lunedì 21 novembre 2011

C’E’ POSTO PER TE

Niente di ciò che vediamo è davvero come ci appare. Voi forse credete di avere davanti una parete di mattoni, ma se poteste davvero guardare le cose per come sono vedreste grandi spazi vuoti in cui, a grandi distanze le une dalle altre, si muovono particelle subatomiche. In particolare, fra la nuvola indefinita degli elettroni e il nucleo in cui sono concentrati protoni e neutroni (a loro volta formati da puntini infinitesimali di materia o di stringhe di energia che vibrano) ci sono lontananze planetarie. Ovviamente, in scala. L’infinita varietà del creato, a ben guardare, è tutt’altro che varia: si tratta di poche particelle create dal big bang che poi le interazioni elementari e successivamente le fucine stellari hanno addensato in qualche decina di tipi diversi di atomi. Un po’ come i colori fondamentali mescolati dal pittore sulla tavolozza prima di venire disposti sulla tela. Ma l’universo è sostanzialmente vuoto.

Eppure, uno dei problemi principali dei lettori di fumetti è dove diavolo mettere gli albi e i cartonati via via che si accumulano. Inutile convincersi che il vuoto di cui è in massima parte costituita la carta possa permettere la compenetrazione dei volumi. Purtroppo, a livello macroscopico bisogna fare i conti con le tensioni superficiali e con le banali leggi della fisica newtoniana. E così, ecco stuoli di collezionisti disperati alla notizia dei ripetuti proseguimenti di collane come Alan Ford Story o del Tex Collezione Storica. Più disperate ancora le loro mogli e fidanzate, che si vedono insidiare lo spazio per i loro soprammobili. Un problema, quello delle mogli e delle fidanzate, di cui abbiamo già parlato.

Ovviamente, i guai creati dal progressivo aumento di massa e di peso delle collezioni cartacee sono fonte di gioia per i fautori della digitalizzazione della lettura: costoro, sbeffeggiano gli accumulatori di carta stampata agitando i loro ridicoli reader dove conservano le copie digitali di migliaia di fumetti nello spazio di un telefonino. Da inguaribile maniaco della carta, sogno di prendermi la rivincita quando i lettori e-comics ed e-book lasceranno tutte le loro collezioni sul sedile di un treno o si accorgeranno che, per incompatibilità di formato, tutti i fumetti che leggevano con il sistema operativo Pinco non sono più leggibili ora che sono passati a quello Pallino. Ancora di più godrò quando, durante una gita in una baita di montagna, a qualcuno si scaricheranno le batterie del tablet e si accorgerà di aver lasciato a casa il caricatore. Al che mi se ho un giornalino da leggere e io risponderò, con tono sadico, “no”. Ma non importa aspettare troppe rivalse: personalmente, mi gongolo di soddisfazione tutte le volte che mi miro e mi rimiro le mie scaffalature piene di libri, volumi, albi e fascicoli, perfettamente disposti per serie, per argomento, per tipologia, per colore delle costoline. Non c’è nessuna comodità da digitalizzazione che possa ripagare la soddisfazione di vedere delle librerie colme di carta.

Stante questa sacrosanta verità, resta da capire come accidenti fare quando le librerie sono fin troppo colme e non c’è più spazio per infilare tra un volume e l’altro neppure una cartolina. Nella mia pluridecennale esperienza di stivaggio (arte in cui mi considero ormai un genio – riconosciuto peraltro da tutto il parentado), la prima cosa che mio viene da dire è questa: non è vero. Segnatevi questa verità fondamentale: quando le apparenze vi fanno credere che lo spazio sia esaurito, le apparenze ingannano. Si tratta soltanto di disporre meglio gli albi. Magari invece che in un’unica fila orizzontale si possono fare tante pile verticali, una affiancata all’altra. C’è sempre dello spazio in più, se ci si pensa bene e si studia il problema con attenzione.

Ma procediamo con ordine. Innanzitutto, regola numero uno: mai rinunciare all’acquisto di un libro o di un fumetto “perché in casa non c’è più posto”. Si deve sempre partire dal presupposto che il posto c’è. Se non c’è, si trova. Per esempio, si compra una casa nuova. Sembra una battuta ma è un’affermazione seria. Se in una famiglia i figli crescono di numero e in età, non si pensa forse a un trasloco in una dimora più larga e accogliente? Non c’è niente di scandaloso nel fatto che un collezionista possa scegliere un appartamento con una stanza in più pensando a un luogo dove conservare le sue collezioni. Chi ha la moto non si compra forse una casa con un garage o uno scantinato? Chi ha il pollice verde non la sceglie con un giardino o con una ampia terrazza? Bene, chi legge fumetti si fa mettere in progetto un salottino da lettura.

Se proprio una casa nuova è fuori discussione, restano comunque delle alternative. Il garage e la soffitta, per esempio. Che ci fanno tutte quelle cianfrusaglie inutili in solaio? Fuori! Una bella scaffalatura e il sottotetto diventa una biblioteca. E la casa dei genitori, dove la mettiamo? Quando qualcuno si sposa o va a vivere da solo, di solito lascia libera la propria cameretta. Quella ci appartiene di diritto. E’ nostra. Ci siamo cresciuti. E adesso la riempiamo con i nostri albi. Le mamme non possono che essere contente. I figli tornano a salutarle con frequenza settimanale o bisettimanale. Le salutano di passaggio, ovviamente, andando a posare o riprendere i loro fumetti, ma intanto le salutano. Esiste anche la possibilità di prendere in affitto una piccola stanza da un vicino, o un monolocale. Ricordo che, in gioventù, io e i miei amici del Club del Collezionista avevamo presto in affitto una mansarda. Pagavamo la pigione in sei, c’erano sei chiavi, e tutti avevamo portato degli armadi e degli scaffali dove depositare ciascuno la nostra roba. Avevamo portato anche un letto e c’era chi ci depositava la fidanzata, ma questo è un altro discorso.

Ma facciamo l’ipotesi peggiore: c’è soltanto una casa. La prima cosa da fare è razionalizzare lo spazio. Il motivo per cui di solito si dice che non c’è più posto è che si sono riempiti tutti gli scaffali della libreria del salotto o dello studio. Al che, la prima considerazione da fare è la seguente: quanta parete libera si vede, in giro per la casa?
C’è da scommettere che l’arredamento della prima ora abbia lasciato muri bianchi grandi come schermi cinematografici, con al centro magari un paio di quadretti di pessimo gusto comprati durante le vacanze a Maiorca perché li faceva un artista di strada. La regola numero due è: non ci devono essere pareti libere. Dove c’è una parete libera, ci si mette davanti una libreria. Tanto i muri bianchi ingialliscono, i bambini li scarabocchiano, ci vengono spiaccicate le zanzare, ci vanno gli schizzi di olio e di vino, ci fanno la cacca le mosche. Una bella libreria invece arreda in modo leggiadro e isola anche acusticamente e termicamente.

Mogli e concubine tenteranno in tutti i modi di riempire gli scaffali di soprammobili. Deve essere loro impedito a costo di ricorrere allo scudiscio. Regola numero tre: i soprammobili sono vietati. Che poi non è il soprammobile in sé che dà noia, è il fatto che si pretenda che attorno al soprammobile ci sia il vuoto. Date una bomboniera a una donna e quella la piazzerà nel centro geografico di un ripiano di due metri per trenta pretendendo che non vi si accosti nient’altro. Un punto di incontro fra le sacrosante richieste del collezionista e le ridicole pretese della sua compagna è quello di tollerare (a dimostrazione del nostro affetto e della nostra ragionevolezza) che dei piccoli soprammobili vengano messi sui ripiani davanti alle costoline dei libri, nel breve spazio che rimane tra la fila dei volumi e il bordo dell’asse.

Ma il punto fondamentale che distingue il collezionista di genio dal dilettante allo sbaraglio è la misura dello spazio vuoto tra un ripiano e l’altro. Gli sciocchi di solito comprano una libreria così com’è: ammettiamo che la vendano con tre ripiani distanti fra loro trenta centimetri (che creano quattro diversi spazi). Ergo, se io dentro ci metto una fila di fumetti alti venti centimetri, avanzano dieci centimetri. Moltiplicati per quattro spazi, sono quaranta centimetri! In pratica, nello stesso scaffale ci starebbero altre due file degli stessi fumetti. Basterebbe mettere due ripiani in più, calcolati sulla base delle altezze degli albi. E vogliamo parlare di quanto spazio libero c’è fra la fine della libreria e il soffitto? Di solito, almeno un metro! Quanta carta stampata ci potrebbe stare in quel vuoto assurdo! Perciò, regola numero quattro: farsi fare delle librerie su misura, che occupino tutto lo spazio sfruttabile, con i ripiani calcolati alla giusta distanza fra loro sulla base del materiale collezionato.

Ma non è finita. Ammettiamo che delle scaffalature perfette riempiano lo spazio domestico in modo impeccabile. Volete raddoppiare la disponibilità con uno schioccar delle dita? Basterà accertarsi che la larghezza degli scaffali consenta di poter mettere gli albi in doppia fila. Perciò, niente Billy per i fumetti Bonelli! Ci sta una fila sola. Bisogna comprare modelli più larghi, capaci di ospitare una fila davanti e una fila dietro. In certi casi le file possono perfino essere tre. Il mio sogno, quello di cui parlo sempre con la persona amata quando ci sdraiamo insieme sull’erba del prato a guardare le stelle, è non solo di avere una sola grande stanza in un’unica casa in cui conservare tutti i miei libri e i miei fumetti divisi in almeno quattro case diverse, ma (ed ecco la vera libidine) con tutte le costoline disposte in singola fila. E’, naturalmente, un sogno irrealizzabile. Appunto per questo, in mancanza di meglio, vada per la doppia fila.

17 commenti:

Daniele "tarlo" Tarlazzi ha detto...

Carissimo Moreno, ho apprezzato moltissimo questo tuo intervento, io e mie moglie stiamo studiando la possibilità di sfruttare anche i soffitti di casa e di organizzare un invasione nella casa del vicino :-)))

Anonimo ha detto...

Direi che nel tempo ho applicato tutte le regole da te riproposte ma alla fine quando lo spazio non c'è e gli amati fumetti sono riposti nei meandri più nascosti del garage, fondaco ecc. nascosti dentro scatole , cassepanche e bauli non rimane che arrendersi e.........................................comprare un appartamento più grande!!:-)
In sostanza questo è quello che ho fatto anche se il motivo principale non è stato per i fumetti. Ora ho ancora tutto da sistemare e d alcuni lavoretti da fare ma dispongo di spazio a sufficienza per valutare disverse opzioni di sistemazione dei fumetti. In casa preferisco non tenerli per diversi motivi, principalmente perchè il luogo destinato deve essere accessibile solo a me quindi dopo attenta riflessione credo di sistemarmi in una parte della mansarda (140 mq) dopo aver realizzato un robusto divisorio con un'altrettanto robusta porta a prova di moglie (ferox) e figli !!
(zenith52)

ale ha detto...

Altra soluzione per creare spazio: trasferire la collezione di cd e dvd su un hard drive o su ipod e simili. Personalmente, come te caro Moreno, non potrò mai rinunciare alla carta dei miei amati fumetti e libri, ma sto imparando a fare a meno dei dischetti di plastica (per fortuna non ho vinili - l´unico supporto, a mio parere, degno di collezione). D´altronde col passaggio dal vhs al dvd, la mia collezione di film divenne improvvisamente obsoleta e dovetti liberarmene, decidendo poi di non rimpiazzarla (se non per una manciata di opere del maestro Werner Herzog). Ahimè Moreno, hai toccato un tasto dolente, sono anni che vivo lontano dalla mia collezione di Zagor, leggendola solo a blocchi, appunto quando vado a casa dei miei genitori. La cosa positiva è che in questo modo ho imparato ad amarla ancora di più (la collezione, non la casa natìa)...

Anonimo ha detto...

Ecco, questo è un articolo che meriterebbe di essere diffuso presso tutti i nuclei familiari degli acquirenti di fumetti e naturalmente vado lesto a sottoporne la lettura alla mia compagna. Io e lei abbiamo fatto un immane trasloco tra fine Agosto e inizio Settembre ed ancora, personalmente, non mi son ripreso; in compenso è stata l'occasione per risistemare la mia vecchia stanza da scapolo e moltiplicare lo spazio a disposizione con artifizi di ogni genere, anche a dispetto delle leggi sulla forza di gravità. La battuta di tutti i parenti di ogni ordine e grado "ma come farai quando non avrai più spazio" di baffi me ne fa due. Io rispondo sempre: "Gesù moltiplicava pani e pesci, io più umilmente mi accontento di moltiplicare gli spazi". La cosa che però ha sempre terrorizzato familiari e fidanzate è sempre stato l'uso delle buste per la conservazione degli albi. Ricordo che la mia prima ragazza, Paola, un giorno si soffermò a guardare una delle mie librerie e tutta seria disse: "ma non è che vorrai metter in busta anche me ?". Io e Paola non stiamo più insieme, del resto come condividere la vita con una che leggeva "ZONAX" l'antologico "ZONA X" del buon vecchio zio Alfredo Castelli ?

Un caro saluto,

Marin

LUIGI BICCO ha detto...

Io sono in piena fase inscatolamento e trasloco. In una casa più grande che mi permetterà di avere uno spazio ad hoc per una libreria abbastanza grande (una fotina di una piccolissima parte di quella vecchia: luigibicco.blogspot.com/2011/10/ricordi-in-scatola.html). Almeno non avrò più tre file di albi per ogni scaffale :)

O almeno spero.

Anonimo ha detto...

lasciare libri e fumetti nella casa dei genitori è una soluzione dolorosissima, alla quale -ahimè- sono stato costretto anche io. a volte è proprio frustrante sentire la necessità di un libro o fumetto e sapere che si trova molto lontano da te. nel mio caso l'alternativa sarebbe il garage, ma poi alla fine, come se quegli oggetti cartacei fossero senzienti, preferisco il ricovero della mia ex cameretta piuttosto che il perenne buio di una scatola in cemento armato.
apomorfina

MarkFat ha detto...

Grande articolo Moreno! L’argomento è stato sin da ragazzino motivo di “confronto” (diciamo così) con i miei familiari… “dove li metti ora tutti quei ‘giornaletti’…” oppure “…non c’è più spazio per gli indumenti in questa casa…” e io rispondevo che della varietà di indumenti non mi importava granchè. Gradivo già da allora il look fisso tipico dei personaggi dei fumetti :-)

Chi colleziona manga è sicuramente agevolato visto il formato mini. Noi Bonelliani dobbiamo invece soffrire di più. E come se non bastasse ora c’è anche lo Zagorone… Ma è una gradevole sofferenza, quindi si continua con l’arte dello “stipamento”.

Ho ben 5 traslochi sulle spalle e ad ogni trasloco gli scatoli contenenti fumetti aumentavano. Alla fine in un modo o nell’altro trovavo il modo di piazzarli nella nuova dimora. Non so come, ma ci riuscivo. Il mio sogno è quello di avere un’immensa biblioteca, stile quella che si vede nel film “Il nome della Rosa”, dove riporre e mettere in bella mostra tutte le mie collezioni. Ma è un desiderio che non rivelo a casa. A qualcuno potrebbe venire in mente di avvelenare le pagine dei miei fumetti…

Massimo ha detto...

Stupendo.
Sono convinto che ogni collezionista si è riconosciuto in ogni singola parola di questo post.
Ricordo anche una sequenza di Mystere su questo tema, in cui sosteneva che non bisogna cedere alle assurde richieste delle compagne che vorrebbero farci portare i libri in cantina, perché in quel caso si perderebbe immediatamente il 90% dell'utilità di un libro, cioè risfogliarlo ogni volta che ti viene in testa, ovviamente per i motivi più privi di senso.
Purtroppo ognuno di noi avrà ceduto a questo compromesso, a causa della assurda legge di incompenetrabiltà dei corpi, che ci impedisce di tenere tutto nella stessa casa, anzi nella stessa stanza.

Anche io tengo i miei Zagor a casa dei miei, e ne sento molto la mancanza. Così come so che loro soffrono lontano dal loro babbo, e lo capisco dagli occhietti con cui mi guardano quando torno a trovarli.
Mia moglie pensa che sono pazzo, ma sono certo che voi mi capirete.

de suicidis ha detto...

Caro Moreno,io e mia moglie stiamo insieme da quando avevamo 15 anni.
Io già collezionavo fumetti e questa passione fortunatamente ci ha camminato a fianco sino ad oggi che abbiamo 40 candeline!Lei non ha mai battuto ciglio sulla mia passione e di questo sò che qualcuno mi invidierà e qualcuno invece mi odierà..
Ovviamente questa mia "fortuna" coniugale mi ha portato a fare tutti i trucchi che hai descritto:fumetti in tripla fila,quadri inesistenti,la mia cameretta a casa dei genitori e la loro soffitta indicibili,ma il problema più grosso è che mio figlio maggiore di 14 anni ha preso la mia stessa passione e la sua cameretta è già al collasso!!
Rischiamo presto di sbranarci per piazzare un albo nell'ultimo posto libero...il surgelatore!!!!!Ovviamente l'ho messa sul Fantozziano ma il problema sussiste..HELP!!!

Thobia ha detto...

Regola n. 1: se tua moglie rompe le scatole sui fumetti, lasciala! Io l'ho fatto...
Regola n. 2: se proprio senti il bisogno di accompagnarti di nuovo, scegli una donna che condivida la tua stessa passione! Io l'ho trovata e funziona...

Per quanto riguarda l'annoso problema dello spazio è ancor più difficile quando si è "perfettini" come me! Io mai e poi mai potrei tenere file di fumetti in 2a o 3a fila... Tutto ciò che colleziono per me è oro e guai se rientrando in casa non vedessi tutti i miei albi in perfetta fila indiana (ovviamente rigorosamente uno accanto all'altro e NON uno sopra l'altro, il peso li rovinerebbe) che mi fanno l'occhiolino!
Ma il problema è reale e alla fine una seppur dolorosa scelta andava fatta: a Milano sono rimasti gli amori imprescindibili: Zagor, Ken Parker, Magico Vento, La collana Rodeo, Julia, Napoleone e Mister No. Nella casa al mare ci sono gli altri: Tex, Il Comandante Mark, Il Piccolo Ranger, Il Grande Blek, Dylan Dog, John Doe, Judas, Bella & Bronco, Dampyr, Jan Dix, Amanda et varie.

Anonimo ha detto...

....per de suicidis!!

Ho sempre guardato con una sana ammirazione alle collezioni dei miei amici , l'unica cosa che ho veramente sempre invidiato ad alcuni è la complicità o il semplice rispetto che le loro compagne avevano nei confronti di questa passione , effettivamente questa è una cosa che mi manca. SOB!!!
(zenith52)

Anonimo ha detto...

Oltre il problema di trovare sufficiente spazio per piazzare le librerie, sussiste il dilemma: lasciarle aperte, godendo della visione delle varie collezioni ogni qualvolta si varca la soglia della stanza( ma esponendole alla mercè della luce fatta entrare attraverso finestre o lucernari da donne di casa indaffarate in pulizie?),o chiuse con ante, al riparo da luce e sguardi indiscreti?


Mister-mister

Cesare Milella ha detto...

Bellissimo post, mi sono ritrovato in pieno con il problema dello spazio che non basta mai per gli amati fumetti.
Io ne ho diverse migliaia e ho riempito ogni angolo della casa, anche la cucina dove in uno spazio sopra il frigorifero ho messo le collezioni Marvel-Corno.
Mia moglie è tollerante nei confronti dei miei fumetti e quando parto per qualche festival dei comics mi dà la sua approvazione per ogni eventuale acquisto (dice compra se no poi te ne penti).
In realtà sono io stesso che spesso mi faccio un problema di coscienza e non compro tutto quello che vorrei acquistare pensando fra me: "E questi altri fumetti dove li metto?" e quindi trasgredendo la regola numero uno enunciata nel post.
Anch'io la penso come Martin Mystère nella storia ricordata in un commento precedente "Come in un libro stampato" del 1995 e cioè che prima, a vedere la libreria vuota appena acquistata si ha un grande entusiasmo e poi si riempie in brevissimo tempo e quindi ci sono i vari passi successivi: sistemazione dei volumi a seconda dei formati per guadagnare spazio, la seconda fila (definita dal BVZM un gravissimo compromesso) e poi il disporre i volumi in orrizontale nel piccolo spazio fra la fila dei volumi e il ripiano superiore. Ho già superato queste fasi e non rimane che l'ultima, la cantina, aborrita da Martin (MAI! la cantina MAI...come ogni bibliomane sa perfettamente un libro portato in cantina perde il 99% della sua funzione che consiste nel poter esssere sfogliato e accarezzato in qualunque momento ne venga il desiderio, anche alle tre del mattino).
Sono perfettamente d'accordo con le parole scritte da Castelli per il suo personaggio, ma purtroppo credo che la cantina sia l'ultima soluzione possibile
dopo aver riempito ogni spazio libero disponibile in casa (d'accordo che mia moglie è tollerante, ma nei ripiani di armadi e mobili vari vuole mettere anche camicie e maglioni nonchè i suoi libri data che è una grande lettrice di gialli).
Per ora sto resistendo fino all'ultimo millimetro di spazio, ma penso che dovrò cedere anche per non avere il disagio del pensiero su dove metterlo ogni volta che acquisto un fumetto.
Un caro saluto.

De Suicidis ha detto...

Caro Zenith52,mi dispiace per la tua tristezza sull'argomento!
Ma (perdonami..)non ho capito se non hai la "dolce metà", oppure se ce l'hai,più che dolce metà è una "dolce tre/quarti",nel senso che ti opprime nella tua passione..
Così fosse sarei veramente dispiaciuto per te e per chi si trova in situazioni analoghe!!

P.S.=Ovviamente non voglio entrare nel privato ma se non ci auitiamo tra noi...
P.S.2=Spero anche che non legga questi messaggi...


De Suicidis

Redazione Scuola di Fumetto ha detto...

La smettiamo con queste donne che opprimono i maschi lettori? siate saggi com enoi femmine lettrici, scopatevi chi legge quanto voi! Però attenti, che il problema si moltiplica... inutile, sto desiderandoo che gli ibook diventino migliori....

Plombiers ha detto...

Verissimo, ma ammetterai che la doppia od addirittura terza fila ci opprime psicologicamente?
Io l'ho dovuta adottare mio malgrado, ma effettuo una rotazione regolare, per evitare che qualche fumetto meno in vista si offenda e ceda a qualche strano fungo.
PS: I billy vano meglio con Topolino, ma rimangono comunque troppo delicati e si imbarcano presto, costringendomi anche qui ad una regolare rotazione dei piani di appoggio.

Anonimo ha detto...

La soluzione spazio migliore è LIBERARSENE! ci sono tanti modi: dal secchione della carta (che sconsiglio) all'abbandono in luoghi dove possano essere letti da altri (spesso utilizzo i sedili degli autobus o della metro) oppure alle fumetterie che prendono albi vecchi.
SPACE CLEARING e la vostra vita cambierà! :)
Irene