giovedì 20 gennaio 2011

UOMINI CHE DISEGNANO LE DONNE

Dall'età della ragione, come la maggioranza dei maschietti miei coetanei dotati di normali pulsioni sessuali, ho letto (più o meno clandestinamente), finché hanno continuato a uscire, i tascabili scollacciati della Edifumetto di Renzo Barbieri.
Naturalmente, essendo anche dotato di un minimo di gusto estetico e soprattutto avendo interesse anche per il versante dell'affabulazione oltre che per quello voyeuristico, ho sempre fatto delle distinzioni. Ho anche stilato mie personali classifiche fra gli autori e i personaggi, e a distanza di anni mi complimento con me stesso per aver saputo riconoscere, prima ancora di riuscire a scoprirne i nomi, la qualità di artisti come Leone Frollo o Birago Balzano, piuttosto che Sandro Angiolini, Lucio Filippucci o Fernando Tacconi nel mare magno di quella produzione. Fuori discussione erano poi gli outsider come Manara o Magnus.
Mi piacerebbe moltissimo che ci fossero ancora dei fumetti erotici seriali con eroine come Biancaneve o Zora, Una o Isabella, e chissà che darei per un revival di testate come le Sexy Favole. Anzi, mi chiedo perché come allegati a riviste e quotidiani si sia tirato fuori di tutto tranne che questo tipo di avventure, dato che almeno quelle degli anni Sessanta e dei primi Settanta erano tutto sommato piuttosto soft. Ho anche vagheggiato parecchie volte di poter scrivere anch'io qualche sceneggiatura stuzzicante ma, al di là di qualche cosetta suggerita a Teodorani per Djustine, finora le mie mezze idee sono rimaste nel cassetto.
Ero comunque già più che ventenne quando, tra il 1983 e il 1988, seguendo la testata "Dottoressa" notai che l'anonimo disegnatore della maggior parte dei numeri era qualcuno di particolarmente talentuoso. Mai avrei pensato che un giorno sarebbe diventato uno dei miei migliori amici. Dovetti aspettare un'altra eroina di Barbieri datata 1990, stavolta non erotica, per conoscere il nome dell'estroso artista, che immediatamente riconobbi. Il personaggio era "Donna Blu" (titolare di una testata che avrebbe meritato maggiore fortuna e che si potrebbe persino recuperare), e l'autore il romano Mauro Laurenti.
In seguito avrei visto Mauro all'opera anche per gli erotici della EPP di Francesco Coniglio, che raccolse poi le sue storie migliori in un volume della collana Hard Comic Album della Blue Press, intitolato "Storie Spudorate", e su Intrepido, dove la realizzazione della serie "Luisa Salerno" (pur niente affatto scollacciata) gli sarebbe valso un processo penale che mise in ridicolo gli accusatori (ne riparleremo per avere modo di sbeffeggiare un altro po' quella manica di moralisti).
Da buon storico e saggista del fumetto ho potuto soltanto in seguito registrare nel mio taccuino i suoi esordi che mi erano sfuggiti, avvenuti nel 1979, a ventidue anni, su Lancio Story con "Il prototipo", poco dopo il diploma al liceo artistico e mentre studiava all'Accademia di Belle Arti. Dopo questa prima esperienza Laurenti collaborò con lo studio Leonetti di Roma per la Casa editrice Cioè realizzando "Cyrano di Bergerac". Dopo una parentesi nella scuderia della ACME e alcune storie per "Splatter", "Mostri" e "Torpedo", eccolo passare armi e bagagli alla Sergio Bonelli Editore, arruolato fra gli illustratori chiamati a risollevare le sorti di Zagor, più o meno nel 1991.
E' in questo periodo che, dopo averlo tanto letto, ho potuto anche conoscerlo di persona. Il fatidico incontro è avvenuto a Bologna, durante la Fiera del Libro per Ragazzi del 1992, e il momento è stato immortalato dalla foto che vedete qui accanto. Purtroppo per me, benché io facessi parte della squadra zagoriana già da due anni e mezzo, un importuno nuovo arrivato, Mauro Boselli, anche se più giovane di me quanto ad anzianità nello staff con più peso specifico e autorevolezza redazionale, vide i disegni di Laurenti, se ne innamorò e si arrogò il diritto di eleggerlo a suo collaboratore fisso.
L'esordio dei due Mauri avvenne contemporaneamente sulle pagine dello Spirito con la Scure con l'avventura "Ladro di Ombre", a cui fecero seguito molti racconti considerati a buon titolo dei classici moderni del Re di Darkwood. Conscio del talento di Laurenti nel raffigurare le grazie femminili, Boselli iniziò subito facendogli disegnare ben quattro ragazze, protagoniste della parte iniziale della loro prima storia. E, in seguito, sono nate eroine entrate nel cuore dei lettori come Marie Laveau e Gambit. Ho dovuto attendere un bel po', prima che anche a me fosse concesso di poter scrivere per il romano, divenuto nel frattempo mio buon amico. Quando è successo, è nata "La palude dei forzati", una lunga storia che di solito viene indicata dai lettori come il mio lavoro migliore.

Attualmente sono ancora impegnato con Laurenti nella realizzazione di "Amazzonia", una storia ambientata lungo il corso del Rio delle Amazzoni, dove di nuovo ho trovato il modo di mettere alla prova l'ottimo Mauro con delle bellezze muliebri di un tipo del tutto particolare. Le scoprirete durante la trasferta zagoriana in Sud America. Intanto, potete vedere qui accanto una tavola in anteprima.
Laurenti è anche uno degli autori più disponibili che io conosca nei confronti del pubblico: va volentieri a tutti gli incontri in cui viene invitato, non si tira mai indietro quando gli chiedono un disegno (e non tira mai via nel realizzarlo). Abbiamo avuto vicissitudini umani simili, affrontato tempeste e fatto esperienze comuni, ci siamo sempre confortati a vicenda: davanti ai problemi più gravi, eppure, Mauro è sempre stato in grado di abbozzare un sorriso e persino di farci sopra una risata sdrammatizzante.
Il che mi frega quando, per motivi di lavoro, devo telefonargli e dargli delle solenni lavate di capo per le distrazioni di cui a volte, a seconda delle svagatezze dell'autore, sono piene le sue vignette. Lo sommergo di improperi stabilendo di rimandargli indietro un po' di tavole da correggere, e lo sento accettare di buon grado e rispondermi in un disarmante romanesco che mi impedisce di rincarare ulteriormente la dose. E' uno dei casi più lampante di genio e sregolatezza, dato che il suo enorme talento va imbrigliato per impedirgli di prendere la via della tangente.
Laurenti è un altro di quelli che disegna Zagor con passione e ci tiene particolarmente a disegnarlo, tanto che quando Boselli cerca di portarlo con sé a Dampyr (talvolta c'è riuscito, anche se solo temporaneamente), lui preme per tornare a fare lo Spirito con la Scure. E' un lettore zagoriano della prima ora, e da giovanissimo ha anche realizzato, con l'animatore Vito Lo Russo (un altro personaggio a cui bisognerebbe dedicare un romanzo), alcuni secondi di prova di una animazione dello Spirito con la Scure.
Di recente, ha realizzato numerose copertine per una edizione cartonata di Zagor in Serbia. Con me, ha provato a buttar giù i primi schizzi per una storia su Francesco Ferrucci (chissà mai se la realizzeremo), ma io resto con il desiderio di scrivere per lui qualcosa di erotico, visto che resta uno fra i più bravi disegnatori di figure femminili che io conosca. Qualche giorno fa gli ho persino proposto un'idea. "Hai presente il libro di Civitelli su Tex, per cui io ho scritto dei brevi testi di una decina di righe ciascuno, commentando delle sue illustrazioni?", gli ho chiesto. Ovviamente l'aveva preso a Lucca. "Ecco - ho detto - sarebbe bello se riuscissi a scrivere un tot di mini-soggetti di quel tipo, poche righe che raccontino una breve storia sexy o descrivano una situazione intrigante, e tu potessi illustrare ciascuno di essi con una tavola da giustapporre nella pagina accanto". Laurenti non direbbe di no neppure alle idee che non gli piacessero, ma questa è sembrata stuzzicarlo. Lo faremo mai? Mah.
Nell'attesa, però, se qualcuno volesse rifarsi gli occhi con un po' di donnine disegnate da Mauro, sappiate che è appena uscito un portfolio di sue illustrazioni erotiche dal titolo "Le donne, un mondo da... scoprire", composto da 19 illustrazioni, dodici in b/n e sette a colori di dimensioni di cm 42 x 30. Ogni cartelletta è numerato e firmata dall'autore. Il portfolio sarà presentato il 12 febbraio 2011 a Terni presso la fumetteria Antani Comics in Via Armellini 6, dove verranno anche messi in mostra i disegni originali delle illustrazioni e, si dice, sarà presente anche la modella. Forse ci farò un salto anch'io per vedere se è vero, e per controllare che le nuove tavole di "Amazzonia" continuino ad avere la stessa eccellente qualità delle prime.

6 commenti:

Alberto Camerra ha detto...

Le donne occupano da sempre l'immaginario disegnato. Del resto, quando si tratta di curve sinuose, il disegno è forse una delle migliori forme di espressione.
Ti ringrazio per aver illuminato anche una delle mie lacune, grazie a questo articolo: rammento molto bene la serie della "Dottoressa", proprio per l'incredibile talento che impreziosiva quelle pagine.
Mi risulta inoltre che alcuni tra i migliori disegnatori del panorama italiano siano usciti da quelle case editrici che sfornavano fumetti molto seguiti tra gli anni settanta e ottanta.

Ramath ha detto...

Mauro è il "Genio" per eccellenza e,ahimè,come tutti i geni grafici talvolta è incompreso.Il suo Zagor è impressionante per forza,dinamicità e potenza fisica.Il suo tratto si riconoscerebbe tra mille: prerogativa dei grandi disegnatori.

P. Alexis ha detto...

Non ho mai letto Luisa Salerno, purtroppo, ma dalle poche vignette che ho visto assistiamo a un rapporto sessuale tra Luisa Salerno e uno sconosciuto e a un toccata delle pudenda di un cane dalla stessa Luisa Salerno. Cosa deve fare un fumetto per essere scollacciato?

Moreno Burattini ha detto...

Per Alexis: se di Dylan Dog ti facessero vedere una antologia delle sequenze di letto, forse potresti pensare che è un fumetto erotico. Cosa che non è. "Luisa Salerno" usciva su "Intrepido". Soltanto uno sprovveduto potrebbe pensare che "intrepido" sia una testata porno. E' ovvio che "Luisa Salerno" non lo fosse. Ho usato il termine "scollacciati" riferito ai fumetti di Barbieri per usare un eufemismo spiritoso nel senso di erotici, e ho ripetuto il vocabolo riguardo a "Luisa Salerno", con il medesimo significato. Il fatto che si mostri una scena di letto non qualifica una storia come erotica, perché se no sarebbe erotico anche "La camera azzurra" di Simenon che sto leggendo in questi giorni che contiene sequenze felicemente molto audaci. Mi pare che ci siano mille film in cui si vedono due che fanno sesso (persino "Titanic") e non sono film erotici, né scollacciati (diresti che "Titanic" è scollacciato)? Il sesso fa parte della vita come il cibo, i viaggi, gli scontri con gli altri o il dolore. Rappresentarlo nell'insieme di una raffigurazione di ambienti e personaggi significa descrivere la vita per come è, non fare dell'erotismo o mostrare cose scollacciate. La differenza fra un film normale e uno erotico non è in ciò che si mostra ma in per quanto tempo si mostra il lato erotico della realtà (o dell'irrealtà). In "Luisa Salerno", come in Dylan Dog, ci sono alcune scene di letto (non particolarmente audaci) ma la protagonista fa anche altro. La sequenza spiritosa del cane stuzzicato (in un passaggio esilarate) da un personaggio secondario serve a caratterizzare quel personaggio e non ha niente a che vedere, com'è evidente, con l'erotismo.

Giorgio ha detto...

La palude dei forzati
é la storia più bella!
(per un lettore della new era di Zagor come me)
Bella iniziativa!
Viva Mauro Laurenti e le sue donne!

Luca Lorenzon ha detto...

Scusa Moreno, ricordo male o la versione di Luisa Salerno dell'Intrepido era pure censurata? Mi pare che nella ristampa su Torpedo l'avessero presentata integralmente, ma non sono sicuro.