giovedì 19 gennaio 2012

L'ISOLA DEL MISTERO


E’ davvero singolare il fatto che, per una incredibile fatalità, il Maxi Zagor da poco uscito in edicola, “Il mistero dell’isola” abbia la copertina che vedete poco sotto, e all'interno sia pieno delle classiche scene di panico che si vivono sulle navi che stanno per affondare, proprio mentre sui giornali e in TV scorrono le immagini del naufragio della Costa Concordia. Tuttavia il caso ha voluto così, e nè io (l’autore dei testi) nè Alessandro Chiarolla (l’autore dei disegni) potevamo prevederlo.

Nell'estate 2008 a ispirarmi questa storia, piuttosto insolita per struttura narrativa e piena di personaggi è stato il serial TV "Lost". Non ne ho mai vista una sola puntata (e me ne dispiace), ma ne ho sentito parlare e ho letto quel che se ne diceva sui giornali. Quando ho iniziato la sceneggiatura, ancora la serie non era finita e dunque non si sapeva quale fosse la spiegazione di tutto l'ambaradan (ammesso che oggi lo si sappia). Il fatto di non essere mai stato uno spettatore di “Lost” mi ha impedito, sicuramente, di esserne influenzato e perfino di “citare” nomi e situazioni. Tuttavia, ho voluto iniziare proprio con un naufragio su un’isola misteriosa e poi raccontare in vari flashback ciò che era accaduto prima.

Un altro spunto è venuto dal romanzo di Victor Hugo “I lavoratori del mare”, dove una tempesta incastra un grosso battello a vapore in mezzo a due scogli esattamente come si vede nella copertina di Ferri. Ricordo che da ragazzo vidi una illustrazione che la raffigurava (la vedete in basso) e ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto poter sfruttare quella suggestiva immagine.

Sandro Chiarolla, bontà sua, si è detto entusiasta del racconto mentre lo portava avanti con l'estro che lo contraddistingue, difficile da imbrigliare ma appunto per questo in grado di dare straordinari risultati a livello emotivo per dinamicità, espressività e suggestioni scenografiche. A mio parere questo Maxi è il suo miglior lavoro da quando presta il suo tratto graffiato allo Spirito con la Scure. Le lettrici, del resto, di solito sono concordi nel dire che il suo è lo Zagor più fico di tutti.

Sono stato lieto nel sentire giudizi positivi quasi unanimi sul suo lavoro da parte dai primi zagoriani che hanno letto il Maxi, che hanno anche imparato a conoscere l'umanità di Sandro durante gli incontri con il pubblico. E pensare che non è stato sempre così. Inizialmente, Chiarolla sembrava avere un tratto troppo diverso da quello tradizionale e non tutti lo apprezzavano. C'è stato anche un momento, quello per esempio dell' "Orribile Maledizione", "La valle del vento" o anche "La lunga marcia", in cui il suo estro pittorico lo aveva portato a differenziarsi ancora di più e a cercare soluzioni estrose e grafismi estremi di cui nessuno metteva in dubbio la genialità, ma che creavano un effetto straniante nel lettore. Qualcuno diceva che Chiarolla poteva andar bene per Dylan Dog ma non per Zagor. Io e Sandro abbiamo fatto un lungo lavoro insieme, basato su consigli, raccomandazioni, vignette ridisegnate, continue ricerche di soluzioni e i risultati si sono visti. Sandro non è diverso da se stesso, visto che il suo stile è inconfondibile, ma ha preso le misure alla serie. Così, non è una sorpresa per me leggere su un forum un lettore che scrive: “La storia è intrigante, piena di pathos, paura e terrore, ottima l'idea dei flashback. Eccellente il lavoro di Chiarolla, che è perfettamente a suo agio in quest'avventura marinaresca. Uno dei migliori maxi di sempre”. Peraltro, ho letto commenti molto positivi proprio sulla collana dei Maxi che, in parecchi, giudicano una buona serie a livello complessivo. Il che mi moooolto piacere, vista la fatica che costa scriverla, disegnarla, revisionarla e mandarla in edicola due volte all’anno.

Ovviamente, mi sono giunte alcune critiche da parte dei (soliti) detrattori. Mi pare giusto, oltre che inevitabile. Potrebbe essere interessante approfondirne alcune. Mi sono chiesto a lungo se sia o non sia il caso rispondere a chi si chiede perché Zagor non si tagli se si fa la barba a bordo di una nave mentre c’è il mare mosso. Tuttavia, finché non mi si chiede perché il movimento delle onde non rovesci il vaso da notte di Cico, non mi sottraggo all’obbligo del chiarimento: evidentemente, in due giorni di tempesta ci sono stati cinque minuti di tregua di cui il rude Spirito con la Scure, che teme moltissimo i taglietti, ha approfittato.

I due giorni di tempesta hanno incuriosito anche chi si domanda perché Zagor resti in cabina obbedendo all’ordine dell'ufficiale che ce li ha messi dentro. Non so: potrebbe essere una risposta dire che sono rimasti lì perché la porta era chiusa a chiave? Zagor è in attesa di chiarire la sua posizione (a tutti gli effetti è un clandestino a bordo di una nave su cui ci sono stati degli omicidi), c’è una tempesta in corso per cui anche i passeggeri con regolare biglietto sono invitati a restare sottocoperta, il nostro eroe non vuole peggiorare la sua posizione sfondando la porta e uscendo a fare il gradasso mentre i marinai lottano per la salvezza della nave, non mi sembra così strano che, pur con un certo nervosismo, anche uno come il re di Darkwood preferisca attendere gli eventi per qualche ora. Niente vieta di credere che abbia più volte insistito per poter uscire, ma evidentemente chi lo ha chiuso in cella gli ha chiesto di aspettare dato che ci sono problemi più gravi che occuparsi di lui. Zagor dunque attende, sicuramente invitato a stare calmo anche da Cico. Quando poi è chiaro che la situazione degenera, il nostro eroe sfonda la porta ed esce. A me questa ricostruzione dei fatti pare, oltre che credibile, del tutto logica e razionale: immaginavo che tutti fossero in grado di arrivarci da soli. Non è così. Forse servivano un po’ di spiegazioni in più.

No, le spiegazioni però no. Perché poi, gli stessi che si chiedono il perché dei mancati taglietti nel farsi la barba, non sopportano che si spieghi quello che magari così chiaro non è. Da qui in poi, occhio allo spoiler (se non avete letto la storia). A un certo punto, c’è qualcuno che suona una grossa conchiglia come se fosse una specie di tromba. Zagor, che fino a quel momento si è chiesto che cosa fosse quel suono, pensa: “Evidentemente funge da segnale o da richiamo per gli altri guerrieri”. Apriti cielo e spalancati terra. Il nostro eroe non doveva pensarlo: mica avrà creduto che quel tipo si stesse facendo “una suonatina per i tazzi suoi”. Sinceramente, fra tante possibili critiche, questa mi sembra davvero ridicola. Se io, senza sapere degli usi e costumi di un popolo sconosciuto, vedessi un tipo che sventola una coperta sul fumo di un piccolo falò, e ci riflettessi sopra, potrei fare varie ipotesi. Vediamo: 1) la coperta è infestata da tarme o da cimici e quello è un buon sistema per disinfestarla; 2) il fuoco va ravvivato e gli si fa vento; 3) la religione di quella gente impone un rito tradizionale propiziatorio che viene fatto così; 4) si fanno dei segnali a qualcuno che vede le nuvole di fumo da lontano; 5) il tipo è uno un po’ bizzarro che fa cose senza senso. Se io mi convincessi che è vera l’ipotesi 4), perché non potrei esprimere il mio convincimento? Peraltro, su Zagor si usa seguire il corso dei pensieri dei personaggi: se uno adotta una risoluzione (“devo sbrigarmi”) o fa delle ipotesi, l’usanza è di accennarlo, perché tutti noi, nella vita quotidiana, abbiamo quel tipo di pensieri.

Singolarmente, quando Zagor trova un dente di Carcharodon megalodon, un grande squalo preistorico, e non riconosce la specie (o almeno, non lo dice), ecco il lettore supercritico inalberarsi: “la somiglianza di quel dente con quelli di squalo è netta (io l’ho pensato subito a pagina 100). Perché a Zagor non gli viene in mente dato che è sempre così prodigo di ipotesi?”. Ecco, qui invece bisognava che Zagor (che vive in una foresta e non è poi così esperto di denti di squalo) si improvvisasse biologo marino e tenesse una conferenza sui selaci (specie estinte comprese), magari spiegando perché quei pesci hanno scheletri cartilaginei ma denti ossei. Come diceva Totò: ma mi faccia il piacere.

Concludendo: se non spieghi, avresti dovuto spiegare; se spieghi, non avresti dovuto spiegare. Che poi, alla fine, uno spiega anche per il terrore del lettore che chiede spiegazioni. La faccenda dello spiegazionismo a questo punto, con tutta la buona volontà, va risolta così: lo stile tradizionale nolittiano lo impone. Punto e basta. E' Sergio Bonelli stesso a ribadirlo, nel libro-intervista "Come Tex non c'è nessuno", a Franco Busatta. Secondo Busatta, lo stile narrativo di Nolitta può essere definito “didascalico”. Cioè, che intende accompagnare per mano il lettore all’interno della storia. E Sergio commenta: “E’ vero. Nel racconto bonelliano lo svolgimento della vicenda deve sempre essere molto chiaro e ben spiegato. Anche perché le nostre pubblicazioni sono pensate non tanto per l’intenditore, per il cultore del fumetto, ma soprattutto per il lettore, appassionato o occasionale, per il fruitore distratto, che magari vuole da un fumetto soltanto mezz’ora di spensierata, distensiva lettura”.

Sono almeno un paio i passaggi del Maxi dove io non avevo spiegato qualcosa, e le letture redazionali di altri colleghi mi hanno invitato a meglio chiarire per superare un punto oscuro o una possibile obiezione. Così si fa, qui da noi. Chi non apprezza i dialoghi che "accompagnano per mano" il lettore, cerchi di spportarli: in fondo, è sempre meglio essere chiari, che oscuri. E di solito, chi è chiaro viene meglio capito.

Infine, la "morale". Ricevo in redazione la telefonata (fra le tante) di un lettore torinese, entusiasta. Oltre a fare apprezzamenti sulla storia, il lettore sottolinea il mio "coraggio" nell'aver scelto un tema politicamente scorretto (nell'attribuzione del ruolo dei "cattivi"). Per fortuna, dice lui, nell'ultima tavola è stato chiarito che, in qualche modo, i carnefici sono a loro volta delle vittime. Una perfetta "morale" nolittiana, concordiamo entrambi. Ma ecco l'implacabile detrattore sul forum: "Voto 5 alla morale finale. Se Zagor fosse andato a scuola sarebbe stato di sicuro il cocchino della maestra". Olè: non paga più neppure la nolittianità. Zagor dovrebbe diventare quel che non è mai stato: un cinico. E a noi autori, che siamo stati politically incorrect per 285 tavole, ma cerchiamo di salvarci in corner dalle possibili critiche dei buonisti a pagina 286, questo non basta per accontentare i fautori della scorrettezza: bisognava essere cattivi fino in fondo. Implacabili come i detrattori, giustamente.

18 commenti:

Leonardo Ancilli ha detto...

Premetto il maxi mi è piaciuto tantissimo, ben struttutato, storia corposa, ottima l’idea dei flashback per raccontare il naufragio, e poi io ho un debole per le storie di mare tant’è che aspetto con anzi un ritorno del capitano Fishlegg e della sua ciurma.

Sinistra la sincronia di tempi con quanto successo al Giglio, l’archivierei come una di quelle strane coincidenze che la vita ci riserva.

Credo sia giusto che Moreno risponda alle critiche, ma farei una distinzione solo se queste sono ben argomentate e non il classico “ma che schifo” messo li senza dire il perchè. Io sono un grande appassionato di internet e di fumetti, frequento Forum di ogni genere e gestisco pure un sito (Sport USA) dove il contatto e i commenti con i lettori sono alla base di tutto. Ma una situazione come quella dei forum dei Fumetti italiani la trovo grottesca, il 90% dei post sono critiche molto delle quali assurde, perchè si vuole dare una spiegazione logica ad ogni vignetta o ad ogni passaggio di sceneggiatura. Il fumetto di per se è “sogno” se si pensa di dare una spiegazione logica a tutto, decade la funzione primaria del fumetto. E’ chiaro che ci sono tipologie di fumetto che non devono distaccarsi troppo dalla realtà (i polizeschi come Julia per dirne una), ma ci sono anche fumetti dove l’avventuare e l’enfatizzazione di essa, non richiedono una riconduzione vicina alla realtà, anzi una dover spiegare tutto finirebbe per togliere quel feeling e quel pathos che la storia con questi “vuoti di sceneggiatura” fa diventare i suoi punti di forza.

Pensate un po voi se GL Bonelli avesse dovuto spiegare tutto nei Tex degli anni 40-50, storie bellissime, ma di una essenzialità enorme, e invece è proprio da li che è nato il successo, non c’è bisogno di spiegare e dettagliare come Tex ha trovato il farabutto di turno, lo ha trovato e basta e ora è di fronte al suo “clarinetto” e tanto basta.

E per Zagor la cosa è persino più accentuata visto che nel suo percorso 50ennale incrocia personaggi che vanno molto oltre la realtà del tempo, stregoni UFO, guerrieri, invasati di ogni tipo.

Quindi lasciamo spazio alla fantasia, e lasciamo che ci sia quel distacco dalla realtà che rende unico il fumetto.

Michele P. ha detto...

non potevate sapere.. anche se l'antipolitica è sulla cresta da anni ;) confermo, i maxi di Zagor sono sempre dei buoni prodotti!

Alessandro Oresti ha detto...

sono rimasto molto soddisfatto da questo maxi, e nel leggerlo ho solo cercato, come faccio tutte le volte che leggo un fumetto, di lasciarmi trasportare dagli eventi, senza mai provare a fare delle ipotesi su come potrebbe finire la storia, perchè per me è più divertente scoprirlo leggendola ;)
è anche per questo che mi sono stupito anch'io scorrendo certi commenti nei forum, dove ho percepito, come dici tu stesso, un po' di critiche fini a se stesse...

la riflessione finale sullo stato degli indigeni non mi è dispiaciuta affatto, non ci ho visto nulla di moralistico, se proprio devo criticare un po' il finale, mi viene da dire che mi sarei aspettato qualche mistero in più, mi sarebbe piaciuto ad es. vedere qualche mostro in azione, invece tutto alla fine è stato spiegato in maniera razionale...
mi fa piacere che tu sia stato capace di scrivere questo maxi ispirandoti a lost senza averne mai visto una sola puntata, il che dimostra una cosa che ho sempre creduto: ci si può ispirare a qualcosa anche per solo averne sentito parlare :)

Anonimo ha detto...

E' difficile accontentare tutti. E al giorno d'oggi è troppo semplice ascoltare (ricevere) il parere di tutti, attraverso i mezzi di comunicazione diretta che i lettori hanno per arrivare all'autore. Immagino che Nolitta non avesse di questi problemi, per il semplice fatto che un tempo non esistevano tutti i blog, forum, fanzine di oggi. Qualche lettera, magari, qualche telefonata, o fax.
Credo che oggi tu, Moreno, sia molto più esposto ai pareri esterni di quanto fosse Bonelli.
apomorfina

Stanley A. ha detto...

Ho letto con molto interesse ciò che hai scritto... dopotutto "il mondo è bello perchè vario". Tutto quello che facciamo e, nel tuo caso, scriviamo, non a tutti va bene. Il fatto che ci siano sempre i "soliti" detrattori non penso che ti spaventi più di tanto, visto che sono sempre "i soliti". Stai sereno e continua a creare, come hai sempre fatto fino ad ora, storie e racconti avvincenti. E detto da un non lettore di Zagor... la dice lunga!!! Un abbraccio.

Kerzhakov91 ha detto...

Un utente sul forum SCLS: "Burattini in riferimento al prossimo numero di zagor in uscita il 2 febbraio: "Non perdetevi la rubrica della Posta".............. sarà la volta buona per un annuncio?"

Non resta quindi che aspettare con trepidazione l'uscita del prossimo numero di Zagor, e non solo a questo punto per l'inizio ufficiale della trasferta...

Per quanto riguarda la Ristampa, ormai - nonostante non sia ancora arriva l'ufficialità - le voci si rincorrono, ognuno dice la sua... Personalmente mi auguro solo una cosa, che reputo la più importante: che sia CRONOLOGICA e non un'antologia delle migliori storie (scelte da chi? e su quali basi?), una sorta di "best of" insomma.

Primo perché altrimenti...che ristampa sarebbe?

Secondo perché Zagor (dopo Tex, il personaggio più longevo nella storia del fumetto italiano, che proprio nel 2011 ha compiuto 50 anni, portati peraltro benissimo) si merita una ristampa fatta come si deve, un'edizione speciale e definitiva in grado di accontentare tutti e di celebrare nel migliore dei modi lo Spirito con la Scure e ovviamente il suo creatore. Già, perché anche Sergio Bonelli si meriterebbe una ristampa completa. Così come tutti gli altri autori (sarebbe un peccato non vedere ristampate, per esempio, tutte le storie del cosiddetto "Rinascimento Zagoriano") e gli stessi appassionati, fedeli lettori.

Zlatibor Stanković ha detto...

I read only half of the article- I was afraid of a possible hints about the story. In Serbia, we still have to wait for this story. Chiarolla... When he came to Zagor staff his style was, I think, a surprise, but very soon his artistic approach became one of Zagor standards among the readers. I loved his drawings in Martin Mystere, and love it in Zagor. Looking forward to this story! I am watching "Lost" on DVD these days, and I guess I will finish it till the time "Mysteries Island" hits the newsstands in Serbia.

RICHARD ha detto...

E' fatale che ci siano detrattori. Anche molto fanatici. E' come per l'Opera Lirica. Chi ama molto, può anche odiare molto e farsi trasportare dalla sua passione.
Non ti curar di loro...con quel che segue.

cicotenay ha detto...

Caro Moreno ho trovato il maxi molto bello ed emozionante, anche se non sono un grande estimatore di Chiarolla ammetto che questa volta ho gradito i suoi disegni, in quanto alle critiche io la penso cosi il fumetto deve essere evasione e divertimento se poi ci sono anche spunti di riflessione interessanti tanto meglio, tu continua a scrivere le belle storie che tutti apprezziamo con o senza spiegazionismo lo stile nolittiamo e quello che amiamo e tu ne sei l'alfiere," i soliti detrattori" se ne facciano una ragione e se proprio non sopportano la cosa che smettano di leggere Zagor, continua così.

P. Alexis ha detto...

A me lo "spiegazionismo" piace perché mi semplifica la lettura.

Kiki Manito ha detto...

Salve, sono l’utente Kiki Manito, il solito detrattore. Non sono stato nominato ma essendo state citate pari, pari alcune mie frasi è come se lo fossi quindi dico la mia.

Riguardo il dente, la cabina e la conchiglia, non ho nulla da aggiungere rispetto a quanto scritto sopra perché l’interpretazione iniziale e finale è di chi scrive la storia e non ci piove. Ma non è questo il punto.
Riguardo il didascalismo/spiegazionismo, se è vero che è tradizione nolittiana è vero anche che il modo di perpetrare questa tradizione non è gradito ad alcuni. Ma non è questo il punto.

Il punto fondamentale ora credo sia far comprendere agli autori, qui Moreno Burattini, ma è valido anche per qualsiasi altro, la differenza tra un forum, una conferenza e un angolo della posta.

Una conferenza è un luogo in cui prima gli autori parlano e poi i lettori o i fan fanno domande più o meno intelligenti.
Un angolo della posta (ma può anche essere un topic dedicato all’autore) è un luogo in cui il lettore fa domande all’autore e questi risponde a seconda del tempo a disposizione.
Un forum è un bar, una piazza, un forum è un luogo virtuale dove si discute del più e del meno tra utenti che non hanno nessuna distinzione: possono essere lettori, autori o uno che passa per caso.

Quindi è chiara la differenza: nei primi due il dialogo avviene all’interno della dicotomia lettore-autore. Nel terzo il dialogo avviene tra utenti.

Se io o altro utente scriviamo in un topic un commento, una critica o un elogio ad una storia non può e non deve essere interpretato come un qualcosa “ a cui non si sa se sia il caso di rispondere”. Perché se l’utente vuole domandare qualcosa lo fa da lettore nel luogo adatto.

Un autore non può rispondere a una critica fatta in un topic di un forum? Certo che sì ma da utente a utente, in quel topic e senza estrapolare, analizzare e trasformare il tutto in una domanda da lettore a autore perché rischia di sbagliare alla grande.

Lo dimostro. Se io scrivo in un topic aperto per commentare il Maxi: “come hanno fatto Zagor e Cico a radersi mentre la nave li sballottava di qua e di là? Sai che tagli!” ma può essere una domanda ad un autore questa? Certo che no! E’ solo una battuta scema in un post qualunque.
Se dico che Zagor è il cocchino della maestra ma può essere una cosa da analizzare scientificamente?

Sono commenti nati sul momento come le chiacchiere da bar. Non sto chiedendo nulla, non sto pretendendo alcun cambiamento perché se così fosse andrei alla conferenza, nell’angolo della posta, nel topic o nel blog dell’autore. Sto scrivendo un commento che gli altri utenti possono a loro volta commentare o ignorare. Tra l’altro come solito il tono è chiaramente tra il serio e il faceto, tra la strunzeta e l’analisi (quasi) logica. Perché un forum è appunto una piazza in cui utenti ascoltano utenti e rispondono da utenti. Non è una piazza in cui si va a parlare per essere ascoltati dagli autori. A meno che questi ultimi non siano a loro volta utenti ma è comunque un rapporto utente-utente.

Molto meglio Boselli quando da utente mi dice che mi piglia amichevolmente a calci nel culo così che io poi posso punzecchiarlo un altro po’ senza che venga meno la stima per il grande autore che è.
Burattini vieni nel topic e mandami affangulo ma non sezionare un discorso informale, non rivolto all’autore, per usarlo in una difesa ufficiale perché così, non saprei come altro dirlo, salti da un livello comunicativo a un altro.

Ari-salve sono l’utente Kiki Manito, il solito detrattore… ma non è vero. Perchè ho ampiamente promosso soggetto e sceneggiatura e ho subito trovato la citazione lostiana, però sì, i dialoghi m’abbioccano.

Riguardo il dente, la cabina e la conchiglia… Ah! Ho già detto…XD

Warzak ha detto...

Ho finito di leggere l'albo pochi attimi fa (ore 22:00 di giovedì 19 gennaio) e tra le varie cose ho apprezzato principalmente due aspetti:
1)come la struttura sia consapevolmente destrutturata con con un continuo avanti e indietro a rincorrere i fatti precedentemente accaduti;
2)e come il racconto non ceda a facili sensazionalismi da B-movie del fantastico (pur da me apprezzati), ma attinga a piene mani dalla grande letteratura ottocentesca di avventura e marinara puntando su delle robuste caratterizzazioni psicologiche.
Tutto questo, come detto sopra, raccontando in maniera moderna, con una tecnica rintracciabile visionando i tanti splendidi serial televisivi made in USA.
In quanto al finale, lo definirei realistico: Zagor riconosce i motivi che hanno spinto ad agire così i negri dell'isola, ma non si oppone (e non li giustifica) certo al "repulisti" invocato dal tenenete. Apprezzo, tra l'altro, questo "nuovo" Zagor duro e implacabile e che non si "piange addosso".
In passato, invece, in Zagor potevamo leggere frasi di una retorica che, secondo la mia mutata sensibilità, oggi trovo un tantino insopportabile.

Giampiero B.

Moreno Burattini ha detto...

Per Kiki: non ho volutamente citato nessun nome perché la mia (piccola e ironica) polemica non era rivolta né contro te (peraltro commentatore benevolo e attentissimo in molte circostante, e perfino in questa) né contro qualcuno in particolare, ma contro un certo modo di fare diffuso dovunque. E' facilissimo riscontrare esempi di "peluovismo" e di accanimento un po' dappertutto, e quel che tu puoi aver detto con spirito goliardico un altro lo commenta subito con un "è vero!". Anche l'ironia, al pari dei come e dei perché di una storia, pretende di essere colta e non mi disturbano le battute ma coloro che non le capiscono o le riferiscono o le fanno proprie come se fossero critiche serie. Poi, è evidente che ho colto la palla al balzo, parlando dell'unico commento negativo (che negativo non era), il tuo (che è stato anche il primo), per affrontare un argomento più generale che riguarda, com'è evidente, tutte le storie di tutti gli autori (tranne Nolitta). Non guardiamo il dito, dunque, ma la luna: si prende un esempio (anonimo) e lo si rende antonomastico. Nessuno può negare che là dove tu, scherzando, hai citato lo Zagor che non si taglia radendosi, altrove o qualcun altro si dicono cose simili (tutti i mesi) senza scherzare. La faccenda dello spiegazionismo invece non è uno scherzo e qui, purtroppo, si tratta di continuare ad accettare o non continuare ad accettare una tradizione che, in qualche modo, lo impone.

CREPASCOLO ha detto...

Sono un fan di Chiarolla da quando, appena uscito dall'uovo, cercava la sua strada e lavorava, in nero e sottopagato come quella filmaker sotto falso nome in un reportage trasmesso ieri nel corso dello show di Mike Santoro, su di una nave da crociera. A modo suo una cosa rivoluzionaria considerato il contesto: Sandro riproduceva scene salgariane in sequenza sullla epidermide dei passeggeri. Body painting e fumetto d'antan ensemble. Boss Boselli era in tour come talent scout con mandato SBE ('' A Cuba ho trovato il Suarez di Mister No: prendi il mare su di un cargo battente bandiera liberiana e torna con un nuovo Galep o con un Fergal implume ! '' ). BB aveva provato ad imbarcarsi come clandestino con il nome in codice Zor Pampuri - che gli pareva etnico e credibile - su di una baleniera che sarebbe piaciuta tanto ma tanto a Vecchioni, Fossati e Pratt, ma i suoi documenti ( falsificati dai letteristi SBEllici ) avevano insospettito il capataz, un malese equivoco che sarebbe piaciuto tanto ma tanto a Magnus. A dirla tutta, le firme erano OK, ma quella sagomaccia di Alessandrini aveva ritoccato con il pennino la fotina di BB che pareva Mister Jinx sorpreso dai fari di un SUV sull'autostrada di notte.
Sto divagando, chiedo scusa, come il Marlow di Conrad, ma torno immediatamente a bomba: BB non si era perso d'animo e aveva comperato un biglietto di turistica con i soldi della piccola cassa e si stava godendo il viaggio verso un paradiso esotico quando era rimasto folgorato da uno Yanez che ammiccava dai paraggi del lato B di una signora che sarebbbe piaciuta tanto ma tanto a Carlos Nine o a Jeff Jones. Chiarolla finisce sotto contratto SBEllico in tempo zero.
A dirla tutta, all'inizio il ns pittore da pelago non era tanto sincronizzato con la nolittocosa e la didafilosofia per il lettore perso dentro i fatti suoi come direbbe il signor Rossi. La sua prima idea di comics era presa di peso da Stray Toasters e propose al signor Nolitta un graphic novel su di un pedalò senziente che si allontana dalla battigia del mare di inverno un cm al mese fino a raggiungere la toilet di un bagnino che si sta facendo la barba, spaventandolo come in un B-Movie. SBE la prese benissimo - okay, vibrava un muscoletto sotto l'occhio sinistro, ma era una cosa impercettibile che si sarebbe notata forse in una tavola di Casertano o Villa - e convinse El Chiaro a lavorare per un po' sul Detective dell'Impossibile e a smettere di assumere funghi da dieta sciamanica. Oggi Sandro si concede al massimo le Pringles al peperoncino...

Anonimo ha detto...

Che dire...., davvero una coincidenza incredibile!! Almeno questo è il primo pensiero che mi è venuto in mente mentre scorrevano in tv le tragiche immagini del naufragio.....
Però non è l'unica conincidenza del genere..., anche quando è uscita la prima storia disegnata da Joevito (in cui c'erano degli uomini lupo) nelle sale cinematografiche imperversava "Wolfman".
Mi chiedo quale sarà la prossima coincidenza....., niente storie apocalittiche..he!!(ah..ah)
(zenith52)

Ale ha detto...

3 cose, Moreno (anche se non ho ancora letto il maxi):

1- a me le tue storie van benissimo cosí, spiegazioni comprese.

2 - Chiarolla, l´ho sempre adorato fin dal primo albo (amo molto Toppi e un po´li accosto). Quando potrai, digli da parte mia che la sequenza della sparatoria in chiesa nella storia "La terra dei Cherokee" é per me una delle pagine più gloriose del fumetto italiano, ma bravo anche tu che l´hai ideata.

riguardo alla telefonata del lettore torinese; leggo sempre di questi lettori che ti chiamano. Accidenti, ma è così facile? E pensare che io vi immagino sempre dei dell´Olimpo ;)

un caro saluto

Anonimo ha detto...

LORENZO

Io non ho capito una cosa e spero che qualcuno, magari Burattini stesso, me la spiegherà:

Angel è forse un... VAMPIRO?!

No perché delle due l'una:
A) Non è un vampiro. Bene, vuol dire che si tratta di uno squilibrato/maniaco omicida che impazzisce ogni tanto (un pò come Jason Raven nel num. 129 "Follia Omicida"). Ma allora perché ha i canini sporgenti, emette quel verso e morde l'indigeno al collo?;

B) E' un vampiro. OK ma... non dovrebbe morire per un colpo di lancia, ci vorrebbe il classico paletto di legno o il crocifisso ecc.. giusto? E come ha fatto a sopravvivere alla luce del sole?

Ma forse non è niente di tutto questo, è solo la mia immaginazione! :D

Moreno Burattini ha detto...

Per Lorenzo: no, Angel non è un vampiro! :-) Però, siccome ha un aspetto angelico e Zagor all'inizio si meraviglia che sia "all'inferno" (tra i galeotti), lui gli fa capire che le apparenze ingannano e forse un giorno gli racconterà la sua storia. Non riesce a farlo, ma la si può intuire: Angel è in grado di avere scatti omicidi, crisi di follia violenta e irrefrenabile. I canini un po' aguzzi ce li abbiamo tutti, chi più chi meno, e le smorfie di rabbia a volte li scoprono.Chiarolla li ha evidenziati per sottolineare emotivamente il concetto.