giovedì 8 agosto 2013

PENSO DUNQUE HO SONNO



Quella che segue è una scelta dei migliori tweet pubblicati a mia firma su Twitter durante il mese di giugno 2013. Li ho divisi per argomenti in modo da rendere più agevole la lettura, e ho disposto le categorie in ordine alfabetico. Per leggere una selezione di ciò che ho scritto durante il mese di  gennaio, cliccate  qua.  Per febbraio, il link è questo.  Per marzo, et voilà.  Per aprile, ecco.  Per maggio, bisogna andare qui. Sono quasi sicuro che, se lo fate, vi divertirete. Nel momento in cui scrivo, i mie followers sono 1774. Il contatto è @morenozagor



AFORISMI

Penso dunque ho sonno.

Finché non ci litighi non conosci davvero una persona.

Impara l'arte e non metterla da parte. Usala.

La notte porta consiglio. Di solito, quello di non alzarsi.

Un difetto pesa più di dieci pregi.

Il miglior modo per sbagliare è pensarci troppo.

Siamo schiacciati dalle sovrastrutture morali, ideologiche, sociali e ci dimentichiamo di come siamo realmente sotto quel castello di norme.

Si è cattivi a mettere noi stessi tra i buoni.

La certezza è una sedia con tre gambe.

Gli amici troppo invadenti non sono amici.

Tutto fuorché il banale.

Homo Sapiens. Omofobo stupidens.

Se ti va, e se puoi, fallo. Se non ti va, e se puoi non farlo, non lo fare.

Più li accontenti, più aumenteranno le loro pretese.

Meglio amorale che moralista.

La normalità dell'anormalità.

In fondo, noi abitiamo gli abiti.

Il fanatismo è una malattia contagiosa.

Non si può considerare pregiudizio ogni giudizio contrario al nostro.

Bisogna cercare di essere persone per bene senza essere persone noiose.

Le persone ragionevoli alla fine perdono sempre.

La vera libertà consiste nel poter stare solo senza far niente quando se ne sente il bisogno.

Il brutto di quelli che sanno tutto loro è che ci credono.

Il valore del contenuto non si valuta dalle dimensioni del pacco.

La provvisorietà è l'unica costante.

Chi non ha niente da nascondere dev'essere proprio una persona noiosa.

Sbagliando s'impara quant'è facile sbagliare.

Quando non sai che cosa scegliere, sottraiti all'obbligo della scelta.

Il trucco è dare alle solite cose un nome nuovo.

Chi giudica la fa sempre facile.

Più che fiducia nei computer ho sfiducia negli uomini.

Il salto della quaglia è riprovevole solo se è in favore del nemico.

Il problema della guerra è che se anche tu vuoi vivere in pace, c'è sempre qualcuno che te la fa.

Gli esami di coscienza non finiscono mai.

La vita eterna è comunque una condanna.

Il difetto di rispondere male alle persone, è proprio brutto.

C'è chi fa di tutto per riuscire a non fare nulla.

Il fatto che ci sia chi fa peggio di me, non giustifica i miei errori.

C'è del bello anche nell’andare a farsi fottere.

Il manicheismo è il peggiore di tutti gli -ismi.

Per distinguere fra bene e male, non c'è che un sistema: è male ciò che oggettivamente reca un danno verificabile a qualcun altro.

Se avanzo seguitemi, se indietreggio scansatevi.

Ci facciamo tutti soffrire a vicenda.

Si può essere dalla parte giusta, certo, ma mai a priori.

Di "fossi" son pieni i fossi.

L'eccitazione della citazione.

Chi va con il diversamente camminante impara a diversificare la camminata.

Leggere un quotidiano dopo pranzo non è lo stesso che leggerlo la mattina presto.




AMORE

Amare è lasciare scoprire i propri segreti.

L'amante ama, gli altri chissà.

Se si ammala il desiderio, anche l'amore non sta tanto bene.

Amore è palparle i piedi.

In genere si drammatizza troppo tutto quel ruota intorno al rapporto tra uomo e donna. Si facessero meno tragedie vivremmo tutti meglio.

Non ho mai cercato l'anima gemella ma una migliore.




ANIMALI

Con tutto il rispetto, i pesci rossi sono bestie brutte.

L'unica cosa che potrebbe convincermi ad accettare di reincarnarmi è farlo nel corpo di uno miei gatti accuditi da me stesso.

Vorrei proprio sapere dove vanno di notte i miei gatti.

Vorrei alzarmi dal letto ma ho una gatta che mi dorme sulla pancia e non posso. Può essere una scusa valida anche per non andare a lavorare?

I pesci si ritrovano la sera al Bar Racuda.




ARTE

Che brutta definizione "arti minori".

Tutta l'arte è una bugia.





DENARO 

Tanto per cominciare a risparmiare, fuochi d'artificio solo se ci sono sponsor privati.

Venditori si nasce, acquirenti si diventa.

Il successo di una azienda si deve anche all'aver saputo assumere i collaboratori giusti e aver potuto cacciare quelli sbagliati.

Si potrebbe uscire dall'Euro ed entrare nel baratto.

C'è crisi, ma l'happy hour dura dalle sette di sera alle sette di mattina.

C'è crisi, ma han tutti l'iPhone.

C'è crisi, ma comprano tutti videogames invece di leggere fumetti.

C'è crisi, ma fumano tutti come turchi.

C'è crisi, ma per farsi i tatuaggi c'è la fila.

I soldi ci sono, basterebbe smontare il baraccone statale.

Più degli evasori, che pure lo sono, i parassiti sono gli imboscati della burocrazia.




DIO

Capisco che Dio si nasconda. Con tutto quello che ci ha fatto, gli conviene non farsi trovare.

Leggo della vita e della morte di Margherita Hack. Mi stupirei se Dio non l'avesse accolta, se c'è, solo perché lei non ci credeva.

Dio non crede in me.

Forse Dio ride di quel che crediamo di lui.

Dovrebbero esserci regole più chiare per l'ammissione in paradiso.

Ma se la fede è un dono di Dio, perché chi non l'ha ricevuto va all'inferno?

La Madonna di Medjugorie è Padre Livio travestito.

La cosa che non mi convince nelle apparizioni della Madonna è che si veste come nei santini e parla come Padre Livio.

Potrebbero esserci più dèi creatori, e quello che ha creato noi è uno alle prime armi.

I problemi della vita sono i compiti per casa che Dio ci dà in attesa della sua pagella, e i santi sono i compagni da cui si può copiare?

Crederei volentieri in Dio, se ci fosse.

E se il Diavolo esistesse e Dio no?

Passi per le zanzare, le vipere e le meduse, ma perché Dio ha creato il Diavolo?

Secondo me, quando muoiono gli atei non trovano niente, i buddisti si reincarnano, i musulmani vanno con 70 vergini e i cristiani all'inferno.

"A chi poco è stato dato, poco sarà richiesto", e viceversa, nel giorno del giudizio. Conviene, allora, avere avuto pochi talenti.

Chi dice che Dio è comunista (o di qualunque altra idea politica) si è fumato l'oppio dei popoli.

Se si va all'inferno sulla base dei dieci comandamenti, non si salva nessuno. Perché almeno la donna d'altri l'hanno desiderata tutti.

Jacopo Fo: "Dio esiste, ed è femmina". Ecco perché io non lo capisco.

Magari le famose 70 vergini ci sono anche all'inferno, ma sono brutte.

Le religioni fanno bene agli individui e male ai popoli.





DOMANDE

Ma se il 2 giugno è la Festa della Repubblica, quand'è la Festa del Corriere della Sera?

Ma di un loro collega che non sa fare il contadino, gli agricoltori dicono che sono braccia rubate alla politica?

Ma dove si fa domanda per diventare un Trombamico?

Ma a Lecco ci sono tante gelaterie?

Ma se ci sono gli alberi secolari, ci sono anche gli alberi religiosi?

Ma ci saranno quelli che comprano i preservativi extra-large solo per fare bella figura con la farmacista?

Ma i matematici di provincia usano le espressioni dialettali?

Ma i matematici, fra loro, parlano del più e del meno?

Ma Quarto è una frazione di Genova?

Ma, esattamente, che interesse aveva Maometto per la montagna?

Ma in tempi di politicamente corretto, il vicolo cieco non dovrebbe chiamarsi vicolo non vedente?

Ma si può giocare al Lotto anche alle nove?

Ma Potenza è una città elevata?

Ma a Brindisi vendono più spumante che nelle altre città?

Ma facendo gli intellettuali ci si campa?

Ma Benigni quando la smette di leggere Dante e torna a fare il Cioni?

Ma dove si fa domanda per diventare guardiani di fari?

Ma un bell'alveare è favo-loso?

Ma quanto dura il processo a Geova, con tutti quei testimoni?

Ma il sindaco di Lodi si può criticare?

Ma il cadavere di un grosso pesce è un salmone?

Ma un certo numero di nuove regole sul fumo, si può definire "pacchetto"?

Ma destate le donne dormono?

Ma si deve sempre vedere tutto in chiave di vincitori e vinti?

Ma uno che scrive sceneggiature sceme è uno scemeggiatore?

Ma dare uno scopo alla vita si può definire "scopare"?

Ma ad Alghero ci sono molte alghe?

Ma il guasto al Motore Immobile, poi, l'hanno trovato?

Ma a Usmate è obbligo fiutare il tabacco?

Ma a Gessate le donne vestono tutte a righine?

Ma i direttori dei carceri che fanno per offrire ai detenuti un po' d'evasione?

Ma il famoso Santo Patrono chi era, quando è vissuto e che ha fatto per essere festeggiato dappertutto?

Ma a Zanzibar le zanzare barriscono?

Ma se uno che si vuol suicidare gettandosi da una torre muore d'infarto prima di arrivare a terra, ci rimane male?

Ma l'esploratore Roald Amundsen aveva una personalità bipolare?

Beati gli ultimi, saranno i primi. E quelli che erano in coda da ore?

Ma il santino di San Vittore è una foto segnaletica?

Ma in termini economici, la frutta frutta?

Ma esistono davvero gli uffici reclami?

Ma ad ACI Trezza ci sono molti carri attrezzi?

Ma il verso "mi ritrovai in una selva oscura" allude velatamente all'inguine di una ragazza hairy?

Ma chi era lo zio di Cornelio Nipote?

Ma il ciclope era nervoso perché aveva il ciclo nel nome?

Ma chi era il missionario che inventò la famosa posizione?

Ma come sarà venuto in mente a Tolkien di chiamare un eroe Frodo e a Lucas un imperatore Palpatine?

Ma di tutte queste borse che crollano, chi sono gli architetti?

Ma chi studia diritto, non si mette mai a sedere?

Ma Geena Davis in italiano si chiamerebbe Gina?

Ma Putin divorzia dalla moglie perché è putan?

Ma quelli che vivono sulle rive del Volga sono volgari?

Ma dopo aver fatto l'amore, il rapporto sessuale a chi va consegnato? E su carta o per via telematica?

Ma se uno va con la macchina a Guastalla, con che torna?

Ma Putin divorzia dalla moglie perché russa?

Ma le donne attratte dalle macchine veloci sono quelle che hanno difficoltà a raggiungere l'orgasmo?

Ma a Hugh Laurie piace la musica House?

Ma il verso "nel mezzo del cammin di nostra vita" allude all'ombelico?

Ma che fine fanno i prepuzi dei circoncisi?

Ma anche le brutte persone cercano l'anima gemella?

Ma gli scaricatori di porto sbarcano il lunario?






DONNA

La malizia, in una donna, è un pregio.

Si sottovaluta sempre la bellezza dei piedi in una donna.

Ogni donna con i capelli rossi mi sembra sempre avere qualcosa da dire proprio a me.

Ho scoperto un altro gesto molto erotico di una donna: quello della pianista che preme alzando e abbassando il pedale del pianoforte.

La mia personalissima classifica è rosse, more, bionde, castane.

Agli occhi di lei, la prima notte d'amore suggella un contratto sacro firmato col sangue di cui lui non sospetta minimamente l'esistenza.

La camminata di certe donne è come il canto delle sirene.

Le donne pretendono troppo dagli uomini, e gli uomini troppo poco dalle donne.

Quando una bella donna cerca un reggiseno, io che sono servizievole mi offro per reggerglielo io.

Le donne te la danno purché tu poi le sopporti per ore al telefono.

Le donne spendono cifre folli per abiti e oggetti come borse, scarpe e biijoux, che il più delle volte gli uomini non notano nemmeno.

Le scarpe di una donna si notano solo dopo, ma molto dopo, le tette.

Non riesco a guardare una rossa senza farmi la domanda che si fanno tutti.

Le donne hanno lottato secoli per avere il diritto, se vogliono, di spogliarsi, e ora alcune di loro si sentono progressiste nel negarlo

Se fossi una donna mi piacerebbe fare da nave scuola.

Viva le scostumate. Senza costume, senza maschere, senza ipocrisie, senza remore, senza fisime, senza preconcetti...

Il governo turco filo islamico vuole abolire i corpi scoperti delle donne nelle pubblicità. Anche qualcuno qui da noi, credo di aver capito.

Tutte le professoresse sono donne di classe.





ENIGMISTICA

Gli adagi di Giada. Essendo "adagi" l'anagramma di "Giada", naturalmente.

Il sindaco di Lodi is my idol (bifronte)

Gli Egizi credevano che il dio Amon avesse creato la sua discendenza masturbandosi”. Però l'anagramma di Amon è "mona".

Palindromo: i miei musicisti preferiti. Renga, Wagner.

Bisenso. Contesto il contesto.

Palindromo, la peluria sul sedere. È lana anale.

I romani hanno eletto il loro anagramma, "marino". Potevo piazzarmi bene anch'io, che anagrammato do "romeno".

Anagramma. I biondi sono bidoni.

Anagramma. Sillabe? / Sì, bella.

L'anagramma di Pisapia è "spia pia".

San Siro è l'anagramma di "rissona". Per forza si picchiano.

L'anagramma di "orale" è "è l'ora". Esame o sesso che sia.

Ignazio è l'anagramma di "ogni zia", e Marino di "romani".





FELICITA’

Chi si interroga su che cosa sia la felicità, non è felice.

Mi accorgo di essere stato felice soltanto dopo, mai durante.

La miglior tecnica per combattere chi parla male di te è crear tante persone convinte tue sostenitrici che ti difendono anche se non ci sei.

La felicità talvolta bussa alla nostra porta e noi, impauriti o non riconoscendola, facciamo finta di non essere in casa.

Poche cose sono più brutte dell'invidia per la felicità altrui.




FIGLI

Io che vado in edicola tutti i giorni mi accorgo incredulo che i miei figli non ci vanno da mesi,

I figli sono gli unici a dire più bugie dei mariti.

I più importanti dei nostri giudici, alla fine, saranno i nostri figli.

Fare un figlio è come accendere un grosso mutuo a interesse variabile.

Le più grosse delusioni vengono dai figli.

La cosa più tremenda di giugno sono i saggi di fine anno.

Ai miei tempi, noi andavamo a scuola da soli anche alle elementari.

Il guaio dell'avere un figlio è che dopo non potrai mai più comportarti come se non lo avessi.

Discutere per diletto di letteratura, storia e filosofia con la propria figlia che farà la maturità, non ha prezzo.

Quando sento un bambino strillare durante un viaggio in treno o in una sala d'attesa mi meraviglio di non essere stato ucciso io da piccolo.

Anche il bambino di 11 anni che ha lanciato la bomba è una vittima dei talebani.





GENTE

Quanto tempo perderà la gente in birre e aperitivi?

Morirò senza scoprire che ci andate a fare in discoteca.

C'è gente che dopo trent'anni si macera ancora nel rancore per un presunto e insignificante sgarbo di cui nessuno, tranne loro, si ricorda.

Incredibile come i baristi sottovalutino la necessità di proporre ai clienti una buona scelta di brioche.

Com’è possibile che la gente quando va in edicola non la esplori tutta da cima a fondo come faccio io?

C'è soltanto una cosa più incredibile del fatto che la gente fumi, ed è che legga gli oroscopi.

So di gente che conserva in una garza il proprio cordone ombelicale mummificato.

I caratteri gotici nelle scritte romantiche dei tatuaggi non si possono vedere.



GIUSTIZIA

Qualunque sentenza, dovunque venga emessa, se dicono che è "nel nome del popolo italiano", si sappia che il mio no, grazie.

Avrò fiducia in un giudice solo quando la sentenza la emetterà un computer.

Un giudice deve limitarsi a valutare il singolo, piccolo caso, e non perseguire battaglie idrologiche, quali che siano.

L'ultima cosa che deve fare un giudice è sentirsi investito della sacra missione di sistemare il mondo.

La politica e la giustizia non dovrebbero occuparsi degli "stili di vita".

Un giudice deve limitarsi a valutare il singolo, piccolo caso, e non perseguire battaglie idrologiche, quali che siano.

Ingroia ha fatto più danno alla magistratura che ai delinquenti.

Incapaci di trovare prove gli investigatori italiani cercano di convertire le giurie proponendo la loro fede in un colpevole unico indagato.





GIUSTIZIA SOMMARIA

Se proprio deve crollare una casa per il terremoto, speriamo accada quando dentro ci sono gli sciacalli.

Il graffitaro Shiva, chiunque egli sia, dovrebbero essere appeso a testa in giù in Piazzale Loreto.

Gli unici sbirri buoni sono quelli mandati ad arrestare i nostri avversari.

I falsi invalidi andrebbero puniti rendendoli invalidi davvero.




ITALIA

Forse ci conviene rimettere Pompei sotto la cenere, per conservarla meglio.

La gente del Sud è seduta su una miniera d'oro, il loro meraviglioso territorio, ma non ha gli attrezzi per scavare.

L'Italia è una repubblica fondata sul "digli che ti mando io".

Lo stesso Stato che ha il Ministero della Salute non può gestire contemporaneamente anche il Monopolio dei tabacchi.

Apprezzo l'uso delle espressioni dialettali solo se la stessa cosa non avrebbe potuto essere detta altrettanto efficacemente in italiano.

I talebani in Pakistan uccidono persino gli alpinisti nei campi base e in Italia c'è chi crede che i cattivi siamo noi.

Che bella l'Italia, senza la politica.

Festa della Repubblica. Che ci sarà da festeggiare?

Gli USA ci spiano. Genchi già lo faceva da anni, per noi non cambia niente.

Poche cose sono così uggiose come la chiusura di un Comune per la festa del Santo Patrono.

Tra parmigiani e reggiani non corre buon latte.





LAVORO

Siamo tutti lavoratori, tranne i sindacalisti.

Se sei il capo devi riconoscere i meriti dei collaboratori, oltre che i loro limiti. Se no, non sei degno di rispetto ma solo di timore.





LIBRI, FUMETTI E CINEMA

Se avete i soldi per le sigarette non venite a lamentarvi di quanto costano i fumetti.

Pensa che bello un album delle figurine dei personaggi dei fumetti.

Meglio un cinepanettone che un film natalizio con Babbo Natale.

Com'è possibile che con 60 milioni di abitanti un libro sia un successo se vende 10.000 copie?

Nessun poeta che abbia influito sulla società è mai stato criptico.

Quando spiego che Walt Disney non ha mai disegnato un fumetto di Topolino in vita sua, c'è gente che non mi crede.

Non basta scrivere un libro, e neppure pubblicarlo, per essere uno scrittore.

Entro in libreria per comprare un libro in regalo per mia sorella e ne esco con sette per me.

Autori di fumetti in TV se ne vedono pochi. Anche se da sempre vendiamo più dei romanzi che vincono lo Strega.

Il videogame è la versione moderna degli scacchi, non del libro.





MAL DI VIVERE

A volte vorrei essere una balena e lasciarmi spiaggiare.

Il sole è l'antidepressivo più efficace.

Che mondo sarebbe senza ansiolitici?

Ho l'ansia di non sapere come combattere l'ansia.

Le mie tecniche per combattere l'ansia sono ansiogene.






MATRIMONIO

Quanta gente si rovina sposandosi!

Non ci sono coppie stabili.

Ma le ex mogli a cui paghiamo gli alimenti, non si mettono mai a dieta?

I rapporti famigliari sono faticosi come i doveri coniugali, tanto o per nulla a seconda delle persone.

Per far durare i matrimoni serve che gli sposi facciano fra loro quel che fanno separatamente nelle feste di addio al nubilato e celibato.

Le corna sono un modo come un altro per tirarsi su. Basta farsele tutti insieme appassionatamente.

“Una persona sposata su 3 ha una relazione extraconiugale”. Una la desidera e aspetta solo il momento giusto, l’altra ne ha due o tre contemporaneamente.

Le corna salvano più matrimoni di quanti ne rovinino.

"Il 41% dei bambini nati nel 2010 avevano la madre non sposata”. Il restante 59% in realtà non era figlio del marito della mamma.




ME STESSO

Devo essere rimasto l'unico a mandare le cartoline dalle vacanze e nei posti di villeggiatura le tengono fuori aspettando che passi io.

Poche cose mi rendono perplesso come gli sbalzi di umore altrui nei miei riguardi.

La prima ragazza che ho baciato si chiamava Silvia. Chissà se rimembra ancor.

Nel caso mi dovessero fare ministro confesso subito che una volta sono andato in una spiaggia nudista.

Il giorno che andrò a vedere una sfilata di moda vi prego di dubitare che una creatura aliena si sia impossessata del mio corpo.

L'unico motivo perché io possa partecipare a una sfilata di moda è essere ad aiutare le modelle a cambiarsi d'abito.

L'unico motivo perché io possa partecipare a una sfilata di moda è essere in passerella tra i modelli.

Gente che mi ferma per farmi entusiasta i complimenti. "Per lo Zagorone?", chiedo. "No, per Twitter, il blog e la pagina Facebook".

Perdono nella speranza di essere perdonato.

Che non sono nessuno lo capisco dal fatto che non mi è mai arrivata una lettera con un proiettile dentro.

Pretendono tutti di più di quel che riesco a dare.

Mi spaventa l'idea di partecipare a un concorso per vincere un "simpatico premio".

Se non avessi i sensi di colpa mi sentirei in colpa e mi chiederei che ho fatto per averli allontanati.

Ora che ci penso, non ho mai avuto il biglietto da visita.

A farmi più male non sono tanto le critiche quanto i mancati riconoscimenti dei meriti.

Uno dei miei problemi è che non riesco a piangere.

Quando sulla nuvoletta mi hanno proposto il contratto della vita, prima di nascere, non ho letto bene le clausole in carattere microscopico.

Sono bravissimo e sto bene su un palco col microfono in mano e da solo tra i miei libri. Sono le vie di mezzo che mi mettono in difficoltà.

Milioni di batteri che vivono nel mio corpo pregano ogni giorno il loro dio che io non muoia.

Ho la presunzione di non essere presuntuoso.

Sono diventato bravissimo a viaggiare in treno assumendo l'espressione inequivocabile di chi non vuole che gli si chiacchieri.

Subisco stalking da parte delle idee.

Ormai i sensi di colpa mi fanno compagnia e se non li avessi mi sentirei solo.

Il fatto che il pronostico del mio oroscopo sia positivo dimostra quanto sia inattendibile.



MUSICA

Se qualcuno ascolta musica diversa da quella che ascolto io, gli chiedo di farla sentire anche a me.

Sto cercando un modo per definire la gente che definisce "di merda" i gusti musicali degli altri. Vediamo se lo trovo.

Faccio lenti progressi nelle mie lezioni di musica. Vorrei essere più veloce, ma del resto studio piano.

"I Beatles hanno usato la parola 'amore' oltre 600 volte nelle loro canzoni”. Accidenti. E allora "love" quante?

Non ho ancora capito che faccia abbia Lady Gaga.

Ormai per vendere qualche disco bisogna che muoia un cantante.




MORTE

Chissà se morissi a voi chi lo direbbe.

E se la vita fosse la morte per quelli di un'altra dimensione?

Andare a schiantarsi contro un palo per essersi distratto in macchina a guardare l'arcobaleno, potrebbe essere una bella morte.

Di sicuro mi sentirò in colpa per il tempo che farò perdere, non morendo in fretta, a chi sarà seduto accanto al mio letto di morte.

Il suicidio, quando non è follia, merita rispetto.

A mio zio soldato che esitava a attraversare una piazza sotto il tiro di un cecchino, il comandante disse: qualche volta in guerra si muore.

Se sentirò dire "lo stiamo perdendo" dai medici attorno a me, forse mi verrà da sorridere.



PAROLE

La reazione, in sé, è qualcosa di positivo: il contrario dell'inerzia. Ma il termine "reazionario" è dispregiativo: indica la conservazione.

Cimitetro.

Devo trovare il modo di usare anch'io l'aggettivo "stocastico" anche se le probabilità sono contro di me.

Chissà perché nei fumetti il sonoro del bacio e quello del pugno sono sempre "smack".

Certo che come termine "pene" è penoso.

Dovete convincervi che quella cosa li, verticale di quattro lettere, si scrive con la "c" e non con la "g".

Buffo che sete e setole, come peti e petali, siano così vicini semiologicamente e così lontani semanticamente.

Mi piacerebbe sapere che caspita significa "caspita".





POLITICA

Non farei il ministro neppure se mi dessero Mara Carfagna come portaborse.

Non sono contrario ai senatori a vita ma al fatto che votino e prendano uno stipendio.

Politici si nacque e io, modestamente, non lo nacqui.

Chiunque di noi, senza sapere né leggere né scrivere, saprebbe dove tagliare la spesa pubblica. Loro no.

Chissà quante cose utili si potrebbero fare, se si risparmiassero i soldi dell'inutile Parlamento Europeo.

Ora che è morto anche l'ultimo padre costituente speriamo che qualche nipote risolva i guai creati dai nonni con una Legge che non funziona.

A me dello stile di vita dei politici non importa un accidente. Mi importa delle leggi che approvano e di come impiegano le mie tasse.

Credevo che quello del PD che si chiama Barca fosse il soprannome di D'Alema.

Una volta qui eran tutti compagni.

Il problema non sono gli stipendi dei parlamentari (ogni professionista in gamba va pagato) ma che siano mille, e perlopiù incompetenti.

Viva la biodiversità anche delle idee.

Metterei la legge che per ogni legge approvata se ne debba togliere una inutile.

I sindaci non dovrebbero occuparsi dei massimi sistemi o giocare ai piccoli politici, ma pulire le strade e far arrivare gli autobus.

La politica serve principalmente a piazzare propri uomini nei posti di potere per manovrare voti utili a rieleggere chi ce li ha piazzati.

Nei congressi e in pubblico i politici citano don Sturzo e Gramsci poi scendono dal palco e pensano a chi infilare alla RAI o alle Ferrovie

Ma paghiamo 945 parlamentari in ricordo della Spedizione dei Mille, o per cosa se no, esattamente?

Sono favorevole alla bocciatura degli studenti immeritevoli, che tanto potranno comunque fare carriera in politica.

Finché si fanno missioni di pace con pochi mezzi e regole di ingaggio che permettono solo di fare da bersaglio, la pace non arriverà mai.



PROBLEMI

Sono innamorato di George Mallory, l'uomo che voleva scalare l'Everest "perché c'è". Se hai un problema, affrontalo, perché c'è.

Quando nessuno mi crea problemi, me li creo da solo.

Il primo passo per risolvere i problemi è convincersi che siano risolvibili.




SALUTE

Michael Douglas: "Il mio cancro alla gola provocato dal sesso orale". Comincio a capire quelli che fumano malgrado le scritte sui pacchetti.

Sono talmente faziose le notizie sui danni della sigaretta elettronica che anche se non fumo vorrei cominciare per far rabbia alla Marlboro.

L'unico vantaggio del mal di schiena è che ti costringe ad alzarti dal letto.

Non mi meraviglio di chi non riesce a smettere di fumare, mi meraviglio di chi comincia.




SCIENZA

Spero che i Premi Nobel per le scienze siano meno discutibili di quelli per la Pace e per la Letteratura.

La neocorteccia che ci differenzia dalle scimmie ci ha imposto di sostituire la cogenza istintuale con regole sociali e fede, mi dicono.

Il vero principio di Archimede dice: "Un corpo immerso in un liquido, si bagna". La faccenda della spinta è una conseguenza secondaria.

"Quasi il 50% degli adulti crede nell'esistenza dei fantasmi”. Io non credo dell'esistenza degli adulti.

Qualunque ne sia lo scopo, mi sembra chiaro che l'Universo non è stato creato per l'homo sapiens, che esiste da eri e domani si estinguerà.

La Terra in fondo è un'astronave alla deriva nello spazio, le cui scorte di cibo e di aria si stanno esaurendo.



SESSO

La figa è una figata.

A volte è romantico anche avercelo duro.

Il sesso è semplice, siamo noi a renderlo complicato.

La cosa più triste che un single possa fare è buttare via malinconicamente una confezione di preservativi scaduti.

Il sesso orale non è un preliminare, è sesso.

"Il 43% delle donne di 70 anni fantastica ancora sul sesso”. Sarebbe ora che cominciassero a farlo.

Se le donne facessero sesso tanto quanto lo fantasticano, noi uomini saremmo tutti più felici.

"Il sesso anale in alcuni paesi è punibile con la pena di morte”. Ci son cose per cui vale la pena di morire.

Il bacio è una promessa che poi altre parti del corpo mantengono.

Secondo me le ninfomani sono una leggenda urbana.

Ci si bacia con tutto il corpo.

Anche il porno ha il suo perché.

"Cosce" è una parola erotica fin dal suono.

"Esodophobia è la paura di perdere la verginità”. Io invece avevo il terrore di rimanere vergine.

"Il 20% delle donne si masturba una volta alla settimana”. Le altre, tutti i giorni.

Fondamentalmente, prostituirsi è un mestiere come un altro. Forse più utile di altri.

"La Corea del Sud ha un parco a tema sessuale”. Si chiama Thailandia.

Noi lo facciamo gratuitamente, le donne invece hanno sempre un secondo fine.

Secondo me, il termine "vagina" non rende l'idea.

"Pene" è proprio un termine del cazzo.

Ci sono situazioni in cui leccare i piedi non è umiliante.

Che brutta cosa le sveltine.

"Il 46% delle donne preferisce rinunciare al sesso piuttosto che a connettersi ad internet”. Per il 46% degli uomini le due cose coincidono.

Fare sesso o piace a tutti e due o non piace neppure a me.

O fingono tutte, o io una che non riesce a raggiungere l'orgasmo durante il rapporto sessuale devo ancora trovarla.

Il cunnilinguus può causare il tumore alla gola. Se proprio deve venirmene uno, meglio per quello che per le sigarette.




SOLITUDINE

Non ci sono uomini più soli di quelli che si sentono soli.

A volte mi meraviglio dell'ingegnoso sistema di barricate e di allarmi che ho costruito a difesa della mia solitudine.

Se si è soli in mezzo a una festa si è più soli che da soli in casa propria.



SPIAGGIA

Cosa farà supporre al tipo che mi sveglia sulla sdraio proponendomi un Rolex che io vada sulla spiaggia, e non da un orafo, per quello?

Per scoraggiare i venditori quando dormo sulla sdraio al mare mi farò tatuare sul petto la scritta "no, grazie".

Il segnale che è ora di lasciare la spiaggia me lo dà il primo venditore che urla "cocco bello".

Il numero massimo di persone che tollero con me sotto l'ombrellone è una, di sesso femminile e intenta a leggere.




SPORT

Novanta minuti di calcio, fra passaggi indietro e rimesse laterali, un po' pallosi sono, ammettetelo.

Il rigore fu calciato male e il portiere non ebbe difficoltà a impossessarsi della palla. Sbagliando, si para.




STATO

Troppo spesso lo Stato, anziché essere l'organismo di cui facciamo parte, è un parassita del nostro.

Io la rivoluzione la farei solo contro uno Stato etico.

Uno Stato o è laico o non è uno Stato.

Se lo stato assistenzialista assistesse chi ha sul serio bisogno di assistenza e di soccorso non i parassiti, sibilerei di meno.

Lo Stato dovrebbe essere il datore di lavoro più esigente e severo nel selezionare i suoi dipendenti, e nel controllarne l'efficienza.

Lo Stato non sono io.

Se lo Stato non drenasse ogni risorsa per pagare i suoi sperperi, la crisi non ci sarebbe.




TASSE

Idee per le tasse: alcool, tabacco, tatuaggi, videogiochi. Niente di personale, ma sempre meglio che la benzina, la casa, i libri.

In ospedale a fare il prelievo per le analisi complete del sangue: 168 euro di ticket. In pratica mi infilano la siringa anche in tasca.

Per abolire l'IMU e abbattere l'IVA basterebbe abolire e abbattere i furbetti del parassitismo.

Ma si pagherà l'IMU sui castelli di sabbia?

Chissà quanta IMU devo pagare sui miei castelli in aria.

Se lo Stato non sperperasse i nostri soldi da settant'anni, saremmo ricchi.




UMORISMO

Il crimine più grave di Alì Agca è come si veste.

"Non ti merito" significa "cerco una più zoccola".

Quando atterri ad Amstardam noti che l'aeroporto è in mezzo ai canneti. Le canne insomma sono le prime cose che vedi.

Non è strano tagliarsi le unghie in ufficio. Perché allora tutti mi guardano quando mi tolgo la scarpa e appoggio il piede sulla scrivania?

Vuoi salire da me a vedere la mia collezione di libri di filosofia morale e di patristica?

"Il 66% dei corridori pensa al sesso mentre corre". Devono raggiungere l'orgasmo.

A dire il vero, Giano non è Bifronte: onaig non significa niente.

Le parolacce o si dicono o non si dicono, non si abbreviano con i puntini, ca..o!

A Cartoonia, quando si va a votare, con la matita copiativa fanno la caricatura del candidato prescelto sulla scheda.

“Il 70% degli italiani ha paura di frodi e sofisticazioni alimentari”. Il restante 30% le fa.

L'alluce alle altre dita: "io valgo".

Un pescatore si dichiara a una pescatrice appena conosciuta, che lo rifiuta. "L'amo". "Esca!".

D'estate mi faccio facilmente condizionare. Se no schianto dal caldo.

C'è una copia della Sindone, tenuta in ostaggio in Scandinavia: la Sindone di Stoccolma.

Devo scaricare una cassa di dodici bottiglie di vino, e non so come fare: non reggo l'alcool.

I surfisti sono contenti di essere intervistati dalla TV perché così vanno in onda.

Quando ci sono le zanzare cerco di allontanarle con la musica di Verdi. Metto il Vape nsiero.

L'unica cosa che mi interessava della matematica erano il seno e il coseno della professoressa.

I buddisti hanno un Lama uomo. Noi, lamadonna.

Parlo sillabando alla cameriera cinese e poi scopro che parla italiano meglio di me.

Salvador Dali nacque a Figueras. Non so dove sia ma suona bene.

Io sono favorevole all'esistenza di Sara Tommasi.

Dante era il primo della classe non aiutava i compagni. Lui veniva promosso, gli altri no. “Non ti curar di loro, ma guarda e passa”.

È l'Anno della Fede. Il prossimo sarà quello della Vale, quindi la Robi e a seguire tutte le altre.

Che combinazione che Leonardo da Vinci sia nato proprio a Vinci.

Chissà dov'è il posto chiamato Vicenda, dove tutti interagiscono con gli altri: aiutiamoci a Vicenda, consoliamoci a Vicenda...

Certo che chiamare qualcuno Cornelio vuol dire volergli male.

Ho dovuto spiegare a uno che abita in via Col Moschin che la sua strada non era dedicata a un colonnello.

Ho letto nella Bibbia il libro dei Proverbi e non c'è "cielo a pecorelle, acqua a catinelle".

Non ho mai capito dove fosse la seconda Sicilia del Regno delle Due Sicilie.

Quanto sono distanti Messina e Reggio Calabria? Lo Stretto indispensabile.

Le apparenze lasciano sempre supporre che Lombroso avesse ragione.

In treno mi si siede davanti una ragazza bellissima. Comincio ad avere pensieri impuri. Una suora che ha prenotato quel posto la fa alzare.

Penso a San Fermo da bambino. La mamma diceva: "Fermo!" e lui non sapeva se correre da lei o restare immobile.

La rivoluzione francese: dopo la Pallacorda, tutto il resto è boia.

A Mario Soldati piaceva giocare in porta nelle partitelle fra amici. Quando intercettava la palla, si esibiva in una parata di Soldati.

"Quando la nostra storia d'amore finirà, sopporterò che tu ti metta con tutte tranne che con la mia amica Valeria". Se mi lasci, non Vale.

Il medio che ti mostra il tossico se lo guardi mentre si fa è un dito di fatto.

Ogni volta che vedo in un negozio dei jeans strappati credo che li vendano a metà prezzo perché fallati.

Ho scoperto che fra parmigiani e reggiani non corre buon sangue ed è stato come quando ho saputo del divorzio fra Al Bano e Romina.





UOMINI

Le donne fingono l'orgasmo, gli uomini fingono di non averne avuti di recente altrove.

Gli uomini violenti non cambiano, perciò vanno cambiati, sostituendoli con altri.

Chi l'ha detto che gli uomini detestano i legami fissi? Al contrario: sono capaci di intesserne anche tre o quattro contemporaneamente.

Al mondo ci sono sette donne per ogni uomo, ma qualcuno ne ha quattordici.




VERITA’ E BUGIA

Il vero perché non è mai quello che diciamo.

Ci sono bugie così creative da essere opere d'arte, altre sono buon artigianato, poi ci sono quelle dei dilettanti allo sbaraglio.

Se una maldicenza riguarda un nemico, è la sacrosanta verità. Se riguarda un amico, è una sporca calunnia.

Leggo nella Premessa di "Un'amazzone" di Alexandre Dumas: "Una delle più grandi disgrazie della verità, è di essere inverosimile".

Mento sapendo di smentire.




VITA

Chi analizza la cacca al microscopio sa che è un incredibile, effervescente, entusiasmante fermento di vita.

La vita non va come pretendono quelli che la fanno facile.

La ferrovia tra Genova e La Spezia è la metafora della vita: una serie Interminabile di gallerie ma fra l'una e l'altra si vede il mare.

Ogni giorno si aggiungono 204.000 persone sulla Terra. Chissà che sperano di trovare.

Il fatto che la vita possa avere uno scopo non significa che abbia anche un senso.

Cerco lo scopo della vita ma nessuno mi dice "acqua, acqua, fuochino, fuoco".

Lo scopo della vita è vedere come va a finire.

Lo scopo della vita è riuscire a non annoiarsi mai.

Lo scopo della vita è nutrire le zanzare.

Lo scopo della vita è scrivere il tweet perfetto sullo scopo della vita.

Lo scopo della vita è non arrivare tardi all'appuntamento con la morte.

Lo scopo della vita è ridere di quelli che credono che la vita abbia uno scopo.

Lo scopo della vita è desiderare.

Lo scopo della vita è azzeccarne il più possibile tirando a indovinare.

Lo scopo della vita è riuscire a eludere il mal di vivere.

Lo scopo della vita è cercare di essere il meno infelici possibile.

Lo scopo della vita è dimenticare di essere nati.

Lo scopo della vita è soddisfare, nascendo, l'ansia di maternità della propria madre.

Lo scopo della vita è lasciare un buon ricordo.

Lo scopo della vita è venire criticati.

Lo scopo della vita è risolvere il Bartezzaghi.

Lo scopo della vita è evitare di sprecarla.

Lo scopo della vita è trovare il punto G.

Lo scopo della vita è tergiversare.

Lo scopo della vita è restare sbalorditi di fronte alla bellezza.

Lo scopo della vita è riuscire ogni mattina ad alzarsi dal letto.

Lo scopo della vita è ospitare colonie batteriche.

Lo scopo della vita è fregarsene.

Lo scopo della vita è ridere.

Lo scopo della vita è camminare sulla merda senza affondare.

Lo scopo della vita è guardare il cielo sopra di noi.

Lo scopo della vita è scegliere.

Lo scopo della vita è capire che la vita non ha scopo.

Lo scopo della vita è prendere il sole.

Lo scopo della vita è lo scópo.

Lo scopo della vita è fare il più possibile l'amore.

Uno scopo nella vita non si nega a nessuno.

Lo scopo della vita è fare lavatrici.

Lo scopo della vita è criticare gli scopi della vita degli altri.

Lo scopo della vita è insegnare ai figli ad avere uno scopo nella vita.

Lo scopo della vita è non rovinare le vite degli altri.

Lo scopo della vita è risolvere i problemi.

Lo scopo della vita è trovare un buon nascondiglio.

Lo scopo della vita è scalare montagne.

Lo scopo della vita è far finta di non capire.

Lo scopo della vita è inserire username e password.


giovedì 1 agosto 2013

IL PONTE SULL'ABISSO




E' in edicola lo Zenith n° 628 (Zagor n° 577), datato agosto 2013 e intitolato "Il ponte sull'abisso". Le prime trenta tavole sono occupate dal finale dell'avventura di Boselli & Rubini alle prese con i cavernicoli e i dinosauri del "Mondo Perduto" di Arthur Conan Doyle. A seguire, per altre 64 pagine, comincia una storia da me sceneggiata e ambientata quasi tutta in territorio cileno. Si tratta di un racconto che fa parte della trasferta sudamericana (ormai giunta nella seconda metà del suo lungo percorso) e che mi riempie di soddisfazione aver potuto firmare, visto che si tratta per molti aspetti di qualcosa di insolito e di particolare. Innanzitutto per l'ambientazione: di avventure in Amazzonia se ne son lette tante, a Machu Picchu ci sono stati tutti, i Cangaceiros si sono visti in tutte le salse, ma il Cile non è stato battuto da troppi personaggi dei fumetti. Poi, sono orgoglioso della trama tutto sommato fuori dai canoni con alcuni sequenze che, secondo me, faranno discutere. Quindi, vado fiero della documentazione e del fondamento storico che sorregge il racconto. Per finire, è del tutto inedita sulla serie regolare dello Spirito con la  Scure l'accoppiata Sedioli-Verni ai disegni: il primo autore delle matite, il secondo delle chine. Sommati insieme, i due danno un prodotto migliore di ciascuno preso singolarmente, visto che Gianni è dinamico nel tratto e Marco preciso nel ripasso. Di tutte queste cose parleremo commentando i prossimi albi (la storia sarà lunga 282 tavole), dove non mancheranno le sorprese. 

Per il momento, ho pensato di farvi leggere la sceneggiatura delle prime cinque pagine iniziali così com'è stata da me consegnata ai disegnatori. Potrete in questo modo verificare come ogni luogo che si vede corrisponde a luoghi realmente esistenti. Qui accanto, inoltre, ecco alcuni minatori di una miniera di rame cilena, non troppo dissimili da quelli che si vedono nell'albo. La miniera del testo è stata realizzata sulla base delle descrizioni di Charles Darwin contenute nel suo "Diario di un naturalista attorno al mondo". Ma anche i dialoghi a bordo del "Beagle" fra Darwin e il capitano Fitzroy (due personaggi della storia, con un ruolo nel proseguo della vicenda) sono basati su ricostruzioni attendibili del rapporto fra i due. 


IL PONTE SULL'ABISSO
Sceneggiatura di Moreno Burattini


TAVOLA 1

Vignetta 1\2\3\4

Doppia striscia.
Vignettone iniziale, con in alto lo spazio per il titolo e i credits.
Riproduci la fotografia sottostante, che mostra la pista d’accesso al valico del Passo del Portillo, che divide l’Argentina dal Cile. Se guardi la foto, vedi in alto al centro (un po’ a destra) una specie di piccolo varco fra le montagne, come una piccola porta: è quello il “portillo” che dà il nome al passo. Al posto dei cavalieri che vedi nella foto, mettiamo Zagor e Cico che camminano lungo la pista portandosi dietro una mula carica con un sacco legato con una fune. Zagor ha indosso un giaccone perché siamo a quattromila metri e fa freddo, ma non potrà essere il solito giaccone di pelle con le frange, sarà un giubbotto imbottito di montone come ha Tex nella copertina di “Yukon selvaggio”. Ugualmente Cico ha un giaccone magari di foggia un po’ diversa con una sciarpa di lana attorno al collo (vedi il suo cappotto nei “Falchi delle Nevi”). Ci sono di neve qua e là. Rendi il più spettacolare possibile quando fai le montagne circostanti (tutto un po’ più scosceso, selvaggio), mettici neve e ghiacciai sulle cime circostanti al passo, vedi le foto allegate per documentazione. Vai inoltre su Youtube e cerca un video digitando "cabagada" e "Portillo".

DIDASCALIA – ANDE MERIDIONALI. PASSO DEL PORTILLO.

CICO – Acc...! Dannaz...! Malediz...!



Vignetta 5

Inquadrati Zagor e Cico più da vicino. Cico è visibilmente contrariato, mentre tira la cavezza della mula. Per la mula vedi le illustrazioni allegate a tavola 2.

CICO – Quando ci fermiamo? ...Ho fame! ...Ho freddo! ...Sono stanco!

ZAGOR – Faremo una sosta subito dopo il valico!


Vignetta 6

Busto del solo Zagor che tende il braccio e indica l’orizzonte.

ZAGOR – Ormai manca poco! ...Vedi quel passaggio fra le montagne, là davanti a noi?


Questo qui sotto è il valico del Portillo, una vera e propria porta o passaggio fra le Ande, visto da dentro, passandoci attraverso.






Il Passo del Portillo in una foto d’epoca, vedi in mezzo alle giogaie dei monti lo stretto passaggio fatto a U al centro della foto, nota i resti di neve anche d’estate.






Nelle foto che seguono vedi lo scenario dei monti come sono attorno al Passo del Portillo, con nevai e ghiacciai anche d’estate: è in questo tipo di scenario che Zagor e Cico scavalcano il valico.











TAVOLA 2


Vignetta 1

Dettaglio del “portillo”, ovvero il varco a forma di “U” nella giogaia dei monti, valico che i nostri cercano di raggiungere. Solo il valico inquadrato, nel contesto naturale.

VOCE DI ZAGOR (dal basso fuori campo) – Stando alla descrizione che ce ne hanno fatto a Mendoza, è proprio il Passo del Portillo... che è chiamato così perché sembra una piccola porta!


Vignetta 2

Zagor si volta verso l’affaticato Cico che tira la mula. Vedi immagine allegata.

ZAGOR – La porta che ci permetterà di entrare in Cile e raggiungere Valparaiso in meno una settimana!

CICO – Spero proprio che quella città mantenga ciò che il suo nome promette!





Vignetta 3\4

Striscia.
La pista sale verso il Portillo, Cico tirala mula che sembra fare le bizze, non vuole più proseguire.

CICO – Da un posto che si chiama “Valle Paradiso” mi aspetto clima mite, brezza marina, giardini rigogliosi, gente ospitale e ottima cucina! Tutto il contrario dell’arida sassaia gelata che stiamo attraversando adesso e che... UMPF!


Vignetta 5

Cico tira la mula che non ne vuol sapere.

CICO – E adesso che ti prende, maledetta mula? ...MUOVITI, DANNATA BESTIACCIA!


Vignetta 6

Zagor, divertito, guarda Cico lottare contro la mula.

ZAGOR – Probabilmente la nostra povera Francisca soffre quanto noi la “puna”... il mal di montagna che stronca le forze ai viaggiatori in alta quota! ...Dobbiamo darle il tempo di riprendere fiato!

CICO – Sgrunt!





TAVOLA 3


Vignetta 1\2

Striscia.
Zagor guarda Cico che lasciata la cavezza guarda la mula immobile stando con i pugni appoggiati sui fianchi, indispettito, un passo indietro, ma già spostato verso il posteriore della bestia (vedremo dopo che andrà dietro il sedere dell’animale a spingerlo).

ZAGOR – Del resto, quando ce l’hanno venduta,  ci avevano messo in guardia anche su questo!

CICO – Caramba y carambita! Non avremmo mai dovuto comprare una mula con un nome di donna! ...Era chiaro che si sarebbe stancata e dimostrata testarda!


Vignetta 3

Inquadrato il sole Cico (Zagor fuori campo) che inizia a spingere la mula da dietro il sedere, ma la bestia non si muove.

CICO – Ma siccome per smettere di soffrire “la puna”... puff... e soprattutto per fermarci a mangiare... puff... dobbiamo superare quel maledetto valico... DATTI UNA MOSSA, DANNAZIONE!


Vignetta 4

Busto o mezzobusto del solo Zagor.

ZAGOR – Secondo me, vecchio mio, con le signorine bisogna avere dei modi più garbati! ...Con le cattive maniere non otterrai niente!


Vignetta 5/6

Striscia.
Sotto gli occhi stupiti di Zagor, la mula scalcia Cico all’indietro con le zampe posteriori, facendolo volare verso destra a pancia in su!  Stelle di dolore.
Sonoro mula:  SNORT. Sonoro calcio: THUD.

CICO – Ti sbagli! Invece... OUCH!

ZAGOR - !




TAVOLA 4


Vignetta 1

Cico atterra di schiena e di nuca nel pietrisco, in modo buffo, finendo il suo volo.
Sonoro: TUMP.

CICO – Uh!


Vignetta 2

Zagor aiuta Cico dolente a rialzarsi.

ZAGOR – In effetti, qualcosa hai ottenuto... un calcio nei denti!

CICO – Glub!


Vignetta 3/4

Striscia.
Mentre Cico si massaggia un fianco con aria indolenzita, Zagor mostra una zolletta di zucchero alla mula che pare interessata. Cico osserva indispettito. Il “Portillo” è sullo sfondo.

ZAGOR – Coraggio, Francisca...  so che sei una brava mula e ho una zolletta di zucchero per te!

CICO – !


Vignetta 5

Piano americano. Busto lungo di Zagor che fa mangiare la zolletta alla mula.

ZAGOR – Sono sicuro che questo ti ridarà la carica!


Vignetta 6

Cico, pugni sui fianchi indispettito, osserva la mula che segue docilmente Zagor lungo la salita, senza fare storie, addirittura senza essere presa per la cavezza. Zagor, divertito, si volta verso Cico.

ZAGOR – Che ti dicevo, pancione? ...Un po’ di gentilezza e il gioco è fatto!

CICO - Acc...! Dannaz...! Malediz...!





TAVOLA 5


Vignetta 1\2

Striscia. Riproduci la foto qui sotto: è il punto esatto dell’attraversamento del Portillo. Zagor tira la mula e Cico si guarda attorno stringendosi le braccia per il freddo. Soffia vento.
Sonoro: WOOOSSH.



ZAGOR – Ecco il “Portillo”!

CICO – Brrr! ...E meno male che siamo alla fine di gennaio, in piena estate australe! ...Chissà d’inverno qui che freddo fa!


Vignetta 3

I due amici in cammino.

CICO – A che altezza saremo?

ZAGOR – Se non ricordo male, mi hanno parlato di quattordicimila piedi!  *

DIDASCALIA (in basso) - * Circa 4500 metri.


Vignetta 4

Zagor indica a Cico un punto verso il basso fuori campo, sbucando fuori dal passo.

ZAGOR – Ecco, guarda! Da adesso in poi sarà tutta discesa!

CICO - !


Vignetta 5/6

Zagor e Cico di spalle guardano il panorama che vedi in questa foto, con un po’ meno neve però. Siamo in estate. Ricordati sempre il video su Youtube che ti ho segnalato.

ZAGOR – Questa è la Valle del Mensa!  ...DAVANTI A NOI C’E’ IL CILE!







venerdì 26 luglio 2013

CINEMA AL CINEMA 10





Proseguono le recensioni cinematografiche di Giorgio Giusfredi, mio personale consulente, nonché scrittore, sceneggiatore di fumetti e cuoco. I pareri che esprime sono sua responsabilità, ma di solito li condivido. In ogni caso, i complimenti e le critiche vanno indirizzate a lui.

CINEMA AL CINEMA 10
luglio 2013
di Giorgio Giusfredi


INTO DARKNESS - STAR TREK

Un film di J.J. Abrams. Con John Cho, Benedict Cumberbatch, Alice Eve, Bruce Greenwood, Simon Pegg. Titolo originale Star Trek Into Darkness. Fantascienza, durata 132 min. - USA 2012. - Universal Pictures

Tenendo bene conto che il regista di questo film sarà colui che riporterà nelle sale anche la saga di Guerre Stellari, è inevitabile che da lui ci si aspettasse molto. Aspettative però deluse da una pellicola che sì diverte, sì affronta temi classici come l'amicizia e l'amore, ma li spettacolarizza con trovate visive che ormai sembrano far parte dell’unico settore cinematografico su cui investire ma lasciano come al solito alquanto vuoto lo spettatore che esce dalla sala. Il film, insomma, non aggiunge niente a ciò che di bello la saga dell’Enterprise ci ha fatto vedere. Saltella galleggiando tra i classici topoi che Kirk, Spock e compagni ci hanno abituato frequentare, senza eguagliare e superare capolavori passati. Cosa che, invece, è in dovere di fare un’opera di tali mastodontiche produzioni. Il cattivo funziona grazie all’attore che lo interpreta, come perfetti sono gli attori ingaggiati e già visti nel precedente film sui Trekkers spaziali di J. J. Abrams. Per riassumere l’insoddisfazione derivate da un prodotto buono, ma non ottimo come ci si attende, si potrebbe descrivere la sequenza iniziale. Una fuga, visivamente molto bella: il capitano ha sottratto un manufatto su di un pianeta che ricorda tribù africane, gli indigeni lo inseguono. Fin qui tutto bene. Colori, paesaggi, personaggi, inquadrature: ottimi. Poi, non si capisce il perché, il capitano molla il manufatto e l’astronave che lo aspetta è sott’acqua, quando si sa benissimo che possiede il teletrasporto, e soprattutto, ci viene detto che se il vulcano erutterà il pianeta esploderà. Azioni e affermazioni che lasciano quantomeno perplessi perché prive di verosimiglianza agli occhi di chi guarda. A Hollywood si devono mettere in testa che lo spettatore, anche se frastornato dagli esperti speciali, si rende, consciamente o inconsciamente, conto dei buchi di sceneggiatura. E questi determinano, in maniera universale, la soddisfazione o l’insoddisfazione di chi ha assistito allo spettacolo.


CHA CHA CHA

Un film di Marco Risi. Con Luca Argentero, Eva Herzigova, Claudio Amendola, Pippo Delbono, Pietro Ragusa. Thriller, durata 90 min. - Italia 2013. - 01 Distribution

Il titolo è furbo e la metafora che propone – utilizzata in molti noir del passato – accomuna il ritmo del film a qualcosa di estemporaneo che vi succede. Per esempio, in questo caso, c’è un personaggio secondario che assieme alla sua ragazza si preparano per una gara di cha cha cha. Purtroppo, l'accostamento non funziona. Gli elementi della "detetective story" ci sono tutti: un investigatore triste e solitario a cui ne capitano di tutte, una attrice agèe leggermente nevrotica, un laido cattivo, la polizia corrotta, gli sgherri e i morti ammazzati. Ragazzini morti ammazzati. Questo ultimo punto sembrerebbe sancire, grazie a una ritrovata cattiveria dei cineasti ‘de noatri’, un ottimo punto a favore per la rinascita del genere italiano, ma il film nonostante alcune buone cose non supera la prova, se paragonato con capolavori americani o francesi o, semplicemente, con capolavori italiani del passato. I problemi stanno in alcuni personaggi, specialmente quelli cattivi o semicattivi. Essi sono resi ridicoli sia delle interpretazioni degli attori che dalla sceneggiatura: parlano e si comportano come fossero Pietro Gambadilegno e Macchia Nera. Non si riesce mai a entrare veramente nel tetro mood di cui un film del genere ha necessariamente bisogno e anche il meccanismo giallo è fin troppo smascherato, lontano eoni da trovate geniali come quella di Rollo Tommasi. Di contro la Herzigova recita benissimo, è straordinariamente perfetta nella parte; e alcune scene funzionano molto, segno evidente che il regista può farlo, il noir. Per esempio la lampante citazione della coppia Cronenberg-Mortensen della lotta nuda del protagonista funziona molto e dura anche molto. Il nudo è addirittura, se possibile, più sbandierato e integrale e la violenza si percepisce chiaramente e questo è buono. Argentero sta nel mezzo tra le cose buone e cattive di questo film perché ha dei guizzi, come nella scena sopracitata, ma anche degli ammosciamenti e, lui, può fare molto di più come dimostrato ne "Il cecchino" di Placido. Insomma basta insistere e continuare a produrre film del genere, anche se, già questa pellicola, è stata mal distribuita.



L'UOMO D'ACCIAIO

Un film di Zack Snyder. Con Henry Cavill, Amy Adams, Michael Shannon, Kevin Costner, Diane Lane. Titolo originale Man of Steel. Fantastico, durata 143 min. - USA, Canada, Gran Bretagna 2013. - Warner Bros Italia

La più grande delusione degli ultimi anni. Si potrebbe ricercare i colpevoli di tale fallimento tra i titoli di coda ma la verità è che si parla di un film talmente brutto, noioso e sbagliato che sarebbe difficile distinguerli. È stupefacente poi che abbia avuto un discreto successo; d’altronde la macchina pubblicitaria e i nomi dietro le quinte come garanzia garantivano tanto e quanto il personaggio, l’invincibile Superman. Snyder per esempio aveva proprio inanellato i suoi capolavori trasponendo fumetti su grande schermo, vedi "300" e "Watchmen", e quindi ci si aspettava un altro ottimo lavoro. Ma forse è proprio partendo da questa considerazione che possiamo analizzare cosa è successo. Sia in "300", ma soprattutto in "Watchmen", il regista (indubbio conoscitore e fan del prodotto di partenza) si era attenuto alla regia fumettistica. Soprattutto con l’ucronico capolavoro di Alan Moore aveva ricalcato inquadrature e sequenze, oltre che agli splendidi dialoghi, cambiando solo il finale, ma riuscendo anche in quello. Allora viene da pensare che la colpa sia proprio concettuale a livello di scrittura. Infatti Goyer, lo sceneggiatore, potrebbe essere additato come uno dei principali responsabili del fallimento. La trama fa acqua da tutte le parti. Le scelte di montaggio sono incomprensibili, come incomprensibili sono le soluzioni narrative che ci propinano (muoiono migliaia di persone inutilmente!). Non c’è un personaggio che si salva, né – nonostante il cast stellare – un attore che riesca a farti credere nella parte. Amy Adams, la peggio di tutti, dipinge una Lois Lane insopportabile a livelli siderali, deus-ex machina per ogni problema: ci spiega (guardando in camera!!!) come funziona la propulsione fantasma e come avrebbero, di là a poco, salvato il mondo. Spiegazioni raffazzonate, forzate e spiattellate. Per non parlare di quando, per prima, l’ardita giornalista dal vezzoso, insostenibile naso all’insù, scopre i poteri di Superman passeggiando allegramente in una notte polare a meno quarantotto gradi centigradi con indosso solo un piumino. Le assurde iperboli già viste nella sceneggiatura "Il ritorno del cavaliere oscuro" erano probabilmente frutto della stessa mente. Ma là, Nolan, ci aveva messo più di una pezza. E pensare che, notizia recente, si annuncia la presenza addirittura di Batman nel seguito di questo film. L’unica cosa salvabile, in mezzo all’accozzaglia di niente, sono le immagini di Superman da bambino in posa con una tovaglia a mo’ di mantello, il suo cagnolone vicino con la lingua penzoloni e il tramonto sullo sfondo. Unico momento epico di un film che avrebbe voluto esserlo e non lo è.  




THE LONE RANGER

Un film di Gore Verbinski. Con Armie Hammer, Johnny Depp, Ruth Wilson, Tom Wilkinson, Helena Bonham Carter. Titolo originale The Lone Ranger. Avventura, durata 135 min. - USA 2013. - Walt Disney

Finalmente, in questa mandata di pellicole, un film dal quale traspare garbo e amore per il cinema. Un film divertente con anche qualche trovata interessante. Siamo lontani, ben intendendoci, dal capolavoro western, ma, forse, ormai, con tali blockbuster che pretendono piacere a grandi masse, è difficile che i registi si sbilancino e seguano il loro cuore di estro artistico. Verbinski, comunque, riesce, mediando, a ottenere un prodotto fluido che sicuramente non farà storcere nasi e che, in fondo, è western, divenuto ormai un prodotto di nicchia. Il regista aveva dimostrato di saperlo fare già con Rango, film di animazione. In questo "Lone Ranger" il Mac Guffin (come chiamava Hitchcock il pretesto che fa muovere la narrazione)  è l’avidità. L’avidità che si distingue in due quella pura della ricerca dell’argento e quella, altrettanto classica, che descrive con quanti sotterfugi, scorrettezze, lacrime e sangue sia stata stesa la famosa ferrovia verso ovest negli Stati Uniti. Questi citati sono topoi western che più western non si può. E anche la risma di cattivi presenti si può perfettamente inquadrare nel genere; come alcune scene dell’eroe buono Tonto. Il ranger solitario, invece fa parte dell’edulcorazione necessaria a una pellicola disneyana, ma risulta simpatico anche grazie al grazioso Armie Hammer. Verbinski ci regala dei campi lunghi di fordiana memoria utilizzando al meglio le moderne tecnologie, arricchendo l’immaginario del selvaggio ovest di alcune immagini dettate dalla sua personale visione: inquadrature oblunghe dal basso o dall’alto che accrescono la stima dello spettatore nei confronti del regista perché si chiede come possa avere fatto a girarle. Ci sono anche dei tocchi di "leoniana italianità" come l’uso del Dolly nelle scene di massa e alcune sequenza ferroviarie che non possono che ispirarsi al capolavoro "C’era una volta il West". Anche la fotografia è buona, pure se un po’ di polvere in più non avrebbe guastato. Depp dipinge un altro grande personaggio, gigioneggiando molto meno di quello che ci si aspetta vedendo il trailer. Tonto è diverso da Sparrow, è serio, è drammatico. L’ilarità scaturisce dai suoi fallimenti che, rispetto a quelli del pirata, comportano profonde ferite nell’animo. Tutte le spiegazioni, persino quella del corvo in testa, funzionano e non sono mai didascaliche. Interessante anche la retorica sulle leggende del bandito protagonista: chi dice che mangia i cuori delle vittime, chi le viscere e chi i piedi. A voi  scoprire di quale parte è ghiotto il cattivo. Classico l’oggetto feticcio del film: un orologio a cipolla da due soldi, tassello fondamentale nel puzzle dell’intreccio. I più attenti potranno infatti risolvere subito la trama mistery presente perché, all’inizio, come la buona Agatha Christie insegnava, ci mostrano già la soluzione in un fotogramma. Per dire di più, il fotogramma citato, è seguito dalla comparsa del personaggio interpretato da  un Helena Bonham Carter finalmente in palla e divertente: la maitresse Red – di jodorowskyana memoria – con la gamba d’avorio tatuata che nasconde una micidiale arma alla ‘Planet Terror’. Esaltante la sequenza finale sulle note del Gugliemo Tell di Rossini, già colonna sonora del radioromanzo degli anni trenta da cui era tratto sia il vecchio fumetto che, poi, questo film.

      

sabato 20 luglio 2013

I PADRONI DELLE TEMPESTE



E’ da qualche giorno in edicola il Maxi Zagor n° 20, datato luglio 2013 e intitolato “I padroni delle tempeste”. I disegni sono di uno strepitoso Alessandro Chiarolla, la sceneggiatura è mia ma il soggetto porta la firma di Vittorio Sossi.  La trama, in pochissime parole, è questa. Un rito magico compiuto da quattro giovani stregoni, desiderosi di fermare la morsa di gelo che attanaglia le loro terre, porta altrettanti demoni, in grado di dominare gli elementi naturali – gelo, buio, vento, nebbia – a impossessarsi dei loro corpi. I quattro divengono così creature malvagie, che scatenano i loro poteri. Ma quando uno di loro si ribella, gli altri lo uccidono e cercano di sostituirlo con suo figlio, un ragazzino chiamato Neve d'Inverno, adottato da un trapper bianco dopo la morte del padre e della madre. Zagor deve salvare il bambino, sfuggendo alla caccia di esseri potentissimi che scatenano infernali tempeste contro di lui.

Non è frequente, ma neppure del tutto insolito, che nella saga dello Spirito con la Scure il soggettista e lo sceneggiatore non siano la stessa persona. Io stesso ho sceneggiato un paio di trame ideate da Mauro Boselli (l’albetto dedicato a Digging Bill allegato a un vecchio Speciale e la storia “La strega della Sierra”), una imbastita da Maurizio Colombo (“La leggenda di Wandering Fitzy”), e un precedente soggetto dello stesso Sossi. Ma, a mia volta, ho fornito il canovaccio a Jacopo Rauch perché sceneggiasse “I fantasmi del capitano Fishleg”, il primo Zagor Color di prossima pubblicazione. E in futuro vedrete Lorenzo Bartoli cimentarsi con un mio soggetto che sarà illustrato da Walter Venturi. Fuori dall’ambito zagoriano, non dimentichiamo che Tiziano Sclavi ha sceneggiato alcuni dei suoi indiscussi capolabori, come “Johnny Freak” e “Il lungo addio” su soggetto di Mauro Marcheselli (che ne ho comunque all’attivo diversi). Dunque, son cose che si fanno, quando ne vale la pena e questa sembra la strada migliore per arrivare al risultato più soddisfacente. 

La faccenda dei due autori dei testi è stata da me così spiegata nell’editoriale premesso al Maxi:“Il balenottero che avrete  fra le mani non mancherà, o almeno lo speriamo, di destare il vostro interesse, sia per i bei disegni di Alessandro Chiarolla (qui al massimo della sua espressività, sia per la particolarità della trama, che si inserisce nel filone Magico & Fantastico della saga dello Spirito con la Scure, in questa occasione interpretato alla luce della mitologia dei popoli pellerossa. A ideare il racconto è stato un soggettista giunto alla sua seconda prova, Vittorio Sossi, a cui si deve anche un altro spunto narrativo, quello da cui nacque lo Speciale “La maledizione del Poseidon”: anche in quel caso – come in questo – partendo dalla sua traccia fu il sottoscritto a occuparsi poi della sceneggiatura. Vittorio è un grande appassionato dello Spirito con la scure, al punto di avergli dedicato un intero sito su Internet, e il suo racconto non è dunque quello di un freddo professionista, ma quello di un lettore il cui cuore batte all’unisono con i tamburi della foresta. Uno di noi, uno di voi, uno di Darkwood, insomma”.

Vittorio Sossi, lette queste parole, mi ha scritto così, su una mail privata, di cui rendo pubblico (con il suo consenso) questo estratto: “Caro Moreno, prima di tutto ti ringrazio per la splendida dedica, veramente bella, varrebbe da sola la soddisfazione della pubblicazione.  Poi la storia, come avevo già preavvertito, ho un vero sesto senso io, anche se come scienziato non posso credere a queste sciocchezze, è venuta veramente bene.  La sceneggiatura fila che è un piacere, nonostante i molti aspetti complessi da spiegare, i personaggi sono vivi, soprattutto i due bambini che sono venuti fuori molto simpatici, e i disegni di Chiarolla sono veramente spettacolari.  Complimenti a tutti noi”. Fa piacere ricevere questi commenti da un collega che ha messo nelle mie mani la sua idea con l'impegno che non gliela sciupassi.  I primi commenti letti in rete e quelli giunti via telefono, via Facebook, via Twitter, sono tutti positivi se non addirittura entusiastici.

Sandro Chiarolla
Il riferimento di Sossi al fatto che lui mi avesse “preavvertito” della riuscita della storia rimanda ai dubbi che gli avevo espresso sul fatto che una certa parte del pubblico zagoriano contesta i racconti di magia. “Vedrai”, gli dicevo, “che ci sarà chi dirà che gli stregoni non vanno bene, che la bambina con i poteri ESP non si può digerire, che i guerrieri volanti non ci devo essere”. E Vittorio mi diceva: “Ma perché? Kandrax è uno stregone, i poteri ESP ce li ha anche Ramath il Fakiro, e pure Ultor è un guerriero volante: tutti personaggi inventati da Nolitta” E io: “Lo so, ma non devi convincere me, devi convincere loro”. In ogni caso, Sossi tanto mi ha convinto che ho accettato non soltanto di comprargli il soggetto ma anche di lavorarci sopra io personalmente. E quanto si sia convinto Chiarolla è dimostrato dall’impegno profuso: secondo me, “I padroni delle tempeste” è il fumetto più bello da lui realizzato nella sua lunga carriera. Su due soggetti proposti da Vittorio, entrambi sono di argomento magico: segno che non sono solo io a ritenere Zagor qualcosa di più di un western. E del resto la stragrande maggioranza delle storie proposte dagli aspiranti autori è di genere fantastico, segno che a parte pochi di parere opposto, la maggior parte dei lettori percepisce l’eroe d Darkwood come un personaggio in grado di  porsi trasversalmente ai generi, come in effetti è. In ogni caso, mi è facile dimostrare che io cerco, come curatore oltre che come autore, di alternare l’offerta. I due Maxi Zagor del 2012 sono stati entrambi avventurosi senza la minima magia, i due ultimi Speciali si possono considerare del tutto western, il primo Maxi di quest’anno era popolato di indiani, banditi e sceriffi. Lo Zagor Color non avrà niente di fantastico (se non la qualità dei disegni e, lo spero, della storia). Dunque, se ogni tanto compare una storia “magica” anche gli innamorati del West potranno farsene una ragione. 

Io e Chiarolla
Lo Spirito con la Scure è il fumetto della contaminazione per eccellenza, e  il presupposto stesso della sua creazione fu quello di collocarsi sulle frontiere della fantasia, della citazione multimediale, della trasversalità fra i generi.  Zagor è trasversale ai generi e non perfettamente inseribile in nessuno di essi. Uno dei primi saggisti che si è occupato di lui, Stefano Cristante, in un saggio uscito nel 1983, coniò lo definì, a ragione, “il mutante del West” e scrisse: “Zagor è un personaggio molto complesso, in lui si mescolano troppe cose, bisogna essere preparati a tutto”. Nelle avventure dello Spirito con la Scure Bonelli volle variare continuamente gli ingredienti e gli scenari, spaziando dai temi horror a quelli fantascientifici, dai racconti di cappa e spada a quelli di cowboy e pellerossa, rifuggendo dunque dalla ripetitività tipica dei serials. La saga dell’eroe di Darkwood si è andata sedimentando così in una vera e propria miniera di elementi eterogenei e di citazioni multimediali dove si possono reperire riferimenti letterari, cinematografici, fumettistici e musicali della più diversa provenienza. “Zagor è stato un prodotto sperimentale ideato per accentrare in sé i vari gusti dei lettori”, dichiarò Bonelli in una intervista, mettendo appunto l’accento sulla la varietà dei gusti che si volevano accontentare. Indiscutibilmente, una parte dell’uditorio gradiva le storie western: ed è soltanto per questo che, di tanto in tanto, gli scenari del West compaiono nella serie. Ma già dall’avventura successiva, Nolitta cambiava il set e proponeva, magari, un’avventura con un Uomo Lupo o con dei samurai. Dunque il western è solo uno dei tanti generi possibili messi a disposizione dei lettori. In questo sta la differenza tra il modo di approcciarsi alla materia delle serie western, anche bonelliane, tipicamente ambientate tra gli indiani, i soldati e i pistoleros e la saga darkwoodiana in cui invece l’ambientazione è enormemente più variegata. Ma c’è di più. Anche quando sono i pellerossa a essere al centro dell’attenzione e a contrapporsi ai “visi pallidi” come in un film di John Ford, anche in quel caso non si tratta degli stessi nativi che si vedono in “Ombre Rosse”, ma altri ben diversi. Il perché lo spiega Sergio Bonelli in una interessante dichiarazione: “Dato che ci troviamo nel nord-est questo rende la saga zagoriana non un ‘western’ ma, se vogliamo, un ‘eastern’. Parliamo di vecchia frontiera, quella degli scenari da ‘Ultimo dei Mohicani’, piuttosto che della frontiera del Sud-Ovest filmata nel ‘Massacro di Fort Apache’. Era una mia precisa intenzione differenziare la serie rispetto agli schemi di Tex e dei tanti altri personaggi western che all’epoca andavano per la maggiore. Così, le tribù indiane con cui Zagor si trova ad avere a che fare sono quelle della regione nord orientale degli States e non quelle della parte sud occidentale: dunque Algonkini e Irochesi piuttosto che Apaches e Navajos. Questo colloca Zagor anche in un’epoca precedente agli anni in cui, di solito, sono ambientati i western più tradizionali. Anche l’idea di inserire in Zagor, in maniera costante e sistematica e non occasionale, spunti ed elementi provenienti dal genere fantastico e da quello horror nasce dalla voglia di differenziare il personaggio: tutti i temi tradizionali dell’epopea western erano già stati ampiamente sfruttati. Così, lo Spirito con la Scure va oltre i limiti di un genere preciso, viene contaminato da suggestioni della più diversa provenienza, e se proprio vogliamo trovare una definizione, preferisco parlare più genericamente di fumetto ‘d’avventura’”. 


Dunque, quando Guido Nolitta creò Zagor tutto voleva fuorché farsi concorrenza da solo, e men che mai far concorrenza a suo padre. Perciò, cercò di diversificare il più possibile il suo personaggio da Aquila della Notte. Se Tex era ambientato nel Sud-Ovest, Zagor è ambientato nel Nord-Est; se Tex vive le sue avventure dopo la Guerra di Secessione, Zagor prima; se Tex è rivolto a un pubblico adulto, Zagor ad acquirenti più giovani; se Tex è un western puro (o quasi), Zagor è avventura contaminata; se Bonelli padre cita i registi dell’epopea del West, Bonelli figlio attinge dal calderone dei B-Movies orrorifici. Nolitta è pronto in ogni momento a far mordere sul collo da un vampiro una ragazza pellerossa, cortocircuitando i generi letterari.