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giovedì 5 febbraio 2015

ADE CAPONE, SEMPRE QUATTRO PASSI AVANTI A ME


Mercoledì 4 febbraio 2015 è scomparso Ade Capone. Un collega ma, soprattutto, un amico. Aveva quattro anni più di me, ed è appunto datata quattro anni prima della  mia la sua sceneggiatura d’esordio apparsa nella serie dello Spirito con la Scure. E'  quella de “Il tempio del sacrificio” (1987) in cui compare il sacerdote del male Stephan.  Ricordo che quando, da semplice lettore, divorai quella storia, la trovai emozionante come se a scrivere Zagor fosse tornato Nolitta (nonostante mi rendessi perfettamente conto che la calligrafia era quella di un altro, e a quei tempi l’autore dei testi non era indicato). 

Ade Capone e Moreno Burattini nel 1991
Nel 1990 incontrai per la prima volta Ade nell’ufficio di Decio Canzio, dove entrambi eravamo stati convocati insieme per un brainstorming sul futuro del Re di Darkwood, nel cui staff io ero stato appena arruolato. Lui aveva 32 anni, io 28. Naturalmente, ai miei occhi, e anche nella realtà dei fatti, Capone era un affermato professionista e io un debuttante che da lui avevo soltanto da imparare. Ade mi dimostrò subito grande simpatia e da quella prima stretta di mano nacque la nostra venticinquennale amicizia. In seguito io mi sono trovato ad avere l’onere della cura di Zagor e, in qualche modo, a essere il suo editor: ho insistito a lungo perché scrivesse il ritorno di Stephan e ho supervisionato le sue ultime sceneggiature zagoriane, quelle da lui scritte negli ultimi dieci anni, trovandolo sempre proposito e collaborativo. Quando scriveva mi telefonava spesso per chiedermi se, secondo me, una certa sua idea poteva essere quella giusta per risolvere una situazione, e ci intendevamo perfettamente sul modo di procedere perché ci accomunava la stessa passione per l’eroe di Nolitta e Ferri.

Ade Capone con Gallieno Ferri (2013)
E’ stato a Salsomaggiore, la sua città, dove era stato organizzato un incontro pubblico, in una piazza, per parlare di fumetti, che ci siamo trovati a cena, un paio di anni fa, con il disegnatore Paolo Bisi, piacentino e dunque vicino di casa di Capone, che Paolo conosceva bene anche perché aveva lavorato con lui a Lazarus Ledd. Ho dunque proposto a tutti e due di fare una storia insieme, e il vulcanico Ade disse subito: “E’ da tanto che vorrei far tornare sulla scena i Lupi Neri”. “Portami un soggetto, e lo potrai fare”, ho risposto. Così, la sceneggiatura intitolata “Iron Wolves” che Bisi sta attualmente disegnando è stata la sua ultima, e uscirà postuma appena possibile. Ma non era soltanto Zagor a legarci. Nel corso degli anni Novanta, insieme a due amici, mi imbarcai nell’avventura di aprire una fumetteria nel centro storico di Prato, "Mondi Paralleli” (che esiste ancora, anche se nessuno dei tre fondatori ne è più proprietario). Capone mi aveva preceduto, essendo già prima di noi divenuto uno dei promotori di una fumetteria di Salsomaggiore, nata sotto l’egida Star Shop, che fungeva anche da agenzia di distribuzione. Io e i miei soci andammo dunque a trovare Ade che ci spiegò come funzionava le gestione di un negozio come quello che ci accingevamo a inaugurare, aiutandoci a fare dei conti e dandoci delle fondamentali dritte. 

Ade con il suo ultimo libro
Capone mi ha anche fatto incontrare alcuni dei musicisti che più amo, come Enrico Ruggeri e Max Pezzali, suoi buoni amici, e ci siamo trovati insieme ad assistere a dei concerti nel backstage. Anche se negli ultimi anni il suo nuovo lavoro di autore televisivo lo aveva un po’ allontanato dal fumetto, passava spesso in redazione e mi parlava di quello che stava facendo. Mi ha personalmente portato i suoi due libri nati dall’esperienza di “Mistero”, la trasmissione di Italia 1 di cui era una delle colonne. Insomma, il nostro rapporto andava ben oltre quello professionale. 

Leo Ortolani in ricordo di Ade Capone
Caro Ade, condividevamo tante idee sul mondo, sulla letteratura, sulla musica, sul modo di fare fumetto e sulla vita. Io ti ammiravo per la tua capacità imprenditoriale (hai creato e gestito da solo una etichetta indipendente come la “Liberty”), per la tua versatilità e la tua capacità di muoversi su più fronti, sceneggiando anche personaggi storici diversissimi fra loro tra cui addirittura il mitico Conan. La notizia della tua morte, avvenuta per un improvviso attacco di cuore, mi ha colto del tutto impreparato.  Abbiamo lavorato insieme per anni a un personaggio immortale, Zagor, ma noi siamo tutti semplici uomini accomunati dallo stesso destino. Non so dove tu sia, Ade, ma fin quando resterò vivo una parte di te sarà custodita in me. Per ricordare un po’ delle cose che hai fatto (tutte sarebbe impossibile) ho recuperato il testo scritto per presentarti su Zagor Collezione Storica a colori. Ricordo che mi telefonasti per dirmi grazie, perché ti era piaciuto. 
So long, amico.





ADE CAPONE: 
PASSIONE E MESTIERE
di Moreno Burattini

Su Zagor Collezione Storica a colori n° 102

La prima avventura di Zagor sceneggiata da Ade Capone
La storia con cui si apre questo volume, in cui Zagor si trova ad affrontare gli adepti di una setta satanica, è la prima dello Spirito con la Scure firmata da Ade Capone, uno sceneggiatore giunto sulla serie nel 1987 dopo aver esordito nel 1980, appena ventiduenne,  su un “Albo Blitz” della Universo. Nella rubrica della “Posta” dell’albo Zenith n° 364, Sergio Bonelli racconta in prima persona le divertenti circostanze del suo incontro, avvenuto agli inizi degli anni Ottanta,  con il giovane Adelino (questo il nome di battesimo per esteso dell’autore), nato a Piacenza nel 1958: “E’ da alcuni anni che Ade Capone collabora con la nostra Casa editrice. La sua prima storia, riguardante un gruppo di irriducibili soldati giapponesi, uscì nel 1986 su Mister No. Prima però egli si era già fatto le ossa, fumettisticamente parlando, cominciando a sceneggiare prestissimo per ‘Boy Music’, ‘Skorpio’ e ‘L’intrepido’. Intanto studiava da geologo e, dato che i fumetti erano lavori occasionali, si pagava gli studi in piscina. Già, forte del suo fisico e della sua abilita di nuotatore, Capone faceva il bagnino salvavita e l’istruttore di nuoto nella piscina di un albergo di Salsomaggiore. Fu proprio lì che il sottoscritto ebbe la ventura d’incontrarlo. Nonostante le mie buone capacità di fondista, a causa della limitata ampiezza della vasca nuotare era fuori questione, così impiegai il tempo a chiacchierare con il bagnino, come avrei fatto con qualunque altro appassionato di Zagor. Una cosa tira l’altra: Ade mi confidò di avere ambizioni di fumettaro, io gli diedi i soliti consigli e, un paio di anni dopo, iniziò la nostra collaborazione”. Proseguendo, Bonelli già anticipa l’uscita di una storia scritta dallo sceneggiatore per Martin Mystère, riguardante gli antichi Sumeri, destinata a venire pubblicata nel 1992. Ma non c’è dubbio che sia il Re di Darkwood il personaggio bonelliano più congeniale a Capone, tant’è vero che ancora oggi continuano a uscire, sia pure sporadicamente, sue storie zagoriane: l’ultima, un Maxi intitolato “Erie Canal” è datato 2013. 

In ogni caso, l’attività in casa Bonelli è soltanto uno degli elementi della variegata biografia professionale dell’autore piacentino, per il quale l’approdo in via Buonarroti non segna un punto di arrivo, quanto piuttosto una tappa lungo un percorso fatto di esperienze diverse e, talvolta, coraggiose. Infatti, all’inizio degli anni Novanta lo vediamo pubblicare per la Star Comics una serie a fumetti tutta sua, Lazarus Ledd, “bonellide” nel formato e nell’ispirazione, ma in grado di caratterizzarsi in modo originale e, soprattutto, di godere di un buon seguito, in Italia e all’estero, fino al momento della chiusura, nel 2009. Capone si dimostra in grado non solo di poter reggere il peso di una collana scritta quasi del tutto da solo, ma anche da quello della cura editoriale. La Star gli affida la cura anche di altre serie e miniserie, sue (quali “Morgan” e “Trigger”) o realizzate da altri (quali “Goccianera” e “Samuel Sand”), così come la traduzione e la supervisione di fumetti americani.  Lazarus Ledd è uno fra i primi fumetti italiani a verdersi dedicato un CD musicale, così come ad aver dato vita a crossover e team up, tra cui quelli con personaggi letterari quali il Lazzaro Santandrea di Andrea G. Pinketts e l’inquisitore Eymerich di Valerio Evangelisti, ma anche con Sam Fisher, protagonista del videogioco “Tom Clancy’s Splinter Cell”. 

Viva la libertà

Non pago, lo sceneggiatore (pioniere in Italia da questo punto di vista) diventa imprenditore in proprio dando vita alla “Liberty”, una etichetta indipendente distribuita soltanto in fumetteria e nelle mostre mercato. Dunque, cerca nuove forme e nuovi canali per realizzare e vendere i propri personaggi, libero da ogni vincolo: una tensione, questa verso la sperimentazione, così come verso la contaminazione fra i media, questa, che caratterizza l’intera produzione caponiana. Sotto l’egida del proprio marchio autoproduce e pubblica alcune miniserie di notevole spessore e di taglio autoriale, quali “Erinni”, “Kor One”, “Il potere e la gloria”. La prima, disegnata da Luca Panciroli, ha per protagonista una serial killer psicopatica; la seconda, frutto dei pennelli di Roberto De Angelis, racconta di un cyborg impegnato in brutali combattimenti sul ring; la terza, è una storia supereroistica illustrata da Stefano Raffaele. I tre disegnatori citati, scoperti da Capone ancora giovanissimi, testimoniano un’altra capacità, quasi rabdomantica, di Ade: quella di talent scout, che gli vale un premio ANAFI. Tra i professionisti del pennello da lui lanciati si annoverano, infatti, molti futuri pezzi da novanta della scuola fumettistica italiana: Giancarlo Olivares, Emanuele Barison, Alessandro Bocci, Michele Cropera, Fabio Bartolini, Sergio Gerasi (solo per citarne alcuni). Nel 1995 vince il premio Fumo di China come miglior sceneggiatore, e nel 1998 quello (dato dalla stessa rivista) come miglior editore indipendente.  

L'ultima avventura di Zagor scritta da Capone
Nuovi orizzonti

Sempre alla ricerca di nuovi stimoli, nel 1997 Ade realizza due storie di Conan il Barbaro per Marvel Europe, si cimenta nel rilancio e nella riscrittura sulle pagine di una rinnovata versione dell’ “Intrepido” di uno dei primi superoroi italiani, Radar. Poi  collabora con Max Pezzali realizzando un albo a fumetti che racconta gli inizi della carriera del cantautore. Quindi si cimenta come autore televisivo firmando i testi di trasmissioni di successo quali “Il Bivio”, “Quello che le donne non dicono”, “Real CSI”, “Invincibili”, “Mistero”. Da quest’ultima, nascono il libro “Contatto” (Piemme), dedicato agli incontri ravvicinati con gli alieni, pubblicato nel 2011, e “Indagine sull’Aldilà” (Priuli & Verlucca, 2013), inchiesta sui fenomeni NDE (“Near Death Expercience”, o esperienze di premorte). Benché il suo impegno in TV sia divenuto la sua attività principale, tuttavia la sua passione resta il fumetto. Capone continua perciò a dedicarsi ancora oggi, nei ritagli di tempo, alla scrittura di Zagor.


lunedì 14 gennaio 2013

ZAGOR IN TV


Gallieno Ferri


Giovedì 20 dicembre 2012, alle ore 22.45, è andata in onda, su RAI 5, la prima puntata del programma “Fumettology”, una trasmissione dedicata ai più grandi personaggi del fumetto italiano, raccontati dalle voci dei loro autori o di chi ha collaborato con loro, ma anche attraverso immagini e testimonianze di lettori illustri e di addetti ai lavori. Scritto e ideato da Clarissa Montilla e Alessio Guerrini, con la collaborazione di Alessio Danesi e la regia di Dario Mariani, "Fumettology"  esplora i mondi di dieci mostri sacri dei comics nostrani: Tex, Diabolik, Valentina, Zagor, Lupo Alberto, Nathan Never, Martin Mystere, Max Fridman, Dylan Dog e John Doe. 
Di questa trasmissione ho già parlato qualche settimana fa, e cliccando qui potrete anche vedere la puntata dedicata a Tex.
Invece, se volete vedere la puntata su Zagor, cliccate sul link ufficiale sottostante, quello della RAI. Ovviamente, ci sono anch'io, insieme a Gallieno Ferri, Marco Verni, Mauro Laurenti, Mauro Boselli, Luigi Mignacco, Mauro Marcheselli, Graziano Frediani.
Non aggiungo altro. Tutto quello che c'è da dire, lo dico lì.



Mauro Boselli


Moreno Burattini

Marco Verni

Mauro Laurenti



sabato 22 dicembre 2012

FUMETTOLOGY




Giovedì 20 dicembre 2012, alle ore 22.45, è andata in onda, su RAI 5, la prima puntata del programma “Fumettology”, dedicata ai più grandi personaggi del fumetto italiano, raccontati dalle voci dei loro autori o di chi ha collaborato con loro, ma anche attraverso immagini e testimonianze di lettori illustri e di addetti ai lavori. Scritto e ideato da Clarissa Montilla e Alessio Guerrini, con la collaborazione di Alessio Danesi e la regia di Dario Mariani, "Fumettology"  esplora i mondi di dieci mostri sacri dei comics nostrani: Tex, Diabolik, Valentina, Zagor, Lupo Alberto, Nathan Never, Martin Mystere, Max Fridman, Dylan Dog e John Doe. 

Per dieci settimane, dunque, ogni giovedì sera (ma anche in replica in altri orari che potrete trovare indicati consultando la programmazione della Rete), occhi e orecchi incollati sul televisore. La puntata dedicata a Zagor è prevista per il 10 gennaio 1013 e lì, ovviamente, sarò anch’io protagonista del programma insieme a Gallieno Ferri e a molti altri amici. 

Ma anche nella trasmissione riguardante Tex ho avuto modo di essere intervistato e di comparire in video, alternandomi a Mauro Marcheselli, Claudio Villa, Mauro Boselli, Gianfranco Manfredi, Tito Faraci, Roberto Recchioni, Leomacs e altri ancora. La Zagor TV, puntuale ed efficiente come sempre, ha già messo in rete la registrazione (in tre blocchi) della puntata texiana. I video sono linkati qua sotto.  

Poche annotazioni aggiuntive. Innanzitutto, non si può che essere lieti del fatto che la RAI (azienda pubblica chiamata, non scordiamolo, a fare informazione e promuovere la cultura) si sia finalmente ricordata, dopo tanto tempo, che esistono anche i fumetti e che alcuni personaggi italiani sono diventati delle vere e proprie icone dentro e fuori i confini nazionali. Con tutto il rispetto per RAI 5, emittente i cui meriti non saranno mai abbastanza lodati, “Fumettology” avrebbe potuto tranquillamente meritarsi la prima, la seconda o la terza rete. Guardando il programma non c’è un solo momento di noia o di calo d’interesse, il montaggio è perfetto, le immagini illustrano perfettamente ciò che la voce fuori campo spiega, gli intervistati sono chiari nella loro esposizione e sanno accattivarsi l’attenzione. In confronto a “Porta a Porta” vinciamo alla grande. Se la TV imparasse a occuparsi anche di argomenti diversi dai soliti, ne guadagnerebbero anche gli spettatori. Infine, dieci puntate esplorano solo una piccola parte del mare magnum del fumetto italiano (e, volendo, c’è anche quello estero). Non resta che augurarci un nuovo ciclo, e poi un terzo, un quarto e così via.





sabato 7 luglio 2012

QUARANTA PER CENTO

Conosco Riccardo Jacopino dai tempi del liceo. Abbiamo la stessa età, e siamo stati studenti del Classico Cicognini, la scuola di D’Annunzio e Malaparte, a Prato. Io in sezione A e lui nella sezione C. Ci incontravamo soprattutto in palestra, durante le due ore settimanali di ginnastica. Coltivavamo tutti e due dei sogni: io quello di scrivere fumetti, lui quello di fare il regista di film. Ci siamo poi persi di vista dopo la maturità, come spesso capita. E quindi, eccoci a ritrovarci trent’anni dopo e a chiederci: tu ce l’hai fatta? La risposta è stata “sì”, per entrambi. Io, in realtà, non sono andato più in là di Zagor e, dato che non vengo considerato, di solito, buono per fare nient’altro che quello, è probabile che mi fermerò qui (che per me va benissimo, essendo stato proprio questo il mio traguardo). Riccardo, invece, dopo essere passato attraverso mille esperienze televisive e cinematografiche, potrebbe arrivare ancora più lontano del punto dov’è giunto finora. E a sentirlo raccontare tutti i progetti che ha in lavorazione o nel cassetto, non ci sono dubbi che ci riuscirà.

C’è qualcosa di suo che tutti avete visto, senza sapere che ci fosse dietro il suo zampino: ricordate il video del calciatore ripreso di spalle che confessa di essere stato coinvolto nell’addomesticamento di una partita? E’ andato su tutti i telegiornali nel mese di maggio. E’ uno spezzone di un documentario ben più lungo, sull’argomento del calcioscommesse, realizzato proprio da Jacopino. Sono decine e decine, del resto, i suoi documentari e i suoi reportage realizzati in giro per il mondo. Quando è venuto a parlarmi del suo progetto riguardante Zagor, era appena tornato dall’Africa sahariana: voleva arrivare, da sud, a Timbuctù ma la guerriglia fra i seguaci di Gheddafi in fuga e le forze a loro contrapposte gliel’aveva impedito.



Da qualche mese, io e lui facciamo coppia fissa perché è dallo scorso ottobre che Riccardo sta girando un documentario sullo Spirito con la Scure. Interviste, scene di vita redazionale, le case degli autori e gli autori al lavoro, le trasferte all’estero, le testimonianze di personaggi famosi, materiale d’archivio, tutto confluirà in due versioni di un filmato lungo in un caso cinquanta minuti, e nell’altro un’ora e venti, che sarà presentato a ottobre durante Lucca Comics (un appuntamento imperdibile, quello della “prima”). Il video verrà prodotto in DVD, andrà in televisione e girerà anche nei cinema, nelle sale di un particolare circuito, dove molte proiezioni saranno collegate a degli eventi con la presenza degli autori. Io che ho seguito la lavorazione, posso assicurarvi che vi sorprenderà. Molto probabilmente la locandina sarà un inedito di Gallieno Ferri.

A produrre il documentario è la Cooperativa Arcobaleno, la stessa che ha prodotto anche il primo film di Riccardo Jacopino come regista, un lungometraggio pluripremiato, lodato dalla critica e accolto con entusiasmo in tutte le sale dove è stato proiettato, prima di approdare, di recente, nell’edizione in DVD distribuita da CG Home Video. Il film si chiama “40% - Le mani libere del destino”. Vi consiglio di procurarvelo, acquistandolo anche on line su IBS o BOL, ma anche tu tante altre viodeolibrerie in rete (se non direttamente in negozio).

Quaranta per cento è la quota minima di soggetti “svantaggiati” o problematici (ex tossicodipendenti, ex detenuti) che, per legge, le cooperative sociali con finalità di reinserimento e di recupero devo impiegare nelle loro attività. La Cooperativa Arcobaleno, attiva a Torino, è appunto una di queste realtà. Una realtà che Jacopino ha voluto raccontare scrivendo e dirigendo un film che raccontasse una storia ispirata a tante storie vere che si intrecciano, e impiegando attori non professionisti, come Ermanno Olmi ne “L’albero degli zoccoli”. Il suo talento nel far recitare come se si trattasse di artisti navigati dei soggetti chiamati in realtà soltanto a interpretare loro stessi, è strabiliante. L’unica vera attrice nel cast del film è Luciana Littizzetto (la vedete nella foto di apertura con un capo di abbigliamento Nolita: che manchi una "t"?) . La storia, che commuove e fa sorridere a seconda dei momenti (ce ne sono alcuni di grande drammaticità) è bellissima. Il montaggio è perfetto, la musica sempre sul pezzo.


Fra  i riconoscimenti vinti da “40%” c’è la seconda edizione del Premio La Cayenne.  Spiega un comunicato ufficiale: “Riccardo Jacopino è stato premiato per il particolare senso filmico dimostrato nel raccontare l'appassionata vicenda del giovane che, uscito dalla comunità di recupero, comincia a lavorare nella cooperativa sociale Arcobaleno, facente parte del Consorzio Abele lavoro, dove incontra una pittoresca tribù di personaggi con alle spalle storie altrettanto complicate (non professionisti che nel film recitano - con inattesa efficacia - la parte di loro stessi)”. La presentazione del DVD è avvenuta (con grande successo) all’ultimo salone del libro di Torino, e  la Redazione di IE Cinema lo ha così recensito: “CG Home Video pubblica il DVD di  ‘40% - Le mani libere del destino’ il film diretto da  Riccardo Jacopino e prodotto  dalla Cooperativa Sociale Arcobaleno  racconta dell’impegno della cooperativa con i cosiddetti ‘soggetti svantaggiati’ affinché diventino lavoratori riconosciuti, di come il loro lavoro vada piano piano ad amalgamarsi  con i gesti, i rumori, le luci e i ritmi di quello degli altri e di come le loro vite diventino ‘normali’. Il DVD contiene tra gli extra: Backstage, Trailer, Backstage fotografico, Campus Montecatini 2011 ed è interpretato da Lucio Aimasso, Alfred Zace, Pino Corcelli, Ileana Paulotto, Luigi Arrigo, Luciana Littizzetto”.

Guardate il film e poi mi ringrazierete del consiglio. Intanto, qui sotto potreste cliccare sul trailer ufficiale.



40% - Le mani libere del destino 
di Riccardo Jacopino con Lucio Aimasso, Alfred Zace, Pino Corcelli, Ileana Paulotto. Distribuito da Cecchi Gori Home Video.
Regia: Riccardo Jacopino (opera prima)
Anno di produzione: 2010
Durata: 95'
Tipologia: lungometraggio
Paese: Italia
Produzione: Cooperativa Sociale Arcobaleno
Distributore: Slow Cinema
Data di uscita: 19/10/2010
Formato di ripresa: DVC Pro HD
Titolo originale: 40% - Le Mani Libere del Destino

Lucio ha passato la prima parte della sua vita a mettersi nei guai. Un’adolescenza vissuta nell’anonimato della periferia, la droga, i traffici, i problemi con la Legge, sono stati l’abisso da cui si è ritratto appena in tempo. Quando esce dalla comunità di recupero, comincia a lavorare in una cooperativa sociale dove incontra una pittoresca tribù di personaggi con alle spalle storie altrettanto complicate. Dopo i conflitti iniziali con Alfred, il suo collega albanese, oltre che rivale nella squadra di calcio, Lucio entra a far parte del gruppo. Ma quando il passato sembra riaffacciarsi con i pericoli e le tentazioni di sempre, saranno proprio i suoi compagni a salvarlo da un finale già scritto.

Sito Web: http://www.40percento.com


mercoledì 23 maggio 2012

BLOG CHAT


Il 6 maggio sono stato ospite di una videochat in diretta negli studi RAI di Saxa Rubra a Roma, ospite della redazione del TG3 Web e del giornalista Riccardo Corbò. In quell’occasione ho anche registrato un paio di interviste andate in onda in altri contenitori.  Durante la videochat ho risposto a molte domande arrivate via web. Il tempo è stato tiranno,  e non sono riuscito a rispondere a tutti. Ho chiesto a Riccardo Corbò di poter avere i testi dei quesiti e approfitto del blog per evadere le richieste in sospeso.

Puoi raccontarci qualche aneddoto umano e lavorativo su Sergio Bonelli? Quanto è difficile tenere alto il suo testimone, avendolo addirittura sorpassato come autore Zagoriano?

Comincio subito dicendo che ho “sorpassato” Sergio Bonelli soltanto per quantità di tavole pubblicate sulle pagine di Zagor e non già per qualità. In ogni caso, Nolitta resta comunque irraggiungibile per numero di pagine complessive sommando quelle dello Spirito con la Scure, Tex, Mister No e gli altri personaggi per cui ha scritto delle sceneggiature. Gli aneddoti che riguardano Sergio sono tantissimi, dato che lo conosco dalla metà degli anni Ottanta (decidendo di non mettere nel conto quel tipo di conoscenza e di frequentazione che c’è fra un autore e i suoi lettori, e dunque escludendo la mia “amicizia” con lui da ragazzino che leggeva incantato le sue storie). Il primo episodio che mi viene da ricordare è quello relativo alla prima volta che sentii la sua voce al telefono. Avrò avuto quindici anni. Cresciuto a pane e Nolitta, appena scoprii, leggendolo su una fanzine, che dietro lo pseudonimo con cui firmava le storie di Zagor si celava in realtà l’editore del personaggio, scrissi una lettera per spiegargli quanto lo ammirassi e come desiderassi essere bravo come lui nell’inventare storie. Rimasi folgorato nel vedermi rispondere con una missiva firmata di suo pugno: non avrei mai sperato tanto. Così, scrissi di nuovo, e lui di nuovo replicò. Cominciò una fitta corrispondenza, e sembrava che Sergio avesse colto in me i segni della sua stessa passione per i fumetti, e per quel modo di farli che gli era proprio, dato che mi invitava a esprimere giudizi e dargli consigli. Finché, un giorno, mentre ero a tavola di ritorno dalla mattinata scolastica, suona il telefono. Mia madre va a rispondere e mi chiama: “C’è un certo Sergio Bonelli per te”. Mi cade la forchetta nel piatto. “Ciao Moreno, sono Sergio. E’ un po’ che ci scriviamo e ho pensato che avrei fatto prima a chiamarti direttamente a casa, invece di risponderti per lettera”. Ecco, Bonelli era (anche) così. Da allora, abbiamo sempre mantenuto contatti diretti e alla fine mi ha “scelto”, sicuramente dopo avermi osservato bene per tanti anni, per entrare a far parte dello staff dei suoi collaboratori. Raccogliere il suo testimone è una impresa così difficile che preferisco  non pensarci e andare avanti come se lui ci fosse ancora, chiedendomi sempre, prima di prendere ogni decisione che cosa mi avrebbe detto di fare, se potessi andare a chiederglielo.
 
Chi è meglio tra te e Mauro Boselli? :-D

Sicuramente Mauro Boselli. E non lo dico per piaggeria o per falsa modestia. Mauro riesce a scrivere duecento tavole di sceneggiatura ogni mese e sono sempre sceneggiature densissime di fatti, personaggi, caratterizzazioni, documentazione. Grondano cultura e intelligenza da ogni virgola. Boselli  ha letto tutto, sa tutto, si ricorda tutto, fa tutto. Niente che porti la sua firma è mai banale. Poi, facciamo a gara nel nostro ufficio su chi ha vinto più premi (li ostentiamo tutti esposti sui nostri rispettivi scaffali, come sa chi è venuto a farci visita) e lui ne ha il doppio dei miei. Dunque, non c’è partita.

Com'è lavorare con una leggenda vivente come Gallieno Ferri? Come ti raffronti con questa divinità zagoriana?

Mi ritengo un privilegiato, perché Gallieno, oltre a essere un  punto di riferimento, un monumento ambulante, mi onora della sua amicizia ed è come un secondo padre. Ricordo ancora quando Decio Canzio mi disse che avrebbe affidato la mia prima sceneggiatura proprio a lui. Già non riuscivo a credere di aver visto accettare un mio testo, poterlo vedere disegnato da Ferri mi sembrava qualcosa di esagerato. Il mio entusiasmo rischia di non essere capito (o non essere creduto sincero) da chi non sappia che cos’è Gallieno per chi è cresciuto leggendo Zagor. Zagor è Ferri e Ferri è Zagor. E Zagor è il sogno, l’avventura, la fantasia perché Ferri è stato capace di creare un universo magico da cui si riceve un imprinting. Altri personaggi possono permettersi di passare di mano in mano senza che se ne avverta il trauma, ma per gli zagoriani, alla fine, c’è solo il Maestro.

Una domanda semplicissima: come sta andando lo splendido settimanale a colori ?

Mi dicono: “bene”. Alcuni aggiungono: “benissimo”.


I personaggi della Sergio Bonelli editore sono facilmente riconducibili a determinati generi narrativi. Anche quelli che vivono di contaminazioni, come Magico Vento o Napoleone, erano circoscritti da precise tematiche. Zagor invece, passa dal western all'horror alla fantascienza, alla magica, all'avventura, al viaggio, al comico, etc etc. In quali di questi territori Zagoriani ti senti più a tuo agio?

Zagor è il fumetto della contaminazione per eccellenza, della trasversalità tra i generi, delle citazioni  multimediali. E’ questo il segreto della sua longevità editoriale. Il mix delle suggestioni è così connaturato con il suo DNA che nessuno sceneggiatore potrebbe dirsi davvero adatto allo Spirito con la Scure se non fosse in grado di confrontarsi con tutti i regni della narrativa. Noi che scriviamo storie ambientate a Darkwood dobbiamo (o dovremmo) saperci sbizzarrire nell’umoristico come nel fantastico. Poi è chiaro che ciascuno ha le proprie preferenze. Le mie vanno verso le avventure con una componente gialla e quelle che si rifanno a fatti storici o che prevedono la comparsa sulla scena di personaggi realmente esistiti.


Le storie di Zagor mi ricordano molto le avventure di Superman e Batman negli anni '60. Piene di robot, alieni, viaggi del tempo, mostri di ogni generi, situazioni surreali ma per questo spassosissime. Batman e Superman dopo un decennio hanno cambiato marcia. Zagor è rimasto fedele alla sua linea. Chi ha fatto bene e chi male?
Zagor è stato “progettato” per adeguarsi ai tempi dato che ha una struttura in grado di ricevere input e rielaborarli. Nolitta si inventava creature mutanti ispirate al Mostro della Laguna Nera, o licantropi e vampiri presi in prestito dai film in bianco e nero che vedeva da ragazzo. Boselli attinge dai racconti di Lovecraft, Hodgson o Howard. Io magari mi ispiro a Stephen King. Ma alla fine, sono sempre le suggestioni che hanno fecondato la mente dell’autore di turno che finiscono per creare le nuove storie. La linea è dunque soltanto quella di captare e ritrasmettere.  Lo Spirito con la Scure si presta perfettamente a fare da ricetrasmittente.

Moreno, sei molto attivo sul tuo blog e su facebook. Cosa ti offre questa interattività col pubblico? Perché tantissimi autori tuoi colleghi invece pare che aborrino il contatto interattivo?

Chi mi segue in rete sa che, a dire il vero, io sono assolutamente negato con la tecnologia e spesso suscito l’ilarità dei miei aficionados raccontando le incredibili disavventure che mi capitano quando ho in mano un cellulare o cerco di azionare un navigatore satellitare. Tuttavia, sono perfettamente conscio delle potenzialità dell’interconnessione e mi sono gettato anima e corpo in questo tipo di interazione con il pubblico, vincendo i miei timori e la mia diffidenza. Dedico un’ora o due della giornata ai social network e al blog, e credo di essere riuscito (libero poi chiunque di smentirmi) a creare un mio particolare linguaggio, diverso da quello degli altri, nel tono e nella scelta degli argomenti. Comunicando  via Internet ho un feedback immediato e riesco a far sapere in giro quello che vado facendo, giusto per raggiungere chi potrebbe essere interessato. Inoltre, alla fine, si creano anche delle amicizie. Mi accorgo inoltre che, dovunque vada, c’è sempre qualcuno che dice: “ti leggo sul blog” o “ti seguo su Facebook”. Non so dire perché altri autori non abbiano questo stesso mio tipo di atteggiamento, posso immaginare che entrino in gioco le indoli e i caratteri.
 
Da un po' di tempo si discute molto dello stato della critica del fumetto. Gli stessi articolisti on line, dichiarano che il loro è un lavoro amatoriale, senza compenso e che più di tanto non si può pretendere da loro. Tu che sei partito con ottime fanzine sempre di alto livello professionale, per quanto non remunerative, che pensiero hai al proposito?

Quando io ho cominciato a scrivere “di” fumetti, e dunque a cimentarmi nei panni del critico, c’erano varie riviste di livello professionale su cui esercitarsi ed erano in voga le fanzine, cioè le riviste amatoriali. Per quanto potesse essere scarsa una fanzine, e io credo di aver collaborato con testate di tutti i livelli, il fatto stesso che servisse dare alle stampe un proprio testo e farsi acquistare dai lettori per poter essere letti, faceva sì che la critica fosse comunque soggetta a una prima scrematura. I fanzinari troppo esagitati, o incompetenti, avevano vita breve. Se una fanzine si creava un suo pubblico e durava per un certo arco di tempo, voleva dire che c’era del buono. Oggi, grazie a Internet, chiunque può collegarsi a un forum e “criticare” qualunque cosa. Magari, senza avere la competenza necessaria, o soltanto per sfogare un proprio malumore per un appuntamento galante andato in bianco. Dunque, bisogna prendere con le molle certi giudizi estremi e taluni commentatori. Vero è, però, di contro, che proprio in rete si scoprono persone molto esperte e in grado di scrivere molto bene. E senza dubbio oggi si scrive di fumetti più che in qualunque altra epoca passata. Dunque, che dire in conclusione? Che il criticism telematico è una grande opportunità di conoscenza, di approfondimento, di comunicazione e di informazione, però bisogna selezionare gli interlocutori degni di fiducia, diffidando degli esagitati. Ma questa è una regola, credo, che valga  anche in ogni chat.


Non sopporto più Groucho. E' rimasto una spalla recita battute che ormai ha fatto secondo me il suo tempo. E' un'occasione sprecata, essendo un ottimo personaggio di base. Tu che hai un'ottima capacità comica e hai fatto svettare Cico, hai mai pensato di realizzare qualche storia di Dylan, o anche a solo di Groucho? Pensaci!

Ci ho pensato e ho anche messo da parte qualche idea. Finora mi sono mancati il tempo e l’occasione. Né, devo dire, mi è mai stato chiesto di scrivere anche soltanto una storia breve per il Dylan Dog Color Fest. Sarebbe proprio su questa testata che mi piacerebbe fare un intervento, toccata e fuga.

Oltre a scrivere le sue avventure ti occupi anche di coordinare la redazione. Cosa vuol dire gestire tutte queste persone (quante sono in tutto, a proposito)? Come si porta in edicola, ogni mese, un albo di Zagor?

Lo staff di Zagor è composto da una decina di sceneggiatori (me e Boselli compresi) e una ventina di disegnatori (alcuni a mezzo servizio, come gli Esposito Bros ed Emanuele Barison). In più, ci sono un paio di letteristi. Il mio lavoro in redazione consiste nel coordinare l’attività di tutti costoro, affidando incarichi e controllandone lo svolgimento, fino a portare ogni mese sul tavolo del direttore (oggi, Mauro Marcheselli) una storia finita e pubblicabile. Io faccio da garante della qualità del prodotto finito, e dunque mi assumo tutte le responsabilità anche del lavoro altrui.

Hai detto che gli almanacchi dell'avventura cambieranno, ci puoi dire cosa succederà?

Confermo il cambiamento già a partire da quest’anno, per poi avere una sorpresa ancora più grande il prossimo. Ma rivelerò ogni cosa soltanto a tempo debito.

Ho visto che sul Web,ci sono decine di video di una fantomatica,ma bellissima Zagor TV.Come mai un editore come Bonelli si occupa anche di televisione?

La Zagor TV non è gestita dalla Bonelli ma da un gruppo di appassionati, che lavorano gratuitamente di propria iniziativa.

Moreno, perchè non premi in Bonelli affinché decidano di varare storie inedite per un prossimo Speciale Cico? E poi, lo Zagor Humor Fest, che era in realtà un triste pesce d'aprile, potrebbe diventare prossimamente realtà?

E’ da poco arrivata in redazione una petizione firmata da centinaia di lettori che chiedono la riapertura della collana degli Speciali Cico. La consegnerò a chi di dovere e poi vedremo, anche se non sono in condizione di dare speranze. Lo Zagor Humor Fest non è stato un “triste” pesce d’aprile, ma un “allegro” pesce d’aprile”! Se dipendesse da me, ovviamente, sarebbe già realtà. Ma i tempi sono difficili, per i fumetti comici.

Al di là dell'entusiasmo dei partecipanti alle fiere di settore, quanta diffidenza e luoghi comuni riscontri ancora sulle nuvole parlanti? E quali iniziative proporresti per avvicinare la nostra opinione pubblica sul fumetto a quella che hanno ad esempio in Francia?

In Francia c’è una tradizione culturale anni luce più favorevole al fumetto della realtà italiana, difficile ormai colmare il gap. Da noi, purtroppo, subiamo ancora il retaggio degli anni in cui il fumetto veniva indicato come responsabile del traviamento della gioventù. Basta vedere come, a tutt’oggi, è difficile vedere programmi TV in cui siano ospiti dei fumettisti (e quando ci sono, sono meritori). Non c’è altro da fare che continuare a svolgere al meglio il nostro lavoro, scrivendo e disegnando, nella speranza che le cose cambino.


Cattivik contro berluscon, ho guardato le date, è del 1992. Venti anni dopo, chi è il vero genio del male?

Cattivik. I personaggi a fumetti restano, i presidenti del consiglio passano.


Moreno, posseggo il tuo libretto "Cattivik contro la Rai\". Ora ti vedo là in diretta. Sei sicuro che non ti stanno organizzando una trappola? :-D

Complimenti per la memoria e lo spirito collezionistico. “Cattivik contro la RAI” faceva il paio con “Cattivik contro Berluscon’” ai tempi in cui il Cavaliere era ancora soltanto “Sua Emittenza”, e dunque un imprenditore televisivo e non un politico.


Moreno, ma perché non è mai stata presa in considerazione l'idea di fare una linea di action figures di Zagor? Il personaggio è perfetto, ha una gallery di alleati e di nemici quasi più bella di quella di Guerre Stellari, lo stesso dicasi per le ambientazioni. Vorrei avvicinare mio figlio piccolo al personaggio, ma ancora non legge. Gioca con una serie di minchiate tali, che sogno di vederlo con dei bei pupazzetti di Zagor. CHe pure io, tra parentesi, non disdegnerei di sognare.

I produttori di action figures dovrebbero farsi avanti presso la Bonelli, facendo le loro proposte. Se lo facessero, e se il progetto andasse in porto, sarei il primo degli acquirenti.


Puoi anticiparci qualche cosa, in assoluta anteprima, della saga in sudamerica? Come ti sei rapportato al territorio, rispetto alle avventure di Mister No?

Ormai della trasferta in Sud America si è detto tantissimo e si sono viste molte anteprime. Rimando a un mio approfondito articolo sul sito Bonelli. L’anteprima potrebbe essere questa: durante il viaggio, Zagor incontrerà Charles Darwin!


Moreno, sono stato un fervido lettore dell'età dell'oro di Lupo Alberto e Cattivik. Cosa ha portato al declino editoriale di quelle due splendide riviste?

Lupo Alberto è ancora in edicola. Cattivik, purtroppo, no. Ed è un peccato  perché il Genio del Male mi divertiva un sacco, sia come lettore che come autore. Purtroppo, il fumetto comico, in Italia, è andato sempre più perdendo lettori. E i lettori di Cattivik e Lupo Alberto erano soprattutto giovani e giovanissimi, proprio la fascia maggiormente a rischio concorrenza da parte delle chat, delle playstation, delle TV.








giovedì 7 aprile 2011

QUELLO CHE MORI' DI NOTTE


Dalle mie parti c'è un modo dire molto efficace: aver da fare come quello che morì di notte. Per afferrarne il senso bisogna immaginarsi un tipo così indaffarato, così pieno di cose da portare a termine, così oberato da scadenze da rispettare che non ha il tempo di morire. Perciò rimanda di ora in ora, per tutto il giorno. Finché, la sera tardi, magari verso le due o le tre di notte, avendo finalmente completato tutto quello che aveva da completare, riesce anche a morire. Prima, proprio non ce l'aveva fatta. Ecco, sappiate che in questi giorni ho da fare come quello che morì di notte.


Non che di solito me ne stia particolarmente con le mani in mano. Ma da almeno tre settimane sono incredibilmente sotto pressione. Se ne saranno accorti quelli che aspettano da me risposte alle mail, telefonate, appuntamenti o anche soltanto saluti. Non ce n'è per nessuno.


Persino questo blog viene aggiornato meno regolarmente. Però sappiate che è per una buona causa. Non vi ricordo che ogni sette giorni, da ottanta settimane, consegno ogni lunedì mattina un testo di diecimila battute alla Mondadori per Alan Ford Story. Non è il caso di rammentarvi neppure che ho circa dieci sceneggiature da portare avanti, tra cui una appena cominciata (sono a tavola dieci) per un nuovo disegnatore di cui non rivelerò il nome neppure sotto tortura.


Do per scontato che consideriate il carico di lavoro del mio impegno in redazione a Milano (martedì, mercoledì e giovedì), in questi giorni particolarmente pesante perché alle normali uscite si è aggiunto lo Zagorone mio e di Marco Torricelli, "Il castello nel cielo", per il quale mi è anche stato chiesto di preparare una introduzione di dieci cartelle (già fatto). Nonostante tutto, nella pausa pranzo riesco ancora a unirmi alle riunioni conviviali di lettori e appassionati che vengono a trovarmi, come quelli che vedete nelle foto di Marco "Baltorr" Corbetta (il fotografo "ufficiale" del forum SCLS).


In particolare, nello scatto qui accanto si vede un angolo della redazione con Stefania, la nostra coordinatrice dai capelli rossi, che porta in giro le tavole del primo albo gigante di Zagor. Ma a tutto questo si uniscono due scadenze impellenti e significative. La prima è la chiusura, che avverrà fra pochissimi giorni, del nuovo saggio mio e di Graziano Romani, dedicato a Sergio Bonelli, o meglio al suo alter ego sceneggiatore. Il libro, che sarà edito da Coniglio come i precedenti e sarà inserito nella collana "Lezioni di Fumetto", si intitolerà: "Guido Nolitta: Sergio Bonelli sono io", e uscirà agli inizi di maggio. Sarà più consistente, quanto a numero di pagine, degli altri due su Ferri e Ticci. Ovviamente ve ne tornerò a parlare appena avrò la copertina (che sarà di Villa) e dati tecnici più precisi.



L'altra scadenza riguarda il mio primo romanzo, e anche primo “romanzo” di Zagor, vale a dire un lungo racconto in prosa intitolato “Le mura di Jericho”. Si tratta di un’avventura dello Spirito con la Scure pubblicata originariamente in cinque puntate sulla rivista “Darkwood Monitor” nel corso degli anni Novanta, che adesso viene raccolta in volume. Mi sono messo però a rivedere e correggere il suo testo e, soprattutto, ho chiesto a dieci disegnatori di realizzare delle illustrazioni inedite a commento dei vari capitoli. Così, il libro conterrà otto disegni di autori zagoriani (Laurenti, Nuccio, Piere, Prisco, Rubini, Sedioli, Torricelli e Verni) e due “ospiti” d’eccezione (Emanuele Barison e Walter Venturi). Nella foto di Baltorr mostro appunto due di questi disegni. La copertina, rigorosamente inedita, non poteva che essere di Gallieno Ferri. Il romanzo conta ottanta pagine e si potrà acquistare tra circa un mese in tutte le fumetterie, oppure richiedendolo alla Casa editrice Cartoon Club. Come se non bastasse, sappiate che domenica sarò ospite di una importante emittente regionale toscana, TV Prato, dove mi esibirò nell'inedito ruolo di cuoco insieme a un amico disegnatore, realizzando un mio "piatto del cuore". Vi informerò quando la trasmissione andrà in onda.



A proposito di Prato e di cibo, vi ricordate i miei compagni di classe? L'articolo del "Tirreno" che ci riguardava e, suppongo, anche il mio post su questo blog, hanno fatto in modo che un'anima santa di nome Tiziana si prendesse la briga di rintracciarci quasi tutti. Così, qualche giorno fa abbiamo fatto una cena detta dei "trent'anni dopo", in ricordo della nostra maturità del 1981. Un evento commovente di cui vi farò la cronaca appena avrò le foto. Ma che sto scrivendo a fare se ho scadenze pressantissime da rispettare? Va a finire che schianto. Oppure, chi lo sa, tutta questa attività serve proprio per non morire, o per farlo il più tardi possibile, verso le due o le tre di notte.



venerdì 11 marzo 2011

ANIMA MIA

Qualche giorno fa ho ricevuto una mail di un lettore mio coetaneo, che aveva appena finito di leggere il volume "Seconda Creazione", la storia da me sceneggiata e illustrata da 101 diversi disegnatori. Il racconto era piaciuto, e mi si faceva notare come chiaramente ci fosse una nota autobiografica, comune a tutti gli ex-ragazzi della nostra età, nel mio mostrare un adolescente rifugiato a sognare in una cameretta piena di fumetti. E' vero. Ho avuto una cameretta così, stipata di giornalini (come li chiamavo io). E ci ho fatto tanti sogni.

Addirittura (e quando lo racconto suscito sempre l'ilarità generale), ai miei tempi i fumetti servivano come monete o gettoni per giocare a carte: si puntavano gli albi, si perdevano e si vincevano. In ogni caso, passavano di mano. Uno si sentiva tanto più ricco quanta più alta era la pila dei suoi giornaletti. Così, quando tornavo a chiudermi nella mia stanza, distendevo per terra tutti i miei averi, quelli vinti da poco e quelli che facevano parte del mio patrimonio cartaceo, facendone una specie di tappeto. Siccome leggevo la storie di Carl Barks in cui Zio Paperone faceva il bagno nelle monete d'oro, io mi tuffavo dal letto sopra lo strato di pubblicazioni, e fingevo di nuotarci. Nessuna meraviglia se sono cresciuto così strano.

Arrivo al dunque. Non so perché, non so come, ma mi è capitato fra le mani un libro del 1997, "Anima mini tour", di Fabio Fazio. Sottotitolo: "In giro per i nostri anni Settanta". Forse qualcuno di voi si ricorderà che c'era appunto un programma TV, condotto da Fazio, intitolato "Anima mia", dedicato al revival del Seventies. C'era Claudio Baglioni a fare da spalla e impegnato nel cantare cover di canzoni come "Sandokan".

Apro una parentesi. Non ho mai conosciuto Fabio Fazio. Però una volta mia sorella è andata a vedere un suo spettacolo in un locale di Viareggio, ai tempi in cui ancora faceva il comico cabarettista e si esibiva come imitatore facendo le voci. In quell'occasione, mia sorella pare abbia detto a Fazio: "Hai lo stesso senso dell'umorismo di mio fratello". Cioè io. Non so se volesse fargli un complimento, o una critica. Comunque Fabio avrebbe risposto: "Mi dispiace per lui!". Ecco l'unico collegamento che ci lega. Chiudo la parentesi.


Insomma, torniamo al libro. Com'è, come non è, mi metto a leggerlo. E' organizzato come un dizionario, con tante voci. Comincia con "Accessori per l'auto" e finisce con "Zundapp" (nome di moto austriaca). Arrivo a pagina 64, e trovo la voce "Fumetti". Fantastico! Ecco che cosa c'è scritto.

FUMETTI. In attesa delle televisioni private, dei computer e dei videogames di fine secolo, i fumetti occupano il 75% della cubatura della camera di un adolescente degli anni '70. Ordinati per collezione, all'interno di ogni collezione secondo l'uscita, appagano l'immaginario del giovane nei seguenti campi e con le seguenti modalità.

Western: Tex, Piccolo Ranger, Capitan Miki, Blek, Zagor, Cocco Bill, Pedrito el Drito, Lucky Luck, Comandante Mark, Alla conquista del West.

Guerra: Supereroica.

Avventura: Mister No, Michel Vaillant (personaggio del Corriere dei Ragazzi che assomiglia al pilota di Formula 1 Jack Ickx) Billy Bis (personaggio della mitica rivista L'intrepido), Ghibli e Kristal (personaggi de Il Monello, settimanale rimarchevole soprattutto per la consuetudine di pubblicare in terza di copertina le foto un po' scollacciate di attrici del calibro di Gloria Guida... quel tanto sufficiente a scatenare la fantasia del lettore), tutte le storie di Lanciostory e Skorpio (compresa la saga dell'Eternauta, che per la verità non si capisce ma sembra geniale).

Satira: Alan Ford, Max Magnus, Linus, B.C., Beetle Bayley, il soldato americano, Bristow l'impiegato.

Horror: Zio Tibia e le sue notti, Oltretomba (che però aveva in più le donne nude e si poteva leggere anche come fumetto zozzo saltando le parti di paura), Diabolik, Kriminal, Satanik.

Supereroi: L'Uomo Ragno, il Mitico Thor, I Fantastici 4, Devil, Capitan America, Iron Man, I Vendicatori, Wolverine, X-men, L'Incredibile Hulk, Sub Marimer.

Infanzia: Soldino, Tiramolla, Valentina Melaverde, le caricature di Prosdocimi, Cucciolo, Braccio di Ferro, Geppo, Zoe e Arturo.

Erotismo: Lando, il Montatore, il Tromba, Biancaneve porno, Sukia, Jakula, Corna Vissute.


Esercizi.

Come si chiama la nonna di Soldino?

Scrivete il nome per esteso di Cico, il simpatico amico messicano di Zagor, lo Spirito con la Scure.

Scrivete cinque nascondigli sicuri in cui riporre i giornaletti porno.



Che dire? Fabio Fazio, se conosci Cico forse saprai che sono lo sceneggiatore che ne ha scritto più gag di tutti! E mia sorella ha detto che hai il mio stesso senso dell'umorismo!

Ma forse Fazio non legge più fumetti dagli anni Settanta. Lo dimostrano gli errori nel citare i nomi dei personaggi. Come si fa a scrivere Max Magnus, Beetle Bayley, Lucky Luck, Kristal o Jakula con errori di ortografia così evidenti? E che cos'è "Alla conquista del West"? Sarà stata piuttosto la "Storia del West" di Gino d'Antonio? E poi, era davvero Il Monello a pubblicare le foto scollacciate di Gloria Guida? Non sarà stato Blitz? Sono sicuro poi che oggi anche le foto di Gloria Guida sembrerebbero mercificazione del corpo femminile e un ragazzo politicamente corretto come Fabio non ammetterebbe più di averle sbirciate, come tutti noi.

venerdì 17 dicembre 2010

SENZA PAROLE

domenica 17 ottobre 2010

MONITOR E TRIBUNA

Nella colonna qui a fianco, a destra, c'è una mia breve autobiografia, poco più di un epitaffio, intitolata "Monitor e tribuna". Un titolo che a qualcuno potrebbe sembrare antipatico se lo si considera come indice di presunzione e vanagloria, oppure spiritoso se si intuisce subito che è semplicemente l'anagramma del mio nome. Il fatto che io coltivi la passione per l'enigmistica e i giochi di parole è cosa che dovrebbe essere ben nota a chi segue questo blog fin dagli esordi.
Tuttavia, "Monitor e tribuna" è un titolo che ben si adatta volendo parlare dei video su YouTube che mi riguardano.
Facendo una ricerca ho scoperto che, almeno quelli con il mio nome nel titolo, sono circa settanta. Se poi ce ne sono altri in cui sono stato filmato e etichettato come "Buffo sciatore che si schianta contro un mucchio di neve" o "Idiota che inciampa nel marciapiede dopo essersi voltato a guardare il sedere a una ragazza", non lo so.
I due più recenti sono quelli relativi a una intervista fattami da Gianluca e Adriana della Zagor TV, di cui vi ho diffusamente parlato in un recente post. Ricordo a tutti che Gianluca ha suo blog "fumettoso" in cui sono visibili foto e filmati da lui realizzati durante incontri con sceneggiatori e disegnatori, così come c'è un blog dedicato proprio alla Zagor TV, un canale frutto del lavoro di appassionati zagoriani in cui compaiono però video dedicati anche ad altri eroi dei fumetti.

Qui di seguito ho inserito i due filmati della recentissima intervista, in cui ci sono alcune anticipazioni che mi riguardano, e altri due video che potrebbero interessare qualcuno.

Riguardo alle anticipazioni, già da un po' mi si chiede, sui forum, di rivelare, come tradizione in questo periodo dell'anno (in realtà, credo di averlo sempre fatto in novembre) il programma di Zagor dei dodici mesi a venire, dunque da gennaio a dicembre del 2011. Di solito, mi facevo vanto di essere l'unico curatore di testata in casa Bonelli a far approvare tutti i titoli dell'anno successivo già prima che finesse quello precedente.

Quest'anno, non so se farlo. Nel corso del 2009 e del 2010 si è verificata la necessità di cambiare a programmazione, sostituendo titoli e storie, per cause di opportunità o di forza maggiore. Se si stabilisce un titolo dieci mesi prima che esca un racconto, non si ha sottomano già la copertina di quell'albo e può essere che il disegno scelto evochi un titolo diverso e più adatto (è il caso di "Ombre gialle"). Può essere anche che idee migliori vengano avendoci pensato più a lungo. A volte si sono cambiati i programmi perché una storia messa in calendario non era pronta. E se si danno troppe anticipazioni poi si devono smentire e correggere. Per non parlare poi della mancanza di attesa e di una diminuzione dell' "effetto sorpresa" in un pubblico che sa già tutto quello che sta per uscire: titoli, autori, durata delle storie. Mi chiedo perciò se non sia meglio, almeno per un anno (per fare un esperimento) non rivelare nulla. Voi che ne dite?

Intanto, vi rivelo qualcosa: l'albo di Zagor di dicembre, previsto e annunciato un anno fa come una storia di Perniola-Mangiantini dal titolo "La danza degli spiriti", non sarà nè di Perniola nè di Mangiantini, e avrà per titolo "Uomini senza legge".















mercoledì 29 settembre 2010

MEGLIO NUDO

Una volta, gli attori dei telefilm erano i parenti poveri di quelli del cinema, i loro cugini di campagna.
Oggi, sempre più spesso, le serie TV danno lavoro a registi, sceneggiatori e interpreti di serie A. Da qui, un'idea.
Perché invece di vagheggiare film hollywoodiani con gli eroi dei fumetti Bonelli, non si potrebbero sognare serial prodotti dalla RAI o da Mediaset con protagonisti Zagor, Tex o Julia?
La suggestiva proposta mi è balzata all'evidenza proprio oggi allorché ho letto il numero di luglio di una rivista specializzata davvero imperdibile, "Ink" diretta da Paolo Telloli e solitamente dedicata a ritratti biografici e interviste a autori del passato. Ma anche del presente, e sul n° 55 viene intervistato Stefano Piani, a cui invidio molto il ritratto eseguito da Giuseppe Festino, un illustre (e illustratore) collaboratore della testata. Stefano descrive, insieme a molte altre cose, il suo passaggio dalla sceneggiatura di fumetti a quella cinematografica.

La sua ultima fatica è il copione di quello che diventerà in nuovo film di Dario Argento, dedicato alla figura di Dracula. Ma sono opera di Piani anche alcuni episodi di celebri serie televisive come Elisa di Rivombrosa o il Commissario Rex. A questo punto, mi sono immaginato Stefano Piani a proporre uno sceneggiato o una serie sullo Spirito con la Scure in occasione del cinquantennale del prossimo anno, oppure impegnato a scrivere puntate per produzioni TV italiane basate su eroi dei fumetti italiani.

Ovviamente, mi sto solo divertendo a fantasticare e non ho la minima idea dei problemi da superare o dell'eventuale indisponibilità degli autori o dell'editore a cedere i diritti, però è bello lasciar galoppare l'immaginazione e sognare a occhi aperti.
Una trasposizione sul piccolo schermo di Tex, però, solleverebbe l'interesse generale e secondo me gli ascolti sarebbero garantiti.
Una serie su Zagor potrebbe essere venduta in Francia, in Turchia, nei paesi della ex Yugoslavia, in Brasile, una su Aquila della Notte ancora in più paesi, e Julia potrebbe suscitare entusiasmo anche là dove il fumetto non è conosciuto. Ma ovviamente sarebbero serializzabili in TV anche Martin Mystère, Dampyr, Mister No, Dylan Dog, Nick Raider. Non cito Nathan Never perché forse per la fantascienza servono troppi effetti speciali.

A questo punto, continuando con il nostro gioco, ci potremmo chiedere chi sia l'attore ideale per interpretare questo o quell'eroe. Dato che io mi occupo di Zagor, mi concentrerò su di lui: vi invito comunque a fare anche voi i nomi più adatti per gli altri ruoli. Si tratta di segnalare non attori hollywoodiani, ma interpreti nostrani di quelli che sarebbe possibile coinvolgere nel giro di un anno o due nel progetto su cui stiamo fantasticando.
Del problema dell'interprete per lo Spirito con la Scure mi ero già occupato nel post "Cose turche", quando avevo parlato dei film pirati realizzati in Turchia negli anni Settanta (e ho mostrato un paio di divertenti estratti visibili su YouTube).
In quell'occasione avevo mostrato la foto di Gabriel Garko, indicandolo come un possibile Zagor. Mi è stato risposto che Garko ha la faccia troppo da duro, meglio Walter Nudo. Vedete qui sopra le foto di entrambi (Garko in alto sotto il titolo, Walter più in basso il primo sotto Zagor).

Oggi, mi ha telefonato in redazione un lettore, Alberto, entusiasta per aver visto in TV un attore a suo dire perfetto per il ruolo (vi sembrerà strano, ma c'è chi mi telefona anche per questo: gli zagoriani sono fatti così). L'attore indicato è Francesco Testi. Anche di lui mi sono procurato le foto, giudicate voi. Sono queste qui accanto.

Per fare Zagor serve un fisico da atleta, dato che l'eroe si muove con le braccia scoperte e una casacca attillata. Deve essere alto un metro e ottantasette e avere capelli neri e occhi azzurri. Voi chi preferite? Va bene Testi, restereste su Garko o è meglio Nudo? Forse Walter Nudo non è abbastanza somigiante. Testi, invece, potrebbe andare. O no? Potete confrontare con lo Zagor da locandina cinematografica opera di Mauro Laurenti, visibile più in alto.

E per Cico, chi ci mettiamo? Per Digging Bill, potebbe andare bene lo stesso Mauro Laurenti, che ha il perfetto phisique du role. In attesa di risposte e proposte, potete vedere qui sotto un film "amatoriale" realizzato in Croazia (o in Serbia?): magari Stefano Piani potrebbe trarne spunto.





sabato 25 settembre 2010

FUMETTI IN TV

Mercoledì scorso, nella redazione Bonelli, si sono aggirate due troupe televisive e incrociate due diverse telecamere. Una, era quella che si è portato dietro un nume tutelare del fumetto multimediale italiano, Guido De Maria, creatore con Bonvi di Nick Carter e anima di "SuperGulp", oltre che ideatore di centinaia di caroselli e sigle TV. Io e Marco Verni l'abbiamo incontrato in corridoio, riuscendo a salutarlo, scambiare due battute e stringergli la mano. Personaggio di rara simpatia, davvero. Credo di aver capito che stia lavorando a qualche altro progetto televisivo o a nuove edizioni di DVD da edicola: non so essere più preciso, ma basterà tenerci in allerta per capire che cosa bolla in pentola. Fatto sta, che realizzava delle interviste, e forse seguendo il suo blog ne sapremo di più. L'immagine qui sopra è tratta da un sito che parla di De Maria, sicuramente da visitare.

La seconda telecamera, invece, era impugnata, a turno, dai due inviati della Zagor TV: Gianluca Gulmini, alias "Lucas Luke", e Adriana "Dixie 66". Il primo è titolare di un blog molto fumettoso, come dice lui stesso, chiamato "Il gatto con la scure", pieno zeppo dei filmati che va realizzando.

La Zagor TV è riuscita, in una giornata di lavoro, a intervistare nell'ordine: Alfredo Castelli, Gaetano Cassaro, Mauro Boselli, Mirko Perniola, Gallieno Ferri, Moreno Burattini e Graziano Romani. I filmati saranno piano piano messi in rete nelle prossime settimane, e andranno ad aggiungersi alle centinaia di altri già presenti su You Tube e nella TV via web. Va detto che Lucas Luke e Dixie (qui accanto nella foto, scattata da Marco "Baltorr" Corbetta) sono senz'altro gli inviati più attivi del canale dedicato allo Spirito con la Scure (e ai fumetti in generale), ma non certo gli unici. Ce ne sono infatti altri, tra cui i tre della Taranta Gruber, un gruppo toscano anch'esso molto agguerrito, ma non si può dimenticare il contributo siciliano del fondatore della Zagor TV stessa, vale a dire Giuseppe "Ramath" Reina.

Che cos'è esattamente la Zagor TV? Su Wikipedia lo spiegano così: "Nel 2009 compare su YouTube, la prima WEB TV dedicata interamente allo Spirito con la Scure denominata Zagor TV. I contenuti sono principalmente, anteprime con trailer delle pubblicazioni zagoriane, interviste agli autori,clip di video e fotoimmagini".
Sul sito Bonelli, invece, così è stata presentata:
"Nata grazie all'iniziativa degli aficionados zagoriani che si riuniscono nel forum ZTN, già da qualche tempo è in piena attività la web television Zagor TV, un vero e proprio canale televisivo che raccoglie tutti i contributi filmati dedicati allo Spirito con la Scure, fino ad oggi visualizzabili grazie a YouTube. Raggiungendo l'apposito indirizzo (http://ramath.blogspot.com/) è possibile godere, 24 ore su 24 (anche a pieno schermo), dei reportage sui raduni zagoriani, dei trailer di presentazione degli albi in uscita in edicola, delle interviste con gli autori del Signore di Darkwood, dei video del cantante Graziano Romani e così via. Selezionando la funzione ON-AIR si potrà assistere alla programmazione stabilita dai gestori della TV, mentre accedendo alla modalità ON-DEMAND è possibile creare una propria playlist, scegliendo i video che più interessano dall'archivio di Zagor TV"

In ogni caso, basta andare su YouTube e digitare una ricerca per "Zagor TV" per rendersi conto della incredibile ricchezza di materiale. Ripeto: non c'è solo Zagor, ma vi si trovano chicche di tutti i tipi. Lo Spirito con la Scure, comunque, imperversa, con interviste agli autori ma anche ai letteristi o ai coloristi, o con reportage sulle mostre, sulle conferenze, sui raduni dei fans. Imperdibili sono poi i trailers che anticipano le storie in uscita. Fra i tanti video in cui compaio anch'io, ne ho scelto uno in cui mostro il mio ufficio. Lo trovate in fondo. Un paio di trailer invece li ho linkati quando ho parlato de "Il ritorno di Digging Bill" e de "L'uomo nel mirino".

Non credo che altri personaggi bonelliani, neppure quelli che godono di maggiori tirature, possano vantare una iniziativa simile. Del resto, l'entusiasmo degli appassionati zagoriani è palpabile a ogni mostra o incontro, dove le sale conferenze sono sempre piene, o facendo un giro in rete alla ricerca di forum, siti, blog, gruppi su facebook dedicati. Credo anche che il grado di soddisfazione per l'andamento del personaggio sia sufficientemente alto da permettermi il lusso di sorridere. Nella foto accanto, sempre opera di Baltorr, mi vedete nel mio ufficio circondato da un gruppo di appassionati venuti a trovarmi.
Sono grato a tutti coloro che si danno da fare organizzando iniziative, piccole o grandi che siano, e a tutti quelli che permettono alle iniziative stesse di avere successo.