lunedì 26 settembre 2011

CONTINUA A DARMI UNA MANO, SE PUOI

Il primo SMS mi ha raggiunto alle 10 e 50 di questa mattina. Era di un lettore di Zagor. Diceva: "Moreno, dimmi che non è vero". Io sapevo che era vero da poco più di un'ora, e ancora non riuscivo a convincermene. Sergio Bonelli ci ha lasciato.

Il primo, incredulo pensiero è stato: non sono preparato. Nessuno, mi sono detto, lo è. Sapevo che, negli ultimi giorni, era stato ricoverato in ospedale per degli accertamenti. Ma non sembrava niente di troppo grave. Mai avrei immaginato, quando l'ho salutato l'ultima volta, a fine luglio, che non lo avrei mai più rivisto. Eravamo stati insieme a Riminicomix, dove lui aveva partecipato alla grande festa per i cinquant'anni di Zagor, facendo un vero e proprio bagno di folla e riscuotendo ripetute e affettuose standing ovation da parte del pubblico. Tutti lo avevamo visto sorridente e in gran forma. Addirittura non aveva voluto mancare al concerto di Graziano Romani e si era intrattenuto fino a tardi con i musicisti della band e con un gruppo di forumisti zagoriani , scherzando con loro con quell'humour che gli era proprio. Già, perché Sergio sapeva far ridere, e ridere di gusto: non soltanto come sceneggiatore di indimenticabili sketches di Cico, ma anche e soprattutto negli incontri con il pubblico, o al tavolo di un ristorante o nei corridoi della redazione.

A Rimini, c'era stata una cosa che aveva detto rispondendo a una domanda di un lettore e che merita di essere riferita. Gli era stato chiesto se davvero, come era stato ventilato più volte, aveva pensato di vendere la sua Casa editrice alla Mondadori o alla Rizzoli piuttosto che a qualche altro colosso editoriale. Sergio aveva risposto che, quando gli era capitato di rifletterci, aveva accantonato l'idea per un motivo semplicissimo: nessuno di quei potenziali acquirenti amava il fumetto come lui. Credo che il suo segreto fosse tutto qui: il sincero amore, la vera passione, per ciò che faceva e che sapeva fare. I fumetti, appunto. Durante un altro, recente incontro a Pavia, raccontò ai presenti un altro aneddoto: durante una riunione con alcuni imprenditori abituati a ragionare secondo l'ottica della produzione industriale, qualcuno gli chiese quanti "pezzi" producesse al mese. Lui rispose: neppure uno. Perché per lui, nemmeno una copia dei suoi albi poteva essere considerata un "pezzo", come un bullone o un barattolo prodotti in serie. E infatti, i fumetti Bonelli sono fatti a mano pagina per pagina, vignetta per vignetta, perfino nel lettering. Perché si dica quel che si vuole, ma il "sapore" del balloon scritto da un letterista non potrà mai essere lo stesso di una nuvoletta riempita al computer. La grande lezione di Sergio si ritrova anche in questo tipo di cose. E in altre, che mai potrebbero capire gli industriali, come una seconda affermazione che sempre a Pavia strappò un applauso a scena aperta: in sessant'anni, disse rivolgendosi ai suoi lettori, io vi ho talmente rispettato che mai vi ho inflitto una sola pagina di pubblicità. Bonelli era un editore puro: voleva reggersi con l'unica forza del suo lavoro, delle sue idee, delle sue storie scritte, disegnate e stampate su carta. Per questo è sempre stato fondamentalmente ostile anche al merchandising. Per non parlare del prezzo di copertina delle pubblicazioni con il suo marchio, da lui sempre tenuto il più basso possibile, perché potessero arrivare a tutti.

Il tourbillon di questi e altri pensieri ha cominciato a venire interrotto da decine di telefonate e da altri SMS. Finché un altro lettore mi ha scritto così: "Sono senza parole. Noi e Zagor siamo nelle tue mani. Aiutaci e non abbandonare mai questo grande immenso sogno". Mi sono sentito schiacciato dal peso di una responsabilità troppo grande. Perché Bonelli non era soltanto un editore, ma era Guido Nolitta. Il creatore di Zagor. E se anche io mi sono trovato, per sua scelta, a raccoglierne l'eredità al timone della serie dello Spirito con la Scure, ho sempre lavorato, da vent'anni a questa parte, con Sergio Bonelli al mio fianco, pronto a incoraggiarmi e a criticarmi, a darmi suggerimenti o a impormi correzioni, a farmi una lavata di testa ma subito dopo a venirmi a cercare per mettermi una mano sulle spalle. Ho finito per scrivere più tavole di Zagor di lui, senza riuscire mai neppure a sfiorare, nella considerazione dei lettori, l'immensa ammirazione del popolo di Zagor verso le storie di Nolitta. E mai, essendo da sempre io stesso il primo ammiratore di quei racconti e del loro autore, mi sono sognato di gareggiare con lui, pur essendo stato a lungo additato come il più nolittiano dei suoi emuli. Per vent'anni ogni mia sceneggiatura è stata paragonata a quelle di Sergio, e ne sono uscito sempre con le ossa rotte. Anche l'ultimo post che ho scritto su questo blog, senza poter immaginare quale sarebbe stato l'argomento successivo, aveva per argomento le critiche di quei lettori così innamorati di Nolitta da non riuscire neppure a concepire l'idea che io e gli altri sceneggiatori siamo dalla loro parte e cerchiamo di continuare a far vivere il "grande immenso sogno" zagoriano con i talenti di cui disponiamo, impegnandoci con tutto il cuore e non certo dandoci da fare per tradirlo, come a volte a qualcuno sembra. Nolitta ha smesso di scrivere racconti dello Spirito con la Scure trent'anni fa, per sua decisione, e ha scelto lui le persone a cui affidare il suo personaggio. Io, che ho avuto (insieme ad altri) questo privilegio, ma anche quest'onore gravoso, mi sono confrontato con lui in redazione giorno dopo giorno. Adesso che non c'è più, mi sento perso.

Nel pomeriggio, ho visto che sul sito della Casa editrice, là dove si dava la triste notizia, si poteva lasciare un messaggio. In poche ore, sono stati migliaia. Non si possono leggere senza sentire le lacrime affiorare agli occhi e un nodo stringersi in gola. Senza pensarci, ne ho scritto uno anch'io: "Caro Sergio, so che non potrò mai reggere il confronto con te, pur avendo raccolto la tua eredità zagoriana. Continua a darmi una mano, se puoi. Moreno".

48 commenti:

Leonardo Ancilli ha detto...

E' difficile scrivere qualcosa in momenti come questi senza rischiare di sfociare nel banale. Ho appreso la notizia nei soliti post su Facebook dal cellulare, un mondo che credo fosse quanto più distante da Sergio potesse esistere, e mi sono subito smarrito. Si perchè quando 10 anni fa ci lasciò suo padre Gian Luigi sapevamo di finire in buone mani (appunto quelle di Sergio) e al di la del dolore per la scomparsa di un mito come GL Bonelli, sapevamo che il fumetto avrebbe avuto un forte guerriero a proteggerlo. Ora la situazione rischia di essere diversa, perchè se l'uomo Bonelli lascia un vuoto enorme, il vuoto che lascia il Sergio Editore non è quantificabile. Mi auguro che la SBE non finisca in mani sbagliate, lo spero di cuole per Gianluigi per Sergio e per tutte quelle centinaia di migliaia di lettori silenziosi che per anni grazie a loro hanno sognato immense prateria, rigogliose foreste, aridi deserti popolate dai personaggi più improbabili.
A Sergio auguro solo di galoppare in quelle celesti praterie che ci ha raccontato per tanti decenni nelle sue nuvole parlanti.

Kerzhakov91 ha detto...

E' un giorno veramente triste per tutti noi. Ho appreso la notizia all'ora di pranzo: ero andato da mia nonna a ritirare dei numeri di Mister No che avevo richiesto alle Edizioni If. Albi, manco a dirlo, scritti da Guido Nolitta. Ed è stata proprio lei ad informarmi della morte di Sergio Bonelli. Non ci volevo credere.

Sono in lutto. Oggi se n'é andato un Mito con la m maiuscola. Un mio compagno di infanzia e di adolescenza. Un mio amico, a tutti gli effetti.

L'unica cosa che mi sento di dire, in questo momento, è un forse banale: GRAZIE PER TUTTO QUELLO CHE HAI FATTO, SERGIO.

Kerzhakov91 ha detto...

E ora ci piace immaginarlo a Manaus, in Amazzonia, a salvare un pezzo di foresta con Jerry Drake, alias Mister No. O in un'altra foresta, quella di Darkwood, a proteggere gli indiani con Zagor e Cico. O ancora con Tex, in un saloon, a far fuori una bistecca alta due o tre dita con un sacco di patatine fritte. Ma anche in un incubo di Dylan Dog, in un enigma di Martin Mystére, nello spazio con Nathan Never, a indagare e risolvere un omicidio con Julia... Ci piace immaginarlo in uno di quei mondi che ha creato in prima persona o come editore, forte di quella passione che lo ha sempre animato. Sergio Bonelli se n'è andato per vivere avventure di altro tipo, e dobbiamo pensarla così per essere meno tristi.

E quest'ultimo suo viaggio lo racconterebbe a bordo dello scassatissimo Piper di Mister No...


(così un bellissimo pezzo letto oggi sul sito di tgcom)

Anonimo ha detto...

Giornata tristissima.
Sugli albi Bonelli (e di Zagor in particolare) ho in pratica imparato a leggere e ho trascorso tanti momenti indimenticabili dell'infanzia e dell'adolescenza, per poi crescere sempre insieme a loro. Da quello Zagor comprato in passeggiata a Viareggio nel giugno 79 non mi sono più perso un solo inedito uscito da Via Buonarroti. Mi è venuto da pensare che in pratica non ho trascorso un solo giorno della mia vita senza avere tra le mani un tuo "giornalino", anche solo per pochi istanti.
Mi mancherai, Sergio.
Grazie di tutto. Di cuore.

Massimo Buzzegoli

Alessandro ha detto...

Quest'estate mi son regalato decine e decine di vecchi arretrati di Zagor, Mister No e Tex. Vecchie storie di Guido Nolitta che non avevo ancora letto, è stato il regalo più bello che potessi farmi per il mio compleanno. Ogni volta che ne leggerò una, Sergio Bonelli rivivrà dentro di me.
Posso solo immaginare la grande responsabilità che ti senti dentro. E mi sembra ingiusto nei tuoi confronti giudicare male le tue storie perché diverse da quelle di Nolitta (come ha fatto il lettore del post precedente). E' giusto che lo siano, siete autori diversi e la tua impronta, pur nella tradizione nolittiana, si vede. E mi piace. Son sicuro che dopo vent'anni di rapporto con Sergio Bonelli, ogni volta che avrai dei dubbi su un passaggio di una storia, sentirai dentro di te la sua voce che ti darà un parere.

Alberto Camerra ha detto...

Nel tuo personale post trapela quel senso di smarrimento che descrivi e che è del tutto comprensibile e naturale. Questo è un giorno triste, non soltanto per chi ama Zagor e i fumetti Bonelli in generale, ma per qualsiasi lettore di fumetti anche al di fuori della logica Bonelli. Perchè, come scrivi tu che lo conoscevi molto meglio per contatto e rapporto diretto, una cosa è sempre stata chiara in Sergio Bonelli; la sua profonda umanità e il profondo amore per il fumetto.
Ora sta a te e ai suoi collaboratori continuare una tradizione che possa onorare la memoria e la sua immensa opera, con tutto l'affetto, l'appoggio e la stima di noi lettori.

Vincenzo ha detto...

Lui non lo dimentichiamo, basta aprire un fumetto. E nell'immensa tristezza e smarrimento che la cosa provoca, so che voi, intesi come casa editrice tutta, avrete l'onore e l'onore di fare quel che ha fatto lui. Amare quel che faceva. E so che ci riuscirete. Perchè anche voi, come noi, amate il mondo delle nuvolette.

Anonimo ha detto...

Ci mancherà davvero tanto. --Tu lo conosci meglio di noi e sei sicuramente la persona più adatta per raccogliere la sua eredità su ZAGOR. Sono sicuro che da lassu'lui ti segue sempre...
nun70

ZACCA ha detto...

se ne e' andato...alla fine se ne e' andato anche Lui , in silenzio
con discrezione, da grande signore quale era, con l'umilta che lo contraddistingueva,
e che solo i grandi hanno.
Leggo da tanti, troppi anni, anche se non e' mai troppo, i Suoi fumetti, le Sue storie, e ,come per molti,
quelle uscite mensili sono state l'unica costante che ancora oggi, dopo tanti decenni, non e'cambiata.
Ho imparato a leggere con le Sue "nuvole parlanti", passavano gli anni, io crescevo e Lui era sempre li
in edicola puntuale, ho cambiato citta, scuola, e Lui ancora li ad aspettarmi.
Ho iniziato a lavorare affrontando le difficolta che poi affrontiamo tutti, e Lui era ancora li, presente.
Ho cambiato lavoro, macchina, amici, casa ma Lui, puntuale,non mancava mai.
Mi sono sposato ho messo su famiglia ma Lui arrivava sempre e sempre mi dava
delle emozioni senza deludermi mai.
Mi fidavo di Lui e il minimo che ho potuto fare per contraccambiare tutto cio che mi ha dato, e che continua
a darmi, e' non mancare a quell'appuntamento che ci siamo dati la prima volta 41 anni fa,
e che abbiamo avuto ,mese dopo mese, fino ad oggi, sapendo reciprocamente che nessuno dei due
sarebbe mancato.
Grazie Sergio, non sara piu la stessa cosa adesso, ma continuero ad andare a quell'appuntamento,
il nostro, perche so' , ne sono sicuro, che in qualche modo tu sarai ancora li con quel sorriso bonario ad aspettarmi.

Zacca

Marco Frosali ha detto...

Grazie di aver condiviso questi pensieri
Moreno.
Ho cercato di capire l'origine del malessere di questa giornata.
Scremando tutti i pensieri razionali, resta un ideale.
Un ideale che il mondo moderno si sforza di cancellare con la banalità e che invece, persone come Sergio Bonelli ne facevano una bandiera.
Grandi vecchi che formano un esercito di titani che la natura fa cadere, via via, come pedine di un gioco, lasciando questo mondo sempre più povero e con un ricambio che non ha abbastanza forza per urlare e farsi sentire, perchè quell'eco assordante nel niente che ci impongono ci fa perdere in nebbie infernali .

Zlatibor Stankovic ha detto...

Mister Burattini, the whole Serbia is sad. All tv stations, internet sites, reported: "Sergio Bonelli, the author of Zagor and Mister No, the men who established "Bonelli" as a gigant worldwide, passed away". You have felt our happines about Zagor in Kragujevac, you can understand we are sad as much as people in Italia.

One of our poets wrote: "My friend, I am gone, but still I am more than earth and grass, the book you are holding, it is me, a sleeping part, and those who read it wakes me up..."

Mister Bonelli thought in advance, so great thanks to him again- Zagor is in good hands.

Guitar Jim ha detto...

Non preoccuparti Moreno. Sia Sergio Bonelli che il suo alter-ego Guido Nolitta ti hanno scelto alla guida di Zagor ed entrambi avevano a cuore il destino dello Spirito con la Scure.
Le persone grandi hanno molto da dare e quello che danno non cessa di esistere con la loro esistenza fisica. Entra a far parte di noi arricchendoci e torna fuori quando non ci sono più.
Il mio rincrescimento personale è di non aver mai stretto la mano a Sergio Bonelli, anche se una volta ho avuto l'occasione per farlo.
Era il lontano 1992 ed ho assistito all'università di Roma ad una conferenza in cui c'era Sergio Bonelli, Alfredo Castelli e Roberto Diso.
L'antitesi della barbosità. Castelli e Bonelli si passavano le battute, rispettavano i tempi comici e strappavano risate ed applausi.
Diso faceva quello che divinamente sa fare: disegnava.
Alla fine un muro di persone mi separava da loro e, come è nel mio carattere, sono rimasto in disparte.
Alla fine non mi sembrava poi tanto importante avvicinarmi di più, tanto era stata l'empatia provata durante l'incontro.
Adesso però non posso che rammaricarmi per non avergli espresso la mia ammirazione e il ringraziamento per il mondo di sogni che ha creato con la sua casa editrice, e, soprattutto, per le belle storie di Zagor e Mister No che da sempre mi fanno compagnia.
VittorioS

ayachan81 ha detto...

E' un grande lutto per il mondo fumettistico. ;__;
Coraggio Moreno!
L'eredità che lascia a te e ad altri autori è grande, ma è direttamente proporzionale alla fiducia che lui ha riposto in voi! SARA

P. Alexis ha detto...

Ha smesso di scrivere Zagor a 50 anni e ora che Zagor ha compiuto 50 anni è morto. Il cerchio si chiude, direbbe forse Tiziano Sclavi.
Ciao Guido Nolitta.

Andrea Mazzotta ILGLIFO ha detto...

La tristezza è troppo grande. Non si può metabolizzare facilmente. Non si può.

illustrAutori ha detto...

Peste! Vedo il Piper di Mister No che lo accompagna in volo fino a Manaus... addio, Sergio. E grazie mille. Non c'è altro da aggiungere. Sob.

Simone ha detto...

Ciao Moreno,non preoccuparti i lettori saranno sempre dalla parte di chi come te non solo è il primo sceneggiatore ma anche una persona che ama davvero lo spirito con la scure!
Un in bocca al lupo per i prossimi cinquant'anni di Zagor,sono sicuro che anche di lassù Sergio continuerà a darti una mano!

Simone ha detto...

Un in bocca al lupo per i prossimi cinquant'anni di Zagor e non preoccuparti,anche di lassù Sergio continuerà a darti una mano!

Ramath ha detto...

Aggiungere altre parole a cio' che ho letto in questo post di Moreno,ma anche in giro sulla Rete,sarebbe un'inutile esercizio di sintesi.Su Sergio è stato detto tutto,non bisogna aggiungere altro.
All'amico Moreno che stimo infinitamente per essere LO SCENEGGIATORE ZAGORIANO "per eccellenza" pur comprendendo il suo stato d'animo attuale,voglio solo dire che se Bonelli vi ha scelto è perchè ha intravisto in Te ed altri,coloro che potevano seguirne le orme,senza snaturare il suo insegnamento.Si,le responsabilità saranno ora piu' gravose,ma mai venga meno quello spirito d'avventura,quella voglia di far VIVERE Zagor quotidianamente,quella capacità di dare sempre il meglio di noi stessi.Noi lettori,siamo certi che cio' accadrà e vi saremo accanto a spronarvi e sostenervi,a condividere le vostre decisioni.Il nostro faro sarà inevitabilmente il maestro Gallieno Ferri,il nostro punto di riferiemento sarà Moreno Burattini,i nostri sogni d'avventura saranno affidati ad un parco disegnatori che dovrà esprimere il meglio del loro valore affinchè ogni albo zagoriano ci possa consegnare un "pezzo" di Sergio Bonelli.

Francesco De Simone ha detto...

Zagor e' in buone mani.

Questa mattina mio fratello mi ha mandato un link, perche' ovviamente anche per lui il primo pensiero questa mattina e' andato al nostro Maestro Nolitta. Si tratta di un articolo molto bello da parte di uno Scrittore bravo e intellettualmente onesto, Vincenzo Cerami, che omaggia la memoria di Sergio Bonelli come merita la sua figura che si staglia imponente sulla scena culturale italiana, al pari dei piu' grandi, cosa capita per prima proprio dai suoi lettori, che tanto ha rispettato e dai quali tanto affetto ha ricevuto.

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-09-26/addio-sergio-bonelli-direttore-205604.shtml?uuid=AaSTfn7D

ninaccio ha detto...

Con i tuoi personaggi sogno e mi emoziono ininterrottamente dal 1986, da quando avevo 10 anni, se penso a quanto ci hai regalato attraverso i tuoi personaggi di carta, capisco che dire grazie è abbastanza riduttivo, ma è l'unica cosa che riesco a scrivere prima che le lacrime mi impediscano di andare avanti...
hai regalato nuvole e sogni a tantissimi di noi...e questo resterà indimenticabile.
da ora, sei LEGGENDA.
LA LEGGENDA DEL FUMETTO ITALIANO.
per sempre, grazie di tutto, carissimo Sergio.

Leonardo Ancilli ha detto...

Moreno capisco benissimo il tuo senso di smarrimento (e immangino degli altri sceneggiatori e disegnatori della SBE), tenete duro perchè anche senza Sergio avete la capacità e lo spessore per portare avanti la sua "missione". Il mio dubbio espresso nel primo post non riguarda certo voi, ma scelte editoriali che verranno fatte ad alto livello. Un giorno Sergio disse che non aveva mai venduto la SBE a Mondadori o Rizzoli perchè loro non amavano il fumetto come lo amava lui, e che rispettava talmente i suoi lettori al punto che non c'è mai stata una pagina di pubblicità nei suoi albi. Ecco spero che il futuro editore di riferimento faccia suoi questi due punti per proseguire la missione iniziata da Gianluigi e portata a compimento da Sergio.

adry ha detto...

Caro Moreno...NON SIAMO MAI SOLI...benchè in questo momento comprenda molto il tuo sconforto che è anche il nostro...quello di tanti lettori a cui mi sono aggiunta recentemente...ma sono nata in quegli anni in cui Tex e Zagor non mancavano quasi in ogni casa, accanto ad altre letture, mai avrei pensato anni dopo di riprenderne la lettura, diventarne appassionata, non solo, conoscere Sergio Bonelli...NON SIAMO MAI SOLI MORENO...ANCHE NOI CI SAREMO...stò pensando in questo momento al nostro caro Amico Angelo-Trampy...ora lassù c'è anche Sergio con lui...il suo mito...ne avranno da raccontarsi!....un abbraccio...Adry

Anonimo ha detto...

Si può star male al pensiero che sia morta una persona con cui si è scambiato due parole e stretto la mano 5 o 6 volte in tutta la propria vita? Sì, si può...
Ieri sono stato male e ho ricordato il momento in cui ho scoperto Zagor e tutte le altre emozioni che mi sono state regalate dagli albi che lui ha voluto pubblicare e a volte scrivere, da Mister No a Storia del West, a Ken Parker e Dylan Dog.

Zagor è una pesante eredità e le lettere dei tanti Signor Jacopo del momento sono lì a dimostrarlo. Ma come sempre, ci sono cose che si fanno perché devono essere fatte... Lui aveva scelto te come suo successore e tu non puoi che onorare la sua scelta. Vai avanti, Moreno, raccogliendo piacevole soddisfazione da alcuni e scontento da altri, ma comunque seguendo la strada che Sergio Bonelli ha tracciato.

Lui è stato un gigante, che ha surclassato tutti i suoi concorrenti (all'epoca in cui ne aveva) non con complesse strategie, ma con la superiorità artistica e il suo grande rispetto per i lettori e per quello che pubblicava.

Roberto Altariva

Cicotenay ha detto...

Con te se ne va uno di noi, un uomo che amava i fumetti, credo che in Italia non c'è e non ci sarà più un editore come te a cui premeva più il gradimento dei lettori che il profitto.
Grazie Sergio per tutti i sogni che mi hai regalato.

MicGin ha detto...

grazie di cuore per quello che hai scritto

Skull ha detto...

Moreno, stai tranquillo.
Un personaggio peculiare come Zagor non poteva essere lasciato in mani migliori: proprio perchè senti il peso della responsabilità, proprio perchè HAI A CUORE il mondo dello Spirito della Scure.
Noi zagoriani di ferro non ti abbandoniamo sicuro.

Giuseppe Di Bernardo ha detto...

Chi ha creato eroi immortali vive per sempre.
Un abbraccio forte.

MarioCX ha detto...

Ho già commentato questa sciagura sul Forum SCLS.
http://www.spiritoconlascure.it/forum/viewtopic.php?t=8638&postdays=0&postorder=asc&start=105

Oggi sono ancora più triste di ieri.

Skull ha detto...

Ah, non vorrei che nel mio commento di prima fosse troppo sottinteso e quindi lo esplicito al massimo: senti il peso della responsabilità (sensibilità), hai a cuore Zagor e il suo mondo (passione) ma soprattutto sei il DEGNO erede di Guido Nolitta (bravura).
Insomma ce le hai tutte, non puoi fallire!

Stefano Priarone ha detto...

Sono sotto shock da ieri...
Mi mancano il Nolitta scrittore, il Bonelli editore e il Sergio persona squisita...

Non avrei mai pensato che il nostro incontro alla stazione di Rimini (lui andava verso Mi, io verso AL) sarebbe stato l'ultimo....

Atè logo Sergio.

Thobia. ha detto...

Addio Sergio... So long Guido!
Già mi mancate...
:-(
Thobia

Stefano ha detto...

Io vorrei salutarlo così con una canzone nel stile di Mister No:
Body and Soul

Ate'logo Rapaz

Kerzhakov91 ha detto...

Un piccolo pensiero: http://calciorusso.blogspot.com/2011/09/caro-sergione-ci-mancherai.html

Anonimo ha detto...

... e lui una mano continuerà a dartela, stanne certo. Moreno, Nolitta è Nolitta ma tu hai professionalità e soprattutto passione e so che ce la petterai tutta perchè non si fermi questo nostro immenso grande sogno ...

Tobia Sullivan

Ciao direttore e grazie ...

Alessandro ha detto...

Riporto anche qui il messaggio che ho scritto ieri sul sito Bonelli:

Era una mattinata piena di sole.
Passai in edicola con mio padre, scelsi Mister No 12 “Tango Martinez”. Da quel giorno, nulla è stato più lo stesso. Grazie di tutto, ti abbraccio con tanto affetto e riconoscenza.

Un abbraccio anche a te, Moreno.

Flipper ha detto...

La notizia ieri ci ha colti impreparati...
Il nostro carissimo Sergio ci lascia...
ci lascia si, ma sarà eterno,
per ciò che ha costruito,
per le emozioni che tutti i mesi aspettavamo con gloria e che grazie al suo talento di ricercatore minuzioso tutti i mesi continueremo a leggere!
Ha saputo cotruire un "gruppo" di persone eccezionali, questo è stato il suo più grande gesto, la sua eredità che godremo tutti, grazie al Team Vincente che ha costruito!
Mantenendo inalterato il Valore Umano!
Grazie Sergio, grazie per tutto quello che hai fatto e che continuerai a fare!
Ti vogliamo bene

Giuseppe Samuela

Al nostro carissimo Moreno possiamo soltanto dire che in tutti questi anni sei stato Unico, ed è per questo che aspettiamo imperterriti l'uscita in edicola del nostro eroe!
Un grandissimo abbraccio ;-)

P. Alexis ha detto...

Non dimentichiamoci che c'è ancora un certo Gallieno Ferri...Stringiamoci attorno a lui... Non è finita.

Tito Faraci ha detto...

Bravo. Un abbraccio.

Tito

Julio Schneider ha detto...

L'Editore, lo sceneggiatore, questi avremo per sempre accanto poiché la sua azienda e le sue storie sono palpabili, sono lì davanti agli occhi, se ne posso toccare, vedere, guardare, leggere. Ed il tutto che va avanti per bravi mani, per bravi eredi quale sei tu, Moreno. Ma l'uomo, questo no, questo non c'è più, e quanto ci mancherà. Almeno fino a quando non ci raggiungeremo ancora. Lui semplicemente ha deciso di andarsene prima, chissà per la "saudade" di mamma Tea e papà Gianluigi, unita alla consapevolezza che il suo lungo e bello operato ci ha ormai messo delle salde radici e che le sue storie adesso entrano a far parte della Storia, diventano definitivamente eterne. Até logo, irmão.

Leonardo Ancilli ha detto...

Non sono un grande amante delle tavole scannerizzate da vedere sul PC, ma pochi mesi dopo la morte di GL mi ricordo di aver trovato a pagina 2 di un Dylan Dog (mi pare) una tavola (memorabile per quanto intensa) di Villa con Tex in cima ad una ruoe con dietro i suoi tre pards, che con la mano alzata salutava il faccione di GL Bonelli sospeso in cielo con in testa il suo classico Stetson. Quella tavola per un lustro buono è stata lo sfondo del mio PC. Sarebbe bellissimo se Villa o uno dei disegnatori di Tex facesse qualcosa di simile (come intensità) anche per Sergio.

Andrea Gallo Lassere ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giuseppe Manunta ha detto...

mi spiace scoprire, in questo modo il tuo blog... Sergio ha scritto, come suo padre, la storia del Fumetto italiano ora se ne andato, ma rimmarrà sempre immortale... grazie a te e ai tuoi amici e colleghi. un abbraccio.
Giuseppe

Leonardo Ancilli ha detto...

Volevo segnalare questa bellissima tavola :

http://www.sergiobonellieditore.it/news/comics_set011/img/marreiro_g.jpg

Matteo ha detto...

Non è semplice per noi che amiamo il Fumetto vero, quello che nasce dalla fantasia e dal cuore, pensare che Sergio non ci sia più. Non ho mai potuto incontrarlo, con vero e autentico rammarico, per potergli anche semplicemente dire grazie per tutto quanto ha fatto per la Cultura di questo sfortunato paese, e parlo proprio di Cultura, perchè ogni volta che qualcuno denigrava il fumetto, non ritenendolo all'altezza magari di altri più blasonati mezzi di espressione culturale, Sergio era lì, semplicemente a rappresentare con la sua casa editrice, e sopratutto con la sua opera di Autore, che la Cultura quella vera, è anche disegnata.
Per quanto mi riguarda, penso che abbia lasciato il suo Zagor in ottime mani, Moreno, le tue e quelle di tutti gli autori e disegnatori che ogni mese creano solo il meglio per questo straordinario personaggio. So che continuerai sulla strada che Sergio ha tracciato 50 anni fa tra le paludi di Darkwood, dandoci prova con la forza delle tue storie, che Sergio ha posto la sua mano sulla spalla giusta.

Matteo

glauco ha detto...

Grazie, Moreno, un bel commento.
Glauco

ZanoComics&Art ha detto...

continuerà a darti una mano... per bocca di tutte le lettere dei lettori, quelli entusiasti e quelli critici...

Anonimo ha detto...

Caro Moreno, condivido il tuo sgomento di fronte all'improvvisa scomparsa di Sergio Bonelli e sono d'accordo con te sulla grande eredità che la SBE ci ha lasciato, ma sono anche sicuro che fin quando ci saranno in redazione uomini come te e Boselli (che amano il fumetto e lo sanno anche scrivere), noi lettori affezionati potremo stare tranquilli.
Penso che la via da seguire sia quella di coniugare tradizione e innovazione, come la SBE ha sempre fatto.
Fai i miei complimenti a Mauro Boselli per le due bellissime storie di Tex e Zagor in edicola questi mesi (fantastici anche i disegni).
Ciao da Nazzareno Giorgini