lunedì 11 ottobre 2010

COLUMBUS DAY


Quando, qualche settimana fa, ho pubblicato alcuni post commentando le mie ultime storie uscite in edicola, come "Ombre gialle" o "L'uomo nel mirino", un lettore mi ha chiesto di allargare la mia attività di autorecensore anche alle storie che ho sceneggiato in passato. In particolare, l'amico mi chiedeva di occuparmi de "Il segreto di Cristoforo Colombo", uno speciale che, evidentemente, gli è particolarmente piaciuto (o spiaciuto), e da cui è stato comunque incuriosito. Ho promesso che lo avrei fatto nel giorno dell'anniversario della scoperta dell'America, ed eccomi puntuale all'appuntamento. Se ci sono altre richieste riguardo ad altre storie, cercherò di accontentarle. Se non ci sono, sceglierò io di volta in volta quale racconto recuperare in chiave aneddotica, sulla falsariga della mitica antologia "Testi e Note" di Isaac Asimov. Raccontando della mia "prima volta" riguardo all'incontro ravvicinato del terzo tipo con Sergio Bonelli, ho anche ricordato come, in seguito, Decio Canzio mi ingaggiò ufficialmente come sceneggiatore telefonandomi il 12 ottobre 1989: in pratica domani festeggerò i miei primi ventuno anni nello staff di Zagor.

Per ricordare qualcosa riguardo a quel che mi è stato chiesto, devo ritornare con la mente non soltanto al giugno 1992, quando "Il segreto di Cristoforo Colombo" uscì in edicola come Speciale Zagor n° 5, ma almeno all'anno precedente, se non alla fine del 1990, quando proposi il soggetto a Renato Queirolo, me lo vidi approvare, e iniziai a scrivere la sceneggiatura. Che l'allora curatore di testata accettasse una mia storia non era, all'epoca, affatto scontato: ero l'ultimo arrivato, praticamente un apprendista in prova, e non sapevo neppure io se avevo il fiato per reggere alla distanza dopo aver messo a segno i primi colpi. Voglio dire: non dico che sia facile, ma può riuscire a più di qualcuno scrivere una storia abbastanza buona da essere pubblicabile, se è magari la storia tenuta nel cassetto per anni, curata e perfezionata, da sempre desiderata e sognata. I guai cominciano in seguito, quando si tratta di ripetere l'impresa e scrivere una sceneggiatura dopo l'altra, senza mai fermarsi davanti al foglio bianco e sempre cercando di superare i risultati precedenti, senza riposare sugli allori. All'epoca, scrivevo Zagor come secondo lavoro, e come primo ero impiegato in un una grande società che garantiva stipendio, ferie e contributi. Non ero sicurissimo, benché lo sognassi, di poter lasciare il posto fisso per vivere di fumetti. Una storia, due, tre, le avevo scritte e mi erano state pagate, ma sarei stato in grado di continuare? Dopo "Il segreto di Cristoforo Colombo" cominciai a pensare di sì.


L'idea per lo speciale nacque dalla constatazione che il 12 ottobre 1992 si sarebbero festeggiati i cinquecento anni della scoperta dell'America. Io, che mi ero sempre interessato alla figura di Colombo come a quelle di tutti gli altri grandi navigatori (del resto ero cresciuto leggendo Verne, Salgari e London), da tempo avevo in mente il mistero affascinante dei marinai lasciati nel forte chiamato Navidad, sulla costa settentrionale di Haiti, che poi al ritorno (durante il secondo viaggio) non furono più trovati. Il motivo per cui Colombo aveva lasciato nelle Antille una parte dei suo equipaggio è che la Santa Maria era affondata dopo l'urto contro uno scoglio. In pratica, il navigatore partì con tre caravelle, come tutti sanno, ma tornò con due, come non tutti sanno. Che fine avevano fatto gli uomini della Navidad? Pensai che la mia storia avrebbe dovuto incentrarsi proprio su questo. Dunque, immaginai che la Santa Maria, fosse affondata soltanto "ufficialmente", mentre in realtà era stata lasciata là per proseguire il suo viaggio compiendo la missione per cui Fernando e Isabella di Spagna avevano accettato di finanziare l'impresa, dopo averla osteggiata per sei anni.
Che cosa, infatti, all'improvviso aveva convinto i regnanti? La mia spiegazione si riallaccia anche alle ipotesi fatte da più parti sulle misteriose carte nautiche che già prima di Colombo segnalavano un continente al di là dell'Atlantico. In pratica, immaginai che i reali di Spagna avessero qualcosa di terribile da nascondere nel posto più lontano possibile, e approfittarono del viaggio proposto del genovese per imbarcare sulla Santa Maria una misteriosa cassa e un misterioso passeggero a cui la nave avrebbe dovuto essere affidata una volta giunta oltreoceano. Chi ha letto lo Speciale sa che cosa c'era nella cassa. Chi non lo ha letto e non vuole avere rivelazioni, interrompa qui la lettura. C'era un Golem, ricreato in Spagna, sulla base di quello creato nel ghetto di Praga, nel laboratorio alchimistico di un "maestro" chiamato Rabbi, chiaramente un ebreo a conoscenza di segreti magici e cabalistici, vendutosi a Fernando e Isabella nonostante questi fossero cattolicissimi e feroci persecutori degli ebrei.

Mi è stato contestato che gli ebrei erano stati scacciati dal regno di Spagna prima dell'impresa di Colombo e che pertanto il misterioso Rabbi non poteva essere lì alla partenza delle caravelle. Ma il Rabbi non era un ebreo qualunque e i regnanti iberici avevano ben motivo di tenerselo caro. Dunque, stabilito questo, per scrivere il soggetto mi sforzai di immaginare come la caravella ripartita da Haiti avrebbe potuto, dopo trecentocinquanta anni circa, coinvolgere Zagor in una avventura. Quel che mi riuscì di inventare è ormai parte del catalogo Bonelli e potete giudicarlo voi. Posso solo dire che ho fatto un certo sforzo di documentazione e le frasi che Colombo scrive e pronuncia nell'albo sono in molti casi tratte dal suo vero diario di bordo.

Prima di passare a commentare appunto qualcuno dei giudizi, mi preme sottolineare una cosa. Credo che con "Il segreto di Cristoforo Colombo" per la prima volta Zagor sia riuscito ad "agganciare" un anniversario storico, come appunto quello della scoperta dell'America. In seguito sarebbe successo ancora, per esempio con la mia storia "Agenti Segreti", uscita in occasione del duecentesimo anniversario della nascita di Alexis de Tocqueville, coprotagonista con lo Spirito con la Scure di quella avventura.

Per tradizione, invece, la cosa era abituale per Martin Mystere, che sempre dedicava uno speciale a qualche celebrazione dell'anno in corso. Infatti, nel giugno 1992, in contemporanea con il mio albo, ne uscì anche uno del BVZM intitolato "La quarta caravella" in cui si fornisce (anche lì) una versione alternativa dei fatti storici (ma non del tutto in contraddizione con la mia).

Però, con mia grande soddisfazione, già in maggio io avevo battuto sul tempo Alfredo Castelli pubblicando "Cico Conquistador", vale a dire un altro speciale dedicato alla scoperta del Nuovo Mondo. Insomma, nell'anno del cinquecentenario, io riuscii a celebrare l'evento non con uno, ma con due albi speciali.

Personalmente, provvidi a festeggiare in un modo insolito: il 12 ottobre 1992, mi trovavo su un'isola delle Bahamas (non proprio quella su cui arrivò Colombo, la cui collocazione non è certa, ma lì vicino). Più sotto mi vedete (in dolce compagnia) proprio in quella data su una spiaggia simile e prossima a quella del fatidico sbarco: per me, una grande emozione. Per scrivere la storia zagoriana e ho avuto la fortuna di studiare piuttosto a fondo i vari aspetti dell'impresa di Colombo. Soprattutto ho letto il suo "Diario di Bordo" (una lettura affascinante, anche se il testo è giunto a noi rimaneggiato). Per realizzare la sua impresa, il navigatore dimostrò coraggio, dignità, intelligenza, pietà, fede, tenacia, astuzia oltre ogni limite. Tutto era contro di lui: il potere religioso e quello politico, le conoscenze tecniche e quelle scientifiche. Colombo non mollò mai di fronte alle difficoltà, trattò a testa alta con i regnanti del suo tempo, studiò i venti e i mari, seppe governare i suoi equipaggi. Tracciò una rotta che nessuno aveva mai osato, subì beffe e tradimenti, fu uomo moderno contro l'ottusità medievale, rischiò addirittura di finire sul rogo come eretico. Inseguì il suo sogno e lo realizzò, e sbarcò in un paradiso naturale di cui veramente s'innamorò (come risulta evidente dai suoi scritti). No, non fu affatto facile arrivare in America, quel 12 ottobre. Ma Colombo ci arrivò. Però fu un eroe sconfitto: suoi meriti non furono riconosciuti, le promesse dei sovrani non vennero mantenute. Fu cacciato dal suo paradiso, altri se ne impossessarono e ne fecero scempio.

C'è un'altra cosa che ricordo, di quando uscì in edicola "Il segreto di Cristoforo Colombo". Rammento perfettamente di aver comprato lo Speciale, di averlo letto sulla panchina di un parco a Campi Bisenzio e aver pensato: "se non entro nel cuore degli zagoriani con questa storia, non ci entro più". Era la mia terza storia di Zagor pubblicata, dopo "Pericolo Mortale" e "L'abbazia del mistero", tutte illustrate dal grande Gallieno Ferri (genovese e perciò felicissimo di poter disegnare Colombo e le caravelle).

A proposito dell' "Abbazia del mistero", la mia seconda storia, e del clima di quegli anni in cui lo Spirito con la Scure usciva da un periodo molto controverso, di recente mi è capitato, non senza emozione, di leggere questo commento (firmato "Andrea 67") sul forum SCLS: "Ricordo che, dopo aver letto una ventina di pagine di questa storia, automaticamente ritornai alla prima pagina per controllare se era tornato Nolitta, anche se lo sapevo che la storia l'aveva scritta (il nuovo autore) Burattini. Mamma mia come scriveva bene Burattini già alla seconda storia! Storia eccezionale ed inizio del dopo-Toninelli".

Invece, riguardo alla storia di Colombo, un altro forumista, Kramer, pone alcuni dubbi, sostiene che con il tempo sono peggiorato e così scrive: "Bellissima. Per due motivi: sceneggiatura fantastica, scevra da tutti gli appesantimenti della sua produzione successiva, in qualche passaggio anche ingenua, ma assolutamente spontanea (...) Sceneggiatura fantastica: buonissimi i dialoghi, sebbene sia presente qualche topos burattiniano; c'è addirittura spazio per uno Zagor lirico! Soggetto fantastico: inutile dire quanto sia affascinante tutta la vicenda. C'è la ricostruzione storica, ma, scherzi del destino, è sicuramente una delle cose migliori di questa storia, una di quelle che te la fanno tornare alla mente. Splendido il taglio delle vignette: non so chi tra Burattini e Ferri abbia i meriti più grandi in questa innovativa (e per me riuscitissima) impaginazione. Torno alla mia ipotesi fantasiosa: e se questa fosse una storia di molto antecedente al periodo in cui è stata pubblicata? Anche questo elemento (delle vignette) mi fa pensare che possa esserci lo zampino di Sclavi (vi ricordate "Killer!" n°12 di Dylan Dog con Terminator-Golem?). Naturalmente se qualcuno sa parli, o mi smentisca". Smentisco: nessuno zampino di Sclavi, e la storia fu pubblicata appena pronta. Quanto al taglio delle vignette, il merito è di Ferri.

PS - Il video qui sotto è tratto dal film di Ridley Scott "1492 - La conquista del paradiso", con Gerard Depardieu nel ruolo di Colombo. Sono sempre stato commosso dalle immagini dello sbarco e dalla musica di Vangelis.

PPS - Per leggere una discussione sul Colombo "cattivo" sterminatore di indigeni, guardate i commenti.



14 commenti:

DevilMax ha detto...

Ciao Moreno!
'Il segreto di Cristoforo Colombo' è una delle mie storie burattiniane preferite. Quando la lessi per la prima volta rimasi affascinato dall'atmosfera di mistero - o meglio: di mystero - che si respira per buona parte della vicenda, cioè fino a quando non compare il Golem. Ottima davvero la trovata del colosso di pietra, che va ad arricchire la già nutrita galleria di mostri affrontati da Zagor.
Due cose sul tuo post:
1. "Se ci sono altre richieste riguardo ad altre storie, cercherò di accontentarle."
Ebbene, vorrei che in futuro ci parlassi delle seguenti storie: 'La diabolica invenzione (Zagor nn. 3 ); 'I cavalieri del Graal' (Speciale n. 10).

2. " (Colombo) fu un eroe sconfitto: suoi meriti non furono riconosciuti, le promesse dei sovrani non vennero mantenute. Fu cacciato dal suo paradiso, altri se ne impossessarono e ne fecero scempio.
Dimentichi di dire, però, che Colombo fu cacciato (e processato) perchè, assieme ai suoi fratelli Bartolomeo e Diego, si comportò in maniera brutale con gli indios (esecuzioni, torture, umiliazioni). Contrariamente infatti a quanto generalmente si pensa, i regnanti spagnoli Isabella e Ferdinando (e i loro successori) avevano a cuore la sorte degli indigeni, ed emanarono severe leggi per proteggerli dalle violenze a opera dei vari governatori delle colonie (è il caso, appunto, di Colombo). Che poi, molte volte, tali leggi non vennero rispettate, è un altro discorso.

Alessandro ha detto...

da pecorella smarrita che ha ritrovato il suo pastore Zagor, non posso che esserti grato per queste tue utili autorecensioni. Infatti, la settimana scorsa, trovandomi in fumetteria di fronte alla marea di albi di Zagor che non ho mai letto, mi sono un po' depresso e non ho scelto nessuno, non sapendo da dove iniziare. Inoltre ricordo benissimo, da buon lettore del BVZM, lo speciale su Colombo, e quindi sarà interessante confrontare le 2 diverse storie. Un altro aspetto importante di questo post e di molti tuoi altri è il racconto di tutta l'aneddottica che sta dietro alla nascita di un albo. per noi lettori è sempre molto interessante e divertente capire il lavoro sta dietro alla composizione di un albo. Inoltre contribuisce a rendere più "umano" e tangibile lo sceneggiatore che, altrimenti, rischierebbe di restare solo un nome sulla seconda di copertina.

Moreno Burattini ha detto...

Per DevilMax:
riguardo alla crudeltà di Colombo verso gli indigeni, ci sono alcune cose da dire. Non le ho dette per brevità (già mi si rimprovera di essere troppo lungo nei miei post) e perché il Colombo di cui parlavo è quello del PRIMO viaggio, quello dell'impresa storica, non quello di alcuni anni dopo. Le cose da dire sono, in buona sostanza, queste: Colombo era figlio del suo tempo. Non si può dire che lui sia stato cattivo in un mondo di buoni, né che una volta spodestato lui gli altri spagnoli si siano comportati meglio. In confronto alle crudeltà dei conquistadores successivi, Colombo fu un agnellino. In secondo luogo, gli indios non era meno crudeli di lui: magari avevano qualche ragione in più, essendo a casa loro, ma anche gli spagnoli si sentivano nel giusto. Però, anche gli indios non facevano tanti complimenti e gli uomini di Colombo furono più volte massacrati: da qui un sentimento di rivalsa (che sto spiegando, non giustificando). I veri cattivi in realtà furono i fratelli di Colombo, Diego e Bartolomeo, che Colombo spesso si limitò a difendere a posteriori, cercando di salvarli dalla forca o dalla prigionia. Inoltre: la carica di governatore faceva gola a tanti e una volta morta Isabella, la sua protettrice, ci fu chi sparse veleni e diffuse ogni sorta di voce malevola per ottenere che Cristoforo venisse destituito, riuscendoci perfettamente. La storia insomma è stata scritta dai nemici di Colombo. Infine, l' "incattivimento" di Cristoforo negli ultimi anni della sua dipese dal dover avere a che fare con gli intrighi di palazzo, con l'attività politica, con la necessità di governare colonie difficili: non era tagliato per quel lavoro, lui era un navigatore. Ricordiamolo, perciò, così.

Leonardo Ancilli ha detto...

Presente : ecco se Moreno ha scritto questo bellissimo articolo, la colpa è "mia" che avevo richiesto a lui di dirci la sua in merito ad una delle storie migliori e per di più tra le più significative per lui, dopo una godibilissima lettura di qualche giorno fa. Il discorso sulla Santa Maria mai rientrata in Europa (mettersi a discutere sul fatto che Colombo fosse un crudele o meno mi sa onestamente di poco) è ampio, e in rete anni fa ho letto di tutti, c'era persino un tale (ora non ricordo l'indirizzo) che pensava di aver localizzato il relitto 200 Km a sud di Haiti in base a Google Maps e ad alcune linee irregolare a suo dire accostabili ad una caravella dal 1400 adagiata sul fondo del mare.
Ipotesi che magari non brilla per credibilità, ma sicuramente per ingengo nel pensarla e renderla pubblica. Probabilmente la realtà non si saprà mai perchè poi nella zona in cui potrebbe essere andata alla deriva la Santa Maria del primo viaggio di colombo poi negli anni a venire si sono susseguiti gli sbarchi e i matrimoni con indigene, quindi anche risalire ad eventuali discendenti dell'equipaggio.

Leonardo Ancilli ha detto...

La cosa curiosa se non ricordo male è che la Santa MAria in realtà non era neppure una Caravella, ma una Nave di origine egiziana riadatta alle esigenze che aveva Colombo per un viaggio di diversi mesi con stive sufficienti per lunghe scorte.
Insomma di spunti per discuterne per ore ce ne sarebbero infiniti.
Riguardo ad altre storie da recensire da parte di Moreno, mi associo alla richiesta per lo speciale numero 10 I cavalieri del Graal e poi magari con calma sarebbe pure molto interessante discute sull'avventura del passaggio anord ovest, che tecnicamente è stata scritta da Boselli, ma che mi pareva di aver letto è stata cruciale per le avventure di Zagor perchè proprio in quel periodo Moreno prendeva possesso dello "spirito con la scure".

DevilMax ha detto...

Un altro mistero riguardo a Cristoforo Colombo è quello sulla vera data della scoperta dell'America. E possibile, infatti, che Colombo abbia compiuto il primo viaggio non nel 1492, ma nel 1490 o addirittura nel 1485. Ad avvalorare questa tesi è soprattutto la frase scritta sulla tomba di Papa Innocenzo VIII: "Durante il suo regno la scoperta di un Nuovo Mondo".
Ebbene, il pontificato di Innocenzo VIII (al secolo Giovan Battista Cybo) va dal 1484 al 25 luglio 1942, giorno della sua morte. Pertanto, se la scritta sulla sua tomba dice il vero, la data della scoperta dell'America andrebbe retrodatata. C'è da aggiungere, inoltre, che qualche storico ha avanzato l'ipotesi secondo cui Colombo fosse in realtà figlio illegittimo di Innocenzo VIII, il quale era genovese come lui ed ebbe nei suoi confronti un atteggiamento molto protettivo.
Insomma, oltre al Golem, di segreti il nostro Cristoforo Colombo sembra nasconderne più di uno :-).

Daniele Mocci ha detto...

Ciao Moreno.

Ho scoperto il tuo blog solo ieri.
Mi ha fatto piacere scoprirlo e "rivederti" dopo un po' di tempo... più o meno da quando, all'inizio di questo 2010, ho lasciato Milano per tornare in Sardegna.
Ne approfitto per mandarti un caro saluto.
E ti ringrazio per le cose preziose e curiose che hai deciso di scrivere su queste pagine elettroniche.

In effetti non importa se i blog non vanno più di moda (come ti chiedevi in uno dei primi post).
Anzi... alla fine, forse, è molto meglio così!

Ciao,
Daniele

Moreno Burattini ha detto...

Caro Daniele, io invece leggo spesso il tuo blog con l'850 nell'intestazione :-) e invito tutti a fare altrettanto, ovviamente:http://danielemocci.blogspot.com/
Un caro saluto

Daniele Mocci ha detto...

Grazie Moreno!!!
Un caro saluto anche a te

Roberto ha detto...

Ciao Moreno,
vorrei fare la mia richiesta riguardo alcune tue vecchie storie da rispolverare e commentare, come suggerisci in questo post.
Dunque, in questo periodo le edizioni IF hanno iniziato a ristampare gli speciali del comandante mark, e dunque nei prossimi mesi verranno riproposte ai lettori anche le tue storie, che personalmente ricordo con molto piacere.
Ti chiedo qualche ricordo e aneddoto circa queste tue storie con il comandante mark, ciao

Moreno Burattini ha detto...

Caro Roberto,
accolgo il suggerimento e lo metto in lista. Peraltro c'è una piccolissima novità riguardo Mark da segnalare per cui coglierò al balzo l'occasione.

Fabio729 ha detto...

Ciao Moreno Mi chiamo Fabio e curo un sito del Comandante Mark. Anche io sono interessato a ricordi e aneddoti sulle storie che effettuasti sul Comandante Mark. Infatti, nei prossimi mesi sulla collana IF usciranno le tre storie da te scritte (la prima in collaborazione con Guzzon) tra cui quella con il super nemico Asmodeus.
In una lettera, mai inviata, a Sergio Bonelli, auspicavo che avresti continuato tu ad effettuato le sceneggiature degli speciali Mark. Purtroppo questo non avvenne. In ogni caso voglio ringraziarti per aver “sistemato” alcune incongruenze create da versioni discordanti date dai tre maestri. Faccio riferimento alla diversa versione della morte dei genitori di Betty (N° 100 e N° 220) e soprattutto a quella in cui si sono conosciuti Mark e Gufo Triste (N° 100 e Albetto N° 3 Gufo Triste). Quest’ultima assolutamente inspiegabile. Tu hai qualche idea perché Guzzon ha stravolto un fatto assodato?
Facendoti i complimenti per le tue sceneggiature di Zagor, di cui sono lettore, ti saluto cordialmente.

Moreno Burattini ha detto...

Per Fabio: grazie per gli apprezzamenti e sicuramente dopo la ristampa delle mie storie di Mark (o in contemporanea con quella)parlerò diffusamente dei Lupi dell'Ontario.

Francesco Romani ha detto...

Storia che volevo leggere da quasi 20 anni, ma ci sono riuscito solo uno o due anni fa! Bella vicenda, intrigante e misteriosa, condotta con un ritmo molto intenso. Molto suggestivi i disegni di Ferri.
Sempre interessante l' aneddotica riguardo l' opera. ^^
Il film di Scott un periodo lo davano a tutta su Europa 7, ma nonl ' ho mai visto devo dire. Non sapevo che quel tema fosse di questa pellicola!