelli. Sgombrò il campo da ogni equivoco sul perché DD diventò un fenomeno di costume.
- Il tranello (Tex), Bonelli/Galleppini: avrei potuto scegliere qualsiasi storia tra le decine realizzate dal duo, ho preferito questa perché pose le basi per il futuro del personaggio, della Casa Editrice, del fumetto popolare italiano.
- Adah (Ken Parker), Berardi/Milazzo: le stupende tavole a mezzatinta di Milazzo impreziosiscono i commoventi testi di Berardi.
- Il segreto di San Nicola (Martin Mystere), Castelli/Alessandrini: omaggio alle sempre brillanti sceneggiature del BVZA e al suo divertente personaggio.

Mi sono rimaste fuori, come minimo ;):
- L’ uomo di Iwo Jima (Un uomo, un’avventura), D’Antonio: più che una storia a fumetti, quasi un film.
- Il passato di Carson (Tex), Boselli/Marcello: lo stile unico dello sceneggiatore è riconoscibilissimo sin dalla pubblicazione di questo piccolo capolavoro.
- La saga di Magico Vento relativa alla resa dei conti con Hogan, dal n. 22 al n. 32, Manfredi/AAVV.

Moreno Burattini ha detto...

Per Roberto: è chiaro che nell'ambito di ogni setrie ho dovuto accantonare tutte le "seconde scelte", cioè non ho ritenuto di mettere due storie (per quanto belle) di una stessa serie. I Texoni sono un caso a parte, perché lì contava dimostrare lo sforzo bonelliano di far confrontare guest star con il mito di Tex, e in ogni caso se ci doveva una serie ripetuta doveva essere quella di Aquila della Notte. E' chiaro che ho dovuto rinunciare a Magico Vento e a Dampyr in favore di Un Uomo, un'Avventura e Napoleone, scelte perché testimoniano lo sforzo di cercare formule nuove. Tra le cose che a un certo punto erano in lista e poi sono state tolte figurano "Gli occhi e il buio" e "Il pescatore", di Rotundo/Barreiro, che avrebbe potuto rappresentare Orient Express e gli Albi di Orient Express.

Anonimo ha detto...

salve Moreno e grazie per le parole lusinghiere...
più che altro grazie per essere stato al gioco!

in effetti nel tuo caso (di quello di Barbieri non ne parliamo neanche...) il compito era arduo; non a caso in questo "gioco" le regole le fa... chi gioca

quindi i tuoi essential eleven SONO gli essential eleven. punto.

spero sia chiaro che, prescindendo da velleità completistiche... il vero scopo del gioco in realtà è parlare di fumetti
e mi pare che sia stato raggiunto

a presto!

Davide Occhicone

DevilMax ha detto...

>> Ananga (Mister No), Sclavi/Civitelli: dopo questa storia il fumetto bonelliano non è più stato lo stesso.
La più bella storia di Mister No e la migliore storia di Sclavi in assoluto. Altro che 'Johnny Freak'!
DevilMax

Moreno Burattini ha detto...

Per Devilmax: sul fascino e la bellezza di "Ananga" non ci sono dubbi. Resta il fatto che sono le storie di Nolitta (il creatore) a rappresentare Mister No e che Dylan Dog è una delle colonne della bonellianità (e "Ananga" non è una storia di Mister No).

DevilMax ha detto...

>> Resta il fatto che sono le storie di Nolitta (il creatore) a rappresentare Mister No e che Dylan Dog è una delle colonne della bonellianità.
Sono d'accordo su entrambe le cose. Scrivendo che 'Ananga' è la migliore storia di Sclavi in assoluto, intendevo dire che è quella che io preferisco. Non volevo certo sminuire l'importanza di Dylan Dog, serie di cui apprezzo molte storie.

Francesco Romani ha detto...

Concordo su "Operazione Dorian Gray" mentre JF XD... forse la migliore tra quelle lette per me è una delle primissime, "La bellezza del demonio", con Dylan ancora investigatore tout-court o quasi senza quella retorica che in certi casi dal n. 51 impererà! Brrrr!
Dall' ultimo cangaicero, sarà perché ne avevo sentito parlare bene quasi ovunque, mi aspettavo qualcosa di più. Godibile, ma si vede che siamo agli inizi. Figura di MN ancora grezza e sembra di leggere uno spaghetti-western amazzonico più che un racconto d' avventura!
OA mi piace molto, ma non rientra tra le prime 10. Al massimo 15. XD

"e "Ananga" non è una storia di Mister No"

? Cioè?

"Resta il fatto che sono le storie di Nolitta (il creatore) a rappresentare Mister No"

Sarà che a differenza di Zagor ho letto con continuità MN solo di recente, ma penso che Castelli sia riuscito a rappresentare il protagonista quanto Nolitta. Se con lo spiritoconlascure l' incontro finisce K.O. al primo round per il Guidone nazionale, nel caso del pilota di Manaus si finirebbe ai punti e il giudizio sarebbe mooolto di misura. XD