venerdì 16 dicembre 2011

QUIEN SABE, HOMBRE?


Spero che nessuno di voi si sia fatto sfuggire "Quien sabe, hombre?", il breve racconto disegnato da Giovanni Ticci e pubblicato sul libro allegato al CD "My name is Tex", il nuovo album di Graziano Romani (edito da Panini, distribuito in edicola e in fumetteria). Il libro contiene altre due storie brevi dello stesso Ticci (una con testi di Nolitta, una scritta da Nizzi), comparse originariamente su pubblicazioni al di fuori della serie regolare (TV Sorrisi e Canzoni e Comic Art), ma adesso ricolorate per l'occasione. Però, "Quien sabe hombre?" è inedita e rappresenta l'esordio di Romani come sceneggiatore, visto che i testi sono suoi.

Perché, secondo me, questa storia è imperdibile non soltanto per ogni texiano, ma anche per ogni zagoriano che si rispetti? Perché Aquila della Notte si imbatte, durante uno spostamento notturno nella prateria, in un Guitar Jim invecchiato quanto basta per permettere l'incontro fra i due. A parte l'aspetto stagionato, Jim è lil simpatico chitarrista di sempre e, ovviamente, racconta a Tex del suo amico Spirito con la Scure, cantando la canzone "Darkwood" che, in precedenza, era stata cantata da Wandering Fitzy e dallo stesso Zagor in alcuni albi dell'eroe dalla casacca rossa. Un vero e proprio cross over a tutti gli effetti. Graziano ha messo in musica proprio versi che compaiono nella saga zagoriana, incidendo la canzone più importante del suo CD "Zagor king of Darkwood", uscito nel 2009. Sia a Guitar Jim che a Wandering Fitzy sono del resto state dedicati dal cantautore altri due brani.

Nel creare Guitar Jim nella quarta serie della Collana Lampo, datata 1967, Nolitta & Ferri ebbero come riferimento “Johnny Guitar”, un film western del 1954 diretto da Nicholas Ray, con protagonista Sterling Hayden. Differenziandosi subito dal modello di celluloide, il “Guitar” Jim di Nolitta è sì un abile chitarrista ma anche una simpatica canaglia che gira con una pistola nascosta nella cassa della sua chitarra, pronto a rapinare chi si sia fidato della sua faccia pulita e della sua aria sbarazzina. Alla sua prima apparizione, avvenuta sull’albo gigante n° 30 (“La preda umana”), Jim si esibisce in una interpretazione di un classico del folk americano (pur di derivazione anglosassone) qual è “On top of old smokey”, suscitando gli applausi di Cico. Non a caso, dunque, questa canzone è stata inserita da Graziano Romani tra i traditional contenuti nel suo “Zagor king d Darkwood”. In un successivo incontro con lo Spirito con la Scure, Guitar Jim intona invece, sempre accompagnandosi con il suo inseparabile strumento, una canzone popolare intitolata “The blue tail fly”, che parla di un moscone accanitosi contro un cavaliere, e poco dopo, “Get up Jack”, una antica ballata che narra le imprese di un leggendario eroe del mare. Quindi, sempre nello stesso albo, è la volta di due diverse ballate che sono invece di evidente sua composizione, dato che gli servono per prendere bellamente in giro, nel tono scanzonato che gli è proprio, le sue malcapitate vittime (contro cui però mai Jim usa davvero la violenza, essendo tutto sommato un ladro gentiluomo).


A dimostrazione di quanto Sergio Bonelli tenesse in grande considerazione questo suo personaggio canterino, ha voluto dedicargli addirittura il n° 100 della serie, albo speciale a colori, intitolato appunto “Il mio amico Guitar Jim”. Lì, il chitarrista intona altri brani delle tradizione folk americana. Nelle pagine iniziali dell’albo, in un saloon di Galveston in Texas, Guitar Jim interpreta “Springfield mountain”, una canzone di inizio Ottocento resa celebre in tempi più recenti da una incisione di Woody Guthrie (un monumento del folk a cui deve molto Bob Dylan) e nelle pagine finali una classica ballata western, “I’m Going Away to Texas”.


1 commento:

Francesco De Simone ha detto...

Buongiorno Moreno,
non ho ancora avuto modo di ascoltare questo nuovo lavoro, ma sara’ uno dei regali di Natale che mi faro’.

Davvero splendido questo connubio musica/fumetto portato avanti da Graziano Romani e iniziato con Zagor King of Darkwood, di cui ringrazio qui come lettore (e ascoltatore) sia Graziano Romani per averlo realizzato (e tutti voi che in un modo o nell'altro avete partecipato) che Sergio Bonelli per averlo permesso e promosso l'iniziativa.

A parte il fatto che per l’ennesima volta lo Spirito con la Scure dimostra la molteplicita’ stupefacente con cui l’ha creato Nolitta, il concept album e’ allo stesso tempo un omaggio a Zagor, un modo per noi lettori appassionati del personaggio di godere in maniera diversa il nostro Eroe, ma anche di approfondirlo con le particolari sensazioni che la musica permette, e, non ultimo, un modo anche per nuovi lettori di accostarsi ed entrare in maniera autentica, piacevole e immediata a Darkwood.

Chi ha in mano la distribuzione della “multimedialita’” lascia per strada tante, troppe occasioni, perche’ alla fine della fiera si possono avere tutti i mezzi che si vogliono e tutte le “piattaforme” tecnologiche immaginabili ma se non tiene conto della sensibilita’ degli artisti pronta a fondere i diversi linguaggi e non si danno loro i mezzi per esprimerla e renderne partecipe il pubblico, come ha fatto Sergio Bonelli in questo e in altri casi, a che serve tutto questo “trionfo” di tecnologia? Non bastano mica gli effetti speciali per fare uscire i personaggi dalla pagina: largo ad artisti come Graziano, un vero Guitar Jim.