sabato 24 dicembre 2011

STORIA DELLE MIE DISGRAZIE

Dopo essere sceso a depositare sotto l’albero un bel po’ di scatole infiocchettate, mi collego al mio “coso” su Facebok e scrivo: “Ho finito di incartare i regali di Natale. A parte lo stress che la scelta, l'acquisto e la consegna dei medesimi comporta (tale da vanificare il relax che i giorni di festa dovrebbero garantire e distogliere clamorosamente persino i buoni cristiani dal significato religioso dei medesimi), mi sono reso conto di aver fatto praticamente tre soli tipi di doni: libri, CD musicali e vini. I primi due rischiano di diventare presto oggetti di antiquariato. Non resta che consolarci con i terzi”. Al che, Marcello Toninelli commenta: “Questo la dice lunga su come sei veeeeecchio!”.

Ahimé, temo proprio di sì. E più passa il tempo, più mi accorgo di come aumenti il mio analfabetismo digitale e cresca il gap tra me e quelli che riescono a saper maneggiare la tecnologia. Ricordo ancora quando, nel 1990, mi iscrissi a un corso organizzato dal Comune per imparare a usare il computer: all’epoca c’erano ancora gli schermi neri con le scritte bianche, le stampanti ad aghi e i floppy disk da otto pollici. Qualche anno dopo pagai un mio amico 50.000 lire l’ora per darmi tre o quattro lezioni su come navigare su Internet attraverso il normale cavo del telefono (non c’era la ADSL). A ripensarci: bell’amico, con quelle tariffe.

Oggi, se ci fosse qualcuno nei paraggi che radunasse gli sgomenti come me per insegnarci a usare lo smartphone o l’Ipad, a scaricare file dalla Rete o a vedere i film in streaming, a collegare il PC al televisore o ad aggiornare i programmi del computer, io mi scriverei subito. Però, non so di nessuno che lo faccia, segno di come si dia per scontato che tutti nascano già imparati e non ci sia bisogno di addestrare gli utenti ritenuti, a torto o a ragione, già superesperti. Al che, io mi sento sempre più un incapace. Ho finito per credere di essere vittima di mobbing digitale da parte delle macchine, che mi odiano. A volte ho accennato qui sul blog alle mie difficoltà con la tecnologia e sono stato rimproverato dai miei figli: non dire certe cose, babbo, o passi da imbecille. A forza di non parlarne, però, gli aneddoti si accumulano e alla fine raccontarli finisce per essere catartico, liberatorio. Magari, qualcuno potrebbe solidarizzare con me e dirmi che anche a lui capitano le mie stesse disavventure e magari mi sentirei meno solo. Oppure, alcuni altri (i classici buoni samaritani) potrebbero farmi pervenire delle dritte per aiutarmi. Perciò, ecco qua catalogati in ordine alfabetico i miei sconfortanti insuccessi con la tecnologia, sull’esempio della “Storia delle mie disgrazie” del filosofo Abelardo, che fu evirato dal canonico Fulberto per la sua storia d’amore con Eloisa. Anch’io, di fronte al dilagare degli apparecchi digitali (e solo, per fortuna, di fronte a quello) mi sento impotente e castrato.




COMPUTER

Fino a due mesi fa lavoravo su un portatile con lo schermo rotto e la tasti con i simboli cancellati dall’usura, che facevo funzionare attaccandolo a uno schermo e a una tastiera esterni. Il guaio era che qualunque programma lanciassi, si piantava dopo pochi minuti (il messaggio più frequente era “non risponde”). La navigazione su Internet, nonostante la linea fastweb, fosse lentissima e soggetta a blocchi a ogni piè sospinto. Disperato, ho acquistato un portatile nuovo. Non bado a spese e dico al commerciante: voglio l’apparecchio più veloce e più potente che ha. Spesa: oltre mille euro. Risultato: i programmi non rispondono e la navigazione è lenta come prima. Collegarsi a qualsisasi sito è stressante: oltre ai tempi attesa (la rotella del caricamento gira e rigira a vuoto) non c'è garanzia di leggerlo in ogni sua parte. Qualunque browser usi si pianta su qualche pagina, non so perché. Se cerco di vedere un filmato non si apre perché mancano i codec, i plugin, i driver, le applet (qualunque cosa siano). Il programma di posta è un marasma indecifrabile: per fare degli esempi, mette tutte le mail da leggere in un calderone unico qualunque sia l’account che le ha ricevute, non si possono cancellare in blocco ma solo una per una e la cancellazione richiede una ponderazione di qualche tipo che rallenta l’operazione, aprire nuovi account per collegarmi ai diversi che ho è lungo e laborioso e richiede informazioni su server e su pop-qualche-cosa che non sono in grado di dare. Il programma Word è una versione nuova talmente complicata da settare che non so più come fare per riquadrare un’immagine o regolare l’impaginazione: dovrei trovare il settaggio fra diecimila altri e mi perdo. Mi si è imposta una bipartizione dell’hard disk che non ho chiesto e che ho scoperto soltanto dopo varie e disperate esplorazioni, e dopo aver riempito il disco C con ottomila canzoni di iTunes che, una volta spostate con grande difficoltà e tempi biblici sul disco D hanno reso inutilizzabile il programma. Il vecchio “esplora risorse” fatto ad albero genealogico è sparito e non so più orizzontarmi, e così via. Mi chiedo che risultato avrei ottenuto se invece di aver chiesto la macchina migliore e più costosa mi fossi accontento di un catorcio. Ma la gente, a parte me, che compra un computer nuovo, riesce davvero a fare da sola tutti i settaggi, gli aggiustamenti, le installazioni che servono per avere una macchina funzionante? E come fa?



E-MULE

Non ho mai scaricato un film dalla rete e ho sempre diffidato di e-Mule, convinto che non fosse onesto ma soprattutto che attraverso quel programma potessero entrarmi nel computer chissà quanti hacker. Per anni, però, ho continuato a sentirmi elencare da chiunque le tonnellate di pellicole scaricate sul suo computer (e da lì, attraverso meccanismi misteriosi a me del tutto incomprensibili, visibili anche sul televisore di casa). Così, ultimo al mondo, approfittando del cambio di portatile, ho installato e-Mule sull’apparecchio vecchio, giusto per fare un esperimento: male che vada, mi dicevo, rovinerò un computer ormai in disarmo. Scopro che a e-Mule dà noia tutto. Non so come facciano quelli che lo usano in contemporanea con altri programmi, ma il mio esemplare era infastidito da qualunque applicazione aperta insieme a lui. Dunque faccio pulizia di tutto sul vecchio hard disk tranne che del necessario per navigare. Naturalmente e-Mule non vuole il collegamento wi-fi (da cui è rallentato) e tollera solo quello via cavo. Lo accontento. Non gli va bene neppure il firewall. Lo tolgo. Ha uggia dell’antivirus. Via. Ugualmente, ottengo solo una “connessione offuscata”. Leggo quintali di manuali on line e apprendo che per settare il programma bisogna essere tecnici della NASA: serve sapere certi numeri di certe porte (ignoro di che si tratti), sapere esattamente certe specifiche tecniche del modem, calibrare il flusso dei dati in entrata e in uscita. Non so come faccia il resto del mondo: a me non è riuscito mantenere attiva una connessione per più di dieci minuti, senza dover chiudere e riaccendere il programma dopo che si era piantato. I due o tre film che ho provato a scaricare hanno impiegato giorni e giorni per giungere fino in fondo, e quando ho tentato di guardarli erano di qualità pessima. Risultato: lasciamo perdere.




NAVIGATORE SATELLITARE

Un paio di anni fa mi è stato regalato un navigatore satellitare da usare in automobile. L’ho subito ribattezzato Multivac e ho cominciato a usarlo. Ovvero, va detto che non sono stato buono a farlo parlare con una voce scelta da me, scaricandola dal sito così come indicato dalle istruzioni scritte nella guida: pazienza. Tuttavia, pur con la voce che pareva a lui, Multivac era in grado di collegarsi più o meno nell’ottanta per cento dei casi con un satellite e di guidarmi con una buona approssimazione là dove volevo. Non era in grado però di stare attaccato né al vetro del parabrezza né alla plastica del cruscotto per cui mi cascava sempre addosso, di solito fra le gambe, proprio quando c’era da fare un fatidico cambio di direzione, quello più fondamentale nell’itinerario prescelto, e di solito finiva proprio sotto il pedale del freno, impedendo la frenata. Ma, lo ammetto, questo non è un problema elettronico per cui non parliamone.

Il vero guaio è che, dopo un mesetto, mi sono reso conto di come Multivac fosse del tutto all’oscuro della maggior parte delle rotonde di nuova costruzione. Sembrava aggiornato a cinque anni prima. C’erano uscite autostradali o svincoli delle tangenziali di cui non sapeva una beata mazza. Da qui l’esigenza di scaricare nuove mappe. Ora, io davo per scontato (e mi sembrava il minimo) che nell’apparecchio ci fossero delle mappe aggiornate. Ma, se proprio mi volete sbolognare un coso che non sa le strade, fate in modo che si aggiorni da solo attraverso il satellite. Invece no: pur trattandosi del navigatore in assoluto più pubblicizzato, bisognava fare gli aggiornamenti via Internet (e a pagamento).

Ora, io tremo sempre quando devo scaricare qualcosa dalla Rete perché l’esperienza i dice che lo download il più delle volte dura una vita e fa piantare il computer, o importa dei virus, o non si sa dove deposita i file (e io non riesco più a trovarli), o provoca conflitti con altri programmi, o quel che si scarica semplicemente non si installa o non funziona. Tuttavia, provo ad aggiornare il Multivac seguendo le complicatissime istruzioni. Risultato: il Multivac smette di dare segni di vita. Il tentativo di aggiornamento delle mappe ha portato al crack dell'apparecchio. Telefono al centro assistenza (con una procedura lunghissima e spese telefoniche astronomiche prima di parlare con qualcuno), vengo guidato nei tentativi di far riaccendere lo schermo del navigatore, ma il tutto non porta a niente. Anche quelli del centro assistenza non ci capiscono nulla e mi dicono che l’unico modo è spedire l’oggetto lì da loro e farlo riparare da un tecnico. Spesa preventivata: circa trecento euro. Dato che l’aggeggio ne costa, nuovo, più o meno duecentocinquanta, ho lasciato perdere. Ho buttato il Multivac nel cestino e da allora viaggio con le cartine stradali di carta, quelle che l’unica difficoltà che danno è non sapere come fare per ripiegarle.





PAGAMENTI ON-LINE

La gente fa shopping on-line. Io ho sempre trovato grosse difficoltà e mi chiedo come facciano quelli che sanno farlo. Naturalmente, possiedo una carta di credito. Però, so che non è troppo prudente divulgare in giro per la rete le cifre del codice: il rischio che vengano intercettate e usate per prosciugarmi il conto corrente è più che concreto. Dunque sono restìo a digitare il fatidico numero. Mi informo, e sento parlare di carte prepagate. Ora, se io trasferissi cinquemila euro (ammesso di averli) su una carta prepagata, correrei lo stesso rischio di vedermi derubato che se usassi la carta ordinaria. Ergo, conviene caricare sulla prepagata piccole cifre per volta. E fin qui, tutto bene. Ma allora, prima di fare un acquisto, bisogna sapere quanti soldi si hanno a disposizione e, se non se ne hanno abbastanza, rimpinguare la scorta. Ma come si fa a sapere quanto abbiamo?

Ecco quel che è successo a me: vado alla mia banca e chiedo una carta prepagata che carico, per cominciare, con cinquanta euro. Dopo un mesetto, provo a fare un acquisto: la carta non funziona. Provo in tutti i modi a risolvere il problema on-line, niente. Appena possibile, torno in banca. Scopro che nel frattempo l’istituto di credito è stato ceduto a uno più grosso, ha cambiato nome e tutte le carte prepagate sono state bloccate per essere sostituite da quelle del nuovo proprietario. Rifaccio tutta la procedura, con noie e traversie inenarrabili perché il passaggio di proprietà ha creato incertezze e scompensi di tutti i tipi e nessuno sembra sapere come comportarsi per trasferire dalla prima carta il denaro sulla seconda. Alla fine, trafelato, ottengo la ricaricabile nuova. Provo a usarla, funziona. Ma con un limite: on line non c’è modo di sapere quanto c’è dentro. Per saperlo, bisogna andare a farsela leggere allo sportello, in banca, facendo la fila per parlare con un impiegato (non scherzo: mi sono informato, è proprio così). L’ultima volta che l'ho fatto, perdendo tutto l'intervallo della pausa pranzo, ho scoperto di averci solo sette euro: se avessi tentato di acquistare qualcosa che costava otto, non avrei potuto farlo. Per ricaricare la carta, poi, c’è tutta una trafila che vi raccomando: andare sul sito della banca, ricordarsi password e nome utente (o far ricorso al luogo, di solito dimenticato, in cui si tiene nascosto l’appunto), compilare tutti i format nel modo giusto, usare la chiave di sicurezza (una volta che si sia trovata là dove si tiene abitualmente, ammesso che ci sia), fare il trasferimento. Quindi tornare sul sito dell’acquisto e fare la trafila del dare il numero della prepagata, confidando sul fatto che la ricarica sia già arrivata, e poi appuntarsi la spesa per cercare di ricordarsi quanto denaro ci sia rimasto per non dover tornare in banca a farselo dire, e quindi non dimenticare dove si è messo l’appunto e sperare, la volta dopo, di essersi ricordato di aggiornarlo la volta prima. Uno stress micidiale che, personalmente, mi uccide. Il più delle volte rinuncio allo shopping on line e preferisco andare di persona nei negozi.




PROGRAMMI

Viene un amico a trovarmi e mi mostra orgoglioso il suo iPad (un apparecchio costosissimo, fuori della mia portata, che ovviamente io non ho). Mi dice che lo usa per guardare in treno i film e le serie TV. Io rispondo: che bella cosa, ci metti dentro il DVD e lui lo riproduce? L’amico sorride: ma no, l’iPad non ha nessun lettore DVD e non ha nemmeno la presa per la chiavetta. Inoltre, mi spiega, quel demonio di Jobbs ha fatto in modo che l’iPad non possa leggere né gli mp3 né i classici formati video usati dagli altri computer. L’iPad, scopro, scarica delle applicazioni apposite per vedere dei contenuti predisposti soltanto per lui. Dunque, dico io, ti colleghi a un sito da cui scarichi a pagamento i filmati che vuoi vedere? L’amico sorride più malizioso: ma no, se Jobbs è un demonio, gli altri programmatori lo sono ancora di più. Ha semplicemente trovato in rete in programmino che trasforma in applicazioni da Ipad i video scaricati dalla rete in altri formati, e così vede sull’Ipad quello che voglio senza pagare nulla. Ecco, quello che io non capisco è questo: io ho nel mio computer soltanto i programmi che c’erano quando l’ho comprato. Come si fa a metterci dentro altri programmi? Come si fa a installarli, a farli funzionare? Ma soprattutto, come si fa a sapere che esistono, a che servono, dove trovarli? E come essere certi che non danneggino l’apparecchio, che non entrino in conflitto con niente, che non rallentino la macchina, che non siano virus? Mah.


SKY

Alcuni mesi fa mi sono deciso ad abbonarmi a Sky, convinto dal fatto che tutti erano più aggiornati di me su film e telefilm. Prendo un pacchetto con cinema, serie TV, documentari e news (evitando il calcio che cercavano in tutti i modi di sbolognarmi). Mi arriva a casa un decoder, imballato in una scatola di cartone. Lo lascio lì, in attesa che vengano dei tecnici a installarmelo. Mi viene promesso che questi esperti arriveranno nel giro di pochi giorni. Però, intanto, l’abbonamento scatta e io comincio a pagare. Pago, ma non viene nessuno e, naturalmente, non vedo niente. Alla fine, mi decido a telefonare io: ma insomma, arriva qualcuno oppure no? Risposta: le faremo sapere. E continuo a pagare. Intanto, mi viene detto che non c’è solo da sistemate il decoder ma anche una parabola satellitare. Io, ingenuo e arretrato, chiedo: ma come, non basta la fibra ottica? Non si diceva che la cablatura delle città avrebbe permesso di ricevere anche i programmi TV via cavo? No, mi spiegano: ormai tutti vogliono i canali in HD e addirittura in 3D, per cui la fibra ottica non è sufficiente e ci vuole la parabola. Mi meraviglio di quello che mi sono perso: canali in HD e in 3D! Davvero il resto del mondo ormai si gode degli spettacolo inimmaginabili, tutti vedono cose straordinarie e io invece ne sono escluso. Ma, per fortuna, stava per arrivare il tecnico che avrebbe fatto accedere anche me alla dimensione delle meraviglie e non sarei stato più l’unico a rimanere fuori. Già, il tecnico: ma quando sarebbe venuto? Perché io già stavo pagando e non vedevo un accidente.

Intanto, mi informo sulle usanze del casamento circa le parabole. Sarebbe stato bello che già ci fosse una parabola condominiale a cui bastasse attaccarsi. Macché. Niente parabola in comune. Allora sarebbe stato bello che si potesse mettere la parabola sulla terrazza. Macché. Niente parabola sulla terrazza. Il regolamento lo vieta per motivi estetici. Bisognava mettere la parabola privata sul tetto e poi far calare un cavo fino all’appartamento. Ovviamente, il cavo non poteva passare sulla facciata esterna, sempre per motivi estetici. Sorvoliamo sul fatto che l’edificio è fatiscente e in un quartiere malfamato e non nel Foro Bonaparte, ma giustamente se già la zona è esteticamente degradata non degradiamola ancora di più. Dunque, mi appresto a sostenere tutte le spese per tutti i lavori necessari a far arrivare il segnale fino nel mio appartamento. E lotto con l’amministratore del condominio per potere, all’arrivo del tecnico, con una richiesta speciale, farlo accedere al tetto. Già, l’arrivo del tecnico. Ma quando arriva? Alla fine, Sky telefona: il tecnico arriverà un lunedì pomeriggio. Io chiedo: non si può fare il lunedì mattina? No. Non si può fare un giovedì pomeriggio? No. Quando si può fare? Soltanto il lunedì pomeriggio. Mi rassegno, desideroso di vedere finalmente i programmi che tutta l’Italia già vede e che io sto pagando senza aver mai visto, e chiedo un giorno di ferie. Già, perché io devo lavorare in redazione, ci sono gli albi di Zagor da far uscire, già faccio i salti mortali per riuscire a rispettare tutte le scadenze. Non ho molto tempo da perdere e ogni mio giorno di assenza crea dei grossi problemi. Però, se per accedere finalmente alla fruizione delle meraviglie della TV satellitare bisogna fare un sacrificio, facciamolo.

L’appuntamento con il tecnico è per le ore 15. Alle ore 16 e 15, non vedendo arrivare nessuno, faccio la prima telefonata a Sky. Mi viene risposto che il servizio effettivamente è prenotato ma non c’è modo di sollecitare il tecnico. L’unica cosa che possono fare è questa: se il tecnico non fosse arrivato, il giorno dopo mi avrebbero saputo dire il perché. Richiamo di nuovo più tardi: il secondo operatore mi dice che i servizi possono essere fatti fino a mezzanotte, per cui il tecnico avrebbe potuto arrivare anche dopo cena. Dovendo mettere una parabola sul tetto, mi sono chiesto come avrebbe fatto a lavorare con il buio, ma comunque non è venuto nessuno e sono rimasto con la curiosità. A forza di telefonate, ottengo il numero di uno Sky Service o di uno Sky Center di Milano, cui provare a rivolgermi. Lì mi dicono che sì, lavorano per Sky, ma non sono loro a fare le installazioni. Mi dicono che il servizio risulta appaltato a una ditta di cui mi danno il numero di telefono. Chiamo non una, ma dieci volte: sempre occupato. Richiamo lo Sky Center e chiedo se mi possono dare un recapito alternativo. Ottengo un cellulare. Il cellulare è collegato con una segreteria telefonica. Lascio non uno, ma quattro messaggi vocali chiedendo di venire richiamato. Inutile. Le ore passano. Vado su Internet e scopro che il numero di telefono corrisponde a una cooperativa di facchinaggio. Facchinaggio: non installazioni elettroniche (altro che tecnici specializzati). Da Internet scopro alcuni numeri di telefono alternativi della cooperativa: quasi tutti suonano a vuoto o sono collegati al fax, ma alla fine qualcuno risponde. Sì, dicono, quella ditta, benché di solito faccia facchinaggio, installa anche le parabole Sky. Però non hanno idea del perché i tecnici non sono venuti. La persona che risponde, voce maschile, promette di informarsi e di riferirmi. Non mi richiama. Continuo a chiamare il cellulare. Alla fine, risponde qualcuno anche lì (stavolta, voce femminile). Sì, è della cooperativa di facchini, sì installano Sky, no non sa perché i tecnici non sono venuti. La voce promette di informarsi e di richiamarmi. Non mi richiama. Alle ore 20 passate chiamo di nuovo Sky. Mi dicono che adesso sanno riferirmi perché i tecnici non sono venuti: una nota segnala che il servizio è sospeso per “indisponibilità del cliente”. La cosa è offensiva. Mi chiedo a che razza di ceffi avrei aperto la porta di casa, se si fossero presentati.

Scrivo immediatamente una lettera di disdetta dell’abbonamento a Sky: “Non può essere una scusa sufficiente quella di scaricare la colpa su una ditta di installatori poco efficienti: l’avete selezionata voi, forse per risparmiare qualche spicciolo. So che non ho nessun mezzo per protestare, se non questo: disdire il mio contratto. Non servirà a niente ma non avrò il rimorso e il rimpianto di essere rimasto inerte. Qualcosa ho fatto. Non voglio più avere a che fare con voi”. La lettera era datata 14 settembre. Il 30 novembre ancora stavo continuando a pagare, per dei programmi che non ho mai visto. Mi hanno anche addebitato il montaggio della parabola, che nessuno ha mai montato. Finora non ho avuto alcun rimborso. E naturalmente sono ancora escluso dai programmi in HD e in 3D di cui gode il resto del mondo.



SMARTPHONE

Un anno fa, per il compleanno, ho ricevuto in regalo uno smartphone. Cioè, un telefonino senza tasti, con lo schermo su cui battere con la punta delle dita. Un oggetto che hanno tutti e che tutti usano con la massima soddisfazione. Ora, va detto che il venditore ha cercato di farmi acquistare un iPhone, sostenendo che, nonostante il prezzo esorbitante, io avrei potuto averlo gratis in cambio di una piccola (a suo dire) rata compresa nel piano tariffario. Chiedo quale sia l’impegno economico di questo piano. Per calcolarlo, mi dice di partire dal numero di minuti che io, di solito, dedico ogni mese alle conversazioni telefoniche. Faccio un rapido conto moltiplicando per trenta i minuti giornalieri, e per i quali spendo più o meno circa cinquanta euro mensili. Con l’Iphone è risultato che ne avrei spesi centocinquanta. Ho subito rinunciato: evidentemente Steve Jobs produce oggetti soltanto per ricchi e io non lo sono. Che poi, a me il telefonino serve soltanto per telefonare, che me ne faccio della livella che mi dice se è appoggiato su un piano diritto o inclinato?

Insomma, prendo uno smartphone che non è della Apple, e che costa poco meno di trecento euro. Mi propongono un nuovo piano tariffario con l’accesso a Interner per otto euro al mese. Non ho mai avuto Internet sul telefonino, penso che avrei potuto usarlo per moderare il mio blog, accetto. Mai vista una connessione più lenta. Per aprire “Freddo cane in questa palude” ci volevano dieci minuti. Per accedere al menu di controllo e mettere la password, altri dieci minuti. Leggere i messaggi era quasi impossibile: il telefonino ha uno schermo piccolissimo, le scritte microscopiche. Ho scoperto con il tempo che si potevano ingrandire, ma non controllare: si ingrandivano a dismisura certe frasi ma non quelle che volevo, e poi scorrere il testo fino al punto giusto comportava uno sforzo sovrumano perché lo schermo non ubbidiva al tocco delle mie dita e comunque su piantava ed era lentissimo. Insomma: navigare sullo smartphone era così lento, faticoso e stressante che ho finito per non farlo mai, spendendo inutilmente gli otto euro al mese.

La faccenda dello schermo che non ubbidiva al tocco era poi una costante: mi trovavo a battere inutilmente sul vetro fino ad avere delle crisi isteriche, senza ottenere alcunché. Per non parlare delle immagini, che si disponevano regolarmente in senso orizzontale se lo schermo era verticale, e verticale se lo schermo era orizzontale. Ho anche perso dei taxi: se uno chiama il taxi dal cellulare, gli viene chiesto di confermare la chiamata premendo il tasto uno del telefonino. Ma lo smartphone non ha la tastiera! Che tasto premo? Dovrei farla comparire, durante la telefonata, battendo un dito da qualche parte sullo schermo, ma a me non è mai comparso nulla. Risultato: mi dispiace, diceva la voce, la sua richiesta è stata annullata. Argh! Due mesi dopo ho regalato lo smartphone a mio figlio e io mi sono comprato un modello da pochi euro con la tastiera, che funziona benissimo. Però ancora oggi continuo a vedere in TV la pubblicità di apparecchi touchscreen che soltanto sfiorandoli mandano le foto su Facebook. Ovviamente, non ci credo più: come posso spendere altre centinaia di euro sapendo che poi il collegamento a Internet sarà difficoltoso e lo schermo non reagirà ai miei polpastrelli?

Ora, io non ho mai fatto il test per misurare il mio quoziente di intelligenza. Però, con un minimo di presunzione, a prima vista non direi di avere un QI sotto il limite della deficienza o comunque molto più basso di chi passa il tempo a giocherellare con Supermario o a scaricare la filmografia completa di Rocco Siffredi (cosa quest'ultima, e non la prima, che farei anch'io se sapessi farla). Tuttavia, devo ancora imparare a usare il cavo di Fastweb mentre già sento parlare di "cloud", la nuvola elettronica con tutti i nostri dati nell'etere. Sono sgomento. Santo Asimov, aiutami tu.

16 commenti:

Anonimo ha detto...

Per il PC basta usare un sistema operativo come si deve....CIOÈ LINUX

SE SI VUOLE UN SISTEMA POTENTE...POCO AVIDO DI RISORSE...E MAI...DICO MAI UN BLOCCO...BASTA USARE LINUX

Linux...e per i neofiti consiglio una bella distribuzione UBUNTU Linux.

www.ubuntu.org

Augruonie buona Natale.

Moreno Burattini ha detto...

Grazie, davvero. Ma se a me il PC me lo vendono con dentro Windows, io che non so far installare e-Mule come faccio a metterci dentro Linux?

Francesco Manetti ha detto...

Moreno: d'accordo al 99%! Il grosso delle tecnologie di cui hai parlato e con cui hai inviano lottato sono costose, inutili e sovrabbondanti. In realtà sei stato uno dei primi geniacci del computer nel fandom, il primo della nostra banda a usarlo, quando tutti noi si batteva ancora sulle tastiere delle Olivetti (meccaniche). Comunque il pezzo è un gioiello di "sindrome del 2000", come nemmeno il miglior Avoledo sarebbe riuscito a scriverlo.

Francesco (Manetti)

Francesco

francesco ha detto...

Io acquisto online tranquillamente e di tutto (risparmiando spesso molti soldi), ho uno smartphone non Apple che risponde all'istante alla pressione e naviga velocemente (apro blog in pochi secondi), Sky mi è stato installato in 3 giorni senza problemi, Emule lo usavo senza problemi, così come Torrent (per scaricare i programmi). E il computer che ho preso 2 anni fa funziona benissimo e non si impalla quasi mai tutt'ora.

Che ci sia stata una congiunzione astrale sfavorevole nei tuoi approcci tecnologici? :)

Anonimo ha detto...

Caro Moreno,
francamente sei un disastro. :)
Detto con amicizia, s'intende. Comincio a pensare che per lavorare su Zagor le carenze informatiche e tecnologiche siano una qualità imprescindibile, perchè pure un bravo disegnatore di nostra comune conoscenza che abita in Sicilia e che lavora per la testata che coordini (chissà se ora gli fischiano le orecchie ?) non si decide a piazzare un filtro ADSL nelle altre prese telefoniche di casa sua che ne sono sprovviste, col risultato che quando ci sentiamo al telefono e lui ha il router acceso la telefonata inizia sempre emulando le conversazioni fra Cape Canaveral e l'Apollo 13 (disturbate). Per quel che riguarda la tua disastrosa situazione premesso che per consigli concreti puoi sempre scrivermi in privato, in questa sede alcune dritte veloci per pc e sky(consideralo il mio regalo di Natale per te).
1) La velocità di connessione dipende da tante cose come il tipo di abbonamento ADSL che hai (8 mega ? 20 mega?) e comunque la velocità è solo nominale. Quella effettiva varia caso per caso. Se vivi in un vecchio stabile con i cavi telefonici anteguerra i rallentamenti sono dietro l'angolo (dovrei introdurre qui anche le problematiche del cosiddetto ULTIMO MIGLIO ma tralascio). Se invece navighi con CHIAVETTE usb beh... non sempre sono ottimali.
RICORDATI che nel caso di ADSL legata ad un abbonamento di telefonia fissa, il gestore è tenuto a GARANTIRE la buona qualità in relazione alla PRESA DI INGRESSO PRINCIPALE della linea telefonica, ergo se casa tua è su due piani ed hai lo studio al secondo, il gestore se ne lava le mani. CONSIGLIO: chiama il gestore e chiedi un test della linea (ti chiederanno di staccare tutti i telefoni fissi che hai in casa) e devi SEMPRE dire che hai il router collegato alla PRESA del principale (mentire spudoratente alla bisogna). Ti ricordo che in caso di ampio divario fra velocità garantita dal gestore e quella effettiva non per tua colpa hai diritto a rimborsi o alla rescissione del contratto senza nessuna penale.
2) Per quel che riguarda il sistema operativo del tuo pc Windows di Microsoft va benissimo, non temere. L'importante è che affidi il pc a qualcuno che ti ottimizzi le risorse (esempio, effettuare la PARTIZIONE del disco rigido in due dischi VIRTUALI: in uno tieni le applicazioni, cioè i programmi che usi, nell'altro i dati (foto, disegni, documenti word). Non tenere tutto mischiato.
3) Navigare su Internet: dopo anni in cui creava molti problemi, l'ultima versione di Explorer di Microsoft non è malaccio. Personalmente uso Firefox (il concorrente) ma si fa sempre più strada Chrome di Google. Devi sapere questo: i primi 2 sono quelli che attualmente ti offrono la maggiore COMPATIBILITA' con i siti internet ma il terzo fa passi da gigante. SCEGLITI un browser di largo uso e quando ti chiede di scaricare un applicativo aggiuntivo FALLO ! Lo si fa una volta e ti risolve i problemi di visualizzazione: evitare ciò è come rinviare sine die la visita dal dentista pur sapendo che dovrai farla.
4) mi fermo qua tralasciando gli altri punti ma per SKY il mio consiglio è, anzitutto, di non foraggiare il loro numero a pagamento. Esistono dei numeri VERDI che ovviamente non hanno interesse a pubblicizzare. Eccoli:
800 922 333 oppure 800 980 980.

Con calma, sapendo che la telefonata è gratuita, spiega bene la situazione, APRI UNA PRATICA DI RECLAMO e fatti dare il codice della pratica. Ricorda sempre che il call center non ha mai il polso della situazione reale (Sky ha call center anche in Sardegna mentre la sede è in Lombardia) per cui occorre anche il culo di trovare un consulente che lavori come si deve.

Mi fermo qua ... mi chiamano per collaborare alla preparazione della cena della vigilia di Natale e devo schiodarmi dal PC.

Ancora Auguri!

Marin

P. Alexis ha detto...

Concordo con Francesco Manetti... Poi non ho capito perché fare per forza quelle cose lì se in realtà non ti piacciono-non ti servono.
Linux lo lascerei dov'é perché rischieresti la crisi nervosa (se già non l'hai avuta). Ma alla fine c'é chi è più portato per le materie umanistiche e chi per quelle informatiche... anzi, secondo me i computer li sanno usare solo i programmatori. Personalmente non ho mai usato troppo i computer, anche se uso molto Facebook ultimamente... mi piaceva il Commodore 64 per i giochi (ma nemmeno) mentre ho iniziato a usare il PC per scrivere qualche articolo, anche se poi mi sono accorto che consumava uno sproposito... così mi è passata la voglia di scrivere e pure i soldi. All'inizio non riuscivo a usare nemmeno Winzip... cosa diavolo era? Per me dovresti spedire questo tuo messaggio ai giornali e alla Microsoft per far capire che razza di schifezze ci propinano, spacciandole per "modernariato".

Patrizia Mandanici ha detto...

Per quello che so quelli di Sky sono tremendi, li ho sempre evitati!
Comunque mi sembra strano che non hai trovato per i singoli problemi gli amici adatti che potessero aiutarti.
Per l'adsl è importante sapere in che stato sono i cavi che vanno dall'appartamento alla prima centralina - non credo che un pc nuovo possa essere così lento (ne ho uno di 5 anni che va su internet in maniera sufficientemente veloce).
Carta prepagata: non so quanto facciano pagare le banche le ricariche, io uso una PostePay le cui ricariche costano 1 €, però posso controllare ogni movimento dal sito online; posso anche al limite ricaricare la carta nei tabacchini con Sisal, ma costa 2 €.
Non sono una grande esperta di cose informatiche e tecnologiche ma per la maggior parte delle cose me la sono cavata da sola in questi anni, per cui se ti serve gratis un aiuto basico basta che mi inviti a prendere un tè o un caffè quando vuoi :)

Anonimo ha detto...

Per gli acquisti on line è impossibile avere problemi con una postepay. Si può seguirne i movimenti creando un account sul sito delle poste.

Marco Grasso ha detto...

Ciao Moreno, lavoro in un'azienda informatica da più di un decennio ma sin da quando ho avuto per le mani un pc ho trovato il modo di piegarlo alle mie esigenze e non di farmi piegare da lui... Stessa cosa con smartphone, e-mule, navigatori, carte prepagate, ecc. ecc... Ma, ed è un "MA" grande quanto una casa, chiudi il tuo post citando la parola "cloud" che rappresenta di sicuro il futuro della tecnologia e che molti sfrutteremo in modo passivo. "MA" tu invece hai a che fare con le "clouds" più affascinanti e più amate da tutti noi, con nostra somma ammirazione e invidia :-) Se tu non fossi per come sei chissà come sarebbero ora le nuvole parlanti di Zagor. Pertanto, o inizi a sceneggiare Nathan Never e quindi sei costretto a documentarti costantemente, oppure continui con Zagor per il nostro gaudio e ti affidi a noi lettori per qualche consulenza informatica. Io nel mio piccolo mi metto volentieri a disposizione. Anche se la tecnologia non mi dispiace comprendo il tuo punto di vista. Come darti torto, d'altronde sei abituato ad occuparti di storie di un eroe dove solo folli criminali come Hellingen e il professor Richter possono fare uso della tecnologia :-)
Facci sapere come aiutarti quindi. Acquistando su internet poi si risparmiano anche un pò di denari. Sai, di questi tempi...
E comunque, se tu dovessi riacquistare un navigatore satellitare, la prima cosa da fare non è scaricare le mappe aggiornate ma togliere immediatamente la voce femminile predefinita. Io ad esempio non sopporto che una donna mi dica cosa devo fare quando sono al volante... :-)

P. Alexis ha detto...

Cmq Moreno, ricordi il mio consiglio?
http://www.computer-idea.it/

Martin ha detto...

Io che ogni tanto mi permetto qualche commento "pungente" stavolta devo arrendermi di fronte alle risate che mi hai fatto fare!
Traspare proprio la simpatia che ti riconosce Max Bunker in una recente intervista, in cui, tra le altre cose, ti definisce "fanzinaro, ma di quelli bravi". E detto da lui è un gran complimento!

Anonimo ha detto...

credo che Lei sia un pò sfigato sulla tecnologia, ma anche un pò "incapace" senza offesa è!
Mi spiego.

Partiamo dagli smartphone:
Mi chiedo chi è che compri uno smartphone, che comunque costa un bella cifra, senza prima documentarsi. è pieno di smartphone a basso costo che non rispondono come si deve........

su emule, io dico, non lo si può installare nel 2012. Emule è superato da anni. usa megaupload e andrai alla grande. Se invece voleva solo provarlo, sappia che il mio và alla grande con il wi fi, anche se acceso emule, rallenta tutto....

su sky Le ha detto proprio male....

sul portatile, credo dipenda molto da Lei. Sicuramente il suo portatile, visto la cifra pagata, è un portatile molto performante, solo che lei, non è in grado di usarlo....come dire, non tutti sono capaci di pilotare una ferrari...

comunque, con un pò di tempo e google, vedrà che risolverà il tutto...

Massimo ha detto...

Mah. Io credo che un po' ci marci in questa cosa. E come lettore del tuo blog ne sono contento, sia chiaro, visto che questi post sono divertentissimi. Però mi sembra quasi che hai deciso che tu non sei capace di usare queste diavolerie e fai di tutto per dimostrartelo, così da darti un alibi per respingere tutti gli inviti a tecnologizzarsi che arrivano dal resto delle persone.
E lo affermo per un motivo molto semplice. Perché, come accenni anche nel finale, sei una persona intelligente e che quindi non può che riuscire se si applica.
Te lo dico per esperienza diretta: lavorando nell'informatica sono spesso tampinato da amici con problemi simili ai tuoi. Se costoro sono intelligenti, basta fargli vedere una o due volte le cose e le imparano e diventano autonomi; se non lo sono, ogni volta siamo da capo. Purtroppo il PC è uno strumento versatile, non è monofunzionale come la lavatrice o la TV, e occorre un minimo di materia grigia. Solo che non tutti ce l'hanno, ma tutti vogliono il PC, e da qua si creano i casini. Ma appunto non può essere il tuo caso.

Ad esempio, una cosa da evitare come la peste quando si compra uno di questi aggeggi è affidarsi in toto al venditore o alle istruzioni: io pure che ci smanetto, ti assicuro che ci perderei la testa.
Affidati invece ad un amico che usa già strumenti del genere (conoscerai pure qualcuno, no? Hai pure figli adolescenti!), e ti saprà consigliare qualcosa di tarato sulle tue esigenze, senza troppe opzioni che ti creano solo confusione, e soprattutto saprà seguirti quando qualcosa non funziona.
Ti assicuro che la maggioranza di questi problemi informatici si sistema con un "schiaccia qui e poi qui... a posto!", ma deve esserci qualcuno che lo sa e che te lo dice.

Internet: tutto vero quello che dice Marin, ma ti aggiungo anche che i PC preconfigurati fanno partire all'avvio una serie di programmi inutili, che nella migliore delle ipotesi rallentano le prestazioni, e nelle peggiori creano dei conflitti che portano a dei blocchi.
Dovresti disabilitarli, ma come fare a capire quali si possono stoppare e quali servono? Ancora una volta, la soluzione è un amico che si mette lì con te e ti chiede cosa ti serve e cosa no, e ti insegna come fare per il futuro.
Lo vedo qua in ufficio con colleghi non troppo avezzi: è incredibile la cacca che si trovano installata di base e che rallenta tantissimo! Dopo che gli faccio la pulizia, la velocità migliora di brutto.

Giustissimo anche il consiglio di Marin di partizionare i dischi, e meglio ancora creare un'immagine di ripristino. Anche se questa è un'operazione complessa e che porta via diverse ore, e che deve necessariamente fare uno un po' smanettone. Ma una volta creata questa procedura, ogni problema serio ti farà un baffo, perché schiacciando due tasti ti ritrovi il PC come nuovo. Tra l'altro ti evita di usare antivirus e altre cose che rallentano. Però OK, questa cosa non te la puoi fare da solo.
(Fine parte 1)

Massimo ha detto...

(Parte 2)
Infine, Sky. Il problema non è Sky in sé, ma la aberrante pratica del call center, su cui ormai dovrebbe intervenire pesantemente il legislatore.
Che cosa sono infatti i call center? Dei muri di gomma, impersonali, contro cui l'utente non può fare altro che andare a sbattere e rimbalzare, perché non esiste una persona fisica da minacciare (e non è un'iperbole).
Cosa si faceva una volta, mettiamo con un televisore rotto? Lo si portava ad aggiustare in un luogo FISICO. Se il riparatore non me lo consegna entro la data, io posso lamentarmi DA LUI, e non come ora, al telefono con un ragazzo sottopagato che non ha alcun potere di intervento reale! E' un po' differente.
Se poi continua a non occuparsi del mio caso, io mi riprendo il TV, lo mando a quel paese, e me lo porto da un altro. E senza pagare, ci mancherebbe!
Ecco, tutto questo non è più fattibile con i call center. Se tu hai cominciato una pratica con Sky (ma sono tutti uguali), tu NON HAI MODO DI USCIRNE, e sei obbligato ad aspettare i loro tempi! In più facendoti pagare un servizio che non hai mai avuto!
Pensateci un attimo.
Se io riparo TV, e per tenere soddisfatti i miei clienti devo assumere 10 persone, le assumo, oppure i miei clienti si riprendono il TV e se ne vanno.
Se invece io li faccio parlare con un call center, posso assumere 3 persone anziché 10, perché scarico sul cliente, allungando i tempi di attesa, quel costo di personale. Tanto il cliente non può più uscire una volta entrato, perché io non esisto, sono un muro di gomma virtuale. Quindi, se la pratica va bene, bene. Se invece va male, non sarò io a pagare i tecnici per ripararlo in tempi ragionevoli, ma sarà il cliente che non potrà usare il servizio, oltretutto pagandolo. Non è geniale?
Ecco perché dico che il parlamento dovrebbe intervenire da mò per regolare questa pratica ignobile, che fa perdere tempo e soldi a tutti, e mangiarsi il fegato!

Moreno Burattini ha detto...

Ringrazio tutti i commentatori e soprattutto quelli che, in pubblico e in privato, si sono offerti di aiutarmi a risolvere i miei problemi addirittura con lezioni personalizzate e interventi a domicilio. Ora, il punto è proprio questo: pare che per riuscire a usare un computer, navigare su Internet, maneggiare uno smartphone, uno debba avere delle amicizie. Bisogna raccomandarsi a qualcuno. Se uno è ammanicato con gli smanettoni giusti, riesce a risolvere tutto. Se uno non conosce nessuno, o non vuole infastidire il prossimo, non ne caverà le gambe. Ecco, secondo me i produttori di tecnologia dovrebbero invece consegnare nelle mani dell'acquirente (pagante, e talvolta profumatamente pagante) un oggetto "friendly", facile da settare, funzionante già di per sé senza dover scaricare driver, codec e plugin misteriosi o imparare trucchi trasmessi per via orale dai già iniziati. A mio avviso siamo ancora molto lontano da questo risultato. Personalmente, nonostante le disgrazie (della più recente ho appena parlato sul mio "coso" su FB), cerco di cavarmela da solo anche perché ho una vita movimentata e non ci sono molte ore in cui potrei far venire a casa delle anime buone a prendersi cura del mio portatile (e non di rado molti dei volontari abitano a trecento chilometri). Infine: è vero che un po' ci marcio, anche perché è divertente fare del cabaret su questo tipo di cose (se le mie cronache fanno ridere è perché in tanti ci si riconoscono) ma è anche vero che sul serio gli aggeggi tecnologici mi danno del filo da torcere. Però, se sono qua a scrivere su questo dazebao digitale, vuol dire che riesco ancora a star dietro al treno, correndo per non perderlo.

Anonimo ha detto...

Moreno, se vuoi un PC che lo accendi, lavori e lo spegni, allora la soluzione è una sola.
Scusa se riprendo un post vecchio, ma utilizzare i tablet per vedere film o scrivere è osceno!
Ti ci vuole, in mobilità, un PC con schermo da 11" come ha già postato Paolo Attivissimo sul suo blog.
E poi se vuoi DAVVERO liberarti della schiavitù di accendere, attendere, scansionare, deframmentare, aprire un programma, scrivere, sbloccare il crash, ALT+CTRL+CANC, antivirus, salvare e chiudere il programma, no, attendere aggiornamento di sistema, non spegnere adesso o le modifiche... insomma se vuoi davvero liberarti dalla paranoia sostituisci Windows con Linux Mint 17.1.
Non essere schiavo delle abitudini, anni fa lo ero anche io e grazie al solito amico che mi ha installato una distribuzione Linux adesso mi godo davvero ilo bello dell'informatica: accendo, lavoro, spengo.
Mi spiace che siamo lontani, altrimenti mi sdebiterei con te installandoti Linux Mint 17.1 su un PC che pagherai sui 200 euro ma che poi amerai come non mai!
Ciao.
Baggio