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sabato 7 ottobre 2023

LA CITTA' DI BERARDI

 


Tra l'otto e il dieci settembre 2023 si è svolta a Città di Castello (PG) l'inaugurazione (con eventi distribuiti nell'arco di tre giorni) della mostra "Giancarlo Berardi, un narratore fra le nuvole", visitabile a Palazzo Facchinetti fino al 29 ottobre 2023. Città di Castello ospita da molti anni (oltre venti) una manifestazione chiamata "Tiferno Comics" (Tiferno è l'antico nome del borgo umbro), nell'ambito della quale viene organizzata ogni volta una mostra legata, di volta in volta, ai più grandi nomi del fumetto italiano (ce ne sono state di dedicatate a Manara, Toppi, Cavazzano, Serpieri, Crepax, Jacovitti...). Quest'anno, per la prima volta, l'autore prescelto non è stato un disegnatore ma uno sceneggiatore: Giancarlo Berardi. Lo vedete nella foto qui sotto mentre commentiamo insieme al n° 300 di Julia, durante la cena ufficiale che ha dato il via all'evento. Nella foto si vedono anche (a sinistra) Marco Grasso e (a destra) Gianni Brunoro.

 
 
Sono stato varie volte a  Città di Castello in occasione di Tiferno Comics, ma è un luogo assolutamente da visitare indipendentemente dalle iniziative legate al mondo del fumetto. Per esempio, è la località dove il grande pittore e scultore Alberto Burri è nato, vissuto, lavorato, e dove sono raccolte, in due diversi musei (uno per le opere di dimensioni ridotte, uno per quelle gigantesche), i suoi capolavori. Vedere dal vero le creazioni di Burri è una esperienza emozionale che lascia il segno (non paragonabile a ciò che viene trasmesso in foto). Perciò, ogni volta che vado nella cittadina umbra, una visita al Palazzo Albizzini o al Seccatoio è d'obbligo.
 

 

Ma torniano a Giancarlo Berardi. Esperienza emozionale è stata anche ritrovare, all'ingresso della mostra a lui dedicata, la Morgan di Julia. Non solo: alla conferenza inaugurale, dalla Morgan è scesa Julia stessa, interpretata dalla bella Emma Hepburn Ferrer, nipote di Audrey Hepburn, madrina della manifestazione (è una artista, vive in Italia, parla un ottimo italiano). Audrey Hepburn, come di certo sapete, è l'attrice che ha ispirato il volto di Julia.
 


Inaspettato è stato trovare anche una mia foto esposta in mostra fra le altre scelte per ripercorrere la vita e la carriera di Giancarlo Berardi. Venne scattata durante un incontro avvenuto pià o meno vebticinque anni fa a Prato, nella fumetteria "Mondi Paralleli", di cui ero uno dei proprietari.
 



Sapevo da sempre (basti pensare a "La ballata di Pat O'Shane") che Giancarlo scriveva canzoni, non sapevo che avesse inciso un intero album (ce ne sono altri, ho scoperto) intitolato "Mentre", contenente 15 brani da lui composti e interpretati. Tutti molto belli, soprattutto la title track e "Tempo Scaduto". Il CD si può acquistare soltanto visitando la mostra di Città di Castello, mi hanno detto. Berardi cantante mi ricorda Gino Paoli ma lui è un appassionato di Jimi Hendrix, tant'è vero che la sera di venerdì 8 settembre è andato in scena uno spettacolo scritto e diretto dallo stesso Giancarlo, già portato in giro in varie altre città, intitolato "Jimi Hendrix Revolution" in cui l'autore funge da voce narrante e introduce tre musicisti di incredibile talento che interpretano brani del chitarrista americano, mentre un pittore realizza in diretta un ritratto dell'artista. Tutto molto bello da vedere e da sentire.
 

 
Sono stato invitato dagli organizzatori a Città di Castello non solo perché legato a Tiferno Comics anche per altre mie collaborazioni ad mostre del passato (la più recente, quella dedicata a Paolo Eleuteri Serpieri), ma sopratutto perché ho scritto uno dei saggi che compongono il catalogo della mostra. Qui sotto ne vedete la bella copertina, e a seguire troverete la recensione che, del volume, ho pubblicato sul mio blog letterario "Utili sputi di riflessione". Buona lettura.



 
 
Autori Vari
GIANCARLO BERARDI
UN NARRATORE FRA LE NUVOLE
Lo Scarabeo
cartonato, 220 pagine
2023


Questo volume non è soltanto il bel catalogo della mostra dedicata a Giancarlo Berardi che è stata allestita a Città di Castello nel settembre 2023 (mostra praticamente tutta quanta riprodotta nelle illustrazioni del ponderoso tomo), ma rappresenta ai miei occhi di saggista chiamato a scrivere uno degli articoli contenuti all’interno, il modo di saldare un debito che ho con lo sceneggiatore genovese, senza il quale indubbiamente la mia vita sarebbe stata diversa. Ritengo di avere dei debiti anche con altri maestri del fumetto italiano, naturalmente, e alcuni li ho, per il poco che ho potuto, a mio modo saldati (dando alle stampe per esempio saggi su Sergio Bonelli, Gallieno Ferri, Max Bunker, Giovanni Ticci, Paolo Eleuteri Serpieri). Ma a Berardi, di cui pure mi sono occupato scrivendo saggi e articoli e perfino dedicandogli un capitolo della tesi di laurea, continuavo a sentire di dovere qualcosa, un “grazie” più argomentato di quanto avessi fatto finora, che non ritenevo sufficiente. Non sono sufficienti neppure le ventisei pagine a mia firma contenute nel catalogo “Un narratore fra le nuvole”, ma se non altro si sommano alle altre scritte da Vincenzo Mollica, Pietro Alligo, Paolo Bertolazzo, Gianni Brunoro, Claudio Ferracci, Gianni Di Pietro, Roberto Guarino, Matteo Pollone, Chiara Cristilli, Daniele Barbieri, Marco Grasso e Daniele Bevilacqua. Quest’ultimo è stato convocato per compilare la fumettografia berardiana (tra cui si trovano racconti “insospettabili” di Diabolik, del Piccolo Ranger e per il “Corriere dei Piccoli” e “Horror”). “Insospettabili” anche le notizie riferite da Marco Grasso che si occupa del Berardi musicista, autore peraltro (e regista) di uno spettacolo teatrale dedicato a Jimi Hendrix. Lo stesso Berardi ci stupisce non solo mostrandosi in veste di illustratore e nei panni di autore di racconti in prosa e di intense poesie, ma anche annotando ricordi e tirando fuori dai cassetti foto d’epoca (una, esposta pure in mostra, addirittura con il giovanissimo sottoscritto). Un volume, dunque, bello da sfogliare (è illustratissimo) e da leggere. Riassumerlo qui sarebbe impossibile, però, forse, riportare l’inizio del mio articolo, “Un autore in cerca di sei personaggi” può servire a far meglio capire che cosa ha rappresentato Giancarlo per me. Eccolo qui di seguito.

Ho scoperto Ken Parker piuttosto in ritardo rispetto alla sua prima uscita (giugno 1977), e precisamente con l'albo intitolato "Il poeta" (n° 38, aprile 1981). Non so dire perché non mi ci fossi accostato prima. In ogni caso, quell’albo mi colpì moltissimo. Potrei dire che mi turbò. Era qualcosa di diverso da qualunque western avessi letto. Di diverso, in realtà, anche al di là del genere. Decisi di rintracciare i numeri arretrati che mi erano sfuggiti. Me li procurai in un negozietto di fumetti usati e, in attesa di leggerli, li tenevo sul comodino. Ricordo che guardavo quella pila con il vago senso di angoscia di chi sa che, facendo qualcosa, poi dovrà soffrire. Infatti spesso la concludevo la lettura con il groppo alla gola ed emotivamente sconvolto. "Butch l'implacabile", "Cronaca", "Diritto e rovescio", "Lily e il cacciatore"... tutti albi che mi hanno lasciato il segno, sui quali ho sofferto per quanto erano coinvolgenti. Rammento di aver versato una lacrima sul finale di Alcune signore di piccola virtù. Qualcosa del genere mi è successo con l'ultima avventura di Ken Parker. Ultima in tutti i sensi, quella in cui la saga si conclude, uscita come volume finale dell'edizione definitiva mondadoriana, mandata in edicola settimanalmente in tomi che hanno raccolto tutto quanto era già uscito, più appunto l'episodio inedito Fin dove arriva il mattino (2015). Ho temporeggiato finché ho potuto, sapendo che leggere mi avrebbe oppresso il petto.
Dopo Lungo Fucile ho scoperto i personaggi precedenti di Giancarlo Berardi e, naturalmente, ho seguito i successivi: Tiki, L’uomo delle Filippine, Sherlock Holmes, Giuli Bai, Marvin, Julia, per citarne sei come quelli del dramma di Luigi Pirandello (evitando di contare i protagonisti della serie "Welcome to Springville" o i comprimari dei tanti microcosmi che ruotano attorno ai titolari di testata). In Berardi mi sono imbattuto quando ero già ventenne e credevo di essere ormai scafato. Si è trattato di un innamoramento maturo e consapevole, insomma. Inutile dire che ho cercato di carpirne i segreti, visto che mi proponevo di fare il suo stesso mestiere. Ancora più inutile è dire che non ci sono riuscito, anche se Decio Canzio una volta, quando già quel mestiere avevo cominciato a farlo, mi ha detto che “berardeggiavo”. Se dovessi circoscrivere in una frase ciò che ho imparato da Berardi, citerei: “Una buona storia è quella con dei buoni personaggi”, che ricordo di aver letto in una sua intervista.






venerdì 1 marzo 2019

NUMERO UNO E NUMERO DUE






Si terrà a Milano all'8 al 10 marzo 2019, nei padiglioni della Fiera a Rho, la consueta e sempre più effervescente kermesse fumettistica (ma anche pop, tech & fun) denominata Cartoomics. Tra le novità di quest'anno, alcune riguardano me. Quelle legate al marchio Bonelli sono state rese note dal battage pubblicitario della Casa Editrice e già le conoscete (presenterò Zagor Classic, Darkwood Box, Zagor Le Origini). Vi anticiperò qualcosa, invece, che forse non è ancora giunto alle orecchie di tutti e che riguarda la produzione della Cut-Up Publishing, con la quale ho ormai diversi libri all'attivo. Ebbene, presso lo stand Cut-Up (padiglione 16, stand G-16) mi troverete a firmare (se vi farà piacere) le copie di due nuove pubblicazioni.




La prima è un ponderoso  saggio, intitolato "Max Bunker, una vita da Numero Uno". Ne vedete in apertura la copertina.  L’occasione non è offerta solo dal cinquentennale di Alan Ford ma anche dal fatto che l’autore, classe 1939, è attivo in campo fumettistico fin dal 1959, e quindi festeggia ottanta anni di vita e sessanta di carriera. Raccontando la vita professionale di Luciano Secchi (questo il vero nome dell'autore) è venuto fuori un libro pieno di storie e di personaggi,  compilato scartabellando pagina per pagine tonnellate di fumetti, citando testimonianze, riportando dichiarazioni dell’autore e narrando cinquant’anni di storia, di politica, di cambiamenti sociali nel nostro Paese e nel mondo, che le sceneggiature bunkeriane hanno fedelmente registrato facendone satira e denuncia. Si tratta di un autore che ha lasciato il segno nell'immaginario collettivo.

Ho scritto questo libro per pagare un grosso debito. Non si tratta di denaro, ovviamente. Non si guadagna denaro, o almeno abbastanza denaro da pagare dei grossi debiti, scrivendo libri. Era un debito, contratto durante la mia adolescenza, nei confronti di un autore che ho ammirato fin da quando, neri primissimi anni Settanta, mi sono imbattuto in Alan Ford.  Quando ho letto le sue prime storie si firmava in coppia con un altro mio mito, il disegnatore Magnus. Trovavo il loro marchietto con la scritta “Magnus & Bunker” sui fumetti che realizzavano insieme. Poi il sodalizio si ruppe (nel 1975) e io continuai a seguirli separatamente. Scoprii presto i tanti altri fumetti creati da Bunker negli anni Sessanta, da Kriminal a Satanik, da Gesebel a Maxmagnus, da Maschera Nera a El Gringo, ma mi innamorai anche di “Eureka”, la rivista che Secchi dirigeva. Rimasi folgorato da Daniel, un altro personaggio che ha lasciato il segno nei miei ricordi. La persona che io sono diventato crescendo (bella o brutta che sia) è stata forgiata anche dalle letture bunkeriane.  Ho avuto anche la fortuna di conoscerlo da vicino, di collaborare perfino con lui con la rivista “Bhang!” della MBP e con “Alan Ford Story”, una collana della Mondadori per la quale ho scritto le prime cento prefazioni e postfazioni. Il volume verrà presentato anche a Lucca Collezionando.




Occhi di cielo” è invece un elegante spillato in tiratura limitata, che riporta sulla scena il fumetto sexy-western ritenuto perduto di Moreno Burattini e Lola Airaghi. Se ne erano perse le tracce da anni, dopo le prime tre puntate apparse nel 2004 e nel 2005 su “Dime Press”. Ma chi aveva letto l’inizio di quella storia non l’ha mai dimenticata. Occhi di cielo è stata oggetto di una mostra di originali  e di un portfolio. La chiusura della rivista  che la ospitava interrotto bruscamente la narrazione, ma dai cassetti dello sceneggiatore e della disegnatrice sono riemerse le tavole già pubblicate, altre inedite o in via di realizzazione, e abbozzi di testi scritti ancora da illustrare. Ma chi è Occhi Cielo? Chi è Elias? Chi  sono Artiglio d’orso e Sarah? E chi Salomon Saint, il predicatore, e Misery, la sua serva? Personaggi che meritano un recupero. Questo spillato è il primo passo verso il completamento di una storia insolita e affascinante, maliziosa e romantica, drammatica e umoristica al tempo stesso.

La casa editrice Cut-Up Publishing ha fortemente voluto dare una nuova vita all’affascinante squaw dagli occhi azzurri (non hanno dovuto insistere molto per convincere me e la Airaghi). Questo primo albo, oltre a raccogliere tutto il materiale edito e inedito che era stato già realizzato, comprende anche alcune bozze che Lola conservava gelosamente nel cassetto. Per il futuro è prevista l’uscita di un volume di più ampio respiro, che è già in lavorazione e in cui potrete continuare a scoprire Occhi di Cielo e le sue avventure. E dopo, chissà…

sabato 23 dicembre 2017

IL PONTE (DI MOSTAR) DELL'IMMACOLATA





Da più di vent'anni viaggio in giro per l'Italia e per il mondo invitato a manifestazione fumettistiche. Dovunque mi rechi, incontro entusiasti abitanti di Darkwood, visto che Zagor è una delle eccellenze italiane esportate anche all'estero. Su questo blog trovate, se volete mettervi a scartabellare, cronache fotografiche di kermesse organizzate a Istanbul, in Brasile, in Serbia, in Croazia, in Montenegro oltre che in tante città del Bel Paese.  Mancava, finora, un tour in Bosnia Erzegovina, dove pure lo Spirito con la Scure è molto popolare (come in tutta la penisola balcanica). Nei giorni tra l'8 e il 10 dicembre 2017, alla fine, un gruppo di autori zagoriani sono partiti alla volta di Mostar, località celebre per lo storico ponte risalente al Cinquecento, quando fu costruito sotto la dominazione ottomana grazie al sultano Solimano il Magnifico, per essere poi abbattuto nel 1993 durante la guerra che tutti ricordiamo. Lo Stari Most ("ponte vecchio") è stato ricostruito grazie anche al contributo italiano (una targa ricorda il denaro donato dal nostro Paese, il più generoso fra quelli che hanno stanziato dei fondi). Nel 2016 un gruppo di appassionati supportati da sponsor ha dato vita a "Mostrip", un festival del fumetto appunto organizzato a Mostar, importante sede universitaria, con una prima edizione incentrata su ospiti balcanici; poi nel 2017 ecco una seconda edizione aperta anche ad autori stranieri, chiamati a incontrarsi con il pubblico e ad esporre le loro tavole. Così, io, Joevito Nuccio e Walter Venturi siamo partiti per l'Erzegovina dove abbiamo incontrato un altro zagoriano, il serbo Bane Kerac (l'unico "straniero" del nostri staff). Sia Nuccio che Venturi hanno realizzato un poster (uno con Zagor e uno con Tex). I darkwoodiani locali ci hanno accolto nel migliore dei modi, sono stati giorni di risate e sorrisi con belle persone, e anche di riflessione sulle cicatrici della guerra del 1992-93 (ancora visibili) che il tempo, per fortuna, sta cancellando. Anzi, un paese come la Bosnia Erzegovina, popolato da etnie diverse che convivono negli stessi spazi, dimostra appunto come la convivenza sia possibile nel rispetto sacrosanto delle rispettive identità. Un festival del fumetto a Mostar è un segno della voglia di divertimento, di cultura, di rinascita, di apertura al mondo.  Le foto che seguono documentano la nostra visita e i nostri incontri con il pubblico e con tanti autori bosniaci o di altri Paesi della ex Yugoslavia, peraltro tutti molto bravi. Grazie a Dubravko Simic, a capo dello staff dell'organizzazione, per l'accoglienza fraterna.

Moreno Burattini davanti allo Stari Most.


Un membro dello staff con la maglietta con il poster di Joevito Nuccio.



Disegni e autografi per tutti!


Studi di Gallieno Ferri in mostra a Mostar.



Disegni di Gallieno Ferri in mostra: studi per Zagor.



Una delle tavole esposte: copertina di Gallieno Ferri per "Dime Press" n° 3 (1993)



Walter Venturi, Moreno Burattini e Joevito Nuccio a Mostar.


Joevito Nuccio, Walter Venturi, Moreno Burattini davanti all'ingresso della manifestazione.



Lo Stari Most di notte


Bane Kerac, in nostro interprete Andrei, Moreno Burattini, Joevito Nuccio.


Una via della città vecchia di Mostar.



Un minareto (vicino a tanti campanili).

Uno scorcio della città vecchia di Mostar.

Moreno Burattini sotto lo Stari Most.
Proiezione di diapositive a Mostart.
Io e Walter Venturi con Dubravko Simic.
Un lettore balcanico con la maglietta di Tex disegnata da Venturi e con Walter medesimo,

Joevito fotografa il proprio poster.


Un autografo su "Magia indiana" edizione croata.
Una delle tante tavolate bosniache
Il pubblico a Mostar
Ho anche delle lettrici bosniache.

Il ponte vecchio visto dalla Neretva.














sabato 13 agosto 2016

DA QUI ALL'ETERNITA'







Per attirare la vostra attenzione su quel che bolle in pentola riguardo al sottoscritto, rubo a Ivano Codina il suo divertente Paper Zagor senza neppure chiedergli il permesso, tanto siamo amici (e lui del resto l'ha rubato a sua volta alla Disney e alla Bonelli senza autorizzazione).  Chiaramente, ci sarà anche qualcosa a proposito di Zagor per cui il disegno spiritoso (con la scure) che vedete in apertura è giustificato. E siccome qualche altra cosa sarà di tipo umoristico e parodistico, ecco che è giustificata anche la paperaggine del disegno medesimo (questo per prevenire le contestazioni dei pignoli). Ma procediamo in ordine cronologico.




Ci saranno anche il disegnatore Marcello Mangiantini e lo scrittore Giampaolo Merciai, con me, a presentare "Dall'altra parte" (Cut Up) mercoledì 17 agosto alle ore 21 nella Sala Consiliare di San Marcello Pistoiese. Mangiantini (Zagor, Dampyr, Dragonero, Adam Wild) è anche l'autore di una delle illustrazioni dei 26 racconti inquieti. Se proprio non volete venire per incontrare me, venite a farvi autografare un disegno da lui, e a farvi dedicare da Merciai il suo ultimo romanzo "Porco Giuda!". Basta che veniate. Lo so che è sempre più difficile smuovervi di casa, ma salire a San Marcello vuol dire cenare benissimo in uno dei tanti ristoranti della montagna pistoiese e godere di aria fresca e acqua buona. Comunque, "Dall'altra parte" sta andando molto bene, e i commenti di chi  ne ha letto i racconti sono, per quel che ho potuto vedere e ascoltare, più che lusinghieri. Vi ricordo che una delle 26 storie (tutte brevi) ha per protagonista Zagor e gode di una illustrazione inedita di Marco Verni. Oltre a parlare di questo libro, proporrò una sorta di spettacolo di cabaret che ormai vado portando avanti da più di un anno, intitolato "Utili sputi di riflessione", esattamente come il libro di aforismi targato Allagalla che ho scritto nel 2015 e che, dopo essere stato anche ristampato, è ormai in esaurimento (se non ve lo siete procurato, fate appena in tempo a cercarlo adesso). In settembre, ottobre, novembre e dicembre farò comunque altre presentazioni inquiete dei miei racconti.



La prima di queste presentazioni sarà sabato 3 settembre alle ore 15 a Narni Comics, una manifestazione in calendario dal 2 al 4 di quel mese a Narni (Terni), con una miriade di ospiti e di iniziative. Tanto per dirne una, subito dopo il mio incontro seguirà quello del Forum ZTN che festeggia dieci anni (e il giorno dopo parteciperò a un pranzo con i forumisti).  A presentare "Dall'altra parte" con me, a Narni ci saranno Mauro Laurenti, Graziano Romani e (udite, udite) Marco Torricelli, tutti e tre in qualche modo implicati nel libro (due con le loro illustrazioni, uno per la soundtrack).  Vedere Laurenti è facile, perché va dappertutto (come me), ma vedere Torricelli è proprio un evento: perciò non mancate. Ma c'è di più. Per la prima volta al mondo verrà presentato di persona (e pronto a fare disegni) il nuovo copertissima di Zagor. Non so se è chiaro il concetto. La locandina che vedete sopra è opera di Lola Airaghi, che sta disegnando una mia storia di Zagor: incontrandola a Narni le chiederemo tutti insieme a che punto è. Magari ci porterà a far vedere le prime tavole, chissà.



Quella che vedete qui sopra è invece la copertina di Tino Adamo per un albetto gratuito di 40 pagine dal titolo "Incontri impossibili" in uscita il 17 e 18 settembre in una fiera a Nichelino (TO), San Matteo Comics, in cui saranno raccolte varie cose umoristiche riguardante i fumetti realizzate da me medesimo e pubblicate in Rete (chi le ha viste sostiene che facciano ridere). In quell'occasione presenteremo al pubblico, per la seconda volta dopo Narni, il nuovo copertinista di Zagor. Un albetto analogo raccoglierà invece il meglio del solito Franco Lana. Due albi, in pratica, per una sola visita. Occhio che ci saranno poche copie numerate (duecento per titolo). Accorrete numerosi! 



Julia, Mister No e Zagor a Rapallo. Tre storie inedite raccolte in un volume che uscirà in occasione di Rapalloonia, il primo ottobre 2016: ecco la locandina di Emiliano Mammucari. Che c'entro io? C'entro, perché la  sceneggiatura della storia di Zagor, intitolata "Il sortilegio della strega", porta la  mia firma. I disegni sono invece di Walter Venturi. 
Qui di lato vedete l'inizio così come è stato fotografato su mio computer da uno degli organizzatori e da lui pubblicato sulla pagine Facebook della manifestazione.
Se vi state chiedendo come fa lo Spirito con la Scure ad andare a Rapallo, o in che modo un racconto breve possa metterlo in contatto con la cittadina ligure, non avete che da attendere poche settimane e procurarvi il catalogo della manifestazione (che avrà una introduzione scritta appositamente da Tiziano Sclavi). Io sarò ospite appunto il giorno di sabato, quello inaugurale.




Perché a Rapallo resterò solo un giorno e non almeno due per fare magari l'ultimo bagno nel mare della stagione? Semplice: perché domenica 2 sarò a Roma, e più precisamente negli stand della Fiera, dove si starà svolgendo l'edizione autunnale di Romics. Sarò in compagnia del nuovo copertissima di Zagor, che in quel momento sarà in edicola con la sua prima cover, ovvero quella dell'albo "Zenith 666", numero speciale a colori dedicato all'incontro fra l'universo dello Spirito con la Scure e quello di Dylan Dog, attraverso la celebrazione di Tiziano Sclavi che, prima di scrivere il suo Indagatore dell'Incubo, fece proprio a Darkwood le sue prove generali. 



E poi? Beh, poi c'è un appuntamento a Brescia il 15 e il 16 ottobre. Si tratta della prima edizione di una piccola ma interessante manifestazione di cui vi parlerò a tempo debito. Per il momento arriviamo subito a Lucca Comics 2016 dove saranno almeno tre gli eventi zagoriani. Uno, riguarda appunto il nuovo copertissima e il suo incontro con il pubblico lucchese. Due, verrà messo in vendita il gioco da tavolo di  Zagor, che vedete nell'immagine poco sopra. Tre, io e Graziano Romani presenteremo un altro misterioso progetto top-secret a cui stiamo lavorando (con un bel po' di gente) da alcuni mesi. Di che cosa si tratterà? Lo sveleremo durante settembre, ma sarà qualcosa che farà clamore. La foto più sotto mostra Graziano con degli appunti durante le nostre riunioni di lavoro. Riguardo al gioco, vi assicuro che è "una figata" (come si suol dire) sia dal punto di vista grafico (illustrazioni inedite di Venturi e Rubini, oltre a quelle classiche di Ferri) che da quello del divertimento nel farci le partite (ho avuto la fortuna di provarci). Io mi sono limitato a supervisionare testi e disegni e credo di aver dato qualche utile suggerimento, ma complimenti agli autori e all'editore.



Altre notizie spicciole. In occasione del quinto anniversario della morte di Sergio Bonelli (avvenuta il 26 settembre 2011), Comic Out ristamperà la sua biografia scritta da me e da Graziano Romani "Guido Nolitta: Sergio Bonelli sono io", uscita con il marchio della Coniglio Editore pochi mesi prima della scomparsa dell'indimenticabile personaggio. La nuova edizione sarà ampliata e aggiornata. In ottobre usciranno due mie storie buonelane ma non zavorriate: una sarà una storia breve di 32 tavole pubblicata nel prossimo Color Tex e illustrata da Michele Rubini; la seconda sarà una storia lunga di 160 pagine presentata come Speciale Dampyr, con i disegni di Fabrizio Longo. Questo racconto dampyriano si svolge a Firenze e credo che faremo una presentazione in uno dei luoghi che Harlan Draka si trova a frequentare nel corso della storia. Torneremo a parlarne. Sul versante libresco, il giorno 8 ottobre 2016 terrò una conferenza presso la Biblioteca S.Giorgio di Pistoia, ma sarò più preciso al momento opportuno. Sto lavorando due saggi fumettistici che dovrebbero uscire per Allagalla (così da far seguito al fortunato "Tex secondo Letteri") e a due libri di genere diverso che invece interessano a Cut Up (l'editore di "Dall'altra parte"). Infine: ho messo a punto la programmazione per la prossima annata di Zagor, e vi assicuro che annamo bene. Chi vivrà, vedrà.


domenica 20 marzo 2016

VISITA GUIDATA (SECONDA PARTE)



Le prime firme sul registro della mostra "Da Gavinana a Darkwood" 

Chi segue la mia attività o frequenta questo blog sa già della mostra "Da Gavinana a Darkwood - La vita a fumetti di Moreno Burattini", dedicata ai miei primi 25 anni di attività nel mondo del fumetto. L'esposizione, distribuita su tre piani all'interno dello storico Palazzo Achilli di Gavinana (PT) è rimasta aperta dal luglio 2015 al gennaio 2016.

Gavinana, in una foto di Marco Corbetta
Una prima visita virtuale avete avuto modo di farla (con tanto do video) in un apposito post dello scorso agosto. Adesso, vi accompagnerò (se volete) in una visita guidata: ho già cominciato con una prima parte nel post precedente, adesso ecco la seconda.

Tutte le foto che vedrete sono opera di Francesca Pesci, tranne quelle di Marco Corbetta (indicate in didascalia come sue). Il mio ringraziamento va a tutti i visitatori (tantissimi) e ai bravissimi organizzatori dell'Ufficio Cultura della Provincia di Pistoia, capitanati da Marco Tempestini e Lisa Di Zanni.

Le didascalie in neretto sono quelle "ufficiali", il commento in corsivo è mio.



Gallieno Ferri, 3 strisce per Zagor “Ombre nella foresta”, con dedica a Moreno Burattini
Gallieno Ferri ha detto di preferire in modo particolare, fra le mie storie da lui realizzate, quella intitolata “Ombre nella foresta”, in cui comparivano dei freaks, che Zagor aiuta a fuggire dall’uomo che li sfrutta come fenomeni da baraccone. Eccone una tavola originale.



Mauro Laurenti, due disegni di prova per un fumetto su Francesco Ferrucci, ispirato a statua nel Museo Ferrucciano
Coltivo da anni il desiderio di raccontare a fumetti la vita di Francesco Ferrucci. In attesa che il progetto si realizzi, Mauro Laurenti ha provato a immaginare l’aspetto del capitano fiorentino basandosi su una statua conservata nel Museo Ferrucciano di Gavinana.



Locandina per “Cavalcando con Tex”
Oltre a scrivere sceneggiature di fumetti, ho sempre compilato saggistica riguardante gli eroi di carta. Questa locandina pubblicizza una vera e propria enciclopedia scritta con Francesco Manetti e Giovanni Battista Verger, dedicata a Tex Willer.


Foto di Marco Corbetta

Carlo Raffaele Marcello, disegno con Zagor e Tex per la copertina della rivista "Dime Press" fondata da Moreno Burattini
Carlo Raffaele Marcello realizza l’incontro “impossibile” fra Zagor e Tex in questa copertina per un numero di Dime Press, realizzata su mia richiesta.



Giuseppe Camuncoli, tavola originale di Tex dalla storia 'Incontro a Tularosa', testi di Moreno Burattini
E’ una tavola molto particolare perché: 1) è tratta da una delle sole due mie storie di Tex; 2) è di un autore importantissimo che lavora per la Marvel (fa l'Uomo Ragno) e che solo per questa storia si è prestato a Tex; 3) mostra Tex che muore sconfitto in duello (naturalmente c'è un trucco, ma la tavola impressiona).


Foto di Marco Corbetta

Giorgio Sommacal, tavola inedita per “Il conte di Carmagnola”
Negli anni in cui collaboravo con Giorgio Sommacal per “Cattivik” pensammo di creare un personaggio nuovo tutto nostro, “Il conte di Carmagnola”, di cui realizzammo le prime tavole di una storia di prova, che però non trovarono un editore. Questo è l’originale della prima pagina.




Giorgio Sommacal, disegno con Cattivik tra i tifosi
Era molto divertente lavorare con Giorgio Sommacal su “Cattivik”: le mie gag trovavano in lui l’interprete ideale. Qui Cattivik, deciso a rubare la coppa in palio allo stadio, sbaglia il travestimento da tifoso finendo nella curva avversaria.



Moreno Burattini, disegno con incontro fra Dylan Dog e Comandante Mark
Provando a cimentarmi come disegnatore umoristico, ho immaginato così l’incontro fra Dylan Dog e il Comandante Mark.



Massimo Bonfatti, tavola per Cattivik "Cattivik alle Olimpiadi", con testi di Moreno Burattini
Il più bravo interprete di Cattivik (e uno dei migliori autori umoristici del mondo, secondo me) è sicuramente il modenese Massimo Bonfatti: con lui ho avuto la fortuna di realizzare due storie, di cui qui vedete uno strabiliante originale.

Foto di Marco Corbetta



Giorgio Sommacal, otto tavole (storia completa) di Cattivik con Battista il Collezionista
Con Giorgio Sommacal ho portato il mio personaggio di Battista il Collezionista, nato sulle pagine della fanzine “Collezionare”, dentro la saga di Cattivik.

Foto di Marco Corbetta
Le liane di Darkwood a Gavinana (foto di Marco Corbetta)




Foto di Marco Corbetta


Moreno Burattini, libro su Alan Ford, 1998
Con Francesco Manetti ho realizzato un “Index” in cui sono analizzati tutti i primi trecento albi di Alan Ford: un lavoro impegnativo ma anche un modo per ripagare il debito di risate che entrambi avevamo verso Max Bunker.

Albi "Cattivik The best", n. 17, 1997, e n. 3, 2009
Le mie storie di Cattivik sono state più volte ristampate in albi e volumi antologici.

Due albi de Il Comandante Mark, n. 8, giugno 1997
In casa Bonelli, oltre che di Zagor, Cico, Tex e Dampyr mi sono occupato anche del Comandante Mark, scrivendo sette avventure, tutte illustrate da Lina Buffolente. Essendo stato da ragazzo un grande lettore di Mark, mi sono cimentato volentieri nell’impresa.

Albo di Lupo Alberto "Musica McKenzie!", 2003
Sono state davvero tante le formule e i formati con cui Silver ha utilizzato le oltre quaranta storie di Lupo Alberto che ho scritto per lui, ideando serie come “Le maialate di Enrico La Talpa”, “Vita da Talpa” e “McKenzie Memories”.

“Lupo Alberto. Un simpatico Lupo d'Autore”, 1999
Volentieri, nel 1999, ho dedicato un mio saggio alla Fattoria McKenzie, i cui variegati personaggi fanno da comprimari nelle storie di Lupo Alberto.

Moreno Burattini e Antonio Vianovi, "Martin Mystère. 2", 1991 
Antonio Vianovi, negli anni Novanta, organizzava una mostra dopo l’altra sui vari eroi Bonelli e spesso mi coinvolgeva per realizzare con lui i cataloghi. Questo è dedicato a Martin Mystère (il secondo dopo un precedente testo).


"Cavalcando con Tex De luxe", vol. 1 di 5, 1999
L’enciclopedia “Cavalcando con Tex”, scritta con Francesco Manetti e Giovanni Battista Verger, esamina una per una tutte le storie della serie.

Statuetta di Tex per collana distribuita in edicola, curata da Moreno Burattini (autore anche di testi dei fascicoli allegati)
Nel 2005 ho collaborato con le Edizioni Hachette per la  collana “Il mondo di Tex”, scrivendo testi per i fascicoli allegati alle statuette distribuite in blister da edicola. Una collezione divertente.

"Il mondo di Tex, 12", fascicolo su Aquila della notte
Questo è uno dei fascicoli allegati alle statuette Hachette della collezione “Il mondo di Tex”, di cui io scrivevo i testi.
Foto di Marco Corbetta

"My name is Tex", 2011 (libretto abbinato al disco su Tex di Graziano Romani)
Quando, nel 2011, il musicista Graziano Romani pubblicò il suo album rock-country “My name is Tex”, fu distribuito in edicola in un blister contenente un libretto dei cui testi mi occupai più che volentieri, vista la mia amicizia con il cantante e il valore delle sue composizioni.

"Tex un eroe per amico", 1998
In questo monumentale saggio su Tex Willer, curato da Gianni Bono e Leonardo Gori, io ho scritto il capitolo più lungo, quello che si occupa delle storie dal 1975 al 1988.

“Tex. Sulle tracce di Tex”, 2004, con capitolo di Moreno Burattini
Anche nel catalogo della mostra “Sulle tracce di Tex”, allestita a Trento nel 2004, c’è un capitolo  scritto da me: “The big one”, dedicato ai “Texoni”.

"Tex Color", n. 6, novembre 2014 
E’ stata enorme soddisfazione riuscire a pubblicare, nel 2014, la mia prima storia di Tex, peraltro illustrata da un grande disegnatore italiano, in forza alla Marvel, Giuseppe Camuncoli.

Moreno Burattini, Graziano Romani, volume della collana "Lezioni di fumetto" su Giovanni Ticci
La mia sconfinata ammirazione verso il senese Giovanni Ticci è alla base di questo saggio sulla sua vita e sulla sua opera, scritto con Graziano Romani.

Moreno Burattini e altri, "Guglielmo Letteri e Tex", 1998
Ho realizzato vari volumi di saggistica per la Glamour International Production di Antonio Vianovi. Questo, scritto con Stefano Priarone, è dedicato a Guglielmo Letteri, uno dei principali interpreti di Tex, in occasione di una mostra che fu dedicata al disegnatore dal Salone del Fumetto di Lucca nel 1998. Ebbi modo di conoscere Letteri di persona e fu una grande emozione.

Foto di Marco Corbetta



Gallieno Ferri, tavola di striscia per Mortimer scartata
Dalla prima storia in cui Zagor affronta il diabolico Mortimer, il nemico di maggior successo da me ideato, fu tagliata questa striscia, forse perché ritenuta troppo... romantica.



Gallieno Ferri, striscia tagliata



Lettera illustrata di Giacomo Michelon
Gli autori di fumetti si scambiano lettere disegnate. Eccone una di Giacomo Michelon (disegnatore di Cattivik e di Lupo Alberto).



Marco Verni e Gianni Sedioli, tavola con Zagor che prende a pugni i suoi autori, con sceneggiatura 
Che cosa farebbe Zagor se incontrasse i suoi autori? Probabilmente ci prenderebbe a pugni, visti i guai che gli facciamo passare. Io, Gianni Sedioli e Marco Verni ci siamo divertiti a immaginare la scena in una tavola autoconclusiva.

Foto di Marco Corbetts

Marco Verni, tavole per Zagor “Ombre gialle”, con sceneggiatura 
Io e Marco Verni formiamo una coppia affiatata da ormai quindici anni: queste sono tre tavole originali di una delle tante storie realizzate insieme: “Ombre gialle”.














Moreno Burattini, sceneggiatura integrale di Zagor Gigante 3 “La storia di Betty Wilding”, con correzioni di Moreno Burattini stesso
Una storia a fumetti di Zagor viene disegnata sulla base di una sceneggiatura come questa.

Albo gigante di Zagor "La storia di Betty Wilding"
“La storia di Betty Wilding” racconta il passato della mamma di Zagor: ho sentito forte la responsabilità di non tradire la tradizione e l’ortodossia zagoriana e soddisfare i lettori che attendevano questo volume.

Rubrica di Moreno Burattini con appunti e idee da sviluppare
Meglio avere sempre un’agenda a portata di mano per prendere appunti sulle idee che vengono in mente all’improvviso!

Albo di Zagor "La vendetta di Mortimer"
Tra i nemici di Zagor di nuova generazione (cioè non creati da Sergio Bonelli ma dai successori) spicca il diabolico Mortimer, di mia ideazione, che ha ottenuto un buon successo presso i lettori, al punto da essere stato protagonista di ripetuti ritorni.

Moreno Burattini, disegno con Cico allegato a sceneggiatura
Per farsi capire dal disegnatore chiamato a mettere su carta le vignette che cerco di descrivere, talvolta può essere utile realizzare degli schizzi che allego alla sceneggiatura.



Fabio Civitelli, Sex Willer, 1993
Sulla rivista “Dime Press”, di cui sono stato uno dei fondatori, venne pubblicata una serie di illustrazioni in cui vari autori provarono a immaginare gli eroi Bonelli “al femminile”. Fui io a suggerire a Fabio Civitelli di realizzare “Sex Willer”.



Gianni Sedioli, disegno a colori con Zagor, 2012, con dedica a Moreno Burattini 
Gianni Sedioli, dopo anni di fortunata collaborazione insieme, mi ha fatto felice con un gradito omaggio: un disegno che racconta una storia in una sola immagine. Questo.





Lola Airaghi, 5 disegni dal portfolio per il personaggio di Occhi di Cielo
Io e Lola Airaghi, una delle più brave disegnatrici italiane, abbiano creato un personaggio femminile, la sexy indianina “Occhi di Cielo”, una sciamana meticcia a cui Lola ha dedicato questo portfolio.


Foto di Marco Corbetta

Un torrente di Darkwood ricostruito a palazzo Achilli
Si sale al piano di sopra. Foto di Marco Corbetta.
La sala con il video

Foto di Marco Corbetta

Moreno Burattini, "Il mistero di Chateau des Vermot" 
Volevo diventare uno scrittore fin da bambino, e invece di andare a giocare a pallone con i miei coetanei mi divertivo a inventare romanzetti con la macchina da scrivere compratami da babbo e mamma.

Moreno Burattini, "Pappagnan ed i tre trombettieri"
Oltre a scrivere romanzetti d’avventura o di mistero, ispirati ai libri che leggevo (spesso comprati all’edicola di Gavinana durante le vacanze estive), esercitavo anche la vena umoristica che, evidentemente, sentivo di avere.

"Come si diventa autori di fumetti", 1983
Questo aureo libretto, opera di Silver e di Alfredo Castelli e uscito in allegato a un numero di “Eureka”, è servito a spiegarmi, nel 1983, i primi trucchi del mestiere dello sceneggiatore di fumetti. E non lo insegnò solo a me, ma a tanti miei colleghi: fu uno dei primi strumenti per imparare, in anni in cui non c’erano scuole di comics.

"Collezionare", 1985
Nel 1985 io e alcuni amici di Campi Bisenzio fondiamo la fanzine “Collezionare”, con la quale muovo i primi passi come saggista, come fumettista e anche come curatore di testata. Fanzine significa “fan magazine”, cioè rivista fatta da appassionati, e infatti i primi numeri non erano professionali e vennero realizzati con pochissimi mezzi. Ma crescemmo in fretta.

“Collezionare", numero speciale su Battista il Collezionista, 1990
Su “Collezionare” veniva pubblicato un personaggio a fumetti di mia creazione, “Battista il Collezionista”, diventato protagonista di decine di avventure e di strisce umoristiche. Alcune di queste furono raccolte in un paio di albetti.

Moreno Burattini, "L'ultimo grido del cacciatore", 1985
A un certo punto i miei tentativi di inventare storie e scriverle nel modo giusto cominciarono a portare dei risultati: un mio racconto di fantascienza, “L’ultimo grido del cacciatore”, venne pubblicato sulla rivista “Dimensione Cosmica” nel 1985 e poi tradotto in ungherese nel 1988.


Rivista "Mostri" contenente il primo fumetto pubblicato da Moreno Burattini, 1990
Nel settembre del 1990 esce in edicola la mia prima storia a fumetti realizzata da professionista, cioè su una rivista che me l’ha commissionata e pagata, “Mostri” (edizioni ACME). Ai disegnarla c’è Stefano Andreucci, destinato a divenire uno dei più grandi autori italiani. I miei venticinque anni di carriera si calcolano da qui.

Storia di Moreno Burattini pubblicata su “Intrepido”, 1993
Fra le riviste con cui ho collaborato, c’è anche una mia storia a fumetti apparsa nel 1993 sull’“Intrepido” e disegnata da Roberto Piere, oggi mio collaboratore nello staff di Zagor.

"Cattivik contro Berlusconi" e "Cattivik contro la Rai", 1992
La ACME che pubblicava “Mostri” mandava in edicola anche “Cattivik” e “Lupo Alberto”. Mi fu chiesto di scrivere storie anche per questi personaggi. Uno dei primi lavori che realizzai furono le due avventure in cui Cattivik irrompeva negli studi televisivi della RAI e di Mediaset seminando scompiglio: nel 1992 si era nel pieno della guerra delle emittenze (e Berlusconi non era ancora sceso in politica).

Albo di Cattivik, n. 29, 1992, con rubriche tenute da Moreno Burattini 
Fu davvero un periodo molto divertente, quello degli anni Novanta in cui collaboravo in modo molto attivo alla testata “Cattivik”, non soltanto scrivendo le storie del personaggio ma anche realizzando la maggior parte dei redazionali interni (la Posta, la rubrica degli scherzi, il dizionario degli insulti) con lo pseudonimo di Professor Gustavo La Fogna.

Moreno Burattini, disegni umoristici (“Costante il casellante”)
Ho lavorato per dieci anni (tra il 1982 e il 1992) come esattore per la Società Autostrade al casello di Prato Est. Anche in quel periodo e in quell’azienda ho pubblicato su un giornale sindacale molte mie vignette legate alla professione che svolgevo, divertendo i colleghi.



Moreno Burattini, "Il bunker dei fumetti", 1989
Credo di essere stato uno dei primi a intervistare in maniera esaustiva Max Bunker (Luciano Secchi) con questo dossier apparso sulla rivista “Il Fumetto” nel 1989.

"Dime Press Magazzino Bonelliano", nn. 1/2/3, 1992 
Nel 1992 il gruppo che realizzava “Collezionare” viene ingaggiato dalla Glamour di Antonio Vianovi per dar vita a una rivista di critica tutta dedicata al fumetto Bonelli: “Dime Press”. Io figuro tra i quattro fondatori con Saverio Ceri, Francesco Manetti e Alessandro Monti.

Moreno Burattini, Gianni Brunoro e Antonio Vianovi, "Martin Mystère", 1990 
Nel 1990 comincia la mia attività di saggista professionale con libri di critica fumettistica pubblicati per vere e proprie case editrici, come la fiorentina Glamour International Production di Antonio Vianovi.

“Cattivik e i kattivissimi nel fumetto italiano”, 1991 
Nel 1991 inizio a collaborare come facente parte dello staff organizzativo con la mostra del Fumetto di Prato, accanto al patron Stefano Bartolomei, e dunque mi occupo anche del catalogo.


Alessandro Chiarolla, disegno a colori con bambino che guarda Zagor
Il bambino incantato di fronte a Zagor, visto in questo disegno come un divo dello spettacolo, potrei essere io.



Francesco Gamba, disegno con Cico, con dedica a Moreno Burattini
Sono stati diciannove i miei albi di Cico realizzati con Francesco Gamba: l’indimenticato maestro mi ha regalato questo disegno volendo esprimere la sua soddisfazione per il lavoro insieme.


Franco Donatelli, tavola per Zagor “La strada di ferro”, 1972
Questa tavola è tratta dal primo albo di Zagor che ho comprato in edicola, con i miei soldini: era l’aprile del 1972, l’episodio si intitolava “La strada di ferro”. E’ stato emozionante entrare in possesso, trent’anni dopo, del disegno originale qui esposto.




Fumetto!, enciclopedia sul fumetto, collaborazione di Moreno Burattini con cinque voci tra cui quella su Gallieno Ferri
Ho collaborato con cinque voci, dedicate alle biografie di altrettanti importanti autori italiani (Mauro Boselli, Max Bunker, Ade Capone, Tito Faraci e Gallieno Ferri) a questo fondamentale tomo enciclopedico sul fumetto nel nostro Paese.

Moreno Burattini, "Quando i fumetti erano a strisce", piccolo saggio con copertina di Ferri con Zagor e Tex
Ho scritto un breve saggio rievocando i tempi in cui i fumetti venivano pubblicati nel formato “a striscia” e, in occasione di una manifestazione lombarda, ne venne realizzato un opuscolo distribuito gratuitamente, con una copertina in grado di attirare chiunque: Tex e Zagor insieme disegnati da Gallieno Ferri.

"Il mondo di Zagor. Gli indiani d'America", 1991
Uno dei miei primi incarichi presso la Sergio Bonelli Editore fu quello di scrivere questa guida alle tribù pellerossa del Nord America (una sorta di piccola enciclopedia in ordine alfabetico): per documentarmi, ebbi accesso alla grande biblioteca dedicata ai Nativi Americani custodita in casa di Sergio Bonelli in persona. L’opuscolo uscì in allegato allo Speciale Zagor del 1991.

“L'audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano”, 2011, con due capitoli di Moreno Burattini
Gli organizzatori di una grande mostra allestita a Napoli sulla storia della Casa editrice Bonelli hanno chiesto due miei contributi saggistici che sono stato lieto di aver potuto scrivere per comparire in un libro così bello e importante.


Fotografia del primo incontro tra Moreno Burattini e Sergio Bonelli, 1987

PS.24  "Speciale Zagor", di Moreno Burattini e altri, 1990 
Il primo saggio in assoluto della storia della critica fumettistica italiana dedicato interamente allo Spirito con la Scure pubblicato in volume fu lo Speciale Zagor, supplemento della fanzine “Collezionare” che io e alcuni amici avevamo fondato a Campi Bisenzio a metà degli anni Ottanta. Questo libro, datato 1990 e da me scritto con Francesco Manetti e Alessandro Monti, vendette oltre duemila copie nonostante la distribuzione per corrispondenza.



Albo di Zagor, "Pericolo mortale",  1991 
Nel 1991 esce la mia prima storia di Zagor, illustrata da Gallieno Ferri. Si realizza il sogno di una vita. 



Albo di Cico, "Cico trapper", 1991 
Nel maggio 1991 esce anche il mio primo albo di “Cico”. Nelle pagini iniziali colloco la scena in un immaginario paese del Nord America chiamato “St. Marcel”. L’omaggio a San Marcello Pistoiese è evidente.



Photobook su Gallieno Ferri, a cura di Moreno Burattini e altri
In occasione degli 85 anni del maestro Ferri, Marco e Stefano Grasso hanno realizzato questo Photo Book a cui io ho collaborato consegnando molte foto e scrivendo una prefazione.


Locandina della commedia “Il vedovo allegro” di Moreno Burattini, prima rappresentazione con Burattini regista, 1986
La versione originale della commedia “Il vedovo allegro” venne scritta in vernacolo fiorentino (poi mi occupai di un adattamento in italiano) e fui anche il regista della “prima” a Signa, nel 1986, quale capocomico di una compagnia di dilettanti straordinariamente bravi, a cui diedi il nome di “Teatro Poco Stabile”. 



Locandina per iniziativa sul poeta Geri di Gavinana, 2012
Anche nel 2015, come in questa iniziativa del 2012, si è organizzato a Gavinana un evento su Giuseppe Geri, di cui sono state ritrovate centinaia di poesie inedite, raccolte in un libro da me curato (edito dall’Associazione Achilli).

Foto di Marco Corbetta

Locandina de "Il berretto a sonagli", adattamento di Moreno Burattini e altri 
Fra i successi della mia attività di autore teatrale annovero l’occasione concessami dal produttore e regista Francesco Bellomo di lavorare con il grande Pino Caruso, in un allestimento del “Berretto a Sonagli” di Pirandello, che ho reintegrato con le parti tagliate in origine e aggiungendo un prologo iniziale non previsto (ma dato per sottinteso). Un adattamento che ha avuto molto successo.

"I campioni della bugia", libro sul Campionato della bugia, con capitolo di Moreno Burattini
Gli organizzatori del Campionato della Bugia che si svolge ogni estate a Le Piastre (PT) hanno chiesto un mio contributo per questo catalogo che racconta la storia della manifestazione, a cui in alcune occasioni ho collaborato come membro della giuria. Il mio pezzo si occupa delle bugie in ambito matrimoniale.

Recensione di Libero sulla commedia "Il vedovo allegro"
Il successo trentennale del “Vedovo allegro” non è sfuggito al recensore di “Libero”, e gliene sono grato.

Depliant della commedia "Il vedovo allegro", 2009
Da quasi trent’anni si susseguono le rappresentazioni de “Il vedovo allegro”, e io stesso non saprei dire quando e dove la commedia è andata in scena. Quando posso, mi procuro una locandina o un volantino, ma il più delle volte non ne sono neppure informato.

"E veduv alegar", copione della commedia "Il vedovo allegro" in romagnolo 
Scritta in vernacolo fiorentini, adattata in italiano, tradotta in milanese e, alla fine, rappresentata anche in dialetto romagnolo: la commedia “Il vedovo allegro” diventa “E veduv alegar”.

Locandina di iniziativa sul poeta Geri a Gavinana, 1996
Sono state numerose i “reading” delle poesie di Giuseppe Geri che, con l’Associazione Achilli di Gavinana, siamo riusciti a organizzare, coinvolgendo anche attori che hanno letto le opere, professori che hanno tenuto conferenze e gente del luogo che ha fornito fotografie d’epoca da proiettare sullo schermo.



Moreno Burattini, "Geri di Gavinana, il poeta delle piccole cose", 2012
C’è sempre stata, in casa dei miei nonni e di mio padre, una copia di “Fiori di bosco”, di Giuseppe Geri. E una volta che avevo dieci anni, ho anche visto il Poeta in piazza qui in paese. Da questa lunga frequentazione con le poesie di Geri da Gavinana nasce il mio amore per la sua opera e le tante iniziative che ho contribuito a organizzare, come questo libro che raccoglie le sue opere migliori corredate da un mio commento critico, edito dall’Associazione Achilli.



Bruno Santini, "Un nuovo amico per il signor Stravideo", libro per bambini con copertina e disegni di Moreno Burattini

"Toscani in una tavola ", libretto di ricette toscane con prefazione di Moreno Burattini
Il fumetto si presta agli abbinamenti più diversi (con la musica, il cinema, l’arte, i viaggi). Uno dei più insoliti è quello con la cucina. Eppure questo libretto unisce i disegni dei tanti fumettisti toscani (tra cui alcuni molto illustri, come Aurelio Galleppini, nato in provincia di Grosseto) alle ricette tipiche della nostra regione. Mia la prefazione, che mi fu pagata con una cena.

"El vèdov allegher", libretto della commedia "Il vedovo allegro" in milanese
Una grande soddisfazione è stata la richiesta, fattami da Pietro Calegaro (un professionista del teatro dialettale lombardo) di poter tradurre “Il vedovo allegro” in milanese, diventando “El vèdov allegher”. E’ stato un grande successo.

"I' vedovo allegro", copione della commedia  "Il vedovo allegro" in fiorentino
Questo è il copione originale de “Il vedovo allegro” in vernacolo fiorentino, “I’ vedovo allegro”.

Foto di Marco Corbetta

Targa "Nera d'inchiostro 2015" per i 25 anni di attività di Moreno Burattini

"Dal Risorgimento alla Resistenza. Storie di toscani che fecero l'Italia", 2011
L’organizzazione di Lucca Comics mi ha chiesto, in occasione del 150° anniversario dell’Unità di Italia, di progettare un libro a fumetti che raccontasse dei patrioti toscani del Risorgimento. Ideai un volume composto da dieci racconti, uno per ogni provincia della Toscana, affidati a giovani autori usciti da una scuola di comics di Firenze. Tenni però per me la storia dedicata alla provincia di Pistoia, che ambientai a Gavinana facendo illustrare a Riccardo Pieruccini la visita di Massimo d’Azeglio sul luogo della Battaglia in cerca della tomba del Ferrucci.

Tesi di laurea di Moreno Burattini sulla sceneggiatura di fumetti
Il professor Mario Martelli, nonostante fosse un illustre filologo esperto soprattutto in autori dell’umanesimo fiorentino del Quattrocento, accettò, dimostrando una grande apertura mentale, di fare da relatore alla mia tesi sulla sceneggiatura dei fumetti. Andò bene, perché anche grazie a lui ottenni il 110 e lode.



Moreno Burattini, "Utili sputi di riflessione", 2015
Quasi duemila aforismi, battute, massime e minime divisi per argomento e illustrati da trenta disegnatori italiani. Una antologia che mi racconta e mi mette a nudo meglio di qualunque autobiografia.



Alessandro Bocci, disegno per "Utili sputi di riflessione"
Alessandro Bocci ha così illustrato, in questo disegno originale, l’aforisma “Si è smarrito un bambino di nome Moreno”, tratto dall’antologia “Utili Sputi di Riflessione” (2015).

“Albissola Comics 2013”, catalogo con capitolo di Moreno Burattini su Pop art e Comic art
Spesso gli organizzatori di mostre e convegni fumettistici mi chiedono dei saggi per i loro cataloghi. In quello di Albissola Comics 2013 ne compare uno a mia firma dedicato ai rapporti tra la Pop Art e la Comic Art.

2 numeri del Vernacoliere con rubrica "I dieci domandamenti" curata da Moreno Burattini
Dal gennaio del 2015 esce ogni mese su “Il vernacoliere” una mia rubrica intitolata “I dieci domandamenti”. Poter figurare tra gli umoristi della storica rivista satirica livornese è una soddisfazione che non ha prezzo.


Disegno di Alessandro Piccinelli per "Utili sputi di riflessione" 
Mauro Boselli, amico e collega (ma anche maestro) sceneggiatore di Tex, è, secondo Alessandro Piccinelli, colui che scrive anche la sceneggiatura della mia vita (originale dell’illustrazione tratta da “Utili Sputi di Riflessione”).

Mauro Laurenti, disegno per "Utili sputi di riflessione" di Moreno Burattini
Per dare alle stampe la mia raccolta “Utili Sputi di Riflessione” (2015) ho chiesto a una trentina di disegnatori di fumetti di illustrare alcune degli aforismi. Mauro Laurenti ha scelto: “La vita è una condanna all’ergastolo: ci si risveglia sempre nella stessa cella”, mettendomi dietro le sbarre.



Premio If a Moreno Burattini per il miglior sceneggiatore, 2006 



Massimo Cavezzali, disegno con ritratto di Moreno Burattini
Mi è sempre piaciuta la caricatura che mi ha fatto Massimo Cavezzali, famoso per le sue strips sui cantanti e le band (oltre che Ivan Timbrovic, le Dolline, Kika e mille altre cose).



Foto di Marco Corbetta

Dante Bastianoni, disegno con ritratto di Moreno Burattini  
La prima caricatura fattami da un professionista, all’inizio della mia carriera, fu questa, opera di Dante Bastianoni.

Foto di Marco Corbetta

Mauro Laurenti, disegno con ritratto caricatura di Moreno Burattini
Mauro Laurenti, oltre che uno straordinario disegnatore, è anche un eccellente caricaturista.

Francesco Bastianoni, disegno con ritratto di Moreno Burattini
Quando mi sono sposato, nel 1992, ho chiesto a oltre trenta disegnatori una illustrazione con cui realizzare una sorta di “bomboniera a fumetti”, diventata poi oggetto da collezione per molti cacciatori di cimeli. Francesco Bastianoni mi mise in caricatura nel modo che vedete.

Aldo Di Gennaro, disegno con ritratto di Moreno Burattini
Vedere il grande Aldo Di Gennaro farmi un ritratto spiritoso al volo, in un minuto, è stata un’esperienza esaltante.




Graziano Origa, disegno con ritratto di Moreno Burattini
Dal genio grafico di Graziano Origa è nato questo mio ritratto giovanile, poi da lui raccolto in un volume insieme ad altri del genere.



Gallieno Ferri, disegno con ritratto di Moreno Burattini







Premio Gran Guinigi come miglior sceneggiatore, Lucca Comics & Games 2003

Il registro dei visitatori
La foresta di Darkwood ricostruita a Palazzo Achilli

La foresta di Darkwood ricostruita a Palazzo Achilli (foto do Marco Corbetta)



Foto di Marco Corbetta



Momento dell'inaugurazione. Io con i rappresentanti del Comune di San Marcello e della Provincia
(foto di Marco Corbetta)
Alice Sobrero, assessore alla Cultura del Comune di San Marcello Pistoiese (foto di Marco Corbetta)


Moreno Burattini durante l'inaugurazione della mostra (foto di Marco Corbetta)

Marcello Mangianti autografa disegni e albi all'inaugurazione (foto di Marco Corbetta)



I nomi degli organizzatori e i ringraziamenti (foto di Marco Corbetta)