venerdì 8 marzo 2024

I GUERRIERI DI TUMAK

 

 
 
All'inizio di marzo di questo 2024 è uscito in edicola il n° 704 di Zagor (Zenith 755), intitolato “I guerrieri di Tumak”, di cui vedete qua sopra la copertina di Alessandro Piccinelli - che  appartiene a quel filone di cover "d'atmosfera" il cui contenuto non riproduce nessuna precisa scena riscontrabile nell'interno (nell'albo non ci sono azioni notturne, né totem, nè tepee e Zagor non impugna mai arco e frecce), però si rende l'idea di un eroe che affronta degli indiani. I testi sono miei, i disegni di un Marco Verni, come già dicevo presentando l'albo precedente, "più ferriano che mai".  Si tratta della seconda puntata della lunga storia con il ritorno di Supermike, destinata a concludersi con l'albo di luglio. Rimandiano dunque, saggiamente, il giudizio complessivo ad avventura terminata.
 
Qualche curiosità.
 
La prima: siamo alla seconda puntata e Marco Verni non ha ancora finito di disegnare il racconto, dunque non abbiamo certezze circa la sua effettiva lunghezza. Riuscerà l'illustratore romagnolo a battere il record di 513 tavole attualmente detenuto da Gallieno Ferri con una storia scritta da Tiziano Sclavi, intitolata "Incubi"? E se sì, di quanto?  Lo scopriremo nei prossimi mesi.
 
La seconda: nella rubrica "I tamburi di Darkwood", collocata come al solito a pagina 4, viene ricordato Alfredo Castelli, scomparso il 7 febbraio. Oltre a essere lo sceneggiatore stellare che tutti conosciamo attraverso il milione di fumetti da lui scritti, e la persona fantastica e divertente che ricordano quanti hanno avuto, come me,  la fortuna di frequentare, Castelli è stato anche l'autore della precedente apparizione di Supermike, quella a cui io e Verni ci siamo ricollegati riprendendo in mano il personaggio, rivelando, dato che c'eravamo, qualche retroscena rimasto da dipanare. Entrambi dedichiamo il "nostro" ritorno di MIke Gordon al super Alfredo (troverete la dedica in calce all'ultima vignetta).
Poco più sotto pubblico il testo della rubrica. 

La terza: il nome Tumak era già comparso sulla copertina di un albo Bonelli, per la precisione su quella dell'albo di Tex n° 536, sceneggiato da Claudio Nizzi e disegnato da Fabio Civitelli, uscito nel 2005. Potete vedere qui sotto la bella copertina di Claudio Villa. Si tratta, ovviamente, di un caso di omonimia. L'inesorabile Tumak affrontato da Tex non è lo stesso Tumak con cui ha a che fare Zagor. Magari quest'ultimo potrebbe essere il padre del primo, e in tal caso costui dovrebbe chiamarsi Tumak Jr. La verità è che noi sceneggiatori abbiamo sempre il problema dei nomi da dare ai personaggi, cercando di trovarne di originali. Il mio metodo è quello di prendere il titolo di un film americano a caso, meglio se vecchio, andare a leggere l'elenco degli attori minori e dei tecnici, e prendere in prestito, per esempio, i nome del direttore della fotografia di "Niagara" (1953), che è Joseph MacDonald. Nel caso di pellerossa, se conosco la tribù e se è necessario che proprio di quella tribù si tratti, cerco su Google, facciamo l'ipotesi, "native Tuscarora name" e magari utilizzo Shakure (il primo che casca sotto gli occhi). Quando però non si trova niente di utile o si tratta di indiani generici, mi risolvo nell'inventare un antroponimo che suoni bene. Tumak suonava bene. Deve aver avuto la stessa impressione anche Claudio Nizzi, vent'anni fa.
 
 

 
 
 

I TAMBURI DI DARKWOOD

Marzo 2024

Amici zagoriani,

esattamente un mese fa ricordavamo, su queste stesse colonne, come la precedente apparizione di Supermike sulle pagine di Zagor risalisse addirittura al 1984, in una storia scritta da Alfredo Castelli e illustrata da Gallieno Ferri, che raccontava il seguito, a nove anni di distanza, del primo scontro fra lo Spirito con la Scure e Mike Gordon immaginato nel 1975 da Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli. Il proseguo della nuova vicenda che io e Marco Verni abbiamo iniziato a narrarvi con l’albo di febbraio servirà, tra le altre cose, a chiarire alcuni interrogativi rimasti in sospeso proprio nel racconto castelliano di quarant’anni fa. Ma prima ancora che potessimo riallacciarci a “Il volto del nemico” (il titolo dell’episodio conclusivo di quella seconda storia), è giunta la notizia della scomparsa di Alfredo Castelli. Alfredo ci ha infatti lasciati il 7 febbraio 2024, all’età di settantasei anni, al termine di una lunga malattia che non gli ha impedito, fino all’ultimo, di continuare a scrivere come ha fatto instancabilmente per tutta la vita. E’ impossibile, per me come per chiunque lo abbia conosciuto da vicino, trovare le parole per descrivere lo sgomento di essere rimasti senza un amico come lui, di cui si diceva sempre quanto fosse “vulcanico” senza ugualmente riuscire a rendere l’idea della fucina di storie e progetti che era la sua mente sempre al lavoro. Una fucina attiva a livello multimediale fin dai tempi in cui la multimedialità muoveva i suoi primi passi, così come trasversali sono state le sue mille collaborazioni con le case editrici più diverse e innumerevoli e variegati i suoi interessi. La sua creatività non si esprimeva soltanto attraverso colpi di genio nelle sue storie a fumetti, ma anche nel suo modo irresistibile di scherzare con colleghi ed amici che lo rendeva un compagno di lavoro straordinariamente divertente e caratterizzato da una grande umanità, sempre disponibile ad ascoltare gli appassionati e aiutare i giovani sceneggiatori e disegnatori. La prima collaborazione di Castelli, con la saga dello Spirito con la Scure è datata 1971, quando uscì l’avventura  “Molok!” (Zagor n° 77). Il giovane Alfredo dimostrò di saper cogliere le caratteristiche di trasversalità tra i generi e le possibilità di contaminazione offerte dal Re di Darkwood e riuscì a consegnare ai lettori alcune storie memorabili, prima di dedicarsi a Martin Mystére, il personaggio da lui creato nel 1982 a cui risulta maggiormente legato. Alfredo Castelli ricorda così i suoi esordi zagoriani: «All’epoca ero ingenuamente convinto che scrivere Zagor fosse un'impresa relativamente poco complicata. Errore: Zagor è frutto di un calcolato equilibrio alchemico, in cui Nolitta/Bonelli riusciva a dosare - non ho mai capito se per istinto o freddamente a tavolino - avventura e umorismo, suspense e azione, ambientazioni western e fantastiche». Castelli è stato anche l’artefice (con i programmatori della Systems) del primo, e finora unico, videogioco dello Spirito con la Scure, mandato in edicola con la rivista Commodore Club nella seconda metà degli anni Ottanta. Io e Marco Verni, che in quegli anni leggevamo le storie di Alfredo come semplici lettori, e abbiamo sempre riso del suo “Omino Bufo”, gli dedichiamo il nostro ritorno di Supermike, certi che se siamo giunti a realizzarlo è stato anche grazie agli stimoli, alle lezioni, al divertimento che lui ci ha dato.

Moreno Burattini