sabato 12 ottobre 2013

AMO ROMA



Da oltre vent’anni vengo regolarmene invitato, e accetto sempre volentieri, a tenere incontri presso istituti scolastici di ogni ordine e grado, dalle elementari fino alle aule universitarie. Ne ho spesso parlato in questo spazio. Giusto per citare una di queste occasioni, il 7 febbraio di quest’anno sono stato ospite della Scuola Primaria “Don Gnocchi” di Besana Brianza, parlando per tre ore di fila in un auditorium colmo di bambini di terza, quarta e quinta, che sono stati un pubblico attento ed entusiasta. Potete trovare la cronaca (e una infinità di foto) in questo resoconto di Marco Corbetta.



Di recente, però, in una scuola romana, l’Istituto Comprensivo “La Giustiniana”, è successo qualcosa ancora di diverso ma non meno (dal mio punto di vista) entusiasmante. Una insegnante, Anna Teresa Fiori, lettrice di Zagor, ha portato un classe l’albo “Il giorno del giudizio”, attualmente in edicola, e lo ha sottoposto ai suoi giovani allievi, per sperimentare le loro reazioni e approfittarne per spiegare non soltanto come si possano raccontare storie utilizzando il linguaggio del fumetto, ma anche come questi racconti siano in grado di insegnare, per esempio, che cosa sono il terremoto e lo tsunami, e quale rapporto ci sia fra loro. L’esperimento ha avuto esiti positivi: gli alunni si sono interessati moltissimo sia ai testi che ai disegni, al punto che l’insegnante, dopo aver acquisito il fumetto nella biblioteca di classe, ha organizzato una intervista telefonica con il sottoscritto. Ho parlato personalmente al telefono con una decina di ragazzi e li ho sentiti davvero coinvolti. Poi, la maestra ha fatto lavorare i suoi allievi chiedendo di redigere relazioni e fare disegni su quanto avevano imparato. 



Ecco la testimonianza di Anna Teresa Fiori: “Insegno italiano in una classe III elementare. È dalla prima che in classe abbiamo una biblioteca, ma solo da quest'anno l'abbiamo arricchita con i fumetti. I bambini, come già avevano fatto verso i libri, hanno da subito manifestato grande interesse verso il fumetto e, quando si è presentata l'occasione di intervistare Moreno Burattini, si sono mostrati subito entusiasti. Ma i problemi erano principalmente tre: come comunicare, il poco tempo a disposizione, il mio desiderio di dare la possibilità di fare almeno una domanda ad ognuno di loro. Hanno parlato in 10 su 22, i più disinvolti ed interessati. Usando il mio cellulare, i bambini hanno telefonato a Burattini, un pomeriggio che io ero di turno. Il giorno seguente è stato fatto da tutti un testo collettivo sull'intervista e sono emerse altre curiosità... Chissà che non ci saranno altre occasioni”. Più sotto troverete la documentazione del lavoro svolto in classe. La maestra magari spiegherà ai ragazzi cos'è un palindromo, cominciando da quell' "Amo Roma" che ho usato come titolo al pezzo che la riguarda.



Ma, prima, può essere utile quel che una volta mi è capitato di rispondere durante una intervista. Mi si chiedeva: “Cosa pensi possa comunicare in termini di valori la lettura di un albo dello Spirito con la Scure?  Quello ‘pedagogico’ è uno degli scopi per cui si scrive ancora oggi?”. Ecco la mia replica: “Zagor è un personaggio positivo che, per tradizione, comunica messaggi e valori positivi. Ciò non toglie che il motivo principale per cui raccontiamo storie di cui è il protagonista sia quello di emozionare e divertire i lettori con le sue avventure. Gli intenti pedagogici non ci sono, ma c’è, per forza di cose, un effetto pedagogico: qualsiasi racconto è veicolo di informazioni che arricchisce i fruitori. Per assurdo, anche dai racconti con protagonisti o contenuti negativi si può imparare qualcosa di positivo: per esempio, che esiste il male. Ogni libro insegna qualcosa. Se non altro, a diffidare del suo autore. Plinio il Vecchio, del resto, diceva che non c’è libro tanto cattivo che in qualche sua parte non possa giovare. Figuriamoci se non può giovare la lettura di Zagor, eroe schierato decisamente dalla parte del bene in difesa di valori quali la difesa della giustizia e della pace. Come lettore, posso dire che è stato lui, lo Spirito con la Scure, a gettare le basi del mio sconfinato amore per la lettura e a solleticarmi l'intelligenza e la fantasia, spingendomi a crescere sempre più, culturalmente e spiritualmente. Comunque non mi metto a scrivere pensando al valore pedagogico di quello che andrò raccontando: punto piuttosto a creare una storia che emozioni e che intrighi e che, naturalmente, sia in linea con le caratteristiche della serie per cui lavoro. Cerco di scrivere una bella avventura con dei bei personaggi. Poi, se ci sono contenuti pedagogici o didascalici e qualcuno è in grado di coglierli, meglio. Personalmente faccio mia la massima di Oscar Wilde, secondo la quale non esistono libri morali o immorali, ma solo libri scritti beni o scritti male. Io mi preoccupo soprattutto, nel mio piccolo e nei miei limiti, di scrivere bene”.
















giovedì 10 ottobre 2013

HIC & GULP



Ieri sera, mercoledì 9 ottobre 2013, sono stato invitato a cena da una coppia di lettori di Zagor, Pina Falletta e Paolo Molinari, che hanno voluto (bontà loro) non soltanto avermi come commensale ma anche organizzare un menu a tema. Già una volta ho raccontato, su questo blog, di una cena fra amici legati dalla passione per i fumetti: era il 25 giugno 2012 e il cuoco Giorgio Giusfredi cucinò sotto gli occhi miei, di Marco Verni e di Graziano Romani piatti della tradizione toscana. 



Dai Molinari, invece, l'invitato ero soltanto io e da un antipasto tipicamente lombardo siamo passati a un dessert siciliano. Ma, ugualmente, i due hanno voluto fare le cose in grande riuscendo a stupirmi e coinvolgermi già fin dalla proposta iniziale: abbinare tre storie di Zagor con dei piatti e dei vini legati tra loro. L'evento avrebbe dovuto orbitare attorno al sottoscritto, ma poi si sa che una cena riesce se tutti partecipano offrendo il loro contributo di simpatia, cordialità, loquacità e disponibilità a sperimentare e a lasciarsi coinvolgere.



Le foto che vi mostrerò racconteranno la serata meglio delle mie parole, ma ci sono due aspetti che mi preme sottolineare. Il primo, è che sono felice di aver saputo, nel corso di venticinque anni di attività, guadagnarmi lettori che mi seguono con così tanto affetto e attenzione. A volte mi succede di scoraggiarmi per qualche critica di troppo da parte di questo o di quel detrattore, ma poi mi basta guardarmi attorno per trovare dovunque gente che mi apprezza: non posso che ringraziare per quanti mi manifestano il loro entusiasmo e la loro simpatia. Il secondo aspetto è la bellezza del poter condividere con persone sulla nostra stessa lunghezza d'onda le gioie e i piaceri della buona cucina e del buon vino. Vino e cucina che sono, peraltro, cultura al pari dei libri e dei fumetti.



Non sono mancati i momenti scherzosi, dato che in tanti mi avevano messo in guardia: attento che farai la fine dello scrittore di "Misery non deve morire"! Infatti ecco sopra la foto che illustra il pericolo che avrei potuto correre. Pina e Paolo hanno realizzato un menu stampata su cartoncino e tirato in tre soli esemplari. Li vedete qui sotto. La scritta dice: "Hic & Gulp - 9 ottobre 2013 - Il primo 'folle' tentativo di abbinamento fumetto-cibo-vino in onore di Moreno Burattini".



L'idea dei due amici è stata quella di scegliere tre racconti legati in qualche modo a me, sulla base anche delle miei dichiarazioni fatte sul blog, su Facebook o su Twitter, che ovviamente loro conoscono ricordandosene molto più di me. Le avventure scelte sono state "Pericolo mortale" (la mia prima sceneggiatura dello Spirito con la Scure), "Odissea americana" (l'episodio da me preferito), e "La storia di Betty Wilding" (uno fra i miei lavori più recenti).



Per cominciare, l'antipasto di Blue Chips (patate americane dall'insolito colore violaceo), raspadura con le noci e cacciatorino lodigiano è stato accompagnato dal bianco Derthona del 2008, servito freddo. Un vino la cui produzione, da un unico vitigno, risale proprio al periodo della mia prima storia.






A seguire, rigatoni di Gragnano al pesto di pistacchio e formaggi con confetture, miele e aceto balsamico. Vino, uno spumante Ferrari, Riserva del Fondatore 2001. Qualcosa di sublime.






Per dessert, cioccolato preparato a freddo come si fa a Modica e vari tipi di croccante. Il tutto accompagnato da Marsala Vergine del 2000.





Nell'ultima pagina del menu, i Molinari hanno scelto tre miei aforismi fra le centinaia che ho scritto e pubblicato in rete, di cui sono affezionati lettori.




Ovviamente, prima di cena ho potuto vedere le collezioni di libri, fumetti, film, CD e vinili di Paolo e Pina, e se la tavola non fosse stata apparecchiata e la pasta già in cottura di sicuro avrei passato la serata fra le pile di albi e di volumi e fra quegli scaffali. Paolo, peraltro, è stato anche il bassista di un gruppo musicale di una certa fama in anni passati, i Rossomaltese (da cui si è staccato il chitarrista Pacifico).

Insomma... che dire se non grazie?








mercoledì 2 ottobre 2013

TERREMOTI E TSUNAMI


E’ in edicola “Il giorno del giudizio”, Zagor n° 579 (Zenith 630), datato ottobre 2013. I testi sono miei, le matite di Gianni Sedioli e le chine di Marco Verni. Si tratta della terza parte di un racconto iniziato nell’albo di agosto e che si concluderà a metà di quello di novembre. Secondo me, si tratta di uno degli episodi più insoliti dell’intera serie, per vari motivi e non soltanto per l’ambientazione cilena (dato che fa parte della trasferta sudamericana). 

I danni del terremoto di Concepcion del 1835 in un disegno dell'epoca

Innanzitutto, caso più unico che raro, alcuni fatti (quelli della prima parte del volume) si svolgono in un luogo ben preciso, la città di Concepcion, in una data ben precisa, il 20 febbraio 1835, a un’ora ben precisa, le undici e mezzo del mattino: è in quel momento, infatti, che avvenne uno dei più violenti e catastrofici terremoti della storia, seguito da un altrettanto devastante tsunami. Lo Spirito con la Scure si trova dunque a essere testimone di un evento realmente accaduto. Non solo: gli capita anche di incontrare il naturalista inglese Charles Darwin, giunto sul posto pochissimo tempo dopo il verificarsi del cataclisma, e a cui dobbiamo la descrizione precisa e dettagliata delle sue conseguenze. Tutto ciò è stato ricostruito nel racconto con una certa verosimiglianza, pur nei limiti delle “licenze poetiche” concesse a chi scrive fiction e non realizza documentari. 

Robert Fitzroy, il comandate del "Beagle"

Non basta: come sempre succede quando gli uomini si trovano di fronte al dramma, alla morte, alla distruzione che piovono dal cielo sui giusti e sugli ingiusti senza distinzione, ci si chiede come sia possibile che Dio provochi o permetta tanto dolore. Perché c’è chi si salva e chi no? Perché viene punito anche chi non ha colpa? Sono interrogativi che vengono posti e a cui qualcuno tenta di dare delle risposte. Anche Zagor, a un certo punto, dice la sua. Per finire, il “cattivo” principale che sale alla ribalta nella vicenda è un religioso, a capo di una torma di fanatici. Tuttavia non è la religione a venir messa sul banco degli imputati, tant’è vero che ci sono due frati “buoni” che finiscono per pagare con la vita la loro ragionevolezza. A finire sotto accusa è appunto il fanatismo. Lo stesso che, pur in misura minore, contraddistingue le rigide posizioni dogmatiche del capitano Robert Fitzroy, il comandante del “Beagle”, nel suo contrapporsi a Darwin. Di Fitzroy torneremo a parlare in un prossimo futuro perché, nell’economia della continuity zagoriana, gli è stato riservato un ruolo che scoprirete. 

Charles Darwin
Ciò detto, passo a rispondere ad alcune contestazioni (che, si sa, non mancano mai). Si potrebbe pensare che tutto il calderone di idee, intrecci, riferimenti storici, scene spettacolari, ambientazioni insolite, personaggi fuori dal comune possano spingere anche i più accaniti detrattori a ricredersi almeno un po’ e a convenire sul fatto che chi scrive ce la mette proprio tutta per tirar fuori dal cilindro qualcosa di nuovo che, almeno nelle intenzioni, sia destinato a sorprendere e meravigliare i lettori, invece che propinare i soliti mercanti di whisky, i trafficanti di armi e le botte tra indiani e soldati. Non è così. Se uno è un detrattore, non lo si convince con nulla. Tant’è vero che mi è capitato di leggere il commento indignato di un lettore, scandalizzato perché su Zagor ci si confronta con fatti storici. 

Ora, la prima reazione è quella di lasciarsi cadere le braccia scuotendo la testa nel pensare a come, davvero, la saga dello Spirito con la Scure sia a tal punto variegata da convincere ciascuno a desiderare che la contaminazione tra i generi serva a creargli un fumetto su misura, di cui i suoi gusti sono il paradigma che deve valere per tutti, e guai a sciupargli il giocattolo. Io non ho nessuna difficoltà a credere che a qualcuno possano non piacere i riferimenti ai fatti o ai personaggi storici. Per carità, ognuno ha i suoi gusti. Quel che trovo bizzarro è che ci si indigni se questi gusti non sono ritenuti leggi universali a cui attenersi e non si tolleri che si possano avere idee diverse. Anzi, di più: il lettore che dico io ha strabuzzato gli occhi di fronte a Zagor calato nella realtà storica, come se non fosse mai successo prima in cinquantadue anni di avventure. Il che fa davvero allibire: chi vuol giudicare l’aderenza di una storia a una tradizione, sarebbe bene se avesse letto bene l’intera serie, prima di pronunciarsi. Infatti, il nostro eroe è stato fin dai tempi di Nolitta messo a confronto, più volte, con precisi fatti e personaggi storici. Fermo restando che la realtà di Darkwood è immaginaria, si può immaginare anche, quando fa comodo, un contatto con il mondo reale.

Osceola
Essendo un personaggio trasversale ai generi e aperto alle contaminazioni, Zagor ha potuto vivere avventure fantasiose come realistiche, del tutto immaginarie o basate su una rigorosa documentazione. Gli autori hanno ogni volta potuto scegliere se attingere spunti dai libri di storia piuttosto che dai film di fantascienza. Quel che è sempre importato è stato soltanto il fatto che l’avventura poi realizzata fosse emozionante e avvincente. In ogni caso, Sergio Bonelli in persona ha descritto con puntiglio documentale la guerra fra l’esercito americano e i Seminoles nelle paludi della Florida, e ha fatto incontrare il Re di Darkwood con un capo chiamato Manetola, perfetta controfigura di un sakem realmente esistito, Osceola.  Satko non a caso è un Cherokee, cioè un indiano civilizzato, dato che la sua tribù è celebre per aver dato vita a una organizzazione sociale e culturale con tanto di lingua scritta, scuole, un’assemblea parlamentare, un presidente (John Ross) in grado di tener testa, quanto a preparazione giuridica, con i politicanti di Washington. Potremmo parlare a lungo della documentazione nolittiana sui Vikinghi, i Celti, i seguaci del Vudu, i Samurai, gli Abenaki cristianizzati, i trappers e i loro rendez-vous, i rivoluzionari messicani, i revanscisti inglesi, canadesi, francesi e mille altri personaggi o situazioni con forti rimandi alla realtà storica. Lasciamo perdere. Il punto è che la saga è proseguita per oltre trenta anni dopo l’abbandono di Nolitta, e gli altri sceneggiatori hanno ugualmente attinto spunti a non finire dai libri di Storia.



Proprio in questi giorni la Collezione Storica di Repubblica ha ripubblicato l’avventura toninelliana presso i Winnebago in cui si vede giocare una partita a “baggatiway”, ovvero dell’antenato del moderno Lacrosse, uno sport tutt’oggi praticato, soprattutto in Canada.  Il primo a descrivere questo gioco fu il gesuita Jean de Brebeuf, un missionario che, nel 1636, raccontò in modo documentato di una sfida tra due squadre di Huron, nell’attuale stato canadese dell’Ontario, spiegando che si trattava di un modo utilizzato dagli indigeni per risolvere le controversie fra le tribù. In seguito, anche il pittore George Catlin ne avrebbe parlato nei suoi libri, lasciando alcuni affascinanti dipinti da lui realizzati, com’era sua consuetudine, direttamente “sul campo”. Leggendo la storia scritta da Marcello Toninelli e illustrato da Franco Bignotti ci si può rendere conto di come gli autori abbiano imbastito attorno allo Spirito con la Scure una vicenda basata su una ricca documentazione sugli usi e costumi degli indiani. 

Sequoya
Di storie così ne potrei citare a decine. In seguito Zagor ha incontrato anche personaggi storici, come Sequoya, il presidente Jackson, Edgar Allan Poe, Alexis de Tocqueville, Jean Lafitte, il botanico Richard Spruce. Si è fatto riferimento alla battaglia di Alamo, ai Metis, ai Cajun, ai Comancheros, alla realtà storica in Alaska, in California, in Messico, in Louisiana, in Canada. Insomma: Storia da tutte le parti. Per cinquant’anni. Arrivo io che faccio incontrare  lo Spirito con la Scure e Darwin, ed ecco non lo posso fare. Improvvisamente, la Storia non va bene. Mettiamola così: se per qualcuno i contatti con la realtà sono una novità (idea bizzarra, ma pro bono pacis facciamo finta di nulla), va bene, sono una novità. Per una volta, lo Spirito con la Scure incontra un personaggio storico. L’ho deciso io per cercare di fare qualcosa di diverso. Oppure, si può pensare che il mio Darwin non sia quello della realtà ma uno che per caso porta lo stesso nome. Ai fini del racconto è la stessa cosa, mi si creda.

venerdì 27 settembre 2013

CINEMA AL CINEMA 12




Proseguono le recensioni cinematografiche di Giorgio Giusfredi, mio personale consulente, nonché scrittore, sceneggiatore di fumetti e cuoco sopraffino. I pareri che esprime sono sua responsabilità, ma di solito li condivido. In ogni caso, i complimenti e le critiche vanno indirizzate a lui.

CINEMA AL CINEMA 12
settembre 2013
di Giorgio Giusfredi


LA VARIABILE UMANA

Un film di Bruno Oliviero. Con Silvio Orlando, Giuseppe Battiston, Sandra Ceccarelli, Alice Raffaelli, Giorgia Senesi. Drammatico, durata 83 min. - Italia 2013. - Bim

Un nuovo noir italiano dove Silvio Orlando, il protagonista, cerca di essere un duro tormentato quanto Daniel Auteil negli ultimi film di Marchal in Francia. Un ricco imprenditore viene trovato ucciso nel suo appartamento nel quartiere rinnovato di Milano tra Moscova e Garibaldi, quello con il palazzone di vetro e cemento dell’Unicredit. Proprio il capoluogo lombardo, in alcuni scorci di recondita, seppur squallida, bellezza risulta lo strumento narrativo più riuscito. Si scopre subito che all’ attempato imprenditore piaceva fare regalini a sedicenni disinibite in cambio di “coccole”. Anche la moglie lo sospetta e la vediamo subito invischiata fino al collo nella vicenda. Il ruolo della donna, nonostante ciò, rimane abbastanza marginale. Il regista ci fa capire da subito le sue intenzioni: lunghi silenzi introspettivi che, però, danno quel taglio “artie” che provoca dei grandi sbadigli. Non tutto è da buttare. Il rapporto tra il protagonista, fresco di vedovanza, e la figlia vive tratti di dialoghi frizzanti e, come detto, alcuni scorci notturni di vie del centro insolitamente desertiche rafforzano una poetica basata su di un colpo di scena, a cui fa riferimento anche il titolo, abbastanza telefonato. Molto interessante l’attrice che interpreta la figlia, la brava Alice Raffaelli, una sexy maschiaccia che farebbe felice l’occhio di registi come Bertolucci. Battiston funziona perché non esagera: si ritaglia una parte piatta, esaltando però quello che è il suo compito, senza comportarsi, come al suo solito, da istrione.  

  


ELYSIUM

Un film di Neill Blomkamp. Con Matt Damon, Jodie Foster, Sharlto Copley, Alice Braga, Diego Luna. Fantascienza, durata 109 min. - USA 2013. - Warner Bros Italia

Chi ha visto District 9 si aspettava molto da questa pellicola. Si diceva che il regista sarebbe stato l’unico a poter confezionare un moderno Blade Runner in termini di fascinazione distopica crepuscolare. Non riesce a essere così speciale. È comunque un gran buon film a tratti ottimo, ma i temi sono simili a quelli del precedente capolavoro: l’esclusione sociale, il fascismo di stati elitari, la violenza del potere marziale. Alcune frasi come: “ se ti sta bene, il lavoro, lo fai se no ci sono mille che hanno bisogno di lavoro fuori da quella porta pronti a prendere il tuo posto”, pronunciate a condizioni inaccettabili, smuovono, e fanno bene, sentimenti nello spettatore e stimolano sia l’empatia che la combattività. Quindi l’opera non è banale e ci sono pure delle grandi trovate visive. La sensazione, però, e che l’autore, che scrive i suoi film, possa rimanere prigioniero della sua poetica a discapito del suo indubbio genio cinematografico. Matt Damon è il convincente protagonista costretto a ogni escamotage per tirare avanti. Lui ambisce qualcosa di più del suo stato da peone. Ormai la terra è ridotta come una gigantesca baraccopoli in pieno stile Ciutad de Juarez dove persino i biondi con gli occhi azzurri parlano spagnolo e vengono allevati da suore-mamacitas. Nello spazio ci sono gli Hamptons orbitanti: Elysium. Società che (buco di sceneggiatura) dispone di più mezzi medici, dette capsule e capaci di curare qualsiasi male, che abitanti. In seguito all’esposizione a delle radiazioni mortali il protagonista si fa letteralmente avvitare addosso un esoscheletro che lo potenzia per andare a farsi curare in una di queste capsule sull’inaccessibile pseudo società perfetta comandata da una cattivissima Jodie Foster. I luoghi comuni in tal senso si sprecano e non manca neanche il lieto fine che inesorabilmente sentiamo crescere mano a mano che la storia avanza. Detto questo, Dai, Matt, distruggi quei bastardi!



COMIC MOVIE

Un film di Elizabeth Banks, Steven Brill, Steve Carr, Rusty Cundieff, James Duffy, Griffin Dunne, Peter Farrelly, Patrik Forsberg, James Gunn, Bob Odenkirk, Brett Ratner. Con Chloe Moretz, Elizabeth Banks, Hugh Jackman, Emma Stone, Naomi Watts. Titolo originale Movie 43. Commedia, durata 94 min. - USA 2013. – Moviemax

Difficile vedere persone che chiedono indietro i soldi del biglietto dopo la proiezione. Con questo film può accadere. Non tanto per l’umorismo spicciolo da caserma di quart’ordine, ma tanto per la volgarità. Persino nel più porcellotto dei film italiani con Alvaro Vitali e Bombolo c’è sempre un velo di leggerezza e ironia che li rende sì trash, ma anche accettabili e, perché no, divertenti. In questo film, fatto da episodi scritti, diretti e interpretati da vari autori e attori, la gratuità  di scene sopra le righe non è neanche minimamente supportata dall’erotico feticismo che di solito sta dietro il pretesto che muove tali azioni. Tutto è spiattellato e offensivo. Sì, certo, si può ridere in un paio di punti, ma alla fine non si capisce il perché di una produzione di tali spese. Anche la giustificazione metanarrativa, sdoganataci dopo il primo episodio: uno sceneggiatore fallito che propone i vari spezzoni costringendo il produttore a mettere in cantiere questo film, è ingiustificabile e, soprattutto, irrisolta. L’unico episodio divertente e leggero, scritto con intelligenza e quello che parla del menarca di una ragazzina, interpretata da una bravissima Chloe Moretz. La povera, con imbarazzo, si accorge di “esser diventata signorina” a casa del compagnuccio mentre limona con lui sul divano. La vicenda, dopo il fatto scatenante, è un susseguirsi di luoghi comuni sull’incapacità maschile nell’affrontare tale problema. La tenerezza e la verosimiglianza di alcuni atteggiamenti giustifica l’assurdo divertendo. Nota: episodio scritto e diretto da donne. Veramente estremi l’episodio di apertura con Jackman con un paio di testicoli al posto del pomo d’Adamo (ma chi glielo ha fatto fare?); quello della coprofila con vezzosi atteggiamenti da fidanzatina e l’ultimo con una gatto in stile Garfield, a cartoni animati, che, innamorato del proprio padrone, si masturba con tecniche che non ha mai neanche pensato Friedkin in Cruising e, alla fine, riesce a far uccidere la fidanzata del protagonista, sua rivale, da un branco di bambine a una festa di compleanno.   



COME TI SPACCIO LA FAMIGLIA

Un film di Rawson Marshall Thurber. Con Jennifer Aniston, Jason Sudeikis, Emma Roberts, Nick Offerman, Kathryn Hahn. Titolo originale We're the Millers. Commedia, durata 110 min. - USA 2012. - Warner Bros Italia

Un quarantenne, semplice spacciatore di quartiere, finisce nei guai aiutando un ragazzino che abita nel suo condominio. Perde una grossa partita di droga. Il suo boss lo obbliga a oltrepassare il confine per recuperare un grosso lotto di droga. L’uomo si inventa una famiglia con una spogliarellista, il ragazzo sopracitato e una senzatetto pensando di farla franca presentandosi come, parole sue, un Ned Flanders dei Simpson con il camper. Neanche a dirlo le cose non vanno come previsto e dal classico road movie scaturiscono le occasioni di ilarità. La commedia che parrebbe dai toni molto caustici si tratta invece di un ode alla famiglia americana (come poteva essere d’altronde) dove il viaggio, più che spaziale di formazione, del protagonista lo porta inesorabilmente a redimere la sua condizione di scapolo incallito. Fin quando la storia si mantiene cattiva, come nel caso della scena del parrucchiere: veramente divertente, fa la sua parte; quando invece si copre di miele a stelle e strisce gli sbadigli diabetici traboccano. Nel complesso un ora e mezza passa piacevolmente. Meglio la prima parte. Menzione speciale per il corpo supertonico di Jennifer Aniston, ancor meglio che ai tempi di Friends.



RUSH

Un film di Ron Howard. Con Chris Hemsworth, Daniel Brühl, Olivia Wilde, Alexandra Maria Lara, Pierfrancesco Favino. Titolo originale Rush. Sportivo, durata 123 min. - USA, Gran Bretagna, Germania 2013. - 01 Distribution

E' ingiusto definire un film “sportivo” questa storia di avventura epica e di amicizia tra due uomini che rischiano la vita per il piacere romantico di farlo, perché quello è il loro scopo, la loro ragion d’essere. Una pellicola è entusiasmante, dosata magistralmente dal regista che studia una “strategia” narrativa perfetta iniziando addirittura con due voci narranti, quelle dei due protagonisti, intrecciando flashback e parti oniriche, e concludendo con solo la voce di Lauda-Brühl, senza mai essere complicato. Certi momenti, certe emozioni pure, farebbero fiero l’animo più classico del Clint Eastwood regista. Oltretutto la storia è vera, e da quella non si scappa. Il dramma c’è, perché, come viene detto all’inizio, in quegli anni, ogni stagione, morivano in media due piloti di Formula 1. L’ambizione, il duello, la caduta, la risalita, l’amicizia virile e l’altrettanto virile odio sono resi alla perfezione. Non si capiscono quasi mai le dinamiche di corsa, e questo è un bene. Il realismo ne guadagna e persino quando compare Enzo Ferrari si sente l’odore delle gomme sull’asfalto di Maranello. Chris Hemsworth si dimostra un attore straordinario. Il suo magnetismo e indiscutibile e, se non lo è già, diventerà uno dei migliori di Hollywood. L’italiano Favino sfrutta alla perfezione la sua espressività da attore porno anni settanta, perfetto nella parte di Clay Ragazzoni. Come perfetto nella parte dell’amabile odioso e Brühl che di Lauda coglie persino lo sguardo in sottecchi tipico di chi è pronto a fare strada a qualunque costo.


sabato 21 settembre 2013

HO TANTI SOGNI NEL CASSONETTO


Quella che segue è una scelta dei migliori tweet pubblicati a mia firma su Twitter durante il mese di agosto 2013. Li ho divisi per argomenti in modo da rendere più agevole la lettura, e ho disposto le categorie in ordine alfabetico. Per leggere una selezione di ciò che ho scritto durante il mese di  gennaio, cliccate  qua.  Per febbraio, il link è questo.  Per marzo, et voilà.  Per aprile, ecco.  Per maggio, bisogna andare qui.  Giugno invece è questo. Luglio, quest'altro. Sono quasi sicuro che, se lo fate, vi divertirete. Nel momento in cui scrivo, i mie followers sono 1932. Il contatto è @morenozagor .





AFORISMI

Andare a vedere una partita amichevole è come portare a cena una ragazza astemia, vegana e che sai già che non te la darà.

Alla morte non c'è rimedio. È il rimedio.

Se la proposta è ragionevole, non passerà.

"Del doman non v'è certezza". Neppure dello ieri e dell'oggi.

Gli altri hanno servi, noi amici e collaboratori.

Non si deve essere buonisti, ma buoni.

A volte anche le carezze danno fastidio.

C'è un che di liberatorio nel dirsi: "tanto non dipende da me".

Il fanatismo è una malattia contagiosa.

Se ci ferma ad ascoltare ogni critica, o a ponderare su quelle che potrebbero esserci fatte, non si va avanti.

L'unica vera distinzione dovrebbe essere tra i parassiti e chi lavora.

La domanda che più spesso resta senza risposta è: "ma chi me lo ha fatto fare?".

Il rancore avvelena chi lo cova.

Non ci sono soluzioni definitive. Di definitivo ci sono solo i problemi.

Quando non si sa che fare, conviene fingersi morti.

La normalità è l'eccezione alla norma.

La Speranza è l'ultima a morire. La Fede la prima. La Carità non è mai neppure nata.

Qualunque ideologia inciti al martirio, non è degna che si muoia per lei.

I problemi o non hanno soluzione o ne hanno molte. In tal caso il problema diventa capire quale sia quella più giusta.



AMORE

Non basta che tu sia la mia donna, bisogna che tu sia anche la mia complice.

Non servono marche da bollo per certificare un amore.

Si nasce e si muore bisognosi di coccole.

Se non si ride e si piange in due, non è amore.

Amarsi è farsi le stesse domande senza risposta.

Prima di sperare che sia per sempre, augurati che sia bello.




ANIMALI

“I fenicotteri sono rosa perché si nutrono di gamberetti". Allora se mangio la Nutella mi abbronzo.

Subisco lo stalkeraggio di una gatta che vuole coccole a tutti i costi.

Per curare l'ansia prendete un gatto. Non solo per carezzarlo con effetto anti stress ma anche per imparare da lui la sua filosofia di vita.

Non mi chiedo che razza di gatto avesse Schrodinger, ma Quanti.

Il buon Dio avrà sicuramente avuto le sue ragioni nel creare gli scarafaggi, ma mi sfuggono. Grazie, eh, comunque.

Ho capito la ragione per cui sono stati creati gli scarafaggi: dare il nome ai Beatles. Geniale.




DIO

Dio è un pittore contemporaneo. Dei suoi disegni nessuno capisce il senso.

Mi sentirei bugiardo se recitassi il "Credo". Al massimo potrei arrivare al "può darsi".

Radio Maria è l'unica emittente che si prende dappertutto, anche fra le più impervie montagne. È sicuramente un miracolo.

Il modo migliore per perdere la fede è leggere i messaggi di Medjugorje.

Non mi è chiara la funzione e l'utilità degli angeli custodi.

Speriamo che con le donne, cui ha voluto affibbiare il cilicio del ciclo, nell'aldilà Dio si scusi.

Quando prego mi sembra di sentire una voce registrata che dice: siamo momentaneamente assenti, lasciate un messaggio dopo il beep.

Ma se ognuno pregasse il suo dio a casina propria senza volerlo imporre agli altri, non staremmo tutti meglio?

Se le cose belle dimostrano l'esistenza di Dio, quelle brutte che dimostrano?

Questa convinzione di moda che chiedendo all'Universo si viene accontentati è smentita da tutte le volte che cerco un parcheggio.

Dio ci ha creati, gli siamo venuti male, ed è passato ad altro.

Dio si nasconde per paura degli avvocati della causa collettiva per danni che potrebbe intentargli l'umanità.




DOMANDE

Ma la maglia rosa al Giro la danno al ciclista che si depila meglio?

Ma una scrittrice che ha la seconda può pubblicare per Laterza?

Ma se la Smorfia funzionasse, i napoletani non dovrebbero essere tutti ricchi?

Ma a ordinare un Negroni si passa per razzisti?

Ma le "Tribute Band" sono organizzate da Equitalia?

Ma il motto dei pacifisti svizzeri è "mettete dei fiori nei vostri cantoni"?

Ma "La famiglia" è un film dell'orrore?

Ma Gatto Panceri è la risposta italiana a Cat Stevens?

Ma quando uno ha unito con la biro i puntini numerati e a visto che cosa appare, che se ne fa?

Ma che razza di tette hanno le donne di Ottawa?

Ma se ci fosse un allenatore donna, la chiamerebbero sempre "mister"?

Ma quando ci sono le notizie sul doping e sulle partite vendute, il giornale cambia nome in "Gazzetta dello Sporc"?

Ma se uno viene travolto da una macchina, che poi si da alla fuga, mentre cammina per le strade di Cuba, sono stati i Pirati dei Caraibi?

Ma se credo di aver sempre torto, ho ragione?

Ma nel Qatar hanno tutti il rantolo alla gola?

Ma gli arabi fanno le parole "crociate"?

Ma la masturbazione porta alla cecità solo gli uomini o anche le donne?

Ma anche la donna delle nevi è abominevole, o una botta gliela si può dare?

Ma che una versione è di Diodoro Siculo si capisce dalla presenza di ripetute esclamazioni "mentula!" nel testo?

Ma Ficarazzi, in Sicilia, perché si chiama così?

Ma un appuntamento in un ristorante vegano con una ragazza che non si conosce è un appuntamento al bio?

Ma chiamarlo "casco" non è un cattivo auspicio?

Ma le scarpe coi tacchi le vendono all'Esser lunga?

Ma quando Celentano ha voglia di peccare tradendo la moglie, il suo angelo custode gli dice: "memento Mori"?

Ma il protettore del Quirinale è San Dropertini?

Ma lo sponsor del fantacalcio è la Fanta?

Ma perché una volta si sorrideva :-) e ora si sorride :) ?

Ma chi dice di essere bella dentro lo fa per invitarci a entrare?

Ma perché gli ambulanti fra gli ombrelloni se sono uomini sono bei fusti bellocci, e sono donne sembrano tutte la Mamie di Via Col Vento?

Ma gli abitanti di Ostia fanno la Comunione tutti i giorni?

Ma sulle sue Stanze il Poliziano avrà pagato l'IMU?

Ma i pizzaioli islamici che lavorano da noi la fanno la pizza "maialona"?




DONNE

Utero è l'anagramma di "ruote". Per questo le donne hanno il ciclo.

Voglio una donna che mi legga accanto.

Inutile negarlo: le donne più interessanti sono quelle che danno l'impressione di darla almeno ogni tanto.

Chissà com'è andata che un Homo Sapiens abbia sedotto una donna di Neandertal.

Ragazze, ultimi giorni per mostrare i décolleté prima della chiusura invernale. Esagerate.

Chiamare una donna Chiara è incongruente come chiamare un uomo Fedele.

Chissà se le donne in spiaggia mi valutano con lo stesso metro critico con cui io valuto loro.

I discorsi delle donne sono come i giochi dei puntini numerati da collegare fra loro con la biro per scoprire che cosa apparirà.

La prima cosa che mi viene in mente su come mettere a frutto l'esperienza dell'età tornando indietro nel tempo, è con le ragazze.




ENIGMISTICA

Anagramma sull'etere mariano: “noo, lì c'è Radio Maria, / e io m'adiro con l'aria”.

"Teramo" è l'anagramma di "a morte". Ma ci si mangiano certi spaghetti alla chitarra...

Oggi liggo. Sarebbe "leggo", ma così è un palindromo.

Al postino di Positano manca una A per essere l'uomo giusto nel posto giusto.

"L'oppio" è l'anagramma di "popoli".

La santa di oggi è Rosa da Lima. Che se si scrivesse Ròsa da lima sarebbe un bel gioco di parole.

Il tuo no è un tuono.

Le parole crociate vanno risolte da soli. 

Parenti serpenti: "pitone" è l'anagramma di "nipote".




FELICITA’

Quando mi cremeranno, troveranno fra la cenere la felicità che era dentro di me e che non riuscivo a trovare io.

Chi è felice non gioca al Superenalotto.

Eravamo più felici quando ci facevamo gli orecchini con le coppie di ciliegie.

Ci dev'essere uno che la notte di San Lorenzo desidera che non si avverino i desideri degli altri, e viene regolarmente esaudito.

Saresti felice se potessi essere come vuoi essere, ma se tutti lo fossimo addio società.




FIGLI E FAMIGLIA


Mi dimetto da padre, da figlio, da fratello, da zio e da nipote.

Per non far strillare il marmocchio, i vicini lo tengono buono cantandogli le filastrocche. La pezza è peggio del buco.

Cercano tutti di convincerci che la famiglia è il fondamento della società e va difesa perché l'istinto naturale è fuggirne a gambe levate.

Vorrei chiudere per ferie anche i rapporti sociali, famigliari compresi.

I supereroi sono tutti orfani perché se avessero i genitori questi gli direbbero "stai attento" e "copriti bene che prendi freddo mentre voli".

Alcuni figli sono pezzi "e core" e alcuni pezzi di qualcos'altro.

Voi che andate in brodo di giuggiole davanti alle recite dell'asilo, lo sapete vero che i deliziosi pargoli diventeranno delle carogne da grandi?

Ogni incontro con i miei genitori mi crea ansia prima, durante e dopo, anche quando va tutto bene.



GIUSTIZIA

Ce ne saranno di cose più urgenti da fare che arrestare chi si coltiva marjuana in guardino?

La magistratura deve essere libera, indipendente e senza condizionamenti dalla politica, ma anche la politica dalla magistratura: non devono essere i magistrati a dettare le leggi.

Strani i forcaioli con gli imputati e i detenuti italiani, ma garantisti con quelli nelle prigioni americane.

Non si dovrebbe cercare un colpevole, ma il colpevole.

Diffido delle indagini dove c'è un "unico indagato".

L'inchiesta su Yara ha portato comunque a grandi risultati: scoperti diecimila figli illegittimi.

Sto cercando di stabilire se si perdono più followers a fare battute sul sesso o a manifestare elementari idee garantiste.

L'unica "corrente" che dovrebbe avere la Magistratura è l'applicazione silenziosa della Legge.

Se si guardasse la realtà senza paraocchi, tra giudici, avvocati e imputati non c'è mai la differenza di cui ci si illude.




GUERRA E PACE

Sto guardando RAI Storia in sottofondo, da ore, e mi sembra che sia tutto un susseguirsi di bombardamenti e di sfollati.

Io non sono favorevole alla pace. Sono contrario alla guerra.

La guerra mondiale fatela voi.

Tutti a invocare la rivolta, ma quando poi la minacciano gli altri è sedizione.

Sono favorevole all'uso dei carrarmati. Perugina.

La situazione è siria.

Conosco gente che fa la marcia per la pace Perugia-Assisi e poi fa la guerra ai vicini di casa,




ITALIA

La terra d'origine la portiamo con noi perché è con quella che siamo stati impastati.

Siamo veramente un Paese da osteria.

Tremo all'idea che tra un po' si comincerà a discutere sul conduttore del prossimo Sanremo.

L'italianità non esiste.

Sono secoli che ci dividiamo in guelfi e ghibellini, viviamo sulle barricate e fuciliamo i disertori e i disfattisti. 

La soluzione è diventare un cantone della Svizzera.

Sono per l'annessione dell'Italia a San Marino.

Ammiro coloro che amano la Patria. Io però fatico a identificarne una.

Ma come facevamo, io e la mia famiglia, a viaggiare in quattro in una Cinquecento, negli anni Sessanta?

Siamo l'unico Paese che non è neppure d'accordo su chi siano gli eroi nazionali.

Sogniamo un Paese giusto e abbiamo un Paese guasto.




LAVORO

Un lavoro bellissimo e richiesto: l'accompagnatore di disabili mentali. Ne conosco alcuni che sono angeli.

Ma come si saranno riciclati quelli che anni fa facevano i venditori di enciclopedie porta a porta?

Ho difficoltà a spiegare e definire che lavoro faccio. Perciò di solito rispondo "impiegato" che va bene sempre ed evita domande.



LIBRI E FUMETTI

Giovanni Pascoli è un contemporaneo, da tutti i punti di vista.

Sono entrato nella fase della vita in cui scelgo una edizione di un classico invece di un'altra non per il prezzo ma per i caratteri grandi.

Non basta leggere le poesie, bisogna vedere la poesia.

È scandaloso che cercando su Google Immagini una foto di Mauro Boselli, escano fuori a decine e decine quelle di un calciatore.

Non sono i classici i libri da consigliare a chi non legge.

La soddisfazione di chiudere l'ultima vignetta di un albo con Tonka che dice: "Questa volta Zagor è spacciato!", e poi "continua...".

La fortuna di aver avuto in casa, da bambini, i Quindici.

Gli unici libri che potranno essere sostituiti dagli ebook sono le enciclopedie.

Per non parlare di quelli che ostentano libri ancora incellophanati.

Diffido di quelli che hanno in casa soltanto i soliti scontati classici. È evidente che li tengono come soprammobili e non li hanno letti.

Cento anni dalla "Recherche" e io non l'ho ancora letta perché ho perso il mio tempo con i fumetti.

Io Piperita Patty me la farei, Lucy no.

Leggendo 100 libri l'anno un uomo può leggerne al massimo 7000 in una vita media. Sto calcolando quanti me ne restano.

Cinquecento anni dal "Principe" di Machiavelli e i nostri politici o non l'hanno letto o l'hanno capito male.

Risparmio sugli aperitivi, non sui libri.




MAL DI VIVERE

Contro il cuore pesante non ci sono diete.

Troppe volte mi è successo di ripetere come un mantra "io non sono qui, io non sono qui".

Sono nato sul pianeta sbagliato, non ci sono dubbi.

Mento spudoratamente tutti i giorni, quando mi chiedono "come va?" e rispondo "tutto bene, grazie".

Costruisco argini contro il mondo ansiogeno e così imprigiono con me l'ansia che ho dentro.



MATRIMONIO

Si divorzia dalla moglie, non dai figli.

Si divorzia sempre meno perché costa troppo. Basterebbe non sposarsi.

Se anche i matrimoni si ricuciono, si vede il rammendo.

Le mogli dei personaggi famosi che senza aver fatto nulla con il proprio cervello divorziano e si beccano alimenti milionari, mi disgustano.



ME STESSO

Se non ci fossero quelli di "Chi l'ha visto" a rompere i coglioni, cercherei anch'io di scomparire senza lasciare traccia.

Ho perso quattro chili, guai a chi me li riporta.

A me, ormai, è successo tutto.

Me, i sondaggisti non mi chiamano mai.

I turbanti mi turbano.

Sono insuperabile nel farmi superare.

Non rivedo mai le mie convinzioni, perché non ne ho.

Sono un uomo diverso dagli altri. Non leggo la Gazzetta dello Sport.

Sono un autore in cerca di sei personaggi.

Ho tanti sogni nel cassonetto.

Non sono un maschio alfa. Sono un maschio pi greco.

Non è soltanto che sono fatto così. È che non posso non esserlo.

Comunico con il codice Forse.

Sono così complicato che il mio DNA è più lungo della media.

Non ho mai avuto la minima voglia di risolvere il Cubo di Rubik.

In caso di disordini io ho l'alibi. Non c'ero perché sono della Vergine.

"Mi piaci perché non sei come gli altri". Non mi va essere definito per negazione. Sono gli altri a non essere come me.

Non so pensare a cose più inutili e noiose delle chat.

Ho le ghiandole surreali.

Per fortuna, io non ho mai pensato che la mia generazione fosse preparata a un mondo nuovo e a una speranza appena nata.

Quando suona il telefono, ormai, non mi chiedo più, curioso, "chi sarà?", ma "che vorranno da me?".

Io non sono buono, é che mi disegnano così.

Tutto è fatto di quark tenuti insieme dai gluoni. Io mi sto scollando.

Il problema non è che non mi accettano gli altri, ma che non mi accetto io.

Non c'erano film che potessero rivaleggiare con quelli di Bud Spencer e Terence Hill, quando avevo 10 anni e spendevo la paghetta al cinema.

Non so se i miei antenati sarebbero fieri di me, ma mi importa di più dei pronipoti.



MONDO

E pensare che ci sono posti del mondo dove con mille euro al mese si è ricchi.

Anziché a re, combattenti e politici, nelle piazze vedrei bene dei monumenti dedicati a Stanlio e Ollio, Totò e Charlie Chaplin.

"Egitto: 1.800 Fratelli arrestati". La mamma dei Fratelli Musulmani è sempre incinta.

Prima di andare in un paese arabo, mi faccio un gito in tutti quelli buddisti, induisti, scintoisti, animisti e la casa del mago Otelma.

Sconvolge la notizia del dittatore nordcoreano Kim Jong-un che ha fatto fucilare la fidanzata per un video hard. Teniamoci cara la libertà

L'onu va scritto minuscolo.

La Farnesina sconsiglia i viaggi al Cairo e dice che se provate a guidare a fari spenti nella notte potete chiamarle, se volete, emozioni.

Sto dalla parte delle Sorelle Musulmane.

La legge dell'offerta e della domanda regola il mondo più del Decalogo.

Non ho niente contro la merce cinese, a patto che gli operai non siano sfruttati, i materiali non siano tossici, le tasse vengano pagate.



MORALISMO

L'oscenità è sempre negli occhi di chi guarda e, soprattutto, di chi pretende di giudicare.

Oggi "Lolita" non troverebbe un editore risposto a rischiare.

Mi vergognerei se dicessi a qualcun altro che dovrebbe vergognarsi.




MUSICA

Ma la musica non commerciale la regalano?

Quant'è brava Grazia Di Michele! Prima che lo chiediate: no, non ha partecipato a nessun talent.

Credevo che Mina non avesse un domicilio fisso, avendo sempre sentito dire "mina vagante".

Dopo la separazione tra Al Bano e Romina Power, non mi meraviglia più niente.

Faccio coming out. Non posso più tacere. A me Edith Piaf più che cantare sembra fare i gargarismi.

Tutti cantano "Imagine" di John Lennon ma pochi si rendono conto della sua carica rivoluzionaria che, personalmente, sottoscriverei




PAROLE

"Anulare" suona come una parolaccia.

Nessuno che sia nato prima del 1980 dovrebbe scrivere "xké" o "cmq".

Il verbo avere è più ausiliario del verbo essere.

Ho appena letto: "qsta a cg ki ti vuole (snz ke io ti voglia, sia chiaro).” Meno male doveva essere chiaro.

Mi incuriosisce l'etimo dell'espressione "pussa via".

Che bel verbo libidinoso, "centellinare"




POLITICA

Il bello dei cattivi governi è che meno fanno meglio è.

Quando i politici dicono che bisogna ridurre le spese non intendono gli sprechi ma i servizi essenziali.

Ma ci sono ancora i no global o è passata la moda come per le bandiere della pace?

Alle manifestazioni dei nostri partecipano sempre milioni di persone, a quelle degli altri, quattro gatti.

Perché dovrebbe costituire un difetto, a priori, l'essere borghese?

Invece che nominare senatori a vita degli scienziati, si poteva destinare alla ricerca scientifica il loro stipendio buttato via.

I preti che parlano di politica fanno cadere le braccia, qualunque opinione esprimano non possono più essere pastori di tutto il gregge

Quando un politico promette di tagliare le auto blu pensa di sostituirle con altre più costose, ma azzurre.

Non capirò mai la voglia di chiunque di fare il ministro di qualcosa.

Se io non ti incoraggio in alcun modo, perché tu devi venirmi a fare comizi pro o contro quello schieramento politico?

L'avvento di Putin ha di buono che gli spettatori di sinistra hanno smesso di tifare per Ivan Drago.

Il brutto della politica è che si basa sulle barricate fra nemici, invece che sulla collaborazione per trovare soluzioni ai problemi comuni.

Gli invasati della politica rompono i coglioni costantemente a quelli che non gliene frega niente.

La politica in Italia non è un dibattuto di idee ma uno scontro fra preconcetti.



SCUOLA

Per quanto abbiamo patito e temuto o maledetto gli insegnanti, tutti vorremmo tornare ai tempi della scuola tra i nostri compagni di classe.

C'è chi si laurea nella Facoltà di Non Rispondere.



SESSO

Mi danno i brividi i brividi di lei.

Il problema non è che siano reato gli atti osceni in luogo pubblico, ma stabilire cos'è osceno e qual è il luogo pubblico.

In amore è come nei film western. Prima del duello bisogna mettere il dito sul grilletto.

Anche quello virtuale è sesso.

L'erezione mattutina quotidiana è il modo inventato da Dio per ricordare a noi maschietti il nostro dovere primario.

Gli intenditori lo sanno che il sessantanove distrae e non soddisfa.

Vista quanto la pratica è unanimemente apprezzata, perché prenderlo in quel posto dovrebbe essere la metafora di una brutta esperienza?

Se non sei tu a farle lo shaving non è amore.

I piedi nudi che si strusciano sotto le lenzuola stanno facendo sesso.

Se la media è di 111 rapporti sessuali in un anno, sto calcolando di quanto devo accelerare.

Non dovreste darla agli uomini che non conoscono la differenza fra orgasmo vaginale e orgasmo clitorideo.

Meglio il sesso virtuale di quello virtuoso.

Potrei essere definito "dilf"?

Parlare abbracciati dopo aver fatto l'amore è continuare a farlo.

Non dovreste darla a chi pronuncia "passi" la parola inglese "pussy"

Almeno un padrone, noi maschietti, ce lo abbiamo tutti. E comanda lui, non c'è niente da fare.




SOLITUDINE

Il vantaggio di essere un tipo solitario è non c'è rischio che mi macchi di uno stupro di gruppo.

Si muore soli scendendo alla nostra stazione e lasciando nello scompartimento i casuali compagni di viaggio che ci si erano seduti accanto.

Cerco una solitudine che faccia compagnia alla mia.




STATO

Lo Stato non dovrebbe dare l'impressione di voler comandare in casa nostra.

Ma chi è convinto che la costituzione non vada cambiata, ritiene davvero che funzioni?

Gli sprechi statali sono quelle cose per cui se io devo comprare qualcosa lo pago tot, ma se lo compra lo Stato costa il doppio.

Ma, volendo, uno si può dimettere da cittadino?

Dovrebbero assumere un consulente che spieghi al Governo come eliminare le troppe consulenze.

Lo Stato è come un bambino. Più soldi gli dai, più ne spreca.




UMORISMO

Alle terme di Saturnia non riesco a togliermi dalla testa che il cattivo odore dell'acqua dipenda dalle flatulenze dei bagnanti.

Se il Piave sfociasse nel Mar di Marmora, avrebbe marmorato.

Compro "Guida ai bordelli di Milano". Delusione. È un saggio storico sulle case chiuse del passato.

O tempora, o mores! Non si vede più un topless neppure a cercarlo con il lanternino.

"Sono andato in Sicilia a Noto". "Perché, non c'era il traghetto?"

L'Homo Sapiens che per primo si accoppiò con una donna di Neandertal fu il progenitore di tutti i morti di figa.

Il frate campanaro ha un dente d'oro. Il Martino ha l'oro in bocca.

A ciclo arrivato, il fidanzato ansioso indica la luna con il dito. Medio.


Chi si chiama Gustavo ha un che di imperfetto.

Il mio telefonino fa di tutto, ma non trovo dove si accende per asciugarsi i capelli. Eppure si chiama I-phon.

Gli sforzi bellici sono bruttici.

Per limitare i danni delle doppie punte ci vogliono dei bravi terzini.

Gli esagerati andrebbero tutti fucilati.

La versione porno di Pippi Calzelunghe mi intrigherebbe parecchio. Redhead, panties and socks, teens e un cavallo.

Certo che Mordecai è un nome da cani.

Dopo il mistero del perché Maometto sia interessato alla montagna, c'è quello del perché una volpe debba essere attirata dall'uva.

Le montagne svizzere sono belle da vedere anche di notte, attorno a Lucerna.

Albergo di montagna. Elenco delle manifestazioni nei paesi vicini. Sagra della patata con degustazione. Ci andrò senza farmi illusioni.

Fra i misteri insondabili che la scienza deve ancora spiegare c'è il successo di McDonald's.

Berthold Brecht commise un grosso errore a sedersi dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati.

Per abolire l'IMU basterebbe espropriare gli alimenti a Veronica Lario.

Santa Chiara, protettrice della televisione, dev'essere sepolta in una cripta.

Santa Maria Assunta: in tempi di crisi è rimasta una delle poche a non essere stata licenziata.

Fossi la luna, mi sentirei osservato.

Ho visto le stelle marine dopo aver battuto un piede in una spigola.

Povere figlie di Catone il Censore che non potevano uscire scollate e in minigonna.

Tra i buddisti gli assassini sono pochissimi. Tanto le vittime si reincarnano.

L'estrema soluzione per perdere peso è trasferirsi sulla Luna.

La nota pornodiva si convertì e per espiare volle contribuire all'erezione di una cappella.

Il condottiero romano aveva la vittoria in tasca, ma la sprecò negli ultimi minuti. Fu chiamato Sciupone l'Africano.

Sapevo che quello stagno era in mezzo ai quei campi di grano, ormai tagliati. Ma non lo trovavo. Era come cercare un lago in un pagliaio.

Quando l'uomo eschimese dice "viva la foca", la donna eschimese non ride.

Gli uomini ci hanno messo secoli a inventare il caffè perché prima non erano abbastanza svegli.





VACANZE

I 15 giorni prima delle ferie sono così stressanti che le ferie servono solo per riprendersi da quelli, quindi poi è come non averle fatte.

Come souvenir dalle vacanze in montagna ho riportato quindici chili di patate locali. Saranno più apprezzate dei soprammobili.

Non faccio vacanze nei villaggi turistici perché mi spaventa la presenza degli animatori.

Un bel gioco da fare al villaggio turistico sarebbe, in effetti, la caccia agli animatori e l'impalamento dei medesimi una volta trovati.

Le vacanze ideali si fanno da soli, o in due se l'altra persona sta zitta.

Se porti in bambino in spiaggia, lo porti in un posto bello. Allora perché qua attorno piangono tutti come se li stessero spellando vivi?

Osservando la gente in costume al mare, balza all'occhio come il grasso andrebbe redistribuito meglio. A chi troppo, a chi troppo poco.

Perché negli alberghi delle località di villeggiatura la colazione è servita sempre e solo prima delle dieci?




VITA

Il difficile non è vivere, è restare vivi.

Se dessero da leggere il foglio degli effetti collaterali della vita prima di nascere, sulla Terra troverebbero parcheggio più facilmente.

Prima di ricordarti che devi morire, ricordati che devi vivere.

Vivere è faticoso. Alla fine si muore di stanchezza.

Vivere è come fare castelli di sabbia: tanta fatica sprecata.

Faccio a botte con la vita , ma ha cominciato prima lei.

L'infanzia è l'unica fase della vita che valga davvero a pena vivere. Il resto ne è nostalgico ricordo.