giovedì 23 giugno 2011

INTERVISTA A BONVI

Ho ricevuto una mail da Massimo Bonfatti, uno dei fumettisti umoristici più bravi del mondo (almeno fra i viventi - e avrà ancora almeno cent'anni di lavoro per guadagnarsi un posto di tutto rispetto anche nella classifica comprensiva del paradiso). Ho la fortuna di essergli amico e di aver potuto lavorare con lui a un paio di storie di Cattivik. Sarebbe bellissimo avere la ventura realizzare insieme un albo di Cico. O un nuovo volume della collana (dalla vita troppo breve) "I grandi comici del fumetto" targata Bonelli. Bonfa mi ha fatto giungere una circolare informativa riguardante l'inaugurazione del Bonvi Parken nella zona Nord di Modena. L'evento avverrà domenica prossima, giorno in cui io sarò invece a Roma a trovare una amica in ospedale. Andateci voi anche per me, perché di Bonvi sono un ammiratore sconfinato. L'ho anche conosciuto, e da qualche parte dovrei avere una foto con lui (che non ho il tempo di cercare e che magari vi mostrerò un giorno). Nel 1994 ho perfino curato un libro antologico edito dalla Acme di Coniglio e Silver, scegliendo il fior da fiore della prima serie di strisce delle Sturm. Il titolo esatto era "Sturmtruppen - Il meglien delle primen 1369 striscen". In tutto 415 strip selezionate una per una tra le più esilaranti ma anche scelte in modo da essere perfettamente rappresentative delle varie situazioni e di tutti i personaggi. In realtà le strisce prese in esame sono state 1370 (considerando che con la 1369bis si chiude la prima serie). Il volume era corredato da una mia introduzione.


Perché la 1369bis segna un punto di cesura nella saga delle Sturmtruppen? Perché nel 1973 l'autore prese la drastica decisione di cessare la produzione e disegnò una striscia non numerata nella quale fa accomiatare i soldatini dai suoi lettori. "La striscia stava diventando una barzelletta da Settimana Enigmistica" confessò Bonvi, ritenendo che le Sturm avevano ormai detto tutto ciò che avevano da dire. Per due anni la strip scomparve dalla scena, finchè nel 1975 l'autore riprende la produzione, disegnando la striscia 1370, la prima della nuova serie.
Ho scritto diversi articoli sulle Sturm, al punto che anche un volumone caronato della Rizzoli, edito nel 2005 e grosso come un tomo da enciclopedia, "Il mondo secondo Bonvi", ne riporta uno quasi per intero (senza che la Casa editrice abbia sentito la necessità di avvisarmi). Sono felicissimo che Modena dedichi un "parken" a Bonvi e andrò a passeggiarci appena possibile. Qui sotto trovate il comunicato di Bonfa, e di seguito una breve intervista da me realizzata su incarico di Silver, direi agli inizi degli anni Novanta, per uno special di Cattivik e riguardante proprio il nero Genio del Male.


Mail informativa da Bonfa.
Ciao a tutti!
Domenica prossima 26 giugno dalle ore 16,30 si svolgerà la festa di inaugurazione del BONVI PARKEN (ex parco Amendola Nord a Modena, da non confondere col parco Amendola Sud). Un luogo che nelle intenzioni del comitato (Guido De Maria, Clod, Claudio Varetto, Cristina Stefani, Stefano Bulgarelli, Sofia e Francesco Bonvicini) e dell'assessore alla cultura Roberto Alperoli diventerà il luogo ideale per tante altre iniziative fumettistiche future.
Ci saranno tanti amici di Bonvi, tanti appassionati di fumetti e tante persone che semplicemente vorranno passare piacevolmente qualche ora di un pomeriggio d'estate all'ombra di grandi alberi ombrosi su prati verdeggianti. Dalle ore16 i soci e simpatizzanti di ComiXcomunity, assieme a chiunque voglia partecipare, realizzeranno un grande pannello suddiviso a spicchi (FUMETTO AL TRANCIO, un'idea CxC già sperimentata con successo in decine di manifestazioni) con disegni e vignette dedicate al grande BONVI. Saranno disponibili pubblicazioni di ComixComunity e fumetti di Bonvi e autori della "scuola modenese" per chi è in cerca di rarità per completare la sua collezione o semplicemente desidera leggere buoni fumetti su una panchina del parco. I TRANCI singoli, realizzati dai ragazzi di CxC ma anche da autori di prima grandezza (Cavazzano, Guccini, Casty, Giardino, Buffo, Soffritti, Castelli, Gomboli ecc.) verranno messi in vendita come ricordo dell'evento a scopo di autofinanziamento dell'associazione, il cui scopo è la diffusione e la cultura del fumetto nelle sue varie e infinite forme.
Ci sarà una "cucina da campen" in puro stile Sturmtruppen" che fornirà panini e salsiccen con beveraggen vari. Guido De Maria, il patriarca dei "fumetti in TV" e autore assieme a Bonvi del celebre Nick Karter curerà la regia di un talk show in cui verrà ricordato il Bonvi amico, collega, compagno di scuola, di bagordi e di avventure creative o di vita vissuta condotto dal giornalista Daniele Soragni. Al termine la proiezione del film biografico: BONVI, UNA VITA INVENTATA di Guido De Maria e una performance dal vivo di Freak Antony che interpreterà le strisce più celebri di Sturmtruppen. Il tutto condito con idee, iniziative, scherzi, incontri, svaghi, cazzeggi ad libitum, come sempre in questi casi.



CI VEDIAMO AL BONVI PARKEN!
Bonfa


P.S.Alla mattina dello stesso giorno io sarò al PICNIC FESTIVAL a Reggio Emilia (parco delle caprette) per presentare la riedizione in volume extra-lusso, grande formato, piena di inediti, disegni extra e curiosità varie di LEO PULP, il fumetto realizzato da me e Claudio Nizzi per Sergio Bonelli Editore e ormai considerato un cult internazionale.




INTERVISTA A BONVI



(SU CATTIVIK)
a cura di Moreno Burattini


D) I più angoscianti dubbi che attenagliano i lettori di fumetti sono due. Il primo: è più forte Hulk o la Cosa? Il secondo: si dice Càttivik, Cattìvik o Cattivìk?

R) Tutti lo pronunciano come cavolo gli pare. All'inizio, quando fu creato, si chiamava Cattìvik, con l'accento sulla prima "i".

D) Alla base del personaggio c'era solo un intento parodico nei confronti di Diabolik e degli altri eroi neri o anche qualcosa di più e di diverso?

R) C'entra anche la mania "noir" dei vari criminali con la "K", ma soprattutto volevo fare un personaggio per bambini che fosse "cattivo" in maniera dichiarata: all'epoca il personaggio più "cattivo" era il lupo Pugaciov, il che è tutto dire.

D) Si dice che Cattivik sia stato il primo personaggio creato da Bonvi, precedendo come ideazione addirittura le Sturmtruppen, arrivate nel 1968. E' vero?

R) Sì. Cattivik risale al '64/65, apparendo come antagonista (in una brevissima storiella apparsa su un giornale studentesco) a un gruppo musicale di ragazzetti che all'epoca andava per la maggiore ai "tea student's party" di Modena. Il gruppo si chiamava "I Gatti": la chitarra solista era un certo Francesco Guccini (che poi abbandonò), e gli altri erano Maurizio Vandelli, Victor Sogliani, Alfio Cantarella e Franco Ceccarelli che poi divennero l' "Equipe 84".

D) Quel materiale a dir poco preistorico è stato poi riproposto altrove?

R) No, non fu riproposto in quanto schifoso. Comunque ho ancora una copia del giornaletto ciclostilato nascosta da qualche parte.

D) Il bravo estensore di una dettagliata cronologia, quale albo di TIRAMOLLA e quale data dovrebbe indicare come ufficiale per il debutto ufficiale di CATTIVIK presso il grande pubblico a livello nazionale?

R) Il TIRAMOLLA n¡ 14 - anno XVIII - del 19 luglio 1970.

D) A differenza di altri tuoi lavori, Cattivik non contiene, almeno apparentemente, nessun elemento di amara satira politica, di impegno civile, di "contestazione" al sistema (come invece ritroviamo nelle Sturmtruppen, nelle Storie dello Spazio Profondo, nelle Cronache del Dopobomba, eccetera). Anzi, Cattivik - nero criminale, emarginato e parassita della società - paga sempre il fìo delle sue malefatte e i suoi loschi progetti finiscono costantemente per fallire. Se ne potrebbe dunque trarre la morale che il crimine non remunera, e che il perbenismo è vincente. E' realmente così?

R) Balle! Cattivik contesta la Prima della Scala (chi ricorda l'epoca può ben capire cosa significhi), la borghesia, la guerra, il sistema in generale. Molto ingenuamente, se vogliamo, ma era l' unico nella stampa per ragazzi. L'editore (il Mitico Martini) non se ne accorse neppure, tanto la cosa era estranea alla sua mentalità. Se Cattivik fallisce costantemente è solo perché mi sono sempre ispirato al mio idolo Donald Duck, detto Paolino Paperino.

D) Come fece Cattivik ad approdare su TIRAMOLLA?

R) Martini aveva fame di materiale sottopagato (sono rimaste famose le 200 lire in più corrisposte per ogni tavola in cui ci fosse anche il lettering, e le 300 per il titolo), purché fosse stampabile. Fagocitò dunque anche Cattivik

D) Hai sempre fatto tutto da solo, sia i testi che i disegni?

R) Sì. Salvo poi affidare i disegni (dovendolo sfamare) a Silver. In tutto gli episodi realizzati per le Edizioni Alpe furono 46.

D) Come nascevano le storie di CATTIVIK? Dovevi presentare un soggetto all'editore, che lo visionava prima di affidartene la realizzazione grafica, oppure presentavi le tavole già pronte senza nessun controllo preventivo? Facevi una sceneggiatura scritta o abbozzavi uno story-board disegnato?

R) Reallizzavano uno story-board schizzato. Presentare un "soggetto" all'editore? Ah! Ah! Ah! ...Per Martini tutto (purchè non facesse proprio schifo), era pubblicabile (purchè fosse pagato proprio poco).

D) Hai mai subito imposizioni, tagli, censure da parte dell'Alpe?

R) Ma stiamo scherzando?

D) Perché nel 1972 hai interrotto la realizzazione delle storie di CATTIVIK affidandole a Silver?

R) Perchè ero impegnatissimo nell'enorme produzione di Nick Carter. A Silver il personaggio piaceva. "Lo... l..lo p-p-p-posso fa-fare io?" chiese. "Tienilo! E' tuo!" risposi, magnanimo. Se poi lo porta avanti egregiamente, il merito è suo perché è bravo.

D) Oggi hai ancora dei diritti sul personaggio?

R) Sì, ho ancora una parte dei diritti, grazie al buon cuore (o alla coscienza sporca) di Silver. Quando vado a Milano mi trascino in via Chiaravalle e aspetto sotto le finestre dell'ACME. Per ingannare il tempo schizzo coi gessetti qualche disegno sul marciapiede così rimedio gli spiccioli. Verso mezzogiorno, Silver apre la finestra e mi butta un tozzo di pane. Per Natale mi ha regalato un panettone Motta. Visto che l'albetto di Cattivik va bene, mi ha promesso una scatola di pennarelli, a patto che prima di andare sotto le finestre dell'ACME mi faccia la barba e mi metta una camicia pulita.

D) Hai mai rimpianto di non aver proseguito tu il character?

R) No. Penso che Silver sia molto più adatto di me nel portare avanti un personaggio che ormai da un pezzo è "suo".

D) Ultimamente abbiamo visto Bonvi tornare a scrivere e illustrare storie di CATTIVIK. La cosa avrà un seguito?

R) Le storie sono quattro in tutto, e sono state pubblicate sulla rivista BE BOP A LULA prima che uscisse l'albetto dell' ACME, che poi ha anche provveduto a ristamparne una. Le ho fatte perché i lettori chiedevano a gran voce un ritorno del personaggio. Ho smesso quando Silver ha ricominciato.

D) Cattivik ha avuto una notevole evoluzione grafica: tu lo disegnavi a forma di peperone, Silver l'ha trasformato prima in una melanzana poi in una pera, e attualmente Bonfatti lo fa come una castagna. Cosa pensi di questa mutazione genetica?

R) Cattivik nasce come una macchia d'inchiostro. Non importa quali siano le forme di una macchia, l'importante è che sporchi.

D) Cattivik è passato ormai fra le mani di molti autori, sia per i testi che per i disegni. Quale apprezzi maggiormente?

R) Tutti bravissimi. Silver è fuori gioco. In una eventuale classifica è ovvio che riserverei un posto d'onore a Bonfatti, ma le graduatorie sono sempre stupide oltre che antipatiche. In più, mentre stiamo parlando di queste fregnacce la televisione sta dicendo che il buon Saddam ha sparpagliato qua e là missili a piene mani e non mi sembra che lo stabilire chi sia il miglior catt-disegnatore o il più bravo catt-sceneggiatore sia esiziale per le sorti dell'umanità.

D) Ci sono delle potenzialità del personaggio ancora da esplorare?

R) Oh, yes! Cattivik è l'ombra nera che si annida in ogni intimo. Chi di noi non ha messo il pepe (nel senso di dito intinto e spalmato) nel culo del gattino della vecchia zia antipatica, non per far male alla povera bestia ma per far dispetto alla vecchiaccia? Chi non ha mai versato gocce di scialappa (lassativo veterinario per cavalli) nel cappuccino dell'odiatissimo amico "bel fighetto" che si faceva tutte le ragazzine compagne di scuola? Chi, invitato a una festa "bene", in giacca e cravatta, non ha mai spalmato di Nutella i bordi del cesso per poi, erompendo in indignate urla, attirare sul posto dello scandalo la padrona di casa fremendo: "Signora! ...ma è questa è merda! ...assaggi, signora! ...è proprio merda!" intingendo al bordo il dito per poi suggere con l'aria offesa, offrendone una ditata all'ospite tutta in "griffe". Oh, yes! ...Ma mi sto accorgendo di offrire troppi suggerimenti gratis. Non per il fumetto, per la vita!

D) Cattivik è un solitario, un out-sider, un reietto: non ha amici, nè nemici particolari. Riterresti opportuno creare oggi, a tanti anni di distanza, un background di caratteristi ricorrenti attorno al personaggio?

R) Non credo ce ne sia bisogno. Il Nostro trova anta e deutero durante lo svolgimento delle varie storielle. Una volta si vedeva spesso un certo Super-Pip: era l'epoca dei supereroi Marvel e mi divertiva l'idea di un supereroe sfigato. Ripensandoci, non è che fosse poi una grande idea.

D) Qual era all'epoca della creazione del personaggio il tuo rapporto con gli eroi neri (Diabolik, Kriminal, Satanik eccetera)? Li seguivi? Cosa ne pensavi e cosa ne pensi?

R) Li seguivo pur non esaltandomi. Mi interessavano le polemiche: querele, denunce, eccetera. Riguardandoli oggi, viene da ridere al pensiero che potessero scandalizzare, un po' come succede adesso con le querele sui fumetti horror. Possibile che i nostri parlamentari non abbiano niente di meglio da fare?

D) A quale domanda che non ti è stata fatta avresti voluto rispondere?

R) Domanda: è vero che sei stato tu a creare Scheletrino, l'Omino Bufo e a disegnare la famosa caricatura di Tiziano Sclavi? Risposta: Sì, li feci all'epoca della mia collaborazione con Alfredo Castelli, quando ancora, ingenuamente, mi fidavo del laido individuo. Esso, con la scusa di studiare i personaggi per una ulteriore elaborazione, si appropriò degli originali pubblicandoli poi a suo nome. In tutte le enciclopedie, il turpe Castelli è ricordato proprio ed esclusivamente per Scheletrino, l'Omino Bufo e la caricatura di Sclavi che gli hanno dato fama e gloria imperitura, il tutto grazie allo sporco furto che perpetrò ai miei danni. Il crimine, paga!

2 commenti:

Charles Verzeletti ha detto...

Bonvi è forse uno dei fumettisti più intelligenti e corrosivi che mi sia mai capitato di vedere... uno dei casi in cui conoscere qualcosa in più dell'autore dei propri fumetti preferiti non è per nulla una delusione.
Non so se fosse una posa (non credo), fatto sta che Bonvi era in tutto all'altezza delle proprie creazioni.

CREPASCOLO ha detto...

Bonvi on the air. Molti canticchiano sotto la doccia. Ricordo il servizio di leva, gli accampamenti degli alpini e la vita di caserma e so che il repertorio comprende la Pausini , i Litfiba ed i Carmina Burana. Io fischiettavo il theme di Marzolino Tarantola. Uno Sten che da civile studiava per lavorare allo Arkham Asylum pensava che stessi simulando di esser picchiatello ed applicò il ''suo'' comma 22 imponendomi una mission da undercover agent ( si era nel 92/93 post attentati Falcone /Borsellino ndr ). Procura di Siracusa. Piantone con mitra spianato, in assetto di guerra, trenta gradi all'ombra, senza ombra. Come filtro, un separé di vetro antiproiettile...bucato all'altezza delle ginocchia di un Galeazzo Musolesi che stesse costantentemente raccolto in meditazione sulle umane intraprese. La gente passava e rideva. Cosa pensereste di una cover con Zagor che impugna un pezzo di legno da cui penzola un sasso ? Che è una cosa da Cico ? Appunto. Entravano ed uscivano i bodyguards dei magistrati - sembravano presi di peso da quelle posse di cattivoni che, ogni tanto, Boss Boselli contrappone a Tex, non senza suscitare le critiche di qualche fan ''classicista ''. Io dialogavo con il mio pard - che ricordava vagamente Ten, perchè veniva da Prato e la Cina lì è vicina - nello slang delle Sturmtruppen ( '' Soldaten della Terra degli Straccen! Kredo ke mia ferita nel kristallen sia il pertugen per aria kondizionata ! '' ). Non mi ero accorto dell'arrivo del Capitàn Federa , un ufficiale che aveva sposato la figlia di un maresciallo del magazzeno casermaggio e che era cresciuto nel mito di Gionuein. Sei mesi in una polveriera laddove non arrivava nemmeno il volatile sulla casacca di Zag. Gallette di prima del '61. Razioni K poche, nel senso che qualcuno aveva abbandonato un Diabolik di prima dell'arrivo della signorina Kant.
Al crepuscolo, mentre le prime ombre della sera calavano sulla città - molto lontano da me, sia chiaro - guardavo nello specchio della ritirata la mia sagoma: espressione sconfitta, polsi scheletrici, mani rivolte a sud, i dorsi rivolti all'esterno. Ero un personaggio di Bonvi! Di quelli che sono popolari anche in Giappone ! Di quelli che hanno mantenuto in vita testate come Be Bop a Lula ! Via la divisa, vestito di nero come un marmittone esistenzialista, ho preso la comune e mi sono perso nel mondo. Disertore, ma libero. Yuk ! Yuk ! Che mi import dei soldatin ? Non son mica un poppant !