lunedì 19 settembre 2011

FERRI BOAT


Avevo promesso che l’avrei fatto, e così è stato. Domenica 18 settembre 2011, sono andato a fare rafting sullo Stura con Gallieno Ferri. Per me, è stato il battesimo del fiume. Per Gallieno, soltanto un’ennesima pagaiata in più, dato che lui è da sempre un esperto canoista. “Ci tengo che tu veda com’è davvero il fiume: selvaggio e indomabile, sempre pronto a cullarti ma anche a cambiare corso e a rompere gli argini, a portarti nel silenzio assoluto o nel fragore più assordante”, mi aveva detto il mio supereroe personale per convincermi a seguirlo in acqua.

E’ stata, inutile dirlo, un’esperienza entusiasmante. Peraltro, svoltasi in un freddo giorno di pioggia che ha reso la discesa ancora più suggestiva. Con noi, c’erano due dei miei figli e una coppia di amici, più Stefano, la nostra guida. Sono state quasi due ore di remate, lungo una decina di chilometri del fiume, fino al lago di Rocca Sparviera, quasi al confine con la Francia. Non ho mai avuto davvero il batticuore, tranne in una occasione. A metà percorso, ci si è offerta la possibilità di fare un tuffo da una roccia alta quattro o cinque metri sull’acqua: solo chi se la sentiva poteva farlo. Ce la siamo sentita tutti, e abbiamo fatto sei salti nel gelido Stura. Tutti, Ferri compreso. Che però conta 82 primavere e va verso le 83. E’ stato l’ultimo a tuffarsi: sembrava Zagor com’è nella copertina de “La corsa delle sette frecce”. Quello che segue è il reportage dei preparativi della spedizione. Portarsi la macchina fotografica sul fiume e sotto la pioggia non era consigliabile. Ma il tuffo mio e di Ferri ha avuto per testimoni tutti gli altri presenti. Per cui, credeteci anche senza foto.



Si comincia facendo testamento.


Si passa alla vestizione con la muta e i calzari.


I magnifici sette pronti per la spedizione. Gallieno Ferri è al centro.
Il fusto a braccia scoperte è Stefano, la nostra guida.


Gallieno Ferri e il sottoscritto subito prima partenza.


Si parte!


Si arriva là dove caleremo in acqua il gommone.

Comincia il briefing con la guida per le ultime raccomandazioni.

Due attenti membri dell'equipaggio.


Si indossano i giubbotti di salvataggio.


Si indossano gli elmetti.






L'acqua trasparente dello Stura.



Le ultime foto in posa prima di affrontare il fiume.




Tutti a bordo!





Si parte!






4 commenti:

Marco Frosali ha detto...

Finchè non vedremo una tua nuova foto, difficilmente sapremo se siete davvero tornati. E' una sequenza fotografica quasi funettistica e il finale non è di quelli ottimisti, manca almeno il raggio di sole che buca la coltre di nubi

Scherzi a parte, bellissima esperienza, complimenti per il coraggio

Ramath ha detto...

Non ti avevo sentito troppo convinto di farlo,quando me ne hai parlato a Catania.Magari pensavi "..se lo puo' fare Ferri posso farlo anch'io!!".
Pessima idea: Ferri è bionico.
Il fatto che mi stupisce è come ad 83 anni,ci si possa tuffare nelle acque dello Stura (che saranno gelatissime!!) con un'audacia ed una serenità da ventenne.Roba da matti!
E' proprio vero...i supereroi esistono ma si possno contare sulle dita di una mano...!

Beato SuperFerri e che Dio ce lo conservi ancora così per tantissimo tempo!!

Kerzhakov91 ha detto...

Che mito Gallieno!

Giamburrasca Ventitre ha detto...

Caro Moreno,siamo i Giamburrasca e volevamo fare a te e a Gallieno tanti complimenti per la vostra impresa.
Sai che è vero quando dicono che Gallieno Ferri sembra Zagor!!