lunedì 24 ottobre 2011

DYLAN D'ARGENTO

La prima copertina di Dime Press (la rivista dedicata alla produzione Bonelli, da me fondata con Saverio Ceri, Francesco Manetti, e Alessandro Monti agli inizi degli anni Novanta), fu dedicata al decennale di Martin Mystère e commissionata a Giancarlo Alessandrini. Sulla cover del n°2 comparvero Tex e Lilyth in un acquerello di Giovanni Ticci. Ma per il numero successivo, noi della redazione volevamo mettere in risalto la mostra dedicata a Zagor, dal titolo "Un'avventura lunga trent'anni", svoltasi a Firenze tra il 15 novembre e il 27 dicembre 1992. L'editore Antonio Vianovi, invece, volendo incrementare la diffusione della rivista (peraltro, già assai incoraggiante), premeva per inserire una copertina con Dylan Dog, in quel momento protagonista di una irripetibile stagione quanto a vendite e popolarità. Trovammo immediatamente la soluzione e commissionammo a Gallieno Ferri una cover in cui Zagor e Dylan Dog comparivano fianco a fianco. Ne venne fuori una illustrazione memorabile che sottolineava peraltro i punti di contatto fra i due personaggi: Tiziano Sclavi autore condiviso da entrambi, gli zombi con cui entrambi hanno più volte lottato, l'abitudine a confrontarsi con l'abisso, l'attenzione verso le ragioni del "mostro" di turno, il problematico rapporto con il padre, il gusto per le citazioni, e via proseguendo (sarebbe interessante continuare a parlarne e magari un giorno lo faremo). Comunque sia, sulla copertina di Dime Press n° 3 (gennaio 1993) l'Indagatore dell'Incubo e lo Spirito con la Scure si sono incontrati per la prima volta. In questo anno di grazia 2011, lo hanno fatto di nuovo: i due eroi di carta, infatti, hanno festeggiato insieme un importante anniversario. Venticinque anni il primo, cinquanta il secondo. Proprio alle nozze d'argento di Dylan con l'edicola, Saverio Ceri ha dedicato la nuova puntata della sua rubrica "Diamo i numeri".

Diamo i numeri 14
IL PERSONAGGIO DEI RECORD
di Saverio Ceri

Coincidenze

Per la scorsa escursione nei numeri bonelliani, avevamo preso spunto dal venticinquennale di Boselli dal suo esordio come sceneggiatore nella casa editrice di Via Buonarroti. La storia successiva di Tex, “Il ranch degli uomini perduti”, una delle ultime di Gianluigi Bonelli, prende il via su Tex 311 e segna l’esordio sulla collana di Aquila della Notte di Claudio Villa che diverrà di lì a qualche anno copertinista ufficiale di Tex; nel frattempo in quarta di copertina di quell’albo scopriamo che lo stesso Villa sarà anche l’autore delle cover della nuova serie che l’editore si appresta a lanciare alla fine di quello stesso mese. La serie di cui parlo è ovviamente Dylan Dog. L’anno è il 1986, il mese è settembre, il giorno è il 26. Esattamente venticinque anni dopo, anziché a festeggiare quella nascita, ci siamo ritrovati a piangere l’improvvisa scomparsa di quello stesso lungimirante editore che aveva scommesso allora su quell’originale personaggio (e sul suo autore), ma anche su quel ragazzo di Lomazzo lanciato contemporaneamente come disegnatore sulla serie ammiraglia e come copertinista. Di Villa avremo modo di parlare tra poco più di un anno in occasione del suo trentennale bonelliano, intanto dedichiamoci ai numeri di questo primo quarto di secolo dell’Indagatore dell’Incubo...

Il personaggio dei record

Dylan Dog è l’ottava serie bonelliana (dopo Tex, Il Piccolo Ranger, Zagor, Comandante Mark, Mister No, Cico e Martin Mystère) al giro di boa del quarto di secolo, ed è quella che ci è arrivata col maggior numero di tavole realizzate: oltre 43.000! Martin Mystère era giunto al venticinquennale con 38.000 tavole circa, Mister No con 31.000, Zagor e Il Piccolo Ranger sotto le 25.000 mila, e Tex solo poco più di 19.000. Le pagine pubblicate di Dylan Dog nei primi 5 lustri di vita editoriale sono state più del doppio di quelle realizzate per Aquila della Notte nello stesso lasso di tempo.
Per l’esattezza le tavole di Dylan Dog pubblicate dalla Bonelli Editore sono, a oggi, 43.532 a cui andrebbero sommate le 256 degli albetti di Groucho per un totale di 43.788. Con questi numeri l’Indagatore dell’incubo è il quarto personaggio, come numero di tavole realizzate, nella storia della casa editrice, dietro a Tex, Zagor e Martin Mystère. Le collane che hanno ospitato le avventure inedite di Dylan sono 8. Qui di seguito le trovate in ordine di quantità di materiale pubblicato.

Dylan Dog 28372 (301 albi)
Dylan Dog Albo Gigante 4318 (19 albi)
Maxi Dylan Dog 4230 (15 albi)
Dylan Dog Speciale 3840 (25 albi)
Collana Almanacchi 1940 (21 albi)
Dylan Dog Color Fest 896 (7 albi)
DD & Martin Mystère 320 (2 albi)
Ken Parker Magazine 32 (1 albo)

In pratica 390 albi recanti il logo di Dylan Dog in copertina (1110 albi ristampe comprese). Curioso come una delle ultime collane nate, il maxi, nel prossimo anno diventerà la seconda testata di Dylan per materiale inedito pubblicato. Se qualcuno si è preso la briga di sommare le tavole, avrà notato un’eccedenza di 160 pagine rispetto alla cifra complessiva riportata poco sopra: si tratta delle tavole che spettano a Martin Mystère nel doppio crossover uscito nei primi anni novanta.
480 storie finora pubblicate su albi bonelliani; a queste andrebbero aggiunte le circa 30 storie brevi pubblicate in albi o volumi o riviste di altri editori (storie che esulano da queste graduatorie): nessun’altro personaggio dell’editore ha mai vissuto così tante avventure. Il primato di storia più lunga spetta a ben 7 avventure, tutte di 236 tavole pubblicate tra il 2000 e il 2006 sui giganti di Dylan Dog, che in quel periodo contenevano un solo episodio a volume. L’avventura più breve, di sole 12 tavole invece è apparsa sul primo almanacco della paura, si intitola “La cantina” ed è opera di Sclavi e Roi. Uscendo dall’àmbito Bonelli, in realtà esiste anche, tra le tante brevi e brevissime, una storia senza titolo di una sola tavola ad opera di Faraci e Celoni: è stata pubblicata sul volume “Il riposo del guerriero” delle edizioni Hazard.

Sono stati 39 gli sceneggiatori chiamati a raccontare le gesta dell’Indagatore dell’Incubo. Li troviamo qui di seguito in ordine di tavole pubblicate a partire dal creatore del personaggio, Tiziano Sclavi, che ci ha regalato oltre 10000 tavole, se contiamo anche i fuori serie non bonelliani.

1° Sclavi 9904 tavole
2° Ruju 7370
3° Chiaverotti 4770
4° Barbato 3680
5° Mignacco 2232
6° Faraci 1860
7° De Nardo 1852
8° Marzano 1654
9° Medda 1622
10° Manfredi 1350

11° Di Gregorio 1302
12° Enna 1076
13° Masiero 752
14° Gualdoni 702
15° Gonano 430
16° Wood 424
17° Recchioni 408
18° Ferrandino 284
19° Bilotta 244
20° Accatino 220
21° Ambrosini 188
21° La Neve 188
21° Toninelli 188
21° Cavaletto 188
25° Castelli 174
26° Boselli 94
26° Celoni 94
26° Santarelli 94

26° Serra 94
26° Vigna 94
31° Badino 32
31° Berardi 32
31° Cajelli 32
31° Bartoli 32
31° Mastantuono 32
31° Porretto/Mericone 32
31° Vinci 32
31° Caccivio 32

Meritano menzione anche altri sei autori i cui soggetti sono stati poi trasformati in sceneggiature da altri a partire da Mauro Marcheselli, scrittore di ben 10 avventure, per finire a Carlo Lucarelli, passando per Neri, Puccioni, Balsamo e Frisenda.

54 sono invece i disegnatori che hanno trasformato in immagini le avventure concepite dalle fervide menti di Sclavi e discepoli. Di questi, quattro (Ambrosini, Mastantuono, Celoni e Vinci) si sono cimentati anche nella scrittura, e quindi si ritrovano in entrambe le classifiche.

1° Montanari&Grassani 6528 tavole
2° Freghieri 5620
3° Roi 4674
4° Piccatto 4280
5° Casertano 3264
6° Brindisi 2996
7° Cossu 2490
8° Mari 2028
9° Stano 1286
10° Dall'Agnol 1176
11° Bigliardo 1090
12° Di Vincenzo 894
13° Ambrosini 880
14° Siniscalchi 692
15° Celoni 686
16° Rinaldi R. 658

17° Saudelli 620
18° Coppola 470
19° Tacconi 376
19° Venturi 376
21° Trigo 288
22° Alessandrini 268
23° Dell'Uomo 192
24° Castellini 188
24° Mandrafina 188
24° Soldi 188
27° Pennacchioli G. 158
27° Carnevale 158
29° Micheluzzi 128
30° Sommacal 127
31° Poli 94
32° Mastantuono 64
33° Riboldi 48
34° Valeri 47
35° Gianfelice 32
35° Frisenda 32
35° Caluri 32

35° Simeoni G. 32
35° Di Gennaro 32
35° Nizzoli 32
35° Di Giandomenico 32
35° Camuncoli 32
35° Evangelisti 32
35° De Angelis 32
35° Cavazzano 32
35° Vinci 32
35° Denna 32
35° Airaghi 32
35° Romeo 32
50° De Luca 24
50° Voltolini 24
50° Vetro 24
53° Villa 16

Singolare come la classifica degli illustratori sia chiusa da Claudio Villa, creatore grafico della serie.L’unico disegnatore ad aver lavorato su tutte e sei le testate regolari di Dylan Dog è Corrado Roi; quattro invece gli sceneggiatori che possono vantare altrettanto: Ruju, Chiaverotti, Barbato e Mignacco.
Tra gli 89 autori citati nelle due precedenti graduatorie coloro che hanno collaborato più spesso sono Sclavi e Casertano, in coppia in 14 occasioni per un totale di 1352 tavole.
Sclavi è anche lo sceneggiatore che ha scritto per il maggior numero di disegnatori: ben 24. Sempre 24 è la quantità di sceneggiatori per i quali hanno illustrato le storie Montanari e Grassani.

Undici gli illustratori delle copertine ufficiali dell’indagatore creato da Sclavi. A parte gli otto chiamati ad aprire i Dylan Dog Color Fest, tutti inevitabilmente fermi a quota 1, troviamo in classifica lo storico copertinista della serie Angelo Stano che di gran lunga precede il primo illustratore di Dylan, Claudio Villa, che pian pianino, con una cover inedita ogni quattro mesi per la collana Dylan Dog Superbook si sta avvicinando alla sua centesima copertina per il personaggio. Terzo Corrado Roi, autore delle inedite cover della più recente ristampa delle avventure di Dylan.

Stano 347
Villa 98
Roi 31
Cestaro Bros. 1
Dell’Otto 1
Liberatore 1
Manara 1
Silver 1
Toppi 1
Zuccheri 1

In questi 25 anni Sclavi ha “vinto” per 10 volte la classifica degli autori più prolifici, praticamente sempre tra l’86 e il ’97 eccezion fatta per il 1994, l’anno di Chiaverotti e il 1995 dove ha primeggiato Manfredi. A ruota inizia l’”era” Ruju, vincitore in otto stagioni tra il 1998 e il 2009, striscia di vittorie interrotta soltanto da Faraci (’03), Barbato (‘04 e ’06) e Enna (’07). Nel 2010 è stato Di Gregorio a scrivere il suo nome nell’”albo d’oro” degli scrittori più pubblicati sugli albi di Dylan Dog. L’autore che in un solo anno si è visto pubblicare più pagine per l’indagatore dell’incubo è il suo stesso creatore, Tiziano Sclavi con 1099 tavole nel 1992.
Un po’ più vario l’albo d’oro dei disegnatori che vanta vari ex-aequo; questi coloro che vi compaiono in ordine di successi annuali: Montanari & Grassani (10 vittorie); Freghieri (8); Roi (4); Casertano (3); Brindisi, Siniscalchi (2); Stano, Piccatto, Rinaldi R., Coppola G., Trigo (1). L’illustratore più pubblicato in un solo anno è Corrado Roi che in questo 2011 per ora è a 536 tavole, superando già, con un paio di mesi di anticipo sulla fine dell’anno, il precedente record: le 518 tavole di Freghieri del 2005.
Dylan Dog è sicuramente la serie bonelli più… colorata, con le sue 1664 tavole in quadricromia finora pubblicate. Oltre a questo record, nel 2011 Dylan Dog metterà a segno un nuovo primato assoluto: a meno di sorprese saranno 2438 le tavole inedite pubblicate quest’anno dell’inquilino del numero 7 di Craven Road; mai nessun personaggio bonelliano ha mai raggiunto un simile risultato nell’arco di dodici mesi. Il precedente primato di 2156 tavole, stabilito sempre da Dylan Dog solo un anno fa, verrà polverizzato.

Anche se nel suo venticinquesimo anno Dylan ha raggiunto numeri da record, non da meno sarà il ventiseiesimo:a febbraio Dylan, scavalcando Martin Mystère, diverrà il terzo personaggio bonelliano di sempre per tavole prodotte; a aprile uscirà il 400° albo di materiale inedito; a maggio verrà pubblicata la 500a cover inedita; a giugno vedrà la luce la 500a avventura del personaggio su albi bonelli. Non male per un personaggio che due giorni dopo l’uscita in edicola del primo albo era già stato dato per spacciato dal suo distributore.
Alla prossima.
Saverio Ceri

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Moreno ma una tua storia di Dylan la leggeremo mai?? :)

Moreno Burattini ha detto...

Confesso che mi piacerebbe scriverne una, breve, per il Dylan Dog Color Fest. Chissà.

Cesare Milella ha detto...

E' sempre un piacere leggere la rubrica "Diamo i numeri" di Saverio Ceri.
Ma come riesce a fare un lavoro così preciso e meticoloso? Sta giorni e giorni a leggere, controllare, verificare gli albi bonelliani per riportare numeri e statistiche?
Un grande complimento a Ceri per questo immane lavoro.

CREPASCOLO ha detto...

Saverio Ceri non esiste.

Nell'estate del '74 sono sceso nella cantina di una vecchia zia che si bisbigliava avesse lavorato quale decrittatrice interinale della Gestapo sez. Vimercate ( allora in provincia di Milano, oggi di Monza ndr ). La porta si è chiusa alle mie spalle. Non sono riuscito a riaprirla e le pareti erano tanto spesse che nessuno sentiva i miei SOS. Mia zia chiuse le porte del suo manor con l'intenzione, come tutti gli anni, di passare la stagione decorando con il suo anello in adamantio ogni singola vettura di Norimberga, ma cadde in una imboscata del Mossad sez. Bernareggio ( allora Mi oggi eccetera ) ed è scomparsa in un rocambolesco tentativo di evasione da un carcere di massima sicurezza israeliano. I miei genitori credevano che fossi semplicemente scappato di casa e festeggiarono per una settimana. Una volta abituato alla penombra di quel crepuscolo perenne mi misi a leggere tutte le vecchie copie della Settimana Enigmistica che nome in codice Frau Akrostichen aveva cambusato. Nessuno venne a cercarmi e vissi con le abbondanti razioni K. Per l'anno in cui i Predatori dell'Arca Perduta sbancavano i botteghini di mezzo mondo, ero diventato un' autorità nel decodificare segni, simboli e tutto quanto ci divide dal vedere la realtà come l'illusione di tridimensionalità che i ns sensi rimandano in risposta alle coordinate cartesiane che sono il Verbo. Forse. Sono stato liberato da un terremoto mentre altrove cadeva un altro ben più famoso Muro e 15 anni al buio a risolvere rebus e sciarade comprometterebbero l'equilibrio di Buddha. Sto divagando, sorry, non è' da me.

Torno a bomba dicendo che Saverio è un chiaro riferimento a Idiot Savant - un ironico nickname per un Rain Man in grado di memorizzare centinaia di dati in un istante - e Ceri è una contrazione per Mana Cerace ( uno dei più celebri cattivoni del ciclo di Dylan Dog che si annida nel buio come un tizio che passa il tempo con il naso infilato nei cruciverba ).
Saverio Ceri è un trust di archivisti della SBE - da quello che ho sentito si tratta di aspiranti sceneggiatori e disegnatori,i cui lavori di prova hanno particolarmente irritato gli editors di via Buoanarroti, condannati a spulciare ogni singolo albo pubblicato dai tempi di Occhio Cupo in poi. Non il peggiore dei modi di passare il tempo : credete a me che ho passato la mia adolescenza risolvendo il Quesito con la Susi. Brr.