giovedì 16 febbraio 2012

IL GIORNO DEL GIUDIZIO


Ci siamo. Il giorno del giudizio è arrivato: oggi, giovedì 16 febbraio 2012, il primo volume di Zagor Collezione Storica a colori viene presentata ai lettori, dopo tanta attesa, in allegato a La Repubblica. In attesa del riscontro di pubblico, e dopo aver risposto a tante domande via mail, a giornalisti della carta stampata, per radio, per telefono, sui forum, eccomi ad approfondire l’argomento ristampa con una sorta di autointervista. Trattandosi di FAQ a voi dedicate, la tentazione più forte da vincere (per ovvii motivi) è quella di chiamarle "FAQ you", che sarebbe un titolo perfetto ma che si presta a malintesi. Dobbiamo dunque intitolare il pezzo che segue



DO RE MI FAQ

(DOmande Ricorrenti E Molto Interessanti)

C’era proprio il bisogno di una ristampa di Zagor?

Se c’è stata una riedizione chiesta e richiesta a gran voce e per tanto tempo è stata proprio questa. Che se ne sentisse l’esigenza, è indubitabile. Anzi, secondo me era doveroso: l’ho scritto su questo blog esattamente un anno fa. Da parecchio, ormai, tutti gli arretrati sotto il n°300 non sono più disponibili presso la Casa editrice e anche la riedizione TuttoZagor è fuori catalogo. Per procurarsi le mitiche storie di Guido Nolitta non restava che cercare sulle bancarelle dell’usato o partecipare alle aste su Internet. Eppure si tratta di caposaldi del fumetto italiano che hanno fatto sognare intere generazioni! Dunque, di una nuova e definitiva edizione si sentiva fortemente l’esigenza.

Perché proprio questa veste e questa formula editoriale?

Nel momento in cui la collana Tex Collezione Storica allegata a Repubblica, che ha avuto uno straordinario successo, è arrivata al capolinea, ci si è chiesti con che cosa si potesse sostituire. E un sondaggio on line ha decretato non la vittoria, ma il trionfo di Zagor su tutti i possibili concorrenti.

Perché non fare una ristampa in casa Bonelli senza ricorrere a una join venture con un altro editore?

Perché la formula del “collaterale”, o se vogliamo dell’allegato da edicola a quotidiani e riviste, ha funzionato così bene con il Tex Collezione Storica da far ritenere che una riedizione di Zagor fatta con quella formula avrebbe potuto avere più successo che in qualunque altra.

Credete di riuscire a bissare le vendite del Tex di Repubblica?

Temo che sia quasi impossibile. E’ chiaro che Tex è un outsider e che certi risultati li può ottenere solo lui. Però è anche vero che lo Spirito con la Scure è un personaggio molto popolare, di cui tutti hanno sentito almeno parlare e di cui tanti hanno letto, magari in gioventù, le storie più belle, anche se poi hanno con il tempo abbandonato la serie. Perciò puntiamo molto sul fattore “amarcord” che di sicuro si scatenerà in chi rivedrà, in grande formato, le mitiche copertine di Gallieno Ferri. Non va dimenticato che Zagor vende ancora oggi quarantamila copie della serie regolare ogni mese. Perciò non mettiamo limiti alla divina provvidenza. Staremo a vedere. In ogni caso, il successo dell’iniziativa non si misurerà sul raffronto con le vendite del Tex di Repubblica, ma da una obiettiva valutazione di costi e ricavi. Se una cosa costa, diciamo, dieci e rende venti è un successo. C’è un punto di pareggio, o break even, sotto il quale si potrà dire “è andata male” e sopra il quale si dirà “è andata bene”. Noi ci auguriamo che vada benissimo.

Ma non temete che le prime storie siano un po’ datate, risalendo agli anni Sessanta?

Le prime storie di Tex Collezione Storica risalivano agli anni Quaranta e hanno venduto cifre da capogiro. I lettori sanno contestualizzare, aiutati magari anche dall’apparato critico, e ovviamente capiscono che un certo tipo di tratto o di struttura narrativa è tipica del tempo in cui venne realizzata una certa storia. Anzi possono apprezzarla anche per lo stile dal vecchio sapore, come quando si vede un classico cinematografico degli anni che furono in versione restaurata che ne valorizza il sonoro o la fotografia. In ogni caso, ci sono opere (non solo fumettistiche, ma di ogni forma di comunicazione) che invecchiano dopo pochi anni, e altre che restano evergreen. Zagor appartiene senza dubbio al secondo gruppo. Basteranno comunque una decina di volumi per portare l’eroe di Darkwood nel pieno della sua maturità, nel suo periodo d’oro.

Dieci volumi? Tanto dura il “rodaggio”?

Probabilmente ne basteranno sei. Il tratto del Gallieno Ferri delle origini risente ancora dell’influenza del suo “periodo francese”. Il maestro ligure incontrò Sergio Bonelli dopo dieci anni di collaborazione con varie case editrici d’Oltralpe, e fu il suo nuovo editore italiano a suggerirgli di alleggerire i neri nelle vignette in favore di uno stile meno cupo. Chi fosse interessato alle precedenti esperienze ferriane e ai retroscena dell’incontro con Guido Nolitta può documentarsi sui due libri scritti da me e da Graziano Romani, uno dedicato al disegnatore e uno allo sceneggiatore. Ma si può parlare di un “rodaggio” anche dal punto di vista dei testi, visto che lo stesso Bonelli, dopo aver sceneggiato l’avventura di esordio, lasciò il personaggio in mani altrui (quelle di Ferri e di suo padre Giovanni Luigi) per riprenderlo due anni dopo, e cominciare soltanto in quel momento la sua entusiasmante progressione, durata fino al 1980, di storie una più bella dell’altra. Il “vero” Zagor comincia, in pratica, con l’avvento di Hellingen e l’apparizione del colossale Titan, che vedremo nel sesto volume della collana allegata a La Repubblica e l’Espresso. Lì, con il ritorno dei testi nolittiani e con i disegni già maturati al punto giusto, nelle pagine dello Spirito con la Scure si respira già l’aria dei momenti migliori.


Perché mai i lettori di Tex dovrebbero seguire anche la ristampa di Zagor?

Zagor è collana storica del fumetto italiano e per giunta bonelliana, molto simile, per storia editoriale e tipologia, a quella di Aquila della Notte. Non può non interessare al pubblico texiano, che ritroverà stilemi che gli sono cari. In ogni caso i lettori di Tex sono intelligenti e non monomaniaci, per cui sanno apprezzare la bellezza della somiglianza come quella della diversità. Poi, nei primi cinque ci saranno molte storie scritte da Giovanni Luigi Bonelli, e dopo inizierà il favoloso percorso di quel Nolitta che è stato autore di "El Muerto" e di molti altri capolavori texiani. Ma alla fine, e questo mi sembra l’argomento che chiude il discorso, Zagor va letto indipendentemente da ogni raffronto e paragone, perché si tratta di una lettura estremamente divertente. Chi ama leggere i fumetti, dovrebbe andarci a nozze.

Perché una ristampa cronologica a colori e non, per esempio, antologica o in bianco e nero?

Ogni lettore può aver immaginato una ristampa su misura sulla base dei propri gusti e delle proprie esigenze. Alcuni forse avrebbero preferito una ristampa tutta bonelliana, magari addirittura anastatica. Per altri, ci voleva una serie cartonata ma in bianco e nero, perché le tavole sono state disegnate così e così dovevano restare. Una scelta andava fatta, e qualunque fosse stata avrebbe escluso le altre, scontentando qualcuno. Alla fine è prevalso il buon senso di continuare lungo la strada tracciata dal Tex di Repubblica, che tanto è piaciuta al pubblico. Le prime reazioni colte in giro hanno comunque confermato che, alla fine, questa era la formula preferita dalla maggioranza.

Si sono lette in Rete molte discussioni sulla colorazione. Che cosa si è deciso in merito?

Anche in questo caso, i pareri sono molteplici. Alla fine ha vinto il richiamo alla tradizione: il Tex di Repubblica è stato colorato in una certa maniera, e dato che questa è una collana gemella, la policromia rispecchia i canoni di quella precedente. Va tenuto presente anche che Zagor non è un fumetto Marvel, di quelli che oggi sono colorati con effetti speciali cromatici che quasi stordiscono, ma una testata nata per il bianco e nero, con una tradizione e una “ortodossia” da rispettare, e soprattutto con dei disegni da valorizzare. Tante volte la colorazione mirabolante serve a nascondere le magagne dei neri. Con Zagor Collezione Storica si è cercato di coniugare il desiderio di vedere in technicolor le avventure dello Spirito con la Scure con l’esigenza di non stravolgere e snaturare tavole disegnate cinquant’anni fa, e dunque i coloristi hanno usato la loro tavolozza con misura e cautela. Secondo me, però, una serie come quella di cui stiamo parlando trova il suo punto di forza nei disegni e nelle emozioni che sono in grado di suscitare le vicende e la caratterizzazione dei personaggi. Non ne farei una questione di sfumature cromatiche. Vedere le tavole di Ferri in grande formato vale la pena qualunque sia il tono dei rossi o dei gialli della sua casacca.

E’ vero che ci sono state altre proposte da altre case editrici interessate a rilevare i diritti di una ristampa di Zagor.

Sì, e più di una. E questo testimonia la vitalità del personaggio, in grado di catalizzare interesse a tutti i livelli nonostante i suoi cinquanta anni. O forse, proprio per quelli.

La decisione di dare il via libera alla ristampa è stata presa da Sergio Bonelli quando era ancora in vita, o dopo la sua scomparsa?

La morte di Sergio è giunta come un fulmine a ciel sereno, il 26 settembre dello scorso anno, quando però Bonelli aveva già deciso che la ristampa si sarebbe fatta. Restavano da perfezionare gli accordi e firmare i contratti. Il nostro editore, che di Zagor è stato anche il più amato degli sceneggiatori, teneva moltissimo al personaggio e se ha atteso tanto prima di decidere il via libera è stato soltanto in attesa del momento e del progetto giusto. I tanti incontri con il pubblico che si sono succeduti in tutta Italia e anche all’estero, nel corso del 2011, per celebrare il cinquantennale dello Spirito con la Scure, e il bagno di folla di cui è stato protagonista egli stesso in occasione di Riminicomix, nel mese di luglio, gli avevano dimostrato una volta di più la vitalità dell’eroe di Darkwood, che gode di un seguito ancora invidiabile. Così, rotti gli indugi, sull’onda dell’entusiasmo, è stato deciso che il compleanno dei cinquant’anni meritava di essere festeggiati con una iniziativa tanto attesa dai lettori come appunto la ristampa a colori. E’ un peccato che la morte gli abbia impedito di veder realizzato il suo ultimo progetto. Ma noi ci stiamo lavorando come se lui fosse ancora in mezzo a noi.

A chi sono affidati gli editoriali?

Luca Raffaelli di Repubblica, dopo aver scritto oltre 250 introduzioni ai volumi della Collezione Storica di Tex, continuerà a introdurre alla sua maniera anche quelli di Zagor. Ugualmente, una colonna insostituibile è Graziano Frediani, da qualche mese anche direttore responsabile della collana Zenith. Io mi sono ritagliato due pagine in cui curo una rubrica dal titolo “Buoni & Cattivi”: una sorta di galleria di personaggi che offre lo spunto per approfondire molti aspetti interessanti sulla “poetica” zagoriana.

Chi altro è coinvolto nell'allestimento dell'opera?

Mezza redazione Bonelli, in pratica, ci lavora da tempo: i grafici che fanno i piccoli ritocchi; i letteristi che correggono gli errori nei balloon; gli archivisti che recuperano le vecchie pellicole o reperiscono le illustrazioni; lo staff "giornalistico" bonelliano (oltre a Frediani, ci sono Luca Crovi e Maurizio Colombo) che revisiona i testi; Roberto Banfi che impagina parole e immagini; i coloristi e Franco Busatta che ne controlla il lavoro; Cristina Pajalunga che si occupa delle copertine; Luca Del Savio che cerca i refusi con la lente di ingradimento; tutti coordinati dal curatore Michele Masiero. A supervisionare il tutto, Mauro Marcheselli. Poi ci sono quelli che lavorano a Repubblica e si occupano della promozione, del confezionamento, della stampa, della distribuzione.

Ci sono stati dei problemi tecnici in corso d’opera?

Quando abbiamo iniziato a lavorare all’attesa ristampa, ci siamo accorti che le pellicole dei primi due albi erano state danneggiate dal tempo. Si è dovuto ripartire dunque dalle tavole originali, subito riportate in redazione da Galliemo Ferri. Alcune tavole, però, erano finite nelle mani di collezionisti. Li abbiano rintracciati, e i proprietari, Antonio Cicolani e Giancarlo Orazi, le hanno subito messe a nostra disposizione. Allo stesso modo, un altro collezionista, Vittorio Simonini, ci ha fornito la sua preziosa raccolta di Zagor a striscia dato che, incredibile ma vero, nei nostri archivi non l’avevamo a disposizione. Abbiamo così potuto scansionare tutte le belle copertine di Ferri della Collana Lampo da usare come corredo iconografico delle introduzioni, e conservare per ogni volta che ce ne sarà bisogno in futuro.

Ci saranno “presentazioni” ufficiali?

Sicuramente sì. La prima è già in programma: l’Associazione Culturale “Le Arcate” di Recco, con il patrocinio del Comune, organizza un incontro con Gallieno Ferri, sabato 18 febbraio dalle 16,00 alle 18,00 presso la Sala Polivalente “Franco Lavoratori”. Ferri sarà a disposizione degli appassionati lettori/collezionisti per autografare il primo volume della ristampa. L’iniziativa è conseguente alla mostra che “Le Arcate” ha organizzato nel dicembre scorso in omaggio allo stesso Ferri per i 50 anni dall’uscita della prima storia. Proseguiremo le presentazioni a marzo con Cartoomics.

Quanto durerà la collana?

Lo decideranno i lettori. Pollice alzato: acquisto. Pollice verso: non acquisto.

39 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho acquistato il primo numero di Zagor Collezione storica e ne sono rimasto deluso. Ancora una volta i colori non sono all'altezza dei disegni. Va bene usare "una tavolozza con misura e cautela", ma io direi che le ragioni stanno più nell'economia, in quanto è più semplice e meno dispendiosa la colorazione scelta rispetto a quella usata (ad esempio) nel Dylan Dog Color fest", su questo non ci piove (e Dylan Dog non è certo un fumetto "Marvel")... ad ogni modo si poteva almeno avere l'accortezza di usare dei colori piatti meno sgargianti e uguali a se stessi in qualunque contesto della storia: il rosso vivo e il giallo primario in una scena notturna sono un pugno in un occhio. È perdurata una logica di colorazione ferma agli anni sessanta, in cui i colori della divisa degli eroi dovevano essere costantemente riconoscibili in quanto tali in qualunque contesto. Certo, i disegni sono degli anni sessanta, obietterà qualcuno, ma come detto da qualcun altro, a queste condizioni avrei preferito di gran lunga una versione in bianco e nero. Detto questo sono sicuro che la pubblicazione riscuoterà il successo sufficiente quantomeno a garantirgli la pubblcazione e, quasi certamente, supererà i 30 albi previsti... e riuscirà a farlo anche senza l'apporto di quei pochi (forse pochissimi) delusi come me. Buona continuazione.

-Alex Dante-

Martin ha detto...

Stamattina è stata un'emozione, per ora posso dire solo questo.
Viaggio in tram per andare a lavoro e lettura dei redazionali, solo quelli!, sono solo la preparazione per la serata che mi aspetta: bimbo a letto, la poltrona più comoda, luci non troppo forti, e via con l'Avventura!
Oggi la giornata non passerà più...

Moreno Burattini ha detto...

Per Alex Dante: Zagor prosegue semplicemente la tradizione che è stata premiata dal mercato. La colorazione dell'attuale Collezione si può apprezzare o non apprezzare, ma è una colorazione oggettivamente più che dignitosa. Anch'io avrei preferito qualche sfumatura in più, ma capisco gli argomenti di chi ha proposto di rimanere sulla strada tracciata da Sergio Bonelli per il Tex di Repubblica che resta il modello che è stato seguito. Zagor è soltanto una collana "gemella" a un'altra che ha avuto un successo clamoroso. La scelta è stata semplicemente quella di restare nel solco di un progetto palesemente vincente. Poi, tutte le opinioni sono lecite, compresa quella di non seguire la nuova collana perché Zagor ha la casacca troppo rossa o il tondo troppo giallo.

Martin ha detto...

Sarò sincero, fermo restando il sacrosanto diritto di critica, certe considerazioni mi lasciano un po' perplesso.
Io pensavo che lo scopo principale di una ristampa fosse la possibilità di (ri)leggere le storie del proprio personaggio preferito.
In fondo chi ha tutti gli originali non ha bisogno di una ristampa, se li rilegge quando vuole, a maggior ragione se questa è identica nella forma oltre che, ovviamente, nei contenuti agli albi che già custodisce gelosamente.
Anzi, qualcosa di così diverso potrebbe stuzzicare anche questi pochi fortunati.
Per tutti gli altri rimane la cosa più importante: il piacere di leggere una bella storia.
E dovrebbe essere solo questa la vera ragione per l'acquisto, quanto ci fa piacere (ri)leggere queste storie così ricche di Fantasia.
Poi, certo, uno può anche dire la sua sulle scelte fatte, ma sono tutte considerazioni che non devono, a mio avviso, pregiudicare la cosa più importante, la possibilità di riuscire finalmente ad apprezzare questo magnifico pezzo di storia della letteratura fantastica italiana.

Anonimo ha detto...

Ma perchè comprare una ristampa se è uguale a quella che hai già? Io sono tra quelli e l'unica cosa che poteva convincermi a ricomprare i volumi era il formato diverso, il colore e i redazionali. Non ricomprerò ovviamente l'intera serie (augurando che si vada ben oltre i 30 iniziali previsti), ma intanto una decina di volumi sì...
Angelo

fisemot ha detto...

Premesso che posseggo gia' la collezione completa di Zagor e Tutto Zagor, cio nonostante stamattina ero in edicola alla 7,30contentissimo per acquistare la mia copia della Collezione Storica.
Ho condiviso la delusione con un altro appassionato (sconosciuto) perche' la cesta con i giornali era andata a finire in un'altra edicola. Il mio collega di Zagor...ci siamo salutati con un aayyyyyaaaaaaaaaakkkkkkkkkk!!!

Quindi forza ragazzi sosteniamo
la Collezione Storica senza se e senza ma!

Fisemot

Moreno Burattini ha detto...

Per Angelo: direi che la Collezione Storica è ha appunto un formato diverso (mai visto prima così grande in edicola), i redazionali inediti, la colorazione. Non esiste nessuna precedente ristampa con queste caratteristiche e dunque chi la compra non compra niente che abbia già! Vedere le tavole di Ferri così in grande e così ripulite e resaurate dovrebbe valere più di qualunque discorso sui colori piatti o della sesta misura.

Franco Lana ha detto...

Moreno, ho comprato il volume, ma la ragazza della foto non c'era! Sono deluso. Farò reclami a Davide, il mio edicolante di fiducia! Comunque è un piacere vedere Zagor con i capelli corti! Detto questo, auguro a questa ristampa, lunga vita!!!

DevilMax ha detto...

Moreno, nella rubrica 'Buoni & Cattivi' hai scritto: "Nonostante il finale dello scontro fra Kanoxen non lasci adito a dubbi sulla sorte degli avversario, il crudele sakem tornerà a incrociare la strada del nostro eroe altre due volte, nel corso degli anni".

Non ricordavo che Kanoxen fosse ritornato in seguito: mi dici in quali storie? Grazie.
P.S.: Quanto invidio lo Zagor della prima foto!;-)

Alessandro ha detto...

l'ho sfogliato velocemente stamattina appena acquistato e devo ancora analizzarlo per bene: la prima impressione è stata molto positiva. Mi son perfino detto: "È meglio così a colori che in bianco e nero, le vignette sono più nitide e la leggibilità ne guadagna". E lo dice uno che non ama generalmente l etavole ricolorate.....

Moreno Burattini ha detto...

Per Devilmax: Kanoxen torna nello Speciale "Darkwood Anno Zero" e nel
n° 500 a colori "Magia indiana". In quest'ultimo numero ricompare anche Marcus, di cui, per mancanza di spazio, nel mio pezzo non ho segnalato il ritorno.

P. Alexis ha detto...

A me i colori son piaciuti... ci sono anche le sfumature... inoltre il colore a volte è utile a riempire le vignette senza sfondo...
Poi non ho visto sbavature... non è capitato mai che una parte del corpo avesse il colore dello sfondo (a volte capita!) o della casacca... Eccezione a parte, appunto, lo Zagor a pag.5 dove il bicipite viene colorato di rosso! Inoltre colpisce il fatto che abbiano recuperato le tavole originali... e secondo me si vede perché c'é una maggiore nitidezza in alcune vignette, mentre secondo me l'ultima striscia a pag.263 è stata presa da qualche fotocopia.

Thobia ha detto...

Chiamatemi fissato, datemi pure dell'inguaribile nostalgico, sarò quel che volete ma... l'emozione dell'attesa di questi giorni e le sensazioni che ho provato oggi quando ho avuto finalmente tra le mani la mia copia sono state le stesse che provavo da bambino...
:-)
Emozioni e sensazioni che quando esce un normale albo purtroppo non provo...
:-(
Ecco Moreno, io mi auguro di tornare ad avere lo stesso entusiasmo per le storie a venire della serie regolare!
;-)

Massimo Buzzegoli ha detto...

Bella, ma ne hanno distribuite troppe poche copie!!! Nella mia edicola le avevo già finite alle dieci di stamattina, e al momento non sono disponibili rifornimenti dal distributore!!!! Certo, è solo il numero uno, vediamo adesso in quanti proseguiranno, ma per il momento l'interesse sembra buono. Sto cercando di promuovere a più non posso l'iniziativa, che pare avere "risvegliato" anche i lettori di una volta. Uno di loro mi ha colpito quando mi ha chiesto "tu che sai tutto di fumetti, mi dici finalmente chi era quel Guido Nolitta?" Non leggeva più Zagor da più di vent'anni, ma conosceva e ricordava il nome del suo creatore....

Moreno Burattini ha detto...

Per Thobia: sono d'accordo con te, le mie emozioni sono le stesse tue. E faccio mio anche il tuo auspicio per le nuove storie. Certo, non è colpa mia se Nolitta ha smesso di scrivere Zagor nel 1980. Io sono arrivato dieci anni dopo e ho cercato solo di raccogliere la sua eredità. Ci sono state tante serie che hanno chiuso, Mister No è una: Zagor invece suscita ancora passioni e entusiasmi, e non è un caso che Repubblica l'abbia scelto. Non so quanto merito abbia io in questa "resistenza" di Zagor dato troppo presto per spacciato, certo ho il demerito di deludere chi, come te, rimpiange Nolitta, ma se Zagor non ha chiuso i battenti trent'anni fa è perché qualcuno si è fatto carico di portarlo fin qui.
Poi, si sa, si fa presto a disprezzare.

Cesare Milella ha detto...

Acquistato stamattina dall'edicola di fronte alla banca dove lavoro.
La copia che mi ha dato aveva un difetto sulla costola (su mezza costola andava a finire il disegno di Ferri e poi era gonfia) e allora mi sono fatto dare tutte le copie (una decina circa) e sono stato una decina di minuti a scegliere la copia migliore (o la meno peggio: a ogni copia c'era qualche difetto come le scollature o le costole rovinate in basso o in alto).
Finalmente ho scelto una copia decente anche se poi ho trovato un difetto interno: la pag.233 presenta uno strappo; eh va beh, pazienza.
A casa nel pomeriggio mi sono chiuso nel salone e ho iniziato a leggere. La storia del n.1 l'avevo già letta a caratteri microscopici avendo "I mitici numero uno" dell'Edizioni Scarabeo, ma finalmente dopo tanti anni ho potuto leggere la fine della "foresta degli agguati" in un formato decente.
Sono molto soddisfatto del volume e non vedo l'ora di godermi i capolavori zagoriani che verranno della magnifica coppia Nolitta/Ferri.

DevilMax ha detto...

Moreno scrive: Kanoxen torna nello Speciale "Darkwood Anno Zero" e nel n° 500 a colori "Magia indiana".
Ma allora non è del tutto corretto quanto scrivi nel volume di Repubblica, e cioè che "nonostante il finale della storia non lasci adito a dubbi sulla sorte dell'avversario, il crudele sakem tornerà [...]"
Sembra infatti che tu voglia dire che Kanoxen non è morto nelle sabbie mobili, quando invece muore davvero. Infatti, come ben sai essendone l'autore ;-), 'Darkwood anno zero' è ambientata prima de 'La foresta degli agguati', mentre il Kanoxen che vediamo nel n. 500 è soltanto frutto di visioni, come lo stesso Marcus.
Strano però che, avendo apprezzato 'Darkwood anno zero' ed essendo il n. 500 uscito pochi anni fa, io non ricordassi la ricomparsa di Kanoxen. Spero che la Collezione Storica al suddetto 500 ci arrivi.

Moreno Burattini ha detto...

Per Devilmax: il senso della frase sullo Zagor di Repubblica è "nonostante non ci siano dubbi sul fatto che Kanoxen sia morto, tornerà nel proseguo della serie". Tornare sulle pagine della serie non vuol dire tornarci in carne e ossa, ma semplicemente riapparire, sia pure in flashback o al di fuori del continuum spazio temporale. Ti faccio notare che in entrambe le apparizioni, Kanoxen può uccidere Zagor (nella seconda non è propriamente una visione: ciò che gli avversari fanno allo Spirito con la Scure nella "magia indiana" lascia i segni sul suo corpo). Dunque si tratta di ritorni, sia pure non di resurrezioni.

RICHARD ha detto...

Perchè parlare di grande formato quando le strisce hanno le stesse dimensioni degli albi normali?
C'è una maggiore spaziatura tra le strisce e maggiori bordi superiori e inferiori, ma i disegni hanno le stesse dimensioni di sempre (peccato). D'altra parte per avere delle belle vignette bisognava stampare due strisce per pagina in formato orizzontale e aprire il fascicolo come un album. Forse non sarebbe stato poi così troppo scomodo...Ma tutto sommato, meglio così: in un fascicolo ci sta un terzo di pagine in più!

Moreno Burattini ha detto...

Per Richard: perché parlare di grande formato? Perché le strisce del n°1 di TuttoZagor erano lunghe 13,5 cm e quelle della Collezione Storica sono di 15 cm. La copertina passa da 16x21 cm a 18x26 cm. Se ci sono misure di un formato più piccolo e queste misure aumentano, il formato è più grande. Mi sembra abbastanza evidente. Se poi contiamo le pagine, da 130 si passa a 272, il che è più del doppio (e anche il numero delle pagine fa parte del formato). Se a ciò aggiungiamo anche l'effetto di maggior ariosità dovuto all'impaginazione con più respiro e alla carta bianchissima, ce n'è abbastanza per sostenere che la Collezione di Repubblica è più "grande" (= maggior formato) di quella originale. Se poi qualcuno avesse ancora dei dubbi, basterà provare a infilare un volume della nuova collana nello scaffale fatto su misura per la Zenith e si potrà constatare che non ci sta. :-)

Martin ha detto...

In tutto il sud di Milano ieri sera non si trovava una copia nemmeno a peso d'oro, e questo mi sembra un dato molto positivo.
Per fortuna avevo fatto "scorta" all'alba. Grazie a questo il mio "esperimento" è andato alla grande. Nel mio ufficio passa un sacco di gente e tutto il giorno, in bella vista, c'era sempre una copia del Nostro: sapessi quanta gente, anche insospettabili, si sono fermati a chiedermi informazioni o hanno sussultato di gioia ritrovando il proprio compagno di gioventù!
E chi valutavo come potenziale acquirente ha avuto la sua bella copia "omaggio" perchè tanto "io ne ho un'altra a casa".
Ovviamente ne avevo altre tre nel cassetto...
Tutto questo mi rende fiducioso o mi sto solo illudendo?

Thobia ha detto...

Moreno, io non disprezzo affatto il tuo operato: vorrei soltanto che le storie, i dialoghi, le situazioni, il coinvolgimento di Cico e dei comprimari, non vengano stravolti!
Sì certo, rimpiango Nolitta ma che non scrivesse più storie per Zagor mi ero già rassegnato prima - qiando era ancora tra noi - figuriamoci adesso che non c'è più...
Quindi Moreno, se ti critico spesso, sappi che lo faccio perché credo in te e nelle tue capacità!
E perché ci tengo molto a Zagor...

Moreno Burattini ha detto...

Per Martin: su "La Repubblica" di oggi c'era di nuovo la pubblicità della Collezione Storica, con una scritta sopra: GRANDE SUCCESSO. Secondo me, tira aria da sold out. E la tiratura non è stata neppure da ridere, il che lascia ben sperare. Certo, dal numero due, quando si tratterà di tirare fuori sette euro ogni settimana, le vendite caleranno. Ma è sempre meglio, in casi come questi, calare da molto in alto, che da molto in basso (Lapalisse non avrebbe saputo dirlo meglio).

Moreno Burattini ha detto...

Per Thobia: ti ringrazio della fiducia, e non pretendo mai di aver sempre l'aureola dell'erede di Nolitta. Di Nolitta ce n'è stato uno. Quel che vorrei a volte che si capisse è che anche coloro che, con fatica, cercano di portare avanti nel miglior modo possibile il suo personaggio lungo la strada da lui indicata, lo fanno con passione e cercando di suscitare le stesse emozioni e lo stesso divertimento del primo sceneggiatore. Poi riuscirci non è facile, ma noi miriamo alle stelle per arrivare comunque alle montagne. Talvolta sembra che ci sia una sorta di pregiudizio in certi lettori "innamorati" di Nolitta (e io sono il primo, ad amarlo alla follia) per cui dopo di lui c'è soltanto il diluvio. Insomma, si tratta di valutare ogni prova per quel che è anche se è firmata con gli strani nomi di certi Burattini o Rauch, senza per forza voler fare il confronto con "quando c'era lui". :-)

Ramath ha detto...

TROPPO BELLO PER ESSERE VERO!! SVEGLIATEMI…!!
Eccolo,finalmente!! Il tanto atteso numero UNO della Ristampa è qui,tra le mie mani.E’ una bella sensazione non c’è che dire,come quando acquistai il primo numero della Rossa oppure anni prima mi ritrovai una copia dello Zenith52 in mano. Reinizia l’avventura e sarà l’occasione GIUSTA per dare una rilettura a qualche mitica storia che non prendo tra le mani,da tantissimo tempo. Rivivrò immagini,sensazioni,vicende di tanti anni fa,perché a questo serve una RISTAMPA (per chi già conosce Zagor) vale a dire ripercorrere mentalmente cosa accadeva in quegli anni della tua vita,quando leggevi l’originale Sarà un ridestarsi di profumi,idee,sensazioni,ricordi,non tutti belli,non tutti dolenti,ma…..sarà una VITA che ti passa davanti!!!

NOTE SUL PRIMO NUMERO:
Il confezionamento è buono,ben compatto con cover strepitosa.Ricalca perfettamente il “gemello TEX” ma con meno pagine e lo stesso,ahimè,costo.Gli zagoriani ancora una volta,pagano lo scotto di avere un numero inferiore di vendite.Quindi meno pagine rispetto a Tex,significa pagare di piu’ una Ristampa,ma se è questa la “sofferenza” che dovremo patire…bè meglio di niente.E’ stata una Ristampa sofferta,ci hanno pensato molto,c’era il giusto entusiasmo ed il Sergione aveva deciso tutto,prima di lasciarci.Consideriamolo il suo ULTIMO regalo dedicato ai suoi “rispettatissimi” lettori.
REDAZIONALI:
Era lecito aspettarsi di piu’.Luca Raffaelli e Graziano Frediani non incantano,ma dicono solo clamorose ovvietà.Ma ora che ci penso sono OVVIETA’ solo per me,magari per il neofita o per chi legge Zagor per la prima volta,sono NOVITA’.E,quindi giusto che sia così.Ma che non si ripeta piu’::))): ciò è accettabile sul primo numero,sarebbe delittuoso per i numeri a venire dove ci aspettiamo qualche articoletto ben piu’ probante.Paradossalmente a Moreno Burattini,viene data la rubrica meno ostica,ma forse piu’ divertente; quella dei Buoni&Cattivi,una sorta di rievocazione descrittiva dei vari personaggi della serie.Interessante.

COLORE:
Non dispiace,ma non esalta.Diciamo che si poteva fare di meglio,ma forse il colore lo si potrà apprezzare con le storie a venire,in quanto le primissime non sono particolarmente adatte ad accoglierlo.Certo è che avendo visto in giro le colorazioni Mercury,le nuove tonalità sono paradisiache.

CRITICA:
In ogni pagina della storia,c’è circa 1cm e mezzo di bianco,sui bordi superiori ed inferiori.Non si potevano sfruttare meglio le dimensioni della pagina,in modo da fare vignette piu’ grandi,godibili ed aiutare il sottoscritto che è già rientrato nella categoria dei presbiti?Mai sentito parlare di layout di pagina?Incredibile!!

Commento sulle Storie:
E qui cosa vuoi dire??Non si puo’ aggiungere nulla.Questo è solo MITO,valorizzato dal colore.Scrivo alcune sensazioni che ho provato,piuttosto difare un commento articolato.Poi,ditemi se avete notato le stesse cose.
Uso eccezionale di Cico,gag a tempesta,ma inserite nel contesto della storia che,pur banalissima nella sceneggiatura ed anacrosticamente fuori dal tempo,ancora oggi strappa un sorriso ed una lettura piacevole.
Resa cromatica perfetta per qualche vignetta “storica”.
Tratto di Ferri “valorizzato” dal colore,soprattutto nelle scene notturne,laddove il Maestro è veramente un Maestro.

Nulla da aggiungere,tranne che VIVA LA RISTAMPA.

ninaccio ha detto...

considerazioni a caldo!?!?!

beh è stato molto emozionante, ritrovare in edicola il numero 1 dello spirito con la scure!
quasi mi sono commosso....anzi toglierei il quasi!
sono tornato a quando iniziai la ristampa Tutto Zagor, stesse emozioni, stessi sentimenti...per magia sono tornato al giugno 1986...
mi dispiace soltanto che all'interno non abbia trovato l'abitudinaria introduzione del caro Sergio Bonelli, al quale devo tantissimo.
Penso che sarebbe stato felicissimo venendo a sapere che, oggi, 17/02/2012 il volume è andato stra-esaurito e che stanno provvedendo a ristamparlo nuovamente...
ecco, caro Sergio, tutto questo è dedicato a te!

Anonimo ha detto...

Poche copie disponibili è molti avvoltoi arrafoni che hanno tolto il piacere dell'acquisto a parecchi possibili acquirenti rimasti a bocca asciutta. Accaparrarsi più copie per specularci in futuro, questa è la tattica. Ingordi bancarellieri!
Fan cooler Jim

Martin ha detto...

Mi porto avanti: ma gli albi fuori serie, compresi gli speciali cico, verranno inseriti cronologicamente?
Infine una curiosità, le strisce originali quanto misurano al confronto con quelle di questa ristampa?
Te lo chiedo perchè le misure a cui facevi riferimento prima erano quelle di Tuttozagor...

Massimo Buzzegoli ha detto...

Più che gli speculatori sono i "collezionisti di numeri uno" che forse hanno accelerato il sold out (su Repubblica di stamattina comunque sembra confermata la ristampa).
Io ho cercato di centellinare le poche copie che avevo (quindici) lasciando volutamente indietro tutti coloro che sapevo benissimo interessati solo alla prima uscita.
Mai capiti questi: "mi lasci lo Zagor numero uno, ma solo quello, mi raccomando. Per collezione..." Ma collezione di cosa????????????? Manco lo leggono, poi.
Sul colore dico la mia anch'io: a me non dispiace, mi sembra gradevole e non troppo invasivo. Sono curioso di vedere come renderanno le storie di Donatelli.

P.S.: per i collezionisti più pignoli: la versione "solitaria" differisce leggermente da quella allegata all'ultimo texone, che non ha il barcode ed il prezzo sul retro.

giob225 ha detto...

Sono contento della ristampa, anche io posseggo già tutti gli albi ma a colori e con i redazionali (che mi auguro pieni di curiosità e aneddoti sui prox albi) mi pare molto interessante, quindi la mia intenzione è di acquistare tutta la serie sperando nello stesso successo di Tex.

Mi associo a Ramath quando critica il troppo spazio bianco che a mio parere non da continuità e non "lega" le strisce fra di loro. Un grosso e marchiano errore dal mio punto di vista... poi magari il motivo c'è ma io non lo so...

chingachgook ha detto...

La mia reazione davanti a questo primo numero è di puro e semplice entusiasmo. Le pagine sembrano rinate a nuova vita, e la bravura di un Ferri che era già formidabile dalle prime strisce viene valorizzata al quadrato dalla nuova riproduzione, dal formato più grande e dal tanto bistrattato colore, che sarà pur piatto, ma a me piace. Io sono un grande fan del bel lettering, e da quel punto di vista (e anche da quello dei titoli) si poteva fare qualcosa di più, ma tant'è. C'è una sola cosa che mi lascia perplesso: Sia la copertina di questo numero uno (assolutamente strepitosa!) che quella del secondo volume risultano decisamente valorizzate dal nuovo colore sfumato del cielo, ma in pratica non si è fatto altro che aggiungere questo nuovo sfondo alla colorazione (questa sì super-piatta) dei TuttoZagor, con dei ritocchi davvero minimi... vedo sul sito di Repubblica che anche le prossime avranno questa caratteristica (sfumatura di sfondo), e come è successo con i Tex Speciale, dopo un pò la cosa diventa stucchevole e artificiosa. Ho davanti agli occhi la bellissima copertina della nuova ristampa del Piccolo Ranger, con quel bel cielo solcato da nuvole... ecco, spero che vedremo qualcosa del genere anche sulle cover della Collezione Storica. Dopotutto è così che oggi si colorano le copertine della serie inedita di Zagor, no?

Francesco De Simone ha detto...

Buongiorno Moreno,
a parte l'ovvia gioia di avere in mano la ristampa, non mi soffermo su una valutazione, del resto sono gia' abbondanti quelle che circolano, per ora resta la gioia per rivedere le storie di Nolitta in una doverosa ristampa e a disposizione anche di un pubblico giovane.

Mi associo al commento di Ninaccio!

Rispetto alla tua rubrica, a me ricorda quella di Sclavi (mi pare fosse sua) sulla galleria di personaggi che veniva presentata a fine albo dei Tutto Zagor, che appunto dava in poche righe una magnifica presentazione del mondo dello Spirito con la Scure attraverso i principali personaggi coivolti nelle sue avventure. Avete preso spunto da quella, o e' solo una considerazione che sovviene a me?

Anonimo ha detto...

Sono Nazzareno di Macerata e vorrei mandare i complimenti a Burattini per l'ultimo maxi di Zagor "Il mistero dell'isola", che aggiunge un nuovo numero ad una serie semestrale di buona qualità (e non considerare, Moreno, le critiche negative pretestuose). Molto bello anche l'inizio della storia di Rauch per la nuova Odissea americana.
Ho acquistato il primo numero dello Zagor a colori di Repubblica e l'ho trovato molto pregevole per qualità di carta, stampa e colori; belli anche gli articoli di presentazione e gli auguro un buon successo di vendite.
Una proposta per la Bonelli Editore: perché non stampare a colori le storie a fumetti degli Almanacchi? Ritengo che sarebbe un buon incentivo alle vendite, considerando gli articoli a colori, la storia breve di cento pagine e il tipo di carta utilizzata; io sarei ben disposto a spendere qualcosa di più per avere un volumetto più prezioso.
Ciao da Nazzareno

Moreno Burattini ha detto...

Per Nazzareno: grazie dei complimenti per il Maxi, e sono contento che ti piaccia la storia di Rauch e dei Di Vitto. Riguardo agli Almanacchi da fare tutti a colori, è una mia vecchia idea che io sostengo da un pezzo. Ma non decido io!

Moreno Burattini ha detto...

Per Giob: lo spazio fra le strisce deriva dal fatto che si tratta appunto di strisce messe insieme e non di tavole complete. Stante in formato, non c'è modo di alzarle senza allungarle. Avvicinandole di più fra loro, si creano grandi spazi bianchi in alto e in basso. Le cose cambieranno con l'avvento delle tavole disegnate intere.

Anonimo ha detto...

Ciao Moreno,adesso credo che con il successo di Zagor collezione storica alla Bonelli si bisognerà prendere in considerazione che ormai il futuro è a colori.Sarebbe interessante anche una Collezione storica di Mister No che è sempre un personaggio che ricordano in molti e che la serie sia stata chiusa ingiustamente. Il colmo è che lo stesso Nolitta ha dimostrato che la serie è stata chiusa frettolosamente (vedi qualcosa è cambiato in poi).
Chissà che tu in futuro non possa prendere di nuovo in mano le redini di Mister No con nuove storie (magari in new style cioè a colori).

iguana ha detto...

Adesso godiamoci questa meravigliosa collezione storica a colori di zagor che, come quella di tex raggiungerà la serie regolare (gratt gratt incrocio le dita tocco ferro), poi pretenderemo quella di mister no (personaggio che amo) autentico capolavoro del fumetto italiano.

Anonimo ha detto...

Ciao Moreno!
Ho saputo che la CSC di Zagor andrà oltre i 30 volumi. Ma più o meno a quanto si arriverà? Arriveremo a leggere le tue storie a colori?
Pit

Anonimo ha detto...

Caspita quanti Zagoriani. E dire che Zagor è venuto a Borrello e io non c'ero!
Non so se avrà chiesto di me.
Se si sarà ricordato. Lui sa che io so. So i primi cento numeri a memoria, li snocciolo uno a uno da 35 anni... Zagor, Terrore, L'oro del fiume, Corvo Giallo... no, certo non arrivo a cento. Lui sa che ho le raccolte originali, Tuttozagor, e ora questo splendido colore. Splendido in ogni senso. No, Zagor e Cico sanno che non sono Dylan Dog, anche se Moreno è, se non loro padre, come lo è per Dylan, certamente padre putativo dello Spirito, e seppure i suoi soggetti a volte sono troppo simili, più che a Tex, il serioso (troppo) Re, a quelli del Dylan, ancora prima che Dylan nascesse dalle sue mani di tenebra e di mistero...
Zagor e Cico sanno che essi sono due icone sacre della mia infanzia e gioventù, i migliori anni della nostra vita, come dice qualcuno. E che ciò che a mio modesto parere di ultracinquantenne ormai fa di Zagor e Cico il più bel fumetto italiano è l'umorismo, è Cico, sono i personaggi tragicomici e picareschi che incontri per strada, nelle foreste, nei saloon, a volte degni del miglior cinema brillante e comico: fratelli Marx, Monty Phiton ma anche Jerome Kaplka Jerome (e qui siamo in Letteratura). E Dio sa come era triste l'atmosfera quando Cico veniva fatto sparire per un numero intero causa mancanza di ispirazione (far ridere è arte impervia) pareva quasi di leggere... Tex!
Dunque avanti tutta! Significa che siamo ancora in tanti, siamo lì, come tanti anni fa, in attesa che I Due arrivino... Camillo Carrea