lunedì 30 aprile 2012

GIUSTIZIA SOMMARIA



Mi è capitato più volte di parlare dei soggetti che sono alla base delle sceneggiature dei fumetti, e del lavoro che c'è dietro alla nascita di una storia. Ho accennato alle tante proposte che  arrivano sulla mia scrivania da parte di aspiranti autori, e ho dato dei consigli sul modo migliore di confezionarne una. Ho anche scherzato su quelli che, alla fine, il mio mestiere cominciano a farlo davvero e sulla vita che li attende. A forza di tornare sull'argomento, in più di uno mi hanno chiesto di pubblicare un mio soggetto, per vedere praticamente com'è che li scrivo. Ho promesso che l'avrei fatto entro la fine di aprile, e improvvisamente mi sono accorto che, in effetti, mancano poche ore allo scadere della promessa. Così, ecco qua un esempio scelto fra quelli più brevi, in modo che chi vuole possa davvero leggerlo dall'inizio alla fine riuscendo a capirci qualcosa anche senza aver letto gli albi di Zagor che ne sono venuti fuori. Si tratta della storia pubblicata sotto il titolo di "Giustizia sommaria", sugli Zagor Zenith 512 (dicembre 2003) e 523 (gennaio 2004), 136 tavole illustrate da Roberto D'Arcangelo. Non credo sia un'avventura particolarmente significativa, ma appunto per questo può servire meglio a dimostrare qual è lo standard di un racconto di "ordinaria amministrazione". In questo caso, dovendo far approvare il soggetto in redazione, ho scritto un testo abbastanza ben definito (a mio avviso, migliorato dallo sviluppo in sceneggiatura); oggi,  scrivo delle tracce molto più essenziali dato che ho acquisito una certa autonomia. Buona lettura!



GIUSTIZIA SOMMARIA

Soggetto per Zagor
di Moreno Burattini


Derry è un piccolo borgo cresciuto in pochi anni grazie al continuo afflusso di pionieri in cerca di nuove terre. La sua popolazione è eterogenea: famiglie giunte da ogni nazione europea con i flussi migratori che continuavano a trasferire gente in cerca di fortuna dal Vecchio Continente al Nuovo Mondo. Come accadeva in molti nuclei abitati di recente formazione, l'amministrazione statale non aveva ancora provveduto a crearvi le sue strutture periferiche: niente sindaco, niente telegrafo, niente sceriffo, almeno per il momento. I coloni di Derry si amministrano da soli, con assemblee pubbliche spesso dominate dall'irrazionalità.

Quando Zagor e Cico vi giungono per caso, una di queste assemblee è in corso: i più facinorosi tra i coloni stanno incitando la popolazione al linciaggio. Infatti, quattro o cinque bambini di Derry, nei precedenti mesi, sono scomparsi: l'ultimo rapimento è avvenuto il giorno prima. 

I sospetti di tutti sono puntati su una donna di origine ungherese (chiamata Margit Veszi) che vive in una capanna fuori paese, accusata di essere una strega soprattutto perché è "strana" e non appartiene alla comunità, viene da fuori, parla un'altra lingua, ha costumi diversi. La donna avrebbe rapito i piccoli utilizzandoli come vittime per le sue oscure pratiche negromantiche e le sue messe nere col demonio. 

Le famiglie dei piccoli scomparsi sono disperate, e i padri fomentano l'odio della gente contro la presunta strega. Una delle madri private del bambino, che chiameremo Shirley, non ha marito (è vedova): è la prima a cui è scomparso il figlio. E' l'unica che assiste alla scena restando muta, come impietrita. Zagor la nota, e la giudica positivamente per come viva il suo dolore con dignità, in silenzio, senza incitare alla vendetta.

La gente di Derry decide di mettere la strega al rogo.  C'è soltanto uno degli abitanti, tale Fosbury, che si oppone a questo tipo di processo sommario: lui la conosce e la ritiene un tipo strano, è vero, ma incapace di fare del male. I sostenitori dell'accusa però prendono il sopravvento, picchiano Fosbury per metterlo a tacere e si dirigono verso la casa della presunta strega per ucciderla.

Zagor interviene per evitare il linciaggio, e ci riesce solo asserragliandosi con Fosbury e Cico all'interno della casa di Margit Veszi: da lì minacciano con le armi chiunque tenti di avvicinarsi con torce e forconi. Zagor perquisisce la casa, trovando oggetti a dir poco inquietanti: libri con simboli strani, accessori di magia nera, resti carbonizzati di animali. In più la Margit Veszi non collabora: sembra essere fuori di testa, pronuncia discorsi dal senso ambiguo, pieni di oscuri riferimenti e preoccupanti minacce. Si potrebbe sospettare che sia davvero una strega! 

Fosbury continua a sostenere che la donna è così strana perchè ha subito numerosi shock: non ha mai accettato il trasferimento dalla sua terra natale al Nuovo Mondo, ha visto morire i genitori, eccetera. Gli indizi di pratiche negromantiche non dovevano confondere le idee: facevano parte della cultura originaria della donna, là in Ungheria, patria di molti zingari, certe cose sono comuni. Fosbury abita in una fattoria poco lontano e sua moglie ha spesso cercato di allacciare contatti con la povera donna sola e spaventata in un mondo ostile, e a volte c'è riuscita, vincendo la sua diffidenza, la difficoltà della lingua, il suo carattere scontroso.

La presunta strega, all'improvviso, cade come in trance e comincia a snocciolare frasi dal senso oscuro, ma che potrebbero essere indizi per ritrovare i bambini scomparsi. Il pericolo del linciaggio ha acuiti i sensi medianici che che donna possiede davvero. Non ha grandi poteri che vadano al di là di una vaga telepatia, ma fornisce a Zagor delle indicazioni per cominciare un'indagine.

Zagor parla agli abitanti di Derry: loro sono certo in gran numero e riusciranno prima o poi a catturare la donna, però in molti cadranno uccisi prima di riuscirci. Per evitare spargimenti di sangue, Zagor chiede un giorno di tempo per svolgere delle indagini e trovare i bambini scomparsi: se la sua inchiesta non darà frutti, la presunta strega sarà consegnata a chi la vuole uccidere. Gli abitanti di Derry che assediano la casa accettano. Fosbury e Cico restano a presidiare la costruzione, Zagor parte alla ricerca di indizi.

Intanto, attorno alla capanna, gli abitanti di Derry che stringono l'assedio sono molto nervosi e qualcuno comincia a chiedersi perchè attendere il ritorno di Zagor, dato che non ci sono dubbi sul fatto che l'ungherese sia la strega responsabile della scomparsa dei bambini. All'interno della costruzione, la donna, con gli occhi spiritati, fa strani riti magici evidentemente rivolti a danno degli assedianti. Cico guarda spaventato gli uomini fuori e la donna dentro e si chiede di chi debba avere più paura.

Le indagini di Zagor portano intanto sulle tracce di una banda di indiani: dalle oscure parole di Margit non si capisce che cosa c'entrino, ma potrebbero essere stati loro a rapire i bambini (a volte succedeva che i pellerossa lo facessero, o per farne schiavi, o per adottare dei figli dato che le tribù si spopolavano). Affrontati gli indiani (con uno scontro fisico, dato che i pellerossa, per un malinteso, non vogliono farsi avvicinare), Zagor riesce a interrogarli: costoro negano di sapere alcunchè dei bambini scomparsi.

Però, all'improvviso, uno degli indiani ricorda agli altri (e tutti lo ricordano) un episodio che li vide protagonisti, ma in senso positivo. Una donna bianca con un bambino erano finiti nel fiume, loro erano intervenuti per salvarli. Erano riusciti a evitare il peggio solo per la madre, il figlioletto era annegato. La donna era sconvolta, fuori di sè. Loro l'avevano lasciata sola con il suo dolore, a stringersi al petto il piccolo ormai morto. Dalla descrizione degli indiani, la donna è riconoscibile come Shirley, la vedova vista da Zagor a Derry.

Se dunque il figlio di Shirley è morto annegato, perchè la donna non l'ha detto? E che rapporto c'è fra questo fatto e la scomparsa degli altri piccoli? Zagor decide di raggiungere il più presto possibile la casa della vedova, che vive isolata in una fattoria fuori del paese. Lì, trova la donna completamente impazzita, che lo accoglie a fucilate per impedirgli di avvicinarsi alla casa. Lo Spirito con la Scure, naturalmente, riesce ad aver ragione della vedova e scopre il bandolo della matassa. Shirley, il cui equilibrio mentale era stato seriamente compromesso dalla morte del marito, era impazzita di dolore alla perdita del figlio. Incapace di arrendersi di fronte a quest'ultima scomparsa, aveva rapito uno a uno  quattro o cinque i figli degli altri abitanti di Derry, quasi per sostituire il proprio. I bambini erano tenuti prigionieri nella fattoria. 

Zagor libera i bambini, che sono stati accuditi con ogni cura dalla folle, e li riporta verso Derry insieme a Shirley, che prima di lasciare la propria casa, tornata lucida per qualche minuto, si reca a piangere sul punto dove ha sepolto il figlioletto morto.

Ma Zagor torna a Derry appena in tempo: prima che l'ultimatum sia scaduto, gli assedianti rompono gli indugi: assaltano la capanna, mettono fuori gioco Fosbury e Cico, si impossessano di Margit Veszi e, sempre più convinti che si tratti di una strega, la portano nella piazza principale del paese. Costruita una pira attorno alle sue gambe, le danno fuoco!

Zagor giunge in città con i bambini liberato proprio mentre la donna si contorce fra le prime fiamme lanciando maledizioni. Con orrore, Zagor balza sulla pira e la strappa  al rogo mentre gli abiti già le prendono fuoco, gettandola in un abbeveratoio. Quindi, rabbioso, mostra a tutti i bambini ancora vivi, prova inequivocabile che l' ungherese non era una strega nè era responsabile delle misteriose scomparse. Stavano per uccidere una innocente!  L'odio cieco e irrazionale degli abitanti di Derry non è diverso dalla follia della donna che, privata del marito e del figlio, ha rapito i bambini altrui!  

Restituiti alle loro famiglie i bambini portati in salvo, Zagor sale con Margit sul carro di Fosbury: la donna deve essere portata da un medico. Con loro prende posto anche la folle Shirley, vigilata da Cico. Il carro se ne va, lasciando Derry sgomenta a riflettere sull'accaduto.


8 commenti:

il Dave ha detto...

Pezzo interessantissimo, Moreno!

Penso che chiunque, da buon appassionato di questo lavoro o di fumetti in generale, si sia sempre chiesto da cosa nasce l'albo che ogni mese hanno la possibilità di leggere, e adesso finalmente c'è la risposta.

stesam ha detto...

Gran soggetto, articolato, un bel parallelo con alcuni fatti attuali e una notevole suspence.
Dal corso di sceneggiatura di Laura Scarpa e dietro segnalazione del nostro Paul ti leggiamo.
Grazie del soggetto.

Alessandro Oresti ha detto...

sono sorpreso!
non immaginavo nemmeno lontanamente che un soggetto (solo un soggetto!) potesse essere tanto lungo e dettagliato, e se penso che hai scelto uno dei più brevi...

capisco che ormai li scrivi più stringati (chissà di quanto) perchè sei il curatore, ma ciò significa forse che gli altri autori zagoriani li scrivono ancora come quello che hai postato?

Moreno Burattini ha detto...

Per Alessandro: sì, chiedo agli altri sceneggiatori soggetti di quattro, cinque, sei cartelle da cui sia possibile capire lo svolgimento della storia che hanno in mente, in modo da discutere con loro le eventuali difficoltà.

Paul Izzo ha detto...

ciao Moreno,
all'interno del corso di Laura Scarpa dedicato al secondo anno di sceneggiatura stiamo proprio trattando l'argomento del tuo post (e Roberto Recchioni ci fa da tutor proprio nello stage "fumetto popolare italiano").

Secondo te è possibile proporsi in Bonelli anche facendo vedere qualcosa di già pubblicato on line (seppur di poche tavole) facendolo seguire poi a dei brevi soggetti di una cartella e a qualche pagina di sceneggiatura?

O bisogna proporsi solo nei modi da te descritti (e armandosi di pazienza)?

Insomma se tu o i redattori di altre testate giudicate positivamente il lavoro di uno sceneggiatore che vi è piaciuto date la possibilità di cimentarsi in un proposal per una delle serie Bonelli?

(ovviamente in caso positivo seguirebbe una mail con degli agevli link ai miei lavori - che faccia di bronzo!)

Grazie e scusami per le domande pro-Paul.

Dalla vergogna ritorno strisciando verso i miei signori e padroni Akkroniani che mi rapirono secoli fa per compiere su di me strani esperimenti.

Moreno Burattini ha detto...

Caro Paul,
ogni curatore di testata Bonelli agisce come crede, sulla base delle esigenze proprie e dello staff di cui fa parte (immagino che ci siano personaggi per cui è più facile e altri per cui è più difficile, se non impossibile, arrivare a scrivere). Se ci sono le possibilità (se la testata è aperta alle collaborazioni e non affidata a un unico sceneggiatore, per esempio) e se le proposte sono davvero molto valide, qualcuno ogni tanto ci riesce: una decina di nuovi autori ogni anno, più o meno, stando alle ultime statistiche (vedi gli articoli del mio blog con i dati numerici del 2010 e del 2011). Se la tua mail giunge a me, io guardo anche le cose pubblicate on line, se giunge ad altri non posso sapere come si comportano, ovviamente. Per scrivermi, c'è l'indirizzo nella colonna a destra del blog. Non posso promettere, però, di rispondere dopo due minuti :-)

giob225 ha detto...

ottimo, molto interessante!
Però immagino che la parte più difficile sia il prosieguo... Ci farai partecipi, prima o poi, anche di come procedi con la sceneggiatura?

CREPASCOLO ha detto...

Soggetto interessante. Mi è piaciuto perchè:
1) le Derrate ( abitanti di Derry ndr ) che picchiano Fosbury mi hanno ricordato il tentato linciaggio di un giornalista nel classico Sangue Navajo willerico
2) Lo Zag nolittico si è sempre considerato un uomo di azione non tanto versato per la detection ( lo dice anche ad un milite suo amico in una celebre storia d'antan quando l'ufficiale lamenta di essere il direttore di un carcere ad alto tasso di evasione ). In questa storia, lo spunto per la risoluzione è un inserto telepatico di Margit. Zag lo sviluppa, ma da par suo e senza scivolare nel racconto di Conan Doyle.
3) il finale con il carro su cui viaggiano la Margit sbrucciacchiata e la Shirley picchiatella è tanto Cane di Paglia. Naturalmente Zag non è Dustin Hoffman. Shirley non può lamentarsi di non sapere la strada e Pat non può rispondere di sentirsi perso nel crepuscolo, ma paz.

Sono per uno spin off sulla falsariga delle Storie di Altrove con Margit che cade in trance e, siccome Sibilla, vaticina eventi più o meno funesti. Lo Spirito con la Scure e la sua posse potrebbero di volta in volta essere agenti e/o testimoni di storie vagamente magicoventose.
E' europea e possiamo spenderci un paio di albi ogni tanto per raccontare il suo passato, la sua gente. Forse è l'ultima di una stirpe di homines magi...