mercoledì 30 novembre 2011

IO COSO TU COSI EGLI COSA


Le regole del gioco le ho spiegate un mese fa. Si tratta di radunare in un unico articolo i brevi testi da me pubblicati negli ultimi trenta giorni sul mio “coso” su Facebook. Si tratta di appunti, notizie, commenti ad immagini, facezie, segnalazioni, recensioni che, pur non seguendo un preciso filo conduttore, trattano un po’ tutti i temi che sono solito affrontare su questo blog, più altri maggiormente insoliti. Confido che si tratti comunque di una lettura interessante e magari, a tratti, persino divertente.

29 ottobre. Il mio primo acquisto a Lucca Comics & Games 2011 (un investimento di ben due euro, ma ci sono cose che non hanno prezzo) è stato il numero zero, o forse il numero unico, di una rivista intitolata "Comixx" contenente strisce umoristiche di Watterson, Cavezzali, Totaro, Ciantini, Corvi, Cius e anche un certo Barattin che chissà se è un mio parente. Chi sa quanto io ami comic strip e rimpianga i bei tempi di "Eureka", può capire quanto sia stato felice di avere tra le mani la rivista. Tornando in treno, leggevo le strisce e ridevo osservato dagli occhi straniti degli altri passeggeri. Poi ho guardato i giovani reduci dal tendone dei games che viaggiavano con me e mi sono chiesto perché mai quella strana gente non avesse in mano la stessa rivista e ridesse come me.




28 ottobre. Ho letto ieri in treno l'ultimo numero di Dylan Dog: "Il delitto perfetto" (novembre 2011), di Brindisi & Mignacco. Mi è piaciuto moltissimo, sia nei testi che nei disegni. Uno dei migliori Dylan dell'anno e forse qualcosa di più. Peraltro, piacerà molto a quelli che chattano su Internet, usano Facebook, scrivono sui Forum. Spargete la voce, chissà che chi ha smesso di leggere fumetti per cazzeggiare nella Rete tutto il giorno non si ricreda e torni all'ovile.




4 novembre. Su Le Scienze n° 518 (ottobre 2011) leggo di un esperimento condotto su un giovane elefante chiamato Kandula che, sottoposto ogni giorno a una sessione di test di venti minuti, è rimasto per una settimana (durante quelle prove quotidiane) immobile davanti a un problema: come raggiungere del cibo sospeso al di sopra della sua portata, avendo a disposizione una serie di oggetti. Alla fine, di punto in bianco, Kandula si è allontanato dal cibo (cosa contro natura e in opposizione all'istinto), ha raggiunto un piedistallo posto distante e lo ha spostato fino al punto giusto, poi ci è salito sopra. Gli scienziati chiamano "insight" il momento in cui un soggetto (umano o elefante che sia) ha una illuminazione, una intuizione, scaturita apparentemente dal nulla, che permette di risolvere un problema. Io cerco gli "insight" tutti i giorni: ho dieci storie da portare avanti e talvolta mi areno. Poi, di colpo, scatta il flash, risolvo l'empasse e vado avanti. Che si tratti di come far uscire Zagor da una brutta situazione in cui l'ho cacciato o di un nuovo soggetto da iniziare, o anche del prossimo argomento da trattare sul blog, da qualche parte le idee arrivano. Da dove, non lo so.




4 novembre. Guardo le immagini della tragedia di Genova con particolare partecipazione. C'è un incubo ricorrente che mi turba periodicamente il sonno ed è appunto quello di star fuggendo dall'acqua di un fiume che rompe gli argini. Nel sogno, riesco sempre a fuggire e, messomi in salvo, guardo dall'alto le case che crollano e le macchine portate via. Dato che sono uno spiegazionista, mi sono dato questa interpretazione: a quattro anni, nel 1966, ho assistito all'alluvione di Firenze. Abitavo al primo piano di un palazzo in una zona che fu allagata, proprio a ridosso del fiume Bisenzio. Salendo sul tetto del mio casamento, si vedevano il fiume gonfio e le strade e i campi sommersi. A lungo ho sentito parlare di quel disastro, ho visto per anni il segno del livello raggiunto dall'acqua sulle facciate delle abitazioni, ho percepito l'allarme dei miei genitori ogni volta che pioveva un po' di più e il Bisenzio raggiungeva il livello di guardia. Da qui, il sogno. Perciò, quel che ho visto oggi è il mio incubo divenuto realtà, in una città a me molto cara.



6 novembre. Oggi, domenica 6 novembre 2011, alle ore 1.45 della notte, è nato il piccolo Gabriele, il primo figlio di Graziano Romani. E' uno splendido bambino di oltre tre chili. A lui, al papà e alla mamma Paola, infiniti auguri!

6 novembre. Ho aggiornato con l'inserimento dei due titoli usciti a Lucca ("My name is Tex" e "Il sakem senza piume") la cronologia dei miei libri allegata al blog. Se non ho contato male, sono 36 (e le opere in più volumi valgono uno).




6 novembre. Sono stato a vedere "Johnny English: la rinascita". Finalmente ecco un film in cui non c'è la scelta fra due e tre D e dunque non possono importi il tre! Poi, finalmente ecco un vero film di 007 alla vecchia maniera, con azioni spettacolari, humour, combattimenti, morti, automobili superaccessoriate, thriller e colpi di scena, finale al cardiopalma, cambi di scenari in giro per il mondo ma senza i ritmi da videoclip degli ultimi due con il pur bravo Daniel Craig e soprattutto con una trama in cui (evviva) si capisce quel che succede. In certi momenti si può credere di stare guardando un film con Roger Moore (compreso il dispiegamento di mezzi negli effetti speciali, nelle scenografie, nelle location). Ma soprattutto ecco un film in cui si ride senza parolacce, senza romanesco o fiorentino e senza storie di corna. Rowan Atkinson è un mimo insuperabile. Alla fine della proiezione la platea è scoppiata in un applauso, come non mi capitava di vedere da tanto tempo. Sono uscito con le lacrime agli occhi e la tachicardia dalle risate.




7 novembre. Sono un estimatore di Paolo Villaggio anche come scrittore. E' uscito da poco il suo nuovo libro, e per non restare indietro mi sono messo a leggere quello precedente, "Il giudizio universale". Nel primo capitolo, la Colomba va ad avvisare Dio che è arrivato il momento della Fine del Mondo. Dio le ordina di organizzare il Giudizio mentre lui si veste da sommo Giudice. La Colomba si alza in volo ma Dio la richiama. "Che c'è?". "Senti - le dice Dio - è tanto che te lo volevo chiedere, anche perché non l'ha capito ancora nessuno: ma tu, chi sei? E soprattutto, che ruolo hai in questa vicenda?". Non so voi, ma io questo passaggio lo trovo esilarante.



8 novembre. Sto leggendo (fra le altre cose) anche "Parola di Chandler" (Coconino Press, 2011) ovvero l'autobiografia di Raymond Chandler ricostruita attraverso estratti dalle sue lettere, che Stefano Priarone mi ha regalato per il mio compleanno (grazie!). A pagina 24, là dove lo scrittore parla dei suoi parenti di origine anglo-irlandese, trovo scritto: "Sono cresciuto con un terribile disprezzo verso i cattolici e questo mi crea problemi ancora oggi. La governante non avrebbe mai voluto un domestico cattolico per casa, benché fossero probabilmente molto meglio dei rifiuti umani che si procurava lei". Qualche settimana fa, ne "Il buio oltre la siepe", di Harper Lee, avevo letto delle incredibili rivalità che in un piccolo centro dell'Alabama, negli anni Quaranta, esistevano fra Battisti e Presbiteriani (due diverse chiese protestanti). E meno male che siamo tutti fratelli. Non mi meraviglia l'obiezione di un capo pellerossa a certi missionari di più confessioni che cercavano di convertirlo: "prima che io creda nel vostro Dio, dovreste mettervi d'accordo fra voi su quale sia e che cosa dica".




8 novembre. Che bello rivedere ogni sera gli episodi del dottor House fin dall'inizio. Peccato soltanto che nella prima serie non ci sia Olivia Wilde, ma non si può avere tutto dalla vita. Ci vado riflettendo da un po': secondo me, House è stato creato sulla falsariga di Sherlock Holmes. Stessa misantropia, stessa intelligenza superiore, stessa capacità di cogliere i dettagli e trarne incredibili ma esattissime deduzioni, stesso solipsismo con conseguente mal di vivere, stessa fame di casi impossibili su cui mettere alla prova il proprio cervello, stessa dedizione fino allo stremo al caso su cui si lavora, stesso caratteraccio, stesso uso di sostanze stupefacenti, stesso disordine nella propria vita, stessa incapacità di stringere legami affettivi, stesso amico-confidente che cerca di salvarlo da se stesso: Watson in un caso, Wilson in un altro. Ma anche House ha l'iniziale di Holmes, sarà un caso?




9 novembre. Mi ha telefonato, sorprendendomi e lasciandomi persino commosso, un vecchio amico: Francesco Gamba. Ottantacinque anni. Il disegnatore Bonelli più pubblicato nella storia della Casa editrice (21.520 tavole). Mi ha detto di essere in convalescenza, dopo un mese di ospedale, ma è accudito e coccolato dalla moglie e dai figli. Gli sono venuto in mente perché ha riletto i nostri Cico (une ventina fatti insieme) e si è divertito di nuovo moltissimo, come quando li disegnava. Sta facendo qualche illustrazione inedita per un editore, Milone, che presto pubblicherà un libro su di lui. Sei una persona deliziosa e un grande disegnatore, Francesco. Spero di riuscire a venire a trovarti, un giorno di questi, là in campagna. Per chi volesse scoprire chi è il secondo disegnatore più pubblicato dalla Bonelli, in tutti i tempi, cliccate qui.


10 novembre. Ho appena ricevuto la prima lettera (in busta e su carta) indirizzata a "I tamburi di Darkwood", cioè alla nuova rubrica di corrispondenza con i lettori da me appena inaugurata al posto di quella tenuta per oltre venticinque anni da Sergio Bonelli. La manda un lettore di nome Enrico dalla provincia di Brescia. Sono emozionato!





10 novembre. Ci risiamo. Pausa pranzo. Entro nella Mondadori di Via Marghera per comprare un libro da regalare per un compleanno al femminile. Ho già in mente l'acquisto: "Nonsolomamma", di Claudia De Lillo (Tea), copertina di Silvia Ziche 10 euro. Faccio il buon proposito di entrare, comprarlo e uscire. Solo che non lo trovo. Giro fra gli scaffali inutilmente. Quando mi decido a chiedere al commesso, ho già in mano il nuovo libro di Stephen King "22/11/'63" (Sperling & Kupfer), il romanzo di Paolo Villaggio "La fortezza tra le nuvole" (Morganti), "L'esplorazione dell'Antartide" di Silvio Zavatto (Mursia), "Liberi di non credere" di Raffaele Carcano (Editori Internazionali riuniti), il cofanetto con 2Cd e 2 DVD del concerto dei Pooh al Castello di Este, tre film in DVD ("Hello, Dolly!", "Era mio padre" e "Quo vadis") e oltre "Nonsolomamma" prendo anche il seguito appena uscito, "Nonsolodue". Totale, 173 euro. Devo smettere!




11 novembre. Leggo, a pagina 148 del saggio di Giovanni F. Bignami "I marziani siamo noi" (Zanichelli), che tutti gli organismi viventi, noi compresi, si sono originati da una prima scintilla di vita, chiamata affettuosamente LUCA dagli scienziati, dall'acronimo "Last Universal Common Ancestor", l'ultimo antenato universale comune a tutti. Tremo al pensiero di come potrebbe essere chiamato il primo antenato comune degli italiani, cioè il First Italian Common Ancestor. Però è evidente che veniamo tutti da lì.



11 novembre. Ho tra le mani Fumo di China n° 197 datato ottobre 2011. Nella Posta, il lettore Fabrizio contesta il fatto che "Le mura di Jericho", la storia a mia firma che Cartoon Club ha dato alle stampe presentandola come "romanzo", possa definirsi tale. "Non si tratta di un romanzo, ma di un racconto, se vogliamo essere corretti da un punto di vista letterario". Peccato che il puntualizzatore, che ringrazio per l'attenzione, nulla dica su quale sia, con esattezza, il discrimine che divide la lunghezza del racconto da quella del romanzo. "Le mura di Jericho" conta 100 pagine. Prendo dalla libreria "Agostino" di Alberto Moravia, Tascabili Bompiani (1999), definito "romanzo" anche da Wikipedia, e sono 126 pagine. Dunque il discrimine dev'essere attorno alle 120? E allora il "romanzo breve", che standard potrebbe avere? E il "racconto lungo"? Ma conta il numero delle pagine o la lunghezza in termini di parole o di caratteri? Ah, saperlo. Comunque, a scanso di equivoci, nella ristampa farò scrivere: "Le mura di Jericho - il romanzo breve di Zagor". Certo, prima sono lunghe le mazze, poi sono corti i romanzi, non ci sono più le mezze stagioni.




12 novembre. Ho comprato a Lucca, allo stand del Varnacoliere, un libro uscito un paio di anni fa ma che avevo sempre cercato invano: "Saggi di metafisica neorazionalista", di Federico Maria Sardelli. Il sottotitolo rende evidente il tono burlesco del titolo: "con un metodo sicuro per indovinare i gratta e vinci giusti & levare il malocchio". Ora, Sardelli è un genio, sia come disegnatore umoristico che come esilarante scrittore. Però, dovete sapere che è un genio anche nel suo vero campo d'azione, che è la musica, quella seria. Gira il mondo con una orchestra che suona con strumenti d'epoca, chiamata "Modo antiquo", e ricerca ed edita spartiti del Seicento e del Settecento, rinascimentali e barocchi. Poi, a tempo perso, disegna e scrive triviliatà goliardiche, sapide ma di una satira colta e intelligente, sul "Vernacoliere". I "Saggi di metafisica neorazionalista" sono una raccolta di testi scritti apparsi su rubriche imperdibili quali "Sagre & Fiere", "L'esperto risponde" o "Lo sapevate che...". Tra gli altri libri del Sardelli raccomando "I miracoli di Padre Pio e "Le più belle cartoline dal mondo". Impossibile arrivare in fondo a ogni pagina senza strozzarsi dalle risa o raggomitolarsi dall'ilarità. Tra le "Sagre & Fiere" di cui leggevo ieri alcuni spezzoni,mi ha colpito la "Sagra del Moscone". Scrive Sardelli: "Più di ottocento sciami saranno liberati all'inaugurazione e potranno andare a posarsi sulle oltre 380 merde disposte dagli organizzatori all'interno della Fiera". Federico, che ho la fortuna di conoscere personalmente, scrive cose del genere, poi impugna la bacchetta e va a dirigere la musica di Monteverdi.





12 novembre. Ho letto, qualche tempo fa, un romanzo di Bernard Werber dal titolo "Formiche" (Longanesi). L'autore è un vero esperto di entomologia, anzi, di mirmecologia. Nel romanzo, uno dei protagonisti umani riesce a mettere a punto un sistema computerizzato in grado di permettergli di "parlare", tramite lo scambio di ferormoni odoriferi, con le formiche - il cui modo di comunicare è appunto basato sugli odori secreti dai vari segmenti del corpo. L'uomo cerca di spiegare a una formica che cos'è l'amore. Dice l'umano: "Avevo una femmina e l'ho persa, è passato qualche anno. E io l'amavo, non riesco a dimenticarla". Risponde la formica: "Che cosa vuol dire ‘amare’?" E l'umano: "Forse, che avevamo gli stessi odori". Mi pare una definizione molto bella.




12 novembre. E' in edicola il n° 1 della nuova serie umoristica Panini intitolata "Nirvana", realizzata da Emiliano Pagani e Daniele Caluri, la scatenata coppia di "Don Zauker". Il formato e la grafica ricordano da vicino "Rat Man". Per uno come me, sempre a lamentarsi che c'è poco da ridere, è una manna dal cielo. Invidio molto Pagani perché 1) può permettersi di essere politicamente scorretto quanto gli pare; 2) ha avuto la possibilità di iniziare una serie umoristica tutta sua; 3) lavora con quel portento che è Caluri. Mi ricordano Magnus & Bunker.



13 novembre. Ho letto il nuovo, settimo episodio di Lilith, di Luca Enoch, ambientato nella Roma del II secolo sotto l'imperatore Commodo. Mi è piaciuto moltissimo, come tutti gli altri. L'unico difetto è che per leggere l'ottavo si debba aspettare il prossimo 14 giugno. Davvero non capisco perché Luca non possa trovarsi cinque disegnatori selezionati da lui personalmente, essere lui stesso il primo di una squadra di sei illustratori, e far diventare Lilith bimestrale. Ogni cinque albi, uno sarebbe suo. Suoi, ovviamente, tutti i testi. Non è possibile che una serie possa essere portata avanti semestralmente. Quando poi le serie sono belle, dovrebbero essere settimanali.




14 novembre. Una volta al mese, costringo i miei ragazzi a vedere con me un Film Obbligatorio. Si tratta di passare due ore sul divano tutti insieme a visionare il DVD di una di quelle pellicole che io temo fortemente loro non vedrebbero mai da soli. Il Film Obbligatorio dell'ultimo weekend è stato "Qualcuno volò sul nido del cuculo". Poco attratti dal titolo c'è stato un tentativo di rivolta, che io ho sedato con il polso del direttore di Fantozzi che costringe i dipendenti a vedere "La corazzata Potemkin". Alla fine, nessuno si è alzato a dire che era una cagata pazzesca. Anzi, tutti erano se non commossi, sinceramente partecipi. Che bravi gli attori, non soltanto Nicholson, ma anche gli incredibili Danny De Vito e Christoper Lloyd (quest'ultimo non molto diverso da come si vede in "Ritorno al Futuro", "La Famiglia Addams" e "Chi ha incastrato Roger Rabbitt).



14 novembre. Ho appena ricevuto l'edizione brasiliana de "Il castello nel cielo", lo Zagorone uscito in Italia nella scorsa primavera e immediatamente stampato in altri Paesi nello stesso formato italiano. Il volume brasiliano però mi colpisce particolarmente perché, di solito, gli albi di Zagor della Mythos hanno dimensioni molto più piccole di quelli Bonelli, e sono pubblicati su carta più povera, in linea con gli standard del mercato locale. Nel caso dello Zagor Gigante, invece, la Casa editrice non ha badato a spese ed è venuto fuori un volume che agli occhi dei lettori sarà parso una sorta di tomo enciclopedico. Un grande sforzo editoriale che spero sarà ripagato dalle vendite, come, per fortuna, è accaduto in Italia.




15 novembre. E' mezzanotte. Ho finito di scrivere adesso alcune pagine di sceneggiatura per Gallieno Ferri che domattina verrà in redazione. Gli consegnerò fino a pagina 95 della storia "La donna venuta dall'Irlanda", che lui sta disegnando di buona lena. In pratica, ha quasi finito il primo albo. Di solito lavoro fino all'una, talvolta anche di più. Ma stasera ho Stephen King che mi aspetta a letto e, cavolo, il Re non si fa aspettare. Finché non crollerò addormentato, andrò avanti con il nuovo romanzo che, almeno per ora, è bello, bello, bello.




15 novembre. Tutte le mattine, nella bettola sotto casa dove mi fermo a fare colazione, trovo un capannello di gente accalorata nelle discussioni attorno a tre o quattro slot machine in cui continuano a gettare monete. Nei discorsi che capto, sento raccontare di Tizio, Caio o Sempronio che ieri avrebbero dilapidato cento, duecento, trecento euro senza riuscire a vincere niente, e poi è arrivata una vecchina che con due euro ha fatto saltare il banco. Alcuni si accaniscono a continuare a giocare sperando di recuperare quanto investito, e c'è chi, per questo, si fa fare dei prestiti dai cognati. Si parla di puntate di cinquanta euro con la stessa disinvoltura con cui io investo un euro e sessanta nel caffé e nella brioche. A qualunque ora mi capiti di entrare nel bar, c'è sempre gente che fa girare i rulli delle slot. Magari, se chiedessi a uno di quelli se legge Zagor o Dylan Dog, mi direbbe che lo leggeva, ma ha smesso da quando da due euro e cinquanta siamo passati a due euro e settanta.




15 novembre. Gallieno Ferri was here. E' arrivato di buon mattino in automobile, fendendo la nebbia grazie ai suoi occhi radar. Ha consegnato dieci tavole, tre copertine (molto belle!), un disegno in ricordo di Sergio Bonelli con Sergio sul ponte dell'Arcobaleno, e già che c'era ha fatto in diretta sotto i miei occhi uno schizzo per un lettore, Paolo, che aveva scritto chiedendolo. Poi è ripartito, più veloce della luce. L'ho sempre detto che è un supereroe.




15 novembre. Scambio di un email con un amico lontano, chiamiamolo Kim, a cui di recente è morta la madre, ma l’ho scoperto con un mese di ritardo.
Moreno: ho saputo solo adesso del grave lutto che ha colpito te e tutta la tua famiglia. Mi dispiace molto. Ti sono vicino. Un abbraccio
Kim: grazie per il messaggio, e per l'abbraccio. A tua insaputa, mi sei stato vicino anche prima che venissi a conoscenza della notizia. Come? Grazie al tuo blog. A settembre, il video sull'ultima lezione di Randy Pausch (che non conoscevo), mi ha aiutato un poco, perché mi ha ricordato molto mia madre. Anche lei era solare, ottimista e combattiva. Non ce l'ha fatta, ma ha lottato fino all'ultimo.
Moreno: Caro Kim,è incredibile come a volte si scrivano delle cose senza sapere l'effetto che avranno, come fossero messaggi in delle bottiglie.
Kim: Già, è proprio vero. Qualcuna di queste bottiglie si arena su qualche spiaggia, e viene raccolta.



16 novembre. Ho letto "il" graphic novel di "Cowboys & Aliens" pubblicata in Italia in un cartonato della Rizzoli Lizard. E' una delle cose più brutte che abbia visto negli ultimi anni. Tanto è bello il film, quanto è scadente la versione disegnata. Non so (per mia colpevole ignoranza) chi siano Rosenberg, Van Lente, Foley, Calero e Lima che hanno realizzato quelle tavole, ma che ci siano volute cinque persone per partorire un aborto del genere è davvero singolare. Il volume farà del male al fumetto per questo motivo: coloro che non leggono abitualmente i comics, ma sono rimasti folgorati dalla pellicola, potrebbero decidere di acquistare "il" graphic novel. Se lo faranno, si convinceranno che i fumetti sono roba brutta e non ne compreranno altri. Sigh.




16 novembre. Stamattina, di passaggio in un bar dove c'era un televisore acceso, ho visto un pezzetto di un programma condotto a Federica Panicucci in cui Marina Perzy, non so con quale competenza e a che titolo, parlava degli angeli custodi. La Perzy sosteneva di credere agli angeli custodi, che ci consigliano e ci assistono per tutta la vita, perché le è capitato di veder svolazzare o trovare delle piume in alcuni momenti in cui era chiamata a prendere delle decisioni importanti. E pensare che io quando trovo delle piume penso di avere un taglietto nella giacca a vento imbottita e che mi siano uscite da lì. E le penne che ripulisco dalla mia terrazza credo che siano degli stessi piccioni che ci fanno la cacca sopra. Invece sono del mio angelo custode! Ora, con tutto il rispetto per gli angeli custodi: possibile che se ne debba parlare in termini così ridicoli su una emittente nazionale? Se gli angeli esistono, spero ce lo dimostrino in qualche altro modo che con le piume. E spero anche che l'angelo custode che consigliava Hitler lo abbiano licenziato.



17 novembre. Mi appresto a iniziare le ultime otto ore di lavoro redazionale della settimana. Stasera ripartirò per la Toscana e tornerò in ufficio lunedì. Devo risolvere assolutamente un bel po' di cose impellenti: ho storie di Zagor in lettura, la correzione bozze di Dampyr, un appuntamento con il nostro editore croato, il controllo delle nuove tavole dei disegnatori, la presentazione del nuovo albo, la visita di uno sceneggiatore, molte lettere a cui rispondere, un articolo da scrivere per il catalogo di una mostra. Però c'è qui sul tavolo anche la pila dei soggetti degli aspiranti autori, che cresce sempre più. Alcuni sono qui da prima dell'estate. Ce ne sono di quelli giunti dall'estero. Un paio sono di una ragazza. Due o tre di professionisti esterni a Zagor ma che Zagor vorrebbero scrivere. A tutti ho promesso una risposta che non riesco a dare perché se rispondo voglio farlo avendo esaminato attentamente la proposta. Operazione che richiede tempo. Se non comincio a sfoltire le giacenze entro stasera, l'operazione verrà rimandata alla prossima settimana. Ma allora avrò altre urgenze a cui dare la precedenza. Del resto, se ci sono da mandare in edicola oltre duemila pagine all'anno e lo faccio da solo, bisogna scegliere se far uscire tutti i mesi gli albi di Zagor puntuali in edicola o leggere i soggetti di chi si propone per scriverli. Se c'è in ascolto qualcuno a cui devo una risposta. cerchi di capire e mi scusi (se può) per il ritardo.





18 novembre. Quando sento parlare di nuove tasse o di un aumento di quelle esistenti mi viene sempre in mente la storia "Topolino sosia di Re Sorcio", di Floyd Gottfredson (1937), dove Mickey Mouse si trova a sostituire il re di uno staterello chiamato Medioka i cui cittadini sono vessati dai tributi, e promette ai sudditi di dimezzare le imposte. Spaventati, i contabili del regno chiedono a Topolino come si possa realizzare l'avventata promessa, viste le spese che si devono sostenere. "E' semplice - risponde Mickey - basta dimezzare anche le spese". "Vostra maestà è un genio della finanza!", strabiliano i contabili, che non ci avevano mai pensato prima. A volte penso che Topolino potrebbe essere un miglior amministratore di molti politici, i quali, quando gli salta il ghiribizzo di dimezzare la spesa, tagliano regolarmente la metà sbagliata.



18 novembre. Dato che sono in vena di parlare di tasse, ecco la strabiliante idea che mi è venuta stanotte, quando ho sognato di venire, come Topolino, sostituito al Re Sorcio di turno. Anziché tassare la prima casa o la benzina, beni di primaria necessità, di punto in bianco raddoppierei il costo delle sigarette. Quanto costa oggi un pacchetto? Tre euro? Ecco: da domani, sei. Quali i vantaggi? Innanzitutto itabagisti non potrebbero fare a meno di pagare perché schiavi del fumo. Toccherebbe a loro scegliere su che cosa fare economia per permettersi il lusso del vizio. Se poi qualcuno decidesse di smettere, tanto di guadagnato per la sanità pubblica, gravata come si sa dagli altissimi costi sociali causati dalla nicotina. Inoltre, essendo il tabacco un monopolio di Stato, non si avrebbero ripercussioni troppo gravi su aziende private ma quasi soltanto sulle multinazionali, che essendo tali saprebbero come cavarsela. Come dite? Si capisce che io non fumo? Ah, beh, in effetti.




18 novembre. I cinquant'anni di Zagor saranno festeggiati praticamente fino all'ultimo giorno del 2011 (o quasi): infatti dal 17 al 28 dicembre si terrà a Recco (GE) una mostra dedicata a Gallieno Ferri (che proprio a Recco abita da una vita) e al suo personaggio. L'iniziativa è dell'Associazione Culturale "Le Arcate" e il luogo dell'esposizione sarà il Centro Polivalente "Franco Lavoratori". Sabato mattina, 17 dicembre, è prevista l'inaugurazione con un incontro con il pubblico a cui parteciperà Gallieno Ferri, autore anche di un manifesto appositamente disegnato, con la fida compagnia del sottoscritto (più altri ospiti a sorpresa). Per pranzo, sarà inevitabile una scorpacciata della focaccia al formaggio di Recco (un'esperienza mistica). Torneremo a parlarne, ma intanto segnatevi la data sull'agenda.




20 novembre. Il nuovo romanzo di Stephen King (che prende il titolo da una data, "22/11/63") è ambientato per una certa parte nel 1958. A un certo punto, il protagonista vede un suo interlocutore accingersi a bere una Coca: "Lo guardai prepararsi la Coca-Cola: versò sciroppo nel bicchiere, aggiunse acqua gassata e mescolò". Ecco, questa proprio non la sapevo. Una volta la Coca-Cola si preparava come il tamarindo.




21 novembre. Ho sentito alla radio un intellettuale, fine dicitore, definire "Azzurro" una canzone politica, di denuncia sociale e incitante alla lotta di classe, visto che parla di disparità e diseguaglianze fra i ceti. Ho scoperto che quando Celentano dice di essere rimasto solo in città perché "lei è partita per le spiagge", vuol dire che lui è un povero operaio che non può permettersi la vacanza al mare, in quanto figlio di proletari, mentre la ragazza di cui è innamorato è invece una ricca borghese benestante. Mi si è aperto un mondo. Mi sono accorto di quanto sono ingenuo e alieno alle metafore politiche. Io ho sempre pensato che lui e lei fossero una coppia normale, solo che lei aveva le ferie in un momento diverso dalle sue, oppure semplicemente che lei fosse una casalinga o una professoressa e lui, come una volta capitava (come nel film "Quando la moglie è in vacanza"), la mandasse al mare restando in città a lavorare, appunto per raggiungerla nei weekend. E invece si inneggia alla rivoluzione! Diavolo d'un Celentano.




22 novembre. Dialogo tra me e lei. Lei: "Dobbiamo scegliere un posto dove andare a riposarci qualche giorno fra Natale e Capodanno". Io: "E se andassimo a Londra?". Lei: "A Londra piove persino d'estate, figuriamoci d'inverno". Io: "Allora Stoccolma". Lei: "E che c'è da vedere a parte la casa di Lisbeth Salander?". Io: "Budapest. Ci sono le terme e ci abita anche Rocco Siffredi". Lei: "No, poi mi tradisci con Rosa Caracciolo". Io: "Allora dove andiamo?". Lei: "Perché non stiamo a Milano? Ci vediamo Sister Act, la Pinacoteca di Brera, il Cenacolo di Leonardo, il sommergibile Toti. Poi passeggiamo sui Navigli, facciamo shopping tra le bancarelle in piazza dei Mercanti, andiamo al cinema in centro, mangiamo al ristorante argentino". Io: "Aggiudicato".




22 novembre. Nel momento in cui scrivo, ci sono 246 persone che hanno cliccato "mi piace" riguardo a questo mio spazio. Soltanto uno, che io sappia, ha reagito con un "non mi piace più" dopo che ho detto qualcosa che non gli è garbato (e sto ancora cercando di capire che cosa). Facebook mi informa che i miei 246 fan (li chiama lui così, non io) hanno 78900 amici. Ragazzi, avete 320 amici a testa. Cioè, ciascuno di voi riscuote più successo in privato che io in pubblico. Ma non è questo il punto. Il punto è che se voi 246 convinceste i vostri 78900 amici a comprare il prossimo numero di Zagor, manderemmo esaurita la tiratura, che anzi non basterebbe. Ganzo, no?



23 novembre. Uno dei trucchi che consiglio sempre per leggere più libri contemporaneamente (l'ho già spiegato in un articolo) è quello di tenere un libro in bagno, sempre quello, da leggere ogni volta che ci tocca di andarci. Nel bagno Bonelli, in questi giorni, il mio libro è "Alcibiade", di Jacqueline de Romilly (Garzanti). E' la biografia del "bell'Alcibiade" che piaceva tanto a Socrate e non solo a lui, un personaggio incredibile nella Grecia del IV secolo avanti Cristo. Parlando di Alcibiade si parla anche di Pericle. La cosa che colpisce è questa. Gli ateniesi erano, all'epoca, dei talebani della democrazia: facevano di tutto perché non si creasse una classe di professionisti della politica e non si imponesse nessun uomo forte. Le cariche erano estratte a sorte e scadevano prestissimo, se c'era qualcuno che si faceva notare per ambizione o pretese di potere veniva cacciato con l'ostracismo. C'era soltanto una carica elettiva (per alzata di mano nella pubblica piazza): quella degli strateghi, dieci per anno. Pericle dimostrò tanto carisma che fu rieletto per quindici volte. Alla fine, in qualche modo, prese il potere. Se ne deduce che la democrazia assoluta e diretta non funziona. Sembra fatale, ma alla fine si sente il bisogno di un capobranco. Sarebbe interessante capire perché.



23 novembre. Il mio amico Bruno Santini, attore, scrittore, conduttore radiofonico, presentatore di eventi, organizzatore di talk show (nella foto è con Luca Boschi) mi scrive una lettera dopo un viaggio per raggiungere il set di una fiction TV. Mi dice di aver letto in treno il mio romanzo "Le mura di Jericho" e così lo commenta: "Grande Moreno il romanzo è davvero bello. Scevro da fronzoli va diritto al fatto e si beve come un bicchier d'acqua. Unico neo che a metà del mio viaggio l'ho finito... e ho dovuto 'inventarmi' qualcosa fino a Napoli. Non hai certo bisogno di stimoli ma da parte mia t'invito a scrivere più spesso. Però me lo devi autografare!". Ecco, ero indeciso se accettare o no l'offerta di Cartoon Club di scrivere un secondo romanzo di Zagor e adesso, grazie a Bruno, ho deciso di sì. Se non vi piacerà, prendetevela con lui.



23 novembre. Ieri sera ho visto in TV, per la terza volta, "La guerra dei mondi", di Steven Spielberg, con Tom Cruise. Esattamente come la prima volta, l'ho trovato un film strepitoso. Resto sempre di stucco quando sento parlare male o con perplessità di Spielberg, di questa pellicola o di Tom Cruise. Di Cruise, peraltro, ho rivisto in DVD domenica sera "Cuori ribelli" e, qualche settimana fa, "Rain Man". Mi pare un attore superlativo. Non ricordo suoi film brutti. Però, c'è chi lo disprezza e gode nel sottolineare che non sfonda più al botteghino, che non è più pagato come una volta, che è di Scientology, che è un tappo. Mah. La scena iniziale de "La guerra dei mondi", con le macchine aliene che si alzano da sottoterra e fulminano gli umani è un capolavoro di tensione, di spettacolarità, di paura, senza che si veda una goccia di sangue. Il piano sequenza della fuga in auto lascia di stucco per l'abilità di regia. Un inizio paragonabile ai primi venti minuti di "Salvate il soldato Ryan", dove però lì il sangue c'era. E poi, a me gli alieni mettono angoscia. Non ho paura dei fantasmi, che non esistono. Ma gli alieni, potrebbero anche esistere.



22 novembre. Copertina del saggio di Eren M. Paykal "Zagor' da kim, kimidir?", cioè il "Who's who di Zagor", uscito in Turchia un paio di mesi fa.In copertina, un disegno inedito in Italia di Gallieno Ferri. All'interno, un dizionario alfabetico di TUTTI i personaggi comparsi nella saga dello Spirito con la Scure, da "Abbot" a "Zyron". In tutto, 230 pagine.




23 novembre. Ecco l'attore per Zagor. Giulio Berruti.




23 novembre. Sabato 17 dicembre 2011 a Borrello (CH), in occasione dei cinquanta anni di Zagor, verrà dedicata una mostra personale al disegnatore Mauro Laurenti, abbinata a una esposizione filatelica di francobolli a tema fumettistico. Laurenti è autore delle illustrazioni di due cartoline inedite che proprio quel giorno verranno timbrate con uno speciale e irripetibile annullo filatelico dedicato all’anniversario zagoriano (una di queste è quella allegata). Maggiori notizie a questo indirizzo: www.borrellosite.com.




24 novembre. Conversazione colta in un bar questa mattina: "Se un negozio o un locale prende qualche iniziativa per rinnovarsi e attirare più clienti, il titolare dell'esercizio concorrente più vicino, invece di pensare a come migliorarsi a sua volta o inventarsi qualcosa di ancora più bello e coinvolgente, telefona ai vigili, ai NAS e alla finanza". Temo che questa sia proprio l'idea della concorrenza che si ha in Italia. Lo Stato non si intende come garante della libertà d'iniziativa ma come fornitore di pretoriani per l'appiattimento verso il basso.




26 novembre. Moreno Burattini nudo.



26 novembre. Moreno Burattini, Gallieno Ferri e Graziano Romani negli studi del programma televisivo RAI "Tempi Dispari, per la presentazione del libro "Gallieno Ferri, una vita con Zagor" (2009).


26 ottobre. "Le iene di Lamont" è un Texone rimasto nel cassetto per anni perché Sergio Bonelli aveva dei dubbi sul fatto che una storia in fondo "minimalista" (un "complotto di famiglia" per privare una figlia dell'eredità paterna) potesse piacere agli amanti del western, vista anche la presenza di due figure femminili con un certo peso nell'economia del racconto. Poi, come egli stesso ebbe a dire nel corso di Riminicomix 2011, aveva finalmente dato il via libera alla pubblicazione. Pur capendo quali erano i motivi della sua perplessità, a me questo Albo Speciale n° 26 è piaciuto. I disegni del grande Seijas sono gradevolissimi, ma anche i testi di Claudio Nizzi mi sono parsi brillanti (non è certo fra le sue storie più scadenti). A conti fatti, una lettura divertente.



27 ottobre. Il "film obbligatorio" per i miei ragazzi visto ieri sera dopo il sequestro dei telefonini e degli iPod, è stato "Benvenuti in casa Gori", di Alessandro Benvenuti. Ecco, secondo me dovrebbe essere obbligatorio per legge. Un capolavoro per sceneggiatura e recitazione. L'esempio di come un film possa far ridere e piangere e raccontare la verità della vita famigliare. Impossibile non riconoscersi e non riconoscere i nostri parenti nei tipi umani del pranzo di natale benvenutiano. Peraltro Benvenuti e Athina Cenci sono due dei Giancattivi (spero che qualcuno se li ricordi), il terzo, Francesco Nuti, assente dalle scene, è stato però il produttore. Una spanna sopra a tutti Novello Novelli che interpreta il novantenne Nonno Annibale.




27 ottobre. Terzo appuntamento con "La Lettura", il supplemento domenicale del Corriere della Sera dedicato, almeno da quanto promette il titolo, alle cose da leggere. Ne avevo già parlato.Per quanto possa sembrare incredibile, i difetti si sono accentuati. Fra le cose da leggere non viene mai nominata la parola "fumetto", e di quel che legge davvero la gente agli snobissimi redattori non gliene potrebbe fregare di meno. Latitano persino le recensioni. Forse si vola talmente alto che io non ci arrivo.




28 ottobre. Ilona Staller compie sessanta anni e comincia a percepire la pensione da parlamentare. Mi chiedo dove sia lo scandalo, visto che ai tempi venne eletta regolarmente e in piena libertà, a furor di popolo (e non imposta agli elettori come è avvenuto per gli attuali deputati e senatori), visto che è stata fra i deputati più presenzialisti della sua legislatura lavorando in aula e in commissione molto più di altri, visto che è stata autrice di proposte di legge e di iniziative condivisibili nei ranghi di un partito democratico e illuminato avendo per colleghi gente come la Faccio e la Bonino. Inoltre non è stata una politicante per mestiere ma una talentuosa professionista prestata alla politica, è una persona mite e simpatica carina anche da vedersi, una ispiratrice di grandi artisti (come Jeff Koonts), ed è una con una visione solare delle cose e che sicuramente ha fatto soltanto del bene alla gente. Peraltro se, come dice mio suocero, il mondo si divide in mettìnculi e pigliànculi, Cicciolina appartiene senz'altro alla seconda categoria, al pari di tutti noi sottoposti e sfruttati. Ci sono prove filmate inconfutabili.




29 novembre. Nel "Giudizio Universale", il penultimo libro di Paolo Villaggio (Feltrinelli), a un certo punto si deve decidere la sorte della famiglia Borgia. Lucrezia confessa di essere stata l'amante sia del padre Rodrigo (papa Alessandro VI) che del fratello Cesare, a sua volta incestuoso con il pontificio genitore. Al che il Sommo Giudice: "Be', hanno commesso qualche piccolo errore, mi sembra a fin di bene, però. E il signor Rodrigo ha dimostrato di amare molto i suoi figli e, soprattutto, ha saputo tenere unita la famiglia... Paradiso!".




30 novembre. Mi hanno chiesto un parere sul fatto che Maurizio Crozza, a Ballarò, abbia citato Zagor in modo "svilente" per indicare la "cosetta"su cui un certo ministro avrebbe giurato al posto della Costituzione o della Bibbia o quel che è. Ho risposto così. Lo svilimento è per il fumetto in generale: Crozza fa riferimento al fumetto come una cosa da bambini o da ridere o non seria. Poi, poteva dire Topolino, Pecos Bill, Cocco Bill, o qualunque altro fumetto, ma perché la battuta facesse effetto doveva essere un fumetto molto noto, che tutti conoscono e riconoscono appunto come fumetto. Il fatto che abbia citato Zagor testimonia che ritiene lo Spirito con la Scure un personaggio di quelli che "tutti sanno chi è". Dunque: dispiacere per il solito luogo comune del fumetto = robetta, soddisfazione perché almeno, fra i fumetti, il primo a venire in mente è proprio il nostro.




30 novembre. "Il suicidio è un'imprudenza", scrive Pennac nel suo libro "Ricordi di scuola". Del resto, però, "chi non ha mai pensato al suicidio, dovrebbe suicidarsi", scrivo negli "Aforism My" (che trovate nell'apposita sezione qui sul blog), intendendo per assurdo che la disperazione o anche il desiderio estremo di libertà persino nei confronti della vita, nasce da umanissimi moti dell'animo che chi non ha non vale la pena che viva. Mi ha molto colpito la notizia del suicidio assistito di Lucio Magri (79 anni), compiuto con l'aiuto di un amico in Svizzera, là dove la cosa è consentita. Ora, io non vorrei mai che si scegliesse di suicidarsi. Mai lo consiglierò o aiuterò qualcuno a farlo. Probabilmente, mai lo farò. Tuttavia, se proprio uno ha deciso di morire ed è convinto di volerlo fare e lo farà, meglio un addio indolore in un luogo sereno con accanto una persona cara, piuttosto che spiaccicarsi giù da un ponte, farsi saltare le cervella con un fucile da caccia o farsi trovare appeso per il collo con la lingua di fuori. Forse in Svizzera sono più civii (o umani) di noi.




Ho letto la quarta puntata di "Davvero", il fumetto online di Paola Barbato. E' probabile che qualunque mio giudizio sia falsato dal fatto di non aver mai letto uno shojomanga e dunque essere all'oscuro delle regole del genere. Ci sono tante cose che non capisco, a partire dal fatto perché invece che usare come termine di paragone i manga non si sia usato "Strangers in Paradise", che già ci capisco di più. Comunque sia, ho letto le prime due puntate infastidito dall'odiosa protagonista e totalmente dalla parte del padre ("una figlia così non la voglio avere" l'avrei detto anch'io). Ho cominciato a incuriosirmi di più sul finale della terza e mi è piaciuta la quarta. Apprezzo molto la gabbia bonelliana, la chiarezza narrativa, i colori, meno il fatto che si parli di cose poco coinvolgenti come appunto la sorte di Martina, ma questo credo che derivi appunto dalla non abitudine ai canoni del genere. Non saprei dire perché una cosa così non possa essere pubblicata su carta, visto quel che si pubblica su carta in giro per le edicole e le fumetterie, e mi dispiace molto non poter avere "Davvero" sottoforma di albo o di volume: spero proprio che che un giorno la serie passi per la tipografia. Sono molto colpito dalla scelta di andare on line per pubblicare un fumetto in cui si crede. Speriamo che l'idea faccia scuola con qualcosa di meno shojo e più western, erotico, fantascienza, horror, noir,avventuroso o fantasy.




30 novembre. Da 12 novembre al 13 febbraio è in calendario a Milano una mostra su Gian Giacomo Poldi Pezzoli, guarda caso nel Museo Poldi Pezzoli che poi di Gian Giacomo fu l'augusta dimora. Ora, non so quel che pensate dei musei, ma a volte anche i più belli stufano perché per vederli ci vogliono dodici ore senza pause caffé e dopo tre o quattro ore di Louvre persino la Gioconda non riscuote più l'interesse degli oggetti, magari insignificanti, collocati nella prima sala. Invece, il Museo Poldi Pezzoli è perfetto. Ci si trovano Leonardo e il Pollaiolo ma per vederlo bastano due ore. E non ci si annoia, perché si girano le stanze di una casa, con scale interne, la biblioteca, l'armeria, la cassettiera dei merletti con sopra i soprammobili di Capodimonte. Andateci e mi saprete dire.

3 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

House è Holmes. Non è un segreto. Una curiosità. Arthur Conan Doyle - medico prima che scrittore - modellò il metodo del suo investigatore su quello di un suo professore che, a questo punto, è il primo dottor House!
Art divideva i suoi racconti in short e long stories. La differenza tra racconto e romanzo non è in termini di pagine, naturalmente. Il romanzo è un universo ed una macchina del moto perpetuo, se ne esiste una. Provoca domande e si risponde, a volte, come nemmeno nello show di Marzullo. A mio modesto avviso, i romanzi + riusciti costruiscono quesiti che non disinnescano o che portano a soluzioni multiple, in sostanza la stessa cosa. Il racconto è la stilettata. Entra ed esce e tu fai un passo o due prima di accasciarti. Come il Bill di Tarantino, forse punito per la sua disamina sindacabile di Superman
( Clark Kent è come l'alieno vede noi. Pfui. ). Non mi ricordo chi disse che il racconto deve esser scritto tutto di seguito, mentre il romanzo può esser tenuto in un cassetto a maturare, ripreso a distanza di anni e portato a termine. Forse. I confini si confondo. Tendo una sintesi ( ! ) di un famoso,brevissimo, racconto di Fredric Brown: ''La Risposta ''. In un futuro remoto, lo scienziato capo di un trust di geni collega un network di computers che non ha eguali x potenza di calcolo. Gli fa la domanda a cui tutti attendono risposta: - Esiste Dio ? -
Il computer replica: - ORA c'è -Il tizio si lancia a staccare la spina, ma è incenerito da una scarica elettrica.
Racconto o romanzo ?

Warzak ha detto...

Dei tanti tuoi commenti, voglio sottolineare anch'io la scelta estrema di Lucio Magri.
Occorre sempre ricordarsi che l'anima di un essere umano ha risvolti inimmaginabili, e quindi, dinanzi a certe scelte, trovo doveroso astenersi dai facili giudizi.

Giampiero B.

Anonimo ha detto...

Quel possibile Zagor non è male, ma è tanto per fantasticare oppure c'è qualche probabilità che un film possa essere realizzato?... Magari prodotto dalla stessa Bonelli... è troppo, eh!?

Villaggio pace anche a me. Ha una certa vena pessimistica che lo rende adorabile.
I.S.