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martedì 3 maggio 2022

MAL DI SOCIAL


Il 29 aprile ho pubblicato sulla mia pagina Facebook il post che vedete riprodotto qui sopra. Era una battuta, anche se prendeva spunto da un vero episodio accaduto tempo fa, ma relativo a un semplice passaggio in un video peraltro divertente e interessante. Ricordavo questa cosa e ci ho scherzato sopra (come tante volte è successo ad altri di scherzare su qualcosa riguardante me). Mai avrei creduto di scatenare un vespaio di reazioni da parte di youtubers che si sono sentiti chiamati in causa e a cui è parso di vedere messo in discussione il loro (sacrosanto) diritto di commentare in Rete quel che a loro più piace. Giuro che mai ho avuto questa intenzione. 

Ieri ho pubblicato, sempre su FB, un post di scuse e di chiarimento. Ecco il testo:

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Mi dicono che una mia battuta (che battuta era e voleva essere) su certi (anche simpatici) recensori improvvisati che (legittimamente) esprimono su Internet i loro pareri ha suscitato indignazione come se avessi voluto mancare di rispetto a qualcuno o alla categoria. È sempre più difficile scrivere o dire qualunque cosa senza venire fraintesi o senza offendere quello o quell’altro. Mi dispiace molto , e la cosa mi convince sempre più a limitare i miei interventi (anche quelli soltanto spiritosi). E pensare che io, storicamente, da vent’anni sono stato sempre fra i più presenti in Rete e ho incoraggiato forum e gruppi partecipando in ogni modo e maniera a miriadi di iniziative dimostrandomi disponibile a ogni interazione. Chiedo scusa a chi si è sentito chiamato in causa, non volevo scagliarmi contro nessuno ma solo far notare la differenza fra la critica (fatta da chi ne sa più di noi) e le discussioni fra appassionati che sono in fondo gioco e divertimento. Come gioco e divertimento dovrebbe essere la lettura di ogni fumetto, destinata a portare serenità. Se scrivere qualcosa su Facebook deve solo alimentare polemiche (esiste, ho scoperto, un mondo a parte di veleni e polemiche basate sul nulla) meglio sottrarsi.

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Se da una parte chi commenta in pubblico dovrebbe prima cercare di documentarsi (e dunque meglio sarebbe parlare con cognizione di causa), dall'altra vale (e vale di più) la libertà di esprimersi e dare pareri su ciò che si è letto, per come si è letto, esternando sensazioni ed emozioni provate che si vogliono condividere. Basta essere tutti consapevoli che i liberi commenti in Rete sono (come ho scritto) un gioco fatto per passione. Ci sono poi commentatori più competenti di altri, più autorevoli, più documentati, più acuti nel cogliere aspetti nascosti in ciò che commentato. Uno fra questi è il bravo Andrea "Canno" Cannonero, che purtroppo si è sentito chiamato in causa in prima persona dal mio post scherzoso (cosa che non era assolutamentente nelle mie intenzioni: mai ho pensato di riferirmi a lui). Canno mi ha rimproverato in un video che ne ha suscitati altri, dicendo cose giuste  e rivendicando il diritto di riferire le sue impressioni ricavate dalla lettura di un albo, senza per forza sentirsi in dovere di preparare, prima di farlo, una lezione universitaria. Canno: hai ragione, perfettamente ragione. Solo che io non volevo dire questo: stavo solo scherzando sulla facilità con cui tutti commentano tutto, tutti sono esperti di tutto, qualcuno magati dandosi delle arie, quando si tratta solo di esprimersi sui social.

Scrivo tutto ciò proprio nel giorno in cui è giunta la tristissima notizia della morte di Luca Boschi: un vero professionista, oltre che un amico e una persona di una umanità straordinaria. Aveva un blog su cui scriveva cose da cui davvero si imparava e si capiva che la sua mostruosa competenza e documentazione. Leggendo poi i suoi libri, i suoi articoli, i testi per le riviste da lui curate era evidente  la sua cultura enciclopedica in campo fumettistico (e non solo). Ecco: il mio post su Facebook in pratica diceva che esistono persone come Luca Boschi e poi ci siano noi che giochiamo a fare i critici sui social. 

Qualcuno ha contestato la mia frase "non seguo quasi mai i recensori improvvisati", come se fosse (anche questa) una mancanza di rispetto verso la categoria degli youtubers. No. So benissimo che ci sono youtubers straordinariamente bravi. Ho scritto che, casomai, seguo poco quelli "improvvisati". Mi pare del resto inevitabile: come potrei seguire tutti? Talvolta mi segnalano un video che dovrei vedere, e magari lo guardo. Ma non riuscirei a tenermi aggiornato su tutte le discussioni in corso (perché poi i video risondono ai video, tutti commentati da decine e decine di commentatori). Perdonatemi e vogliatemi bene lo stesso.

Ho citato il bravo Canno (uno che improvvisato non è). Mi ha scritto così, su Facebook, e lo ringrazio.

 


 

 

 

sabato 9 ottobre 2021

IL CRITICATUTTO

 

 


 

Il Criticatutto era un personaggio interpretato da Ezio Greggio nel programma TV "Drive In", negli anni Ottanta. Oggi, pare interpretato da una pletora di figuri costantemente on line che si direbbe non abbiano altro scopo nella vita del parlare male dei fumetti, degli autori, delle Case editrici, lamentandosi di tutto e contestando qualunque iniziativa. Io, che fortunatamente ho altro da fare, non li seguo se non per sentito dire e ogni volta resto basito di fronte alla monomaniaca volontà distruttiva di cui mi giungono continuamente testimonianze.

Qualche giorno fa, per la precisione il 1° ottobre 2021, ho pubblicato sulla mia pagina Facebook (la trovate come Moreno "Zagor" Burattini) lo screenshot di un tweet da poco apparso sul profilo Twitter dell'utente Daniele Rainoldi. Lo vedete  riprodotto in apertura di post, sopra il titolo. In questa sede mi limiterò a riproporre il tweet (che sostanzialmentre pone una domanda che mi chiedo anche io) e i commenti che sono seguiti.


Daniele Rainoldi


Mi chiedo se anche per la musica o le pubblicazioni di libri esistano, come per i fumetti, canali Youtube e pagine Facebook dove tizi ne parlano continuamente male. Questa cosa mi dta cominciando a stancare.



Gianluca Pasquinelli
È uno spaccato del mondo odierno. La possibilità di essere sempre connessi, il proliferare e l'accesso generalizzato a svariati strumenti di comunicazione, l'uso eccessivo dei social, tutto ciò ha portato a veicolare contrapposizione, polemica, critica ed intolleranza. Spesso fini a sé stesse. Ne hanno fatto le spese l'informazione, l'interazione, la passione, la conoscenza e molte altre cose ancora. Vi è un degrado umano, morale, culturale e ideologico che si ripercuote dappertutto. Ed il mondo delle "nuvole parlanti" patisce anch'esso. Serve non arrendersi, non mettersi sullo stesso piano e testimoniare ognuno tenacemente in modo completamente difforme. Fortunatamente dove c'è il "male" esiste sempre anche il "bene".


Luca Fadda
Una piccola testimonianza dal mondo dei libri: non è che ne parlano male, li distruggono, tutti. Contestano le virgole, contano gli spazi e gli interlinea, leggono tra le righe e ce n'è pure per i colori delle copertine. Tutte le critiche di solito vengono da autori emergenti, esordienti o non ancora pubblicati, che si sentono defraudati da quello scrittore famoso che ha venduto 100.000 copie senza meritarlo per niente.
Fine testimonianza.
PS: io non sono (più) un autore, mi sono disintossicato.


Andrea Evangelista
Io credo che la grande discriminante sia la serialità del fumetto Bonelli rispetto alla irregolarità di uscite come libri o nuove canzoni. Questo induce a mio parere un senso di appartenenza con il personaggio e con la comunità che lo segue. Per cui Zagor, Tex, DD, ecc. fanno parte della nostra famiglia, della nostra quotidianità e ci piace parlarne in forum, gruppi ecc. E come in tutte le comunità ci sta che non di vada sempre d'accordo e, purtroppo, si notano di più gli urlatori rispetto a chi usa toni più pacati e concilianti.

Mirko Ciapponi
Su Zagor ne ho lette di tutti i colori,tutti editori, sceneggiatori e disegnatori professionisti sui social, e il bello e' che questi tuttologi ripetono sempre le stesse cose all'infinito,ad esempio devono ripetere 400 volte al giorno che la tua storia di Hellingen e' brutta, ormai evito di leggere troppi commenti altrui e mi godo la lettura del mio fumetto preferito.

William Protti
Mi piacerebbe che comprassero in tanti i miei libri e ne parlassero male... almeno farei contento l'editore!
Effettivamente la critica fine a sé stessa è stancante. Una storia che non piace a cento persone magari piace ad altre tremila. Quando leggo una storia mi immedesimo nel personaggio, ma cerco anche di capire il perché delle scelte di uno sceneggiatore e comunque sono sempre per una critica costruttiva, accompagnata da semplici suggerimenti.

Innocenzo Bagnolesi
Ci sono anche quelli che su YouTube vanno a mettere il pollice verso sulle canzoni che non li piacciono. Ma se non ti piace che ci vai a fare su quella pagina?

Antonio Moro
Io sono iscritto a decine d gruppi (da star wars a Star Trek, a ritorno al futuro, a music, a cosplay, astronomia, cartoni animati, vari gruppi d collezionismo, partiti politici ecc ecc. L'unico gruppo in cui nn c sono critiche o polemica è quello dei fan d "Frankenstein junior"

Ivo Tonetto
Sinceramente io non guardo più video recensioni, dicono sempre le stesse cose e la maggior parte delle volte dicono delle belinate, espongono le loro opinioni che valgono come quelle di mille altre persone ma le vogliono fare passare come il " verbo " , signori ma lo vogliamo capire che i giudizi sui i fumetti, come in tutte le forme d'arte, sono condizionati dai propri gusti personali! E che nessuno ha la verità in tasca e ognuno la pensa a modo suo! D'altronde anche il vecchio Clint Eastwood in un suo film una volta disse " le opinioni sono come le palle, ognuno ha le sue " ...più chiaro di così...

Francesco Spreafico
Ovviamente sì. Esistono per qualsiasi cosa.

Sasa Ste
Come detto tempo fa.internet esalta tutto e tutti professori bisognosi di sfogare frustrazione e chi sa cos'altro che non si può nella vita quotidiana.Basta ignorare e saltare commenti del genere o non fare caso.Anche se sono troppi. Voglio sentirmi bambino e x mezz'ora dimenticare questo mondo problematico.Quindi vado per la mia strada e semplicemente ignoro i commenti del genere.


Omar Magnani
Stanca anche me. Poi ovviamente ognuno ha diritto a dire la sua e si rischia anche di generare l'effetto contrario (cioè la semplice espressione di una critica additata come espressione di 'odio seriale on line'). Certo che però la cosa sta assumendo proporzioni preoccupanti soprattutto se riflettiamo sul fatto che c'è gente che occupa il proprio tempo libero denigrando in manieria sistematica qualcosa o qualcuno.

Francesco Pasquali
Temo di sì.

Guido Ferrino
Certo che sì, il masochismo dilaga.


Antonio Sforza
gente vecchia invecchiata male

Luigi Scafuto
Magari non esistono, ma se esistessero....

Andrea Iachini
Esistono anche quelli. Eccome.

Stefano Saiani
No non credo....



sabato 30 gennaio 2021

RICORDATI CHE DEVI MORIRE

 

Nel suo editoriale sul n° 100 de "Le Storie", il curatore Gianmaria Contro ha annunciato la chiusura della serie (o meglio, la sua trasformazione in "Le Storie Cult") dopo otto anni di onorato servizio. Cento  numeri, un invidiabile risultato visti i tempi che corrono. Contro ha anche ironizzato su coloro che, in Rete, da anni davano notizia di una imminente serrata della collana. A forza di pronosticare una chiusura, alla fine i profeti di sventura ci azzeccano. Del resto, anche la fine del mondo prima o poi arriverà, e prima o poi (si spera il più tardi possibile) tutti moriremo. "A lungo termine saremo tutti morti", recita uno slogan a proposito dei tempi degli investimenti finanziari. 
 
Pare che sul Web ci sia gente galvanizzata fino all'onanismo dall'annuncio della chiusura delle testate a fumetti, specie se bonelliane. Stando a queste cornacchie, Martin Mystére (per citare un nome) avrebbe dovuto aver cessato le attività da dieci anni. Come tutte le cose del mondo, sicuramente anche il BVZM andrà in pensione, non ci sono dubbi: le cornacchie allora gongoleranno perché l'avevano detto. Di recente mi hanno riferito che è stata perfino annunciata la chiusura di Zagor Classic. Ora, a me non è stata comunicata nessuna data di scadenza, il che non significa nulla perché sono sempre l'ultimo a sapere le cose. Di sicuro, so che un'altra collana di ristampe, lo Zagor RCS (in edicola da più di un anno con Il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport) ha raddoppiato il suo programma di uscite, passando da 50 a 100 volumi. Non so se ne fosse stata pronosticata la cessazione al n° 25, in tal caso la profezia (per ora) non si sarebbe avverata. Magari Zagor Classic chiuderà davvero fra sei mesi (magari no), e allora si cercheranno nuove proposte. Quel che è certo, è che il programma delle uscite zagoriane del 2021 è ricchissimo, al punto che si annunacia una annata record e lo Spirito con la Scure si prepara a invadere anche nuovi territori con i team up insieme a Dragonero, Tex e Flash. 
 
Ma il punto non è questo. La notizia della chiusura di una serie può anche essere vera: il mistero è perché, in tal caso, ci sia gente che ne gode. I tempi sono duri per tutti, il Covid ha dato il colpo di grazia a molte attività ma non era il Bengodi nemmeno prima: chi è che andrebbe in un bar o in un ristorante messo in ginocchio dalla crisi a sghignazzare e gongolare davanti al propriretario e ai clienti affezionati perché l'attività sta per andare in fallimento? Solo gente fuori di testa, evidentemente. Eppure, gli haters su Internet sembrano provare piacere nel pronosticare sciagure a fumetti. Noi che i fumetti li facciamo ci mettiamo l'anima, cercando di fare proposte in grado di riscuotere il favore del pubblico nonostante la chiusura delle edicole e la generale trasformazione della platea a cui ci rivolgiamo, con i lettori della carta stampata (a livello globale e mondiale) in libera uscita verso i social o i prodotti multimediali. Di queste difficoltà ho parlato anch'io, di recente, come potete leggere qui. Appunto per questo ci si aspetterebbero degli incoraggiamenti invece degli sberleffi. Io non ho mai smesso di meravigliarmi dell'esistenza della gente cattiva, perciò resto sempre di stucco vedendo il misero spettacolo che il Web non si stanca mai di proporci. 
 
Che vantaggio ci potrà mai essere, per chi ne gode, nella eventuale chiusura di Zagor Classic? O nel fatto che cessate le pubblicazioni di una certa testata tanti autori resteranno senza lavoro? O in quello che ci sarà sempre meno offerta di fumetti in edicola, oltre che sempre meno edicole? Che poi, di fronte a chi gongola delle sciagure altrui, vien fatto di pensare che se davvero chiudessero tutte le testate a fumetti, dovrebbero chiudere anche i siti, i blog, i forum specializzati in anatemi dove costoro esercitano la loro gufaggine: è la fine dello scorpione portato sul dorso dalla rana. Ricordatevi che dovete morire.

mercoledì 25 novembre 2020

POT-POURRI

 


 

Sono sempre molto diffidente verso Facebook, tant'è vero che non curo un "profilo" come tutti, ma una "pagina", come se fossi una azienda e non una persona normale (in realtà sono una persona anormale, come tutti sanno). I motivi li ho spiegati una volta nel lontano 2011 proprio su questo blog, e mi sembrano ancora validi. Se siete curiosi, quel vecchio articolo potete trovarlo qui

http://morenoburattini.blogspot.com/2011/08/non-sono-su-facebook.html

Fatto sta dopo poche settimane ho aperto anch'io la pagina Facebook, come ho spiegato qui

http://morenoburattini.blogspot.com/2011/10/il-coso.html

Da allora ho pubblicato notizie sul mio lavoro più o meno regolarmente, aggiungendo le recensioni dei libri che leggo (prima di dar loro una collocazione definitiva sul mio blog letterario "Utili sputi di riflessione"), qualche facezia, qualche segnalazione su pubblicazioni ed eventi. Il mio social preferito, in ogni caso, è Twitter, doive ho un account abbastanza seguito. Di recente i miei figli hanno insistito perché aprissi anche un profilo su Instagram, sostenendo che se non sono lì non esisto (lo scopo in realtò non è esistere in Rete, per quantoi mi riguarda, dato che per fortuna esisto nella vitra reale, ma informare dei libri e dei fumetti che faccio, nel caso intetessino a qualcuno). Il profilo c'è, ogni tanto metto qualche foto, ma non ho mai capito come funziona e sono in attesa di qualcuno che mi dia ripetizioni.


Ma dicevamo della pagina Facebook, che si chiama Moreno "Zagor" Burattini. 

Per dare un'idea delle cose che pubblico, ecco una carrellata di foto, notizie, curiosità, degli ultimi tre mesi.




Un lettore zagoriano di Novara, ma che vive a Cape Town, si allena in bici con un suo amico. Il lettore è quello “normale”, il suo amico è l’altro che sembra Hulk. Ecco, mi si garantisce che non indossa un esoscheletro, é proprio così.

 
 

 
I lettori di fumetti si fanno sempre riconoscere.
 
 
Ha risposto "Zigor"
 

 Quant’era borderline il Mister No delle origini!
 

Anche certi vecchi albi di Zagor della ex-Yugoslavia valgono un sacco.






Artigianato balcanico. Grazie a Jasmin Dzafcic.


 
Francesco Testi (sceneggiatore di Zagor, Tex e Dampyr) si è laureato oggi!
 
 
 
Su "Crocintarsi & Co." io e James Hogg portiamo avanti la nostra serie "Stelle a strisce",
 
 


Quaggiù qualcuno (ogni tanto) mi ama.
 
 
 

Tre scaffali in doppia fila per Isaac Asimov sopra tre scaffali in doppia fila per Stephen King.
 

 

 
La posa femminile di uno dei poster appesi in casa di Mister No è davvero audace. Non me la ricordavo! Riscoperta sul numero 1 della riedizione a colori adesso in edicola.

Quando sulle riviste per bambini c'erano le pubblicità dei fucili giocattolo.
La ristampa di un classico in b/n del fotoromanzo italiano, del 1972, con Franco Gasparri. Sorprendentemente, è un puro western. Prefazione di Francesco Coniglio.
 
 
Questo libro di Domenico Volpi destinato agli insegnanti, “La didattica dei fumetti”, è del 1977 ma andrebbe riproposto (aggiornato, s’intende). Una vera chicca.
 
 

La grafica “alternativa” del bravissimo Paolo Sanna per una ipotetica variant cover del sesto albo di Zagor Darkwood Novels.

Il sindaco di Monteriggioni è uno di noi.



I quiz quelli difficili.
 
 

 
Trova gli autori.
 
 

 
Emanuele Barison

 
 
 
 
Non sapevo che esistesse in passato una versione per ragazzi di “Selezione”: questo è il numero in edicola il giorno in cui sono nato. Racconti, romanzi a puntate, brevi fumetti ben fatti, articoli di informazione su vari argomenti, una gioia sicuramente per i giovanissimi di allora.

 
 
 
 Giuliano Piccininno.



Busta appena arrivata. Collezionisti di francobolli ne abbiamo?
 
 
 
Il quarto volume di Zagor Le Origini è in libreria!


 
 
Quiz su “Gente enigmistica”.
 
 


Una parodia turca.
 
 

 
La vignetta di Burattini & Hogg sul Vernacoliere di settembre (n.1049).
 
 

 
Un bel regalo di compleanno, oggi: l’autografo di Isaac Asimov! 



Trecento volte Fumo di China. Non so voi, ma io ho la serie completa.
 



Le mail che fanno piacere.

=

Ciao, Moreno.
Non ti scrivo per dirti che sono un lettore accanito di Zagor, né per ribadire quanto io ami lo Spirito con la Scure e tutto il suo universo. D'altronde, queste son le fondamenta, e le diamo per scontate.
Ti scrivo per presentarti un amico; un amico a quattro zampe, per la precisione.
Sul nome da dargli, non ci ho pensato neanche un secondo.
Ti presento Zagor!

Ayaaaaaak!

 

 



L'incontro fra Dylan Dog e il Comandante Mark, secondo me.

 

 



A febbraio in libreria, MI RITIRO PER DELIRARE, deliri dalla A di Aforismi alla Zeta di Zagor (Cut-Up).
Vale il prezzo di copertina anche soltanto per la copertina di Massimo Bonfatti e la prefazione di Gianni Fantoni. 

 

 


 

Ecco il catalogo dell’asta GLI EROI DEL FUMETTO CONTRO L'ARCINEMICO COVID-19!

Il volume, di ben 164 pagine, oltre le introduzioni iniziali, è composto da tutti i disegni che hanno consentito di raccogliere fondi da destinare a chi si trovava particolarmente impegnato nella lotta alla pandemia, o ne subiva le pesanti conseguenze.

Il catalogo ha un costo di 12 euro. Il ricavato della vendita delle copie stampate verrà devoluto anch’esso per gli stessi scopi. La stampa del catalogo vuole essere il contributo di SCLS Magazine all’iniziativa. La donazione sarà a favore della ricerca, per chiudere idealmente il cerchio rispetto alle varie donazioni effettuate in precedenza. Effettueremo pertanto un versamento a favore dell’INMI Lazzaro Spallanzani (Istituto Nazionale Malattie Infettive) di Roma, sin dall’inizio coinvolto sul fronte della ricerca.

Per ordinare il catalogo:
Francesco: 328-4920420
Stefano: 348-7681641
e-mail: info@sclsmagazine.it
 

 



L'eroe che vince soffrendo.

http://www.mondopadano.it/stories/artemusei/22173_zagor_forte_ma_cos_umano_piace_perch_vince_soffrendo/#.X42DN61aZQN




Intanto, su Twitter...

 



Io e il mio sodale (sul "Vernacoliere" e per la strip "Stelle a strisce) James Hogg.


Sul nuovo Lupo Alberto (423, ottobre 2020) un commovente e straordinario dialogo fra Lupo Alberto e Silver, il suo creatore. Ah, inoltre torna Cattivik con una storia inedita a colori!



Zagor in una illustrazione inedita di Arturo Lozzi.

Giusto per far impazzire i collezionisti più accaniti, ecco i primi numeri di Zagor Classic edizione brasiliana Mythos, che regalano due cartoline.



Il nostro altissimo, purissimo, levissimo lettore Angelo sul ghiacciaio dell'Adamello, a quota 2900.
 
 
 
 
 
 
Un mio racconto sul primo lockdown da Coronavirus è stato inserito nel volume (venduto a scopo benefico) "Distanze condivise",
 

 Pubblicità progresso.
 

E' disponibile il quindicesimo numero di “Zagorianità,” rivista di cronaca, approfondimento e attualità sul mondo zagoriano a cura del forum Zagortenay. Nelle sue 166 pagine presenta diverse anticipazioni sulla serie Zagor, recensioni e analisi sulle storie recenti sulle Darkwood Novels e su due classici di Nolitta e Toninelli. Ben quattro interviste agli autori e una serie di tematiche e approfondimenti su argomenti legati all'attualità zagoriana. Per richiederne una copia potete contattare la redazione su Whatsapp al 329/3041924 o scrivendo all'email zagorianit@libero.it.
 
La coppia Bonelli-Ferri colpisce ancora.

 
La rivista SCLS ha pubblicato una confezione e una pubblicazione destinata ad accompagnare la vendita degli originali della storia 
 "I monti della solitudine", la seconda serie delle nuove strisce.
 
 
Fan art di Cristiano Spadavecchia.

 
 
Esempio delle difficoltà che ho nel capire che cosa vogliono i lettori.
Arriva una lettera anonima, in cui, fra le altre cose, si legge quanto segue "Za-gor-te-nay è l'eroe di Darkwood, difensore degli indiani e dei più deboli. Ora lo ritrovo in mezzo ai mandriani, o che collabora con sevizi segreti come Altrove, il suo acerrimo nemico Hellingen è stato resuscitato l'ameno (sic) 10 volte, Kandrax sta tornando in auge e appaiono anche le figlie dei nemici, vedi il mutante".
Cerchiamo di interpretare. Sembrerebbe che non vadano bene le storie con Altrove, né quelle con Hellingen, men che mai quelle con Kandrax. Questo perché Zagor "è il difensore degli indiani". Quindi vanno bene le storie western. Però si contesta che lo si ritrovi in mezzo ai mandriani, che sono tipici dei western. Quindi solo storie con gli indiani, senza cowboy.
Se però faccio mente locale su quando Zagor è stato in mezzo ai cowboy, ricordo il Maxi "I mandriani", a cui evidentemente si fa riferimento. Ecco, in quella storia non solo ci sono gli indiani, ma la mandria che lo Spirito con la Scure deve recuperare serve per impedire che una tribù di Osages muoia di fame nell'imminente inverno. Quindi Zagor difende gli indiani. E allora, che fare?
Evidentemente Zagor dovrebbe impedire che degli indiani muoiano di fame ma senza portare loro una mandria.
In un altro passaggio si dice che Zagor è stato "completamente snaturato e la maggior parte delle avventure avvengono in luoghi, periodi o situazioni a lui non consone". Secondo me la maggior parte delle avventure si svolgono a Darkwood: sarebbe un luogo non consono? E che dire dei "periodi" non consoni? Zagor vive sempre nel suo periodo, non ha mai viaggiato nel tempo. Di che starà parlando l'anonimo interlocutore?
E riguardo alle "situazioni" non consone, quali saranno? Lui indica Hellingen e Kandrax come personaggi da non far ritornare, quindi sono Hellingen e Kandrax a non essere consoni?
C'è infine il mistero dell'idiosincrasia verso i figli o le figlie dei nemici. Direi che si tratta di un topos letterario vecchio come il cucco (anche Jolanda, secondo Salgari, era la figlia del Corsaro Nero). Posso ricordare Yama, il figlio di Mefisto? Evidentemente neppure Gianluigi Bonelli è un modello accettabile.
Insomma, con il massimo rispetto per le opinioni altrui (meno per le lettere anonime), sarebbe bello ricevere lettere argomentate in modo comprensibile.



 
 
Grazie alle foto rintracciabili in Rete, riesco a dare indicazioni più precise ai disegnatori, visualizzando subito ciò che ho in mente, nelle mie sceneggiature.



Fabrizio Russo sta disegnando la mia seconda storia di Dampyr.
 
 


Luca Corda mostra una Commission da lui realizzata per Pietro Signorelli, con l'invito di Mister No a superare la pandemia e ripartire con le kermesse fumettistiche!
 
 
 
 
 

Serviva una gag di Cico per una storia illustrata da Marco Verni (sempre molto spiritoso nel raffigurare il pancione e critico attento e severo da tenere in considerazione quando si scrive per lui) e sono stato due o tre giorni a scervellarmi per trovare uno spunto nuovo. Poi, stamattina, mi sono svegliato con la gag tutta in mente. Non vedo l'ora di vederla disegnata.

 

Mauro Boselli, letti alcuni dei miei Versacci, ha voluto dedicarmi questi suoi.

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Quando fede e speranza vengon meno
e nere nubi preparano tempesta,
ecco in soccorso i versi di Moreno
a rallegrare core, anima e testa!
All’orizzonte torna il bel sereno,
muchachas y peones fanno fiesta!
A Darkwood uccellacci ed uccellini
acclamano il cantore Burattini!