domenica 1 gennaio 2012

UN CULO NUDO NEL TITOLO

Ho controllato, per pura curiosità, quali sono stati gli articoli di questo blog più cliccati. Tra i primi dieci ci sono “Nudo di donna”, “Meglio nudo”, “Il tuo culo e il tuo cuore” e “La borsa della spesa”. Ci ho riflettuto su. Evidentemente le parole “nudo” e “culo” attirano i click. Se mettessi più spesso un culo nudo nel titolo, aumenterei a dismisura le visite. Ma “La borsa della spesa”, che c’entra? Mi clicco da solo e vado a vedere. Apparentemente, si tratta soltanto di alcuni miei consigli per gli acquisti in fumetteria. Ma, in apertura, ho paragonato la mia abitudine a leggere fumetti anche dopo otto ore trascorse in redazione a correggere, o a scrivere, tavole di Zagor, a Rocco Siffredi che, al termine di una giornata sul set, torna a casa e fa l’amore con la moglie, Rosa Caracciolo. A commento del pezzo, c’era appunto una foto della coppia. Ecco, suppongo che centinaia di click derivino da gente che ha fatto una ricerca su Google cercando immagini dei due.

Al di là dell’aneddoto, mi pare evidente che quando Rocco compariva in TV facendo la pubblicità ad "Amica Chips" e sosteneva che “la patatina tira”, aveva proprio ragione. Il che non mi dispiace, sia chiaro. Mi dispiace piuttosto la prospettiva opposta, ovvero che cominci a tirare meno: lo vedo dallo spam. Una volta mi arrivavano mail che mi proponevano di visitare siti hard oppure comprare viagra o apparecchi per aumentare le dimensioni del pene (trovavo offensiva non tanto la proposta, quanto l’idea che pensassero che ne avessi bisogno); oggi invece mi si offrono bonus per entrare nei casinò on-line. Forse rovina meno le famiglie il porno, a pensarci bene.

A questo punto, però, dato che è venuta fuori la fatidica parola, ci potremmo chiedere quale sia la differenza fra pornografia ed erotismo. “La pornografia è l’erotismo degli altri”, risponde l’illustratore Leone Frollo (che di erotismo e di pornografia se ne intende). Infatti, chiunque realizzi disegni, foto, film o testi che si cimentano con il mistero dell’energia divina e ancestrale scatenata dalle pulsioni sessuali trova quasi sempre disdicevole definire “porno” i propri lavori, e cerca di solito di nobilitarli etichettandoli come “erotici”. I pornografi, insomma, sono sempre gli altri. “Pornografia”, nell’accezione più superficiale (e pertanto più diffusa) del termine, è infatti sinonimo di volgarità, trivialità e bassezza. Tutto il contrario dell’Arte, che viceversa è nobile, raffinata, elevata. Dunque, apparentemente, non può essere data raffigurazione pornografica che sia anche artistica.

Normalmente si tende a definire “pornografica” una rappresentazione di un atto sessuale (scritta, disegnata, filmata, fotografata, rappresentata) in cui l'atto stesso sia visibile in maniera chiara e ostentata; invece sarebbero “erotiche” quelle immagini o quelle scene o quelle descrizioni di atti sessuali o di corpi nudi in cui l'oggetto della rappresentazione è velato e si lascia intuire più che vedere. Il che, a conti fatti, non dice nulla, in verità, sulla “nobiltà” della rappresentazione medesima. Ci possono essere immagini cosiddette “pornografiche” in cui si vede tutto, realizzate con tecnica sopraffina, e immagini cosiddette “erotiche” scadenti e dozzinali. La raffinatezza di un’immagine non dipende dal fatto che si tratti di rappresentazioni hard oppure soft, "pornografiche" o "erotiche", ma da un altro, semplicissimo fatto: che siano belle oppure brutte, fatte bene oppure fatte male. E questo è tutto, come diceva Oscar Wilde parlando dei libri che non andrebbero mai divisi fra morali o immorali, ma fra scritti bene o scritti male, punto e basta. Sempre secondo il sentire comune, però, esistono forme di erotismo che possono essere artistiche. L’erotismo gode di buona stampa, la pornografia no.

In realtà il distinguo dovrebbe essere etimologico. "Erotico" viene da eros, e dunque si riferisce a tutto ciò che concerne la sfera amorosa e sessuale (con amore e sesso ricondotti a un unicum indissolubile); pornografico deriva invece da porné, in greco "meretrice", e dunque più specificamente riguarda la rappresentazione dell'atto sessuale in quanto tale. Ergo, l'erotismo ha un'accezione più vasta, la pornografia è un settore dell'erotismo, quello più spinto ed estremo. Se una foto hard è fatta come se dovesse comparire su un trattato di anatomia, e dunque non è eccitante perché manca dell’indispensabile spezia della malizia, allora è fatta male poiché lo scopo delle foto è quello di dare un brivido. Ma se una foto hard è fatta in modo “artistico”, ed eccita, allora è fatta bene. In campo artistico la grandezza di un autore si riconosce da come (con quale padronanza delle tecniche e con quale felicità di idee) e quanto (in che misura) riesce a suscitare emozioni nei fruitori della sua opera. Certo, conta molto anche la sensibilità del fruitore, ma questo è un problema che riguarda ogni forma d’arte e di comunicazione. S’intende che il giudizio attendibile dev’essere dato da un fruitore competente. La pornografia è un semplicemente un settore, il più estremo, dell'erotismo, e non si possono escludere a priori le valenze artistiche del porno come prodotto d'autore.

Il Grande Dizionario della Lingua Italiana Moderna (Garzanti.) definendo l'aggettivo "erotico" dà tre accezioni. La prima: che si riferisce all'amore sensuale (è appunto la definizione più legata all'etimologia primaria, cioè alla derivazione da eros). La seconda: che tratta di argomenti amorosi (di nuovo, Eros ma come dio dell'Amore). La terza: che eccita i sensi, afrodisiaco. Accogliamo la terza accezione come la più calzante a proposito di libri, film, foto, spettacoli, rappresentazioni, arte in generale. Dunque se erotico vuol dire eccitante, possiamo stabilire che il porno, sottocategoria dell'erotico, a priori non lo sia? O che addirittura, la pornografia sia del tutto scollegata dall'erotismo? Evidentemente no. Il porno sta all'erotismo come il cyberpunk alla fantascienza. O come il thriller sta al giallo.

Lo stesso Dizionario definisce la pornografia come "raffigurazione o trattazione di immagini o soggetti di argomento e di carattere erotico e ritenuti osceni o comunque eccedenti i limiti imposti alla morale o dalle consuetudini correnti". Va notato come il compilatore inserisca la pornografia nell'ambito dell'erotismo, e non escluda gli intenti artistici: dice soltanto che la rappresentazione eccede i limiti delle consuetudini. Ma l’"osceno" è un registro espressivo. Verlaine è osceno, ma non per questo non è un artista. Non è giusto ritenere volgare una frase o una foto “solo” perché rappresenta un pene in erezione o una penetrazione anale. Il pene in erezione è qualcosa di "rappresentabile"? Sì. Dunque può essere "rappresentato" bene o male, come qualunque altro soggetto, e rappresentarlo è pornografia perché eccede i limiti del comune senso del pudore, ma la rappresentazione può essere geniale o deprimente senza che nessun pregiudizio possa stabilirlo a priori. Pornografico non è antitetico rispetto ad artistico. Una cosa può essere artistica e pornografica allo stesso tempo. L'unica antitesi possibile è fra una cosa fatta bene e una cosa fatta male, proprio come riteneva Wilde.

Alcuni anni fa mi colpì molto un saggio, pubblicato in Italia nel 1995 da Castelvecchi, intitolato “Difesa della pornografia”. A scriverlo infatti non era soltanto una donna, ma Nadine Strossen, femminista militante e insegnante di Diritto Costituzionale alla New York University, autorevole studiosa dei problemi legati alla libertà di opinione e di parola. La tesi di fondo dell’autrice era, in soldoni, che la censura, di qualunque tipo, è stata (e continua a essere) il primo strumento di repressione antifemminile.

A ripensarci oggi, mi viene da sorridere riflettendo su un aspetto alquanto singolare della questione: abbiamo assistito negli ultimi mesi a vivaci campagne, incredibilmente di marchio progressista, contro il cosiddetto “sfruttamento” del corpo femminile al punto che mostrare un gluteo al vento su un cartello pubblicitario o in un balletto televisivo sembrava, anziché un omaggio, un insulto alla femminilità. Dunque, la difesa della pornografia pare essere una battaglia di destra. Negli anni Sessanta, invece, la generazione dei "Porci con le ali" si considerava di sinistra, e a destra stavano i reazionari, i censori, i moralisti. Io, che ho sempre trovate ridicole le distinzioni ideologiche sostengo che gli anti-pornografi sono i veri reazionari e gli anti-anti-pornografi sono progressisti. Scrivo anti-anti-pornografi perché non si tratta di essere a favore della pornografia considerandola un valore assoluto. Si tratta di essere contro coloro che vogliono impedire a chi lo desideri di fruire della pornografia. Secondo la Strossen, la censura che molte veterofemministe ideologicizzate vorrebbero imporre sulla pornografia (come su moltissime altre forme di espressività) è di per sè stessa fautrice di un ordine costituito che salvaguardia il vecchio, mentre la libertà porta avanti il nuovo. "Difendere in ogni sua forma la libertà di parola è un compito che va di pari passo con la battaglia per la libertà d'azione e di espressione delle donne", spiega l'editore italiano in quarta di copertina, sintetizzando il punto di vista della scrittrice.

Gli argomenti portati dalla Strossen a difesa della pornografia sono tutti condivisibili e inoppugnabili. Si parte dal concetto che la libertà di espressione, e di fruizione di quella espressione, sono intangibili; ma poi si arriva a sostenere, giustamente, che la pornografia (ovviamente quella fatta e fruita da adulti consenzienti) non è di per sé stessa né malvagia, né controproducente, né deleteria. Non provoca stupri e violenze ma anzi in gran parte li esorcizza, li distrae. Come disse una volta Rocco Siffredi di non so più quale presidente guerrafondaio: se gli avessero dato un po’ dei film da guardare, si sarebbe rilassato e avrebbe sganciato meno bombe. La Strossen continua dicendo che la pornografia non strumentalizza le donne in quanto sia chi si presta a foto e film porno, sia chi ne fruisce (il 40 per cento del pubblico, in America, è femminile), è consenziente e soddisfatto. Inoltre, la pornografia soddisfa bisogni inespressi, ed è per molta gente (incapace di altri contatti, o handicappata) l'unico modo per vivere una forma di sessualità. La Strossen nota inoltre che la pornografia è un concetto dai confini assai indeterminati, per cui ammettendo la censura si potrebbe porre il veto a certe statue greche nude, o alla stessa Bibbia che è piena zeppa di violenza sulle donne. Argomento, questo, molto interessante su cui potremmo ritornare.

5 commenti:

Ramath ha detto...

Ohh..ecco un bell'inizio di 2012!!!Mentre tutto va a putt...,parlare di sensualità,erotismo e pornografia sembra quasi un "ritorno" ad un mondo piu' consono alla natura umana.
Ci voleva.::)))
Affrontiamo la querelle anche in ambito fumettistico allora,dove ci muoviamo piu' a nostro agio.
Fatto salvo il candido mondo delle varie Isabella,Biancaneve sotto i nani,Zora e tutta la fumettologia porno (o eros??) dei "bei anni che furono",attualmente si è arrivati a livelli che sfiorano l'indecenza.Giammai farò parte della schiera dei bigotti e dei puritani,anzi apprezzo l'arte erotica e/o pornografica come forma espressiva.Ma ditemi cosa puo' trasmettere di culturalmente erotico un fumetto che accidentalmente mi è capitato tra le mani,qualche settimana fa,rovistando tra le scartoffie di un'edicola,dove accanto ad un confezionamento magari niente male,il contenuto lasciava intravedere solo esperte ragazzine con in mano "l'oggetto" intente a dimostrare le singole capacità "artistiche",nell'arte del ......(si,proprio quello che state pensando).Ora,capisco che se si vuole fruire di una pubblicazione pornografica si acquista una rivista del settore,se si vuol leggere Zagor si acquista Zagor,ma non capisco la smania di questi orientali (perchè son tosti,questi!!) nel voler esplicitare così crudemente ed aggiungo volgarmente,riducendo un fumetto ad una mera sommatoria di vignette senza senso e senza "anima".Ho contato 120 pagine così su 130.Li chiamano fumetti "manga".Io li definirei fumetti m....(cambio di vocale,Moreno)::))
Ho sentito dire che in Asia,le dimensione del "coso" sono sovente ridotte e quindi ritengo che la "differenza" la si voglia colmare anche in maniere poco ortodosse.
Ma vallo a spiegare qui in Sicilia,dove la cultura della "dimensione" viene vissuta come uno "status" e ci si arrabbatta piu' nella pratica che nella teoria.
Ecco che si ritorna quindi all'antico problema: è giusto propinare massicciamente eros epornografia a tutte le ore del giorno e della notte,a vederle sui tram,sui cartelloni pubblicitarie e,porca miseria,anche sull'incarto di quella caramella che mi ero messo candidamente in tasca e che offrii alla tredicennne figlia di una mia amica,la quale desiderava "qualcosa di dolce"?
Accendete la Tv: certo fa piacere vedere una bella ragazza in abiti discinti distesa sul divano,ammmiccante e sensuale e pronta alla "pugna",ma se ciò fa parte di una pubblicità in cui si reclamizza un bracciale,ditemi Voi qual'è il nesso?Forse l'arcano sta qui:l'utilizzo che si fa dell'eros e del porno.
Milo Manara ne fa una fusione sublime e non scade mai nella incedente volgarità.Quella pubblicità invece, è solo immondizia propinata ad uso e consumo di un bacino di utenza che assorbe passivamente quanto gli viene somministrato.
Ah,dimenticavo: quel bracciale è costosissimo,ma mio figlio 17enne,in età di forti pulsioni sessuali e di confusioni puberali,avrà sicuramente equivocato: la sua faccia esprimeva un quesito amletico: "Ma con la crisi,sono aumentati anche i prezzi delle putt...?"
Mondo perso....!!!

CREPASCOLO ha detto...

Quando ero ancora zitello - e nell'anima lo sono ancora e sempre lo sarò - mi capitava di frequentare i clubs sulla sabbia per Veri Naturisti. Sei un uomo di letture e immagino ne avrai sentito parlare: riserve in cui si cacciano volontariamente feticisti che si vestono di tutto punto in modi che non sono tollerati altrove. Uno spettacolo che Zigfield e Barnum non hanno mai visto. Ragazze Coccodè e cloni del giornalista Giannino si sfidano in gare sulla sella dei primi velocipedi ( quelli con la ruota anteriore grande come l'ego di un presidente guerrafondaio che non ha dato retta al trafficante di patatine Rocco ). Teletubbies e cosplayers di Platinette che giocano a bocce. Roba così. L'unico posto dove osavo travestirmi da Rollo Rompicollo
( non mi sento a mio agio con il nome Bugs Bunny che mi fa pensare ad un gangster di Vegas precipitato attraverso lo specchio con Alice )e dimenticare gli affanni del mio impiego part time come trovarobe per le pellicole biricchine.
Ricordo un falò sulla spiaggia. Ero seduto di fianco a Morena Bosella, la celebre etologa che ha dimostrato che il leone prova un trasporto erotico per la carne frollata, e contemplavo il suo costume combo di Supertelegattone e Betty Boop schiava di Jabba al posto della principessa Leila
( Leia per i puristi ndr ).
Avevo esagerato con la birra cruda e le chiesi se le era mai capitato di riflettere sulla distanza che certa cultura - e certe culture - tendono a mettere tra loro ed il termine pornografia. Non con queste parole, perchè quella roba aveva tanti di quelli ottani che, se il quel momento, avessi visto duellare all'arma bianca Zagor e Cicciolina non mi sarei chiesto chi faceva il ''pianista '' in parlamento al posto della performer. Sto divagando, chiedo scusa, sebbene mi fossi ripromesso una maggior sintesi x il 2012.
Morena reggeva l'alcol molto meglio di me - aveva passato due anni con una tribù di gibboni che siglavano la fine della stagione delle piogge in un rito simile all'Oktober Fest, ma + ordinato - e rispose che la vicinanza con gli organi sessuali primari - potremmo parlare di coincidenza del terminale ultimo - con gli apparati responsabili dell'eliminazioni dei rifiuti corporali ha portato ad una deriva secondo la quale era necessario scindere la storia umana della sessualità - relegandola alla procreazione che è , al limite, solo uno dei marketing targets del processo - da quella del pensiero nella sua inesausta ricerca di un senso e di una direzione cosmica alla ns avventura terrena che implichi una trascendenza, nella sua accezione + vasta e laica.
In altri termini, la elite che da sempre, e trasversalmente, per scopi che sono stati sviscerati ad nauseam , si incarica di tracciare una mappa che le masse seguiranno ha veicolato la teoria di un Uomo ( principalmente il sapiens, si veda la teoria di Fred Castelli in '' Java & i suoi Fratelli '' Saggi SBE 1982 ) che è tanto + lontano da quello che gioca all'animale con due schiene
( Bardo docet ) in quanto ha la testa persa tra le nuvole dove crescono le domande a cui è necessario e bello dare risposta. Concludeva la sua dissertaz on the beach, ipotizzando che alcune delle soluzioni sarebbero state alla portata nel momento in cui ci si sarebbe resi conto che siamo della stessa sostanza dei sogni, ma biodegradabili al tempo stesso. Un pasto a base di ambrosia può terminare con un ruttino. Ed ero sul punto anch'io di emettere un suono triviale di bassa natura digestiva - cosa non fa il luppolo ad un adolescente conciato come il coniglio di un cartoon - ma sono riuscito a trattenermi. Mente vince la materia. Ho dormito contro un sasso, come un Little Nemo freak. Il giorno dopo ho scoperto che qualcuno mi aveva rubato tutti gli altri vestiti e sono tornato, come Rollo, in autostop. Non ti dico. Avevo rimosso la lectio morenabosellica fino ad oggi. Grazie per averla fatta riemergere. Non ho ancora afferrato tutto, ma pazienza. Buon Anno.

Moreno Burattini ha detto...

Temo di aver cancellato per sbaglio un commento finito (non so perché) nella cartella SPAM: invece conteneva considerazioni critiche molto interessanti. Invito l'autore a ripostarlo di nuovo. Il testo cominciava dicendo che a chi scriveva non era mai capitato di vedere un porno che fosse "artistico" e invitava a indicargliene uno. Si proseguiva sostenendo l'assoluta incapacità dei registi di porno. La prima cosa da dire è che il termine porno non è soltanto riferito al cinema. Sono porno anche le "Cetodieci pillole" di Magnus o molte tavole di Druuna di Serpieri. In ambito fotografico trovo strabiliante l'opera di Dahmane: invito a fare una ricerca su Google cliccando "Immagini relative a Dahmane". In letteratura sono porno anche "Porci con le ali", così come "Le età di Lulù". Ma se proprio vogliamo parlare di cinema, tutto sta a capire che cosa vuol dire "artistico". Se è artistico qualcosa che si propone di dare dei brividi nell'ambito di un genere e nel migliore dei modi possibili, credo che anche nel gran calderone dell'hard ci sia del bello. Per esempio, nei set esotici della produzione Private (per dire la prima cosa che viene in mente), oppure nel catalogo di Andrew Blake. Fermo restando che io trovo poetici persino i video di Tiffany Thompson .

Franco Lana ha detto...

Chissà cosa ne penserebbe Zagor, di tutto ciò! Un eroe senz'altro un pò casto, ma con una mentalità scevra da pregiudizi...

BARRYALLEN ha detto...

Moreno, allora la ristampa? Sì,sì, ti stressiamo anche OT... Scherzo, tanti cari Auguri di un felice 2012!