domenica 12 febbraio 2012

CONSIGLI PRATICI PER FARE L'INDIANO

Chiedete che cos’è il Kamasutra a dieci persone, e almeno nove vi diranno che è una sorta di manuale per contorsionisti in cui vengono elencate le più ardite e aggrovigliate posizioni da assumere durante l’amplesso. C’è chi lo compra apposta per questo, attirato anche dalle illustrazioni (per lo più antiche stampe o miniature erotiche di provenienza genericamente orientale, indiana o cinese o giapponese) con cui gli editori furbescamente lo corredano. Niente di più falso. In realtà il testo indiano, pur essendo uno dei trattati sull'erotismo più antichi del mondo, poco concede alla ginnastica da camera, intesa come acrobazie da letto, e quel che c’è sull’argomento è decisamente roba da educande in confronto a qualunque film di Rocco Siffredi.

Il Kamasutra è, in gran parte, una raccolta di illuminanti raccomandazioni sulla giusta maniera di comportarsi in amore (argomento quanto mai adatto dato l'incombere di San Valentino). Tra queste, ce ne sono alcune destinate a guidare i maschietti nella difficile scelta della partner più adatta. Per esempio, il primo capitolo della parte terza, si intitolato significativamente "Come si fa a trovar moglie". Ora, siccome secondo tanta gente che pratica le filosofie orientali noi occidentali siamo tutti imbecilli e soltanto sulle montagne del Tibet o sulle rive del Gange hanno la privativa della saggezza, leggiamo un po’ che cosa consigliano i sapientoni maestri di vita di quella parte di mondo. Dunque, come si sceglie la moglie? E’ presto detto (leggere per credere): il Kamasutra consiglia di sposarsi soltanto con ragazze ricche, nobili e belle. Oh, somma profondità del pensiero orientale! Ecco spiegato il comportamento della maggior parte degli uomini, che istintivamente vorrebbero sposare fanciulle tamarre, morte di fame e racchie ma si trattengono e, vincendo la loro natura, non lo fanno per ossequio ai precetti del sacro testo indiano.

Il saggio Vatsyayana, che scrisse l'opera poco più di duecento anni dopo la nascita di Cristo, raccomanda in modo particolare di evitare come la peste alcune categorie di ragazze. Eccone un breve elenco: quelle con un nome poco armonioso; quelle che hanno il naso che sembra un promontorio; quelle con le gambe storte; quelle gobbe; quelle che puzzano; quelle con le mani e i piedi sempre sudaticci. All’anima della saggezza! E che ci voleva saggio Vatsyayana, per dircelo? Ah, già, ma noi siamo imbecilli e gli indiani illuminati.

Nel capitolo primo della parte quinta, il Kamasutra descrive anche i dieci gradi di intensità con cui si può misurare l'amore. E così come avviene per la scala Mercalli, utilizzata per i terremoti, i gradi si individuano dagli effetti catastrofici facilmente riscontrabili da tutti. Il primo grado è l' amore dell'occhio: vi passa davanti una pollastra e voi vi allupate, oppure passa un fusto e voi vi impollastrate, non riuscendo più a staccare gli occhi dalle sue curve o dai suoi muscoli (a seconda dei casi). Il secondo grado è l' attaccamento della mente: cominciate a pensarci sempre più spesso. Poi c'é la riflessione continua: andate a sbattere contro i pali della luce o vi gridano che siete entrati contromano in autostrada e voi non vi accorgete di niente. Il quarto grado prevede la perdita del sonno, il quinto il logoramento fisico, il sesto l'indifferenza per ciò che è causa di gioia: il vostro bastardo capoufficio è stato travolto da un TIR e voi non brindate con i colleghi, ma restate sempre col pensiero fisso sull'oggetto dei vostri desideri. Il settimo grado é la perdita della ritrosia: cominciate a essere disposti a tutto per di abbracciare la vostra amata o il vostro amato, anche a rinunciare alla partita di Champions in TV. Gli ultimi tre gradi sono i più terrificanti: l'ottavo é la follia, il nono lo svenimento, il decimo... la morte! Non so come vadano le cose in Oriente, ma qui da noi in genere già verso il quinto o il sesto grado o siamo riusciti a finire tra le braccia del concupito o della concupita, oppure un'altra persona più attraente c’è passata davanti facendoci ricominciare la scala daccapo.

Ed ecco invece quali sono i consigli di Vatsyayana per i maschietti a cui le fanciulle abbiano detto di no. Anzitutto bisogna stabilire qual è il motivo del rifiuto. Il Kamasutra fa degli esempi: la fanciulla in questione potrebbe essere innamorata di un altro; potrebbe dubitare che il corteggiatore faccia sul serio; potrebbe essere schifata dei suoi modi da cavernicolo, o avere vergogna per le proprie imperfezioni. Come aggirare questi ostacoli? Ecco le testuali parole del saggio: "L'uomo che individui uno qualsiasi dei suddetti motivi, dovrà fare del suo meglio per eliminarli". In effetti, senza il suggerimento della saggezza orientale, noi zotici occidentali non ci saremmo mai arrivati.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Anche il trisnonno di Gufo Triste avrebbe potuto scrivere il Kamasutra!