domenica 27 febbraio 2022

L'ULTIMO DUELLO



Nei primi giorni di febbraio del 2022 è giunto in edicola l’albo di Zagor 679 (Zenith 731), intitolato “L’ultimo duello”, terza parte di una lunga avventura iniziata con il numero del dicembre precedente. Tutte e tre le puntate hanno avuto testi miei, disegni di Nando e Denisio Esposito, copertine di Alessandro Piccinelli. 
 
Delle prime due parti abbiamo già parlato in un paio di articoli pubblicati, al momento dell’uscita, su questo stesso blog: potete cliccare qui di seguito su “La diabolica trappola” e su “Mortimer colpisce ancora” per leggere quel che è stato scritto. E’ giunto adesso il momento di tirare le somme. Va detto che ho ricevuto varie richieste di interviste dopo la conclusione della storia: potete trovarle in Rete su siti e podcast, altre usciranno su carta. Io stessi ho realizzato un video pubblicato sul mio canale YouTube, se volete vederlo cliccate qui. 
 
 


 
Numerosi i commenti e le discussioni su Facebook, sui Forum e su Twitter. L’avventura con Mortimer, dunque, non è passata inosservata – e di questo sono molto soddisfatto. Ho quattro aggettivi per definirla: inevitabile, romantica, inaspettata e corale. Cercherò di spiegarli, in breve, uno per uno. 
 
Inevitabile perché i ritorni dei grandi nemici sono sempre inevitabili, come insegna la tradizione di quasi tutti i fumetti seriali del mondo (non si contano le ricomparse sulla scena del Dottor Octopus in lotta contro l’Uomo Ragno, o di Mefisto contro Tex), nonostante il parere di quei lettori (ne ho parlato in un post precedente) che sono contrari a questi recuperi, perché molto più numerosi sono quelli che li richiedono a gran voce. Quindi, come ho già spiegato, nonostante personalmente considerassi definitivamente sepolto Mortimer sotto le pietre della riva di un fiume, le pressioni di tanti zagoriani mi hanno convinto a resuscitarlo (con un escamotage che mi pare abbastanza convincente). Del resto, senza volermi paragonare a lui, anche Arthur Conan Doyle fu costretto dalle insistenti richieste del pubblico a resuscitare Sherlock Holmes dato per morto. 
 
Un detrattore di Mortimer (anche lui ne ha alcuni) ritiene, detraendo anche me, che io abbia dimostrato scarsa fantasia facendo ritornare il diabolico criminale proprio in concomitanza con il ritorno da una trasferta di Zagor (quella europea) esattamente come era ricomparso al ritorno da una trasferta precedente (quella sudamericana). Mi colpisce essere accusato di scarsa fantasia dopo trent’anni che scrivo storie, ma tant’è. A parte il fatto che la trasferta europea assomiglia di più a un’unica lunga avventura durata il tempo necessario per compiere una missione (cinque mesi), contro i quasi tre anni della trasferta sudamericana e dunque il paragone è un po’ bislacco, non sfuggirà a nessuno come il ritorno del Vampiro e quello di Mortimer, proposti in successione, facciano in realtà parte delle celebrazioni del sessantennale zagoriano. Si celebra l’anniversario appunto mettendo Zagor a confronto con un nemico nolittiano (Bela Rakosi) e uno non nolittiano (Mortimer) con una voluta simmetria.

Veniamo all’aggettivo “romantico”. Fra le protagoniste della vicenda ci sono anche le tre ragazze di Pleasant Point: Ellie May, Sara e Jenny. Quest’ultima, in particolare, viene messa in particolare evidenza, e non è la prima volta che succede. Già in alcune avventure del recente passato abbiamo assistito a un evidente innamoramento della fanciulla con le lentiggini verso Zagor. Il quale, ne “L’ultimo duello” comincia ad accorgersi della particolarità della ragazza. C’è dunque una sottotrama rosa che si sta dipanando. Non nego di essermici inoltrato con un po’ di timore, e per ora (che io sappia) sta piacendo più o meno a tutti. L’input mi è giunto lavorando con Stefano Voltolini al Maxi “Lungo il fiume”, uscito nel 2020 ma messo in cantiere a inizio del 2019. Mi ha colpito la caratterizzazione di Jenny data da Stefano: deliziosa senza essere la classica “bella” da pin up. 
 
Fino a quel momento, le ragazze di Pleasant Point (Ellie May, Sara e Jenny, appunto) costituivano più o meno un terzetto indistinguibile, come le Tre Grazie. Invece, davanti alla Jenny di Voltolini mi sono detto: se fossi Zagor, mi piacerebbe questa. La meno appariscente. Detto fatto, ho dato un ruolo a Jenny, separato dalle altre, nella storia “La figlia del mutante” che portavo avanti in contemporanea, e in una scena ho fatto leggere nella sua mente a Sophie Randall (appunto una telepate) il suo amore segreto per lo Spirito con la Scure. Da qui sono partite varie altre scene che confermavano l’attrazione di Sophie verso Zagor (nella storia “I sette vikinghi”, in “Provaci ancora Cico”) e il progressivo interessamento anche del nostro eroe. In estate ci sarà una storia, disegnata da Anna Lazzarini, in cui Jenny è assoluta protagonista. In seguito, vedremo un Color su di lei, disegnato da Mauro Laurenti (che per primo ha creato graficamente, su testi di Mauro Boselli, le ragazze di Pleasant Point, nella storia “Ladro di ombre”, del 1993).
 
 
 
Arriviamo all’aggettivo “inaspettata”. Perché questa storia dovrebbe essere inaspettata? Perché, secondo me, il finale (la sorte di Mortimer) non è facilmente prevedibile. Mi sembra (almeno, ci ho provato) che l’ultima mossa del genio del crimine sia abbastanza sorprendente (poi, ci sarà pure chi aveva capito tutto fin dalla prima scena all’inizio de “La diabolica trappola”, dove vengono anticipati indizi su come sarebbe andata a finire). Non svelo di che cosa si tratti nel caso in cui qualcuno di voi debba ancora leggere l’albo, ma diciamo che mi ha fatto piacere accontentare anche i detrattori del supercriminale.

Per finire, reputo che la chiave di lettura dell’intera storia sia nell’aggettivo “corale”. Infatti, come Zagor stesso dice a Mortimer, se lui è riuscito a sfuggire alla sua diabolica trappola è per merito di molti amici che lo hanno aiutato. Aiuto che lui però si è guadagnato con il suo comportamento altrettanto da amico nel corso degli anni. Se Mortimer è solo, orgogliosamente solitario, Zagor si è meritato di avere degli alleati, pronti a intervenire in suo favore. E con questa morale della favola, grazie dell’attenzione.



domenica 20 febbraio 2022

ZAGOR 60: IL DOCUFILM


Negli ultimi giorni del gennaio 2022, poco prima che la grande mostra "Bonelli Story" sugli ottanta anni della Casa editrice chiudesse i battenti negli spazi della Fabbrica del Vapore di Milano (per spostarsi altrove), ho registrato in quella sede una lunga intervista sul sessantennale zagoriano e sul mio lavoro al servizio dello Spirito con la Scure  che dura da un trentennio.

I videomaker Mauro Vallanti e Sybil Casagrande, della Gatto Nudo Production, ne hanno tratto un vero e proprio docufilm di 34 minuti che potete vedere su YouTube, con questo link:


https://youtu.be/fQIdR9gBqUE


Un grazie a Mauro e a Sybil, persone squisite.


mercoledì 12 gennaio 2022

MORTIMER COLPISCE ANCORA


E' in edicola il n° 729 della Collana Zenith, corrispondente allo Zagor n° 678, datato gennaio 2022 (il primo Zagor dell'anno) e intitolato "Mortimer colpisce ancora". I testi sono miei, i disegni dei bravissimi Nando e Denisio Esposito, la copertina di Alessandro Piccinelli.  Si tratta della seconda puntata di una storia in tre albi, destinata dunque a concludersi con il numero di febbraio, il prossimo mese. Tireremo le somme ad avventura conclusa. Qualcosa si era già detto in occasione della prima parte, uscita in dicembre. Potete leggerlo qui:

https://morenoburattini.blogspot.com/2021/12/la-diabolica-trappola.html 

Il complotto del diabolico Mortimer si rivela insidiosissimo, Zagor rischia seriamente di finire impiccato per dei delitti che non ha commesso, Cico se la vede brutta, l'azione si interrompe sul più bello con i coinvolgimento delle tre ragazze di Pleasant Point... insomma, succedono un bel po' di cose.  Ringrazio i tanti (davvero più numerosi del solito) che mi hanno fatto giungere parole di apprezzamento.

Mi preme evidenziare la rubrica "I tamburi di Darkwood", che su quest'albo è davvero particolare. Non aggiungo altro. Vi assicuro che la commozione nello scriverla è stata tanta.




 

 

 

lunedì 10 gennaio 2022

MORENO BURATTINI A FUMETTI 2021

 

2021
 
Ritorno alla casa del terrore
Speciale Zagor n° 33
marzo 2021
160 tavole
disegni di Giorgio Sommacal e Stefano Voltolini 



 
 
 
Le storie di Molti Occhi
Zagor Più n° 1
Sergio Bonelli Editore  
maggio 2021
38 tavole
disegni di Stefano Voltolini
 


 




Corpo Speciale 
Zagor n° 671 di Zagor  
(Zenith 722)
Sergio Bonelli Editore   
giugno 2021
94 tavole 
disegni di Marco Verni.  


 
 




Provaci ancora, Cico
Cico Speciale n° 28
Sergio Bonelli Editore
Giugno 2021
128 tavole
Disegni di Stefano Voltolini, Marco Verni, Gaetano Cassaro 


 




La Fata dal pelo turchino
Annexia
collana Vintagerotika
primavera 2021
18 tavole
disegni di Franco Saudelli
 





Un uomo in fuga
Zagor Zenith 723 bis
Sergio Bonelli Editore
Luglio 2021
94 tavole
Disegni di Marcello Mangiantini


 



L'anatomista eretico
Cut-Up Publishing
luglio 2021
64 tavole
disegni di Davide Perconti
 



Il codice Ferrucci
Speciale Dampyr n° 17
Sergio Bonelli Editore 
Ottobre 2021
160 tavole
disegni di Fabrizio Russo 

 





La Divina Commedia secondo Cattivik
Astragalo
ottobre 2021
3 tavole inedite a raccordo di tre storie ristampate
disegni di Giorgio Sommacal


 





Il ponte minato
Tex a striscia (serie inedita)
in allegato con "Il Corriere della Sera"
autunno 2021
64 tavole
disegni di Rodolfo Torti



 


La squaw rapita
Associazione Amici di Zagor
ottobre 2021
10 tavole
Disegni di:
Walter Venturi
Antonio Lucchi
Bane Kerac
Marcello Mangiantini 
Marco Ghion
Mauro Laurenti
Antonello Becciu
Lola Airaghi
Tino Adamo
Alessandro Piccinelli






Il raduno dei trappers
Zagor Più n° 3
Sergio Bonelli Editore
Novembre 2021
30 tavole
disegni di Stefano Voltolini






La palude di Mo-Hi-La
Zagor Magazine 60 anni
Sergio Bonelli Editore
Novembre 2021
40 tavole
disegni Arturo Lozzi

 





Zagor e l' attacco notturno
Storia breve per "La Lettura"
Supplemento al Corriere della Sera
19 dicembre 2021
4 tavole
disegni di Michele Rubini







La diabolica trappola
Zagor n° 677/678/679
Zenith 728/729/730
Sergio Bonelli Editore
dicembre 2021-febbraio 2022
282 tavole
Disegni degli Esposito Bros







Stelle a Strisce
una tavola al mese su "Crucintarsi & Co."
disegni di James Hogg


La Bibbia secondo Burattini & Hogg
una vignetta al mese su "Il Vernacoliere"
disegni di James Hogg

Le grandi domande
vignette su "Il cruciverba"
disegni di James Hogg



MOLTI OCCHI E IL PONTE MINATO



Cerco di presentare sempre in questo piccolo spazio in Rete le mie storie a fumetti uscite in edicola (o distribuite in qualsiasi altro modo). Mi sembra un modo per lasciare una traccia a futura memoria (almeno finché la piattaforma che ospita “Freddo cane in questa palude” resisterà o una tempesta magnetica di origine cosmica non cancellerà tutti i contenuti di Internet). Nel corso del 2021, per dimenticanza, distrazione o mancanza di tempo non ho registrato la pubblicazione di due miei lavori, “Le storie Molti Occhi” (Zagor) e “Il ponte minato” (Tex). Provvedo adesso, così archiviamo la pratica.
 

LE STORIE DI MOLTI OCCHI

Nel maggio 2021 è uscito il primo numero di una nuova collana zagoriana, “Zagor Più”. Nuova quanto a formato, ma destinata a prendere il posto, dopo 41numeri, della serie degli “Zagor Maxi”. Nella rubrica “I tamburi di Darkwood” così ho presentato il cambiamento:

Vi segnalo il primo numero del nuovo corso dei Maxi Zagor. La gloriosa collana (in edicola da ben ventuno anni) proprio da questo maggio cambia nome in Zagor Più, passa da quadrimestrale a trimestrale, e  proporrà d’ora in poi storie complete in un formato più agile, di 192 pagine, diminuendo di prezzo.

Una più esaustiva spiegazione dei motivi dell’evoluzione l’ho fornita in un video che potete rintracciare e vedere sul sito Bonelli a questo link:

Sostanzialmente, il mercato (dicono) premia maggiormente le pubblicazioni più agili e meno costose rispetto ai malloppi più onerosi quanto a tempo di lettura e a prezzo. Del resto tutti gli editori adeguano i propri formati alle richieste del pubblico (per fare un esempio, anche Zagor a un certo punto è passato dagli albi a striscia a quelli giganti).

Parlando dei contenuti dello Zagor Più n° 1, ho scritto così sull’albo Zenith di maggio 2021:

Non cambierà però la formula dei “Racconti di Darkwood”, la cui quinta raccolta terrà a battesimo la nuova testata. “Le storie di Molti Occhi”, questo il titolo del primo Zagor Più, vede il simpatico stregone con gli occhiali protagonista di una drammatica avventura, nel corso della quale narrerà quattro vicende riguardanti il Re di Darkwood a un gruppo di giovanissimi pellerossa finiti nei guai insieme a lui. Come al solito, la “cornice” serve a introdurre storie brevi in cui vedremo alla prova sceneggiatori e disegnatori già noti e altri che fanno il loro debutto alle prese con lo Spirito con la Scure, rendendo omaggio alla sua leggenda.


Quindi, lo Zagor Più n° 1 ha proposto una nuova raccolta de “I Racconti di Darkwood”. Però, diminuendo la foliazione (da 282 tavole a 190), i racconti sono stati solo quattro (anziché cinque o sei) e la “cornice” ha dovuto essere giocoforza più limitata. Però, mi pare che la mia pur breve storia con Molti Occhi (38 tavole) sia funzionale e, a mio parere, divertente. Un plauso al disegnatore Stefano Voltolini, nuovo acquisto nella nostra scuderia ma già perfettamente a suo agio. Riguardo a Molti Occhi, ecco come ne ho parlato sul n° 15 della Collezione Storica di Repubblica, nella mia rubrica “Buoni e Cattivi”.

Quando Zagor si presenta agli indiani proponendosi come un inviato di Manito (un uomo, cioè, investito di una particolare missione e di una speciale protezione), l’eroe di Darkwood non confida nella credulità dei nativi americani, ma si appella alla loro particolare visione della natura, intesa come pervasa dal Grande Spirito, il quale più volte avrebbe inviato guide spirituali, profeti e grandi sakem al popolo rosso. Nolitta aveva comunque ben presente, nell’immaginare il suoi personaggio come ammantato da un’aura leggendaria, il modello dell’Uomo Mascherato. Quasi a voler smitizzare lo stesso espediente preso in prestito dal personaggio di Lee Falk, Nolitta fa entrare sulla scena un pellerossa che alla leggenda dello Spirito con la Scure non crede nemmeno un po’: il saggio e simpatico Molti Occhi. Si tratta di un errabondo stregone mohicano chiamato così perché porta gli occhiali, uno dei tanti oggetti della tecnologia dei bianchi da lui apprezzati, insieme al barometro o ai ferri chirurgici. Benché consapevole del fatto che Zagor sia soltanto un uomo, vedremo Molti Occhi aiutarlo in numerose occasioni a consolidare mito di personaggio protetto dalle divinità, organizzando con lui alcune delle sue più spettacolari “apparizioni” davanti capi e guerrieri della foresta.

 


 
IL PONTE MINATO

“Il ponte minato” non è una storia di Zagor, ma di Tex. Per la precisione, è la mia quarta storia di Aquila della Notte a venire pubblicata (ce ne sono altre in arrivo). Le prime tre sono storie brevi, di trentadue tavole, apparse su “Tex Color” (disegnate da Giuseppe Camuncoli, Michele Rubini e Raffaele Della Monica). Questa volta l’avventura è un po’ più lunga, 64 tavole, proposta però in sei albetti nel formato a striscia distribuiti in edicola con cadenza settimanale a partire dalla fine di ottobre 2021.

Nella rubrica “I tamburi di Darkwood” sullo Zagor del mese di novembre ho scritto così:

E’ iniziata da alcune settimane una nuova collana di “collaterali” da edicola del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport, destinata a proporre la riproduzione anastatica (cioè fedele all’originale) delle strisce di Tex, a partire da “Il totem misterioso” che, nel 1948, segnò la prima apparizione del personaggio. Per le prime uscite, agli albetti d’epoca ne vengono aggiunti sei contenenti una storia inedita. Dato che è opera del sottoscritto (disegni di Rodolfo Torti, copertina di Marco Torricelli), mi fa piacere segnalarvela.

Mauro Boselli si è rivolto a me per sceneggiare “Il ponte minato” perché contava sulla mia esperienza con le strisce di Zagor, dato che per primo, nel 2018, avevo avuto l’idea di realizzare (realizzandola)  una nuova serie inedita in quel formato. In 64 tavole non si poteva certo raccontare una avventura epica ed epocale, ma i pareri dei lettori (almeno quelli che mi sono giunti, anche da parte di texiani di provata fede) sono stati sostanzialmente positivi. Io mi sono divertito, e Torti è stato un più che valido compagno di viaggio. Vedendo “Il ponte minato” accanto alle strisce anastatiche di Bonelli e Galep del 1948 vien fatto di pensare che anche io e Rodolfo avremmo dovuto procedere al ritmo di tre vignette in ogni striscia, ma sinceramente non volevamo falso un “falso”  che si confondesse con gli albetti dell’epoca, ma solo un omaggio (contemporaneo e di due autori contemporanei) a quel modo di raccontare.



mercoledì 29 dicembre 2021

L'ULTIMO ARTICOLO






Come tradizione, tiro le somme del lavoro svolto nel 2021 che va a concludersi. Nel dicembre del 2020 lo avevo fatto con un articolo intitolato “Un anno  che va e uno che viene”, datato 29 dicembre, proprio come quello di oggi.  Ne era seguito poi un altro, il 31 dicembre, intitolato “Il trentesimo articolo”, che aggiungeva altre notizie e immagini per un bilancio completo. Il titolo fa riferimento al fatto che nel corso del 2020 erano stati trenta i pezzi pubblicati su questo blog. 

Si può subito notare come quello che state leggendo sia invece il trentaquattresimo articolo del 2021, segno che la mia attività di blogger non si è rallentata, anzi, sono riuscito a scrivere di più su “Freddo cane in questa palude”. 
Ma anche sul secondo blog che curo è accaduto lo stesso. Infatti, “Utili sputi di riflessione” conta in questo momento 112 articoli, contro i 100 tondi dello scorso anno. Sommando i pezzi pubblicati nei due blog, otteniamo 146: in pratica, più di dodici  articoli il mese. 
 
Ma non è finita: nel 2021 ho varato anche un mio canale YouTube, su cui pubblico dei video. Sono diventato youtuber anch’io per legittima difesa, dopo aver visto un po’ di cose dette da altri. In questo momento i video da me realizzati sono 23: se si possono considerare articoli anche questi, arriviamo a 169. 
 
 
 
All'attività di blogger e di youtuber si aggiungono i frequenti post sulla mia pagina Facebook (Moreno “Zagor” Burattini) e sul mio account Twitter, @morenozagor. Confesso di trascurare un po’ Instagram, dove pure sono presente, perché non ho capito bene come funziona e non riesco a farmelo piacere. Vanno messi nel conto anche diversi video realizzati dalla Bonelli per la promozione di questo o di quel prodotto.
 
 
Fin qui, il lavoro sui social. Sul fronte della carta stampata, segnalo le consuete “classifiche” di fine anno di Saverio Ceri pubblicate su Dime Web. Le trovate qui:

Risulta che nel 2021 sono in quinta posizione fra gli sceneggiatori bonelliani, con 838 pagine scritte per Zagor, Cico e Dampyr. Prima di me, c’è Luca Enoch con 900 tavole scritte per Dragonero. Lo si può vedere in questa tabella.
 


La cosa singolare è che però la classifica (viene spiegato da Ceri in apertura) non tiene conto della storia di Tex pubblicata a striscia in allegato al Corriere della Sera, “Il ponte minato”, che conta 64 tavole (testo mio, disegni di Rodolfo Torti), perché uscita con un’altra Casa editrice. Per lo stesso motivo non viene considerata la storia “Zagor e l’attacco notturno”, di 4 tavole, apparsa su “La Lettura”. Sommando dunque queste 68 tavole escluse alle 838 attribuitemi, si arriva a 906 e dunque avrei potuto battere Enoch ed essere quarto! 
 
Scherzo, naturalmente, non c’è nessuna gara. Peraltro, anche nel 2020 ero arrivato quinto con 959 tavole. Grossomodo la produzione è stata la stessa, e si parla ovviamente solo del materiale pubblicato, perché scrivo sempre più o meno con lo stesso ritmo (più o meno novanta pagine al mese) ma non tutto esce immediatamente. Saverio segnala che arrivo a piazzarmi nella top ten per la 26esima volta (su trenta anni di attività festeggiati proprio in questo 2021).
 
 
 
Non ho sceneggiato, però, soltanto cose bonelliane. Negli ultimi dodici mesi, infatti, è uscito un volume a fumetti intitolato “L’anatomista eretico”, edito da Cut-Up Publishing. Si tratta di un graphic-novel erotico illustrato da Davide Perconti, lungo 46 tavole. 
 

 
C'è stato poi l'albetto della Fata Turchina intitolato "La fata dal pelo turchino", pubblicato da Annexia: 18 tavole disegnate dal grande Franco Saudelli. Si tratta del mio secondo omaggio al fumetto sexy degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta inserito nel progetto "Vintagerotika". Il precedente era stato dedicato a Cimiteria.
Ne ho parlato diffusamente qui 
 
 


 
C'è poi da segnalare una tavola al mese pubblicata su “Crucintarsi & Co”, con le avventure spaziali di Harrison e Tobor, protagonisti di una serie umoristica intitolata “Stelle a strisce”, illustrata (su testi miei) da James Hogg. Sempre con Hogg realizzo vignette per “Il Vernacoliere” e per varie pubblicazioni enigmistiche, portando avanti due serie: “La Bibbia secondo Burattini & Hogg” e “Le grandi domande".
 
 

 
Come se non bastasse, è stato dato alle stampe anche un fumetto, intitolato “La squaw rapita” (quindi western), pubblicato dal gruppo che organizza il Rendez-Vous degli Amici di Zagor in Sardegna. Si tratta di dieci tavole illustrate ciascuno da un (grande) disegnatore diverso (c’è anche una disegnatrice, Lola Airaghi).  Insomma, a conti fatti, questo 2021 mi ha visto proporre più o meno un migliaio di tavole a fumetti.
 
 
Ci sono stati anche tre libri. Di uno, “L’anatomista eretico”, si è già detto. Lo stesso editore, Cut-Up Publishing, ha dato anche alle stampe “Mi ritiro per delirare”, cinquecento pagine di aforismi e battute. La considero la mia opera più bella!
 
 
 

 
C’è poi stata “La Divina Commedia secondo Cattivik”, edita da Astragalo, raccolta in un unico volume di tre storie degli anni Novanta (mie e di Giorgio Sommacal) in cui il buffo Genio del Male va prima all’Inferno, poi in Purgatorio e quindi in Paradiso. Per questo volume, uscito in occasione di una grande mostra su Dante ospitata dal Forte di Bard (in Val d’Aosta) io e Giorgio abbiamo realizzato tre tavole inedite di introduzione e raccordo. 
 

 
Mi fa piacere segnalare come la versione della Divina Commedia in chiave cattivikiana sia stata oggetto di un saggio critico accademico firmato della professoressa Daniela Bombara, dell’Università di Messina, e contenuto in un volume su Dante visto dai fumettisti, “A riveder la china”, edito dalla prestigiosa Cà Foscari. 
 

 
Segnalo anche, per dovere di cronaca, l’uscita in audiolibro di un romanzo e quattro racconti da me scritti con protagonista Zagor.
 

A tutto ciò vanno aggiunti i miei tanti articoli scritti per la Bonelli ma anche per altri editori e per alcuni giornali (più una decina di interviste). Il lavoro più grosso sono sicuramente le introduzioni per i volumi bonelliani dedicati a Hellingen (tre usciti finora), ma ho firmato anche il saggio che fa da prefazione al cartonato su Supermike. 
 
 

 
A questi si sommano le prefazioni a vari libri di vari case editrici. Tutto ciò si somma comunque alla parte più pesante, di maggior impegno e più difficile del mio lavoro: la cura editoriale di Zagor, che ha portato quest’anno 2691 tavole in edicola (2566 di Zagor, 128 di Cico) distribuite su ben 22 albi (quasi due al mese). Si aggiungano le quattro de “La Lettura”, ovviamente. L’anno scorso le pagine pubblicate erano state 2818, ma c’era una miniserie di sei albi (“Zagor Darkwood Novels”) che nel 2021 non abbiamo avuto. Complimenti a Dylan Dog che con 3072 pagine (exploit e record storico, secondo Saverio Ceri - vedi sotto) ci ha scalzati dalla seconda posizione spostandoci in terza. Nathan Never, quarto, è comunque distanziato. 
 

 
Dulcis in fundo, segnalo che in ottobre mi è stato attribuito, da una giuria di esperti,  il prestigioso "Premio Coco" come miglior sceneggiatore. E con ciò, augurandovi il meglio per il 2022, giunge a conclusione l’ultimo articolo dell’anno.